Ferrovia Bologna-Ancona
| Bologna – Ancona | |
|---|---|
| Stati attraversati | |
| Lunghezza | 204 km |
| Apertura | 1861 |
| Gestore | RFI |
| Precedenti gestori | SFR (1861-1865) SFM (1865-1906) |
| Scartamento | 1435 mm |
| Elettrificazione | 3 kV CC |
| Diramazioni | Ancona – Ancona Marittima (1,72 km) |
| Ferrovie | |
La ferrovia Bologna – Ancona è una linea ferroviaria italiana di proprietà statale che collega Bologna ad Ancona, attraversando la pianura padana fino a Rimini e costeggiando il litorale adriatico per il resto del percorso.
È gestita da Rete Ferroviaria Italiana (RFI) che la classifica come linea fondamentale[1].
Indice |
Storia [modifica]
| Tratta | Inaugurazione[2] |
|---|---|
| Bologna-Forlì | 1º settembre 1861 |
| Forlì-Rimini | 5 ottobre 1861 |
| Rimini-Ancona | 17 novembre 1861 |
La Facoltà (ovvero, la concessione) di costruire ed esercitare la ferrovia tra Ancona e Bologna venne accordata dal governo pontificio, con decreto del 21 maggio 1856 al Marchese di Casa Valdes, con la prescrizione di costruirla entro 10 anni e per la durata di 95 anni. Il 16 agosto successivo il governo approvò lo statuto della Società generale delle strade ferrate romane costituita per la costruzione e l'esercizio dell'intera linea ferroviaria Roma-Ancona e prosecuzione fino a Bologna. Detta società era concessionaria della intera rete detta «Pio Centrale» che comprendeva anche la Roma-Civitavecchia [3]e favoriva anche gli interessi della rete ferroviaria dell'austriaco Lombardo-Veneto.
La ferrovia fu aperta all'esercizio verso la fine 1861, quando i territori furono annessi al Regno d'Italia. Il tronco Bologna-Forlì fu aperto il 1º settembre 1861, quello Forlì-Rimini il 5 ottobre e il 17 novembre fu la volta del tratto ferroviario fino alla stazione di Ancona[2]. La cerimonia inaugurale della linea completa si era tenuta sette giorni prima[4].
La linea in oggetto assieme ad altre della stessa Pio Centrale venne assegnata alla Società per le strade ferrate romane costituita a seguito del riordino delle ferrovie previsto dalla legge del 14 maggio 1865, n° 2279. In seguito alla crisi della società delle Romane acuitasi dopo gli anni settanta la gestione della linea passò infine alla Società Italiana per le strade ferrate meridionali che la mantenne anche con le Convenzioni del 1885. Dopo il 1905, a seguito della legge Fortis che statalizzava le ferrovie, la gestione passò alle Ferrovie dello Stato.
Caratteristiche [modifica]
La linea è a doppio binario a scartamento ordinario di 1435 mm ed è elettrificata a 3000 Volt a corrente continua.
Percorso [modifica]
Traffico [modifica]
Il traffico passeggeri è gestito da Trenitalia con tutte le tipologie di treni. Nel periodo estivo, il tronco Rimini-Pesaro è anche utilizzato dalla Ferrovie Emilia Romagna S.r.l. per i suoi treni del mare (Bergamo–Pesaro, Brescia–Verona Porta Nuova–Pesaro e Cremona–Mantova–Pesaro).
Note [modifica]
- ^ RFI - Rete in esercizio (PDF). URL consultato in data 26 dicembre 2011.
- ^ a b Cfr. Sviluppo delle ferrovie italiane dal 1839 al 31 dicembre 1926, Roma, Ufficio Centrale di Statistica delle Ferrovie dello Stato, 1927. Vedi Alessandro Tuzza. Trenidicarta.it. 1997-2007. URL consultato in data 26 dicembre 2011.
- ^ Governo Pontificio,Ragguaglio delle cose operate dal Ministero del commercio e dei Lavori Pubblici dal 1859 al 1863, Roma, Tipografia della Rev. Camera Apostolica-1864
- ^ Redazionale, Primo treno 150 anni fa, un convegno per ricordarlo. Linea Ancona-Bologna, Resto del Carlino, 9 novembre 2011. URL consultato in data 26 dicembre 2011.
Voci correlate [modifica]
- Ferrovie italiane
- Storia delle ferrovie in Italia
- Progetto di ferrovia Subappennina: linea ferroviaria incompiuta che avrebbe dovuto collegare la stazione di Santarcangelo di Romagna alla ferrovia Roma-Ancona.
Altri progetti [modifica]
Commons contiene immagini o altri file su Ferrovia Bologna-Ancona
Collegamenti esterni [modifica]
- RFI SpA. Fascicolo Linea 84 Bologna – Rimini (PDF), pp. 81-113. URL consultato in data 16-08-2008.
- RFI SpA. Fascicolo Linea 102 Rimini – Ancona (PDF), pp. 101-129. URL consultato in data 16-08-2008.
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