Barocco siciliano

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Figura 1: Barocco Siciliano. "Chiesa della Collegiata" a Catania progettata da Stefano Ittar circa 1768.
Figura 1: Barocco Siciliano. "Chiesa della Collegiata" a Catania progettata da Stefano Ittar circa 1768.

Lo stile del Barocco Siciliano emerse in seguito al fiorire di interventi di ricostruzione succeduti al devastante terremoto che investì il Val di Noto nel 1693. Prima di questa data lo stile Barocco era stato impiegato nell'isola in modo ingenuo, provinciale e come forma dialettale, evoluto dall'architettura autoctona piuttosto che derivato dai grandi architetti barocchi di Roma. In seguito al sisma, architetti locali, molti dei quali educati a Roma, trovarono una abbondanza di opportunità di ricreare il più sofisticato Barocco popolare al tempo in continente. Il loro lavoro, e il nuovo genere introdotto ispirò ulteriori architetti locali a seguirne l'esempio. Intorno al 1730 architetti nativi competenti e padroni dello stile Barocco pervennero ai vertici dell'architettura dell'isola. La loro interpretazione dello stile condusse ad una forma d'arte personalizzata e radicata nel territorio. Nel penultimo decennio del XVIII secolo lo stile finì poi con l'essere rimpiazzato dalle nuove mode che proponevano il neoclassicismo.

L'era Barocca della Sicilia, adorna e riccamente decorata, rifletteva perfettamente la storia sociale del paese al tempo, e venne a simboleggiare il canto del cigno della sua nobiltà. Il fenomeno indicato come Alto Barocco Siciliano durò appena cinquanta anni, ma lasciò sull'isola un marchio di identità architettonica destinato a durare fino al XXI secolo.

Indice

[modifica] Caratteri del Barocco Siciliano

Figura 2: Monastero di San Nicolò l'Arena (Catania), oggi sede della Facoltà di Lettere dell'Università degli Studi di Catania, esempio tipico di Barocco Siciliano, con putti a supporto della balconata, balaustre ricurve in ferro battuto, bugnato decorato, e opere murarie bicrome con pietra lavica.
Figura 2: Monastero di San Nicolò l'Arena (Catania), oggi sede della Facoltà di Lettere dell'Università degli Studi di Catania, esempio tipico di Barocco Siciliano, con putti a supporto della balconata, balaustre ricurve in ferro battuto, bugnato decorato, e opere murarie bicrome con pietra lavica.

L'architettura Barocca è uno stile architettonico Europeo tipico dell'Italia del XVIII secolo, sgargiante e drammatico, e riccamente adorno di sculture e di chiaroscuri e giochi di luce creati da masse e ombre.

Il Barocco Siciliano è più che un Barocco a cui capita di trovarsi in Sicilia; esso si trova principalmente limitato ad edifici eretti dalla Chiesa o palazzi nobiliari costruiti come residenze private per l'aristocrazia siciliana. I primi esempi dello stile Barocco in Sicilia erano in genere versioni impacciate e mal proporzionate di ciò che i viaggiatori avevano visto a Roma, Firenze e Napoli in occasione delle loro visite. Sebbene già in questa fase gli architetti provinciali avevano iniziato a incorporare certo vernacolo tratto dalla pre-esistente architettura siciliana. Alla metà del XVIII secolo, quando il Barocco Siciliano era ormai ben diverso dal Barocco del continente, aveva iniziato spesso ad esibilre almeno due o tre delle seguenti caratteristiche specifiche:

Figura 3: Campanile che corona la chiesa di San Giuseppe attribuita a Rosario Gagliardi o a frà Alberto Maria di San Giovanni Battista a Ragusa Ibla.
Figura 3: Campanile che corona la chiesa di San Giuseppe attribuita a Rosario Gagliardi o a frà Alberto Maria di San Giovanni Battista a Ragusa Ibla.
figura 4: Primo Barocco Siciliano. La Cattedrale di San Giovanni Battista, Ragusa, 1694–1735.
figura 4: Primo Barocco Siciliano. La Cattedrale di San Giovanni Battista, Ragusa, 1694–1735.
  1. Grottesche maschere e putti, spesso a supporto di balconi o a decorazione delle varie parti orizzontali delle trabeazioni di un edificio; questi volti furiosi o ghignanti sono vestigia del Manierismo architettonico Siciliano (figure 2 e 9).
  2. Balconate, dopo il 1633 spesso accompagnate da intricate balaustre in ferro battuto (figura 2), e prima di allora da balaustre più semplici (figura 6). Gelosie panciute si trovano anche a guardia di finestre.
  3. Scale esterne. Il grosso delle Ville e Palazzi erano progettate con un ingresso formale per carrozze attraverso un'arcata nella facciata principale, conducente ad un cortile interno. Da qui spesso si levano doppie scale fino al piano nobile. Questo costituiva l'ingresso principale alla casa, antistante le sale di ricevimento del primo piano, e le simmetriche fughe di gradini frequentemente cambiano direzione anche quattro volte. Le Chiese spesso, a causa della topografia del siti, erano munite di lunghe fughe di gradini, capaci di richiamare alla memoria la Scalinata di Piazza di Spagna a Roma (figure 12 e 20). Un esempio particolare è la scalinata antistante San Giorgio a Modica che procede per un dislivello di decine di metri con gradini molto ripidi fiancheggiati da giardini pensili.
  4. Sia le chiese che i palazzi spesso esibiscono facciate inclinate, concave o convesse. Occasionalmente ville o palazzi esibiscono scale esterne ricavate nei recessi creati dalle curve (figure 1 e 6).
  5. L'architettura del campanile siciliano. Il campanile siciliano non era posizionato a fianco della chiesa in una torre campanaria, come comune nel resto d'Italia, ma a sovrastare la facciata stessa, spesso al di sopra del timpano, con una o più campane, ciascuna chiaramente in vista sotto il suo arco. In una chiesa con molte campane questo produce una arcata riccamente modellata in cima alla facciata principale, come nella Chiesa della Collegiata a Catania. Si tratta di uno dei più duraturi e caratteristici aspetti dell'architettura del Barocco Siciliano (figure 1 and 9).
  6. Interni chiesastici con profusione di marmi intarsiati a pavimentazione e rivestimento delle pareti (figura 14).
  7. In Sicilia, specialmente nei primi lavori Barocchi, raramente si incontrano colonne raggruppate insieme a formare una banchina. Le colonne, anche se spesso lavorate, sono solitamente singole, a supporto di archi semplici, così mostrando l'influenza della precedente e ben più lineare architettura del periodo Normanno. (figura 3).
  8. Bugnato decorato. Sebastiano Serlio decorava pur i conci del suo bugnato, ma alla fine del XVI secolo, gli architetti siciliani ornavano i blocchi addirittura con sculture di foglie, squame, perfino con dolci e conchiglie; le conchiglie in seguito sarebbero diventate i simboli ornamentali prevalenti dello stile Barocco. A volte il bugnato veniva usato per pilastri anziché pareti, in ciò che diventava quasi uno scherzo o un rovesciamento rispetto a quanto ci si sarebbe aspettato (figura 2).
  9. Molti edifici del Barocco Siciliano sono costruiti con la pietra lavica locale, essendo questa la più facile da reperire. Le sue sfumature di nero e grigio erano spesso usate per creare effetti decorativi a contrasto, accentuando l'amore Barocco per i giochi di luce e d'ombra.
  10. Infine l'influenza architettonica dei governanti Spagnoli è spesso riconoscibile, sebbene in maniera più discreta che quella dei Normanni. Lo stile spagnolo è particolarmente evidente nella Sicilia orientale. La monumentale Porta Grazia di Messina (1680) starebbe a suo agio in qualsiasi cittadella costruita dagli spagnoli nelle loro colonie altrove. Lo stile di questa porta cittadina ad arco fu diffusamente copiata per tutta Catania subito dopo il terremoto (figura 13).


In ogni caso il Barocco Siciliano non può essere definito semplicemente in base alla presenza di uno o più di questi caratteri, poiché nessuna caratteristica è esattamente specifica della sola architettura siciliana. Per apprezzare il Barocco Siciliano occorre identificare uno o più di queste caratteristiche, poi valutare la composizione nel suo complesso e allora se l'edificio è posteriore alla fine del secondo decennio del XVIII secolo determinare se l'architettura possiede una fluidità nelle proprie curve, nelle proprie volute e negli abbellimenti che ne producono l'indefinibile sensazione tipica di "joie de vivre".

[modifica] Il Primo Barocco Siciliano

figura 5: Piazza Pretoria,   Palermo. La Fontana Pretoria (1554 circa) di Francesco Camilliani è l'unico esempio di vera arte Rinascimentale nel capoluogo. La Chiesa di Santa Caterina domina la fontana (1556 circa), con la sua cupola barocca costruita in seguito
figura 5: Piazza Pretoria, Palermo. La Fontana Pretoria (1554 circa) di Francesco Camilliani è l'unico esempio di vera arte Rinascimentale nel capoluogo. La Chiesa di Santa Caterina domina la fontana (1556 circa), con la sua cupola barocca costruita in seguito

La "vulcanica" Sicilia è stata colonizzata dai Greci, oppressa dai Romani, governata dai Bizantini, conquistata dai barbari, poi divenne Emirato Musulmano, Ducato Normanno, Regno degli Hohenstaufen, fu dominata dagli Angioini, ceduta alla Spagna, ai Savoia, all'Austria, quindi ai Borboni di Napoli prima di essere infine unificata al Regno d'Italia nel 1860. Così i siciliani hanno assorbito varie culture e di conseguenza l'isola mostra una gran varietà di stili architettonici.

Una forma di architettura classicheggiante adorna tipica della Sicilia aveva iniziato ad evolversi sin dagli anni '30 del XVI secolo. Ispirata alle rovine Greche e alle Cattedrali normanne dell'isola, questa spesso prese la forma di una incorporazione di motivi architettonici Greci, come i fregi, all'interno dell'architettura tardonormanna insieme a elementi gotici come gli archi a sesto acuto e le bifore. (Va notato che l'architettura normanna siciliana incorporò alcuni elementi bizantini raramente riscontrabili nell'architettura normanna altrove sebbene come altri tipi di architettura Romanica incorporò elementi gotici ).

Ciò che unico di questa prima architettura adorna è che, al contrario dell'Europa continentale, non derivò dall'architettura Rinascimentale, ma fu una evoluzione della forma Normanna. L'architettura Rinascimentale sfiora appena la Sicilia; a dire il vero nel capoluogo di Palermo l'unico oggetto pertinente al Rinascimento compiuto è una singolare fontana portata da Firenze quando essa era già vecchia di venti anni (figura 5).

Qualunque sia la ragione per cui lo stile del Rinascimento non divenne mai popolare in Sicilia questa non fu di certo l'ignoranza. Antonello Gagini era a metà strada con la costruzione di Santa Maria di Porto Salvo nel 1536 in pieno stile Rinascimento quando morì; fu rimpiazzato dall'architetto Antonio Scaglione che completò l'edificio in stile Normanno. Questo stile sembra aver influenzato l'architettura siciliana praticamente fino al terremoto del 1693. Anche il Manierismo schivò l'isola. Solo l'architettura di Messina mostra una influenza rilevabile del Rinascimento, in parte per ragioni geografiche: Messina, a tiro di sguardo dell'Italia continentale, fu sempre più permeabile alle maree della moda prevalente laggiù. Gli aristocratici mecenati della città spesso attinsero da Firenze e da Roma per trovare un architetto; un esempio di questi stranieri fu l'architetto Fiorentino Giovanni Angelo Montorsoli che si fissò gli stili architettonici Toscani a Firenze a metà del XVI secolo. Comunque queste influenze rimasero praticamente confinati a Messina e nel suo distretto. Fu probabilmente il mecenatismo della Chiesa Cattolica, lontano da Roma, che rimase più conservatore nel gusto architettonico.

Ciò non implica che la Sicilia non fu coinvolta in quanto avveniva altrove in Europa. L'architettura delle città principali dell'isola subirono molto l'influenza della famiglia dello scultore Domenico Gagini, che giunse da Firenze nel 1463; questa famiglia di scultori e pittori iniziò a decorare chiese ed edifici con una scultura figurativa adorna. Tra il 1531 e il 1537 — meno di un secolo dopo che la sua famiglia aveva iniziato cautamente a decorare le chiese dell'isola — Antonello Gagini completò l'arco simile ad un proscenio della Capella della Madonna, nel Santuario dell'Annunziata di Trapani. Questo arco dotato di frontone ha pilastri, non scanalati ma decorati pesantemente con busti a rilievo dei santi; in termini architettonici, il frontone è decorato da santi reclinati che supportano composizioni floreali collegati allo scudo centrale a coronamento del frontone stesso. Questo frontone adorno, nonostante sia ben conservato, fu uno dei primi segni che una architettura decorativa specifica della Sicilia si stava formando. Molto simile nello stile è la Chiesa del Gesù (figura 17), costruita nel periodo 1564–1633, che mostra anch'essa avvisaglie del Barocco Siciliano.

Figura 6: Primo Barocco Siciliano: I Quattro Canti, Palermo, costruito intorno al 1610
Figura 6: Primo Barocco Siciliano: I Quattro Canti, Palermo, costruito intorno al 1610

Così l'architettura Barocca iniziò ad evolversi in Sicilia ben prima del terremoto del 1693. Mentre la maggioranza di quegli edifici che possono chiaramente classificarsi come Barocchi per lo stile datano dal 1650 circa, la scarsità di questi isolati esempi sopravvissuti della storia architettonica della Sicilia del XVII secolo rendono difficile comprendere appieno e valutare accuratamente l'architettura immediatamente precedente al sisma del 1693 — così tanto fu distrutto, compresi spesso i documenti che mostravano ciò che esisteva. Le informazioni sono state ulteriormente confuse da seguenti terremoti e dai gravi bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

Il primo esempio di Barocco e per la verità anche di pianificazione urbanistica nell'isola sono i Quattro Canti di Giulio Lasso, datati circa 1610: un incrocio formato dalle due principali vie della città. Attorno a questa intersezione una piazza ottagonale si formò, con i quattro lati aperti coincidenti con le strade, e quattro corrispondenti edifici con i corrispondenti spigoli inclinati. I lati dei due edifici sono curvi, caratterizzando ancora di più lo stile Barocco degli edifici creati per delineare la circolarità della piazza. Questi quattro grandi edifici che dominano la piazza hanno al pian terreno fontane che ricordano le Quattro Fontane di Papa Sisto V a Roma, sebbene a Palermo il tema Barocco si sviluppi verso l'alto. I tre piani degli edifici sono adorni di statue in nicchie retrocesse raffiguranti le quattro stagioni, i quattro Viceré Spagnoli di Sicilia, e le quattro patrone di Palermo: Santa Cristina, Santa Ninfa, Santa Olivia e Sant'Agata. Mentre ogni facciata dei Quattro Canti è piacevole per gli occhi, come schema è fuori proporzione rispetto alla dimensione limitata della piazza, e come la maggioranza degli altri esempi di Primo Barocco Siciliano possono essere considerati provinciali, ingenui e pesanti in confronto a ciò che avrebbe seguito.

Qualunque ne siano i meriti, è evidente che durante il XVII secolo, il Barocco nelle mani degli architetti e scultori locali stava già deviando dal Barocco dell'Italia continentale. La localizzazione del Barocco non fu solo siciliana ma si stava verificando anche a grande distanza, come in Baviera e in Russia. In effetti il Barocco Naryshkin, noto anche come Barocco Moscovita, si avviava a divenire altrettanto eccentrico del suo cugino siciliano.

[modifica] Barocco Siciliano dal 1693

[modifica] Terremoto e mecenatismo

figura 7: Catania e il Palazzo Biscari, iniziato nel 1702.  Catania rimpiazzò Messina dopo la rivolta del 1686 come seconda città della Sicilia.
figura 7: Catania e il Palazzo Biscari, iniziato nel 1702. Catania rimpiazzò Messina dopo la rivolta del 1686 come seconda città della Sicilia.

Il grande terremoto siciliano del 1693 danneggiò gravemente cinquantaquattro città e paesi e 300 villaggi. L'epicentro del disastro fu nel Val di Noto, dove la città di Noto fu completamente rasa al suolo, mentre la città di Catania fu danneggiata in modo molto grave. Fu stimato che un totale di più di 100.000 persone rimasero uccise. Altre città che subirono gravi danni furono Ragusa, Modica, Scicli, e Ispica. La ricostruzione iniziò quasi immediatamente.

La sontuosità dell'architettura che stava per sorgere dal disastro è connessa alla politica della Sicilia del tempo; la Sicilia era ancora ufficialmente sotto il controllo Spagnolo, ma in realtà era governata dalla sua aristocrazia autoctona. Questa era guidata dal Duca di Camastra, che gli Spagnoli avevano nominato viceré per appagare l'aristocrazia. È stimato che c'erano più aristocratici per metro quadrato che in qualsiasi altro stato. Nel XVIII secolo fu calcolato che c'erano 228 famiglie nobiliari, che fornivano alla Sicilia una classe di governo consistente di 58 principi, 27 duchi, 37 marchesi, 26 conti, 1 visconte e 79 baroni; il Libro Aureo della Nobiltà Siciliana (pubblicato per l'ultima volta nel 1926) ne elenca ancora di più. In aggiunta a questi c'erano i più rampolli cadetti delle famiglie con i loro titoli cortesi di nobile e barone.

L'architettura non era l'unica eredità dei Normanni. Il potere sul popolo (non esisteva una classe media stabile) fu anche fatto osservare tramite il sistema feudale, invariato sin dalla sua introduzione in seguito alla conquista Normanna del 1071. Così l'aristocrazia siciliana non aveva solo ricchezze ma anche vasta manodopera alle proprie dipendenze, fenomeno che al tempo era declinato in molte altre parti d'Europa.

L'aristocrazia condivideva il proprio potere solo con la Chiesa Cattolica. La Chiesa faceva leva sul timore della dannazione nell'altra vita e sull'Inquisizione nella presente e come conseguenza sia le classi superiori che quelle inferiori donavano generosamente tutto quanto potevano in tutte le principali ricorrenze dei santi. Molti preti e vescovi erano a loro volta membri dell'aristocrazia, e la ricchezza della Chiesa di Sicilia era ulteriormente aumentata dalla tradizione di spingere i cadetti maschi e femmine verso i monasteri e i conventi, per preservare l'eredità della famiglia dalla sua divisione; una pesante tassa, o dote, veniva di solito pagata alla Chiesa per facilitare ciò, nella forma di proprietà, gioielli o denaro. Così la ricchezza di certi ordini religiosi crebbe fuori da ogni proporzione rispetto alla crescita economica di qualsiasi altro gruppo sociale del tempo. Questa è una delle ragioni per cui così tante chiese Barocche e monasteri, come San Martino delle Scale, furono ricostruiti dopo il 1693 con tale lusso.

Una volta iniziata la ricostruzione, i poveri ricostruirono le proprie casupole nel solito modo primitivo di prima. Per contrasto, i più ricchi residenti sia secolari che spirituali vennero presi da una quasi maniacale orgia di edificazione. I più membri della nobiltà avevano diverse abitazioni in Sicilia, perché il Viceré di Spagna trascorreva sei mesi dell'anno a Palermo e sei a Catania, tenendo corte in ciascuna città, e quindi i membri dell'aristocrazia avevano bisogno di un palazzo in ogni città. Una volta che i palazzi della devastata Catania furono ricostruiti alla nuova moda, quelli di Palermo sembrarono antiquati per confronto, quindi anch'essi furono ricostruiti di conseguenza. Dalla metà del XVIII secolo, le ville dove riposare in autunno, essenzialmente degli status symbol, furono costruiti nella modaiola enclave di Bagheria. Questo schema si ripeté, su scala minore, in tutte le città secondarie della Sicilia, con ogni città impegnata a fornire una vita sociale più divertente e una attrazione all'aristocratico provinciale rispetto alla sua abitazione di campagna. Le abitazioni di campagna non sfuggirono alla mania edilizia. Spesso ali Barocche o nuove facciate furono aggiunte ad antichi castelli, o ville rurali furono interamente ricostruite. La frenesia edilizia guadagnò slancio finché l'architettura Barocca commissionata dagli aristocratici edonisti raggiunse il suo zenith verso la metà del XVIII secolo.

[modifica] Nuove città

figura 8: Piazza del Duomo, Siracusa. La Cattedrale dotata di pilastri di Andrea Palma fiancheggiata da palazzi barocchi e dal vescovado.
figura 8: Piazza del Duomo, Siracusa. La Cattedrale dotata di pilastri di Andrea Palma fiancheggiata da palazzi barocchi e dal vescovado.

In seguito al sisma il programma di ricostruzione fu velocemente avviato, ma prima che iniziasse a pieno regime alcune importanti decisioni dovevano essere prese che avrebbero permanentemente differenziato molte città e paesi siciliani tra altri sviluppi urbani europei. Il Viceré, il Duca di Camastra, consapevole dei nuovi sviluppi nel campo della pianificazione urbanistica, decretò che piuttosto che ricreare il piano medievale fatto di ristretti vicoli, la ricostruzione avrebbe offerto piazze e ampliate strade principali, spesso secondo uno schema razionale a griglia. Il piano nel suo complesso era di prendere a base una forma geometrica come un quadrato perfetto o un esagono, come tipico dell'urbanistica Barocca.

Questo concetto era ancora molto innovativo negli anni '90 del XVII secolo, e poche cittadine avevano avuto ragione di essere ricostruite in Europa. Il prototipo potrebbe ben essere stato la nuova città di Terra del Sole costruita nel 1564 per Cosimo I de' Medici, Gran Duca di Toscana da Baldassarre Lanci di Urbino. Un'altra delle prime cittadine ad essere pianificate utilizzando la simmetria e l'ordine piuttosto che una evoluzione di piccoli vicoli e strade fu Alessandria nel Piemonte meridionale. Un po' più tardi, dal 1711, questa forma Barocca di pianificazione fu favorita nelle colonie Spagnole del Sud America, specialmente dai Portoghesi in Brasile. In altre parti d'Europa interessi locali e opinioni erano troppo radicati per consentire una ripianificazione dopo il disastro: dopo che la Città di Londra fu praticamente distrutta dal Grande Incendio di Londra del 1666, la City stessa fu ricostruita sul suo antico piano urbano, sebbene nuove estensioni ad ovest fossero in parte basate su uno schema a griglia. In Sicilia l'opinione delle classi inferiori non contava affatto, e quindi questi nuovi concetti apparentemente rivoluzionari poterono liberamente venire eseguiti.

In Siclia la decisione fu presa non tanto per moda o apparenza ma anche perché avrebbe minimizzato i danni alla proprietà e alle vite umane in caso di probabili nuovi terremoti. Nel 1693 le strette abitazioni e viette avevano causato il collasso degli edifici nel loro complesso, come una casa di carte (un pericolo che sarebbe rimasto per le ancora ristrette e compresse aree abitate dai meno abbienti). Architettonicamente ed esteticamente il grande vantaggio del nuovo ordine urbanistico fu che diversamente da molti paesi e città italiani, dove si incontra di frequente una monumentale chiesa Rinascimentale incastrata "a schiera" tra incongrui vicini, nel Barocco urbano si può fare un passo indietro e "vedere" davvero il manufatto architettonico inserito in un contesto più persuasivo quanto a proporzioni e prospettive. Rosario Gagliardi a Noto agì per esempio da vero "scenografo" urbano. In genere si nota questo aspetto nelle città più estensivamente ripianificate di Caltagirone, Militello Val di Catania, Catania, Modica, Noto, Palazzolo, Ragusa, e Scicli.

Uno dei migliori esempi di questa nuova pianificazione urbana può essere visto a Noto (figura 9), la città ricostruita circa 10km dal sito originario sul Monte Alveria. L'antica città in rovina, conosciuta come Noto Antica, può ancora essere visitata nel suo stato diroccato. Il nuovo sito prescelto era più pianeggiante di quello antico per facilitare un lineare sviluppo a griglia. Le strade principali procedono da est a ovest in considerazione dell'angolazione del sole. Questo esempio di pianificazione urbanistica si può attribuire direttamente ad un erudito aristocratico locale, Giovanni Battista Landolina; aiutato da tre architetti locali è responsabile di aver pianificato la città.

figura 9: Via Nicolasi, Noto.
figura 9: Via Nicolasi, Noto.

In queste nuove città, l'aristocrazia su localizzò nelle aree più sopraelevate, dove l'aria era più fresca e pulita (nelle torride estati siciliane) e la vista più gradevole. La chiesa fu collocata al centro della città (figura 8), per comodità di tutti, e per riflettere la globale centralità della Chiesa; intorno alla coppia costituita da Cattedrale e Palazzo Vescovile furono costruiti anche i conventi. I commercianti e mercanti scelsero come quartiere le pianificate strade larghe originate nelle piazze principali. Infine i meno abbienti furono ammessi ad erigere i loro rifugi di mattoni e le loro case nelle aree a cui nessun altro ambiva. In tal modo la pianificazione urbanistica Barocca venne a simboleggiare e riflettere l'autorità politica, e in seguito il suo stile e la sua filosofia si diffusero in luoghi tanto lontani come Annapolis, Williamburg, New Bern, e Savannah nell'America Britannica e con fama ancora maggiore nella ripianificazione urbanistica del XIX secolo di Paris operata dal Barone Haussmann. Erano stati deposte le basi per l'esplosione dell'architettura Barocca che avrebbe predominato in Sicilia fino al primo XIX secolo.

In seguito molte altre città e paesi siciliani che erano state un po' danneggiate o furono completamente salve dal sisam, come Palermo, furono anch'essi trasformati dallo stile Barocco, man mano che la moda si allargava e gli aristocratici con un palazzo a Catania iniziarono a desiderare che il loro palazzo nella capitale fosse altrettanto opulento di quello nella seconda città. A Palermo la chiesa di Santa Caterina, iniziata nel 1566, fu una di tante nella città i cui interni furono ridecorati nel XVIII secolo in stile Barocco, con marmi colorati.

[modifica] Nuove chiese e palazzi

figura 10: La Chiesa Madre di San Giorgio Modica
figura 10: La Chiesa Madre di San Giorgio Modica

Della forma di Barocco propria della Sicilia, dopo il 1693, è stato detto "Gli edifici concepiti a seguito di questo disastro esprimono una spensierata libertà di decorazione la cui incongrua gaiezza era intesa, forse, ad alleviare l'orrore". Sebbene questa sia una descrizione accurata di uno stile che è quasi una celebrazione della joie de vivre in pietra, è improbabile che spieghi le reali ragioni della sua scelta. Come per tutti gli stili architettonici la scelta del Barocco era direttamente legata alla moda corrente. Versailles era stata completata nel 1688 nello stile Barocco; la nuova Reggia di Luigi XIV fu immediatamente emulata ovunque in Europa da qualsiasi aristocratico o sovrano in Europa che aspirasse alla ricchezza, al gusto o al potere. Quindi fu la scelta ovvia per i "ricchi senza dimora" della Sicilia, dei quali ce n'erano centinaia. Gli eccessi dello stile Barocco di palazzi e ville di campagna che sarebbero state costruite in Sicilia, comunque, si avviavano a far sembrare Versailles un esempio di ritegno.

Giunti all'alba del XVIII secolo gli architetti siciliani furono impiegati per creare i nuovi palazzi e le nuove chiese. Questi architetti spesso locali furono capaci di progettare in un modo più sofisticato di quello del tardo XVII secolo; molti erano stati educati nell'Italia continentale ad una comprensione più dettagliata dell'idioma Barocco. Il loro lavoro ispirò progettisti siciliani che avevano avuto minori occasioni. Va osservato che questi architetti furono anche assistiti da pubblicazioni di incisioni di Domenico de' Rossi, che per la prima volta fornì le precise dimensioni e misure di molti delle principali facciate Barocche e Rinascimentali di Roma. In tal modo il Rinascimento finalmente sbarcò in Sicilia diciamo così per procura.

A questo stadio del suo sviluppo, il Barocco Siciliano mancava ancora il calore, la gioia e la libertà che si avviava ad acquisire. Giovanni Battista Vaccarini era il principale architetto siciliano durante questo periodo. Egli arrivò sull'isola nel 1730 portando un personale amalgama delle idee del Bernini e del Borromini, e introdusse all'architettura dell'isola un movimento unificato e un gioco di linee curve che sarebbe risultato inaccettabile nella stessa Roma. Comunque i suoi lavori sono di qualità considerevolmente inferiore a quello che avrebbe seguito. Notevoli lavori di questo periodo erano le ali del XVIII secolo di Palazzo Biscari a Catania e della Chiesa di Sant'Agata del Vaccarini, sempre a Catania. Per questo edificio Vaccarini chiaramente attinse all'"Architettura Civile" di Guarino Guarini. È il suo frequente rifarsi a disegni affermati che rende l'architettura di questo periodo, pur opulenta, dotata di una qualità disciplinata, quasi imbrigliata. Lo stile di Vaccarini era destinato a dominare Catania per decenni.

figura 11: La Basilica di Santa Maria Maggiore Ispica
figura 11: La Basilica di Santa Maria Maggiore Ispica

Un secondo ostacolo per il pieno sviluppo del potenziale degli architetti siciliani fu che frequentemente essi stavano solo ricostruendo una struttura danneggiata, e dovevano quindi far coincidere i loro progetti con lo stato dei luoghi e dei manufatti o quanto ne rimaneva. La chiesa di San Giorgio a Modica (figura 10) ne è un esempio: malamente danneggiata dal terremodo del 1613, ricostruita nel 1643 in stile Barocco conservando la pianta medievale, quindi danneggiata di nuovo nel 1693. La ricostruzione ebbe luogo a partire dal 1702 ad opera di un ignoto architetto. Infine Rosario Gagliardi supervisionò il completamento della facciata, avvenuto nel 1760, o almeno per parte dei lavori essendo morto in quegli anni. Però i compromessi a cui egli dovette prestarsi in ossequio alla struttura esistente sono evidenti. Mentre Gagliardi usò le stesse formule che tanto successo gli arrisero a San Giorgio a Ragusa, qui a Modica la costruzione è più pesante e manca dell'abituale leggerezza di tocco e libertà di disegno. Secondo alcuni autori più recenti questo può anche dipendere in parte dall'avvicendarsi di altri alla supervisione a cavallo della morte del Gagliardi, di cui comunque si conservano disegni correlati. Col compito di ricostruzione dal terremoto del 1693, lo stesso Rosario Gagliardi progettò con lo stesso stile la basilica di Santa Maria Maggiore a Ispica (figura 11), unica nella Provincia di Ragusa grazie alla presenza del Loggiato progettato da Vincenzo Sinatra.

C'era anche un'altra influenza al lavoro. Tra il 1718 e il 1734 la Sicilia fu controllata personalmente da Carlo VI da Vienna, col risultato che si possono percepire stretti legami con l'architettura austriaca. Diversi edifici sull'isola sono sfacciate imitazioni dei lavori di Fischer von Erlach. Un architetto siciliano, il monaco Tommaso Napoli, visitò Vienna due volte verso l'inizio del secolo, tornando con una collezione di incisioni e disegni. Fu in seguito architetto di due ville di campagna del primo periodo Barocco sicilano, notevoli per le loro pareti concave e convesse e per il complesso disegno delle loro scale esterne. Una, la sua Villa Palagonia iniziata nel 1705, è la più complessa è ingegnosa di qualsiasi altra costruita nell'era Barocca della Sicilia; la sua doppia scala di scalinate rettilinee, con frequenti cambi di direzione, fu il prototipo di ciò che divenne una caratteristica eminente del Barocco Siciliano.

In seguito una nuova ondata di architetti, consci del fatto che gli stili del Rococo per gli interni iniziavano altrove a guadagnare ascendente sul Barocco, procedettero a sviluppare l'appariscenza, la libertà e il movimento che oggi sono sinonimi dell'espressione Barocco Siciliano.

[modifica] Il pieno sviluppo del Barocco Siciliano

figura 12: Duomo di Siracusa: Facciata della Cattedrale di Andrea Palma (iniziata nel 1728). Basata sulla formula dell'Arco Trionfale Romano, le masse interrotte da una facciata colonnata creano un effetto teatrale.
figura 12: Duomo di Siracusa: Facciata della Cattedrale di Andrea Palma (iniziata nel 1728). Basata sulla formula dell'Arco Trionfale Romano, le masse interrotte da una facciata colonnata creano un effetto teatrale.

Intorno al 1730 lo stile Barocco cominciò gradualmente a distanziarsi dallo stile Barocco definitosi a Roma e guadagnò una individualità anche più forte per due ragioni: in questo periodo la corsa a ricostruire stava cominciando a scemare e la costruzione stava divenendo più tranquilla e meditata; e un nuovo manipolo di architetti nostrani veniva alla ribalta. Questa generazione aveva assistito alla ricostruizione nel Barocco e studiato le stampe e i libri di architettura che giungevano con sempre maggiore frequenza dal continente. Diversamente dai predecessori - i vecchi studenti degli architetti di Roma - essi erano capaci di formulare stili fortemente individuali in autonomia. Questi architetti inclusero Andrea Palma, Rosario Gagliardi e Tommaso Napoli. Pur tenendo in considerazione il Barocco di Napoli e Roma, essi adattarono adesso i loro progetti a bisogni e tradizioni locali. Il loro uso di risorse e sfruttamento dei siti era spesso follemente creativo. Napoli e quindi Vaccarini avevano promosso l'uso di scale esterne, che era adesso condotto ad un nuovo stadio: chiese in cima alle colline venivano raggiunte tramite meravigliose scalinate che evocavano il mentore di Vaccarini, Francesco De Sanctis (architetto) e le scalinate di Piazza di Spagna a Roma.

Le facciate delle chiese spesso vennero a rassomigliare a torte nuziali piuttosto che luoghi di culto man mano che gli architetti guadagnavano sicurezza, competenza e statura artistica. Gli interni chiesastici, che fino a questa data erano stati leggermente prosaici, cominciarono specialmente a Palermo ad essere decorati con un tumulto di marmi intarsiati e una ampia varietà di colori. Anthony Blunt ha descritto questa decorazione come "affascinante o repellente, ma comunque il singolo spettatore possa reagire, questo stile è una manifestazione caratteristica di esuberanza siciliana, e va classificato tra i più le più importanti e originali creazioni di arte Barocca sull'isola". Questo è fondamentale nel Barocco Siciliano; fu idealmente intonato alla personalità siciliana, e questa fu la ragione per cui si evolvette in modo tanto spettacolare. In nessun luogo in Sicilia lo sviluppo del nuovo Barocco è più evidente che a Ragusa e Catania.

[modifica] Ragusa

Ragusa fu gravemente danneggiata nel 1693. L'abitato è diviso in due parti, separate da un profondo burrone denominato "Valle dei Ponti": la città vecchia di Ragusa Ibla e la più recente Ragusa Superiore.

Ragusa Ibla, la città inferiore, vanta un insieme impressionante di manufatti Barocchi, che includono la chiesa di San Giorgio di Rosario Gagliardi, progettata nel 1738 (figura 12). Nel progetto di questa chiesa Gagliardi sfrutta la difficile topografia del sito collinare. La chiesa torreggia in modo impressionante su una imponente scalinata di circa 250 gradini, una caratteristica Baroccao frequentemente adottata in Sicilia a causa della morfologia dell'isola. La torre sembra esplodere dalla facciata, accentuata da colonne e pilastri rastremati contro le pareti curve. Al di sopra delle aperture di porte e finestre, timpani si svolgono e curvano con un senso di libertà e di movimento che sarebbe stato impensabile ai precedenti architetti ispirati al Bernini e al Borromini. La cupola neoclassica non fu aggiunta prima del 1820.

figura 13: La Chiesa di San Giorgio di Rosario Gagliardi, Ragusa.
figura 13: La Chiesa di San Giorgio di Rosario Gagliardi, Ragusa.

In un vicolo che connette Ragusa Ibla con Ragusa Superiore si trova la Chiesa di Santa Maria delle Scale. Questa chiesa è interessante, nonostante gravemente danneggiata nel terremoto. Solo metà della chiesa fu ricostruita nello stile Barocco, mentre la metà sopravvissuta fu mantenuta nell'originale veste Normanna (con elementi Gotici), a dimostrazione di un tassello dell'evoluzione del Barocco Siciliano, a contrasto con il Barocco di altre parti d'Europa, definito dalla classica Roma.

Palazzo Zacco è uno dei più notevoli edifici Barocchi della città, dotato di colonne Corinzie che supportano balconate di elaborato ferro battuto, mentre supportano maschere grottesche volte a burlarsi, colpire o divertire i passanti. Il palazzo fu costruito nella seconda metà del XVIII secolo dal Barone Melfi di Sant'Antonio. Fu in seguito acquistato dalla famiglia Zacco, da cui il nome. L'edificio ha due facciate sulla strada, ciascuno con sei ampie balconate che portano lo stemma della famiglia Melfi, una cornice di foglie d'acanto contro cui si appoggia un puttino. I balconi, una caratteristica del palazzo, sono notevoli per le mensole aggettanti che le supportano, che vanno da putti a musicisti a maschere grottesche. Il punto focale della principale facciata sono i tre balconi centrali divisi da colonne con capitelli corinzi. Qui i balconi sono sorretti da immagini di musicisti con facce grottesche.

La Cattedrale di San Giovanni Battista a Ragusa Superiore fu costruita tra il 1718 e il 1778. La sua facciata principale è puro Barocco, contenente fini sculture e bassorilievi. La Cattedrale ha un elevato campanile siciliano nello stesso stile. L'adorno interno Barocco è diviso in tre navate colonnate (figura sopra). Ragusa Superiore, la parte più danneggiata della città, fu ripianificata intorno alla Cattedrale, in seguito al 1693; il disegno dei palazzi qui è tipico di questa città: essi sono lunghi e di solo due piani, con una soglia centrale solo appena sottolineata da un balcone e da un arco che conduce al giardino interno. Questo stile molto Portoghese, probabilmente disegnato per minimizzare i danni in futuri terremoti, è molto diverso da quello dei palazzi di Ragusa Ibla, che sono in vero stile Siciliano. Insolitamente il Barocco indugiò qui fino al primo XIX secolo. L'ultimo palazzo costruito qui era in forma Barocca ma con colonne di ordine Dorico Romano e balconi neoclassici.

[modifica] Catania

figura 14: Duomo di Catania. La facciata principale di Giovanni Battista Vaccarini datata 1736, mostra influenze architettoniche spagnole.
figura 14: Duomo di Catania. La facciata principale di Giovanni Battista Vaccarini datata 1736, mostra influenze architettoniche spagnole.

La seconda città della Sicilia, Catania fu la più gravemente danneggiata delle città importanti nel 1693, quando solo il medievale Castello Ursino e tre navate della cattedrale rimasero in piedi. Così essa fu riprogettata e ricostruita. Il nuovo progetto separò la città in quartieri, divisi da due strade principali che si intersecano nella Piazza del Duomo. La ricostruzione fu supervisionata dal Vescovo di Catania ed unico architetto sopravvissuto della città, Alonzo di Benedetto. costui diresse una squadra di architetti chiamati da Messina, che presto aprirono i cantieri, concentrandosi prima su Piazza del Duomo. Tre palazzi vi sono collocati: il Palazzo Vescovile, il Seminario ed un terzo. Gli architetti lavorarono in completa armonia ed è impossibile distinguere il lavoro di Alonzo da quello dei suoi assistenti. Il lavoro è valido ma elementare, con bugnati decorati nello stile siciliano del XVII secolo, ma spesso la decorazione dei piani nobili è superficiale. Questo è tipico del Barocco di questo periodo immediatamente seguente al terremoto.

Nel 1730 Vaccarini arrivò a Catania come architetto della città e immediatamente impresse sui nuovi lavori lo stile Barocco Romano. I pilastri perdono i loro bugnati e sostengono cornicioni del tipo romano e timpani, e trabeazioni o timpani curvilinei, e colonne a tutto tondo a sostegno di balconi. Vaccarini sfruttò anche la locale pietra lavica come elemento decorativo piuttosto che come un generico elemento costruttivo, utilizzandola in alternanza ritmica con altri materiali, e spettacolarmente per il suo obelisco posto sul dorso dell'Elefante, simbolo di Catania, per una fontana nello stile di Berini di fronte al nuovo Palazzo di Città. La facciata principale di Vaccarini per la Cattedrale di Catania, dedicata a Sant'Agata, mostra forti influenze spagnole anche a questo stadio tardo del Barocco Siciliano. In città si trova anche la Chiesa della Collegiata di Stefano Ittar, costruita intorno al 1768 ed esempio di Barocco Siciliano colto nella sua massima semplicità stilistica.

[modifica] Interni

figura 15: La chiesa del Gesù, Palermo (1564–1633), con abbondante utilizzo di marmo policromo su pavimentazione e a rivestimento delle pareti.
figura 15: La chiesa del Gesù, Palermo (1564–1633), con abbondante utilizzo di marmo policromo su pavimentazione e a rivestimento delle pareti.

Gli esterni delle chiese siciliane erano stati decorati in stili elaborati dal primo quarto del XVII secolo, con profusione di sculture, stucchi, affreschi e marmi (figura 15). Man mano che le chiese del dopo-terremoto venivano completate negli tra il 1720 e il 1730, gli interni cominciarono a riflettere di pari passo le decorazioni esterne, diventando più lievi e meno intensi (confrontare figura 15 all'interno posteriore mostrato in figura 15), con profusione di ornamenti scultorei degli elementi portanti, cornicioni e frontoni, spesso nella forma di putti, elementi floreali e faunistici. Marmi intarsiati su pareti e pavimentazioni con motivi complessi sono una delle più definite caratteristiche dello stile. Questi motivi con tondi di porfido sono spesso derivati da disegni riscontrabili nelle cattedrali Normanne d'Europa, mostrando ancora le origini normanne della architettura siciliana. L'altare maggiore è solitamente il pièce de resistance, il pezzo forte. Consiste in molti esempi di un monoblocco di marmo policromo, decorato con volute dorate e ghirlande, e frequentemente incastonati con altre pietre come lapislazzuli e agata. I gradini che conducono alla pedana dell'altare sono caratteristicamente curvi tra concavi e convessi e in molti casi decorati con marmi policromi intarsiati. Uno degli esempi più belli è Santa Zita a Palermo.

La costruzione delle chiese della Sicilia sarebbe stata tipicamente finanziata non solo dai singoli ordini religiosi, ma da una famiglia aristocratica. Contrariamente ad una diffusa convinzione, la maggioranza della nobiltà siciliana non scelse di avere le proprie spoglie mortali esibite in eterno nelle Catacombe dei Cappuccini di Palermo, ma furono abbastanza convenzionalmente tumulate sotto le loro cappelle di famiglia. È stato detto, però, che "il funerale di un aristocratico siciliano era uno dei grandi momenti della sua vita". I Funerali divennero impressionanti esibizioni di fasto. Le lapidi che coprivano le tombe oggi forniscono un barometro accurato dello sviluppo del Barocco e delle tecniche di intarsio anno per anno. Per esempio quelle della prima metà del XVII secolo sono di semplice marmo bianco decorato con i simboli araldici e riportanti nome, data e così via. Dal 1650 circa piccole quantità di intarsio in marmo colorato iniziarono ad apparire, formando motivi. Il fenomeno si può seguire nella sua crescita finché, alla fine del secolo, lo stemma e la calligrafia sono costituiti interamente da intarsi in marmo colorato, incorniciati da bordi a motivi decorativi. Ben dopo che il Barocco iniziasse a cadere in disgrazia negli anni '80 del 1700, la decorazione barocca era ancora considerato più adeguato al rituale Cattolico del nuovo neoclassicismo di basi pagane.

figura 16: Chiesa di San Benedetto, Catania, con affreschi di Giovanni Tuccari.
figura 16: Chiesa di San Benedetto, Catania, con affreschi di Giovanni Tuccari.

La Chiesa di San Benedetto a Catania (figure 16 e 17) è un bell'esempio di interni in stile Barocco Siciliano, decorata tra il 1726 e il 1762, il periodo in cui il Barocco Siciliano era al vertice del suo fascino ed unicità. I soffitti furono affrescati da Giovanni Tuccari. La parte più spettacolare della decorazione della chiesa è il coro delle monache (figura 17), datato intorno al 1750, che fu progettato in tal modo che le voci delle sorelle potessero essere udite durante le funzioni religiose ma che le suore stesse fossero comunque ben separate e nascoste dal mondo meno spirituale di fuori.

Con poche notevoli eccezioni, gli interni dei palazzi erano da subito meno elaborati di quelli delle chiese Barocche di Sicilia. Molti furono costruiti privi di decorazioni Barocche elaborate per gli interni, semplicemente perché ci voleva così tanto tempo a costruirle; quando queste furono completate il Barocco era passato di moda, e le stanze di rappresentanza furono decorate nel nuovo stile neoclassico noto come "Pompeiano". Spesso si può trovare una fusione dei due stili, come nell'ala della sala da ballo del Palazzo Aiutamicristo a Palermo, costruito da Andrea Giganti, dove il soffitto della sala da ballo fu affrescato da Giuseppe Cristadoro con scene allegoriche incorniciate da motifi dorati in gesso; il soffitto era già fuori moda quando fu termianto, e il resto della stanza fu decorato in modo ben più semplice. I cambiamenti negli usi degli ultimi 250 anni hanno semplificato le decorazioni dei palazzi ulteriormente, e oggi i pianterreni sono di solito negozi, banche o ristoranti e i piani superiori sono divisi in appartamenti, mentre gli interni originari sono andati perduti per sempre.

figura 17: coro delle monache della Chiesa di San Benedetto, Catania.
figura 17: coro delle monache della Chiesa di San Benedetto, Catania.

Una terza ragione per l'assenza di decorazione Barocca, e anche la più comune, è che molte stanze non furono mai destinate ad essere decorate. Molti dei palazzi erano enormi, ed intesi per la vita quotidiana di un grande numero di persone. La casa dell'aristocratico siciliano, a partire da lui stesso, sua moglie e molti figli, conteneva tipicamente anche un insieme di parenti più poveri e membri della famiglia estesa, tutti dotati di appartamenti minori nella casa. Poi venivano i dipendenti, spesso incluso un cappellano o confessore privato, maggiordomo, governante, segretario, archivista, contabile, bibliotecario e innumerevoli servi inferiori, più un portiere che suonava una campanella un numero prestabilito di volte proporzionato al rango dell'ospite in arrivo. Spesso le famiglie estese dei servi, specialmente se anziani, vivevano nel palazzo anch'esse. Le molte stanze erano necessarie per alloggiare una simile unità familiare. Questi alloggi quotidiani, anche per il "Maestro e Maestra di Casa" stessi, erano spesso decorati e ammobiliati con semplicità. Ulteriori stanze erano richieste in base alla tradizione siciliana che era un segno di origini plebee il consentire anche a mere conoscenze di sostare nelle locande del posto. Qualunque straniero in visita, specialmente un Inglese, era ritenuto uno speciale trofeo e aumentava il prestigio sociale. Di conseguenza la casa dell'aristocratico siciliano era raramente vuota o tranquilla.

Le stanze più belle più decorate erano quelle del piano nobile, riservato a ospiti e all'intrattenimento. Dotati di accesso formale dalla doppia scala Barocca esterna, questa era un appartamento costituito da grandi e piccoli saloni, con un salone molto ampio a fare spesso da sala da ballo, ed inteso come sala principale della casa. A volte le camere da letto degli ospiti erano collocate qui, ma verso la fine del XVIII secolo essi erano sempre più spesso collocati sul piano secondario al di sopra. Se decorati durante l'era Barocca, le stanze erano adornate con profusione. Le pareti erano frequentemente rivestite da specchi, incastonati in cornici dorate nelle pareti, a volte alternate a dipinti, ritratti di famiglia e supportati da ninfe e pastorelle similmente incorniciate. I soffitti erano alti ed affrescati e dal tetto pendevano enormi lampadari di Murano, mentre altra luce proveniva da candelieri a parete che fiancheggiavano gli specchi. Una delle stanze più notevoli in questo stile è la Galleria degli Specchi di Palazzo Gangi a Palermo, scelto dal regista Luchino Visconti per il film "Il Gattopardo". Questa famosa stanza con il suo soffitto affrescato da Gaspare Fumagalli è in ogni caso una delle poche stanze Barocche in questo palazzo Barocco, che fu dal 1750 esteso e trasformato dal suo proprietario Marianna Valguarnera, prevalentemente nel più tardo stile neoclassico.

Il mobilio durante l'era Barocca era in linea con lo stile: adorna, dorata e frequentemente con tavoli dal piano superiore in marmo. Il mobilio era transitorio all'interno della casa, speso spostato da una stanza all'altra in base alle esigenze del momento, lasciando altre stanze vuote. A volte i mobili erano commissionati specificamente per una stanza, per esempio per abbinarsi ad un pannello in seta della parete con cornice dorata. I mobili erano sempre disposti contro le pareti, mai come nel successivo stile informale al centro della stanza, che nel Barocco era sempre lasciato vuoto, per meglio esibire il rivestimento a motivi decorativi del pavimento in marmo, o più spesso in ceramica.

Comune sia al design degli interni sia di chiese che di palazzi era il lavoro a stucco. Questo è un componente importante del design e della filosofia Barocca, in quanto combina senza soluzione di continuità architettura, scultura e pittura in tre dimensioni. La sua combinazione soffitti e pareti a trompe l'oeil nella pittura illusionistica Barocca confonde arte e realtà. Mentre nelle chiese lo stucco poteva rappresentare angeli e putti collegati da ghirlande di fiori, in una casa privata poteva rappresentare il cibo o gli strumenti musicali preferiti dei proprietari.

[modifica] L'ultimo periodo

figura 18: Palazzo Beneventano Del Bosco, Siracusa, progettato da Luciano Alì nel periodo 1779–1788 nel contenuto stile tardo del Barocco Sicliano. I balconi in ferro battuto e le curve ardite, comunque, mantengono a debita distanza il neoclassicismo.
figura 18: Palazzo Beneventano Del Bosco, Siracusa, progettato da Luciano Alì nel periodo 1779–1788 nel contenuto stile tardo del Barocco Sicliano. I balconi in ferro battuto e le curve ardite, comunque, mantengono a debita distanza il neoclassicismo.

Come del resto per tutti gli stili architettonici a lungo andare la gente si stancò del Barocco. In alcune parti d'Europa esso si tramutò nel rococo, ma non in Sicilia. Non più controllata dall'Austria, la Sicilia (dal 1735 ufficialmente denominata Regno di Sicilia) era goveranta dal Re di Napoli, Ferdinando IV. A seguito di ciò Palermo fu in assiduo contatto con la capitale maggiore, Napoli, dove aveva luogo una crescente conversione più classici stili architettonici. In combinazione con ciò, molti dei nobili siciliani più acculturati svilupparono la moda di una infatuazione con le cose francesi, dalla filosofia alle arti, moda e architettura. Molti di loro visitarono Parigi rincorrendo tali interessi e tornarono con le ultime stampe architettoniche e gli ultimi trattati teoretici. L'architetto francese Léon Dufourny fu in Sicilia tra il 1787 e il 1794 per studiare e analizzare gli antichi templi Greci sull'isola. Così i siciliani riscoprirono il loro antico passato, che con i suoi idiomi classici era adesso al vertice della moda. Il cambiamento dei gusti non avvenne da un giorno all'altro. Il Barocco rimase popolare sull'isola,ma ora i balconi siciliani, stravaganti come non mai, sarebbero stati rimpiazzati da severe colonne classiche. Dufourny iniziò a progettare a Palermo, e il suo "Tempio dell'Ingresso" (1798) del Giardino Botanico fu il primo edificio in Sicilia in uno stile basato sull'ordine Dorico Greco. Si tratta di architettura neoclassica pura, come definita in Inghilterra dal 1760, ed era un segno delle novità da venire.

Era il grande amico e collega architetto di Dufourny Giuseppe Marvuglia che doveva presiedere al graduale declino del Barocco Siciliano. Nel 1784 progettò il Palazzo Riso-Belmonte, il più bell'esempio di questo periodo di transizione architettonica, che combinava sia motivi Barocchi che Palladiani, costruito attorno ad un cortile porticato che creava le masse Barocche di luce e ombra, o chiaroscuro. La facciata principale, ospitante enormi pilastri, aveva anche elementi barocchi, ma il profilo era lineare. I pilastri erano privi di decorazione, semplici, d'ordine ionico e sorreggevano una trabeazione disadorna. Al di sopra delle finestre si trovavano lineari frontoni classici. Il Barocco Siciliano stava declinando.

Un'altra ragione per il graduale declino dello sviluppo del Barocco Siciliano e delle costruzioni in genere fu che il denaro stava terminando. Durante il XVII secolo l'aristocrazia viveva principalmente delle proprietà terriere, curandole e migliorandole, e come risultato il loro reddito era prevalentemente speso là. Durante il XVIII secolo la nobiltà migrò gradualmente verso le città, in particolare Palermo, per godere dei piaceri sociali della corte del Viceré e Catania. I loro palazzi di città crebbero in dimensioni e splendore, a tutta spesa delle proprietà abbandonate, alle quali si chiedeva ugualmente di fornire introiti. Gli intendenti lasciati a governare le proprietà nel tempo divennero sempre meno efficienti, o corrotti, spesso entrambi. Come conseguenza i ricavi dell'aristocrazia precipitarono. L'aristocrazia ricorse al credito utilizzando le proprietà come garanzie ipotecarie, finché il valore delle proprietà abbandonate scese al di sotto dell'importo dei prestiti che garantivano. In più la Sicilia diventava ormai politicamente instabile quanto l'aristocrazia lo era economicamente. Controllata da Napoli dal fiacco Ferdinando VI e dalla sua moglie esuberante, la Sicilia aveva intrapreso la via del declino ben prima che le battaglie contro la Francia napoleonica nel 1798 e 1806 costringessero due volte il Re a fuggire da Napoli alla Sicilia. I francesi furono tenuti alla larga dalla Sicilia solo in forza di una spedizione di 17.000 soldati britannici, e in effetti la Sicilia era ormai controllata de facto dal Regno Unito. A quel punto il Re Ferdinando impose le prime nuove tasse, alienandosi di colpo tutta l'aristocrazia.

La tassa fu revocata nel 1812 dai britannici, che a quel punto imposero una forma di governo di stampo britannico sull'isola. Una innovazione legale di particolare gravità per l'aristocrazia fu che i creditori, che in precedenza potevano solo pretendere un pagamento di interessi su un prestito, adesso potevano requisire la proprietà a garanzia. La proprietà cominciò a passare di mano e ad essere suddivisa alle aste, e di conseguenza la burghesia possidente iniziò a fiorire. Rivolte contro i Borboni nel 1821 e nel 1848 divisero la nobiltà, e facevano presagire le fortune del liberalismo. Questi fattori, abbinati all'agitazione sociale e politica del seguente Risorgimento nel XIX secolo, significarono la condanna dell'aristocrazia siciliana. Inoltre per aver trascurato e abbandonato i principi del "noblesse oblige", un elemento essenziale del sistema feudale, la campagna finì presto in mano a briganti e banditi, e le ville di campagna un tempo sontuose decaddero. La mania di edificare della classe dominante terminava definitivamente.

figura 19: Palazzo Ducezio, Noto, di Vincenzo Sinatra, Barocca al pianterreno, neoclassica sopra.
figura 19: Palazzo Ducezio, Noto, di Vincenzo Sinatra, Barocca al pianterreno, neoclassica sopra.

Comunque l'influenza britannica in Sicilia era destinata a fornire al Barocco Siciliano un ultima vampata di vitalità. Giuseppe Marvuglia, riconoscendo che la nuova moda britannica prendeva sempre più piede, sviluppò lo stile che aveva prima cautamente adottato a Palazzo Riso-Belmonte nel 1784, combinando alcuni dei più lineari e solidi elementi del Barocco con motivi palladiani piuttosto che con progetti palladiani organici. Il tardo Barocco Siciliano somigliava al Barocco popolare nel Regno Unito all'inizio del XVII secolo, reso popolare da Sir John Vanbrugh con edificio come Blenheim Palace. Un esempio di ciò è la Chiesa di San Francesco di Sales del Marvuglia, quasi Inglese nella sua interpretazione del Barocco. Comunque, questo fu un ultimo bagliore e il Neoclassico presto predominò del tutto. Pochi aristocratici potevano permettersi di costruire, e il nuovo stile era principalmente utilizzato in edifici pubblici e civili come l'Orto Botanico di Palermo a Palermo. Gli architetti siciliani, compreso Andrea Giganti, un tempo un architetto Barocco capace, cominciarono a progettare nello stile Neoclassico, ma la versione alla moda adottata dalla Francia. La Villa Galletti di Giganti a Bagheria è chiaramente ispirata al lavoro di Ange-Jacques Gabriel.

Come per i primi giorni del Barocco Siciliano, i primi edifici della nuova era neoclassica furono spesso copie o ibridi dei due stili. Palazzo Ducezio (figura 19) fu iniziato nel 1746, e il pianterreno con portici che creano un gioco di luce e ombra è puro Barocco. Comunque, quando pochi anni dopo il piano superiore fu aggiunto, l'influenza francese neoclassica si fece pronunciata, sottolineata dall'arcata centrale. Così il Barocco Siciliano veniva gradualmente e lentamente soppiantato dal neoclassicismo francese.

[modifica] Eredità

figura 20: La chiesa delle Anime Sante del Purgatorio a Ragusa, costruita nella seconda metà del XVIII secolo.
figura 20: La chiesa delle Anime Sante del Purgatorio a Ragusa, costruita nella seconda metà del XVIII secolo.

Il Barocco Siciliano è oggi riconosciuto come uno stile architettonico, in gran parte grazie al lavoro di Anthony Blunt, uno dei pochi seri accademici dedicatisi all'argomento.

La più parte dei palazzi barocchi fu di proprietà privata fino a tutto il XIX secolo, perché la vecchia aristocrazia perveniva tramite l'istituzione del matrimonio ai fondi della borghesia o si indebitava fino alla liquidazione. Ci furono poche famiglie a fare eccezione, le quali conservano tuttora i palazzi aviti. Grazie alla continua devozione religiosa della popolazione siciliana molte delle chiese del Barocco Siciliano sono ancora oggi destinate all'antica funzione per la quale furono progettate.

In ogni caso la colpa della decadenza e dello stato rovinoso di preservazione di così tanti palazzo non può ricadere solo su proprietari riottosi ad accettare il cambiamento, ma anche all'agenda politica dei successivi governi. Alcune delle più belle ville e palazzi, incluso il palazzo palermitano del Principe di Lampedusa, sono tuttora in rovine sin dai bombardamenti statunitensi del 1943. Spesso nessun tentativo è stato fatto per ripristinarli o metterli in salvo. Quelli che sopravvissero ai raid aerei in buono stato sono spesso suddivisi in uffici o appartamenti, e gli interni sono stati smantellati, divisi, venduti.

I membri rimanenti dell'aristocrazia siciliana che tuttora abitano i palazzi di famiglia si sono trattenuti da lusinghe turistiche come riempire i propri giardini con animali esotici. I restanti Principi, Marchesi e Conti di Sicilia hanno preferito vivere in un dorato isolamento, circondati spesso da un misto di bellezza e decadenza. Questo non per disprezzo delle masse o indifferenza al loro retroterra, ma più per una forma di barricamento: per anni assoggettati a tasse dotate di connotazioni punitive, è solo oggi che loro, con la loro condizione, si stanno svegliando alla possibilità che se non agiscono in fretta, potrebbe essere troppo tardi per questa parte dell'eredità culturale siciliana.

Man mano che la Sicilia diventa politicamente più stabile e sicura e la corruzione allenta la presa, i palazzi Barocchi stanno lentamente aprendo le loro porte ad un entusiasta pubblico pagante, nonché ad un pubblico Americano e Britannico piuttosto che Italiano. Pochi anni fa la sala da ballo di Palazzo Gangi era l'unica ad avere ospitato un set cinematografico, ma oggi salons e sale da ballo a lungo dimenticate tornano ad ospitare eventi pubblici ed aziendali. Alcuni palazzi offrono servizio di Bed and breakfast ad ospiti paganti, tornando ad offrire così ospitalità ai visitatori dell'isola, uno scopo al quale furono rivolti sin dall'origine.

[modifica] Bibliografia

  • A. Blunt, Sicilian baroque. Weidenfeld and Nicolson, 1968.
  • S. Boscarino, Sicilia Barocca. Architettura e città 1610-1760. MR Nobile, Roma, 1981.
  • M. Giuffré, H. Neil, La Sicilia nella storia dell'architettura italiana: il Settecento. Electa, Milano, 2000.

[modifica] Artisti

[modifica] Collegamenti esterni



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