Adrano

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Adrano
comune
Adrano – Stemma
Adrano – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Catania-Stemma.png Catania
Amministrazione
Sindaco Giuseppe Ferrante (centro) dal 24/06/2013
Territorio
Coordinate 37°39′45″N 14°50′08″E / 37.6625°N 14.835556°E37.6625; 14.835556 (Adrano)Coordinate: 37°39′45″N 14°50′08″E / 37.6625°N 14.835556°E37.6625; 14.835556 (Adrano)
Altitudine 560 m s.l.m.
Superficie 82,51 km²
Abitanti 35 288[2] (30-04-2013)
Densità 427,68 ab./km²
Comuni confinanti Belpasso[1], Biancavilla, Bronte, Castiglione di Sicilia[1], Centuripe (EN), Maletto[1], Randazzo[1], Sant'Alfio[1], Zafferana Etnea[1]
Altre informazioni
Cod. postale 95031
Prefisso 095
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 087006
Cod. catastale A056
Targa CT
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 1 438 GG[3]
Nome abitanti adraniti
Patrono San Nicolò Politi - san Vincenzo martire
Giorno festivo 3 agosto, 22 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Adrano
Posizione del comune di Adrano nella provincia di Catania
Posizione del comune di Adrano nella provincia di Catania
Sito istituzionale

Adrano (Adranu o Adernò in siciliano) è un comune italiano di 35 288 abitanti della provincia di Catania in Sicilia.

Il suo territorio si trova nel Parco dell'Etna.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Adrano si estende alle pendici sud-occidentali dell'Etna, in una zona collinare che affianca la Piana di Catania ad est ed il fiume Simeto ad ovest.

La città è situata ad un'altezza di 600 metri sul livello del mare, ha una superficie di 8.251 ettari e dista 35 km dal comune di Catania.

Toponimo[modifica | modifica sorgente]

L'attuale toponimo risale al 1929 (in sostituzione del precedente Adernò) e riprende quello della città di Adranon fondata da Dionigi il Vecchio di Siracusa nel 400 a.C.[4] e dedicata ad Adranos, dio siculo della guerra.

I romani tradussero il nome in Hadranum, gli arabi ribattezzarono la città Adarna, i normanni la chiamarono Adernio, e gli angioini Adernò.

Secondo uno studioso del XIX secolo, Giovanni Sangiorgio Mazza, il tiranno siracusano avrebbe tuttavia fondato Adranon su un più antico centro siculo, identificabile con l'antica Inessa, in seguito denominata Aitna (Diodoro Siculo, Bibliotheca historica, 11, 76, 1), alla quale apparterrebbe il tempio del dio Adrano. Inessa protrebbe essere il nome con cui i siculi chiamavano l'Etna.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Epoca antica[modifica | modifica sorgente]

I Siculi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Siculi.

Le radici di Adrano affondano nel Neolitico, anche se le maggiori testimonianze si possono associare ai cosiddetti Siculi che provenienti dalla costa jonica verso il X secolo a.C. s'insediarono nel territorio Etneo e fondarono la città del Mendolito, di questa città ormai sepolta sopravvive oggi nel territorio di Adrano la cinta muraria, le porte e le tracce di abitazioni, una necropoli dalle caratteristiche sepolture a cupoletta (forse d'ispirazione micenea) e numerose iscrizioni sicule.

Resti di insediamenti siculi fioriti tra il X e il V secolo a.C. sono presenti ad ovest del paese e presso il fiume Simeto, nell'antica Mendolito, città di fondazione sicula oggi in parte sepolta.

Adranon[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Adranon.

Nel 400 a.C. fu fondata da Dionigi il Vecchio di Siracusa la città greca di Adranon, per accrescere il controllo siracusano nella zona. Adranon, infatti, rappresentava un importante punto strategico, poiché garantiva il controllo del Simeto e della città di Centuripe, possedimento siculo che si ergeva su un'altura presso la sponda opposta del Simeto. Nel 344 a.C., Timoleonte di Corinto dirigendosi verso Siracusa, nei pressi di Adranon sbaragliò le truppe di Iceta, tiranno di Leontinoi. Timoleonte vincitore, secondo la leggenda, fu accolto con clamore dalla città di Adranon, di cui divenne signore.

A sud di via Catania è stata localizzata la polis greca fondata da Dionigi il Vecchio nel 400 a.C. Imponenti sono i resti del muro di cinta, della cittadella, che parte da via Catania, contrada Buglio e arriva all'enorme baratro, chiamato Rocca dagli abitanti di Adrano. A parte lo scavo della sovrintendenza, che ha messo alla luce un'abitazione con un pregevole pavimento, che attualmente e stata sistemata ed è stata accorpata al museo archeologico e la sistemazione ai fini turistici della zona di contrada Buglio, nei pressi delle mura, che dovrebbe costituire l'accesso all'area archeologica, il resto dell'area è utilizzato per attività agricole intensive ed è minacciato dall'espansione edilizia e dall'opera dei tombaroli. L'area meriterebbe la giusta salvaguardia da riservare all'unica cittadella greca, ancora quasi intatta, presente sull'Etna, paragonabile come ampiezza a Morgantina, una Pompei siceliota.

I Romani e I Bizantini[modifica | modifica sorgente]

L'Impero Romano conquista Adrano nel 263 a.C., ad opera del console Valerio che entrò in città con ottomila fanti e seicento cavalieri e la espugnò. Durante le invasioni barbariche, la città fu saccheggiata ripetutamente, i saccheggi continuarono durante il dominio bizantino.

Medioevo[modifica | modifica sorgente]

I Saraceni[modifica | modifica sorgente]

L'occupazione saracena dell'Emiro Musa nel 950, mise fine al dominio bizantino, la città era mutilata dai saccheggi. I saraceni cambiarono il nome della città da Adranon in Adarnu o Adarna, edificarono la fortezza "Salem", fondarono molti casali, tra i quali quello di Bulichiel, tra stupendi giardini, terre seminate e vigne.

I Normanni[modifica | modifica sorgente]

Ugo di Jersey guidò i cavalieri normanni nell'assedio del casale Bulichiel, nel 1075. Il Caid Albucazar invano cercò di resistere alle truppe normanne, il casale fu occupato, la città si piegò ai cristiani. Adrano fu inserita nella diocesi di Catania, retta dal vescovo Ansgerio. Durante il dominio normanno, Adrano continuò lo sviluppo iniziato con i saraceni. La comunità adranita comprendeva abitanti di origine greca, saracena e normanna, ed era costituita da ottimi agricoltori ed artigiani, specie nell'arte della seta e della concia delle pelli.

Gli Svevi[modifica | modifica sorgente]

Il dominio svevo portò lotte di potere e intolleranze, ad Adrano come in tutta la Sicilia. Deprecabile la persecuzione dei saraceni, che furono costretti a fortificarsi sotto la guida di Mirabetto (Benaveth - Ibn ῾Abbād). Durante il dominio svevo, la città ed il suo castello divennero il covo dei conti de Luci, che depredarono con violenza i beni della chiesa, finché nel 1209 non furono sconfitti e banditi da Federico II. L'imperatore, nel 1233 diede in "retturia" il casale a capitani di Messina, che divennero la classe dominante in città.

Gli Angioini[modifica | modifica sorgente]

Seguirono le lotte tra Angioini e Svevi, Adrano in un primo momento passò sotto il governo di Carlo I d'Angiò, poi di Corradino fino al 1258, quando il Papa Alessandro IV scomunicò Corradino che fu decapitato a Napoli. Da quel momento Adrano passò alla famiglia Maletta. Il numero degli abitanti passò da mille a circa trecento.

Gli Aragonesi[modifica | modifica sorgente]

Pietro III di Aragona fu accolto come un liberatore, ma anch'egli continuò ad opprimere la popolazione, nascondendosi dietro l'alibi di dover cacciare gli Angioini. Adrano divenne feudo del cavaliere catalano Garzia De Linguida, nel 1286 passò a Luca Pellegrino, un funzionario del Re Giacomo. Margherita, la figlia di Pellegrino, sposò Antonio Sclafani di Palermo, Matteo, loro figlio fu nominato conte di Adernò e di Centorbe, nonché signore di Ciminna. Mentre Sclafani soggiornava a Palermo, Adrano fu prima occupata da Roberto d'Angiò e in seguito dai latini capitanati da Ruggero Tedesco. Matteo Sclafani morì nel 1354, alla sua morte si scatenò la lotta per la successione che durò più di quarant'anni, la contea di Adrano passò dunque a Giovanni Raimondo, nipote di Antonio Moncada.

Epoca moderna[modifica | modifica sorgente]

I Viceré[modifica | modifica sorgente]

Dal 1412 al 1515, regnarono ad Adrano i Moncada, sotto i Viceré Aragonesi. Giovan Tommaso Moncada Conte di Adrano, restaurò il Castello di Adrano facendolo circondare da un bastione, costruì la chiesa di S. Sebastiano. I Ventimiglia, costruirono palazzi nel centro di Adrano, uno dei quali diverrà nel XVI secolo sede del Devoto Monte di Pietà e nel XIX sede del Municipio. In questo periodo si costituì il nucleo amministrativo di Adernò, composto da funzionari di ceto nobile (il capitano di giustizia, i 4 giurati, il tesoriere, il giudice civile, il giudice criminale, l'archivista, il mastro notaro, il castellano e il governatore del conte). Adrano adesso contava seimila abitanti.

Dai Borbone al Regno d'Italia[modifica | modifica sorgente]

Dopo il breve regno Piemontese e il successivo dominio austriaco che piegò la popolazione a causa dell'eccessiva tassazione, verso la seconda metà del Settecento, con l'avvento dei Borboni, la situazione economica migliorò, la popolazione cominciò a crescere: nel 1874 Adrano contava 6.623 abitanti. Nel 1820 a seguito della rivolta di Palermo, si succedettero tumulti ad Adrano, Biancavilla e Bronte, furono costituiti comitati per sostenere il colonnello Pietro Bazan, ma il comitato di Adrano fu scovato così la città fu mira dell'esercito punitivo dei Borboni.

Il movimento antiborbonico fu in un primo momento sedato, ma riprese durante la cosiddetta Primavera dei popoli nel 1848. Rivoluzionari adraniti guidati da Pietro Cottone accorsero in sostegno alla città di Catania che si piegava ai cannoni dell'esercito Borbonico, che infine occupò Catania, Biancavilla, Paternò e Adrano. La Spedizione dei Mille di Giuseppe Garibaldi, infiammò nuovamente speranze di libertà tra i patrioti, mentre per le classi meno abbienti poco cambiò, infatti, i moti contadini che chiedevano la spartizione delle terre, furono sedati dai garibaldini prima e dall'esercito di Vittorio Emanuele dopo.

Dal 1862 al 1867, una serie di lavori per il miglioramento della città: il primo impianto di illuminazione pubblica, quotazione delle terre comunali, inaugurazione del primo liceo, lavori per il lastricamento della via Garibaldi, inaugurazione dell'ospedale, la creazione di una centrale telegrafica ed elettrica ecc. Adrano era tra i più ricchi centri commerciali della provincia, ma le condizioni dei ceti poveri non erano migliorate e questi furono colpiti dal vaiolo nero e dal colera, che furono la causa di tumulti e ribellioni giustificati dalla fame, tumulti che sfociarono nel brigantaggio.

XX secolo[modifica | modifica sorgente]

Durante i primi anni del Novecento si diffuse un indirizzo riformista nel mondo cattolico e socialista. Negli anni venti il sacerdote don Vincenzo Bascetta e il professor Carmelo Salanitro (antifascista morto nel '45 nel Campo di concentramento di Mauthausen-Gusen), si batterono per favorire piccoli contadini e manovali nell'acquisto dei feudi, molto dei quali abbandonati dai ricchi proprietari terrieri.

Trasporti e collegamenti[modifica | modifica sorgente]

La cittadina è attraversata da due strade importanti: Strada statale 121 Catanese e Strada statale 284 Occidentale Etnea, che collegano Adrano al capoluogo e alle località della Sicilia centrale e orientale.

È presente una stazione ferroviaria principale e una secondaria della Ferrovia Circumetnea che la collega tramite littorine della FCE, a tutti i comuni del circondario etneo con capolinea a Catania.

In costruzione la rete ferroviaria metropolitana.

I collegamenti pubblici su strada nelle varie direzioni sono assicurati anche dalle autolinee della FCE.

Economia e turismo[modifica | modifica sorgente]

Comuni su cui insiste il parco

La struttura economica del paese è prevalentemente artigianale, agricola e pasticciera.

Tra principali produzioni agricole vi sono l'arancia, l'uva, il pistacchio e naturalmente il fico d'India (che cresce spontaneamente lungo tutto il territorio).

Adrano deve la notorietà alla sua posizione geografica essendo comune del Parco dell'Etna, il territorio adranita arriva fino al cratere del vulcano.

Il comune etneo è stato inserito dalla Regione Siciliana fra le località a vocazione turistica.

Importanti e relativamente famose sono le festività e gli eventi legati alla tradizione religiosa e popolare, come le processioni e gli spettacoli del periodo pasquale: (la processione "u cristozzu" durante il venerdì santo e il dramma teatrale diviso in tre atti Diavolata, Angelicata e A Paci della domenica di Pasqua) e quelle dedicate al copatrono san Nicolò Politi (Volata dell'Angelo, 3 agosto).

Produzione di energia[modifica | modifica sorgente]

  • Centrale Solare Eurelios

Ad Adrano era presente la Centrale Solare Eurelios, uno dei primi impianti solari a concentrazione a torre[5] con una superficie di 7800 metri quadrati a specchi e capace di erogare 1 megawatt di potenza, finanziata dalla Comunità Europea nell'ambito di un progetto di ricerca dell'Unione Europea e realizzata dall'ENEL che la inaugurò nel 1981. Oggi l'area è occupata da un impianto fotovoltaico e la torre è stata smantellata. Fu scelto il territorio adranita perché, da una ricerca europea, risultò il più assolato d'Europa. Tuttavia, la centrale fu chiusa nel 1987.

  • Impianto idroelettrico Contrasto

La centrale idroelettrica situata in Contrada Contrasto,sotto il ponte Barca è entrata in servizio nel 1966. Si tratta di un impianto idroelettrico a serbatoio (lago artificiale), utilizza acque provenienti dal fiume Simeto. L'impianto, costruito in caverna, ha una potenza efficiente pari a 35 MW. La centrale di Contrasto è in grado di fornire l'energia necessaria al consumo domestico di circa 27.000 famiglie, evitando emissioni di CO2 da produzione termoelettrica per 32.000 tonnellate all'anno.

Gastronomia[modifica | modifica sorgente]

Granita alla mandorla con brioche
Arancini
Arancia rossa di Sicilia (IGP)
Esemplare arborescente di O. ficus-indica

L'Arancia Rossa di Sicilia[modifica | modifica sorgente]

Adrano è uno dei maggiori centri produttori dell'Arancia rossa di Sicilia, con la qualità "Tarocca". Numeroso è l'impiego dell'arancia nella cucina adranita: insalata di arance, cassata all'arancia, crostata all'arancia, risotto al succo d'arancia, ecc.

Il pistacchio[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Adrano, come altri comuni dell'Etna tra cui Ragalna, Biancavilla, Belpasso e soprattutto Bronte, è grande produttore di pistacchio che viene usato in pasticceria, gelateria e in gastronomia: paste di pistacchio, gelato al pistacchio, pasta al pesto e panna di pistacchio, crema alle nocciole di pistacchio, ecc.

Gli arancini[modifica | modifica sorgente]

Famosi gli arancini di riso (di forma sferica o conica), farciti generalmente con ragù o pistacchio etneo, oppure con spinaci, con "Calicedda" che è una verdura locale, burro o salmone.

La pasticceria[modifica | modifica sorgente]

Una menzione speciale per la pasticceria adranita, che si rifà alla migliore tradizione pasticcera della Sicilia orientale, tra le specialità più rinomate troviamo: la Cassata di ricotta o crema, i Cannoli, la Pasta di Mandorla o di Pistacchio, la Frutta Martorana, i Bignè ripieni di crema, il gelato artigianale, la tradizionale granita di mandorle, i torroncini siciliani ripieni di mandorle e/o pistacchio.

Mass media[modifica | modifica sorgente]

Adrano è sede della nota emittente Radiofonica "Radio Flash", con copertura di oltre 100 comuni, sulle Frequenze 97,30 - 100,20 - la Storica 99,700 - 93,500 - 90,600 MHz Radio Flash è stata "sicuramente" la prima radio in Sicilia a trasmettere attraverso internet sin dal 1999}dall'inizio dell'anno 2014 trasmettere in tutta la Sicilia, Isola di Malta e Bassa Calabria sul canale 812, inoltre, l'emittente adranita ha annunciato una serie di web-radio tematiche, tra cui Radio Flash "Speciale Sanremo" la web-radio tematica del Festival di Sanremo, già ascoltabile 24 h al giorno non stop dal sito radioflash.fm. Inoltre nel Comune etneo sono presenti TVA Televideo Adrano e Radio Studio Italia. Andando alla carta stampata, i giornali stampati ad Adrano sono perlopiù periodici e a carattere culturale, fra essi si cita il periodico Symmachia, edito dall'omonima Associazione Culturale, che è una testata giornalistica di informazione, cultura, politica, attualità, viene distribuito mensilmente gratuitamente in diversi esercizi commerciali e circoli ricreativi di Biancavilla e di Adrano ed è disponibile anche online; tra gli altri periodici vi è quello della Pro Loco Bloc Notes e il periodico Nuovapolis facente capo alle rispettiva associazione omonima.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Adrano è sede della squadra di calcio A.S.D. Adrano Calcio 1922 squadra che ha militato nel campionato di Serie D per 8 anni negli ultimi dieci, conquistando per due anni consecutivi, campionato 2007/08 e 2008/09, la fase nazionale dei play off per la Lega Pro. Attualmente la squadra, rilevata da un gruppo di Ultras, partecipa al campionato di 2ª categoria. Adrano è dotato di una stadio modernissimo "Stadio dell'Etna" che può contenere circa 5.000 posti a sedere, dove svolge le sue attività agonistiche l'Adrano Calcio.

Adrano è anche sede della squadra di basket Sporting Club sponsorizzata Unifarmed facente parte del Girone B della Serie C Regionale Siciliana. Nelle stagioni 2008/09 e 2009/10 ha militato in Serie C nazionale girone H. Gioca le partite interne nella tensostruttura comunale.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Chiese e luoghi di culto[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa Madre, piazza Umberto.
  • Chiesa S. Maria della Catena
  • Chiesa di S. Francesco
  • Chiesa e Monastero di Santa Lucia
  • Chiesa di S. Pietro
  • Chiesa della Madonna del Rosario
  • Convento Domenicano
  • Chiesa del Salvatore
  • Chiesa di S. Agostino
  • Chiesa di S. Antonio Abate
  • Chiesa di S. Antonio di Padova
  • Chiesa di SS. Apostoli Filippo e Giacomo
  • Chiesa di S.Chiara
  • Chiesa SS. Cristo della Colonna
  • Chiesa del Crocifisso
  • Chiesa di Gesù e Maria
  • Chiesa di S. Leonardo
  • Chiesa della Madonna delle Grazie
  • Chiesa di S. Maria degli Angeli
  • Chiesa di Maria SS. Della Catena
  • Chiesa di S. Nicolò Politi
  • Chiesa di Maria SS. Dell'Udienza (in S. Paolo)
  • Chiesa dello Spirito Santo
  • Chiesa di S. Giuseppe
  • Statua di S. Nicolò Politi, piazza S. Agostino
  • Statua dell'Immacolata, piazza Immacolata
  • Altare delle Tre Croci

Edifici storici[modifica | modifica sorgente]

Persone legate al comune di Adrano[modifica | modifica sorgente]

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[6]


Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Sindaci[modifica | modifica sorgente]

  • 2003-2008: Fabio Mancuso
  • 2008-2013: Giuseppe Ferrante
  • 2013-2018: Giuseppe Ferrante

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f Comune confinante in un solo punto, presso la vetta dell'Etna.
  2. ^ [1]
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Diodoro Siculo, Bibliotheca historica, 14, 37, 5
  5. ^ GSES, gruppo per la storia dell'energia solare.
  6. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • G. Sangiorgio Mazza, Storia di Adernò, 1820, Catania, tipografia La Magna..
  • M.A. Mastelloni, Adrano – La produzione della zecca e la collezione numismatica del Museo, in Tra Etna e Simeto. La ricerca archeologica ad Adrano e nel territorio, a cura di G.Lamagna, Catania 2009, pp. 157-176

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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