Aeroporto di Vicenza

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Aeroporto di Vicenza
Vista aerea dell'aeroporto nel 2006, prima della sua demolizione
Vista aerea dell'aeroporto nel 2006, prima della sua demolizione
IATA: VIC – ICAO: LIPT
Descrizione
Nome impianto Aeroporto "Tommaso Dal Molin" di Vicenza
Tipo Civile e Militare
Esercente Aeroporti Vicentini S.p.A.
Stato Italia Italia
Regione Veneto Veneto
Posizione Via Sant'Antonino 59, Vicenza
Costruzione 1929
Altitudine AMSL 39 m
Coordinate 45°34′N 11°31′E / 45.566667°N 11.516667°E45.566667; 11.516667Coordinate: 45°34′N 11°31′E / 45.566667°N 11.516667°E45.566667; 11.516667
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
LIPT
Piste
Orientamento (QFU) Lunghezza Superficie
18/36 1.500 Asfalto
PAPI
Statistiche
Passeggeri in transito Chiuso

[senza fonte]

L'Aeroporto di Vicenza "Tommaso Dal Molin" (ICAO: LIPT - IATA: VIC) è stato l'aeroporto della città di Vicenza, l'unico della città ed uno dei tre della provincia (assieme all'"Arturo Ferrarin" di Thiene e al "Romeo Sartori" di Asiago). Classificato come city airport poiché a distanza di soli 3 km a nord-ovest dal centro di Vicenza, è rimasto in attività dal 1921 fino al 2008, quando è stato chiuso ad ogni traffico aereo per la costruzione nello stesso sito di una seconda base militare dell'esercito statunitense a Vicenza. La pista è stata demolita nel 2009.[1]

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'Aeroporto di Vicenza in una vista aerea nel contesto cittadino

L'aeroporto nacque per volontà della provincia e del comune nel 1921, con la realizzazione di una pista in cemento di 1000 metri. Nel 1930 la pista venne allungata, portandola ai definitivi 1500 metri, diventando così, per l'epoca, la seconda pista in Italia in ordine di dimensioni. Nel 1936 venne installato l'impianto d'illuminazione per il volo notturno, facendone la prima pista in Italia ad essere illuminata.

Durante la seconda guerra mondiale, l'aeroporto fu sede del 16º Stormo Bombardamento Terrestre, equipaggiato con i CANT Z.1007. Dopo l'8 settembre del 1943, l'aeroporto rimase in mano alla Repubblica Sociale Italiana, dove venne trasferita una squadriglia del 3º Gruppo caccia "Francesco Baracca" e una serie di squadriglie della Luftwaffe. Nel dopoguerra, l'aeroporto era destinato a diventare l'Aeroporto delle Venezie ancor prima della scelta veronese. L'immobilità politica e la presenza dei militari dell'aeronautica (di fatto si trattava di aeroporto militare ad uso civile) rallentarono il progetto, finendo poi per scegliere il Catullo di Villafranca. La costruzione a fine anni ottanta di alcune ville nel territorio del comune di Vicenza e di un intero quartiere nel confinante comune di Caldogno limitarono notevolmente la possibilità di espansione dello scalo. Nel 1947 l'aeroporto sospese la sua funzione civile, con il decollo dell'ultimo volo delle Avio Linee Italiane per Roma. La sospensione durò per 50 anni.

Durante il periodo della guerra fredda, il Dal Molin fu sede del COFA, Comando Operativo delle Forze Aeree, e della 5ª ATAF. Durante le guerre balcaniche fu proprio la 5ª ATAF il cervello delle operazioni aeree che si svolsero in questi conflitti. All'inizi degli anni duemila vi fu una drastica perdita d'interesse nei confronti dell'aeroporto, che portò nel 2004 allo spostamento della 5ª ATAF e del COFA da Vicenza a Poggio Renatico. Al Dal Molin rimase solamente il Campalgenio, la VAM e un paio di Eurofighter Typhoon, con l'equipaggio proveniente dal Reparto Sperimentale di Volo, che testavano le capacità del velivolo (soprattutto quelle STOL).

Tra la metà degli anni novanta e gli anni duemila si tentò di rilanciare l'attività civile (voli per Roma Fiumicino, Monaco, Olbia, Forlì), che però andarono a scontrarsi con la limitata operatività dell'aeroporto, come la mancanza di strumentazione per il volo in notturna. A fine 2006 la pista e l'aeroporto furono dotati della strumentazione necessaria, senza che però riprendesse un regolare servizio di trasporto aereo. All'inizio del 2007 l'aeroporto era aperto al traffico con orario 07.00-20.00 LT estendibile su richiesta con preavviso di 24 h. Erano operative le procedure di avvicinamento strumentale IFR, dogana e controllo di Polizia.

Incidenti durante le manifestazioni contro la realizzazione della nuova base militare

All'epoca era in corso a Vicenza un grande dibattito, a causa della disponibilità del consiglio comunale e provinciale a cedere il "Tomaso Dal Molin" all'esercito degli Stati Uniti, che aveva espresso l'intenzione di riunificarvi la 173ª brigata paracadutisti (4 battaglioni su 6 erano di stanza in Germania). Il progetto per la nuova base venne presentato inizialmente come "ampliamento" della preesistente Caserma Ederle, malgrado i due siti distino 6 km tra di loro e siano collocati ai due lati opposti della città. Il comitato cittadino No Dal Molin, che si oppose alla realizzazione della nuova base, organizzò manifestazioni di livello nazionale. Il 16 gennaio 2007 fu data notizia del via libera ufficiale del governo italiano alla costruzione della base, per un costo stimato di circa 325 milioni di euro.[2]

Il 1º marzo 2008 gli ultimi militari italiani che gestivano la torre di controllo furono trasferiti e l'aeroporto divenne a tutti gli effetti civile. Il 10 aprile successivo l'aeroporto venne ufficialmente cancellato dalle carte di navigazione e le procedure di avvicinamento strumentale IFR furono dismesse. Nel frattempo il nuovo sindaco Achille Variati e la sua amministrazione comunale, appena eletti, si opposero alla realizzazione della base militare.

Dopo alcuni mesi di chiusura, il 12 giugno fu diramato il NOTAM che riapriva ufficialmente lo scalo berico. Per alcuni mesi il controllo del traffico aereo fu garantito dal servizio BIGA, con orario 07:00-19:00.

Dal 1º ottobre 2008, a causa dei lavori per la costruzione del nuovo insediamento militare americano sul lato Ovest dell'area, la struttura venne chiusa a ogni tipo di traffico aereo. La demolizione della pista, iniziata il 3 febbraio 2009, si concluse nello stesso anno.[1]

Il sindaco Achille Variati, da poco eletto, propose al Consiglio comunale un nuovo ordine del giorno sul progetto e promosse una consultazione popolare per dar voce alla cittadinanza, parte della quale protestava contro la prospettiva della base militare. Il referendum tuttavia venne bloccato, quattro giorni prima del suo svolgimento, dal Consiglio di Stato che accolse il ricorso della presidenza del Consiglio dei ministri e del ministero della Difesa contro l'ordinanza del TAR del Veneto e, di fatto, dichiarava l'approvazione all'installazione militare un "atto politico, come tale insindacabile dal giudice amministrativo"[3].

Nel novembre del 2009, l'ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile) spedì una lettera alla società Aeroporti Vicentini spa e al comune di Vicenza, nella quale ribadiva il vincolo aeroportuale per l'area Dal Molin, per la quale il CIPE (Comitato interministeriale per la programmazione economica) aveva stanziato 11,5 milioni di euro per la ricostruzione della pista aeroportuale in favore dell'ENAC stesso.[4] Ma nel gennaio 2010 venne concluso il processo di messa in liquidazione della società che gestiva l'aeroporto[4] e nel dicembre del 2011 il comune ottenne la concessione dell'area aeroportuale, con la volontà di chiudere l'attività di volo e costruirci, al suo posto, un parco pubblico.

All'aeroporto, fino alla sua chiusura definitiva, erano presenti anche l'aeroclub "Ugo Capitanio" (operativo fin dal 1921), la scuola di volo, le officine aeronautiche vicentine e il museo dell'aria.

La società di gestione Aeroporti Vicentini s.p.a.[modifica | modifica sorgente]

Soci della società erano:

Collegamenti[modifica | modifica sorgente]

Il sito dell'aeroporto di Vicenza è facilmente raggiungibile dal centro di Vicenza sia in auto, sia in bicicletta, sia in autobus (Linea 9 Aim).

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Compagnie aeree[modifica | modifica sorgente]

Hanno operato sull'aeroporto di Vicenza le seguenti compagnie:

Serib Wings era una compagnia aerea di proprietà di un gruppo di industriali piemontesi, che nel 1996 ha effettuato i voli Vicenza-Roma. Il servizio era assicurato, dal lunedì al venerdì, con un Bae System Jetstream 31 da 18 posti.

  • Italia AliVicenza (1996)

AliVicenza era una compagnia aerea che effettuava il volo Vicenza-Roma con un Fairchild SA227-DC Metro 23 della Icaro.

VoliRegionali[modifica | modifica sorgente]

VoliRegionali S.p.A.
Stato Italia Italia
Tipo Società per azioni
Fondazione agosto 2004 a Italia Vicenza
Chiusura ? 23 dicembre 2005
Sede principale Aeroporto di Vicenza
Settore Trasporti Aerei
Slogan «Piacere di Volare!»

VoliRegionali S.p.a. era una compagnia aerea, fondata nell'agosto 2004, che aveva base sull'Aeroporto di Vicenza. Dal 23 dicembre 2005 la compagnia ha cessato le attività di volo.

VoliRegionali viene fondata nell'agosto 2004 da un gruppo di imprenditori vicentini, con l'obbiettivo di lanciare dei voli per collegare il piccolo aeroporto di Vicenza a molte città italiane ed europee importanti. Il lancio avviene il 30 maggio 2005 con un volo dimostrativo compiuto con un ATR 42 della Airlinair; dal 1º giugno comincia il regolare servizio di linea, con un Embraer 120 della francese Octavia Airlines (poi diventata O-Air) e, dopo qualche mese, con un Fokker 50 della Denim Air. Era stato anche predisposto un transfer gratuito dall'aeroporto di Roma Ciampino alla stazione ferroviaria Roma Termini in collaborazione con Terravision

VoliRegionali collegava Vicenza con:

  • Roma Ciampino (dal 1º giugno 2005 al 23 dicembre 2005)
  • Monaco (dal 1º giugno 2005 al 23 dicembre 2005)
  • Forlì (dal 20 giugno 2005 al 30 settembre 2005)
  • Parma (dal 20 giugno 2005 al 30 settembre 2005)
  • Nizza (dal 20 giugno 2005 al 30 settembre 2005, solo nel week-end)
  • Olbia (dal 20 giugno 2005 al 30 settembre 2005, solo nel week-end)
  • Parigi Le Bourget (dal 20 giugno 2005 al 23 dicembre 2005, solo nel week-end)

Nel giugno 2006, Voli Regionali s.p.a. ha chiesto ad Aeroporti Vicentini s.p.a. un risarcimento per inadempienza contrattuale.[4]

La flotta dal maggio al settembre 2005[modifica | modifica sorgente]

Nel periodo di esordio, la compagnia opera con un Embraer 120 (marche F-GFEO), da 30 posti, in leasing da Octavia Airlines (poi O-Air). Per tutto il mese di agosto 2005 l'Embraer 120 vola con la livrea personalizzata. Dalla fine di agosto al 18 settembre 2005, i voli vengono operati con un Embraer 120, originariamente della compagnia aerea francese Atlantique Air Assistance (marche F-GTSH), in seguito acquisito da O-Air. Nel periodo di operatività del velivolo, si conserva la livrea originale.

La flotta dal settembre al dicembre 2005[modifica | modifica sorgente]

Dal 25 settembre 2005, la compagnia opera con un Fokker F50 (marche PH-LMT), in leasing da Denim Airways (poi Denim Air). Dal 15 ottobre 2005 il Fokker F50 vola con la livrea personalizzata.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

I giorni 3 e 4 luglio 2005 sono stati operati con il Beechcraft 1900D (marche F-HCHA) di Octavia Airlines.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Articolo del Giornale di Vicenza 04/02/2009
  2. ^ Articolo sul Corriere della Sera, 15 giugno 2007
  3. ^ "Base Usa di Vicenza può ripartire" Consiglio di Stato dice sì al governo - cronaca - Repubblica.it
  4. ^ a b c Articolo del Giornale di Vicenza 09/01/2010

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]