Eruzione vulcanica

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Un vulcano è una spaccatura della crosta terrestre dalla quale fuoriescono gas e vapori, materiali fluidi (lava) e materiali solidi (ceneri, lapilli e bombe).

Per eruzione vulcanica s'intende la fuoriuscita di magma dal mantello o dalla crosta sulla superficie terrestre.

Indice

[modifica] Classificazione dei tipi di eruzione

Secondo la classificazione di Walker i tipi di eruzione sono:

La classificazione si basa sulle caratteristiche magmatiche e quindi sul tipo di eruzione, da effusiva Hawaiana ad esplosiva Peleana.

[modifica] Struttura di un vulcano

Il vulcano è composto da una struttura a monte, detta cono vulcanico, al di sotto del quale si trova la camera magmatica, o bacino magmatico, che è un deposito temporaneo in cui il magma si raccoglie per un periodo di tempo prima di uscire. Il magma, i gas, i vapori e i materiali solidi passano nel camino vulcanico ed escono dai crateri vulcanici.

Oltre ad emettere lava, ovvero il materiale fluido che cola dai vulcani, privo di gas e avente temperature più basse del magma, un vulcano può anche fare uscire gas, cioè: anidride carbonica, idrogeno, anidride solforosa, vapore acqueo, o acqua juvenile, ed idrogeno solforato che è mortale. I materiali solidi che fuoriescono dal vulcano sono distinti in ceneri che sono particelle minuscole, lapilli al diametro da 1 a 4 cm e bombe vulcaniche, da pochi centimetri a qualche metro. Esistono due tipi di esplosioni: ESPLOSIVE e EFFUSIVE.

  • Esplosive: il magma è viscoso e gassoso. Lapilli incandescenti vengono proiettati in aria;
  • Effusive: il magma è fluido e cola lungo le falde del vulcano.

Le eruzioni esplosive vengono classificate in base alla viscosità del magma, esistono le eruzioni: stromboliane, vulcaniche, pliniane, peleane. Un vulcano di tipo peleano è il vulcano di St.Helens, che dopo anni di quiescenza è tornato violentemente in attività nel 1980.

Un vulcano è attivo se negli ultimi 100 anni ha avuto almeno un'eruzione, quiescente se negli ultimi 100 anni non ha eruttato ma emette gas e vapori, spento se da diversi secoli non ha manifestato segni di attività (neanche l'emissione di gas e vapori).

L'eruzione vulcanica è innescata dallo stesso meccanismo che porta alla fuoriuscita dei geyser. Al raggiungimento del punto critico di fusione del magma, corrisponde una pressione critica che caratterizza l'eruzione. Il magma ha una notevole componente gassosa comprimibile (non solo la lava che è liquida e incomprimibile); per ogni gas esiste una pressione al di sopra della quale esso diviene liquido. Il vulcano è un sistema aperto che scambia massa con l'esterno, dove c'è la pressione atmosferica.

Per via di questo mancato isolamento, la pressione critica non può essere permanente e un suo rilascio causa un'espansione violenta.

Il lavoro che viene liberato è pari al prodotto del salto di pressione (massimo quando raggiungo la pressione critica) e al volume specifico raggiunto (minimo quando il gas liquefa).

L'aumento di temperatura e pressione sono paralleli (la trasformazione è iso-termobarica), e possono essere indotti mediante delle onde elettromagnetiche a bassa frequenza. Infatti, le onde ad alta frequenza non sarebbero in grado di penetrare in profondità per scaldare il magma leggermente al di sopra del suo punto di fusione.


[modifica] Vulcanesimo secondario

I fenomeni di vulcanesimo secondario sono:

  • fumarole, piccole fessure nel suolo da cui viene emesso vapore acqueo a circa 100 °C: a contatto con l'aria il vapore si raffredda e condensa formando dei "fumi" da cui deriva il nome del fenomeno.
  • soffioni, un particolare tipo di fumarole: in questo caso il vapore acqueo fuoriesce dal suolo a forti pressioni e a temperature fra i 120 e i 200 °C.
  • mofete: sono emissioni di anidride carbonica. Questo gas è più pesante dell'aria e perciò ristagna nella strato d'aria a diretto contatto con il suolo, rendendo difficile la respirazione.
  • solfatare, emissioni di gas contenenti zolfo, come l'anidride solforosa e l'idroseno solforato. Intorno a queste emissioni le rocce si presentano ricoperte da uno strato i colore giallo per la sublimazione dello zolfo.
  • geyser, spettacolari getti intermittenti di acqua bollente e vapore acqueo, che vengono generalmente emessi ad intervalli regolari di tempo. Si fomano in cavità piene d'acqua presenti nella crosta terrestre; a contatto con rocce incandescenti l'acqua si ricalda, entra in ebollizione e, insieme al vapore acqueo, viene espulsa sotto forma di getto; l'acqua poi ricade nel condotte del geyser e il ciclo si ripete.
  • acque termali, acque calde che risalgono in superficie dal sottosuolo: possono derivare dal vapore acqueo proveniente dal magma e condensatosi, oppure dal riscaldamento di acque sotterranee per contatto con rocce calde.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni


[modifica] Biografia

Luigi Leopardi e Mariateresa Gariboldi, Scienze Più, volume C (La Terra E L'Ambiente), da I Fenomeni Androgeni e l'interno della Terra

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