Gazzetta di Parma

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Gazzetta di Parma
Logo di Gazzetta di Parma
Stato Italia Italia
Lingua italiano
Periodicità quotidiano
Genere stampa nazionale
Fondazione prima del 4 aprile 1735
Sede Via Mantova, 68 - 43122 Parma
Editore Editrice Gazzetta di Parma s.r.l.
Tiratura 53.072 (2005)
Direttore Giuliano Molossi
Vicedirettore Luciano Pecorari
Redattore capo Luigi Alfieri, Claudio Rinaldi
Sito web http://www.gazzettadiparma.it/
 

La Gazzetta di Parma è un quotidiano italiano edito a Parma e in alcune zone della sua provincia. Oggi è un quotidiano di informazione generica, ma il primo numero conosciuto della testata, ancora non quotidiana, verrebbe forse datato 19 aprile 1735. Nel 2005, per il 270º anniversario della nascita della pubblicazione le pagine centrali hanno ospitato fac-simili delle pagine dei vecchi numeri della Gazzetta (dalla sua fondazione fino ai tempi moderni). Vanta una redazione costituita da circa quaranta redattori.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Annuncio della morte del Re di Roma sulla Gazzetta di Parma del 28 luglio 1832

Il primo numero della testata uscì sicuramente nella prima metà del '700, visto che il più antico esemplare pervenuto sino a oggi, che comunque non è affatto il primo in assoluto, è del 1735. Il giornale, secondo il modello delle gazzette settecentesche, riportava soltanto notizie dall'estero, in maggioranza europee ma talvolta anche da altri continenti, e i principali decreti e grida ducali di interesse pubblico. Non era ancora a cadenza di emissione quotidiana, inteso come giornale quotidiano in senso odierno, era semplicemente di tipo periodico e si trattava dunque di un semplice giornale di informazione generale. Dal 1772 al 1779 il giornale fu stampato da uno dei più importanti principi della tipografia moderna, Giovan Battista Bodoni. Fu chiuso nel 1796 con l'ingresso delle truppe napoleoniche nel ducato: per quindici anni non fu più pubblicato alcun foglio di questo genere all'interno dei confini ducali, fino a che nel 1811 fu concesso alla tipografia Carmignani di pubblicare un giornale con la funzione di organo ufficiale del Dipartimento del Taro: il "Giornale del Taro", stampato in due lingue (italiano e francese), usciva soltanto il martedì e il sabato, e continuò le proprie pubblicazioni fino al 1814, quando con la caduta dell'Impero Francese fu reintrodotta la stampa della Gazzetta di Parma.

Solamente il 1º gennaio 1860 questo giornale diventò un vero e proprio quotidiano così come viene inteso oggi, cioè di informazione varia e generale, e il formato venne allargato. Nel 1861 con l'Unità d'Italia, la Gazzetta di Parma cessò di essere il giornale ufficiale del governo, e soltanto nel 1876 la testata venne acquisita da privati, una società per azioni nel cui consiglio di amministrazione sedette pure Giuseppe Verdi. Primo direttore della gestione privata fu Parmenio Bettoli, cui nel 1880 subentrò Pellegrino Molossi, che diresse il giornale per trentadue anni fino alla morte nel 1912. Gli successe Gontrano Molossi, che fu direttore per quindici anni fino al 1927.

Nel 1928, durante il periodo fascista, il giornale si fuse con il "Corriere Emiliano", ma nel 1941 riprese l'antica testata di Gazzetta di Parma.

Nell'immediato dopoguerra (gennaio 1948) la società venne acquistata dalla S.E.G.E.A. (Società Editrice Giornali e Affini).

Baldassarre Molossi diresse il giornale del 1957 al 1992.

Dal 1951 al 1955 il supplemento letterario fu curato da Mario Colombi Guidotti.

Dal 1º maggio 1998 ne è direttore Giuliano Molossi.

Redattore della pagina culturale è Emilio Zucchi.

Presidente della società editrice è Alberto Chiesi, consigliere delegato Federico Costa.

I proprietari[modifica | modifica wikitesto]

  • Prima del 1820 il giornale apparteneva ai relativi stampatori (Rosati, Carmignani) e, per un breve periodo dal 1772 al 1796, al Governo ducale.
  • Dal 1820 al 1860 appartenne alla Tipografia governativa, di proprietà del Governo (prima ducale e poi nazionale).
  • 1860 - Gabriele Sacerdoti.
  • 1861-1862, 30 settembre - Tipografia del Governo.
  • 1862, 1 ottobre-1876 - Davide Rabbeno.
  • 1876-1883 - Società Editrice della Gazzetta presieduta dal Senatore Girolamo Cantelli (1815-1884), ex Ministro dell'Interno (fra i suoi azionisti si ricordano Giuseppe Verdi (1813-1901), il Vicepresidente delle Camera Giuseppe Piroli (1815-1890) e il senatore Francesco Bianchi (1827-1906), presidente del Consiglio di Stato).
  • 1884-1928 - Famiglia Molossi.
  • 1928-1943, 24 luglio - Società Anonima Corriere Emiliano.
  • 1943, 25 luglio- 8 settembre - Governo Badoglio.
  • 1943, settembre-1945, aprile - Governo Repubblica Sociale Italiana.
  • 1945-1946 - Gestione del Comitato di Liberazione Nazionale.
  • 1946-1948 - Gestione Stabilimento Grafico Cooperativo.
  • Dal 1948 - S.E.G.E.A., Società Editrice Giornali e Affini.

Le varie parti del giornale[modifica | modifica wikitesto]

Il giornale è diviso nelle seguenti sezioni (in ordine):

  • Dall'Italia
  • Primo piano
  • Dal mondo
  • Cultura
  • Parma (con le cronache della città)
  • Agenda (contiene gli orari di tutte le feste, le messe, i numeri del lotto eccetera.)
  • Parmagiornoenotte (inserto dedicato ai giovani; esce il venerdì)
  • Provincia (contiene le cronache da tutta la provincia. È divisa in "sottosezioni" in base al comune da cui provengono. Alcune sottosezioni sono fisse, come quella di Fidenza e di Salsomaggiore Terme, e anche di Collecchio Felino Sala, altre appaiono solo nel numero domenicale, come quella di Traversetolo)
  • Gazzetta Casa (solo di domenica, con tutti gli annunci riguardanti la compravendita di case)
  • Gusto (due pagine dedicate all'enogastronomia): pubblicate il giovedì
  • Sport (le notizie sportive, in particolar modo delle squadre locali)
  • Il tempo (contiene il meteo, sia in Italia che nella provincia, le temperature, gli orari di alba e tramonto e la qualità dell'aria)
  • Spettacolo
  • Lettere al direttore
  • Necrologi
  • L'ultima pagina contiene una pubblicità e le sezioni "Oggi in città", "Oggi in provincia" e "Il sondaggio di oggi".

La Gazzetta Card[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal febbraio 2008 è possibile, per gli abbonati, continuare a ricevere il giornale via posta ordinaria oppure acquistarlo in edicola esibendo la "Gazzetta Card", che dà diritto ad una copia del giornale.

Diffusione[modifica | modifica wikitesto]

Anno Tiratura totale[1] Copie vendute
(Italia + estero)
2008 52.955 40.312
2007 51.954 40.665
2006 51.160 41.328
2005 51.256 41.521
2004 42.659
2003
2002 43.107
2001 44.791
2000 44.722
1999 45.028
1998 45.038
1997 45.357
1996 45.707

Dati Ads - Accertamenti Diffusione Stampa.[1]

Fumetti[modifica | modifica wikitesto]

Il giornale ospita spesso le strips dei fratelli Origone e ha inoltre ospitato la striscia Quelli di Parma firmata da Leo Ortolani (creatore di Rat Man e residente a Parma)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Accertamenti Diffusione Stampa, Certificati diffusione e tiratura 2009

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]