Militello in Val di Catania

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Militello in Val di Catania
comune
Militello in Val di Catania – Stemma
Chiesa della Madonna della Stella
Chiesa della Madonna della Stella
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Catania-Stemma.png Catania
Sindaco Giuseppe Fucile (Mpa) dal 07/05/2012
Territorio
Coordinate 37°17′0″N 14°47′0″E / 37.28333°N 14.78333°E / 37.28333; 14.78333 (Militello in Val di Catania)Coordinate: 37°17′0″N 14°47′0″E / 37.28333°N 14.78333°E / 37.28333; 14.78333 (Militello in Val di Catania)
Altitudine 413 m s.l.m.
Superficie 62,2 km²
Abitanti 7 933[1] (31-12-2010)
Densità 127,54 ab./km²
Frazioni nessuna[2]
Comuni confinanti Francofonte (SR), Lentini (SR), Mineo, Palagonia, Scordia, Vizzini
Altre informazioni
Cod. postale 95043
Prefisso 095
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 087025
Cod. catastale F209
Targa CT
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona C, 1 284 GG[3]
Nome abitanti militellesi
Patrono santissimo Salvatore e santa Maria della Stella
Giorno festivo 18 agosto e 8 settembre
Localizzazione
Militello in Val di Catania è posizionata in Italia
Militello in Val di Catania
Posizione del comune di Militello in Val di Catania nella provincia di Catania
Posizione del comune di Militello in Val di Catania nella provincia di Catania
Sito istituzionale

Militello in Val di Catania (Militeddu in siciliano[4]) è un comune italiano di 7.916 abitanti della provincia di Catania in Sicilia. I loro abitanti sono chiamati militellesi (anticamente erano detti "militellani").

È ricca di monumenti come le chiese, pregevoli palazzi e ville settecentesche. Per l'eccezionale valore del suo patrimonio monumentale, nel 2002 il suo centro storico è stato insignito del titolo di Patrimonio dell'Umanità da parte dell'UNESCO, insieme con il Val di Noto.

Indice

Geografia [modifica]

Militello in Val di Catania si trova nelle estreme propaggini settentrionali dei monti Iblei, a 40 km da Caltagirone e 54 da Catania a cui è collegata dalla Strada Statale 385. È possibile raggiungere Militello anche in treno fino all'omonima stazione situata alla periferia nord del paese, sulla Ferrovia Catania-Caltagirone-Gela.

Territorio [modifica]

Il paese di Militello si trova quasi al limite dell'Avanfossa Gela-Catania, osservabile già nelle zone di Palagonia, ad un'altezza di 413 metri s.l.m. circa. Il substrato su cui poggia è di tipo calcareo ed appartenente al dominio di Avampaese Ibleo. Inoltre sono presenti spesso in affioramento le lave basaltiche Quaternarie, riferibili alle effusioni sottomarine dovute al sottoscorimento dell'Avampaese sotto la Catena Maghrebide. La "Pillows Lava" o "lava a cuscini" è osservabile in abbondanza all'entrata sud di Militello. Procedendo in direzione Scordia si può osservare uno spaccato del substrato militellese, in corrispondenza del Vallone Carcarone, che rappresenta la parte più superficiale e residuale dell'Avampaese. Sono qui bene evidenti le colate laviche Quaternarie interposte al Calcare organogeno. L'area è interessata anche da vistosi fenomeni carsici, come denunciato dalle innumerevoli grotte presso Contrada Croce, che furono in passato protagoniste essenziali per gli insediamenti umani (da esempio è la storia delle Coste di Santa Febronia a Palagonia). Militello gode di un'altitudine minore (circa 413 m s.l.m.) rispetto al cuore degli Iblei (circa 800 m s.l.m.), a causa del progressivo abbassamento dell'area, dovuto alla nascita di faglie a carattere per lo più normale, che permettono all'Avampaese di sottoscorrere al di sotto del Dominio Europeo. Questo fenomeno è osservabile proprio a Poggio Croce in direzione NO ed è alla base della genesi del Graben di Scordia in direzione ENE (Giovanni Amenta).

Storia [modifica]

Ci sono diverse ipotesi riguardanti la fondazione di Militello, tramandate oralmente e divenute vere e proprie leggende. La più conosciuta di queste è quella dello storico locale Pietro Carrera che narra di come Militello venne fondata ai tempi dei romani, quando i militi di Marco Claudio Marcello durante l'assedio di Siracusa del 212 a.C. cercarono di scampare alla peste. Cercarono rifugio allontanandosi in una collina fuori città, in cui trovare aria salubre e acque limpide; fu così che fondarono la colonia "Militum Tellus" (terra di soldati) che diede il nome al paese; un'altra teoria sostiene che il nome del paese derivi dal colore giallo della pietra locale, quasi color del miele, da cui "Mellis Tellus". Intorno all'abitato ci sono diversi resti di età preistorica, ma la storia certa della città è documentata a partire dall'anno 1000, quando sotto i Cammarana Militello divenne marchesato; successivamente venne ceduta come feudo ai Barresi. Militello visse il suo momento di massimo splendore a cavallo tra il XVI e il XVII secolo sotto il regno del Principe Don Francesco Branciforte, che si adoperò per abbellire la città con chiese e palazzi di pregio. Tra questi vanno ricordati la chiesa della Madonna della Catena, il Monastero dei Benedettini e la fontana della ninfa Zizza del 1607. Il disastroso terremoto del 1693 distrusse però tante altre opere d'arte. La ricostruzione successiva, tuttavia, portò alla realizzazione di gioielli di grandissimo valore, come la chiesa di San Nicolò - SS. Salvatore del 1721 e la chiesa della Madonna della Stella del 1722 e molti palazzi nobiliari che hanno permesso a Militello di ottenere il riconoscimento UNESCO nel 2002.

Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO Flag of UNESCO.svg
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Città tardo barocche del Val di Noto (Sicilia sud orientale)
(EN) Late Baroque Towns of the Val di Noto (South-Eastern Sicily)
MilitelloCT-Cattedrale.JPG
Tipo architettonico
Criterio C (i) (ii) (iv) (v)
Pericolo no
Riconosciuto dal 2002
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Stemma della città [modifica]

  • Descrizione Araldica dello Stemma

Arma: d'azzurro, al guerriero romano di carnagione, vestito di porpora, armato di lorica e gambali d'argento, di calzari ed elmo, impugnante con la destra una lancia di legno al naturale in palo, con la sinistra uno scudo rotondo d'argento con buccio d'oro, fermo in maestà sulla terrazza erbosa di verde, segni esterni di Comune

  • Blasonatura del Gonfalone

Drappo partito di bianco e d'azzurro, caricato dell'arma comunale sormontata da corona turrita d'argento, circondata fin quasi a lambire la corona, da un ramo di alloro da un lato di quercia dall'altro, rami trattenuti in basso da un nastro aureo armato su fregi d'argento, con la scritta "Comune di Militello in Val di Catania" ad arco sopra il tutto

  • Caratteristiche Stemma

Colori: Argento, Azzurro, Oro, Porpora, Verde

Monumenti e luoghi d'interesse [modifica]

Nel 2002 l'UNESCO ha riconosciuto la Val di Noto patrimonio dell'umanità, e con essa le città di Militello in Val di Catania, Palazzolo Acreide, Caltagirone, Catania, Modica, Noto, Ragusa e Scicli.

Chiese [modifica]

  • Santuario di Maria SS. della Stella, Patrona della Città di Militello in Val di Catania, del XVIII secolo; tra i numerosi capolavori troviamo; una pala d'altare di Olivio Sozzi; un dipinto di Vito D'Anna intitolato "Viso di Maria". Maria SS. della Stella - Edificata tra il 1722 ed il 1741, possiede un bel portale incorniciato da colonne tortili. All'interno è conservata una magnifica pala d'altare di Maria SS. della Stella - Edificata tra il 1722 ed il 1741, possiede un bel portale incorniciato da colonne tortili. All'interno è conservata una magnifica pala d'altare di Andrea della Robbia in terracotta invetriata e raffigurante la Natività (1487). lI Tesoro conserva una bella pala della fine del Quattrocento raffigurante momenti della vita di S. Pietro, opera del Maestro della Croce di Piazza Armerina ed il Ritratto di Pietro Speciale, bassorilievo di Francesco Laurana.
  • Chiesa Madre di San Nicolò e del Santissimo Salvatore, del XVIII secolo all'interno si può ammirare "La Predicazione di San Nicolò", pala d'altare del XVIII secolo di Vito D'Anna;
  • Abbazia di San Benedetto, del XVII secolo; all'interno dell'unica navata si trovano capolavori di eccezionale fattura come "L'ultima comunione di San Benedetto" dipinto di Sebastiano Conca;
  • Chiesa di Santa Maria la Vetere, con portale del 1506 di Antonello Gagini; Crollata con il terremoto del 1693, conserva solo la navata laterale destra (murata). La facciata, con protiro cinquecentesco, ha un bel portale con bassorilievi nella lunetta.
  • Chiesa della Madonna della Catena, del XVII secolo, con edicola cinquecentesca; questo oratorio venne riedificato nel 1652. L'interno presenta una bella decorazione a stucchi di artisti di Acireale con scene dei Misteri Gaudiosi nel registro superiore e statue di sante siciliane incorniciate da putti, festoni e cornucopie in quello inferiore. A completare l'insieme, un bel soffitto ligneo a cassettoni del 1661.
  • Chiesa del SS. Sacramento al Circolo, del 1724, su progetto di Antonino Scirè;
  • Chiesa di Sant'Antonio di Padova, con campanile del 1719;
  • Chiesa dei Santissimi Angeli Custodi, della seconda metà del XVIII secolo, con pregevole pavimento in ceramica;
  • Chiesa di San Giovanni Battista;
  • Chiesa del Calvario del XVII secolo;
  • Chiesa di San Sebastiano, del 1504;
  • Chiesa del Purgatorio del 1613;
  • Chiesa di Sant'Agata del 1578;
  • Chiesa di San Domenico del 1515;
  • Chiesa di San Francesco D'Assisi di cui non sappiamo la data originale ma si dice dal padre Maestro Filippo Cagliola che fu fodata nel 1235 forse fondato da fra' Paolo da Venezia, discepolo dello stesso San Francesco d'Assisi;
  • Chiesa di Santa Maria degli Angeli del 1575;
  • Chiesa di San Leonardo di cui abbiamo la data in cui furono terminati i lavori e la consegnata agli Agostiniani nel 25 maggio 1631;
  • Chiesa di Santa Maria dello Spasimo del 1517;
  • Chiesa del Calvario del 1601 posizionata a 500m dall'antico abitato;
  • Chiesa di Santa Maria delle Grazie del 1504;
  • Chiesa di San Vito di cui abbiamo solo un atto del 1504 a firma del notaio Giovanni Rimasuglia;
  • Chiesa di Santa Croce della metà del quattrocento;
  • Chiesa di Santissimo Crocifisso al Franco;
  • Chiesa di San Francesco di Paola.

Chiese scomparse [modifica]

  • Chiesa di Santa Barbara: questa chiesa si trovava sul un pianoro, il quale prese il nome dalla chiesa, non lontano dalla vecchia Militello. Fu distrutta da un terremoto nel 1693 ed oggi non ne restano tracce.
  • Chiesa di Santa Maria dell'Itria: fu costruita nel 1538 ad est del paese ed ospitava la Confraternita dell'istria. Dalla fine del Cinquecento non se ne hanno più notizie.
  • Chiesa di San Pietro e Paolo: fu edificata nel Quattrocento e demolita negli anni sessanta per fare spazio a una piazza. Di questa chiesa resta soltanto un altare.
  • Chiesa di Santa Margherita: citata in un testamento del 1500, all'inizio dell'Ottocento già non ve ne era quasi più traccia a parte qualche rovina.
  • Chiesa di Dell'Annunziata: questa chiesa campestre situata lungo la strada per Scordia Soprana fu smantellata verso il 1750.
  • Chiesa di Madonna della Misericordia: anche questa chiesa fu demolita attorno al 1750; di essa resta solo una traccia in un documento.
  • Chiesa di Portosalvo: cole la precedente, fu demolita nel 1750 e le uniche tracce rimaste si trovano in un decreto di aggregazione delle proprietà alla Chiesa Madre.
  • Chiesa di Santa Caterina: probabilmente si trattava della cappella del Castello.
  • Chiesa di Sant'Antonio Abate: questa chiesetta fu demolita assieme ad altre costruzioni adiacenti a seguito dei lavori per la costruzione della canonica dell'attuale parrocchia di Santa Maria della Stella.
  • Chiesa di Santa Sofia: si trovava nei pressi del Castello.
  • Chiesa Madre di San Nicolò (il Vecchio): questa chiesa fu rasa al suolo dal terremoto del 1693; al suo posto ora sorgono delle abitazioni situate in largo San Nicolò in Vecchio.
  • Chiesa di Santa Maria della Scala: questa piccola cappella era situata all'interno di una cavità naturale sul fianco di una rupe, a sud del paese; la festa della Cappella veniva celebrata ogni anno il 21 novembre, fino alla fine dell'Ottocento.
  • Chiesa di Conventazzo: se ne conosce solo il nome.

Monasteri [modifica]

  • Monastero di San Benedetto, del 1614 è il 3º monastero più grande della Sicilia dopo quelli di Monreale e Catania oggi il monastero è sede del Comune.L'imponente complesso (1614-1641), possiede una facciata decorata. L'attigua chiesa è caratterizzata, nel prospetto, da un elemento decorativo tipico del barocco militellese, il bugnato a graticcio del finestrone. All'interno si possono ammirare l'Ultima Comunione di S. Benedetto, tela di Sebastiano Conca (terza cappella a sinistra) ed un bel coro ligneo con la raffigurazione dei Misteri e scene della vita di S. Benedetto (1734).

Palazzi [modifica]

  • Castello Barresi - Branciforte, di cui rimangono solo l'arco di ingresso, una torre, il bastione del lato sud e qualche rudere sul lato nord-est;
  • Fontana della Ninfa Zizza; anticamente inglobata nel castello, la fontana venne edificata nel 1607 per commemorare l'apertura del primo acquedotto di Militello, promosso dal Branciforte.
  • Palazzo Baldanza-Denaro, del XVII secolo, attualmente sede dell'Associazione Turistica Pro Loco;
  • Palazzo Niceforo, del XVIII secolo;
  • Palazzo Baldanza; del XVIII secolo;
  • Palazzo Majorana della Nicchiara (o dei Leoni);Una delle poche testimonianze di epoca cinquecentesca, con massicci cantonali a bugnato arricchiti da leoni in pietra.
  • Palazzo Tineo;
  • Palazzo Iatrini
  • Palazzo Liggieri (ex Reforgiato)
  • Palazzo Reburdone;
  • Palazzo Reina;
  • Palazzo Sciannaca, dove il 7 giugno del 1936 nasce Pippo Baudo

Società [modifica]

Evoluzione demografica [modifica]

Abitanti censiti[5]

Già nel XVII secolo la città di Militello, con i suoi 8000 abitanti, si diceva in gergo, che "contava" 3500 fuochi, essendo ogni focolare domestico un nucleo familiare. Nel 1784 la popolazione raggiunse il suo apice toccando la quota di 52.000 abitanti e fu considerato a lungo uno dei 10 comuni più importanti della Sicilia, sia per grandezza che per importanza. Dopo l'unità d'Italia, perse in parte il suo antico splendore barocco, passando ad una fase buia della sua storia, che perdura. Rimase una cittadina di modesta importanza perdendo la gloria di un tempo che l'aveva resa uno dei poli d'attrazione della vita siciliana. secolo.

Ospedali [modifica]

Ospedale storico [modifica]

L'antico ospedale di Militello fu fondato nel 1629 da donna Giovanna d'Austria, sposa del principe Francesco Branciforte e signora di Militello, poco prima di morire stabilì un lascito perpetuo per l'ospedale retto dai Fatebenefratelli di San Giovanni di Dio presso il loro convento ed i locali. L'ospedale fu attivo fino al 1693, quando fu distrutto dal terribile terremoto dello stesso anno. Nel 1721 fu ricostruito insieme al convento ed alla chiesa di Sant'Antonio Abate. fu demolita nel 1929, e nella sua area fu costruita una canonica. Dell'antico ospedale, adibito a scuola, oggi resta soltanto un architrave con lo stemma dei Fatebenefratelli.

Ospedale nuovo [modifica]

L'Ospedale odierno è in viale Regina Margherita 25; l'ingresso antico è invece in fondo alla via San Francesco di Paola. La costruzione dell'ospedale ebbe inizio nei primi anni trenta del secolo scorso, inglobando la preesistente struttura del Convento di San Francesco di Paola, temporaneamente trasformato in asilo per anziani invalidi dopo il lascito testamentario del 1912 di un altro benefattore quale Saverio Pappalardo Lombardo, e un padiglione di nuova costruzione (inaugurato nel 1933), dovuto alla munificenza del dott. Antonio Astuti, anch'egli artefice di un lascito disposto con proprio testamento redatto nel 1926, nel quale dichiarava di istituire per suo “erede universale l'ospedale di Militello”, al quale donava e legava tutti i suoi “beni urbani e rusticani”.

Mercati e fiere [modifica]

Il mercato a Militello in Val di Catania venne istituito nel dopoguerra e si svolgeva, una volta a settimana, il martedì. Nel 2001 il Comune decise di spostare la sede del mercato settimanale da piazza Sant'Agata e vie limitrofe all'attuale sede nella parte terminale di viale Regina Margherita, sito più capiente e periferico, in modo da decongestionare il traffico nella parte centrale della cittadina. A Militello in Val di Catania esistevano alcune fiere caratteristiche, come quella annuale di San Giuseppe che si svolgeva tra il 18 e il 26 marzo. La fiera andò in oblio già alla fine del Settecento. Si sperò di riattivarla, inutilmente, grazie ad un Regio Decreto del 1845. L'annuale fiera di Santa Maria della Stella si svolgeva tra il 1º ed il 15 settembre ed era una fiera ricchissima: vi si poteva trovare ogni genere di mercanzie ed alimentari e già nel Seicento era molto fiorente. Quest'ultimo appuntamento perse importanza già nell'Ottocento, sino a scomparire del tutto agli inizi del XX secolo.

Cultura [modifica]

Biblioteca comunale Angelo Majorana [modifica]

Istituita nel 1910, ne fu fondatore il direttore didattico Giuspeppe Musumeci Ristagno. Essa possiede un patrimonio librario pari a circa 40.000 volumi con un fondo antico di oltre 2.000 volumi che vanno dalla fine del XIII agli inizi del XX secolo,a cui si aggiunge una fornitissima raccolta di dischi,compact-disc e videocassette custodite in una sala multimediale dove può accogliere 9 utenti simultaneamente e il numero degli iscritti al prestito è di circa 2.500.

Musei e gallerie [modifica]

  • Museo ed Archivio civico "Sebastiano Guzzone" inaugurato il 5 agosto del 2007;
  • Museo d'arte Sacra "San Nicolò" inaugurato nel 1985. È ospitato nelle cripte di sepoltura della Chiesa Madre, edificata nel 1721. Il suggestivo allestimento evidenzia il valore e la bellezza degli oggetti: una ricca collezione di paramenti liturgici dei secoli XVII-XVIII, i tesori di alcune chiese cittadine tra cui spiccano gli argenti della Chiesa di S. Maria alla Catena, i gioielli, gli ex voto ed il corredo liturgico di S. Agata. Chiude la visita la Pinacoteca con la pala dell'Annunciazione di Francesco Franzetto (1555), l'Attentato a S. Carlo Borromeo del toscano Filippo Paladini (1612) caratterizzato dal luminismo caravaggesco, e la dolce Immacolata di Vaccaro;
  • Museo d'arte Sacra "Santa Maria della Stella" inaugurato nel 1988;
  • Museo d'arte moderna "Antonio Cannata";
  • Galleria d'arte "Baldanza" inaugurato il 27 aprile del 2007.

Teatri e Cinema [modifica]

Il primo progetto di teatro a Militello risale nel 1871 e ad occuparsene e Giovanni Battista Filippo Basile. Il teatro si trova in corrispondenza con il comune e vicinissimo alla centralissima via “Umberto I”, il quale costituisce la vita culturale e artistica della città. Oggi il teatro è di proprietà provinciale ma non è in funzione. Nella città di Militello esistevano altri 2 cinema tra cui il cinema teatro Tempio e Il cinema Fucile oggi soppressi.

Radio e Televisione [modifica]

A Militello esiste solo una emittente radiofonica fondata nel 1978 con l'ausilio di diversi collaboratori. Il suo nome - Radio Venere - si lega alla Dea della bellezza. Nel palinsesto dell'emittente sono previste rubriche e approfondimenti. La testata giornalistica dell'emittente è attualmente diretta dal giornalista dott. Lucio Gambera. A Militello esisteva solo un'emittente televisiva quale la RAM oggi soppressa. Tra i programmi della ram si ricorda le partite di calcio della locale squadra, le feste,le tombole di capodanno e il matrimonio di Pippo Baudo e Katia Ricciarelli.

Festività [modifica]

  • 11 luglio, festa di San Benedetto Abate patrono d'Europa;
  • 18 agosto, festa patronale del Santissimo Salvatore;
  • 8 settembre, festa patronale della Madonna della Stella (giorno di chiusura uffici pubblici e banche);
  • Seconda settimana di ottobre, Sagra del Ficodindia e della Mostarda

Personalità legate a Militello in Val di Catania [modifica]

Ferrovie [modifica]

Militello è attualmente collegata a Catania ed a Gela mediante una linea a semplice binario non elettrificata gestita da RFI. Il comune è servito dalla stazione di Militello.

Amministrazione [modifica]

Sport [modifica]

Calcio [modifica]

La principale squadra di calcio della città è l'A.S.D. Atletico Militello (nata nel 1988 dopo la radiazione dai ruoli della Figc siciliana della Società Sportiva Sporting Militello). Milita nel girone F di Prima Categoria e si propone di valorizzare, oltre ai migliori elementi locali, le risorse calcistiche di un vasto comprensorio. I suoi colori sociali, nel solco di una tradizione vecchia di 60 anni, sono il giallorosso. Le partite ufficiali si disputano nel nuovo stadio di calcio e atletica leggera di contrada Piano Mole, che attendono l'ultimo stralcio di finanziamenti per il suo completamento (viabilità esterna, parcheggi, impianti d'illuminazione del rettangolo di gioco). Il fondo di gioco è in erba naturale.

Volley [modifica]

Il Cp Militello è stato fondato nel 1979 dai coniugi Salvo Di Salvo e Salvina Cirnigliaro: il club, che ha rappresentato una delle bandiere storiche nella Sicilia orientale del volley, ha chiuso ogni attività dopo 25 anni di militanza nei ranghi della Fipav, disputando molti tornei di B1 e B2 (memorabile nel 2001/2002 il mancato accesso in A2 soltanto per il peggiore quoziente set con la compagine pugliese del Castellana). Anche l'Assovolley (Serie C) ha dismesso definitivamente la sua attività dilettantistica dopo 15 campionati e iniziative di promozione sportiva. Solo nel 2009 si è costituita una nuova associazione sportiva, lo Sporting Militello 2009, che partecipa a campionati femminili (Serie C) e maschili di pallavolo (I divisione).

Note [modifica]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Scordia, a seguito dell'abolizione della feudalità e delle riforme amministrative del 1816-19, Scordia fu elevato a Comune autonomo
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, p. 151. Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011. URL consultato in data 25 aprile 2012.
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani , Milano, GARZANTI, 1996, p. 395.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia [modifica]

  • Francesco Benigno, Tra memoria e storia. Ricerche su di una comunità siciliana: Militello in Val di Catania, Giuseppe Maimone Editore, Catania, 1996
  • Sebastiano Di Fazio, Frammenti 2, Cronache e storie militelliane d'altri tempi, Edizioni dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Militello, 2005
  • Mario Ventura, L'Ospedale dei Benfratelli a Militello. In: Vita Ospedaliera, XXII, n° 3, marzo 1967

Voci correlate [modifica]

Altri progetti [modifica]

Collegamenti esterni [modifica]

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