Barocco petrino

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il Monastero di Aleksandr Nevskij (1710), costruito a San Pietroburgo per volere di Pietro I secondo lo stile detto appunto "barocco petrino".

Il Barocco petrino è un nome applicato dagli storici dell'arte ad un particolare momento dell'architettura barocca nell'Impero russo, coincidente con il periodo di regno di Pietro il Grande dal quale venne largamente impiegato per la costruzione della maggior parte degli edifici della sua nuova capitale, San Pietroburgo.

A differenza del contemporaneo Barocco Naryshkin, fiorito a Mosca, il barocco petrino rappresentava una drastica rottura con la tradizionale architettura di stile bizantino presente in Russia da circa un millennio. Gli architetti che ne furono i più rilevanti rappresentanti furono Domenico Trezzini, Andreas Schlüter e Mikhail Zemtsov, i quali trassero ispirazione dall'unione degli stili olandese, danese e svedese del tempo, dando vita ad un nuovo stile.

Esempi pratici di questo stile ancora oggi visibili sono la Cattedrale di San Pietro e Paolo (esclusa la torre), il Collegio dei Dodici, il Monastero di Aleksandr Nevskij, La "Kunstkamera", il Palazzo Kikin, la Torre Menšikov (parzialmente) e il Palazzo Menshikov a San Pietroburgo ed il Palazzo Kadriorg di Tallinn.

Malgrado questo, bisogna ammettere che sono pochi gli edifici ancora oggi presenti che si possano considerare in puro stile petrino, in quanto molti degli edifici costruiti in questo periodo vennero intaccati dal Barocco elisabettiano di epoca successiva.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]