Linguaglossa

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Linguaglossa
Linguaglossa - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Sicilia
Provincia: Catania
Coordinate: 37°50′34″N 15°08′31″E / 37.84278, 15.14194Coordinate: 37°50′34″N 15°08′31″E / 37.84278, 15.14194
Altitudine: 550 m s.l.m.
Superficie: 58 km²
Abitanti:
5.361 07-2006 (ISTAT)
Densità: 91 ab./km²
Frazioni: Catena 
Comuni contigui: Calatabiano, Castiglione di Sicilia, Piedimonte Etneo, Sant'Alfio
CAP: 95015
Pref. telefonico: 095
Codice ISTAT: 087021
Codice catasto: E602 
Nome abitanti: linguaglossesi 
Santo patrono: Sant'Egidio Abate 
Giorno festivo: 1° settembre 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Linguaglossa (Linguarossa in siciliano) è un comune di 5.361 abitanti della provincia di Catania.

Indice

[modifica] Geografia

Il comune di Linguaglossa nella provincia di Catania

Linguaglossa si trova sul versante nord-est dell'Etna. È uno dei comuni del Parco dell'Etna e il suo territorio si estende fino alla sommità del vulcano, comprendendo anche la vasta Pineta Ragabo.

Il centro abitato si trova a 550 metri s.l.m., lungo la statale SS120. Dal centro si diparte la strada "Mareneve" che porta verso la Pineta Ragabo e verso le stazioni sciistiche a Piano Provenzana a 1800m d'altezza. Da Linguaglossa passa anche la ferrovia Circumetnea.

Dista 41 km da Catania e 54 da Messina.

[modifica] Clima

Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Linguaglossa.

[modifica] Storia

Il nome "Linguaglossa" può trarre in inganno perché sembrerebbe la ripetizione della stessa parola "lingua" in latino ed in greco (quasi come "Mongibello", latino e arabo). In realtà il nome d'origine è "Linguagrossa", come è stato scritto sul palazzo comunale; del resto, gli abitanti in dialetto si chiamano "linguarussisi" e il paese "Linguarossa": "rossa" in siciliano vuol dire 'grossa'. Le origini di quest'ultimo nome non sono certe: potrebbe derivare dalla forma di lingua della vallata in cui sorge il paese; oppure dalle sette lingue di lava sulle quali, seconda la tradizione, il paese è stato costruito. La leggenda vuole, invece, che qui abitasse un fabbro ferraio (secondo altri era un fondacaio) molto ciarlone, soprannominato perciò "Mastru Lingua-rossa".

La prima traccia dell'esistenza di Linguaglossa risale al 1145[senza fonte].

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Economia

L'economia di Linguaglossa è stata storicamente legata alla produzione di vino, alla coltivazione delle nocciole, e allo sfruttamento della Pineta Ragabo per il legno e per la resina gommosa.

Anticamente anche la neve che d'inverno si accumula sull'Etna era fonte di guadagno: veniva conservata, schiacciandola, fino all'estate, e veniva rivenduta ai bar di Catania per la preparazione delle granite. La neve, inoltre, era conservata per le necessità mediche.

Oggi molte attività sono legate al turismo: escursioni al cratere, sport invernali, soggiorni in pineta, affittacamere, etc.

[modifica] Cultura

[modifica] Ricorrenze

  • La festa del santo patrono, Sant'Egidio Abate, ricorre il 1° settembre, ed è solitamente preceduta e seguita da manifestazioni folkloristiche e culturali.
  • S.Rocco, per il quale esiste una fervida devozione, viene festeggiato per l'intera settimana intorno alla sua ricorrenza (16 agosto). In questa occasione vengono svolti giochi tradizionali, quali la "corsa nei sacchi" e la "scassata dei catùsi" (con una pertica si devono rompere 'vasi in terraccotta', con sorprese, appesi in alto). Una grande vendita all'asta di oggetti donati da devoti dà la possibilità di raccogliere fondi per la festa.

[modifica] Feste, fiere

Oltre alle succitate feste di origine religiosa, altre manifestazioni hanno luogo nel corso dell'anno:

  • Carnevale viene di solito festeggiato con balli in maschera in piazza e spesso anche con carri mascherati e falò finale.
  • Durante il mese d'agosto diversi eventi permettono di attirare i turisti (spettacoli teatrali all'aperto, proiezione di film, tornei di beach volley e calcetto, ...).
  • Per Natale vengono talvolta organizzati presepi viventi o mostre di mestieri antichi.
  • La festa della Liberazione con all'interno Etna Sound Festival, kermesse di musica rock alternativa che si tiene ogni anno il 25 di aprile, in occasione della festa della Liberazione.

Presso la Pro Loco è possibile visitare tutto l'anno il Museo Etnografico e diverse altre mostre inerenti al paese.

È stata ripresa da qualche anno la Festa dell'Etna, che a fine agosto richiama di nuovo folle di turisti con spettacoli folkloristici di tutto il mondo e la tradizionale salsicciata, che prima dell'eruzione del 2002 si svolgeva a Piano Provenzana o a piano Pernicana dove si trova una bellissima cappella con la Madonnina della Pineta, piena di ex-voto. Il 30 di agosto a Piano Provenzana si svolge il thriatlon del boscaiolo

[modifica] Architettura

Da sempre Linguaglossa come altri paesi siciliani ha un grande numero di chiese ormai patrimonio architettonico e culturale.. fino al 1500 si potevano contare ben 18 Chiese.

  • CHIESA MATRICE
  • CHIESA DI SAN FRANCESCO DI PAOLA
  • CHIESA DELL’ANNUNZIATA
  • CHIESA DI SANT’EGIDIO
  • CHIESA DEI SS. ANTONIO E VITO
  • CHIESA DEL CARMINE
  • CHIESA DEL CALVARIO
  • CHIESA GESU’ E MARIA
  • CHIESA DI SAN ROCCO
  • CONVENTO DEI PADRI CAPPUCCINI CON ANNESSA CHIESA DELL’IMMACOLATA
  • CONVENTO DEI PADRI DOMENICANI
  • CHIESA DI SAN BIAGIO scomparsa
  • CHIESA DI SANTA CATERINA scomparsa
  • CHIESA DI SAN NICOLO’ scomparsa
  • CHIESA DI SANT’ANTONIO ABATE scomparsa
  • CHIESA DI SANTA MARIA DEI PILIERI scomparsa
  • CHIESA DI SAN LEONARDO scomparsa
  • CHIESA DI SAN GIUSEPPE scomparsa
  • ABBAZIA DI SANTA CATERINA scomparsa

Le chiese scomparse Sulle chiese scomparse non si trovano notizie rilevanti sul piano artistico culturale ma c’erano nel passato ed esistono nella storia di Linguaglossa

  • La chiesa di San Biagio: si trovava ubicata vicino la chiesa Madre; si hanno notizie fino al 1600, poi distrutta.
  • La chiesa di Santa Caterina: si trovava nella adiacente piazzetta a cui è rimasto il nome. Fino al 1600.
  • La chiesa di San Nicolò si trovava vicino il convento dei padri domenicani, distrutta per costruire lo stesso convento; nella chiesa si conserva l'antica statua del santo.
  • La chiesa di Sant’Antonio abate: ne rimangono solo le mura esterne e si trovava adiacente alla villa dei Vespri Siciliani
  • La chiesa di Santa Maria dei Pilieri si trovava nella adiacenze dell’odierna Piazza Santo Calì, distrutta per allargare le vie di comunicazione.
  • La chiesa di San Leonardo: non si hanno notizie sull’esatta ubicazione della stessa, ma si racconta e si tramanda che era sulle sponde del torrente omonimo.
  • La chiesa di San Giuseppe si trovava fra la via Balilla e la Piazza Stazione.
  • Abbazia di Santa Caterina: si trovava alle pendici delle colline che circondano il lato nord del paese, distrutta per volere dell’abbate o abbatessa del tempo.

A Linguaglossa si trovano più di dieci chiese, alcune delle quali oramai sconsacrate. Tra le altre:

  • la Chiesa Madre, detta "Matrice", conserva un coro ligneo del 1700 ed è ricca di tele sui vari altari;
  • la chiesa di San Francesco di Paola, del XVI secolo, con affreschi e una statua in marmo dipinto della Madonna di Loreto, attribuita a uno dei tanti Gagini; sulla porta, otto bassorilievi in bronzo del 1987, di Salvatore Incorpora, con scene della vita del Santo; dello stesso scultore sono ornate anche altre chiese. Nell'ex-convento dei minimi (i frati di san Francesco di Paola), edificio rimodernato, si trova la sede del Comune ("Linguagrossa civitas dilecta integra", è scritto sul frontone), che dà sulla piazza dove c'è il monumento ai caduti; alle spalle, la biblioteca comunale. Dentro il municipio, una pinacoteca.
  • la chiesa dei Santi Antonio e Vito, con un bel portale in pietra lavica;
  • la chiesa del convento dei Cappuccini, a due navate, dove si trova una custodia in legno di Pietro Bencivinni;
  • la chiesetta di Sant'Egidio (la più antica del paese), cui fa da transetto la chiesa delle Anime Sante del sec. XV, e in cui sono stati ritrovati affreschi forse seicenteschi.

Il moderno edificio del Collegio san Tommaso d'Aquino, dei padri domenicani, sorto dove si trovava la chiesa di san Nicola di Bari, conserva sull'altare maggiore una splendida tela di Sebastiano Conca, con la Madonna del Rosario; in stile moderno le vetrate, con santi domenicani.

  • La Chiesetta di Gesù e Maria. La chiesa Gesù e Maria edificata nel 1600 ad unica navata con il tetto a botte semplice nello stile.. negli ultimi 25 anni rimasta chiusa al culto, nell’altare centrale troviamo una cavità dove era presente il tabernacolo in marmo ormai scomparso intatto è rimasto il resto dell’altare al di sopra troviamo una statua della madonna col bambino postrato in avanti con manto azzurro e vestito rosa, il bambino mostra il cuore sacro, molto spesso troviamo questa manifestazione di Gesù adulto quindi è una rarità trovare un Gesù bambino con il sacro cuore.

Trafugati sono stati gli altari marmorei sotto i rispettivi altari uno a destra contenente la Statua del Gesù bambino di Praga a devozione carmelitana.. unica nel suo genere perché molto diversa da quella venerata in Praga è molto più alta quando un bambino che si avvicina all’età dell’adolescenza definito come altare privilegiato. E a sinistra troviamo il crocifisso con la Madonna Addolorata e San Giovanni apostolo, il pavimento è in comune cotto. E per risaltare l’importanza dell’altare maggiore vi è costruito un arco che finisce con 4 colonne dove vi sono posti due angeli uno a destra e l’altro a sinistra.. tutto a giro nella rientranza dell’altare centrale troviamo parte di una particolare pittura che richiamava al marmo chiamato comunemente finto marmo.. col tempo andato via per mancato restauro. Nel lato destro troviamo una targa a cui fa riferimento alla realizzazione dell’altare in occasione dell’anno mariano.. La chiesa è rimasta più alta rispetto alla strada per i lavori che si sono susseguiti nelle strade antistanti infatti per il raggiungimento della chiesa vi sono due scalinate. E nel prospetto della via Manzoni vi si trova una altarino contenente una statuetta di Gesù Bambino di Praga con una facciata colorata di azzurro e rosa. La chiesa ha due entrate una grande principale sormontata con un piccolo bassorilievo floreale e una croce, il campanile fa parte della facciata

Le vie principali di Linguaglossa sono lastricate di bàsole di pietra lavica, come vuole la tradizione dei luoghi.

Nel paese sorgono due grandi ville:

  • una in Piazza dei Vespri Siciliani (più comunemente nota come Piazza Giardino). Costruita negli anni 60, si dice che lo spiazzo centrale dovesse ospitare un'opera di Francesco Messina.
  • l'altra, la Villa Milana, accanto alla chiesa di san Rocco (nota perciò anche come Villa S. Rocco); al suo centro sorge la Fontana dei Dodici Mori, con splendidi giochi d'acqua.

In Piazza dei Vespri in ricordo dei Giusti siciliani è stato dedicato il cedro secolare della piazza alla memoria di Calogero Marrone. Emigrato dalla Sicilia a Varese, Marrone come ufficiale dell'anagrafe salvò molti ebrei dalla deportazione fornendo loro passaporti falsi durante la seconda guerra mondiale. Fu scoperto da un ufficiale tedesco e deportato a Dachau dove perse la vita.

[modifica] Gastronomia

Prodotti locali per cui Linguaglossa è nota:

  • le salsicce ("sasizza", in dialetto) al ceppo
  • il vino

Come in altri paesi della Sicilia orientale, si possono trovare a Linguaglossa dolci tipici, quali:

  • le paste di mandorla (anche aromarizzate all'arancia), di nocciola o di pistacchio
  • i "mastazzoli" ('mostaccioli')
  • le granite
  • i torroncini
  • l'"ossa di morti", tipici dolci che, secondo la tradizione locale, i parenti defunti facevano trovare ai bambini, con i giocattoli, il due di novembre. La funzione di questo rito era forse riportare alla memoria dei bambini il ricordo degli antenati. La tradizione di Babbo Natale e della Befana ha oggi soppiantato questa.

[modifica] Personaggi

Tra le persone nate a Linguaglossa:

  • Francesco Messina (15 dicembre 1900- Milano, 13 settembre 1995) fu scultore e poeta, autore tra l'altro del "Cavallo morente" posto di fronte alla sede della RAI a Roma, della statua di "Pio XII" nella Basilica Vaticana, della statua di "S. Caterina da Siena" fuori del Castel Sant'Angelo a Roma, della "Via Crucis" a San Giovanni Rotondo. A Linguaglossa si trova il Museo “Francesco Messina”, sezione staccata del Museo regionale di arte Moderna e Contemporanea di Palermo, con sede nella ex Casa del Fascio di Piazza Annunziata, dove si è anche inaugurata la mostra “Grafiche”, 60 opere di Messina.
  • Luigi Di Bella (1912-2003) medico, è il padre del controverso Metodo Di Bella per la cura dei tumori
  • Santo Calì (1918-1972) fu pensatore e poeta
  • Senzio Mazza è scrittore e critico d'arte
  • Concetto Vecchio è giornalista de la Repubblica e scrittore (Vietato obbedire (2005) e Ali di piombo (2007), editi da BUR)


[modifica] Le Scuole

A Linguaglossa si trovano gli Istituti scolastici di base e un Istituto di Istruzione Superiore.

1) l'Istituto Comprensivo "Luigi Pirandello", che comprende la Scuola dell'Infanzia, la Scuola primaria plesso "P. Scuderi", la Scuola Primaria plesso "Principessa di Piemonte" e la Scuola Secondaria di I grado.

Dirigente Scolastico: dott.ssa Miano Maria Franca.

Vice Dirigente: prof. Di Mauro Egidio.

Direttore D.S.G.A.: dott.ssa D'Orto Agatina.

2) il Liceo Scientifico "M. Amari": sezione staccata del Liceo Classico di Giarre (CT).

[modifica] Linguaglossa e l'Etna

[modifica] La leggenda di Sant'Egidio

Sant'Egidio Abate è divenuto patrono di Linguaglossa grazie ad un miracolo, narrato dalla seguente leggenda.

In una delle innumerevoli eruzioni dell'Etna, la lava era oramai giunta alle porte del paese. Tutti gli abitanti erano dunque fuggiti sulle colline intorno, per guardare, impotenti, l'imminente distruzione del paese, rimasto deserto.

Tuttavia una vecchietta paralitica era stata dimenticata da tutti nella sua misera abitazione. A questa vecchietta apparve Sant'Egidio, che le disse di andare a suonare le campane della sua chiesa, e di far porre il suo bastone dinanzi alla lava. Miracolosamente, la vecchietta riuscì ad alzarsi, a raggiungere la chiesa e a suonare le campane.

Sentendo il suono delle campane, tutti si diressero verso la chiesa, dove la vecchietta riferì l'apparizione del santo e le istruzioni ricevute. Come suggerito dal santo, il suo bastone fu preso dalla chiesa e posto dinanzi alla lava. E, miracolosamente, la lava si fermò, risparmiando il paese dalla distruzione.

Si noti che porre la statua del santo (o un suo cimelio) dinanzi alla lava per arrestarne il corso è un rito tipico in tutto il circondario, ad ogni eruzione che minaccia l'abitato dei paesi.

[modifica] Le eruzioni

Secondo una leggenda, Linguaglossa fu fondata su sette strati di lava.

I linguaglossesi, come gli abitanti di altri paesi sulle pendici dell'Etna, hanno sempre avuto un rapporto particolare col vulcano, chiamato a Muntagna. Ed ogniqualvolta si sentono forti rumori, la voce sulla bocca di tutti è a Muntagna scassau.

Spesso si tratta di semplici sbuffate di fumo, o di eruzioni di lava che non minacciano da vicino il paese. Qualche volta, però, le eruzioni possono creare gravi danni alle cose (sebbene difficilmente mettano in pericolo la vita degli uomini).

L'ultima grande eruzione risale al 2002. La lava, in quella occasione, ricoprì interamente le strutture turistiche di Piano Provenzana, parte della Pineta Ragabo e della strada Mareneve.

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Rosa Maria Alfia Vecchio (lista civica) dal 16/05/2007
Centralino del comune: 095 7777111
Posta elettronica: info@comune.linguaglossa.ct.it

Il Consiglio Comunale è composto dai seguenti Consiglieri

AITALA SARINO MARIO - DOTT. BARONE GIUSEPPE A. - CAVALLARO ALFIO - CERRA GIOVANBATTISTA - D'AGOSTINO CARMELO - PROF. DI MAURO EGIDIO - GIUFFRIDA CLAUDIO C. - DOTT. GULLO ANTONINO CONCETTO - LO COCO ANTONINA - LO MONACO SALVATORE - DOTT. MALFITANA FRANCESCO - MAZZA ROSARIO - ING. VECCHIO RICCARDO

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali