La Sicilia
| La Sicilia | |
|---|---|
| Stato | |
| Lingua | italiano |
| Periodicità | quotidiano |
| Genere | stampa regionale |
| Fondazione | 1945 |
| Sede | viale O. da Pordenone, 50 - 95100 Catania |
| Editore | Domenico Sanfilippo Editore |
| Diffusione cartacea | 60.831 (2005) |
| Direttore | Mario Ciancio Sanfilippo |
| Sito web | http://www.lasicilia.it/ |
La Sicilia è un quotidiano regionale edito a Catania, fondato nel secondo dopoguerra.
Indice |
Storia [modifica]
Venne fondato il 15 marzo 1945 come organo del Partito Liberale siciliano, finanziato da un gruppo di personaggi liberali e monarchici[senza fonte] tra cui vi erano Domenico Sanfilippo, l'avvocato Mattia Ciancio e l'industriale dei molini Fazio, proprietari della società editrice Rinnovamento. Il nome del quotidiano riprende quello di una precedente testata giornalistica pubblicata dal 1901 al 1923.
La direzione del quotidiano venne affidata ad Alfio Russo che in seguito diverrà direttore della Nazione di Firenze e, successivamente, del Corriere della Sera. Nel novembre del 1946 a Russo, partito in vacanza per Roma dove accettò la carica di caporedattore del Risorgimento Liberale, subentra come direttore Antonio Prestinenza.
Viene registrato al tribunale di Catania il 7 giugno 1948. Negli anni si stabilizza nelle vendite come secondo quotidiano siciliano, con una linea editoriale centrista. La Sicilia in quegli anni fu concorrente del Corriere di Sicilia, assorbito nel 1967 e, successivamente, dell'Espresso Sera (anch'esso acquistato dalla testata).
Nel 1976 Mario Ciancio Sanfilippo, nipote del fondatore, oltre che editore diviene anche direttore del giornale, intraprendendo il potenziamento delle attività editoriali. Sotto la sua guida il giornale arriva a raggiungere negli anni ottanta la tiratura di 75.000 copie, pubblicando edizioni per le province di Siracusa, Enna e Caltanissetta e negli anni '80 anche per Agrigento, Palermo e Trapani. Nel 2002 ha compiuto una "svolta" editoriale, separando i tomi provinciali da quello regionale per quello che oggi è un giornale nel giornale.
Ciancio inoltre crea il "Centro Stampa Sicilia", stabilimento tipografico all'avanguardia che, oltre a stampare il suo quotidiano, curerà la stampa delle edizioni siciliane di alcuni quotidiani nazionali tra cui il "Corriere dello Sport" e "la Repubblica". Di quest'ultimo quotidiano a Catania vengono stampate anche le edizioni locali per le provincie siciliane.
Oggi, fatta esclusione per piccole realtà di testate indipendenti (cartacee e online), l'informazione locale nella città etnea, compresa quella televisiva con Antenna Sicilia e Telecolor, dipende completamente dal gruppo de La Sicilia.
Atteggiamento su fatti di mafia [modifica]
Sono emerse significative accuse da parte dell'ex eurodeputato Claudio Fava, figlio del giornalista Giuseppe Fava, tristemente noto perché ucciso a Catania per il suo impegno antimafia. Le accuse denuncerebbero un atteggiamento omertoso della testata, in un certo periodo, nei riguardi di fatti inerenti alla mafia.
| « (...) La Sicilia, al di là di ogni pudore, riuscì per molti anni a sopprimere dai propri scritti la parola mafia: usata raramente, e solo per riferirla a cronache di altre città, mai a Catania. Nell'ottobre del 1982, quando tutti i quotidiani italiani dedicheranno i loro titoli di testa all'emissione dei primi mandati di cattura per la strage di via Carini, l'unico giornale a non pubblicare il nome degli incriminati sarà La Sicilia. Un noto boss, scriverà il quotidiano di Ciancio: Nitto Santapaola, spiegheranno tutti gli altri giornali della nazione. Il nome del capomafia catanese resterà assente dalle cronache della sua città per molti anni ancora: e se vi comparirà, sarà solo per dare con dovuto risalto la notizia di una sua assoluzione. O per ricordarne, con compunto trafiletto, la morte del padre » |
| (Claudio Fava, La mafia comanda a Catania 1960/1991[1]) |
Lettera di Santapaola su "La Sicilia" [modifica]
Il 9 ottobre 2008, il quotidiano fu al centro di polemiche per aver pubblicato una lettera di Vincenzo Santapaola (figlio di Benedetto Santapaola) da un carcere di massima sicurezza, e con un regime di 41 bis. Antonio Roccuzzo, caporedattore del TG LA7, descrive approfonditamente i fatti nel suo libro "L'Italia fatta a pezzi, cosa unisce Catania a Reggio Emilia?":
| « "La mattina del 9 ottobre 2008 sulle due colonne di spalla di una delle pagine di cronaca, appare una lettera di Vincenzo Santapaola. Attenzione: si tratta del figlio dell'uomo considerato il boss della mafia a Catania e si tratta anche di un giovane uomo che a sua volta è attualmente sottoposto al regime di carcere duro. Ma questo a chi legge quella sua lunga lettera non viene ricordato perché chi mette in pagine quelle righe non sente il dovere di farlo, secondo un'elementare regola di chiarezza professionale." » |
In quella lettera, Vincenzo Santapaola afferma che quel regime nel suo caso è ingiustificato.
| « "Questa città non riesce a dimenticare pagine di cronaca e di storia lontane e chiuse" » |
Santapaola essendo sottoposto al 41bis, potrebbe farlo soltanto in presenza di una autorizzazione del tribunale. Eppure il 41bis esiste proprio per questo, fa notare Antonio Roccuzzo che prosegue dicendo che:
| « Se un mafioso in 41bis scrive addirittura sui giornali, allora sarebbe meglio abolire il regime di carcere duro. E non se ne parli più di antimafia. » |
Da parte sua, il giornale ha puntualizzato che la lettera è pervenuta mediante i legali di Vincenzo Santapaola [2].
Accuse di monopolio [modifica]
Nella città di Catania, la Repubblica non stampava l'edizione locale, come ad esempio avviene a Palermo. Ciò comportava un'assenza di spazio destinato alla cronaca catanese per chi acquista la Repubblica.
Il 4 aprile 2009, intervistato dagli studenti dell'Università di Perugia in occasione del festival del giornalismo, il direttore de la Repubblica Ezio Mauro, ha risposto a una domanda sulla vicenda: "Noi abbiamo a Catania un accordo commerciale con il nostro stampatore, ma quest'accordo che era stato fatto da Carlo Caracciolo, lo stiamo ridiscutendo. L'accordo prevede che Ciancio stampi il nostro giornale a Catania e che noi non distribuiamo in città la nostra edizione palermitana. Ma voglio precisare che noi, in Sicilia come nel resto d'Italia, non abbiamo un'edizione regionale, ma pagine solo sui capoluoghi di regione." Quindi Ciancio era lo stampatore e l'accordo risaliva al 1981, quando la Repubblica e gli altri giornali nazionali iniziarono la stampa in teletrasmissione in varie località del Sud e del Nord, per abbattere i costi e i tempi di stampa e distribuzione. L'accordo si consolidò, ai tempi della "Guerra di Segrate", quando l'allora imprenditore Silvio Berlusconi scalò la Arnoldo Mondadori Editore. Infatti, la piccola quota azionaria dell'editore stampatore siciliano fu decisiva per mantenere il controllo del quotidiano e de L'espresso.
Dal 17 settembre 2009, l'accordo Repubblica-Ciancio è stato modificato e l'edizione palermitana del quotidiano romano viene distribuita anche nelle edicole di Catania.
Pubblicazioni [modifica]
Periodicamente vengono pubblicati con il quotidiano alcuni inserti, come Vivere, Stilos, La Sicilia @nnunci e Sicilia
TV [modifica]
A La Sicilia sono collegate le reti televisive Antenna Sicilia, Teletna, Telecolor e Video 3, nonché le radio Radio Sis, Telecolor e Video 3.
Collaboratori famosi [modifica]
Diffusione [modifica]
| Anno | Copie vendute |
|---|---|
| 2008 | 61.403 |
| 2007 | 61.019 |
| 2006 | 60.011 |
| 2005 | 60.831 |
| 2004 | 57.767 |
| 2003 | 60.222 |
| 2002 | 61.795 |
| 2001 | 63.074 |
| 2000 | 59.010 |
| 1999 | 51.959 |
| 1998 | 48.461 |
| 1997 | 48.461 |
| 1996 | 51.464 |
Dati Ads - Accertamenti Diffusione Stampa.
Note [modifica]
- ^ Claudio Fava, 1991, op. cit.
- ^ Salvo Palazzolo, Al 41 bis perché mi chiamo Santapaola, La Repubblica, 10 10 2008, p. 25. URL consultato in data 30-10-2009.
Bibliografia [modifica]
- Claudio Fava, La mafia comanda a Catania 1960-1991, Laterza, 1991.ISBN 88-420-3811-3
Collegamenti esterni [modifica]
- Lasicilia.it e Lasiciliaweb.it, i due siti ufficiali
- Puntata di Report: "I Viceré", dove si parla anche de La Sicilia