Diocesi di Faenza-Modigliana

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Diocesi di Faenza-Modigliana
Dioecesis Faventina-Mutilensis
Chiesa latina
Faenza-brick-church.jpg
Suffraganea dell' arcidiocesi di Bologna
Regione ecclesiastica Emilia-Romagna
Logo diocesi faenza duomo.png Cartina diocesi faenza particolare.png
Collocazione geografica
Collocazione geografica della diocesi
Vescovo Claudio Stagni
Vicario generale Roberto Fortunato Brunato
Sacerdoti 118 di cui 111 secolari e 7 regolari
957 battezzati per sacerdote
Religiosi 12 uomini, 223 donne
Diaconi 5 permanenti
Abitanti 126.034
Battezzati 113.000 (89,7% del totale)
Superficie 1.044 km² in Italia
Parrocchie 88 (5 vicariati)
Erezione III secolo (Faenza)
7 luglio 1850 (Modigliana)
in plena unione dal 30 settembre 1986
Rito latino
Cattedrale San Pietro Apostolo
Concattedrali Santo Stefano
Santi patroni Beata Vergine delle Grazie
San Pier Damiani
Indirizzo Piazza XI Febbraio, 10 - 48018 Faenza (Ravenna)
Sito web www.faenza.chiesacattolica.it
Dati dall'Annuario Pontificio 2005 * *
Chiesa cattolica in Italia

La diocesi di Faenza-Modigliana (in latino: Dioecesis Faventina-Mutilensis) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Bologna e appartenente alla regione ecclesiastica Emilia-Romagna. Nel 2006 contava 113.000 battezzati su 126.034 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Claudio Stagni.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

La diocesi è di dimensioni medio-piccole nel panorama italiano; è circondata dalle diocesi di Ravenna-Cervia (a nord e a est), Forlì-Bertinoro (a est), Firenze (a sud), Imola (a ovest). Il suo territorio è una striscia lunga e stretta, orientata da nord verso sud: al nord si estende nelle propaggini della Pianura Padana, fin quasi a lambire le Valli di Comacchio; al centro vede la città di Faenza, che da sola raggruppa la metà della popolazione diocesana; al sud si inerpica nei colli e nei monti dell'Appennino tosco-romagnolo, fino a raggiungere lo spartiacque naturale del crinale.

Il territorio della diocesi

I confini della diocesi comprendono parti di territorio appartenenti a due regioni, Emilia-Romagna e Toscana, e a tre province, quelle di Ravenna, di Forlì-Cesena e di Firenze; i Comuni interessati sono diciassette (da nord verso sud, Alfonsine, Ravenna, Fusignano, Sant'Agata sul Santerno, Bagnacavallo, Lugo, Russi, Cotignola, Solarolo, Faenza, Castel Bolognese, Brisighella, Riolo Terme, Modigliana, Casola Valsenio, Marradi, Tredozio). È interessante notare che, per ragioni storiche, esistono due parrocchie che non hanno continuità territoriale con il resto della diocesi: si tratta di due paesi che si trovano all'interno del territorio della Diocesi di Imola, pur facendo parte della Diocesi di Faenza.

Struttura ecclesiale[modifica | modifica sorgente]

Il vescovo viene coadiuvato dal consiglio episcopale, formato da tre sacerdoti della diocesi, nominati vicari episcopali con tre diversi settori di competenza:

  • Roberto Fortunato Brunato, vicario generale con deleghe specifiche per l'ambito della liturgia;
  • Luigi Guerrini, vicario episcopale per il ministero della parola;
  • Claudio Bolognesi, vicario episcopale per il ministero della carità.

Ogni ufficio e centro pastorale della curia diocesana fa riferimento ad uno di questi tre vicari.

Sono presenti 88 parrocchie (alcune delle quali molto piccole e senza un parroco residente).

Con decreto dell'8 aprile 2007, solennità di Pasqua, il vescovo Claudio Stagni ha raggruppato le parrocchie dell'intero territorio diocesano in 19 unità pastorali. Ogni unità è formata da alcune parrocchie vicine per territorio e situazione pastorale; è retta da un presbitero coordinatore (designato dal vescovo per 5 anni) e da un'équipe (formata dai parroci dell'unità pastorale e da un rappresentante laico per ogni parrocchia); ha il compito di promuovere e coordinare l'attività pastorale comune (ad esempio: formazione dei catechisti; catechesi agli adulti; preparazione ai sacramenti; pastorale giovanile; attività della Caritas; ...).

A loro volta le unità pastorali sono raggruppate a formare 5 vicariati foranei. Ogni vicariato è affidato ad un vicario foraneo, che viene nominato dal vescovo per la durata di cinque anni dopo aver consultato tutti i presbiteri (diocesani e religiosi) residenti nel vicariato; lo stesso vicario foraneo deve appartenere al vicariato. Le sue competenze sono definite da un decreto vescovile del 15 gennaio 2008.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Parrocchie della Diocesi di Faenza-Modigliana.

Situazione pastorale[modifica | modifica sorgente]

Storicamente la diocesi è sempre stata ricca di clero, mentre oggi condivide la situazione di tante diocesi italiane: età media del clero molto elevata; poche vocazioni e scarso ricambio generazionale; contrazione degli ordini religiosi che tendono ad abbandonare alcuni loro conventi e parrocchie. Questa situazione di emergenza sta spingendo due fenomeni positivi: da un lato, il tentativo di un maggior coordinamento tra le varie parrocchie attraverso la creazione delle unità pastorali; dall'altro lato, una maggiore responsabilizzazione dei laici (anche se la promozione dei ministeri istituiti e del diaconato permanente è ancora molto lenta).

In ogni caso, la diocesi riesce ad esprimere una vita di Chiesa vivace ed articolata, soprattutto grazie ai tanti giovani che si impegnano nel volontariato e ai Centri pastorali diocesani che promuovono numerose iniziative e un servizio di coordinamento.

Luoghi di vita diocesana[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Duomo di Faenza.

Il luogo centrale della diocesi è la cattedrale di Faenza: è la chiesa propria del Vescovo, che qui compie gli atti principali del proprio magistero e della vita liturgica diocesana. La cattedrale, di influenza toscana è importante anche come espressione artistica dell'architettura rinascimentale in Romagna.

A Modigliana si trova la concattedrale di Santo Stefano.

Oltre alla cattedrale, un altro luogo di riferimento della vita pastorale è il seminario diocesano, costruito negli anni cinquanta per la formazione dei seminaristi e adibito oggi a luogo di incontri, conferenze, pastorale vocazionale (una parte del seminario, la "Casa padre Daniele", è stata intitolata al giovane prete faentino Daniele Badiali ucciso nel 1997 in una missione in Perù).

Da ricordare infine l'antico Eremo di Gamogna, costruito nell'XI secolo da san Pier Damiani in un impervio luogo dell'Appennino. Il monastero, abbandonato e diroccato nel corso dei secoli, è stato recentemente restaurato ed è diventato ancora un luogo di spiritualità, grazie alla presenza di monaci e monache delle Fraternità monastiche di Gerusalemme.

Patroni della diocesi[modifica | modifica sorgente]

Urna con le ossa di San Pier Damiani, presso la cattedrale di Faenza.

Nel 1931 fu proclamata patrona della diocesi Maria, venerata col titolo di Beata Vergine delle Grazie. Viene festeggiata solennemente il sabato precedente la seconda domenica di maggio (in pratica, in occasione della festa della mamma). L'iconografia raffigura la Vergine delle Grazie nell'atto di spezzare delle frecce, che rappresentano i flagelli e i pericoli da cui lei offre protezione. Tale iconografia risale al 1412, quando venne dipinta su affresco nella antica chiesa di S. Andrea in vineis (oggi S. Domenico), come ringraziamento per la liberazione da una pestilenza. In seguito ad altri episodi ritenuti miracolosi, nel 1765 l'affresco venne staccato e portato in cattedrale, nella cappella sinistra del transetto; la cappella, riccamente ornata, è stata eretta a santuario diocesano e conserva tuttora l'immagine. L'affresco mutilo mostra solo il volto e il busto di Maria; le braccia e le mani con le frecce spezzate sono andate perdute, ma sono testimoniate da centinaia di rappresentazioni popolari del territorio.

Patrono secondario della diocesi è San Pier Damiani, il cui corpo è custodito nella cattedrale stessa; la sua festa liturgica ricorre il 21 febbraio.

Calendario liturgico proprio della diocesi[modifica | modifica sorgente]

La diocesi di Faenza-Modigliana ha inserito nel calendario liturgico alcune celebrazioni proprie, secondo uno schema approvato della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti nel 1975; allora le due diocesi di Faenza e di Modigliana erano ancora separate e il seguente calendario fu approvato per la sola diocesi di Faenza.

Data Celebrazione Grado
21 febbraio San Pier Damiani, patrono secondario della diocesi Festa
sabato prima della seconda domenica di maggio Beata Vergine Maria delle Grazie, patrona principale della diocesi Solennità
22 maggio Santa Umiltà Memoria
23 maggio Beato Giacomo Filippo Bertoni Memoria
23 luglio Sant'Apollinare, patrono dell'Emilia-Romagna Festa
27 luglio Beato Nevolone Memoria
30 luglio San Terenzio Memoria facoltativa
14 ottobre Dedicazione della basilica cattedrale Festa

Storia[modifica | modifica sorgente]

Documenti storici attestano la presenza al sinodo romano del 313 di un vescovo Constantius a Faventia: è questa la data più antica a cui si può far risalire la diocesi di Faenza, anche se è legittimo pensare che il cristianesimo fosse organizzato in diocesi già nel III secolo. Nello stesso sinodo romano viene citato un Sanctus Sabinus come predecessore di Costanzo; dal XVI secolo questo Sabinus è stato identificato con il Savino di Spoleto, ma senza alcun fondamento.

Suffraganea dell'arcidiocesi di Milano durante il IV secolo (esiste una lettera di Sant'Ambrogio indirizzata ad un vescovo faentino), la diocesi passò poi alla provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Ravenna, dopo che questa nel 402 divenne capitale dell'Impero Romano.

Liutprando conquistò e distrusse la città di Faenza nel 740, ma poi ne curò la ricostruzione, estendendo anche l'area di influenza della diocesi fin quasi alle porte di Ravenna.

Durante il Medioevo la cattedrale subì ripetuti incendi a causa dell'impiego del legno come materiale di costruzione. Le fiamme divamparono nel 1045, nel 1132, nel 1151 e nel 1160, finché l'anno successivo non si decise di dotare la cattedrale di un tetto di tegole.

In un anno imprecisato dopo il 1099 papa Pasquale II, che ben conosceva il territorio essendo nato nell'Appennino forlivese, sottrasse Faenza dalla giurisdizione metropolitica di Ravenna, alla quale fu restituita il 7 agosto 1119 da papa Gelasio II.

A testimoniare l'importanza della diocesi durante il Medioevo, in una bolla del 1143 di papa Celestino II vengono menzionate ben ventidue pievi appartenenti al suo territorio: tante di esse avevano anche un proprio capitolo di canonici; nel 1301 vengono elencate 22 pievi, 315 parrocchie, 12 monasteri.

La vicenda della diocesi seguì poi da vicino quella della città di Faenza. Vide il fiorire della vita religiosa con il massiccio diffondersi degli ordini mendicanti a partire dal XIII secolo. A partire dal 1509 divenne parte dello Stato della Chiesa. Conobbe poi infiltrazioni luterane, tanto da avere in tutta Italia fama di città protestante. Numerosi furono i personaggi ecclesiastici illustri: il cavaliere del Santo Sepolcro fra' Sabba da Castiglione; il vescovo Annibale Grassi, che fondò il seminario (1576) e consacrò la cattedrale (1581); il cardinale Antonio Pignatelli, poi divenuto papa Innocenzo XII. Per lunghi periodi, dal 1603 al 1726, Faenza fu sede cardinalizia.

Nel corso dell'Ottocento, la diocesi subì importanti trasformazioni. Il 7 luglio 1850, con la bolla Ea quo licet[1], papa Pio IX eresse la diocesi di Modigliana, il Castrum Mutilum citato da Livio, sottraendo a Faenza la parte meridionale del suo territorio. Dapprima fu suffraganea dell'arcidiocesi di Bologna, poi dell'arcidiocesi di Firenze.

Il territorio della nuova diocesi interessava la zona collinare al confine tra la Toscana (provincia di Firenze) e l'Emilia-Romagna (provincie di Ravenna e di Forlì): l'alta valle del Lamone (il centro più importante è Marradi); la vallata dell'Acerreta (con Lutirano) e del Tramazzo (con Modigliana e Tredozio); l'alta valle del Montone (con Portico di Romagna, Rocca San Casciano, Dovadola).

Nel 1853 ancora Pio IX rese la sede di Faenza suffraganea dell'arcidiocesi di Bologna.

Per la piccolezza della diocesi, già nella prima parte del Novecento Modigliana fu unita nella persona del vescovo Ruggero Bovelli alla diocesi di Faenza (negli anni 1924-1929). Il 31 agosto 1976 con il vescovo Marino Bergonzini le due diocesi sono state nuovamente unite in persona episcopi.

Il 30 settembre 1986, in forza del decreto Instantibus votis della Congregazione per i Vescovi, fu stabilita la plena unione delle due diocesi e la nuova circoscrizione ecclesiastica ha assunto il nome attuale. Contestualmente una piccola parte del territorio della diocesi di Modigliana è stata ceduta alla diocesi di Forlì-Bertinoro.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica sorgente]

Vescovi di Faenza[modifica | modifica sorgente]

Vescovi di Modigliana[modifica | modifica sorgente]

  • Mario Melini † (19 dicembre 1853 - 9 marzo 1865 deceduto)
    • Sede vacante (1865-1871)
  • Leonardo Giannotti, O.F.M. † (22 dicembre 1871 - 17 luglio 1895 deceduto)
  • Sante Mei † (29 novembre 1895 - 16 dicembre 1907 dimesso)
  • Luigi Capotosti † (8 aprile 1908 - 8 giugno 1914 nominato segretario della Congregazione per la Disciplina dei Sacramenti)
  • Ruggero Bovelli † (26 luglio 1915 - 4 ottobre 1929 nominato arcivescovo di Ferrara)
  • Massimiliano Massimiliani † (30 giugno 1931 - 30 agosto 1960 deceduto)
  • Antonio Ravagli † (30 agosto 1960 succeduto - 30 aprile 1970 dimesso)
  • Marino Bergonzini † (5 giugno 1970 - 6 agosto 1982 ritirato)
  • Francesco Tarcisio Bertozzi † (6 agosto 1982 - 30 settembre 1986 nominato vescovo di Faenza-Modigliana)

Vescovi di Faenza-Modigliana[modifica | modifica sorgente]

Persone legate alla diocesi[modifica | modifica sorgente]

Santi[modifica | modifica sorgente]

Beati[modifica | modifica sorgente]

Cause di canonizzazione ancora in corso[modifica | modifica sorgente]

Altre personalità della Chiesa faentina[modifica | modifica sorgente]

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

La diocesi al termine dell'anno 2006 su una popolazione di 126.034 persone contava 113.000 battezzati, corrispondenti all'89,7% del totale.

Nelle statistiche seguenti i dati relativi alla diocesi di Faenza e quelli relativi alla diocesi di Modigliana non possono essere sommati e confrontati con i dati relativi alla diocesi di Faenza-Modigliana; nell'operazione di accorpamento, infatti, una parte del territorio, delle parrocchie e dei sacerdoti dalla diocesi di Modigliana sono confluiti nella diocesi di Forlì-Bertinoro.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
diocesi di Faenza
1908  ? 103.962  ? 360 347 13  ? 114
1950 124.000 125.000 99,2 280 231 49 442 69 448 118
1970 127.000 128.000 99,2 231 176 55 549 62 450 123
1980 132.500 135.000 98,1 190 158 32 697 37 320 124
diocesi di Modigliana
1950 41.227 41.260 99,9 103 92 11 400 14 146 83
1969 23.462 23.531 99,7 71 67 4 330 4 113 70
1980 10.430 10.500 99,3 22 22 474 48 41
diocesi di Faenza-Modigliana
1990 119.610 123.275 97,0 190 163 27 629 34 251 89
1999 118.600 122.018 97,2 166 141 25 714 34 249 89
2000 116.127 120.207 96,6 153 132 21 759 30 214 89
2001 116.000 121.000 95,9 146 127 19 794 2 25 197 89
2002 116.000 121.000 95,9 142 124 18 816 2 25 174 89
2003 116.000 121.000 95,9 134 127 7 865 3 12 207 88
2004 116.000 121.000 95,9 128 121 7 906 3 12 205 88
2006 113.000 126.034 89,7 118 111 7 957 5 12 223 88

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ O. Werner, Orbis terrarum catholicus, 1890, p. 23.
  2. ^ Secondo Lanzoni, i vescovi Egidio e Giusto, riportati dalla cronotassi tradizionale di Faenza, non sono attribuibili a questa sede. Giusto, per la corruzione dei manoscritti, potrebbe essere un vescovo faventinus, ma anche falerinus.
  3. ^ v. Eutichio nel Dizionario Biografico degli Italiani.
  4. ^ Secondo altre fonti, Giacomo.
  5. ^ Don Giulio Facibeni, Scritti, Libreria Editrice Fiorentina, Firenze 1960, p. 6.

Fonti[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Bellezza fede e cultura, Itinerari nella diocesi Faenza-Modigliana, a cura dell'Ufficio diocesano per l'arte sacra e i beni culturali, Tipografia faentina, Faenza, senza data.
  • Il Duomo di Faenza, Tipografia faentina, Faenza, senza data.
  • La Madonna delle Grazie di Faenza, Notizie storiche, a cura della Arciconfraternita della Beata Vergine delle Grazie, Tipografia faentina, Faenza, 2000.
  • Uffici propri della diocesi di Faenza, Grafiche del Messaggero di S. Antonio, Padova, 1975

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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