Startup (economia)

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Con il termine startup si identifica l'operazione e il periodo durante il quale si avvia un'impresa.
Il piano di startup è un prospetto che evidenzia determinati costi tipici dei primi dodici mesi di attività, ovvero del periodo in cui si affrontano costi certi a fronte di ricavi incerti, nonché l'ammontare del capitale proprio che si intende investire nell'azienda.

Aspetti principali[modifica | modifica sorgente]

Lo startup comprende quindi tutte le spese relative alla costituzione della società e agli investimenti strutturali (arredamento degli uffici, impianti, macchinari, ecc.), gli stipendi, l'eventuale cauzione per l'affitto, le spese relative al materiale di consumo e l'indicazione del capitale proprio. In questo modo l'imprenditore ha un quadro chiaro dello scenario finanziario relativo ai mesi successivi e dalla sua capacità di remunerare il capitale investito.

Lo startup può anche essere collegato ad una offerta pubblica di vendita, ovvero a quell'operazione con la quale un'impresa immette sul mercato titoli propri, come le azioni. Questa operazione può essere concomitante con lo startup, in quanto un'azienda può decidere di quotarsi alla borsa valori proprio per agevolare la raccolta di capitale per avviare i propri processi produttivi.

Le startup company, di solito imprese appena costituite, nelle quali vi sono ancora processi organizzativi in corso, essendo state appena avviate, utilizzano generalmente una limitata quantità di capitale, lavoro e terreni[1]. Questo tipo di imprese, in caso di insuccesso, non sono particolarmente rischiose data la esigua quantità di capitali investiti.

Strumenti valutativi[modifica | modifica sorgente]

Preventivo finanziario[modifica | modifica sorgente]

È importante valutare le immobilizzazioni (impianti, attrezzature, software,ecc.) richieste in fase di avvio e il capitale circolante necessario per sostenere i costi di gestione iniziali. L'imprenditore deve valutare:

  • quanto denaro serve per avviare l'attività (fabbisogno finanziario);
  • se il capitale proprio è sufficiente e se è necessario ricorrere anche a capitali di terzi (banche, finanziarie,ecc.).

Preventivo delle vendite[modifica | modifica sorgente]

Per determinare i ricavi della futura attività, prima è necessario procedere alla previsione delle vendite. Si stabilisce il livello di vendite atteso, si descrivono gli eventi che potrebbero assicurare il pieno raggiungimento del volume di vendite ipotizzato e si individuano le minacce che potrebbero inficiare le previsioni.

Preventivo economico[modifica | modifica sorgente]

È un prospetto simile al conto economico e serve a determinare la convenienza del progetto imprenditoriale; infatti, attraverso l'individuazione dei costi e dei ricavi si determina l'utile della futura attività.

ROI e ROE[modifica | modifica sorgente]

Per misurare la redditività dell'impresa, si utilizzano due indicatori: ROI (return on investiment) e il ROE (return on equity).
Il ROI indica la capacità del progetto imprenditoriale di remunerare il capitale investito. Si calcola dividendo il reddito operativo (utile lordo) per il capitale investito. Il ROE misura la redditività del capitale proprio impegnato nell'attività. Si calcola dividendo l'utile netto per il capitale proprio.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Erin Jansen, Vincent James, NetLingo: The Internet Dictionary, p. 364.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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