Pittura barocca

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1leftarrow.pngVoce principale: Arte barocca.

Architetti, scultori e pittori diventano, grazie alle loro opere, il tramite necessario per toccare con efficacia l'animo dei fedeli. Quindi l'arte diventa un mezzo della Chiesa cattolica trionfante per persuadere gli eretici, i dubbiosi, ed arginare la pressione protestante sui confini francesi e italiani. Per raggiungere questo ambizioso obiettivo, l'arte deve avere la capacità di sedurre, commuovere, conquistare il gusto, non più attraverso l'armonia del Rinascimento, ma mediante l'espressione di emozioni forti.

Il fascino viscerale dello stile barocco deriva da un diretto coinvolgimento dei sensi. Nella pittura barocca non vi era sollecitazione dell'intelletto e sottigliezza raffinata come nel manierismo, il nuovo linguaggio puntava direttamente allo stomaco, alle viscere, ai sentimenti dell'osservatore - o, più giustamente, dello spettatore. Veniva impiegata un'iconografia il più possibile diretta, semplice, ovvia, ma comunque teatrale.

Guercino, L'Aurora (1621), Roma, Casino Ludovisi

L'arte barocca iniziò a delinearsi nella pittura essenziale, eroica, classica, di Annibale Carracci, che a sua volta trovò ispirazione nell'artista che la critica vede come essenziale e vero precursore del barocco, Antonio Allegri detto il Correggio; un altro importante precedente è l'urbinate Federico Barocci. Una sorta di parallelo è possibile con l'ambito musicale, dove il contrappunto prende piede sostituendo la polifonia, e il tono e l'amalgama orchestrale fa la sua apparizione sempre con maggior insistenza.

Dopo almeno due secoli in cui l'arte e la cultura italiana erano stati i fari guida dell'intero continente, il primato comincia a declinare e l'età barocca, in qualche modo, rappresenta un ultimo, spettacolare e importantissimo canto del cigno. Lo stile architettonico nato a Roma, che nella città eterna tocca i suoi punti più alti, cambierà durante il secolo il paesaggio di tutte le città europee; così per la pittura: i percorsi stilistici iniziati a Roma, a Bologna, a Venezia, vengono seguiti e portati alle estreme conseguenze da pittori stranieri come Rembrandt, El Greco, Diego Velázquez, ed essi formeranno nei loro paesi delle influenti scuole che cambieranno definitivamente l'arte e il concetto stesso di opera d'arte. È rimasta Roma a rivaleggiare con le potenze artistiche d'oltralpe, e anzi Roma è il gigantesco laboratorio delle tendenze culturali che s'irraggiano poi in tutta Europa. Ma sarebbe sbagliato considerare il barocco come una sorta di sinonimo del secolo in cui crebbe, il Seicento, questo stile è in realtà solo una delle correnti stilistiche che ha attraversato questi decenni, certo la più importante, ma non l'unica.

L'evoluzione dello stile[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Caravaggisti.

Dopo le morti precoci di Annibale Carracci (1609) e di Caravaggio (1610) il mondo artistico sembrò dividersi in due: vi erano i caravaggeschi con la loro estrema verità ottica e sociale, e dall'altra parte gli accademici, perfetti, nobilissimi, classicisti, che rielaboravano gli stili storici fornendone una lettura nuova ed eclettica. I centri in cui queste scuole si svilupparono furono Bologna con Guido Reni, Domenichino, Francesco Albani, tutti cresciuti nell'Accademia dei Carracci; Napoli, dove Caravaggio passò lasciando un segno indelebile e dando involontariamente vita a una delle scuole pittoriche più importanti della prima metà del secolo (da ricordare Battistello Caracciolo e Jusepe de Ribera). Ma sarà una terza via a sopravvivere: è lo stile che Pieter Paul Rubens elaborò nei suoi viaggi nella Penisola, culminato a Roma intorno al 1608 con L'adorazione della Vergine in Santa Maria in Vallicella. In Rubens vi è la potenza fisica delle figure di Michelangelo Buonarroti, la grazia di Raffaello Sanzio, il colore veneto, tizianesco, e una nuova e preponderante carica energetica. L'arte di Rubens, quindi, verrà esasperata da Guercino nel secondo decennio del secolo: e Guercino, con il suo linguaggio appassionato ed emotivo derivato da Ludovico Carracci, con la sua luce morbida, il colore steso a macchie, surclassa il classico, intellettuale e malinconico Guido Reni. Guercino e Rubens, quindi, sono gli apripista della nuova stagione che avrà una definitiva consacrazione nel terzo decennio, nell'opera di Gian Lorenzo Bernini.

Vi è anche una quarta via, più defilata e poco esportata, è il cosiddetto Seicento lombardo. Cresciuta con le indicazioni di Carlo e Federico Borromeo, questa pittura, che ha il suo centro propulsore in Milano, utilizza un linguaggio severo e drammatico in scene fortemente narrative, in quadri che sono sempre un miscuglio di realtà concreta, quotidiana, e una visione mistica e trascendentale dell'umanità e della fede. Campioni di questa tendenza sono Giovan Battista Crespi, Giulio Cesare Procaccini, Daniele Crespi e Pier Francesco Mazzucchelli detto il Morazzone, che costituiscono il gruppo dei cosiddetti pittori pestanti milanesi.

In Olanda la Chiesa calvinista rifiuta le immagini sacre, la fiorente borghesia invece faceva delle opere d'arte un commercio continuo, talvolta esasperato, e i quadri di genere si diffonderanno e verranno apprezzati in un mercato che diverrà presto cannibale, schizofrenico fino al collasso. Questo sistema farà comunque la fortuna per generi pittorici fino ad allora considerati minori come la natura morta e il paesaggio (da ricordare gli olandesi Frans Hals e Jan Vermeer, e il bergamasco Evaristo Baschenis) per cui la Canestra di Caravaggio è un precedente e un esempio imprescindibile).

La maturità della pittura barocca si avrà con le gigantesche imprese decorative di Pietro da Cortona, per esempio nella volta del salone di Palazzo Barberini (1633-39) a Roma. La sua tecnica prodigiosa e spericolata sarà presto seguita da un buon numero di adepti, il cortonismo diventa così il linguaggio della pittura monumentale, un perfetto mezzo di propaganda per committenze laiche e religiose in cui apoteosi grandiose sono spinte verso l'altro da effetti luministici e prospettici anche grazie all'uso delle quadrature (per creare le architetture vi erano infatti degli specialisti, detti quadraturisti).

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