Aci Sant'Antonio
| Aci Sant'Antonio comune |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Giuseppe Cutuli (centrodestra) dal 16/06/2008 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 37°36′0″N 15°7′0″E / 37.6°N 15.11667°ECoordinate: 37°36′0″N 15°7′0″E / 37.6°N 15.11667°E | ||||
| Altitudine | 302 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 14 km² | ||||
| Abitanti | 17 610[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 1 257,86 ab./km² | ||||
| Frazioni | Lavina, Lavinaio, Monterosso Etneo, Santa Maria la Stella | ||||
| Comuni confinanti | Aci Bonaccorsi, Aci Catena, Acireale, Valverde, Viagrande, Zafferana Etnea | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 95025 | ||||
| Prefisso | 095 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 087005 | ||||
| Cod. catastale | A029 | ||||
| Targa | CT | ||||
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media) | ||||
| Cl. climatica | zona C, 1 167 GG[2] | ||||
| Nome abitanti | santantonesi | ||||
| Patrono | sant'Antonio abate | ||||
| Giorno festivo | 17 gennaio | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Aci Sant'Antonio nella provincia di Catania |
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| Sito istituzionale | |||||
Aci Sant'Antonio (Sant'Antoni in siciliano) è un comune italiano di 17.348 abitanti della provincia di Catania in Sicilia.
Indice |
[modifica] Storia
Si narra che Aci Sant'Antonio e le altre Aci trassero la propria origine da Xiphonia, misteriosa città greca oggi del tutto scomparsa; alcuni dicono si trovasse tra i comuni di Aci Catena e Aci S.Antonio. I poeti Virgilio e Ovidio fecero nascere il mito della fondazione alla storia d'amore tra una ninfa chiamata Galatea ed un pastorello chiamato Aci, e del ciclope Polifemo. In epoca romana esisteva una città chiamata Akis, che partecipò alle guerre puniche.
| Per approfondire, vedi la voce Xiphonia. |
L'anno 1169 a seguito di una forte eruzione accompagnata da forte scosse di terremoto, gli abitanti lasciarono la parte costiera e si ritirarono in queste amene contrade ricche di boschi e di abbondante legname; qui diedero vita al piccolo borgo di Casalotto. Il borgo di "Casalotto" sorgeva a nord-ovest dall'attuale centro urbano di Aci Sant'Antonio. Per mezzo di una struttura corporativa i rappresentanti di "Casalotto" si riunivano con i rappresentanti delle comunità limitrofe per decidere le sorti della zona chiamata Jaci. La storia del borgo è strettamente collegata alle sorti del vicino e grande centro chiamato oggi Acireale fino al 1639. Sotto il dominio spagnolo, infatti, le lotte interne con la vicina Aquilia indussero gli abitanti di Casalotto e dei borghi vicini a chiedere al viceré di Palermo la separazione da Aquilia Vetere; questa fu ratificata nel 1640 a firma dei luogotenente cardinale Giannettino Doria arcivescovo di Palermo. Dopo varie lotte e scontri, l'ormai grande Aquilia si separa in Aci Inferiore (Acireale) e Aci Superiore (Città amplissima e liberalissima di Jaci S. Antonio e S. Filippo) Con la separazione delle Aci, Aci Santi Antonio e Filippo ingloba diverse comunità e centri limitrofi odierni come Aci sant'Antonio, Aci Castello, Valverde, Viagrande, Aci Bonaccorsi, Aci Catena, Aci San Filippo estendendosi fino a Bongiardo(fraz. di Santa Venerina) e Pisano(fraz. di Zafferana Etnea). Non essendo in grado di pagare i tributi, nel 1644 la nuova Città sarà venduta alla Famiglia Massa, nel 1645 alla Famiglia Diana ed infine nel 1651 alla Famiglia Riggio sotto la cui dominazione sarebbe rimasta per più di un secolo. Stefano Riggio Santo Stefano, principe di Campofiorito, otteneva nel 1672 il titolo di principe di Aci SS. Antonio e Filippo. A lui si devono i palazzi di Aci S. Antonio e di Aci Catena destinati ad essere gli edifici civili più ragguardevoli dei due centri. Morto Stefano, l’investitura passò successivamente al nipote Stefano Riggio Saladino (1680), a Luigi Riggio Branciforte (1704) ed infine a Stefano Riggio Gravina (1758), la cui morte segna la fine della dominazione baronale. Nel 1792 fu stabilita la ricompra e con atto pubblico la Città di Aci SS. Antonio e Filippo diventò comune libero. Approvata e sanzionata la costituzione del Regno di Sicilia, Aci S. Antonio è presente nella “Mappa” dei Comuni (1812) che avevano diritto a mandare un proprio rappresentante alla Camera dei Comuni. Intanto il continuo rinnovarsi di contrasti interni tra Aci S. Antonio ed Aci S. Filippo Catena determinava nel 1826 con decreto di Francesco I la costituzione di due comuni: quello di Aci S. Antonio in particolare risultava composto dai quartieri di Aci S. Antonio e Valverde e dalle borgate di Maugeri, Carminello, Casalrosato, Fontana, Morioni, Belfiore, Lavinaio e Monterosso. In pari data le borgate di Pisano e Bongiardo tolte ad Aci S. Antonio passavano al nuovo comune dì Zafferana Etnea. Ultima notazione da aggiungere è il distacco e la costituzione del comune di Valverde il 14 aprile 1951.
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica] Società
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Amministrazione
[modifica] Altre informazioni amministrative
Il comune di Aci Sant'Antonio fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.7 (Colline litoranee di Acireale)[3].
[modifica] Note
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
- ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, pp. 151. Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011. URL consultato in data 25 aprile 2012.
- ^ GURS Parte I n. 43 del 2008. URL consultato in data 05-07-2011.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
Commons contiene file multimediali su Aci Sant'Antonio
[modifica] Collegamenti esterni
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