Aci Sant'Antonio
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| Aci Sant'Antonio | |||||||||
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 302 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 14 km² | ||||||||
| Abitanti: |
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| Densità: | 1240 ab./km² | ||||||||
| Frazioni: | Lavina, Lavinaio, Monterosso Etneo, Santa Maria la Stella | ||||||||
| Comuni contigui: | Aci Bonaccorsi, Aci Catena, Acireale, Valverde, Viagrande, Zafferana Etnea | ||||||||
| CAP: | 95025 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 095 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 087005 | ||||||||
| Codice catasto: | A029 | ||||||||
| Class. sismica: | zona 2 (sismicità media) | ||||||||
| Class. climatica: | zona C, 1167 GG | ||||||||
| Nome abitanti: | santantonesi | ||||||||
| Santo patrono: | Sant'Antonio abate | ||||||||
| Giorno festivo: | 17 gennaio | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
Aci Sant'Antonio (Sant'Antoni Jaci in siciliano) è un comune di 17.348 abitanti della provincia di Catania.
Indice |
[modifica] Storia
Si narra che Aci Sant'Antonio e le altre Aci trassero la propria origine da Xiphonia, misteriosa città greca oggi del tutto scomparsa; alcuni dicono si trovasse tra i comuni di Aci Catena e Aci S.Antonio. I poeti Virgilio e Ovidio fecero nascere il mito della fondazione alla storia d'amore tra una ninfa chiamata Galatea ed un pastorello chiamato Aci, e del ciclope Polifemo. In epoca romana esisteva una città chiamata Akis, che partecipò alle guerre puniche.
| Per approfondire, vedi la voce Xiphonia. |
L' anno 1169 a seguito di una forte eruzione accompagnata da forte scosse di terremoto, gli abitanti lasciarono la parte costiera e si ritirarono in queste amene contrade ricche di boschi e di abbondante legname; qui diedero vita al piccolo borgo di Casalotto. Il borgo di "Casalotto" sorgeva a nord-ovest dall'attuale centro urbano di Aci Sant'Antonio. Per mezzo di una struttura corporativa i rappresentanti di "Casalotto" si riunivano con i rappresentanti delle comunità limitrofe per decidere le sorti della zona chiamata Jaci. La storia del borgo è strettamente collegata alle sorti del vicino e grande centro chiamato oggi Acireale fino al 1639. Sotto il dominio spagnolo, infatti, le lotte interne con la vicina Aquilia indussero gli abitanti di Casalotto e dei borghi vicini a chiedere al viceré di Palermo la separazione da Aquilia Vetere; questa fu ratificata nel 1640 a firma dei luogotenente cardinale Giannettino Doria arcivescovo di Palermo. Dopo varie lotte e scontri, l'ormai grande Aquilia si separa in Aci Inferiore (Acireale) e Aci Superiore (Città amplissima e liberalissima di Jaci S. Antonio e S. Filippo) Con la separazione delle Aci, Aci Santi Antonio e Filippo ingloba diverse comunità e centri limitrofi odierni come Aci sant' Antonio, Aci Castello, Valverde, Viagrande, Aci Bonaccorsi, Aci Catena, Aci San Filippo estendendosi fino a Bongiardo(fraz. di Santa Venerina) e Pisano(fraz. di Zafferana Etnea). Non essendo in grado di pagare i tributi, nel 1644 la nuova Città sarà venduta alla Famiglia Massa, nel 1645 alla Famiglia Diana ed infine nel 1651 alla Famiglia Riggio sotto la cui dominazione sarebbe rimasta per più di un secolo. Stefano Riggio Santo Stefano, principe di Campofiorito, otteneva nel 1672 il titolo di principe di Aci SS. Antonio e Filippo. A lui si devono i palazzi di Aci S. Antonio e di Aci Catena destinati ad essere gli edifici civili più ragguardevoli dei due centri. Morto Stefano, l’investitura passò successivamente al nipote Stefano Riggio Saladino (1680), a Luigi Riggio Branciforte (1704) ed infine a Stefano Riggio Gravina (1758), la cui morte segna la fine della dominazione baronale. Nel 1792 fu stabilita la ricompra e con atto pubblico la Città di Aci SS. Antonio e Filippo diventò comune libero. Approvata e sanzionata la costituzione del Regno di Sicilia, Aci S. Antonio è presente nella “Mappa” dei Comuni (1812) che avevano diritto a mandare un proprio rappresentante alla Camera dei Comuni. Intanto il continuo rinnovarsi di contrasti interni tra Aci S. Antonio ed Aci S. Filippo Catena determinava nel 1826 con decreto di Francesco I la costituzione di due comuni: quello di Aci S. Antonio in particolare risultava composto dai quartieri di Aci S. Antonio e Valverde e dalle borgate di Maugeri, Carminello, Casalrosato, Fontana, Morioni, Belfiore, Lavinaio e Monterosso. In pari data le borgate di Pisano e Bongiardo tolte ad Aci S. Antonio passavano al nuovo comune dì Zafferana Etnea. Ultima notazione da aggiungere è il distacco e la costituzione del comune di Valverde il 14 aprile 1951.
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Luoghi d'interesse
[modifica] Edifici e Palazzi
Villa Casalotto è quanto rimane di un vasto possedimento agricolo (27 ettari), coltivato a vigneto, appartenente all’illustre famiglia dei Casalotto. La proprietà, una residenza di campagna con annesso un parco di inizio Novecento, sviluppato su preesistenze sei-settecentesche, sembra rappresenti il nucleo di fondazione del comune di Aci Sant'Antonio ed è andata riducendosi drasticamente in seguito all’intensa urbanizzazione del territorio, oggi in gran parte lottizzato e attraversato dall’autostrada Catania-Messina. Allo stato attuale, la villa si estende per 21.500 m2 e risulta costituita da un vasto giardino (oggetto di studi da parte del dipartimento di botanica dell'Università degli Studi di Catania per la presenza di molteplici tipologie di rare piante) e dai ruderi degli antichi edifici. Questi comprendevano gli alloggi signorili e quelli di servizio, nonché una piccola scuderia e varie attrezzature sportive. Era, inoltre, presente un palmento, rimasto attivo fino al 1975, con annessa una grande cantina. Isolata, a una certa distanza dalle abitazioni, si trovava una grande cappella neogotica che ancora oggi domina il parco. Le costruzioni erano state realizzate facendo largo uso di pietra lavica, marmi e pietra bianca di Siracusa.
Sono presenti inoltre altri edifici come Palazzo Riggio-Carcaci (o villa Paternò-Carcaci), Palazzo Amico, l'ex sede comunale risalente ai primi del '700 (oggi sede della biblioteca), Palazzo Spitaleri, Casa Maugeri avente il più bel portale in pietra lavica della cittadina (oggi adibito a caserma dei carabinieri), il collegio della "Santa Maria della Provvidenza" risalente ai primi dell'Ottocento, Palazzo Puglisi della metà del '700 a testimonianza del ricco patrimonio barocco santantonese.
[modifica] Le chiese
A ciò si aggiunge l'ancor più ricco patrimonio di chiese come la Chiesa Madre del santo patrono Sant'Antonio abate la cui ricostruzione risale alla metà del Seicento ma con origini assai più antiche (prima del 1530 circa), la chiesa di San Michele Arcangelo risalente alla fine del Seicento, la chiesa di San Biagio di cui si hanno tracce sin dal 1592, la chiesa di Santa Maria delle Grazie risalente al 1690 circa.
[modifica] Religione e Folklore
Sant'Antonio abate è tra i santi più celebrati nell'Italia meridionale e in Aci Sant'Antonio, che in onore al divino egiziano cambiò nel 1400 il nome originario di borgata Casalotto. Non si conosce con precisione la data d'inizio del culto di sant'Antonio, della costruzione della prima chiesa, del suo ampliamento e della giurisdizione che aveva il sacerdote che l'officiava. Il canonico Raciti ci fa sapere che la chiesa di Casalotto era antica quanto il primo villaggio di Casalotto (intorno all'anno 1000) e che essa venne elevata a chiesa sacramentale nel 1556 da monsignor Caracciolo, vescovo di Catania. Non possediamo altri documenti se non quello, assai prezioso, che si riferisce al decreto emanato dal vicario di Catania nel 1563. In esso, datato 10 gennaio 1563, si legge che il Vicario Generale di Catania concede agli abitanti di Casalotto il permesso di portare in processione il 17 gennaio di ogni anno la statua del patrono Sant'Antonio Abate.
La festa del santo patrono, Sant'Antonio abate, si svolge dal 1563 ancora oggi con solenni festeggiamenti il 17 gennaio di ogni anno. Dal '700 alla processione religiosa si aggiungono quattro candelore (scolpite nel legno e riccamente adornate) che seguono il percorso della "vara" del santo (risalente al 1563 circa). Essi sono veri e propri monumenti dell'arte e della storia santantonese.
Ogni due anni, tra il mese di luglio e agosto, si svolge "La Grande Festa Estiva di Sant'Antonio Abate".
[modifica] Le Candelore o Cerei
Queste sono delle particolari costruzioni votive molto riccamente scolpite e dipinte in oro e smalti multicolori le quali, a rappresentanza di quattro categorie sociali, sono:
- Cereo degli agricoltori della piana di Catania, dal 1971 cereo degli impiegati;
- Cereo dei carrettieri;
- Cereo dei contadini ("u tronu", alta quattro metri circa e pesante, a dire dei più anziani, tra i novecento e i mille chili);
- Cereo dei mastri o artigiani.
Essi vengono portati a spalla da un gruppo di portatori scelti ('a chiurma); per l'occasione le candelore, o cerei, vengono addobbate con fiori e luci e portate in giro per il paese precedendo durante la processione la statua del Santo (datata intorno al 1563). Nel 1600, a Catania, troviamo questi ceri riccamente ornati detti candelore o gigli offerti alla vergine Agata. La tradizione vuole che questi ceri fatti dalla cera delle api, fossero particolarmente pesanti e riccamente ornati a tal punto da richiedere più portatori. Fu il Settecento il secolo in cui questi ceri ornati furono muniti di struttura in legno. Questa usanza catanese di devozione si diffuse rapidamente nei paesi etnei; infatti anche i santantonesi offrirono al loro patrono dapprima sei ceri e poi otto come ci riferisce la misura minuta del 1774. Solo alla fine del secolo e all’inizio di questo le otto torce di cera d’api dipinte e sostenute da una struttura in legno furono sostituite in vere e proprie opere d’arte in legno scolpito e dorato che portano, nella parte terminale, il chiaro segno della torcia in cera che viene attualmente nascosta da una corona in legno dorato riccamente colorata.
[modifica] Il carretto siciliano
Non tutti sanno che Aci Sant'Antonio è la patria del carretto siciliano . Ancora conserva botteghe in cui è possibile ammirare la sapiente e spettacolare arte dei maestri "carradori" e dei maestri pittori (come Nerina Chiarenza e Domenico Di Mauro). Sulle sponde dei carretti vengono raffigurate le ormai celebri scene appartenenti alla tradizione cavalleresca (Orlando, Carlo Magno) e personaggi come sant'Alfio e i suoi fratelli, sant'Agata e santa Rosalia.
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Giuseppe Cutuli (centrodestra) dal 16/06/2008
Centralino del comune: 095 7010011
Posta elettronica: sindaco@comune.acisantantonio.ct.it