San Michele di Ganzaria

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San Michele di Ganzaria
comune
San Michele di Ganzaria – Stemma
San Michele di Ganzaria – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Catania-Stemma.png Catania
Amministrazione
Sindaco Giovanni Petta (lista civica) dal 06/05/2012
Territorio
Coordinate 37°17′00″N 14°26′00″E / 37.283333°N 14.433333°E37.283333; 14.433333 (San Michele di Ganzaria)Coordinate: 37°17′00″N 14°26′00″E / 37.283333°N 14.433333°E37.283333; 14.433333 (San Michele di Ganzaria)
Altitudine 490 m s.l.m.
Superficie 25 km²
Abitanti 3 483[1] (30-05-2012)
Densità 139,32 ab./km²
Comuni confinanti Caltagirone, Mazzarino (CL), Piazza Armerina (EN), San Cono, Mirabella Imbaccari (CT)
Altre informazioni
Cod. postale 95040
Prefisso 0933
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 087043
Cod. catastale I035
Targa CT
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti sammichelesi
Patrono san Michele Arcangelo
Giorno festivo Prima domenica di settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Michele di Ganzaria
Posizione del comune di San Michele di Ganzaria nella provincia di Catania
Posizione del comune di San Michele di Ganzaria nella provincia di Catania
Sito istituzionale

San Michele di Ganzaria (San Micheli di Ganzarìa in siciliano) è un comune italiano di 3.483 abitanti della provincia di Catania in Sicilia.

Dista 14 km da Caltagirone, 33 da Gela, 49 da Enna, 72 da Ragusa e 77 da Catania.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Il territorio si estende su una superficie di 25,59 km2 ad un'altezza media di 490 m s.l.m. in zona prevalentemente collinare nei pressi della montagna della Ganzaria a sud dei monti Erei, nella Sicilia centrale.

La zona rurale è di gran lunga maggiore della urbana.

Dintorni[modifica | modifica sorgente]

La montagna della Ganzaria si estende in parte nel territorio comunale di San Michele di Ganzaria ed in parte in quello di Caltagirone. La montagna deve il suo nome al toponimo arabo "cinghialeria", poiché in quest'area anticamente si cacciavano i cinghiali ed è suddivisa in otto contrade: Consorto, Cutuminello, Listingazzo, Monte Zabaino, Pesce Morto, Piano Caltagironese, Piano Cannelle, Vallone dell'Eremita.

Vi si trova il rifugio appartenente al Corpo Forestale della Regione Siciliana ("Case Costa") e un'area attrezzata presso la pineta.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La fondazione del centro abitato risale all'anno 1000 e fu dovuta, probabilmente, agli Arabi; ne è prova il fatto che alcuni nomi di contrade come Favara, Cuba, Giarrizza, hanno chiara etimologia araba.[senza fonte]

Il casale continuò ad essere abitato anche dopo la cacciata degli Arabi e, durante la dominazione angioina, fu eretta la chiesa di San Michele Arcangelo detta anche "Fanum Gallorum", il Tempio dei Francesi.

Il più antico documento sinora conosciuto riguardante il feudo della Ganzaria è un atto del 1276[2] che attesta il possesso del feudo da parte di Guglielmo De Padula. Gli succedette Attardo De Padula e, a questi, il genero Guglielmotto de La Timonia. Indi il feudo venne quindi confiscato avendo partecipato alla ribellione di Caltagirone del 1394 contro il re Martino I e, successivamente concesso, presumibilmente attorno al 1395, a Ranieri Morana. In seguito passò nelle mani della potente famiglia dei Modica di Caltagirone e quindi ad Antonio Gravina, figlio primogenito di Agata Modica e Vassallo Gravina Speciale, detto "il Bellicoso", capitano negli eserciti di Carlo V.

Alla fine del XVI secolo il casale era andato distrutto da un incendio e il paese venne ricostruito da Antonio Gravina con la stipula dei Capitoli datata 25 settembre del 1534. I Capitoli vennero confermati nel 1554 dal viceré Ferdinando De Vega; con essi il barone Antonio Gravina assegnava, ad un piccolo gruppo successivamente trasferitosi, i "tuctu lu feudu di Sanctu Micheli e tucta la Sausetta Soprana". Antonio Gravina morì nel 1558 e venne sepolto nella cappella annessa al castello baronale in seguito conosciuta come chiesa del Carmine andata distrutta poi nel secondo dopoguerra. La baronia venne successivamente elevata a ducato nel 1625 per concessione del re Filippo IV di Spagna.

Dopo l'abolizione della feudalità, San Michele di Ganzaria divenne comune nel 1812. Nel 1832 fu visitato dai reali di Napoli, Ferdinando II delle Due Sicilie e Maria Teresa d'Austria che lasciarono in dono 100 monete d'oro affinché venisse rifatto il pavimento della chiesa madre.

Luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Chiese e palazzi principali[modifica | modifica sorgente]

Chiesa di San Michele Arcangelo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa di San Michele Arcangelo (San Michele di Ganzaria).
Facciata della Chiesa Madre, sulla destra l'Istituto delle Suore Ancelle Riparatrici del Sacro Cuore di Gesù, sulla sinistra la canonica

La Chiesa Madre è dedicata a San Michele Arcangelo (XIII secolo), patrono del paese, ed è l'unica parrocchia di San Michele di Ganzaria. L'edificio ha una facciata in stile gotico-cistercense, con ai lati due torri campanarie merlate aggiunte solo nel corso del novecento.

Altri edifici[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa della Madonna del Rosario e relativa cripta (XVI secolo), recentemente restaurata anno 2008.
  • Chiesa di San Giuseppe (XVII secolo).
  • Chiesa del Monte Calvario.
  • Museo della Ganzaria: museo provinciale, raccoglie doggetti di interesse archeologico, storico, scientifico ed etnografico relativi alla storia e della cultura degli abitanti del luogo.
  • Palazzo comunale oggi sede, al primo piano, della biblioteca comunale recentemente istituita e, al secondo piano, della sala delle adunanze del Consiglio Comunale (inizi del XX secolo).
  • Edificio scolastico, oggi sede del Municipio (inizi del XX secolo).
  • Castello ducale, ruderi (XVI secolo).
Madonna del Rosario

Altre Istituzioni[modifica | modifica sorgente]

  • Istituto Comprensivo "Felice Costa", scuola materna, elementare e media
  • Caserma "M.A.V.M. App. Michele Di Miceli", sede del locale comando stazione Carabinieri

Tradizioni[modifica | modifica sorgente]

Festività e manifestazioni[modifica | modifica sorgente]

Statua del Cristo Morto
  • Processione del Venerdì Santo (chiamata in dialetto locale Signur' o Munt'). Gli abitanti si riuniscono nella Chiesa del Calvario da cui parte una processione, di sette ore circa di durata, con la statua del "Cristo Morto" seguita dalla statua dell'"Addolorata" di Maddalena e di San Giovanni. La processione è tradizionalmente accompagnata dai "lamentatori", con una voce solista che recita le vicende principali della passione di Cristo e i coristi che intonano i lamenti strazianti della morte di Cristo sulla base della vocale pronunciata nella frase. La processione è accompagnata dalle marce funebri suonate dalla banda musicale.
Immacolata Concezione Beata Vergine Maria

Alle festività religiose si accompagno feste e sagre quali, la "sagra dell'olio e del vino e la "sagra della cuccia".

Persone legate a San Michele di Ganzaria[modifica | modifica sorgente]

Musicisti[modifica | modifica sorgente]

Sacerdoti[modifica | modifica sorgente]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dialetti gallo-italici di Sicilia.

San Michele di Ganzaria, linguisticamente, è considerato un centro con tracce galloitaliche[4][5], dovute a migrazioni avvenute nella Sicilia orientale di popolazioni Lombarde tra l'XI e il XIII secolo, come è avvenuto nelle comunità vicine di Caltagirone, Mazzarino, Piazza Armerina e Mirabella Imbaccari. A partire dalla seconda metà del XVI secolo, dopo un periodo di lungo spopolamento, San Michele di Ganzaria ha ricevuto un'ondata migratoria di greco-albanesi (arbereshe) provenienti dall'Epiro[6]. Come appare in un documento, il 25 settembre del 1534 gli esuli greco-albanesi, trenta famiglie, s'impegnarono con il barone Antonio Gravina, che aveva concesso loro la terra, a costruire entro un anno case in muratura. Il casale, chiamato da allora "Casale dei Greci", si trasformò così in paese, ma la comunità ha perso nel corso degli ultimi secoli sia l'uso della lingua arbëreshë che le proprie tradizioni, venendo assorbita dalla circostante realtà locale[7].

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 maggio 2012.
  2. ^ Registro cinque della Cancelleria Angioina del 1276.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Aa.Vv., Migrazioni interne: i dialetti galloitalici della Sicilia, Centro di studio per la dialettologia italiana, Padova 1994, p. 228.
  5. ^ Mario Giacomarra, Migrazioni e identità: il ruolo delle comunicazioni Palumbo, Palermo 2000, p. 40.
  6. ^ Aa.Vv., Catalogo della raccolta di statuti, Volume 7, Catalogo della raccolta di statuti, Tipografia del Senato, Roma 1990, p. 68.
  7. ^ Salvatore Prestifilippo, Harbëreshë. Comunità e città d'albanesi, Eugenio Maria Falcone, Bagheria (Pa) 2009, p. 10.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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