Populus

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Pioppo - Pianta di alto fusto appartenente alla famiglia delle salicaceae e al genere Populus. Il nome di pioppo o, appunto populus, deriva dagli antichi romani che chiamavano questa pianta arbor populi (albero del popolo); secondo una leggenda, tuttavia, il suo nome potrebbe anche derivare - sempre secondo gli antichi romani - dal rumore che la sua folta chioma produce col soffiare del vento, molto simile al brusio del popolo riunito in una piazza.

Il genere Populus viene suddiviso in cinque sezioni (o divisioni): Turanga - Leuce - Aigeiros - Tacamahaca - Leucoides: di questi, solo due crescono spontaneamente in Italia: il Leuce (di cui fanno parte i pioppi bianchi ed i tremoli) e gli Aigeiros (o pioppi neri).

Il pioppo è una bella pianta ornamentale sia in gruppo che isolata o in filari, abbellisce dando un aspetto festoso e austero al paesaggio in cui è collocato e in autunno è uno spettacolo di colori quando le sue foglie iniziano a ingiallire.

Indice

[modifica] Caratteristiche

Il pioppo in Italia ha una parte importante nell'arboricoltura da legno: viene infatti impiegato per vari usi come la fabbricazione di fogli di compensato, cassette da imballaggio, carta, fiammiferi, pannelli di compensato, ecc.. Apprezzato anche per motivi ornamentali, viene impiegato nei parchi, nei giardini e nei viali delle città. Lo si può trovare in tutta Europa fino al Circolo polare, nell'America settentrionale, in Asia e nell'Africa del Nord.

A seconda dei tipi di coltivazione, ne vengono classificate dalle 30 (le maggiormente conosciute) alle 100 specie. Oltre a quelle spontanee, esistono anche degli ibridi creatisi tra i pioppi neri europei e i pioppi neri importati dall'America che si sono incrociati spontaneamente nel tempo rendendo difficile il loro riconoscimento e che vengono classificati sotto il nome di Pioppo euroamericana.

Il pioppo è una pianta arborea e dioica e per questo vi sono tipi di albero femminili, i cui fiori sono provvisti di soli pistilli, e altri di tipo maschile, con soli stami.

Le sue foglie sono caduche con nervatura a ventaglio, dotate di un picciuolo abbastanza lungo, in posizione alternata sul ramo e che a volte si presentano in forma e colore diverso pur nello stesso esemplare. Vengono distinte in turionali le foglie con dimensioni maggiori che crescono sui rami più lunghi, e brachiblastali quelle che crescono sui rami più corti, e quindi di piccole dimensioni.

I fiori sono raggruppati a spiga pendente e appaiono all'inizio della primavera, ancora prima dello spuntare delle foglie. Quelli maschili sono più corti e tozzi e compaiono prima di quelli femminili che hanno spighe più lunghe e più pendenti.

La fecondazione avviene col soffiare del vento.

Il frutto o gemma ha la forma di una capsula e matura poco tempo dopo la fioritura; da esso escono dei piccoli semi che hanno dei lunghi peli (in America vengono chiamati Cottonwood per via del loro aspetto) e che, agevolati da questi, vengono spinti dal vento anche molto lontano dalla pianta, dove iniziano a germogliare già dopo un paio di settimane. Il pioppo inizia a fiorire già dopo 10 o 15 anni di età e la produzione di fiori è sempre abbondante in ogni fioritura.

Le piante maschili e quelle femminili sono facilmente distinguibili: le femminili hanno rami grandi, sono più voluminose e con gemme grosse, mentre quelle maschili sono più slanciate ed hanno un numero maggiore di gemme di dimensioni però inferiori. La diversità di sesso di questo tipo di albero ha fatto sì che in passato venisse erroneamente classificato in due specie diverse.

[modifica] Coltivazione

La coltivazione dei pioppi richiede molta luce; inoltre, vogliono un terreno fertile, umido a sufficienza, non amano il ristagno dell'acqua e i terreni troppo duri; con buoni accorgimenti in coltura e alcuni trattamenti antiparassitari (tesi soprattutto a difendere il tronco dall'attacco del temibile "criptorrinco" o punteruolo e da saperda e rodilegno) la pianta avrà una rapidissima crescita. Per quanto riguarda l'apparato fogliare, i maggiori attacchi parassitari sono a carico dell'Ifantria, insetto defogliatore di origine americana e della Marsonnina brunea, di origine funginea

La loro moltiplicazione avviene per seme e per polloni, mentre nei vivai si preferisce la moltiplicazione per talea.

Nelle piantagioni, i pioppi vanno messi a dimora a una distanza gli uni dagli altri di 4 x 4 m. oppure 4 x 5 o ancora 5 x 5 a seconda delle specie usate, del terreno o della vicinanza o meno di fonti d'acqua. I pioppi prediligono crescere con i loro simili; tuttavia crescono bene anche con altre specie, come ad esempio i salici.

Per scopo industriale vengono usati in prevalenza pioppi ad alto fusto di 10 o 25 anni (il periodo ottimale va da 18 a 25 anni); dopo l'abbattimento il terreno potrà essere usato per piantare altri pioppi oppure usato per altre colture. Per scopi ornamentali, vengono usati in filari e in gruppi di piante; si prediligono le specie a chioma ampia.

In natura il pioppo può arrivare a vivere fino a 200-400 anni.

[modifica] Clonazione

In Italia, la clonazione di questo tipo di albero avviene sotto lo stretto controllo della Commissione nazionale per il Pioppo che classifica i cloni in un apposito registro (il Registro nazionale dei cloni forestali) perché sia certificata la corretta identità e la caratteristica di un clone di questo albero.

La registrazione avviene dopo la compilazione di una scheda dove vengono indicate tutte le caratteristiche morfologiche, biologiche e tecnologiche dei cloni che, dopo un attento esame da parte della commissione, vengono ufficialmente registrati. In campo internazionale, del pioppo si occupa la International Poplar Commission, emanazione della FAO.

[modifica] La pioppicoltura in Italia

Le pioppete (o i pioppeti) sono i luoghi in cui si coltivano i Pioppi.

Nell'ultimo censimento del 2000 risultavano in Italia 83.368 ettari di pioppete divisi in 25.022 aziende agricole (3,33 ha per azienda). A fianco di questa pioppicoltura vi sono 35.000 ettari di pioppeti non inserita nelle aziende agricole. Dunque il totale pioppete in Italia ammonta a poco meno di 120.000 ettari [1].

Questa superficie è però in diminuzione dagli anni '70, in cui le pioppete inserite nelle sole aziende agricole ammontavano a 150.000 ettari.

Più del 70% delle pioppete in Italia sono situate nella Pianura Padana. Qui la diminuzione delle pioppete è stata più marcata, con una riduzione di superficie di pioppete in azienda che va da 65.000 ettari dei primi anni '80 agli attuali 35.000 ettari. Con una superficie totale che è passata dai 96.000 ettari del 1980 ai 70.000 ettari della fine degli anni '90.

Ogni ettaro di pioppeta produce mediamente 15 tonnellate di legno ogni anno [2]. La quantità totale di legname delle pioppete s'aggira sul 45-50% dell'intera produzione nazionale di legname [3].

La pioppicoltura è l'unico esempio di arboricoltura degno di nota in Italia.

[modifica] Alcune specie coltivate in Italia

Divisione Leuce:

  • Populus alba – pioppo bianco che in condizioni ottimali può raggiungere anche 30 m. di altezza e un diametro di 1,20 m.; di bell'aspetto e molto decorativo, con chioma arrotondata e fusto sia dritto che ramificato e sinuoso. Ha rami robusti che partono a breve altezza dal terreno e le sue foglie sono di forma ovale, la corteccia di colore da bianca a grigio-verdastra è liscia da giovane e diventa ruvida col passare del tempo. Questa specie cresce spontaneamente anche in quasi tutta l'Europa, nell'Africa settentrionale e in Asia. In Italia si trova sulle Alpi fino a 1200 m. di altitudine e sugli Appennini fino a 1400 m..
  • Populus candicans – specie che può raggiungere fino a 34 m. di altezza. Ha chioma grande e arrotondata, produce gemme molto resinose, e le nuove foglie hanno un gradevole profumo balsamico. Questo tipo di pioppo che viene coltivato soprattutto nell'Europa centrale, non è largamente usato per via del cancro del pioppo (bacterium tumefaciens) da cui viene facilmente colpito.
  • Populus canescens – è di struttura e altezza meno appariscente del Populus candicans, la sua classificazione è contrastante: alcuni coltivatori lo classificano come specie a sé stante, altri come un ibrido tra il pioppo bianco e il pioppo tremulo, mentre altri ancora pensano che sia una varietà del pioppo bianco, col quale viene erroneamente confuso. Ha foglie leggermente dentate che si presentano nei rami più lunghi (turionali) di forma ovale e grigiastre sul retro, mentre quelle dei rami più corti (brachiblastali), sono irregolarmente dentellate e presentano un lungo picciuolo. Questo tipo di pioppo si può trovare in tutta Europa. La sua corteccia è liscia, grigio-giallastro e invecchiando assume un aspetto solcato e ruvido. Le sue chiome hanno forma arrotondata.
  • Populus tremula – o pioppo tremulo, cresce in tutta Europa, ma lo si può trovare anche in alcune zone dell'Africa del nord. In Italia è presente sulle Alpi fino ad un'altezza di 1600 mt. e sugli Appennini fino a 1800 mt.; in alcune zone inoltre lo si può trovare anche a poche centinaia di metri dal mare. La sua altezza si aggira sui 20-25 m., ha fusto diritto e slanciato ed una chioma di forma globulare, le sue foglie turionali sono ovali e appuntite, con picciuolo a forma cilindrica, mentre le brachiblastali hanno forma tondeggiante con picciuolo leggermente schiacciato ai lati che le rende particolarmente mobili al minimo soffio di vento. Questa specie di pioppo si contraddistingue per via dell'impossibilità di moltiplicazione per talea. In Italia se ne conoscono attualmente tre varietà:’’dodeana’’, con foglie molto dentellate; australis con foglie arrotondate e piccole; villosa con foglie che da giovani si presentano pelose.

Divisione Aigeiros:

Alberi di pioppo in inverno
Alberi di pioppo in inverno
  • Populus euroamericana – con questo nome sono raggruppati tutti gli ibridi nati dagli incroci tra i pioppi neri europei (‘’Populus nigra’’)e i pioppi neri americani (‘’Populus deltoides’’), in Italia meglio conosciuti come ‘’pioppi canadesi’’. I cloni selezionati di questi ibridi vengono denominati con nomi di fantasia o numeri o sigle. Molto apprezzati alcuni cloni selezionati in Italia (uno fra tutti è l' "I-214") che ha una buona crescita tanto da raggiungere fino a 35 cm di diametro in soli 10 anni di vita ed un'altezza di circa 30 m.; produce un ottimo legname ed ha una buona adattabilità. Lo si può trovare copiosamente nella Pianura Padana dove è coltivato per fornire legname alle industrie della zona.
  • Populus nigra – è il pioppo nero di forma piramidale o arrotondata con fusto diritto e portamento eretto, che può raggiungere i 25 m. di altezza e 1 m. di diametro. La sua corteccia è marrone-grigia, liscia in gioventù che diventa poi ruvida e screpolata in vecchiaia. Le sue gemme sono vischiose ed assumono un gradevole profumo balsamico. I rami giovani possono essere sia rossastri che verdi e a seconda della varietà pelosi, le foglie brachiblastali hanno un colore verde brillante dentellate al margine e appuntite di forma triangolare e le turionali sono a forma di lamina lunga circa 8 cm. Il pioppo nero viene suddiviso in molteplici varietà difficilmente distinguibili tra loro a causa delle varie forme assunte similari tra di loro.
  • Populus pyramidalis – detto anche pioppo cipressino, è un ‘’cultivar’’ più che una specie a sé stante: tuttavia resta una pianta molto apprezzata come ornamento poiché può raggiungere i 30-35 m. di altezza. I suoi rami sono numerosi, piccoli e si possono trovare già alla base del fusto che ha una corteccia molto rugosa e screpolata. Le foglie turionali sono grandi e arrotondate alla base mentre quelle brachiblastali sono piccole, ovali e dentellate. Questa varietà si è sviluppata spontaneamente in Lombardia tanto da assumere in inglese il nome di ‘’Lombardy Poplar’’, e viene usato solo per scopi ornamentali, tramite la moltiplicazione per talea in quanto questo tipo di pioppo è una varietà solo maschile, da non confondersi con altre varietà orientali come la ‘’thevestina’’, composta solo da varietà femmine.

[modifica] Curiosità

  • Secondo un antico detto comune "Piazza del Popolo", a Roma, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non deve il suo nome al popolo ma ai pioppi neri che un tempo abbellivano la piazza.[citazione necessaria]
  • Il legno di pioppo è stato usato da Leonardo da Vinci per dipingere la sua celebre Monna Lisa.[4]
  • Nella cultura celtica il pioppo – pianta dedicata ai morti in battaglia - rappresenta un segno zodiacale per i nati dal 4-8 febbraio, 1-14 maggio, 5-13 agosto, 3-11 novembre: i nati sotto questo segno avrebbero una tendenza al pessimismo, alla contemplazione e alla critica. Amanti della natura, non riescono tuttavia a godere appieno dei piaceri della vita.
  • Dal pioppo deriva il nome volgare di uno fra i più apprezzati funghi commestibili: il piopparello.

[modifica] Note

  1. ^ Dati riscontrabili su ISTAT, CGA 2000
  2. ^ Fonte: http://www.federlegno.it/tool/home.php?s=0,1,29,37,417,1042,1043
  3. ^ Fonte:http://www.federlegno.it/tool/home.php?s=0,1,29,37,417,1042
  4. ^ Marani, Pietro. Leonardo, la Gioconda. Giunti Ed. 2003 - pag. 10

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