Rosolini

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Rosolini
comune
Rosolini – Stemma Rosolini – Bandiera
La chiesa Madre di San Giuseppe
La chiesa Madre di San Giuseppe
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Siracusa-Stemma.png Siracusa
Amministrazione
Sindaco Filippo Gagliano
Commissario straordinario[1] dal 17 aprile 2014
Territorio
Coordinate 36°49′00″N 14°57′00″E / 36.816667°N 14.95°E36.816667; 14.95 (Rosolini)Coordinate: 36°49′00″N 14°57′00″E / 36.816667°N 14.95°E36.816667; 14.95 (Rosolini)
Altitudine 154 m s.l.m.
Superficie 76,15 km²
Abitanti 21 757[2] (30-04-2012)
Densità 285,71 ab./km²
Comuni confinanti Ragusa, Ispica (RG), Modica (RG), Noto
Altre informazioni
Cod. postale 96019
Prefisso 0931
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 089016
Cod. catastale H574
Targa SR
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti rosolinesi
Patrono san Luigi Gonzaga
Giorno festivo prima domenica di agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Rosolini
Posizione del comune di Rosolini nella provincia di Siracusa
Posizione del comune di Rosolini nella provincia di Siracusa
Sito istituzionale

Rosolini (Rusalini in siciliano) è un comune italiano di 21.757 abitanti[3] della provincia di Siracusa, situato nella zona sud-orientale della Sicilia.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Rosolini dista 49 chilometri da Siracusa, ed è situata nella parte sud-occidentale della provincia. Sorge ai piedi dei monti Iblei e si trova a cavallo tra le province di Siracusa e Ragusa. La parte settentrionale del territorio comunale è separata da quella principale e frazionata a sua volta in due parti, unite soltanto da una strada. Ciò è dovuto al retaggio degli antichi confini tra i baronati del Val di Noto.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini del nome[4]

Il nome Rosolini è di derivazione araba. Quando gli arabi conquistarono la Sicilia trovarono un impero bizantino in completo disfacimento e non fu difficile per loro insediarsi pacificamente nella zona portando i benefici della loro cultura. Rispettando le tradizioni religiose locali, chiamarono la zona Rus Salib'ni, cioè "la grotta della croce"; infatti nell'insediamento preesistente era ubicata una basilica cristiana scavata nella roccia (ancora esistente) dove si venerava una croce.

Ad avvalorare la derivazione araba del nome Rosolini è da tener presente che tutte le contrade della zona hanno nomi di origine araba: Gisira, Nar Balata ("zona di acque"), Ranati, Renna, Saia Rinnici (canale costruito dagli arabi per bonificare tutta la zona paludosa della contrada), Stafenna

Il luogo dove oggi sorge Rosolini era uno dei feudi del vasto territorio di Noto e appartenne alla famiglia Platamone a partire dal XV secolo col titolo di baronia. Il centro abitato fu fondato da Francesco Moncada principe di Lardaria solo nel 1713, dopo aver avuto il feudo per successione dalla moglie Eleonora Platamone.

Stemma[modifica | modifica sorgente]

Lo stemma della città di Rosolini raffigura:

« Un'aquila con ali spiegate con gli artigli adunchi e distesi, sormontata da una corona all'antica d'oro, con lo scudo dello stemma dei principi Moncada-Paternò sul petto e con una striscia ai piedi contenente la dicitura "Universitas Rosolinorum Regi beneficio" su fondo azzurro »

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Eremo di Croce Santa.
L'Eremo di Croce Santa

Tra i monumenti religiosi vanno ricordati la Chiesa Madre San Giuseppe, dove si conserva la mandibola di San Luigi Gonzaga[5], edificata tra il XVIII e il XIX secolo, e quelle di san Francesco, di Santa Caterina, del Santissimo Crocifisso, nonché il Santuario del Sacro Cuore, e l'eremo di Croce Santa.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Di particolare rilevanza architettonica è il Castello dei Platamone, costruito nel 1668, che conserva al proprio interno una basilica paleocristiana del V secolo. Sono inoltre interessanti i resti archeologici di Cava Lazzaro, che conserva delle necropoli dell'età del bronzo.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[6]

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

Nella città, accanto alla lingua italiana, viene spesso usata quella siciliana nella variante metafonetica sud-orientale. Questa si distingue dalle altre parlate siciliane per l'esito della "C dura" in "C dolce" (per esempio ciavi per chiavi e ciamari per chiamari), per la forte rotacizzazione della D (per esempio rumani per dumani) e per la sostituzione del nesso -gghi- con l'occlusiva retroflessa sonora -ddj- (per esempio buttiddja per buttigghia).

Vi è inoltre un fenomeno riscontrabile esclusivamente nei comuni di Rosolini, Ispica e Pachino: la pronuncia della "C" davanti a una vocale tende ad essere pronunciata come una "G" anziché "sci" come nel resto della Sicilia. (per esempio "bicicletta" viene pronunciata bigicletta anziché biscicletta).

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Media[modifica | modifica sorgente]

Tante sono state le radio libere nate a Rosolini: Radio Canale 3, Radio Centro Rosolini, Radio Eloro, Radio Gallo Rosolini, Radio Noi, Radio Noi 2, Radio Onde Musica. Attualmente l'unica Radio che trasmette dalla città è Radio RAM (Radio Audizioni Mediterranea). L'emittente iniziò le trasmissioni il 26 gennaio 1977, data di iscrizione al tribunale di Siracusa.

Per quanto riguarda la stampa, l'unico periodo attivo è il quindicinale Corriere Elorino, fondato nel 1985 da Luigi Perricone.

Cinema[modifica | modifica sorgente]

La città di Rosolini è stata ed è tutt'oggi set dei film della regista Annarita Campo. Ha inoltre sede l'associazione "Cinema 2001", presieduta dalla Campo, di cui è presidente onorario Sabrina Ferilli.

Nel 2014 Ficarra e Picone hanno girato, in piazza Garibaldi alcune scene del film “Andiamo a quel Paese”. Per l’occasione, la piazza è stata leggermente modificata. Sono scomparse, momentaneamente, le panchine con base in pietra, sostituite per l’occasione con panchine in ferro più datate. La via centrale di Corso Savoia che attraversa la piazza fino ad arrivare davanti la Chiesa Madre, di norma chiusa al traffico, ha fatto lo sfondo invece per la fermata dell'autobus[7].

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Dal maccu ri favi (purea di fave) che mangiarono gli antichi greci, alla capunatina di origine araba, al tummali di origine spagnola, le specialità alimentari tipiche rosolinesi denotano le origini della popolazione che ha formazione composita e rivelano pure la fondamentale base da cui proviene.

Nei ricordi d'infanzia di molte persone vi sono alcune donne, le cosiddette "monache di casa", che preparavano i pranzi nuziali, i pranzi di lutto (cunsuli), o i dolci per i periodi festivi (i cosiddetti "dolci di riposto"). Alcune loro ricette continuano ad essere preparate per cui gli antichi sapori si ritrovano ancora intatti in alcune pietanze: minestre, pietanze di carne, contorni, focacce, e dolciumi integrano così la cucina moderna del luogo.

Primi piatti[modifica | modifica sorgente]

Tra le minestre ricordiamo: u 'ncucciatieddu, costituito da frustoletti di pasta di grano duro cucinati in un amalgama di ricotta, acqua e pezzetti di zucca gialla previamente bollita; a pasta 'cca muddica, pasta condita con pangrattato, olio, aglio, formaggio pecorino; i ravioli, pasta di grano a formelle quadrate con ripieno di ricotta, uova e maggiorana, conditi con sugo di carne di maiale o vitello; i maccarruna e i cavatieddi, pasta a pezzettini vuota all'interno perché lavorata con un filo secco di grano (usu) o con un ago da calza (cavati) con le dita, conditi poi con sugo di carne di maiale, cosparsi di ricotta salata ed infornati.

Tra le minestre di legumi ricordiamo: i favi a 'nzincaredda, fave sbucciate e cotte in acqua di cisterna condite con olio e sale e che si accompagnavano con cipolla cruda; 'u maccu lurdu, fave cotte insieme a ceci, fagioli, lenticchie e lardo di maiale (piatto popolare tipico del giovedì grasso); i lolli no maccu, rollini di pasta amalgamati con purea di fave.

Secondi piatti[modifica | modifica sorgente]

Tra le pietanze a base di carne ricordiamo l'agnello e il capretto al forno, che continuano ad essere piatti comuni dato che parte del territorio è ancora adibito alla pastorizia.

La tradizione della preparazione delle focacce non ha subìto interruzione alcuna e occupa ancora un posto di rilievo nella cucina locale, così abbiamo: a 'mpanata, pasta a dischi sovrapposti ripiena di broccoli, di baccalà o di anguille nel periodo natalizio, di carne di agnello nel periodo pasquale ed infornata; a nfigghiulata, disco di pasta stirata con mattarello, farcita con ricotta amalgamata ad uova, sale, e pezzetti di salsiccia, ripiegata in tre parti ed infornata dopo averne accostato i bordi; a cucca, striscia di pasta stirata con mattarello, farcita con pezzetti di formaggio e salsiccia ed infornata, dopo averla arrotolata.

Dolci[modifica | modifica sorgente]

Tra i dolci ricordiamo i gravazzati, striscia di pasta stirata con mattarello e farcita con un amalgama di ricotta, pezzetti di cioccolato e zucchero a velo; i pasti fuorti, amalgama di farina, zucchero e albume; i ramuzzi, dolce preparato con impasto di farina e miele di satra; i mustazzola, amalgama di farina e vino cotto; i ricci ri miennila, dolci di mandorla, i cui semi sbucciati e triturati finemente si amalgamano ad albume e zucchero; 'u pisciruovu a rosalinara, sorta di omelette formata da uovo, cipolletta soffritta, prezzemolo, pepe ed asparagi selvatici, già cotti ed amalgamati con ricotta.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Eventi religiosi[modifica | modifica sorgente]

Le principali festività religiose sono:

  • la festa del patrono san Luigi Gonzaga, che ricorre la prima domenica di agosto;
  • la festa di san Giuseppe, che ricorre la prima domenica successiva al 19 marzo e viene celebrata con una cavalcata votiva;
  • la processione del Venerdì Santo con la Santa Spina, il Cristo alla colonna, il Cataletto e l'Addolorata.
  • la festa del Sacro Cuore di Gesù, che si svolge a settembre;
  • la Pace, storico corteo religioso della domenica di Pasqua;

Eventi civili[modifica | modifica sorgente]

Nel 2010 è stato istituito dall'amministrazione comunale il premio "Carrubo d'Oro", che viene assegnato, da un apposito Comitato d'Onore, ai cittadini rosolinesi che si distinguono nelle arti, nella cultura, nelle scienze e nel sociale portando alto il prestigio della città.

Va ricordato inoltre il Sikula Reggae Festival, che si svolge ogni anno ad agosto.

Persone legate a Rosolini[modifica | modifica sorgente]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione di Rosolini.

Rosolini si trova sul percorso della Strada statale 115 Sud Occidentale Sicula che va da Siracusa fino a Trapani ed è anche servita dall'autostrada A18 Siracusa - Gela, che al momento termina proprio al casello di Rosolini.

La stazione dei treni di Rosolini si trova alla periferia sud dell'abitato e fa parte della linea ferroviaria Siracusa-Gela-Canicattì.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Squadre[modifica | modifica sorgente]

Lo sport più seguito è il calcio: l'A.S.D. Rosolini milita nel campionato di Eccellenza. Altri sport praticati sono il calcio a 5, la cui squadra (Expert Rosolini) milita nel campionato regionale di C2, il basket (Rosolini CorAnt) e il ciclismo (Ciclistica Rosolini).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La Regione nomina il commissario straordinario a Rosolini, Nuovosud.it. URL consultato il 25 maggio 2014.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2012.
  3. ^ Dati Istat al 30 aprile 2012
  4. ^ Sull'origine del nome di Rosolini, [[#CITEREFPro Loco, 1992|op. cit.]], Carmela e Ottaviano Perricone.
  5. ^ Ci sono momenti in cui il tuo Angelo vuol parlare... • Leggi argomento - San Luigi Gonzaga
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ FERDINANDO PERRICONE, Rosolini set a cielo aperto per Ficarra e Picone, Giornale di Sicilia, 2 luglio 2014. URL consultato il 2 luglio 2014.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Sicilia Portale Sicilia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Sicilia