Adrano
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
| Adrano | |||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
|
|
|||||||||
| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 560 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 82,51 km² | ||||||||
| Abitanti: |
|
||||||||
| Densità: | 415,6 ab./km² | ||||||||
| Comuni contigui: | Belpasso, Biancavilla, Bronte, Castiglione di Sicilia, Centuripe (EN), Maletto, Nicolosi, Randazzo, Sant'Alfio, Zafferana Etnea | ||||||||
| CAP: | 95031 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 095 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 87006 | ||||||||
| Codice catasto: | A056 | ||||||||
| Class. sismica: | zona 2 (sismicità medio-alta) | ||||||||
| Class. climatica: | zona D, 1438 GG | ||||||||
| Nome abitanti: | adraniti | ||||||||
| Santo patrono: | San Nicolò Politi - San Vincenzo martire | ||||||||
| Giorno festivo: | 3 agosto, 22 gennaio | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
Adrano (Adranu o Adernò in siciliano) è una antica cittadina di 36.245 abitanti, della provincia di Catania. È un comune del Parco dell'Etna.
[modifica] Geografia
Adrano si estende alle pendici sud-occidentali dell'Etna in una zona collinare che affianca la Piana di Catania e il fiume Simeto. Situato ad un'altezza di 560 m s.l.m., ha una superficie di 8.251 ettari e dista 35 km da Catania.
[modifica] Toponimo
L'attuale nome risale al 1929 e riprende quello della città di Adranon fondata da Dionigi il Vecchio di Siracusa nel 400 a.C. (Diodoro Siculo, Bibliotheca historica, 14, 37, 5) e dedicata ad Adranos, dio siculo della guerra. I romani tradussero il nome in Hadranum, gli arabi ribattezzarono la città Adarna, i normanni la chiamarono Adernio, e gli angioini Adernò.
Secondo uno studioso del XIX secolo, Giovanni Sangiorgio Mazza, il tiranno siracusano avrebbe tuttavia fondato Adranon su un più antico centro siculo, identificabile con l'antica Inessa, in seguito denominata Aitna (Diodoro Siculo, Bibliotheca historica, 11, 76, 1), alla quale apparterrebbe il tempio del dio Adrano. L'origine del nome di Inessa (derivante dall'indoeuropeo ignis="fuoco" e nessa="luogo") protrebbe indicare il nome con cui i siculi chiamavano l'Etna. Resti di insediamenti siculi fioriti tra il X e il V secolo a.C. sono presenti ad ovest del paese e presso il fiume Simeto, nell'antica Città del Mendolito, città di fondazione sicula oggi in parte sepolta. A sud di via Catania è stata localizzata la polis greca fondata da Dionigi il Vecchio nel 400 a.C. Imponenti sono i resti del muro di cinta, della cittadella, che parte da via Catania, contrada Buglio e arriva all'enorme baratro, chiamato Rocca dagli abitanti di Adrano. A parte lo scavo della sovrintenza, che ha messo alla luce un'abitazione con un pregevole pavimento, che attualmente versa in totale abbando e soggetta ad atti vandalici e la sistemazione ai fini turistici della zona di contrada Buglio, nei pressi delle mura, che dovrebbe costituire l'accesso all'area archeologica, il resto dell'area è utilizzato per attività agricole intensive ed è minacciato dall'espansione edilizia e dall'opera dei tombaroli. L'area meriterebbe la giusta salvaguardia da riservare all'unica cittadella greca, ancora quasi intatta, presente sull'Etna, paragonabile come ampiezza a Morgantina, una Pompei siceliota.
[modifica] Storia
- I Siculi
Le radici di Adrano affondano nel Neolitico riportandoci ai Siculi che provenienti dalla costa jonica verso il X secolo a.C. s'insediarono nel territorio Etneo e fondarono la città del Mendolito, di questa città ormai sepolta sopravvive oggi nel territorio di Adrano la cinta muraria, le porte e le tracce di abitazioni, una necropoli dalle caratteristiche sepolture a cupoletta (forse d'ispirazione micenea) e numerose iscrizioni sicule.
Nel 400 a.C. fu fondata da Dionigi il Vecchio di Siracusa la città greca di Adranon, per accrescere il controllo siracusano nella zona. Adranon, infatti, rappresentava un importante punto strategico, poiché garantiva il controllo del Simeto e della città di Centuripe, possedimento siculo che si ergeva su una altura presso la sponda opposta del Simeto. Nel 344.a.C., Timoleonte di Corinto dirigendosi verso Siracusa, nei pressi di Adranon sbaragliò le truppe di Iceta, tiranno di Leontinoi. Timoleonte vincitore, secondo la leggenda, fu accolto con clamore dalla città di Adranon, di cui divenne signore.
L'Impero Romano conquista Adrano nel 263 a.C., ad opera del console Valerio che entrò in città con ottomila fanti e seicento cavalieri e la espugnò. Durante le invasioni barbariche, la città fu saccheggiata ripetutamente, i saccheggi continuarono durante il dominio bizantino.
- I Saraceni
L'uccupazione saracena dell'Emiro Musa nel 950 a.C., mise fine al dominio bizantino, la città era mutilata dai saccheggi. I saraceni cambiarono il nome della città da Adranon in Adarnu o Adarna, edificarono la fortezza "Salem", fondarono molti casali, tra i quali quello di Bulichiel, tra stupendi giardini, terre seminate e vigne.
- I Normanni
Ugo di Yersey guidò i cavalieri normanni nell'assedio del casale Bulichiel, nel 1075. Il Caid Albucazar invano cercò di resistere alle truppe normanne, il casale fu occupato, la città si piegò ai cristiani. Adrano fu inserita nella diocesi di Catania, retta dal monaco Ansgerio. Durante il dominio normanno, Adrano continuò lo sviluppo iniziato con i saraceni. La comunità adranita comprendeva abitanti di origine greca, saracena e normanna, ed era costituita da ottimi agricoltori ed artigiani, specie nell'arte della seta e della concia delle pelli.
- Gli Svevi
Il dominio svevo portò lotte di potere e intolleranze, ad Adernò come in tutta la Sicilia. Deprecabile la persecuzione dei saraceni, che furono costretti a fortificarsi sotto la guida di Mirabetto. Durante il dominio svevo, la città ed il suo castello divennero il covo dei Conti Bartolomeo, che depredarono con violenza i beni della chiesa, finché nel 1209 non furono sconfitti e banditi da Federico II. L'imperatore, nel 1233 diede in "retturia" il casale a capitani di Messina, che divennero la classe dominante in città.
- Gli Angioini
Seguirono le lotte tra Angioini e Svevi, Adernò in un primo momento passò sotto il governo di Carlo I d'Angiò, poi di Corradino fino al 1258, quando il Papa Alessandro IV scomunicò Corradino che fu decapitato a Napoli. Da quel momento Adernò passò alla famiglia Maletta.Il numero degli abitanti passò da mille a circa trecento.
- Gli Aragonesi
Pietro III di Aragona fu accolto come un liberatore, ma anch'egli continuò ad opprimere la popolazione, nascondendosi dietro l'alibi di dover cacciare gli Angioini. Adernò divenne feudo del cavaliere catalano Garzia De Linguida, nel 1286 passò a Luca Pellegrino, un funzionario del Re Giacomo. Margherita, la figlia di Pellegrino, sposò Antonio Sclafani di Palermo, Matteo, loro figlio fu nominato conte di Adernò e di Centorbe, nonchè signore di Ciminna. Mentre Sclafani soggiornava a Palermo, Adernò fu prima occupata da Roberto d'Angiò e in seguito dai latini capitanati da Ruggero Tedesco. Matteo Sclafani morì nel 1354, alla sua morte si scatenò la lotta per la successione che durò più di quarant'anni, la contea di Adrano passò dunque a Giovanni Raimondo, nipote di Antonio Moncada.
- I Vicerè
Dal 1412 al 1515, regnarono ad Adernò i Moncada, sotto i Vicerè. Giovan Tommaso Moncada Conte di Adernò, restaurò il Castello di Adernò facendolo circondare da un bastione, costruì la chiesa di S. Sebastiano. I Ventimiglia, costruirono palazzi nel centro di Adrano, uno dei quali diverrà nel XVI secolo sede del Devoto Monte di Pietà e nel XIX sede del Municipio. In questo periodo si costituì il nucleo amministrativo di Adernò, composto da funzionari di ceto nobile (il capitano di giustizia, i 4 giurati, il tesoriere, il giudice civile, il giudice criminale, l'archivista, il mastro notaro, il castellano e il governatore del conte). Adernò adesso contava seimila abitanti.
- Dai Borboni al Regno d'Italia
Dopo il breve regno Piemontese e il successivo dominio austriaco che piegò la popolazione a causa dell'eccessiva tassazione, verso la seconda metà del '700, con l'avvento dei Borboni, la situazione economica migliorò, la popolazione cominciò a crescere: nel 1874 Adernò contava 6.623 abitanti. Nel 1820 a seguito della rivolta di Palermo, si succedettero tumulti ad Adernò, Biancavilla e Bronte, furono costituiti comitati per sostenere il colonnello Pietro Bazan, ma il comitato di Adernò fu scovato così la città fu mira dell'esercito punitivo dei Borboni.
Il movimento antiborbonico fu in un primo momento sedato, ma riprese durante la cosiddetta Primavera dei popoli nel 1848. Rivoluzionari adraniti guidati da Pietro Cottone accorsero in sostegno alla città di Catania che si piegava ai cannoni dell'esercito Borbonico, che infine occupò Catania, Biancavilla, Paternò e Adernò. La Spedizione dei Mille di Giuseppe Garibaldi, infiammò nuovamente speranze di libertà tra i patrioti, mentre per le classi meno abbienti poco cambiò, infatti, i moti contadini che chiedevano la spartizione delle terre, furono sedati dai garibaldini prima e dall'esercito di Vittorio Emanuele dopo.
Dal 1862 al 1867, una serie di lavori per il miglioramento della città: il primo impianto di illuminazione pubblica, quotazione delle terre comunali, inaugurazione del primo liceo, lavori per il lastricamento della via Garibaldi, inaugurazione dell'ospedale, la creazione di una centrale telegrafica ed elettrica etc. Adernò era tra i più ricchi centri commerciali della provincia, ma le condizioni dei ceti poveri non erano migliorate e questi furono colpiti dal vaiolo nero e dal colera, che furono la causa di tumulti e ribellioni giustificati dalla fame, tumulti che sfociarono nel brigantaggio.
Durante i primi del 900 si diffusero pensieri di stampo socialista e di riformismo cattolico. Negli anni 20 il prete riformista Don Vincenzo Bascetta e professor Carmelo Salanitro (antifascista morto nel '45 nel campo di concentramento di Mauthausen), si mobilitarono per la trasformazione dei feudi coperti dalla lava in agrumeti e oliveti, per favorire così i piccoli contadini e i manovali.
[modifica] Economia e turismo
La struttura economica del paese è prevalentemente artigianale, agricola e pasticciera.
Adrano deve la notorietà alla sua posizione geografica essendo comune del Parco dell'Etna, il territorio adranita arriva fino al cratere del vulcano.
Famose anche le festività e gli eventi legati alla tradizione popolare, come le processioni e gli spettacoli del periodo pasquale: (Diavolata, Angelicata e A Paci domenica di Pasqua) e quelle dedicate al copatrono san Nicolò Politi (Volata dell'Angelo, 3 agosto).
[modifica] Trasporti e collegamenti
La cittadina è attraversata da due strade importanti: Strada Statale 121 Catanese e Strada Statale 284 Occidentale Etnea, che collegano Adrano al capoluogo e alle località della Sicilia centrale e orientale.
È presente una stazione ferroviaria principale e una secondaria della Ferrovia Circumetnea che la collega tramite littorine della FCE, a tutti i comuni del circondario etneo con capolinea a Catania.
In costruzione la rete ferroviaria metropolitana.
I collegamenti pubblici su strada nelle varie direzioni sono assicurati anche dalle autolinee della FCE.
[modifica] Centrale Solare Eurelios
Ad Adrano è presente la Centrale Solare Eurelios, la più grande centrale solare a torre e a campo specchi al mondo (una superficie di specchi di 7800 metri quadrati e capace di generare 1000 chilowatt di potenza), finanziata dalla Comunità Europea nell'ambito di un progetto di ricerca dell'Unione Europea e realizzata dall'ENEL che la inaugurò nel 1981. Fu scelto il territorio adranita perché da una ricerca europea, risultò il più assolato d'Europa, tuttavia la centrale venne chiusa nel 1987.
[modifica] Gastronomia
- L'Arancia Rossa di Sicilia
Adrano è uno dei maggiori centri produttori dell'Arancia rossa di Sicilia. Numeroso è l'impiego dell'arancia nella cucina adranita: insalata di arance, cassata all'arancia, crostata all'arancia, risotto al succo d’arancia, etc.
- Il Pistacchio
Il comune di Adrano, come altri comuni dell'Etna tra cui Ragalna, Biancavilla, Belpasso e soprattutto Bronte, è grande produttore di pistacchio.
- Gli arancini
Famosi gli arancini di riso (di forma sferica o conica), farciti generalmente con ragù o pistacchio etneo, oppure con spinaci, burro o salmone.
- La pasticceria
Una menzione speciale per la pasticceria adranita, che si rifà alla migliore tradizione pasticcera della Sicilia orientale, tra le specialità più rinomate troviamo: la Cassata di ricotta o crema, i Cannoli, la Pasta di Mandorla o di Pistacchio, la Frutta Martorana, i Bignè ripieni di crema, il gelato artigianale, la tradizionale granita di mandorle, i torroncini siciliani ripieni di mandorle e/o pistacchio.
[modifica] Monumenti e luoghi di interesse
[modifica] Chiese e luoghi di culto
- Chiesa Madre, piazza Umberto.
- Chiesa S. Maria della Catena
- Chiesa di S. Francesco
- Chiesa e Monastero di Santa Lucia
- Chiesa di S. Pietro
- Chiesa della Madonna del Rosario
- Convento Domenicano
- Chiesa del Salvatore
- Chiesa di S. Agostino
- Chiesa di S. Antonio Abate
- Chiesa di S. Antonio di Padova
- Chiesa di SS. Apostoli Filippo e Giacomo
- Chiesa di S.Chiara
- Chiesa SS. Cristo della Colonna
- Chiesa del Crocifisso
- Chiesa di Gesù e Maria
- Chiesa di S. Leonardo
- Chiesa della Madonna delle Grazie
- Chiesa di S. Maria degli Angeli
- Chiesa di Maria SS. Della Catena
- Chiesa di S. Nicolò Politi
- Chiesa di S. Paolo
- Chiesa dello Spirito Santo
- Chiesa di S. Giuseppe
- Statua di S. Nicolò Politi, piazza S. Agostino
- Statua dell'Immacolata, piazza Immacolata
[modifica] Edifici storici
- Castello Normanno, (piazza Umberto)
- Castello della Solicchiata, (zona Solicchiata)
- Palazzo Bianchi, (piazza Umberto)
- Palazzo Pulia, (via S. Pietro)
- Palazzo Ciancio, (via San Filippo)
- Teatro Bellini
- Villa Comunale (o Giardino della Vittoria)
- Ponte dei Saraceni, (passo del Pecoraio)
- Acquedotto Biscari
- Torre di S. Elia (zona S.Leo)
- Torre Minà
- Mulini della Rocca
- Archi Gotici
- Mura ciclopiche (o Dionigiane)
[modifica] Cittadini illustri
- Giovanni Sangiorgio Mazza, storico.
- Nicolò Politi, venerato santo dalla Chiesa Cattolica, nato ad Adrano nel 1117.
- Simone Ronsisvalle, storico.
- Giovanni Petronio Russo, inventore.
- Carmelo Salanitro, uomo politico e antifascista, deportato a Mauthausen.
[modifica] Galleria fotografica
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Giuseppe Ferrante (centro) dal 30/06/2008
Centralino del comune: 095 7606111
Posta elettronica: gabinettosindaco@comune.adrano.ct.it
[modifica] Bibliografia
- Giovanni Sangiorgio Mazza, Storia di Adernò, 1820, Catania, tipografia La Magna. .
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Adrano


