Cefalù

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Cefalù
comune
Cefalù – Stemma Cefalù – Bandiera
Il borgo di Cefalù dalla rocca.
Il borgo di Cefalù dalla rocca.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Palermo-Stemma.png Palermo
Amministrazione
Sindaco Rosario Lapunzina (PD) dall'08/05/2012
Territorio
Coordinate 38°02′22.13″N 14°01′19.42″E / 38.039481°N 14.022061°E38.039481; 14.022061 (Cefalù)Coordinate: 38°02′22.13″N 14°01′19.42″E / 38.039481°N 14.022061°E38.039481; 14.022061 (Cefalù)
Altitudine 16[1] m s.l.m.
Superficie 65,80 km²
Abitanti 14 393[2] (31-12-2012)
Densità 218,74 ab./km²
Frazioni Gibilmanna, Sant'Ambrogio
Comuni confinanti Castelbuono, Gratteri, Isnello, Lascari, Pollina
Altre informazioni
Cod. postale 90015
Prefisso 0921
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 082027
Cod. catastale C421
Targa PA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti cefaludesi
Patrono 8 dicembre, Immacolata Concezione
Giorno festivo SS. Salvatore, dal 2 al 6 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cefalù
Posizione del comune di Cefalù nella provincia di Palermo
Posizione del comune di Cefalù nella provincia di Palermo
Sito istituzionale

Cefalù (Ras Melkart in fenicio, Κεφαλοίδιον in greco, Cephaloedium in latino, Gafludi in arabo, Cifalù in siciliano[3]) è un comune italiano di 14.393[2] abitanti della provincia di Palermo in Sicilia.

È situato sulla costa siciliana settentrionale, a circa 70 km da Palermo, ai piedi di un promontorio roccioso. È uno dei maggiori centri balneari di tutta la regione; nonostante le sue dimensioni, ogni anno attrae un rilevante flusso di turisti locali, nazionali ed esteri che, nel periodo estivo, arrivano a triplicare la popolazione, rendendo affollate le principali piazze e le strade più importanti del paese.

La cittadina, che fa parte del Parco delle Madonie, è inclusa nel club de I borghi più belli d'Italia, l'associazione dei piccoli centri italiani che si distinguono per la grande rilevanza artistica, culturale e storica, per l'armonia del tessuto urbano, la vivibilità e i servizi ai cittadini[4]. Cefalù fa anche parte della rete dei comuni solidali.[5][6]

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

La cittadina, nel suo nucleo medioevale, è ubicata sotto la rocca di Cefalù che la domina e insieme al Duomo ne caratterizza il profilo tanto da renderne il panorama tipico e molto riconoscibile. Fuori dai confini del centro storico, il nucleo urbano si è esteso a cavallo della piccola area pianeggiante che separa la rocca dal resto del sistema collinare della costa espandendosi ulteriormente a mezza costa sui pendii delle colline lungo la costa. Il comune di Cefalù occupa un'area di 65,80 km² sulla costa tirrenica della Sicilia, a 70 km a est di Palermo e a 160 km ad ovest di Messina; posizionata quasi esattamente a metà della costa che va da Trapani a Messina nel nord della Sicilia. La costa di Cefalù si stende per circa 30 km [1] fra Lascari e Pollina ed alterna lunghi tratti di spiaggia rettilinea a baie e piccole insenature di natura sia sabbiosa che rocciosa con scogli bassi o anche a costoni alti e a strapiombo sul mare.[1] La costa subisce un'erosione da moto ondoso sia sui tratti sabbiosi, come la ben nota spiaggia del paese, che sui costoni rocciosi di natura quarzarenitica. Alcune zone come il porto vecchio (nel centro storico) e il porto nuovo sono invece soggette al fenomeno opposto, la sedimentazione, a causa dei detriti portati dai fiumiciattoli che scendono dalla Rocca e dalle colline a ridosso della costa[1]. Per combattere l'erosione negli anni sono state approntate opere di difesa della costa, come ad esempio le barriere frangi flutti, in contrada Kalura (km 183 dell'SS 113 ed in contrada Mazzaforno.[1].

A ridosso della costa, dopo una brevissima, a volte nulla, fascia di pianura, si affacciano alte colline prime propaggini del sistema montuoso delle Madonie. In quest'area il terreno s'inerpica dolcemente o improvviso da nord a sud verso l'entro terra e i comuni madoniti alternando una serie di colline via via più alte in vista dei maggiori rilievi madoniti.

Cefalù è posta all'nterno di una zona sismica di livello 2.[5]

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Cefalù.

Secondo la classificazione dei climi di Köppen, il clima di Cefalù appartiene al gruppo denominato Csa: clima temperato delle medie latitudini con la stagione estiva asciutta e calda ed inverno fresco e piovoso (clima mediterraneo). Le stagioni intermedie hanno temperature miti e gradevoli. L'estate è arida e calda, generalmente torrida e frequentemente ventilata grazie anche alla presenza delle brezze marine, in estate, specialmente in luglio ed agosto non è rara la presenza dello scirocco. In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +12,0 °C; quella del mese più caldo, agosto, è di +26,8 °C[7].

CEFALÙ Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 14,7 15,3 16,7 19,1 23,0 26,8 29,7 30,4 27,7 23,8 19,8 16,4 15,5 19,6 29,0 23,8 22,0
T. min. mediaC) 9,4 9,4 10,5 12,6 16,0 19,8 22,7 23,2 21,1 17,7 14,2 11,2 10,0 13,0 21,9 17,7 15,7

Storia[modifica | modifica sorgente]

Cefalù in una foto degli anni cinquanta del XX secolo.
Cefalù nel 2007.
Vista dal porticciolo con sullo sfondo l'espansione collinare.

Tracce di frequentazione del sito risalgono all'epoca preistorica, in particolare in due grotte che si aprono sul lato settentrionale del promontorio su cui sorse la città. A un insediamento pre-ellenico si riferisce la cinta muraria di tipo megalitico, datata alla fine del V secolo a.C., che circonda l'attuale centro storico ed è in gran parte ancora conservata, e il contemporaneo Tempio di Diana, un santuario costituito da un edificio megalitico, coperto con lastroni di pietra di tipo dolmenico che ospita una precedente cisterna più antica (IX secolo a.C.).

Nel IV secolo a.C. i Greci diedero al centro indigeno il nome di Κεφαλοίδιον (Kefaloidion), dal greco kefa o kefalé, ovvero «testa, capo»; riferito probabilmente al suo promontorio. Non è da escludere tuttavia la ripresa fonetica dall'aramaico (lingua cananaica strettamente affine al fenicio) kephas («pietra, roccia»), dunque sempre in riferimento al promontorio.

Nel 307 a.C. venne conquistata dai Siracusani e nel 254 a.C. dai Romani, che le diedero in latino il nome di Cephaloedium. La città ellenistico-romana ebbe una struttura urbanistica regolare, formata da strade secondarie confluenti sul principale asse viario e chiusa ad anello da una strada che segue il perimetro della cinta muraria.

Nel periodo del dominio bizantino l'abitato si trasferì dalla pianura sulla rocca e restano tracce di lavori di fortificazione di quest'epoca (mura merlate), oltre a chiese, caserme, cisterne per l'acqua e forni). La vecchia città non venne tuttavia del tutto abbandonata, come prova il recente rinvenimento di un edificio di culto cristiano, con pavimento in mosaico policromo risalente al VI secolo.

Nell'858, dopo un lungo assedio, venne conquistata dagli Arabi, che le diedero il nome di Gafludi, e fece parte dell'emirato di Palermo. Di questo periodo si hanno tuttavia notizie scarse e frammentarie e mancano anche testimonianze monumentali.

Nel 1063 fu conquistata dai Normanni di Ruggero I e, nel 1131, grazie a Ruggero II, fu rioccupato l'antico abitato sulla costa, rispettando la struttura urbana preesistente: a questo periodo risalgono parecchi dei monumenti cittadini, quali:

  • La chiesa di San Giorgio e il lavatoio di via Vittorio Emanuele
  • Il chiostro del duomo e il Palazzo Maria (sede trecentesca dell'allora Palazzo Comunale) sito in piazza del Duomo.
  • L'Osterio Magno sul corso Ruggero sede dei Ventimiglia a Cefalù.

Precisamente al 1131 è datata in particolare la basilica cattedrale.

Tra la metà del XIII secolo e il 1451 passò sotto il dominio di diversi feudatari e da ultimo divenne possedimento del vescovo di Cefalù.

La storia successiva di Cefalù si può assimilare a quella della Sicilia e del resto dell'Italia. Nel 1752 vi si iniziano a stabilire i consolati stranieri (Francia, Danimarca, Olanda, Norvegia e Svezia) e la città diventa meta del Grand Tour. Durante il Risorgimento, vi venne fucilato, il 14 marzo 1857, il patriota Salvatore Spinuzza. Dopo lo sbarco di Giuseppe Garibaldi del gennaio 1861, la città proclamò la sua adesione al Regno d'Italia.

Oggi è una località marina e una meta turistica per le sue spiagge e le opere d'arte che conserva.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Il centro storico di Cefalù ha un impianto medievale caratterizzato da strade strette, pavimentate con i ciottoli della spiaggia e il calcare della Rocca di Cefalù.

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Basilica-Cattedrale[modifica | modifica sorgente]

La cattedrale di Cefalù
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Duomo di Cefalù.

Secondo la leggenda, il duomo di Cefalù sarebbe sorto in seguito al voto fatto al Santissimo Salvatore da Ruggero II, scampato ad una tempesta e approdato sulle spiagge della cittadina. La vera motivazione sembra piuttosto di natura politico-militare, dato il suo carattere di fortezza.

Le vicende costruttive furono complesse, con notevoli variazioni rispetto al progetto iniziale, e l'edificio non fu mai completato definitivamente. La posa della prima pietra avvenne il giorno di Pentecoste dell'anno 1131 alla presenza di Ugone arcivescovo di Messina a cui la ricostituita Diocesi di Cefalù era suffraganea e nel 1145 furono realizzati, da manodopera bizantina, i mosaici nell'abside e sistemati i sarcofagi in porfido che Ruggero II aveva destinato alla sepoltura sua e della moglie, poi trafugati da Federico II approfittando dell'assenza temporanea dell'allora vescovo di Cefalù Jocelmo e portati a Palermo dove ancora oggi si trovano. Le spoglie di Ruggero II avrebbero dovuto riposare nella navata trasversale della basilica, lo testimoniano le figure in rilievo rappresentanti il leone: simbolo di regalità; la tartaruga: simbolo di eternità; il profeta Elia trasportato in cielo dai capelli dell'angelo; Edipo cieco simboleggiante gli enigmi della vita. Annesso al duomo è un elegante chiostro con colonne binate sormontate da capitelli figurati, fra i più notevoli esempi di scultura medievale in Sicilia.

Altre chiese[modifica | modifica sorgente]

La chiesa del Santissimo Salvatore

Altri edifici religiosi[modifica | modifica sorgente]

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Monte di Pieta

Altro[modifica | modifica sorgente]

Monte di Pietà[modifica | modifica sorgente]

Fondato sulla Via Mandralisca nel 1703 dal vescovo Matteo Muscella. Presenta un prospetto in pietra grigia, con portale barocco in pietra lumachella. Al secondo piano sono ancora conservati gli arredi settecenteschi e una cassaforte che serviva alla custodia degli oggetti più preziosi depositati.

Lavatoio medioevale[modifica | modifica sorgente]

Dettaglio dell'antico lavatoio

In via Vittorio Emanuele si trova il lavatoio pubblico conosciuto come Lavatoio medioevale, presso il tardo-rinascimentale palazzo Martino. Nel 1514 fu demolito e ricostruito in posizione più arretrata rispetto alle mura cittadine e il fiume che scorreva a cielo aperto venne coperto nel XVII secolo. Nell'estate del 1991 sono stati ultimati i lavori di restauro.

Il lavatoio si presenta con una scalinata in pietra lavica e lumachella che conduce ad una pavimentazione levigata dal tempo e ad una serie di vasche che si colmano con le acque che scorrono da ventidue bocche di ghisa (di cui quindici teste leonine) disposte lungo le pareti sovrastate da basse volte. Attraverso un piccolo antro, l'acqua raggiunge il mare. Nelle vasche sono evidenti gli appoggi che servivano per strofinare i panni.

Teatro comunale[modifica | modifica sorgente]

Sito in via Spinuzza, di proprietà dei baroni di Bordonaro, ha avuto una storia travagliata: chiuso e riaperto parecchie volte, fu addirittura adibito a lazzaretto in occasione di un'epidemia di peste. Dagli anni venti fu utilizzato anche come cinema. Fu abbandonato negli anni ottanta e passò in proprietà del Comune che ne ha iniziato i restauri di recente ultimati. È ora intitolato al Maestro Salvatore Cicero, musicista e 1° violino dell'Orchestra Sinfonica Siciliana.

La sala ha tre ordini di palchi. Conserva una decorazione pittorica del 1885 di Rosario Spagnolo (tela del soffitto, fondali e sipario).

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[8]


Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

Festeggiamenti del Santissimo Salvatore[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Festa del Santissimo Salvatore della Trasfigurazione.
Statua del SS. Salvatore il 6 agosto, durante la processione a lui dedicata.

Dal 2 al 6 agosto si svolge la festa del SS. Salvatore, titolare della Basilica Cattedrale e protettore della città. Nonostante sia l'Immacolata la patrona di Cefalù, il SS. Salvatore è stato sempre festeggiato come patrono di Cefalù.

Antinna a mari[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Antinna a mari.

Il pomeriggio dell'ultima giornata dei festeggiamenti del SS. Salvatore, si svolge una gara chiamata Antinna a mari o 'Ntinna a mari. La gara vede giovani ed anziani pescatori protesi alla conquista di una bandierina colorata attaccata alla punta di un lunghissimo tronco, reso scivoloso da sapone, che viene sistemato orizzontalmente al mare e saldamente fissato alla banchina.

'A vecchia strina[modifica | modifica sorgente]

Secondo il folklore cittadino, la vecchia strina è una figura di vecchia benefica che la notte tra il 31 dicembre e il primo gennaio porta doni ai bambini buoni e carbone e cenere per quelli cattivi, come in altre città siciliane fanno i morti. Nei giorni precedenti ai bambini si raccomanda di non fare troppo rumore perché la vecchia strina r'u casteddu si 'nna adduna: la sua dimora è infatti immaginata sulla rocca . La sera della vigilia i ragazzi più grandi girano per le strade suonando i rinali (latte e vasi rotti), mentre ai bambini che vanno a dormire si raccomanda di tenere gli occhi chiusi, se non vogliono che la vecchia venga c'u spitu infucatu a bruciare loro gli occhi.

L'ottava del Corpus Domini[modifica | modifica sorgente]

L'Ottava del Corpus Domini corrisponde agli otto giorni del mese di giugno, da un giovedì al successivo giovedì, nei quali si celebrava la festa del Corpus Domini, con le processioni degli aderenti alle varie corporazioni che portavano i grandi stendardi custoditi all'interno della Cattedrale.

Le corporazioni riconosciute dalla città, che si alternavano nei giorni di festa erano:

  • i mastri nichi: i giovani "mastri" delle varie categorie artigiane;
  • i ucciera: ossia i macellai;
  • i piscatura: i pescatori, un tempo considerato la forza economica della città;
  • i viddani: i contadini, ai quali era affidata l'organizzazione dei carri allegorici ispirati alla vita dei campi e ai prodotti della terra, le primizie;
  • i marinara di riviela: i marinai di velieri, che nonostante provenissero per la maggior parte dal ceto dei pescatori si distinguevano per la loro esperienza di navigazione;
  • i parrini: i sacerdoti, che avevano un particolare riguardo sociale, oltre – s'intende – un certo rilievo economico;
  • i galantuomini: un ceto aristocratico che in Sicilia, come pure a Cefalù, assolveva un ruolo di primo piano;
  • i mastri ranni: letteralmente i maestri grandi, ossia la maestranza per eccellenza, che si esprimeva perlopiù nel settore edile ed artigianale, specificatamente, nel settore dell'ebanisteria.

In occasione dell'ottava, ed esattamente la domenica si faceva la frottola, termine con cui si intendeva non una poesia suscettibile d'essere musicata, ma la sfilata di carri allegorici lungo le vie del paese, con in testa un tamburo rullante costantemente. I carri rappresentano con i fiori, il Santissimo Sacramento e la vita contadina. Subito dopo il suonatore di tamburo (tamburaro) vi sono frotte di bambini che portano i cucciddati, pani a forma di ciambella realizzati con la farina del primo frumento dell'anno, che vengono appesi su dei bastoni, e i bambini gridano l'espressione augurale: Viva u pani. Anticamente, quando ogni strada aveva il nome di un santo, la frottola si fermava e venivano recitate delle nenie inneggianti alle virtù dei cristiani.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Media[modifica | modifica sorgente]

Stampa[modifica | modifica sorgente]

Quotidiani online

Radio Locali[modifica | modifica sorgente]

  • CRM Happy Radio
  • Radio Cammarata

Web-Tv[modifica | modifica sorgente]

  • Cefalù TV

Musei[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Museo Mandralisca di Cefalù.

Il Mandralisca è un museo che si trova nell'omonima via. Il museo, oltre a conservare dipinti quattrocenteschi e altri reperti archeologici, conserva l'opera che ha contribuito a rendere famosa la città: il celeberrimo Ritratto d'ignoto marinaio, il dipinto di Antonello da Messina. Oltre a questi, vi si possono trovare una vasta collezione di monete antiche e un'importante collezione malacologica.

Persone legate a Cefalù[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Persone legate a Cefalù.

Artisti[modifica | modifica sorgente]

Cittadini onorari[modifica | modifica sorgente]

Vescovi[modifica | modifica sorgente]

Libri e film su Cefalù[modifica | modifica sorgente]

Libri[modifica | modifica sorgente]

Film[modifica | modifica sorgente]

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Località e frazioni[modifica | modifica sorgente]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

I collegamenti stradali che interessano il comune sono: l'Autostrada A20 Messina – Palermo, tramite il casello di Cefalù; la strada statale 113 Settentrionale Sicula, che rappresenta il collegamento principale con lo svincolo autostradale e le località di Lascari e Campofelice di Roccella verso ovest e la frazione di S.Ambrogio con i comuni di Pollina e Castelbuono verso est. La strada provinciale 54, collega Cefalù a Gibilmanna.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

La stazione di Cefalù, è servita dalle relazioni che percorrono la ferrovia Palermo-Messina.

Porti[modifica | modifica sorgente]

Il porto turistico di Cefalù è situato a est del centro abitato, in contrada Presidiana. È costituito da un molo foraneo a tre bracci lungo circa 580 metri al cui interno si trova un pontile in cemento armato di circa 250 metri, con tre pennelli laterali. Il promontorio della Calura con la sua torre chiude lo specchio d'acqua portuale a Levante. Il fondo marino è sabbioso con fondali in banchina da 0,20 a 3,50 m[9]. L'approdo ospita, oltre una modesta flotta di pescherecci e di imbarcazioni da diporto, anche un servizio stagionale di vettori per le isole Eolie[10].

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Elenco dei sindaci dal 1989:[11]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
21 marzo 1989 23 ottobre 1989 Giuseppe Riggio DC Sindaco
20 dicembre 1989 12 settembre 1992 Giuseppe Guercio DC Sindaco
19 aprile 1993 7 giugno 1993 Antonino Pianelli Commissario EE. LL.
7 giugno 1993 15 dicembre 1997 Alfredo La Grua Indipendente Sindaco
15 dicembre 1997 15 maggio 2007 Simona Vicari Forza Italia Sindaco [12]
15 maggio 2007 8 maggio 2012 Giuseppe Guercio centro-sinistra Sindaco
8 maggio 2012 in carica Rosario Lapunzina Partito Democratico Sindaco

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

La polisportiva Real Cefalù ASD (calcio a 5) società sportiva nata nel 2011 ha vinto due Campionati, Serie D e Serie C2, milita nel Campionato di Serie C1 per la stagione 2014/15.

Il Cefalù Calcio milita in promozione.[13]

Basket[modifica | modifica sorgente]

Fino al 2002 è stata attiva il Basket Cefalù. Nella stagione 2012-2013 la Zannella basket Cefalù milita in serie C2 regionale.

Pallavolo[modifica | modifica sorgente]

Il Costa Verde Cefalù Volley è la squadra femminile di pallavolo della cittadina. Nel campionato 2011-2012 milita in serie B2 femminile. È attiva anche il Rosario Porpora Cefalù che nel 2011-2012 militava in serie D maschile.[senza fonte]

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e Studio sull'erosione della costa - comune di Cefalù e aree limitrofe, Regione Siciliana - Corpo regionale delle miniere. URL consultato il 12 settembre 2013.
  2. ^ a b ISTAT: Popolazione residente al 31/12/2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 186/187.
  4. ^ Associazione Borghi più belli d'Italia.
  5. ^ a b Vedi scheda su tuttitalia.it.
  6. ^ Elenco dei comuni solidali
  7. ^ erg7118.casaccia.enea.it/profili/tabelle/652%20%5BCefalù%5D%20capoluogo.Txt Tabella climatica
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ CEFALU' LEVANTE - PORTO NUOVO (PRESIDIANA). URL consultato il 30 aprile 2011.
  10. ^ usticalines - destinazioni.
  11. ^ Storia amministrativa del comune di Cefalù (PA).
  12. ^ Rieletta il 10 giugno 2002.
  13. ^ Vedi cefalusport.it

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • G. Misuraca, Cefalù nella Storia, Roma, Ed. Misuraca, 1962-1980.
  • G. Agnello di Ramata, Cefalù, Palermo, Ed. Flaccovio, 1962.
  • A. Tullio, Cefalù Antica, Cefalù, Lions Cefalù, 1984.
  • A. Tullio, Censimento dei beni culturali di Cefalù, Cefalù, Lions Cefalù, 1988-1989.
  • D. Portera, Cefalù: La città di Ruggero, Cefalù, Ed. Misuraca, 1982.
  • D. Portera, Cefalù - Momenti storici, Palermo, Ed. La Bottega di Hefesto, 1988.
  • D. Portera, Gibilmanna - Monte della Fede, Cefalù, Ed. Misuraca, 1979.
  • N. Marino, Altre note di storia cefaludese, Palermo, Kefagrafica Lo Giudice, 1995.
  • N. Marino, Compendio di note, appunti, indicazioni e documenti sulla storia di Cefalù, Cefalù, MP Grafica (cd-rom realizzato col patrocinio di Fondazione Culturale Mandralisca, Archeoclub d'Italia - Sede di Cefalù, Città di Cefalù), 2005.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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