Ficarazzi

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Ficarazzi
comune
Ficarazzi – Stemma Ficarazzi – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Palermo-Stemma.png Palermo
Amministrazione
Sindaco Francesco Paolo Martorana (centrodestra) dal 07/05/2012
Territorio
Coordinate 38°05′00″N 13°28′00″E / 38.083333°N 13.466667°E38.083333; 13.466667 (Ficarazzi)Coordinate: 38°05′00″N 13°28′00″E / 38.083333°N 13.466667°E38.083333; 13.466667 (Ficarazzi)
Altitudine 23 m s.l.m.
Superficie 3 km²
Abitanti 12 124[1] (31-12-2011)
Densità 4 041,33 ab./km²
Frazioni Crucicchia, Ficarazzelli
Comuni confinanti Bagheria, Misilmeri, Palermo, Villabate
Altre informazioni
Cod. postale 90010
Prefisso 091
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 082035
Cod. catastale D567
Targa PA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti ficarazzesi (italiano); ficarazzoti (in siciliano)
Patrono santissimo Crocifisso
Giorno festivo 14 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ficarazzi
Posizione del comune di Ficarazzi all'interno della provincia di Palermo
Posizione del comune di Ficarazzi all'interno della provincia di Palermo
Sito istituzionale

Ficarazzi è un comune italiano di 12.124 abitanti della provincia di Palermo in Sicilia.
È l'undicesima città della provincia per popolazione.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il nome deriva dal latino Ficaratium, [2] denominazione di un casale posto presso la foce del fiume Eleuterio, a poca distanza dall'attuale centro abitato. Furono i Greci a dare il nome al vicino fiume Eleutheros, che significa «libero». Fakarazz è il nome arabo di Ficarazzi, dal significato di «eccellente». Il primo a credere nella zona fu il viceré Pietro Speciale, il quale impiantò le piantagioni di canna da zucchero e fece costruire la torre e il primo insediamento rurale. Nel corso dei secoli successivi la proprietà del feudo passò sotto varie mani, tra le quali la famiglia Chiaramonte che aveva un grosso feudo venduto nel XIV secolo. Nel 1648 la zona passò sotto il controllo dei Padri Teatini, che lo mantennero in feudo per quasi un secolo. Nel 1733 il feudo venne acquistato dal principe Giardina, che si occupò della sistemazione dell'agglomerato urbano, e la zona venne bonificata e ripopolata. La famiglia Giardina mantenne il dominio sulla città fino all'unità d'Italia. Venne riconosciuto ufficialmente come Comune nel 1750. Negli anni si è andato sviluppando grazie alla vicinanza di Palermo.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Palazzo Giardina[modifica | modifica sorgente]

Detto comunemente Castello è il principale monumento di Ficarazzi. Si tratta di una torre altomedievale del V secolo attorno alla quale sorse il primo agglomerato del paese. Recintata e addossata ad esso è la Chiesa dell'Ascensione. La torre inizialmente fu pensata per la difesa contro gli attacchi pirateschi. Nel 1727 una ristrutturazione ne stravolse completamente la funzione trasformandola in dimora principesca: venne costruita una grande scalinata con scenografiche balaustre sopra le quali sono presenti acroteri collega il Castello alla sede stradale posta su un diverso livello. I lavori furono completati nel 1730. A partire dal 1812, quando la funzione difensiva era ormai inutile, i saloni della dimora furono allargati e decorati, vennero inoltre aperte nuove finestre e costruiti balconi. La costruzione è comunemente attribuita a Pietro Speciale, Pretore di Palermo, al quale si deve la costruzione dell'omonimo palazzo ora denominato Raffadali in Piazzetta Speciale. La trasformazione in residenza, quasi una villa, sul modello di quelle che sorgevano contemporaneamente a Bagheria, con la costruzione della scalinata e la eliminazione degli elementi militareschi, si deve a Luigi Giardina e Massa Grimaldi, Marchese di Santa Ninfa, figlio di Elisabetta del Castrone, insignito del titolo di Principe di Ficarazzi nel 1736 da Carlo III di Borbone, divenuto imperatore con il titolo di Filippo V di Spagna.

Sulla famiglia Giardina nel Mugnos e nel Villabianca troviamo ricordato come ceppo di questa nobile famiglia un Luigi Arias Giardina, primo acquistatore della baronia di S. Ninfa in val di Mazzara 1615. Fu egli poi primo marchese della sudetta terra 1621, governatore del monte di Pietà di Palermo 1627, e fu uno de' più generosi e ragguardevoli benefattori, dello spedale civico di detta città, perocché nel 1621 gli lasciò in assegno onze tremila annue pari a lire 38250. Gli succede nel 1630 la figlia Orsola, essendo stata per testamento preferita al primogenito Diego, poiché questi era stato preventivamente (1614) dotato dal padre coll'appannaggio del feudo e baronia di Gibellini. Sposò ella un Mario Bellacera alias Cangialosi; però Simone di lei figlio mutò il cognome e le armi in Giardina coll'investitura del 1627; fu governatore della compagnia della Carità di Palermo 1632. Altro Simone figlio di Giuseppe fratello del precedente fu principe di Monteleone 1671, dopo essere stato governatore della compagnia della Pace 1667, e capitano giustiziere di Palermo 1670. Morta anch'egli senza figli gli succede il fratello Pietro Giardina Bellacera investito 1685; a cui il figlio Giuseppe che deluso di successori maschi lasciò erede la sorella Eleonora. Costei non potendo a causa di litizio sostenere tale successione ne fu invece investito 1703 Luigi Gerardo Giardina e Lucchese, barone delli Gibellini, che si fece riconoscere legittimo discendente ed erede del primo acquirente Luigi Arias Giardina suddetto, acquistò egli inoltre lo stato e terra delli Ficarazzi elevandolo a principato nel 1733, ed in detto anno fu governatore della compagnia della Pace di Palermo. Diego figlio del precedente investito 1739, fu capitano giustiziere 1748; e per la moglie Emilia Grimaldi e del Castrone, figlia di Giulio principe di S. Caterina erede delle cennate due ultime famiglie, aggiunse al suo casato il principato suddetto di S. Caterina, non che le baronie di Risicalla e Carranciara, i di cui titoli oggi per legittima successione sono pervenuti alla famiglia Grimaldi barone di Geracello. Arma: d'argento, con l'albero sradicato di verde. Corona di principe.

Acquedotti[modifica | modifica sorgente]

Due ponti ad archi che attraversavano i vari avvallamenti del terreno trasportando acqua da una fonte che dista circa 15 chilometri dai ponti stessi. Il primo fu costruito nel XV secolo e composto da nove archi, convogliava l'acqua fino alle coltivazioni di canna da zucchero situate a breve distanza, il secondo ponte invece fu fatto costruire dal principe Giardina nel XVII secolo per trasportare acqua nei propri poderi.

Chiesa di Sant'Atanasio[modifica | modifica sorgente]

La chiesa di sant'Atanasio venne edificata nel 1722 per volere dell'arcivescovo di Palermo e del marchese di Santa Ninfa. Risulta essere la più antica parrocchia edificata nel comune di Ficarazzi e attualmente funge da chiesa madre. La chiesa, di stile semplice e lineare, è composta da una sola navata abbastanza ampia contornata da quattro cappelle per lato, al suo interno sono presenti preziosi reperti tra cui un crocifisso ligneo del XVI secolo attribuito a Fra' Umile da Petralia. Il prezioso simulacro, patrono del paese, è chiamato dai ficarazzesi Delle Grazie in segno di riconoscenza per le intercessioni e le guarigioni operate nel corso dei secoli. La navata è molto ampia ed è delineata ai lati da cappelle, quella a destra è dedicata alla Madonna del Carmelo, a Sant'Anastasio, il cui altare è stato privilegiato in perpetuo da Pio VI, a San Francesco d'Assisi e all'Addolorata. Altre cappelle si trovano a sinistra e sono dedicate a S.Giuseppe ed al Crocifisso delle Grazie. Sulla facciata il portale in pietra locale è sormontato da un Rosone. In tempi recenti vi è stato posto un orologio, il campanile e la guglia in rame e ottone.

Villa dei Caduti[modifica | modifica sorgente]

Nota anche come Parco della rimembranza venne costruito nel 1932 presso una piazza denominata Largo Torre. A fianco di un piccolo monumento una lapide riporta incisi i nomi dei caduti ficarazzesi.

Villa Merlo[modifica | modifica sorgente]

Edificio di costruzione settecentesca, fu utilizzata come residenza estiva del conte Giuseppe Merlo. Presenta la forma è quella classica dei bagli siciliani. Attualmente è proprietà del Comune di Ficarazzi a seguito della firma di un accordo tra il sindaco Giuseppe Cannizzaro e il rappresentante della famiglia Aiello, proprietaria della villa negli anni ottanta, che sancisce l'acquisizione della villa a patrimonio immobiliare dell'Amministrazione comunale. La villa ospita mostre ed eventi di varia natura legati alle tradizioni del paese o alle festività in corso.

Baglio Quattrociocchi[modifica | modifica sorgente]

Una costruzione di tipo agricolo in stile severo risalente al XVII secolo.

Torre Cordova[modifica | modifica sorgente]

Una torre di avviso che faceva parte del sistema delle 218 Torri costiere della Sicilia, quale baluardo difensivo contro le scorrerie dei corsari tunisini e turchi. Costruita nel XVI secolo a difesa della foce del fiume Eleuterio e delle coltivazioni di canna da zucchero, è oggi in stato d'abbandono.

Villa Grasso Cannizzaro[modifica | modifica sorgente]

Alla fine della Via Sammartino, sulla sinistra, in Fondo Grasso. È un edificio della fine del Seicento con scalone a doppia rampa costruito sul modello delle ville palermitane della Piana dei Colli e di Bagheria. Bene dotale di Maria Carolina Grasso Vernengo andata in sposa al Principe Giuseppe De Spuches di Galati, e da questi ceduta al Cav. Antonino Cannizzaro. Profondamente compromessa da insensati interventi edilizi nel secondo Novecento, ha subito la mortificazione della trasformazione del grande giardino di accesso in direzione del mare in zona residenziale estiva con la costruzione di edifici che opprimono la vista originale sul golfo di Palermo.

Palazzo Cannizzaro[modifica | modifica sorgente]

Sul Corso Umberto I, all'inizio della frazione di Ficarazzelli, sorse nel Settecento come dimora della Famiglia Cannizzaro. Lo scalone sormontato dal blasone conduce al piano nobile con sale affrescate da Giuseppe Enea a fine Ottocento. Splendida la vista dalla terrazza sui retrostanti giardini che digradano al mare, oggi mortificati dall'avanzare dell'edilizia locale. Del complesso facevano parte le strutture oggi non più esistenti della fabbrica di citrati di ammonio voluta dal Cav. Antonino Cannizzaro a fine Ottocento.

Religione[modifica | modifica sorgente]

Il santo patrono del paese è il SS. Crocifisso festeggiato il 14 settembre, per l'occasione viene organizzata una processione ed al termine i fuochi d'artificio. Altre festività sentite e festeggiate sono la festa dell'Immacolata, festeggiata l'8 dicembre con una processione, fuochi d'artificio e luminarie lungo le vie de paese e la festa del S. Rosario festeggiata la prima domenica d'ottobre anch'essa con processione e fuochi d'artificio. Di particolare interesse è l'annuale rappresentazione sacra della passione e morte di Cristo che vede coinvolti residenti i quali rievocano gli ultimi giorni della vita terrena di Cristo recitando con abiti di scena sullo sfondo del Palazzo Giardina. Tale rappresentazione è comunemente nota nel paese come I Personaggi.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

La principale manifestazione folcloristica di Ficarazzi è la Festa del pane e dello sfincione che si svolge la prima domenica di settembre, secondo tradizione i panificatori del paese sono soliti offrire prodotti tipici, la manifestazione è contornata da eventi musicali e sfilate di carri tipici siciliani. Il 9 settembre, dopo tanti anni di assenza, la manifestazione folkroristica tipica di Ficarazzi è stata nuovamente ripresa. Altra manifestazione è il Premio poesia G. Palumbo, piccolo concorso letterario dedicato ad un illustre cittadino.

Sport[modifica | modifica sorgente]

La squadra di calcio a 5 locale è denominata Sant'Isidoro C5 e gioca nel campionato di Serie B.

Trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Ficarazzi non è dotato di un proprio svincolo autostradale; quello più prossimo per chi proviene da Palermo è Villabate, mentre provenendo da Catania o da Messina è lo svincolo di Bagheria. Entrambi gli svincoli si trovano a pochi chilometri dal centro abitato. Il comune è attraversato dalla Strada statale 113 Settentrionale Sicula, che ne diventa il corso principale. Non disponendo di una vera e propria circonvallazione (le strade alternative non sono sempre percorribili dai mezzi pesanti), l'arteria è perennemente intasata (con gravi ripercussioni sulla salute dei cittadini) poiché interessata dal passaggio di numerosi tir, pullman e da tutto il traffico automobilistico che percorre la strada statale. Solo recentemente (Maggio 2014) una ordinanza comunale ha vietato il transito dei mezzi pesanti lungo il Corso Umberto I, con un notevole miglioramento delle condizioni del traffico.

Ferrovia[modifica | modifica sorgente]

Dal 13 dicembre del 2009 una nuova stazione nella tratta Palermo-Messina sostituisce la vecchia stazione dismessa da diversi decenni. La nuova stazione ferroviaria si trova alle spalle del nuovo Municipio ed è dotata di un ampio parcheggio.

Emittenti televisive[modifica | modifica sorgente]

L'emittente locale Canale 8-Tele Ficarazzi è operante dal 1993; attualmente trasmette in digitale terrestre dibattiti, notiziari locali, manifestazioni ed eventi.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2011.
  2. ^ Vito Maria Amico, Lexicon topographicum siculum, Palermo 1759
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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