Chimica industriale

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Rappresentazione di un impianto della Dow Chemical, in Germania.

La chimica industriale è quella branca della chimica che si occupa delle trasformazioni industriali delle materie prime per la produzione di sostanze chimiche di varia natura, dei processi e degli impianti chimici e dei loro impatti economici sull'industria e sui prodotti finiti.

Storia della chimica industriale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia dell'industria chimica.

L'industria chimica è nata a partire dal XIX secolo a seguito della rivoluzione industriale e si è evoluta grazie allo sviluppo delle scienze chimiche e dell'economia.

Settori della chimica industriale[modifica | modifica wikitesto]

In genere la chimica industriale è divisa in chimica primaria ed in chimica secondaria, a seconda del grado di trasformazione della materia prima.

Chimica primaria[modifica | modifica wikitesto]

È il settore industriale di base che si occupa della produzione, a partire da materie prime come petrolio e gas naturale, di composti chimici relativamente semplici (come ad esempio benzene, fenolo e propilene) usati successivamente dalla chimica secondaria come punto di partenza per ulteriori trasformazioni. La chimica primaria è strettamente legata all'industria dell'estrazione mineraria (zolfo, pirite) e all'industria del petrolio, anche se normalmente la petrolchimica, per la sua complessità e specificità, viene considerata un settore a parte. Caratteristica dell'industria chimica primaria è quella di operare su grande scala (grandi quantità di materiali e grandi dimensioni degli impianti).

Chimica secondaria[modifica | modifica wikitesto]

La chimica secondaria parte da intermedi chimici prodotti dalla chimica primaria e dalla petrolchimica per produrre molecole più complesse (come i coloranti, i fitofarmaci eccetera). L'economia di scala di questo comparto, con il suo superiore valore aggiunto, e la maggior sofisticazione degli impianti, rende più limitate - nelle dimensioni e nelle quantità prodotte - le relative aziende. A sua volta la chimica secondaria può essere divisa in chimica fine e chimica delle specialità.

Chimica fine[modifica | modifica wikitesto]

La chimica fine è la produzione di intermedi, materie prime, principi attivi, additivi, ausiliari, coadiuvanti tecnologici, enzimi e catalizzatori per diverse industrie manifatturiere, parachimica e chimica di trasformazione (chimica specialistica: tensioattivi, vernici, dolcificanti, additivi alimentari, adesivi, farmaci, cosmetici, eccetera). Federchimica[1] annovera fra le sue 16 associazioni di settore una nominata AISPEC per la Chimica fine e specialistica, dove le aziende di chimica fine sono differenziate da quelle della specialistica in 9 gruppi diversi.

Parachimica[modifica | modifica wikitesto]

Il settore industriale a valle della chimica secondaria - i cui prodotti sono destinati ad un uso diretto o a semplici miscelazioni formulazioni e additivazioni - viene definito in genere parachimica.

Esempi tipici di prodotti parachimici sono: colle, vernici, inchiostri e prodotti cosmetici.

Prodotti della chimica industriale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Classificazione commerciale dei prodotti chimici.

I principali prodotti della chimica industriale, suddivisi in base alla loro natura chimica e alle loro applicazioni, sono:

Compagnie del XXI secolo[modifica | modifica wikitesto]

Nella tabella sottostante sono raccolte le compagnie operanti nel campo della chimica industriale che nel 2005 hanno prodotto un fatturato di almeno 10 miliardi di dollari. Per alcune di esse il fatturato deriva solo in parte dalla produzione di "chemicals".

Compagnia, sede Vendite nel 2005 in miliardi di USD[senza fonte] Posizione Paese
BASF, AG, Ludwigshafen, Germania 53,2 1 Germania
Dow Chemical, Midland, Michigan 46,3 2 Stati Uniti
Shell Chemicals, Paesi Bassi / UK 35 3 Paesi BassiRegno Unito
Bayer, AG, Leverkusen, Germania 34,1 4 Germania
Ineos, Lyndhurst, UK 33 5 Regno Unito
ExxonMobil, Irving, Texas 31,2 6 Stati Uniti
DuPont, Wilmington, Delaware 28,5 7 Stati Uniti
Mitsubishi Chemical, Tokyo, Giappone 21,9 8 Giappone
Lyondell Chemical, Houston, Texas 18,6 9 Stati Uniti
Saudi Basic Industries Corporation, Riyadh, Arabia Saudita 18,4 10 Arabia Saudita
Akzo Nobel, Arnhem, Paesi Bassi 16,2 11 Paesi Bassi
Evonik Degussa, AG, Düsseldorf, Germania 14,6 12 Germania
Sumitomo Chemical, Tokyo, Giappone 14,1 13 Giappone
Asahi Kasei, Tokyo, Giappone 13,6 14 Giappone
Mitsui Chemicals, Tokyo, Giappone 13,4 15 Giappone
Air Liquide, Paris, France 13,0 16 Francia
Toray Industries, Tokyo, Giappone 13,0 17 Giappone
Huntsman Corp., Salt Lake City, Utah 13,0 18 Stati Uniti
Chevron Phillips, The Woodlands, Texas 10,7 19 Stati Uniti
Solvay SA, Brussels, Belgio 10,7 20 Belgio
Imperial Chemical Industries(ICI), Londra, UK 10,6 21 Regno Unito
Shin-Etsu Chemical Co., Ltd., Tokyo, Giappone 10,2 22 Giappone
DSM NV, Heerlen, Paesi Bassi 10,2 23 Paesi Bassi

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ AISPEC

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Fritz Ullmann, Ullmann's Encyclopedia of Industrial Chemistry, 6ª ed., Wiley-VCH, 2002, ISBN 3-527-30385-5.
  • (EN) Robert A. Smiley, Harold L. Jackson, Chemistry and the Chemical Industry: A Practical Guide for Non-Chemists, 1ª ed., CRC, 2002, ISBN 1-58716-054-4.
  • (EN) Klaus Weissermel, Hans-Jürgen Arpe, Charlet R. Lindley, Industrial organic chemistry, 4ª ed., Wiley-VCH, 2003, ISBN 3-527-30578-5.

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