L'Unione sarda
| L'Unione Sarda | |
|---|---|
| Stato | |
| Lingua | italiano |
| Periodicità | quotidiano |
| Genere | regionale |
| Fondazione | 13/10/1890 |
| Sede | Viale Regina Elena, 12 - 09124, Cagliari |
| Editore | L'Unione Editoriale S.p.A. |
| Tiratura | 85.500 |
| Diffusione | 61.129 (2005) |
| Direttore | Paolo Figus |
| Sito web | http://www.unionesarda.it/ |
| « Quotidiano indipendente fondato nel 1889 » | |
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L'Unione Sarda è il più antico e diffuso quotidiano della Sardegna; è stato fondato nel 1889.
È stato anche il primo quotidiano europeo a dotarsi di un sito Internet, sin dal 1994, quando editore del quotidiano era Nicola Grauso .[1]
Le redazioni sono a Cagliari, Nuoro, Olbia, Oristano, Quartu Sant'Elena, e Sassari, gli uffici di corrispondenza a Carbonia, Iglesias, Lanusei, Macomer, Sanluri e Roma. Il 12 Febbraio 2011 è stata inaugurata a Cagliari Piazza L'Unione Sarda, nel nuovo centro residenziale realizzato dall'editore del quotidiano Sergio Zuncheddu.
Indice |
[modifica] Storia
[modifica] Nascita
L'Unione Sarda nasce canonicamente il 13 ottobre 1889 come Giornale settimanale politico, amministrativo, letterario, per iniziativa di intellettuali e politici cagliaritani, quali Francesco Cocco Ortu, Enrico Lai, Alberto Castoldi, Salvatore Parpaglia, Antonio Cao Pinna e Pasquale Prunas-Tola. Tuttavia vi sono registrati almeno tre primi numeri: il 6 ottobre 1889 esce un numero di saggio, il 13 ottobre 1889 il primo numero settimanale e il 17 dicembre 1889 il primo numero quotidiano. Molti ricercatori ritengono a questo proposito che la data del 13 ottobre fosse prefissata da molto tempo, e che si sia anticipata di una settimana a causa di un violento nubifragio che il giorno prima aveva devastato il Campidano. Tuttavia, sia per la presenza di un articolo su ciò solo nell'ultima pagina sia per l'annuncio su un altro giornale cagliaritano, L'avvenire di Sardegna, dell'esordio del l'Unione Sarda, fanno supporre che ciò sia solo una coincidenza. Per alcuni studiosi inoltre il giornale sarebbe nato in realtà solo come uno strumento per la campagna elettorale delle comunali del 1890, vinte poi da Ottone Baccaredda. Come settimanale esce la domenica, ma dopo solo nove numeri, dal 17 dicembre 1889 diventa quotidiano e segue una linea politica liberale. La prima sede è in un piccolo appartamento dell'attuale via Gaetano Cima, di fronte alla Tipografia Timon in cui veniva stampato il quotidiano. Dopo due anni il giornale si trasferisce in una palazzina nell'attuale viale regina Margherita, dove prende avvio anche la Tipografia dell'Unione Sarda, abbandonando la collaborazione con la tipografia Timon la quale, pur essendo stata precedentemente una delle migliori stamperie italiane e tecnologicamente più avanzate, in quegli anni era ormai in stato di quasi abbandono imprenditoriale: i macchinari o erano antiquati o erano lasciati a se stessi, e non vi era da parte dei proprietari nessun interesse a portare migliorie. Successivamente molti macchinari e mobili della Tipografia Timon saranno acquistati dal L'Unione Sarda; questi ora fanno parte della collezione storica del L'Unione Sarda, attualmente in parte ospitata nella Mediateca del Mediterraneo di Cagliari. Il quotidiano riscuote un grande successo di pubblico provocando la chiusura di altri giornali cagliaritani, tra cui L'Avvenire di Sardegna. Nel 1903 nasce un conflitto all'interno della proprietà, che porterà a uno stravolgimento della linea politica, diventando contro Cocco Ortu e appoggiando invece Ottone Baccaredda. Nel 1914 la redazione e la tipografia dell' Unione Sarda si trasferisce nell'attuale sede di viale Regina Elena, in un edificio già sede della Società Tipografica Sarda. Allo scoppio della I guerra Mondiale il quotidiano presento posizioni interventiste, e con la fine della guerra e la diffusione di idee socialiste e comuniste, antisocialiste.
[modifica] L'Unione di Sorcinelli
La crisi all'interno della proprietà aumenta e nel 1920 la maggioranza delle azioni de L'Unione Sarda vengono acquistate dall'imprenditore Ferruccio Sorcinelli, che accetta l'offerta di Luigi Congiu, a nome degli altri soci. Proprietario di alcune miniere di carbone nel Sulcis, tra cui quella di Bacu Abis, fu un fascista della prima ora, cosicché durante il fascismo il giornale si allinea alla politica del regime, assumendo inoltre una linea fortemente antisardista e contro il leader Emilio Lussu (fu Sorci lli a definire Rossomori i sardisti, nome recentemente ripreso dai sarditi fuoriusciti dal Partito sardo d'azione), anche quando si proliferava la via del Sardofascismo, la fusione cioè tra sardisti e fascisti. Tale linea editoriale, favorita anche dal direttore Francesco Caput, portò nel gennaio del 1924 alla chiusura del giornale, che riaprì nell'aprile 1924 dopo il passaggio della direzione da Caput a Raffaele Contu, che si allineò totalmente con la politica del regime, soprattutto dopo la morte nel 1925 di Ferruccio Sorcinelli. Nel 1943, a causa dei bombardamenti che colpirono pesantemente il capoluogo sardo, il giornale non uscì da marzo a novembre, quando il Cnl requisì il giornale e ricominciò le pubblicazioni. La direzione fu in questo periodo affidata a Jago Siotto, avvocato socialista nominato lo stesso anno segretario provinciale del Comitato di Concentrazione antifascista. Nel 1946 il quotidiano tornò nella piena proprietà della famiglia Sorcinelli. Nel 1954 diventa direttore Fabio Maria Crivelli. La presidenza del Consiglio di Amministrazione fu affidata al commercialista cagliaritano Andrea Borghesan fino agli anni novanta.
[modifica] L'Unione di Rovelli
Alla fine degli anni sessante, nel 1967, la famiglia Sorcinelli cede le proprie azioni a Giuliano Salvadori del Prato. Secondo molti tuttavia il vero proprietario de L'Unione sarda è Nino Rovelli, imprenditore nel settore petrolchimico che aveva acquisito nello stesso periodo l'altro quotidiano sardo, La Nuova Sardegna, con l'intenzione di garantirsi il maggiore sostegno possibile alle sue industrie. Questo monopolio nel settore dell'editoria sarda provocò la nascita di un nuovo quotidiano, Tuttoquotidiano, che si proponeva di essere un' alternativa ai due giornali, anche per motivi politici, in quanto ritenuti essere di sinistra, promosso da vari personaggi vicini alla destra sarda. Nello stesso periodo, a causa di divergenze con la proprietà, si dimise il direttore Fabio Maria Crivelli.
[modifica] L'Unione di Grauso
Nel 1985 vi è un ulteriore cambiamento di proprietà: il quotidiano viene acquistato da Nicola Grauso, giovane imprenditore cagliaritano già editore di Videolina e Radiolina, da lui stesso fondate alcuni anni prima. Pur essendo il più diffuso quotidiano dell'isola , L'Unione sarda non ha ancora cambiato i suoi antiquati mezzi di stampa. Infatti, tra i pochi in Italia, viene ancora stampato con le macchine a piombo e le linotypes. In poco tempo il quotidiano viene profondamente modernizzato, con l'elettricizazione e la telematicizazione della stampa che sostituisce la stampa a piombo; viene costruito un moderno impianto in viale Elmas, vicino all'aeroporto di Cagliari-Elmas, con due rotative off-set dove è possibile stampare il quotidiano per 40 pagine anche a colori, e la possibilità di stampare i quotidiani nazionali ricevibili in via telematica. In questo periodo aumenta anche la vendita del giornale, arrivando a toccare le 100.000 copie vendute, collocandosi così tra i principali quotidiani italiani. Nel 1989, in occasione del centenario del L'Unione sarda, si organizzano grandi festeggiamenti, tra i quali un concerto con Leona Mitchell e Josè Carreras. Nel 1994 L'Unione Sarda è protagonista di un cambiamento epocale destinata a cambiare, nel bene e nel male, l'editoria: è infatti il primo quotidiano europeo a dotarsi di un sito Internet. Nel 1999 Nicola Grauso è costretto a cedere L'Unione Sarda a Sergio Zuncheddu, insieme alle altre aziende del gruppo, in seguito alle vicende legate al sequestro di Silvia Melis. Su ciò Grauso dichiarò: "Le mie aziende furono commissariate pur non avendo un decreto ingiuntivo ed un sequestro. La semplice azione di commissariamento e l'intenzione della Magistratura di volermi sottrarre giornale, radio e tv, furono sufficienti a destabilizzare le aziende e a farmi perdere il fisiologico sostegno da parte del sistema finanziario. Dovetti vendere per 120 miliardi tutto il gruppo a Sergio Zuncheddu" .
[modifica] L'Unione di Zuncheddu
Attualmente è quindi proprietario Sergio Zuncheddu, che ha portato avanti il processo di modernizzazione del quotidiano iniziato da Grauso, con la costruzione nel 2002 di un nuovo centro stampa a Elmas, vicino al precedente, la leggera riduzione del formato, più simile ad altri quotidiani nazionali come il Corriere della Sera[2]; nel 2011 avverrà il trasferimento della redazione a Santa Gilla.
[modifica] Politica
L'Unione Sarda nasce come quotidiano di area liberale. Dopo il fascismo, durante il quale il giornale cagliaritano si dichiara Quotidiano fascista della Sardegna, assume una politica di carattere moderato. Durante la proprietà Del Prato- Rovelli il giornale venne ritenuto avere tendenze di sinistra; ciò causò la nascita di un nuovo quotidiano, Tuttoquotidiano, vicino alla destra cagliaritana. Quando l'editore Nicola Grauso si candidò alle elezioni comunali di Cagliari prima, e alle regionali poi, il quotidiano fa una forte campagna a suo favore, tanto che alle comunali riesce a ottenere il 10% dei consensi. Negli ultimi anni però, da quando è stato acquisito dall'imprenditore edile Sergio Zuncheddu, c'è stato un forte avvicinamento al Centro-Destra isolano e al Popolo delle Libertà in particolare. Inoltre molti reputano che quando era governatore della Regione Sardegna Renato Soru il quotidiano abbia criticato più o meno esplicitamente il suo operato: secondo gli stessi ciò deriverebbe dal fatto che la Giunta guidata da Renato Soru ha bloccato l'acquisizione da parte della Regione di uffici dello stesso Zuncheddu in costruzione a Santa Gilla, nell'area dell'ex cementeria.[3] Nel 2011, in occasione del referendum consultivo regionale sul nucleare, L'Unione sarda si è ufficialmente schierata dalla parte del Sì contro il nucleare in Sardegna, promuovendo e attivando una campagna di informazione con adesivi e allegati[4].
[modifica] Direttori
[modifica] Dopoguerra
- Fabio Maria Crivelli 1 gennaio 1954-31 dicembre 1976
- Gianni Filippini 1 Gennaio 1977-1 marzo 1986
- Fabio Maria Crivelli 2 marzo 1986-30 aprile 1988
- Massimo Loche 1 maggio 1988- 3 luglio 1989
- Arturo Clavout 4 luglio 1989-6 aprile 1994
- Antonangelo Liori 7 aprile 1994-1 agosto 1999
- Bachisio Bandinu 2 agosto 1999-7 settembre 2000
- Mario Sechi 8 settembre 200-9 novembre 2001
- Roberto Casu 10 novembre 2001-1 settembre 2003
- Claudio Mori 2 settembre 2003-27 settembre 2004
- Dionisio mascia 28 settembre 2004-19 marzo 2005
- Paolo Figus 20 marzo 2005-oggi
[modifica] Piazza L'Unione Sarda
Piazza L'Unione Sarda è stata inaugurata a Cagliari il 12 febbraio 2011 e rientra in un progetto edilizio, più volte contestato, dell'imprenditore Sergio Zuncheddu. Donata al rione e alla città di Cagliari, la piazza sorge sullo spazio della cementeria della Italcementi, demolita nell'agosto del 2003 ed è da sabato 26 novembre 2011 l' attuale sede de L'Unione Sarda e di Videolina. La prima trasmissione trasmessa in diretta nei nuovi studi è stata "La Pola NO COST", programma comico-umoristico, andato in onda lunedì, 28 novembre 2011.
[modifica] Diffusione
| Anno | Copie vendute |
|---|---|
| 2008 | 67.058 |
| 2007 | 65.992 |
| 2006 | 63.537 |
| 2005 | 61.129 |
| 2004 | 67.135 |
| 2003 | 63.794 |
| 2002 | 64.736 |
| 2001 | 67.047 |
| 2000 | 67.209 |
| 1999 | 64.350 |
| 1998 | 65.023 |
| 1997 | 66.609 |
| 1996 | 64.509 |
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[modifica] Bibliografia
- AA.VV., L'Unione Sarda 100 anni - 1889-1989, Banco di Sardegna, 1989
- L'Unione Sarda, 120 anni di storia , a cura di Gianni Filippini, Cagliari 2009
[modifica] Note
- ^ L'Unione Sarda del 31 luglio 1994
- ^ Articolo del 17 Giugno 2002 dell' Unione Sarda
- ^ A proposito si cita un articolo di Giommaria Bellu del 13 gennaio 2008
- ^ L'8 maggio 2011 è uscito un numero speciale con una copertina totalemente dedicata all'evento e un adesivo
[modifica] Collegamenti esterni
- Sito ufficiale
- La genesi della versione on line
- Il post sul blog Nòva100 - Il Sole 24 Ore del 31 luglio 2009, 15esimo anniversario della versione on line