Olbia

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Olbia
comune
(IT) Olbia
(SC) Terranòa
Olbia – Stemma Olbia – Bandiera
Olbia – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Sardegna-Stemma.svg Sardegna
Provincia Provincia di Olbia-Tempio-Stemma.png Olbia-Tempio
Amministrazione
Sindaco Gianni Giovannelli (lista civica) dal 17/05/2011
Territorio
Coordinate 40°55′00″N 9°30′00″E / 40.916667°N 9.5°E40.916667; 9.5Coordinate: 40°55′00″N 9°30′00″E / 40.916667°N 9.5°E40.916667; 9.5
Altitudine 10 m s.l.m.
Superficie 383,64[1] km²
Abitanti 58 066[2] (28-02-2014)
Densità 151,36 ab./km²
Frazioni Berchiddeddu, Murta Maria, Pittulongu, Rudalza-Porto Rotondo, San Pantaleo
Comuni confinanti Alà dei Sardi, Arzachena, Golfo Aranci, Loiri Porto San Paolo, Monti, Padru, Sant'Antonio di Gallura, Telti, San Teodoro
Altre informazioni
Cod. postale 07026
Prefisso 0789
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 104017
Cod. catastale G015
Targa OT
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti olbiesi
Patrono San Simplicio
Giorno festivo 15 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Olbia
Posizione del comune di Olbia nella provincia di Olbia-Tempio
Posizione del comune di Olbia nella provincia di Olbia-Tempio
Sito istituzionale

Olbia (IPA: [ˈɔlbja][3] Ascolta[?·info] Terranòa in sardo /terraˈnoa̩/, Tarranóa in gallurese /tarraˈnɔːa̩/) è un comune italiano di 58 066 abitanti[2], capoluogo, con Tempio Pausania, della provincia di Olbia-Tempio in Sardegna. Risulta essere, al 2013, il quarto comune della Sardegna per numero di abitanti, dopo Cagliari, Sassari e Quartu Sant'Elena[4].

È stata l'antica "capitale" del Giudicato di Gallura e la prima sede vescovile della Gallura (Diocesi di Civita – Ampurias sino al 1839). La città, una delle principali della Sardegna, è una realtà industriale e commerciale in piena espansione. Ha conosciuto negli ultimi decenni un rilevante aumento demografico ed uno sviluppo assai rapido della sua economia, con il numero degli abitanti raddoppiato tra gli anni 1951 e il 1981. Attualmente ne conta più di 57 000 (nel 1964 erano 18 800).

Ricca di insediamenti turistici molto conosciuti, tra i quali Porto Rotondo e Portisco, è dotata di infrastrutture che ne fanno un polo turistico molto importante per l'intera Isola. Olbia è il motore economico della provincia e uno dei più importanti della regione. A partire dal nucleo storico del corso Umberto I, la città, con il notevole incremento demografico degli anni sessanta, si è notevolmente espansa in ogni direzione. I problemi di viabilità sono stati contrastatati con la creazione di una circonvallazione e delle sue relative sopraelevate, di un tunnel sottostante l'area del porto vecchio e di numerose rotatorie all'interno e fuori del centro urbano.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Vista su Olbia e il suo porto

Territorio[modifica | modifica sorgente]

La città di Olbia si affaccia sull'omonimo golfo e si estende nella pianura circostante (che prende anch'essa il nome dalla città), delimitata da una catena montuosa. Il territorio comunale, con una superficie di 383,64 km², si pone al 23º posto tra i Comuni italiani per estensione[5].

Clima[modifica | modifica sorgente]

La città è caratterizzata da un clima mediterraneo con inverni miti continentali ed estati calde e asciutte. Le precipitazioni si concentrano soprattutto nei mesi invernali e autunnali.

Il 18 novembre 2013 è stata oggetto di una violenta alluvione, dovuta al passaggio del ciclone Cleopatra, che ha causato la morte di 9 persone. Il ciclone ha colpito altre zone della Gallura orientale e della Baronia, causando in tutto 16 vittime.

Olbia Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Anno
Temperatura massima media (°C) 14 15 16 18 22 26 29 30 26 22 17 15 21
Temperatura minima media (°C) 6 7 7 9 12 16 19 19 17 13 9 7 12
Piogge (mm) 55 65 58 48 31 21 5 18 30 71 66 90 558

Storia[modifica | modifica sorgente]

Tomba dei giganti su Monte 'e s'Abe

Periodo prenuragico e nuragico[modifica | modifica sorgente]

Frammenti di ceramica ritrovati a Porto Rotondo ed una caratteristica statuetta femminile rappresentante la Dea Madre trovata a Santa Mariedda, fanno risalire al Neolitico Medio (4000 – 3500 a.C.) le prime testimonianze dell'uomo in territorio olbiese. Successivamente, durante il periodo Eneolitico, con ocra rossa furono raffigurate nelle pareti della grotta del Papa – sull'isola di Tavolara – delle figure umane schematizzate, risalenti al 2700 - 2500 a.C., mentre risale all'Età del Bronzo antico (1800 - 1600 a.C.) la Tomba dei giganti che si trova a Su Monte de s'Abe.

Ma a partire dalla media Età del Bronzo, in concomitanza della diffusione in tutto l'Isola della originale civiltà nuragica, anche nel territorio di Olbia si riscontrano insediamenti nuragici, man mano sempre più numerosi: sono più di 50 quelli attualmente conosciuti e vanno dai nuraghi monotorre, ai villaggi, ai pozzi sacri, alle sepolture megalitiche tra questi i monumenti più importanti sono: il nuraghe Riu Mulinu a Cabu Abbas; il nuraghe Putzolu, nella omonima località, detto anche lu Naracu; il villaggio nuragico Belveghile, sul prolungamento della sopraelevata nord in direzione Arzachena; il nuraghe Mannazzu o Mannacciu, sulla Statale 127 in località Maltana; il Nuraghe Siana o Zucchitta, nelle vicinanze della stazione ferroviaria di Enas; il nuraghe Sa prescione 'e Siana, su una altura che domina la piana di Olbia, vi si accede dalla strada vicinale di Aratena; il pozzo sacro di Sa Testa, risalente al periodo compreso tra l'VIII e il VI secolo a.C., strada per Golfo Aranci; la tomba di giganti di Su Monte 'e s'Abe, sepoltura megalitica collettiva ad alleè couverte, originaria dell'Età del bronzo antico (1600 a.C.) ma rimaneggiate in periodo nuragico, mancante della stele centrale, lungo la strada per Loiri.

Olbia, collana fenicia, IV secolo a.C. (Museo archeologico nazionale di Cagliari).

Periodo punico[modifica | modifica sorgente]

Dal VII secolo a.C. venne probabilmente frequentato per un breve periodo dai greci (secondo la tradizione greca citata da Diodoro, Strabone e Pausania) e precedentemente anche dai Fenici. Ma, contrariamente a quanto possa lasciar supporre l'origine del suo nome (Olbia deriverebbe dal greco Ολβιος/Olbiòs (felice)), le prime tracce di un vero insediamento urbano, databile tra il V e il IV secolo a.C., sarebbero, secondo gli ultimi ritrovamenti, da attribuire ai punici. I cartaginesi la cinsero di mura e di torri, edificando nella parte più alta un'acropoli con un tempio dedicato a Melqart. La città punica occupava un'area ora compresa tra Via Asproni e Piazza Matteotti e parte delle antiche mura sono ancora visibili in Via Torino. Negli scavi archeologici effettuati nell'aprile del 2007 è emerso parte dell'abitato punico nella centralissima Via Regina Elena. Nel mese di luglio 2001, in Via Nanni, era stato riportato alla luce parte del vecchio insediamento di epoca punica e romana, utilizzato dal IV al I secolo a.C.

In quel periodo poi, nel 535 a.C., nelle acque comprese tra il Golfo e la Corsica, una flotta di sessanta navi focesi della colonia di Alalia si scontrarono con una flotta di navi etrusche e puniche, coalizzatesi per sbarrare la strada alla penetrazione greca nel mar Tirreno. Il violento scontro, conosciuto come la battaglia del Mare Sardo (o battaglia di Alalia), è ritenuto da molti la prima grande battaglia navale nei mari dell'occidente. Tra i monumenti di questo periodo s possono ricordare i resti delle mura puniche in Via Torino ed in Via Acquedotto, queste ultime visibili attraverso due piramidi di vetro nella piazzetta di un complesso residenziale e i resti di un isolato punico in via Nanni e dell'acquedotto romano (I secolo);

Busto di Nerone del 54/55-59 d.C. rinvenuto ad Olbia, conservato al museo archeologico nazionale di Cagliari.
Scavi archeologici del foro romano nel centro storico di Olbia
Architrave del tempio dedicato da Atte alla Dea Cerere proveniente dalla città di Olbia che, attualmente, si trova nel camposanto monumentale di Pisa.
Resti dell'acquedotto romano di Olbia

Periodo romano[modifica | modifica sorgente]

Quando i Romani occuparono la Sardegna nel 238 a.C., la città non divenne solamente un centro commerciale, ma anche un'importante base navale militare. Fu collegata con il resto dell'Isola da tre importanti arterie stradali utilizzate dalle legioni ma anche per il trasporto di ogni mercanzia. Riorganizzata sull'impianto punico, la città divenne il più importante centro della costa orientale sarda e dal suo porto (il più vicino alla Penisola), partivano le navi cariche di materie prime verso la capitale. La città, il più importante avamposto romano della Gallura, fu minacciata nei primi anni della conquista romana dalle incursioni dei cosiddetti Corsi della Gallura e dai Balari del Monteacuto. L'Olbia romana (talvolta trascritta sui miliari nella forma "Olvia" o "Olbi") stimava una popolazione di oltre 5.000 abitanti ed era dotata di un foro, di strade lastricate, di terme pubbliche ed acquedotto (proveniente dal monte Cabu Abbas, dal latino caput aquarum). Vi risiedeva, inoltre, e possedeva vasti latifondi e una fabbrica di laterizi (riportanti il bollo Actes Aug[usti] l[iberta]), la liberta di Nerone, Atte, esiliatavi dopo il matrimonio dell'imperatore con Poppea.

Al 304 d.C., sotto il regno dell'imperatore Diocleziano vi è attestato il martirio di San Simplicio, trafitto da una lancia e morto dopo tre giorni di agonia insieme ai suoi tre compagni Rosola, Diocleziano e Fiorenzo, e poi sepolto nella necropoli romana fuori dalle mura. In tale necropoli, durante gli scavi effettuati nel 1904, fu scoperto un tesoro contenente 871 monete d'oro di diverso taglio e portanti il marchio di 117 diverse famiglie romane. Da segnalare i ritrovamenti avvenuti nel 1999 nell'area del porto vecchio durante i lavori per la costruzione di un tunnel. In quell'occasione ritornarono alla luce 24 relitti di navi romane e medievali; furono i Vandali ad affondare alcuni dei relitti portando alla distruzione dell'abitato ed al crollo della città antica che comunque continuò a sopravvivere. Tra le vestigia del periodo romano sono importanti i resti dell'Acquedotto Romano in località Tilibbas, edificato tra il I e il II secolo per trasportare, su un percorso di 7 km circa, l'acqua delle sorgenti sulla montagna di Cabu Abbas alle terme della città antica; i resti della villa rurale romana di s' Imbalconadu, risalente al 150 a.C. circa nell'età repubblicana, lungo la strada per Loiri dopo il rio Loddone; il Parco di villa Tamponi; il Foro romano vicino al Municipio; i resti dell'acquedotto romano vicino al vecchio ospedale.

Periodo bizantino[modifica | modifica sorgente]

La caduta dell'Impero Romano d'Occidente, nel V secolo, marca l'inizio di un lungo periodo di decadenza. La città romana cadde per un attacco compiuto dai Vandali dal mare; fu incendiata e distrutta insieme alle navi ormeggiate in porto. Il colpo subito fu terribile e alla fine del VI secolo la città appare con un nuovo nome: Phausiana (in greco bizantino Φαυσιανή); secondo alcuni storici questo nome è dovuto all'allontanamento dal nucleo originario verso la campagna, ma recenti studi ipotizzano che la Phausiana potesse essere ubicata nel colle di San Simplicio. Gli scavi e gli studi degli ultimi anni, fanno propendere, al contrario, per una continuità abitativa nel sito della attuale. La città non scomparve ma subì sicuramente una contrazione in termini demografici e nelle dimensioni come testimoniano i relitti dei recenti scavi del tunnel. Di notevole importanza per conoscere meglio la storia di quel periodo sono gli scavi, iniziati nel 2006 per il rifacimento delle reti idriche nella zona prospiciente il molo Benedetto Brin, da cui è emerso quello che presumibilmente doveva essere il foro, resti di templi monumentali e botteghe artigiane. Un tratto di selciato di epoca tardo imperiale verrà preservato e integrato nell'arredo urbano. In questo periodo il porto della città non cessa di vivere e continua a commerciare anche se in modo ridotto rispetto all'età romana e punica.

Dall'VIII al XII secolo gli Arabi tentano la conquista della Sardegna attratti dalle miniere d'argento, ed è proprio in questo periodo di perdurante allerta che la Sardegna si separa dall'impero bizantino e si divide in quattro parti chiamati Giudicati (Cagliari, Torres, Arborea e Gallura). A questo periodo risale il Castello di Sa Paulazza, fortificazione sita in regione Monte a Telti, sulla statale 127 a circa 5 km dal centro abitato.

Periodo giudicale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Giudicato di Gallura.
Pianta medievale di Civita: da notare, a sinistra il Palazzo giudicale e la Cappella palatina, la Porta a terra (con il Gallo di Gallura), la Porta a mare (verso il porto); la Basilica di San Simplicio è fuori le mura
Stemma del Giudicato di Gallura: originale del secolo XIII rinvenuto a Pisa
Basilica di San Simplicio, antica Cattedrale

Sul periodo giudicale le fonti sono poche e frammentarie, citando Francesco Ignazio Mannu (nato a Ozieri il 18 maggio 1758 e morto a Cagliari nel 1839) "...S'isula hat arruinadu, custa razza de bastardos; Sos privilegios sardos Issos nos hana leadu, dae sos archivios furadu, nos hana sas mezzus pezzas et che iscritturas bezzas las hana fattas bruiare... Hanno rovinato l'isola questa razza di bastardi, i privilegi sardi li hanno portati via; hanno rubato dagli archivi i documenti più importanti, e come scritti inutili li hanno fatti bruciare..." , a parte gli scritti di Dionigi Panedda poco è stato pubblicato sul giudicato di Gallura.

Il primo giudice di Gallura di cui si hanno notizie certe è Manfredi, forse di origine pisana, che regnò grosso modo alla metà dell'XI secolo. La corte era itinerante (i giudici dimoravano in estate, per il clima più fresco, nei castelli di Balaiana e di Baldu (Luogosanto), nel castello della Fava (Posada, tuttavia Civita (nome medioevale di Olbia) era la sede di residenza privilegiata.

Civita in periodo giudicale venne cinta da mura (sulla porta principale vi campeggiava lo stemma giudicale) ed era il centro del potere religioso e civile del giudicato gallurese. Gli edifici più importanti erano la Cattedrale extra-muros di San Simplicio, edificata tra la fine dell'XI e gli inizi del XII secolo dal giudice Costantino sull'antica necropoli punico-romana in cui erano sepolti i resti del Santo martirizzato, il Palazzo giudicale, situato probabilmente nei pressi dell'ex caserma della Guardia di Finanza in Corso Umberto, dove in una cripta della Cappella palatina venivano tumulati i giudici e la Chiesa di San Paolo .

Il castello di Pedres (sec. XIII), nei dintorni di Olbia

Il giudicato fu retto dalla famiglia dei Lacon-Gunale fino al 1218; l'ultima sovrana della dinastia fu Elena di Gallura (prima donna sovrana per proprio diritto su un trono sardo e una delle prime d'Europa). La giudicessa sposò il pisano Lamberto Visconti. Il loro figlio Ubaldo Visconti, primo marito di Adelasia di Torres, non ebbe eredi e designò come suo successore il cugino Giovanni Visconti. A questi subentrò il primogenito Nino Visconti che sarà l'ultimo sovrano di Gallura. Spesso a Pisa, il giudice nomina vicario il dantesco Frate Gomita che poi farà giustiziare per le sue disoneste baratterie.

Nel 1296, morto il giudice Nino, ricordato da Dante nella Divina Commedia come Giudice Nin gentil, il territori del Giudicato gallurese cadono in mano della repubblica di Pisa. Per iniziativa dei pisani a fianco all'antica Civita viene costruita una Terranova, ovvero una città di fondazione pisana, più vicina al porto. È probabile che Civita non venne subito abbandonata, dato anche il fatto che il termine Civita rimarrà ad individuare amministrativamente la diocesi[6].

Secondo il repartimiento de Cerdeña del 1358, Terranova, ex-capitale giudicale, dopo un lungo periodo di guerre, rivolte e pestilenze, contava 132 capifamiglia soggetti al testatico, tale dato riferito ai contribuenti fa desumere su una popolazione di circa 800 abitanti, nello stesso periodo a Sassari erano attestati non più di 700 uomini in armi, circa 4000 abitanti. Alcune fonti riportano come parte della città fosse in rovina , vennero trafugati e portati a Pisa per adornare il complesso della Piazza del Duomo, l'architrave di un tempio dedicato a Cerere e il portale della stessa cattedrale di San Simplicio.

Il pesante vincolo pisano nella conduzione del Giudicato ne limitava fortemente l'autonomia. A questo periodo risale comunque il fortilizio del Castello di Pedres, di cui si hanno notizie tra il 1296 ed il 1388 realizzato probabilmente da maestranze pisane, un tempo costituito da due piazzali cinti da mura turrite, lungo la strada per Loiri. Altri importanti monumenti del periodo medioevale sono la già citata Basilica di San Simplicio, eretta tra l'XI e il XII secolo, monumento di maggior pregio della Gallura, al di fuori delle mura urbane, notevole testimonianza dell'architettura romanico-pisana e interamente realizzata in blocchi di granito da maestranze toscane e lombarde; l'edificio di culto era originariamente circondato da un'ampia necropoli, utilizzata fin dal periodo punico IV secolo a.C.; la chiesa di San Paolo Apostolo, probabilmente risalente all'epoca bassomedievale ma pesantemente rimaneggiata nel XVIII secolo (un'epigrafe all'interno riporta l'anno 1747), nella parte più alta del centro storico della città, sorta sui resti di quella che forse era l'antica Cappella palatina del Palazzo dei Giudici di Gallura e precedentemente su un tempio di epoca punica e romana forse dedicato alla divinità Melqart-Ercole; la cupola maiolicata risale alla metà del XX secolo.

Periodo aragonese[modifica | modifica sorgente]

Nel 1323 la Sardegna viene conquistata dagli Aragonesi e sotto questa dominazione vi venne istituito il regime feudale che comportò la disgregazione del Giudicato di Gallura, con il solo mantenimento dell'organizzazione territoriale in Curatorie (ribattezzate Incontrade): Terranova fu prima nell'omonima Signoria, poi della baronia di Terranova, e quindi Marchesato dal 1579. Di fatto, dal XIII al XVI secolo la città decade lentamente per problemi legati alla mutazione dell'asse dei traffici marittimi, che spostandosi verso la Spagna, favoriva le città della costa occidentale sarda. L'insalubrità ambientale e la presenza della malaria, uniti all'esposizione a scorrerie piratesche ottomane (nel 1553 il corsaro Dragut ne devasta il centro), causano la decadenza della città. Nella seconda metà del Cinquecento la città è scarsamente abitata: nel 1559 a Olbia vengono attribuiti non più di 90 fuochi (circa 360-400 abitanti), alla fine del Seicento appena 240 abitanti. Il processo di spopolamento delle coste avviene in concomitanza con il ripopolamento delle zone interne della Gallura, che beneficiano, anche, delle migrazioni di popolazioni in fuga dalla Corsica.

Il declino di Terranova comportò nel 1568 l'accorpamento della sede vescovile prima a Castellaragonese (oggi Castelsardo) con la denominazione di "Civita e Ampurias" sino alla soppressione che avvenne nel 1839, con la nascita della diocesi di "Tempio-Ampurias". Nel 1614 il vescovo Giacomo (Diego) Passamar ordina una ricognizione dei resti dei martiri Olbiesi (Rosola, Diocleziano, Fiorenzo e Simplicio) i cui resti vennero traslati dalla cripta presso la cattedrale (fuori le mura) al centro nella chiesa di San Paolo dentro le mura di Terranova.

Periodo sabaudo[modifica | modifica sorgente]

Ancora tra il 1826 e il 1828 Antoine-Claude Pasquin Valéry nel suo Voyage en Sardaigne scriveva: «Il villaggio marittimo di Terranova, insalubre, spopolato, non ha duemila abitanti, occupa il sito dell'antica e celebre Olbia. L'aspetto delle case è quello delle grandi fattorie, (...); Nella campagna, la chiesa di San Simplicio, che risale ai Pisani, è press'a poco abbandonata (...)», ma anche: «Questa bella pianura di Terranova, un tempo tanto fiorente da contare dodici città e settanta comuni, così felicemente situata in riva al mare, riparata dalle montagne e con un così buon clima, potrebbe nutrire più di 50.000 abitanti; infatti possiede ancora tutti gli elementi dell'antica prosperità» . Mentre il generale Alberto La Marmora, nel suo celeberrimo Itinerario dell'isola di Sardegna scriveva: «L'attuale paese di Olbia è costruito a filo, con una certa regolarità. Le strade sono parallele e tagliate ad angolo retto. Le case sono costruite come la chiesa di San Simplicio con cantoni di granito estratti sul posto o nei dintorni; questa roccia assume una colorazione rosata simile al più bel granito dei monumenti egizi.» Ai viaggiatori europei dell'Ottocento, tra i quali John Warre Tyndale, il paese di Terranova appariva così: «Le case, nessuna delle quali si presenta decente o pulita, sono per lo più fatte di granito ed imbiancate, quasi ad offrire un contrasto maggiore con la sporcizia generale ed il sudiciume che sta all'interno e attorno ad esse.» Il processo demografico sì invertì solo nella seconda metà dell'Ottocento: la città che nel 1799 contava appena 2000 abitanti, viene rinominata, con regio decreto nel 1862, in Terranova Pausania.

Furono determinanti la riqualificazione del porto di Terranova (nel 1870, a cui contribuirono anche i comuni della Gallura) e l'arrivo della ferrovia (la linea Cagliari-Chilivani-Terranova venne inaugurata nel 1881, cui si aggiunse il prolungamento a Golfo Aranci), che portarono alla rinascita urbana del centro, che allora contava circa 3000 abitanti, in prevalenza pescatori (con una nutrita comunità di origine ponzese) e contadini. Tuttavia, le difficoltà dovute all'interramento della canaletta di accesso al golfo di Olbia, spinsero il generale La Marmora a proporre l'idea di costruire un nuovo porto presso Capo Figari, con la fondazione di un nuovo nucleo abitato chiamato Olbia Nova. Nel 1880 il servizio regolare di linea (passeggeri e postale) per Civitavecchia mediante piroscafi venne spostato da Terranova alla vicina Figari (oggi Golfo Aranci), prolungandovi la ferrovia, lasciando alla prima il solo traffico merci e militare. Solo nel 1920, a seguito di una insurrezione popolare e delle incessanti battaglie parlamentari dell'on. Giacomo Pala, in seguito conosciuto come onorevole Terranova venne riattivato il servizio a Terranova, il che diede un impulso maggiore alla rinascita economica, commerciale e demografica del centro che era iniziata dagli ultimi anni del secolo precedente, mentre, a seguito dei lavori di ampliamento e banchinamento del porto, nel 1930 venne inaugurata la Stazione Marittima. A questo periodo risale la Villa Tamponi, edificata nel 1870 in forme neoclassiche con parco circostante; il Complesso dello Scolastico (scuole elementari) in Corso Umberto, realizzato nel 1911, nel quale avrà sede il nuovo municipio di Olbia; il Municipio, risalente all'inizio del XX secolo in forme liberty e neogotiche;

Durante il ventennio[modifica | modifica sorgente]

Nel corso del periodo fascista con regio decreto del 4 agosto 1939 viene ripristinato l'antico nome romano (Olbia), le viene inoltre aggregata la frazione di San Pantaleo staccata dal disciolto comune di Nuchis e vengono realizzati regolari collegamenti aerei con la penisola a mezzo di idrovolanti. Il 14 maggio 1943 Olbia viene duramente bombardata dagli alleati, almeno 22 persone muoiono sotto le macerie del municipio e del centro. Insieme a Cagliari la città paga un alto tributo di sangue alla seconda guerra mondiale.

Piazza Margherita

Periodo contemporaneo[modifica | modifica sorgente]

Bonificato il territorio e debellata la presenza della malaria, nel corso della seconda metà del XX secolo e in particolare dagli anni sessanta la città è cresciuta economicamente e demograficamente sotto la spinta della scoperta turistica della costa nord orientale della Sardegna (Costa Smeralda, Arcipelago della Maddalena, Santa Teresa), della quale diviene il principale riferimento e centro di servizi. Il 31 agosto 2006 con Delibera Statutaria del Consiglio Provinciale, è stata formalizzata la scelta definitiva del capoluogo della Provincia di Olbia-Tempio: "La Presidenza della Provincia, con il Presidente, la Giunta Provinciale e il Consiglio Provinciale con i propri organismi consiliari hanno sede in Olbia, ove vi è la sede legale, amministrativa principale ed operativa dell'Ente. Il comune di Olbia nel 2006 ha ottenuto dall'Eurispes il riconoscimento come comune d'eccellenza del sistema amministrativo italiano per capacità amministrativa e gestionale.

Olbia, Museo Archeologico

Tra le più importanti opere pubbliche realizzate in questo periodo si ricordano: gli uffici ITAV e Caserma dei Vigili del Fuoco presso l'aeroporto di Olbia (1974), dell'arch. Francesco Cellini; la Chiesa della Sacra Famiglia, dell'arch. Vico Mossa; il Teatro sul Golfo di Olbia, progettato dall'arch. Giovanni Michelucci con Quart Progetti e sua ultima opera (1990); il Centro Commerciale Terranova, progettato dall'arch. Aldo Rossi; il Museo Archeologico, progettato dall'arch. Giovanni Maciocco; il Complesso commerciale e residenziale Agorà in viale Aldo Moro, progettato dall'arch. Dante Benini (1995-2000); l'ampliamento dell'aeroporto Costa Smeralda (2004), progettato dall'arch. Willem Brouwer con la consulenza grafica del Bureau Mijksenaar. La città è dotata di due ospedali Civili (Nosocomio San Giovanni di Dio in viale Aldo Moro e nosocomio Giovanni Paolo II in via Bazzoni – Sircana), è sede locale dell'Agenzia delle Entrate, sede staccata del Tribunale di Tempio Pausania, dell'Azienda Sanitaria Locale (ASL) n. 2 di Olbia (che accorpa dal 1996 le precedenti ASL n. 3 di Tempio e n. 4 di Olbia e con competenza estesa all'intera provincia), della Capitaneria di Porto, dell'Autorità del Porto di Olbia-Golfo Aranci, dell'Area naturale marina protetta Tavolara - Punta Coda Cavallo (comprendente territori situati nei comuni di Olbia, Loiri Porto San Paolo e San Teodoro), nonché sede degli uffici previdenziali (INPS Agenzia Complessa) e del Pubblico Registro Automobilistico (PRA). Dal 2005 vi è stata insediata la sede provvisoria della Provincia di Olbia-Tempio (dapprima nella sede della Comunità Montana "Riviera di Gallura" in via Nanni, quindi nella nuova sede, sempre in via Nanni), dove attualmente ha sede la presidenza e dove si riuniscono la Giunta e il Consiglio dell'Ente. Con D.P.R. 11 settembre 2008, n. 161 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 248 del 22 ottobre 2008) è stata istituita la Direzione Marittima di Olbia, inoltre sono stati elevati al rango di Reparti Territoriali le compagnie dei Carabinieri e Guardia di Finanza.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Principali luoghi di ritrovo pubblici[modifica | modifica sorgente]

Il Parco Fausto Noce, con i suoi 18 ettari è il parco urbano più grande della Sardegna, classificatosi nel 2005 come secondo miglior progetto per il verde in Italia. Altri luoghi di ritrovo sono:

  • Corso Umberto I, la via storica dello shopping cittadino.
  • Centro storico.
  • Corso Vittorio Emanuele, con varie piazze, zone verdi, alcuni bar.
  • Viale Isola bianca, con zone verdi e passeggiata.
  • Porto turistico.
  • Viale Principe Umberto.
  • Viale Aldo Moro, la moderna via dello shopping.
  • Cinema teatro Olbia con due sale cinematografiche.
  • il nuovo teatro sul golfo, ultima opera dell'arch. Giovanni Michelucci.
  • Parco di zona Bandinu.
  • Museo archeologico nazionale.
  • Il nuovo lungomare.
  • Il bowling con 8 piste, sala giochi e bar.
  • Discoteche e altri locali notturni.
Olbia, chiesa di San Paolo

Chiese ed edifici[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Basilica di San Simplicio e Chiesa di San Paolo (Olbia).

Le chiese storiche della città sono la Basilica di San Simplicio (uno dei più insigni monumenti romanici dell'isola) e la Chiesa di San Paolo (barocca, con alto campanile e cupola maiolicata, gradevoli affreschi interni del pittore Alberto Sanna).

Le chiese campestri sono: chiesa di San Vittore (con statua lignea del Santo, primo Vescovo di Fausania), di Nostra Signora di Cabu Abbas, di Santa Lucia, dello Spirito Santo, chiesa di Sant'Angelo, chiesa di Santa Mariedda.

Quelle moderne: la chiesa della Sacra Famiglia, della Madonna de La Salette, chiesa di Sant'Antonio, Chiesa di Poltu Quadu.

Gli edifici d'interesse artistico: il Palazzo Colonna, in Corso Umberto (primi 900, liberty); il Palazzo Comunale (primi 900, liberty); la Palazzina dell'Asilo (primi 900, già residenza signorile, liberty); Teatro Michelucci (ultima opera del famoso architetto).

Sono interessanti nei dintorni: il Castello di Pedres, il Castello Sa Paulazza, il Pozzo sacro nuragico, l'acquedotto romano.

Del periodo giudicale rimangono solo la Chiesa di San Simplicio e scarsi avanzi di mura: fino ai primi dell'Ottocento erano parzialmente in piedi i resti della cinta medioevale, del Palazzo e delle Porte. Del periodo pisano invece si conserva l'impianto urbanistico della città di fondazione di tipo toscano, Terranova appunto, voluto dal Giudice di Gallura Nino di Gallura e situato rispetto alla civita giudicale in un'area prossima al porto romano, ristrutturato proprio dai Pisani[7].

Olbia, spiaggia di Spalmatore di terra a Tavolara
Porto Istana

Spiagge principali[modifica | modifica sorgente]

A nord di Olbia, tra Porto Rotondo, Cugnana e Portisco si trovano le spiagge di: Cugnana, Rena Bianca, Razza de Juncu (condivisa con Arzachena), Spiaggia dei Sassi, Spiaggia delle Alghe, Spiaggia Ira.

Nella frazione di Pittulongu: spiaggia di Bados, Mare e Rocce, spiaggia del Pellicano, dello Squalo, spiaggia La Playa

A sud di Olbia si trovano: Lido del Sole, Le Saline, Marina Maria, Bunte, Porto Istana, Li Cuncheddi, Capo Ceraso.

Foce del rio Padrongianus. Sullo sfondo il nuovo ospedale San Raffaele

Luoghi di pregio naturalistico e specialità[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Area naturale marina protetta Tavolara - Punta Coda Cavallo e Tavolara.
  • Parco fluviale del Padrongianus, situato lungo parte del corso del Rio Padrongianus (noto anche come Rio Padrogiano), subito a sud dell'area urbana olbiese.
  • Area semi lagunare del golfo interno, ove vengono raccolte nelle apposite aree in concessione (stabulari) le pregiate cozze locali.
  • Area marina protetta di Tavolara-Punta Capo Coda Cavallo (condivisa con Loiri-Porto San Paolo e San Teodoro).
  • Monte Pinu (condiviso con altri comuni limitrofi).
  • Monte Plebi (condiviso con Arzachena).
  • Monte Cugnana.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[8]

In base ai dati del censimento 2001 nel Comune di Olbia sono stati rilevati 45.366 abitanti residenti, dei quali 37.694 abitanti (pari all'83%) nella città di Olbia. Le rimanenti località abitate del territorio comunale sono San Pantaleo con 680 abitanti, Berchiddeddu con 500, Pittulongu con 446, Murta Maria con 419, Rudalza con 364, Porto Rotondo con 337, Porto Istana con 150, e Li Cuncheddi con 49 abitanti, mentre la restante popolazione sparsa ammonta a 4.727 unità (di cui 2.627 nell'intorno di Olbia).

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 4.647 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Romania Romania 1.858 3,31%

Lingua e dialetti[modifica | modifica sorgente]

Mappa delle lingue parlate in Gallura

La lingua più parlata in città è l'italiano. Accanto ad esso, la città rappresenta una vera e propria isola linguistica logudorese, seppure con caratteristiche del tutto locali, in Gallura: infatti il logudorese locale, l'olbiese, vanta ad Olbia numerosi parlanti. In particolare, si presenta un continuo contatto tra il dialetto logudorese locale (terranoesu) e il dialetto gallurese, tanto che, negli anni, vi è stata una forte influenza del lessico gallurese su quello terranovese ("sa copulada" in olbiese, "la cuppulata" in gallurese, "su tostoine" in logudorese; italiano "la tartaruga". "Su colzu" in olbiese, "lu colciu" in gallurese, "s' iscuru" in logudorese; italiano "poverino" etc). Oltretutto le varie comunità di cittadini provenienti da altre parti della Sardegna, in particolar modo quelle buddusuine e bittesi, mantengono, soprattutto al livello familiare, l'uso del loro dialetto. Secondo recenti stime, il 62% degli abitanti di Olbia parla una variante locale, e tra questi il 44,6% afferma di avere una competenza attiva del sardo, mentre la competenza attiva del gallurese si riduce al 39%. Molte famiglie olbiesi, tuttavia, hanno una competenza attiva sia del dialetto logudorese-olbiese sia del dialetto gallurese: parlano logudorese-terranovese in città, gallurese con gli altri abitati della Gallura.[senza fonte]

Nonostante questa notevole ricchezza linguistica, a differenza di altre aree della Sardegna più isolate, le quali hanno mantenuto l'uso del sardo utilizzato in ogni ambito della vita quotidiana, Olbia vanta un'apertura con il continente e con tutto il resto del mondo decisamente superiore, cosicché, nel bene e nel male, i suoi abitanti, specialmente le nuove generazioni, utilizzano sempre meno le lingue locali, concentrandosi nell'uso della lingua italiana e nel perfezionamento delle principali lingue straniere, soprattutto dell'inglese. Ciò nonostante l'apertura culturale della città ha fatto sì che provvedesse all'apertura di uno sportello linguistico ("uffitziu de sa limba sarda"), che permette di rafforzare la conoscenza e la diffusione delle parlate locali anche tra le giovani generazioni esplicitamente interessate al recupero della lingua locale, la cui scomparsa sarebbe una sconfitta culturale irrimediabile. Questo tipo di uffici, finanziati dalla legge 482/99 sulla tutela della minoranze linguistiche, rappresentano attualmente un'importante realtà sulla valorizzazione della lingua sarda sia nelle sue variante locali, sia nella variante ufficiale LSC (Limba sarda Comuna). Essi mirano ad un uso sempre maggiore della lingua sarda nella vita pubblica, nei mass-media, nella vita familiare, ma soprattutto nella scuola, dove oltretutto in altre zone della Sardegna è già stata avviata anche la sperimentazione dell'insegnamento come lingua veicolare. Riguardo a quale sia la causa dell'uso del logudorese in città, è molto probabile che, poiché durante il XVI e XVII secolo essa si trovava in stato di semi-abbandono a causa delle pestilenze che infestavano le zone costiere, l'isolamento dal resto della Gallura, dove andavano stanziandosi numerosissime famiglie provenienti dalla vicina Corsica, favorì il mantenimento del logudorese, che si è protratto fino ai nostri giorni.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Processione di San Simplicio durante la festa del 15 maggio
Costume tradizionale femminile di Olbia

Feste ed eventi[modifica | modifica sorgente]

La festa del santo patrono di Olbia e della Gallura, San Simplicio, si celebra il 15 maggio, seguendo il tipico programma delle feste paesane. Alle celebrazioni religiose che iniziano nove giorni prima, si affiancano varie iniziative culturali, sportive, e intrattenimenti profani (quali concerti, fuochi d'artificio e giostre). In questa occasione viene anche offerto un assaggio gratuito del principale prodotto tipico: i mitili. Un'altra festa facente parte delle tradizioni popolari cittadine, ma da qualche anno in rapido declino, è la festa di San Giovanni, celebrata il 24 giugno

Ricorrenze[modifica | modifica sorgente]

Nel mese di agosto del 1989, in un violento rogo, sviluppatosi nella frazione di San Pantaleo, morirono 13 persone.

Nel mese di agosto 1993 sempre per un altro incendio, 3 persone persero la vita nella località di Sos Aranzos a pochi chilometri da Golfo Aranci

Persone legate ad Olbia[modifica | modifica sorgente]

  • Giacomo Pala (1849, 1927), deputato al Parlamento del Regno d'Italia, nacque a Luras. Grazie alla sua instancabile battaglia, il 29 gennaio 1920, la città acquisì il collegamento di linea con il continente mediante il piroscafo "Città di Cagliari". Per tale operazione, fu bonariamente soprannominato "l'onorevole Terranova".
  • Francesco De Rosa (1854, 1938) Insegnante, studioso di tradizioni popolari, autore di testi come: Tradizioni popolari di Gallura (1899), I poeti terranovesi (1901), Uso dei nuraghi (1909).
  • Astro Mari (Olbia 23 gennaio 1911, Roma 22 agosto 1988), paroliere olbiese autore di famose canzoni come: Bruna isolana, Il Valzer della fortuna, Piccola Santa, cantate da artisti come Claudio Villa, Nilla Pizzi, Luciano Tajoli, Natalino Otto;
  • Giovanni Sircana, noto Zua (Olbia 9 luglio 1909, Livorno 3 settembre 1984), pittore autodidatta trasferitosi Livorno nel 1934 si volse completamente alla pittura sotto la guida di Beppe Guzzi, e ottenne apprezzabili risultati, oltre che nel ritratto, nella natura morta e nel paesaggio. Ha tenuto mostre personali in molte città d'Italia, diverse sue opere figurano in diverse pinacoteche italiane, alcune sue opere si trovano anche nella Chiesa di San Paolo di Olbia e nel Palazzo Municipale del Comune di Olbia.
  • Battista Bardanzellu (1885, 1956), avvocato antifascista e comandante partigiano; più volte assessore al Comune di Roma, nel 1946 fu candidato alla costituente.
  • Giuseppe Sotgiu (1902, 1980) avvocato, giurista, Presidente della Provincia di Roma e quindi sindaco di Olbia; nel 1946 fu candidato alla costituente.
  • Pietro Bonannini, aviatore pluridecorato, eroe della seconda guerra mondiale.
  • Dionigi Panedda (1916, 1989), nacque a Bitti ma trascorse buona parte della sua vita ad Olbia. Insegnante, studioso di storia e archeologia, ha pubblicato numerosi libri sulla storia di Olbia e della Gallura, i più importanti: Olbia nel periodo punico e romano; l'Agro di Olbia nel periodo preistorico, punico e romano; Olbia attraverso i secoli; Il giudicato di Gallura: curatorie e centri abitati';Olbia e il suo volto'.
  • Alberto Sanna (Bonorva 1929-Olbia 2010), professore e interessante pittore, autore degli affreschi in San Paolo.
  • Tore Fancello (1932-2013), ricercato pittore.
  • Bruno Nespoli (Sansepolcro 5 dicembre 1937, (Olbia 25 gennaio 1960), calciatore morto a seguito di uno scontro di gioco a cui è intitolato lo Stadio Bruno Nespoli.
  • Piero Livi (1925), regista cinematografico, autore di film come Pelle di bandito (1969), Dove volano i corvi d'argento (1977), Sos laribiancos, (2001) e Maria si, (2005).
  • Mario Cervo (1929, 1997), produttore discografico e dirigente sportivo.
  • Gustavo Giagnoni (1933), calciatore di buon livello negli anni cinquanta e sessanta, milita nell'Olbia, Reggiana e Mantova, diviene allenatore di club prestigiosi come Torino (che porta ad un passo dallo scudetto nella stagione 1971-1972), Roma, Bologna, AC Milan e Cagliari.
  • Giovanni Maciocco (1947) è un architetto e ingegnere italiano, laureato in Ingegneria a Pisa (1970) e in Architettura a Firenze (1974). Ha insegnato presso l'Università di Pisa, il Politecnico di Bari, l'Università degli studi di Cagliari e l'Università degli Studi di Sassari, dove attualmente è docente ordinario di Pianificazione territoriale. È preside della Facoltà di Architettura dell'Università degli studi di Sassari, con sede in Alghero – presso la quale dirige il Dipartimento di Architettura e Pianificazione. I progetti di Giovanni Maciocco sono stati pubblicati in diversi volumi e presentati in esposizioni di carattere sia nazionale che internazionale, tra cui: - VI Biennale Internazionale di Architettura di Venezia. “L'Architetto come sismografo. Sensori del futuro” – Cinquantenario del CIAM. Congresso internazionale di architettura moderna. - 50 New Italian Architecture. Two generations face to face. Mostra itinerante. Graz – Praha – Berlin – Rotterdam – Barcelona – New York – Paris;
  • Andrea Degortes, detto Aceto (1943) è un ex fantino italiano, 14 volte vincitore del palio di Siena (record assoluto del XX secolo).
  • Gian Piero Scanu, (1953), più volte sindaco di Olbia, deputato e Sottosegretario nel Governo Prodi dal 2006 al 2008.
  • Luigi Marielli, (1958) è il chitarrista del gruppo dei Tazenda.
  • Simone Maludrottu (1978), pugile, Campione Europeo dei pesi gallo dal 2004 (EBU Federation), ha finora difeso il titolo 8 volte. Il 10 gennaio 2008 a Osaka (Giappone), ha perduto con onore la sfida mondiale (WBC Federation) contro il giapponese Hozumi Hasegawa.
  • Luigi Datome (1987), cestista nato a Montebelluna (TV), ma cresciuto ad Olbia. Attualmente milita nei Detroit Pistons ed è titolare fisso della Nazionale Italiana di Pallacanestro, nonché capitano durante gli Europei 2013.
  • Settimo Nizzi (1957) è stato per due volte sindaco di Olbia, dal 1997 al 2007 deputato, medico e candidato sindaco di Olbia con il Pdl
  • Salmo (1984), rapper, beatmaker e writer.
  • Jessica Mazzoli, cantante, divenuta nota grazie alla partecipante alla quinta edizione di X Factor

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Quartieri[modifica | modifica sorgente]

I nomi delle principali zone di Olbia:

  • San Simplicio;
  • San Nicola; sa minda manna
  • Zona Bandinu;
  • Ospedale;
  • Sa Minda Noa;
  • Poltu Quadu;
  • Gregorio;
  • Centro Storico;
  • Putzolu;
  • Santa Mariedda;
  • Maltana;
  • Le Saline;
  • Osseddu;
  • Santa lucia;
  • Pinnacula;
  • Zona Baratta;
  • Sacra Famiglia;
  • Sa Marinedda;
  • Isticadeddu;
  • Tilibbas;
  • Tannaule (Nuovo ospedale);
  • Olbia 2;
Poltu Quadu
La frazione di Pittulongu

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Porto Rotondo, Portisco e San Pantaleo.
  • Rudalza è un piccolo centro abitato di circa 700 abitanti situato nella costa Nord-orientale della Sardegna.

Frazione del comune di Olbia sotto il nome di Rudalza-Porto Rotondo. Si estende tra la parte occidentale del golfo di Cugnana e il golfo di Marinella. Punto di passaggio lungo la via per il centro turistico di Porto Rotondo, il luogo è caratterizzato dalla mancanza di un vero e proprio centro, ma è dotato di scuole elementari, una chiesa, un supermercato, un'edicola, un distributore di benzina e diversi bar e ristoranti.

Rudalza è raggiungibile anche con la ferrovia Cagliari – Golfo Aranci. Il piccolo centro gode di una posizione vicino al mare, in campagna, a 3 km dalla località turistica di Porto Rotondo, a 9 dalla città di Olbia e altrettanti dal paese di Golfo Aranci.

  • La frazione di Pittulongu, chiamata anche La Playa, con 1.092 residenti (al 31 dicembre 2010), dista circa 10 chilometri dal capoluogo gallurese e si estende per circa 4 chilometri lungo la costa verso il territorio di Golfo Aranci. La Parrocchia Santa Maria del Mare, della Forania di San Simplicio, si trova a Pittulongu e comprende un territorio di 2.790 abitanti. Le sue spiagge di sabbia bianca finissima sono Pittulongu, Pellicano, Mare e Rocce, e Bados. Importante centro turistico e naturale[9], è oggetto di investimento del comune per il suo sviluppo[10]. Nei pressi si trova il Pozzo Sacro di Sa Testa.

Altre frazioni di Olbia sono San Pantaleo, Berchiddeddu (quest'ultima isola amministrativa), Murta Maria, tutte di notevole interesse e sviluppo turistico. Appartengono anche al comune di Olbia l'isola di Tavolara e l'isola di Molara.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Oggi Olbia è il principale centro economico della Gallura e del nord-est della Sardegna (la mitilicultura, centri commerciali (Auchan, Terranova e Gallura), industrie alimentari (A's Do Mar, anche se precedentemente si produceva tonno in scatola a marchio Palmera, rilevato dal Bolton Group e ora prodotto a Cermenate), del granito, settore nautico e sede delle aziende più importanti, come la compagnia aerea Meridiana, è situata a meno di 30 km dalla Costa Smeralda, zona turistica conosciuta in tutto il mondo, della quale è il principale centro di servizi. Negli ultimi anni si è verificato un sostanziale incremento dell'offerta alberghiera, con la ristrutturazione, l'ampliamento o la creazione ex-novo di strutture alberghiere di media grandezza, alcune delle quali affiliate ad importanti catene alberghiere internazionali (ITI (a capitale sardo, con hotel e resort in tutto il mondo), Hilton (con il brand Doubletree) e Mercure). Da rilevare anche una notevole attività cantieristica navale, a supporto soprattutto di natanti da diporto di medio-grandi dimensioni.

In città dal 2001 è attivo il corso universitario (del Dipartimento scienze economiche e aziendali dell'Università degli Studi di Sassari) in Economia e management del turismo.

I porti turistici[modifica | modifica sorgente]

I principali porti turistici nel comune di Olbia sono: Olbia, Porto Rotondo, Portisco, Poltu Quadu, Marina di Olbia.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Stazione marittima nel porto Isola Bianca

Trasporto marittimo[modifica | modifica sorgente]

Il porto Isola Bianca assicura i collegamenti quotidiani con la Penisola ed è il primo porto italiano per traffico passeggeri (escludendo porti con tratte a breve raggio). Grazie alla sua posizione geografica che ne fa uno dei punti più vicini alla Penisola, costituisce il principale punto di collegamento con il continente italiano dal quale dista meno di 300 km. Tale distanza viene coperta dai moderni traghetti veloci in circa cinque ore e mezza. Il porto è collegato alla rete viaria extraurbana con un tunnel e strade sopraelevate. L'autorità portuale comprende anche lo scalo di Golfo Aranci e Porto Torres, distanti rispettivamente 16 e 120 chilometri.

Lo scalo portuale collega quotidianamente la Sardegna con i porti continentali di:

Torre di controllo dell'aeroporto di Olbia.

Trasporto aereo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Aeroporto di Olbia-Costa Smeralda e Aeroporto di Olbia-Venafiorita.

L'aeroporto, chiamato Olbia-Costa Smeralda, è stato inaugurato nel 1974. Ampliato e riammodernato nel 2004, è considerato[11] uno dei più importanti e all'avanguardia del Paese. Nel 2009 sono transitati 1.694.089 passeggeri classificandosi come secondo aeroporto isolano, (fonte ENAC). La sua torre di controllo è la terza in Italia per modernità, grandezza e tecnologia. È collegato con le città di Bari, Brescia, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Milano, Roma, Napoli, Palermo, Torino, Venezia e Verona da numerose compagnie aeree tra le quali Meridiana fly (con sede Olbia), Alpi Eagles, Easyjet, Air Italy e Airvallee.

Oltre ai collegamenti nazionali vi sono quelli internazionali: la compagnia TUIfly collega Olbia tutto l'anno con Amburgo, Berlino, Colonia, Düsseldorf, Francoforte, Hannover, Stoccarda, la compagnia Easyjet collega Londra, Milano, Berlino, Basilea e Ginevra. La compagnia Meridiana fly effettua voli verso Parigi e, in estate, verso Londra. A questi si aggiungono altri voli per le principali capitali e località europee.

Fino alla fine degli anni sessanta l'infrastruttura aeroportuale a servizio della città era lo storico aeroporto di Olbia-Venafiorita.

Dal 2001 è attivo all'aeroporto, il corso universitario in "Economia e Management del Turismo".

Stazione ferroviaria di Olbia

Trasporto ferroviario e stradale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione di Olbia.

Olbia è collegata con Golfo Aranci e Cagliari dalla Ferrovia Cagliari-Golfo Aranci Marittima, è inoltre possibile raggiungere Sassari e Porto Torres attraverso la diramazione che parte da Chilivani.

La strada Statale 131 dcn (4 corsie) la collega a Nuoro e a Cagliari via Abbasanta, mentre le strade statali per Sassari (SS199/SS597 E840), Tempio Pausania (SS127) e Palau passando per Arzachena (SS125 Orientale Sarda), tutte a una sola corsia per senso di marcia, collegano la città con il resto della Gallura e del nord Sardegna.

Altri Trasporti[modifica | modifica sorgente]

Il trasporto pubblico cittadino e i collegamenti con le frazioni sono assicurati dall'ASPO (azienda dei servizi pubblici di Olbia), mentre i collegamenti automobilistici con gli altri centri del territorio sono effettuati dall'ARST (azienda regionale sarda trasporti). Altri operatori privati operano con linee in concessione.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1866 1868 Francesco Mibelli Sindaco
1868 1876 Pietro Putzu Sindaco
1876 1880 Giovanni Maria Bardanzellu Sindaco
1880 1897 Giovanni Maria Farina Sindaco
1897 1900 Salvatore Pintus Sindaco
1900 1906 Giovanni Battista Sanguineti Sindaco
1906 1910 Antonio Sotgiu Partito Socialista Italiano Sindaco
1910 1921 Giovanni Maria Farina Sindaco
1921 1927 Salvatore Pintus Sindaco
1927 1931 Stefano Linaldeddu Partito Nazionale Fascista Podestà
1931 1931 Celestino Manca Commissario prefettizio
1931 1932 Antonio Piredda Commissario prefettizio
1932 1932 Nico Mundula Commissario prefettizio
1932 1933 Andrea Mossa Commissario prefettizio
1933 1934 Attilio Piro Partito Nazionale Fascista Podestà
1934 1935 Silverio Piro Partito Nazionale Fascista Podestà
1935 1935 Raffaele Col Partito Nazionale Fascista Podestà
1935 1935 Ferdinando Coli Commissario prefettizio
1936 1936 Silverio Piro Commissario prefettizio
1936 1937 Pietro Ladu Commissario prefettizio
1937 1940 Silverio Piro Partito Nazionale Fascista Podestà
1940 1943 Remo Fadda Partito Nazionale Fascista Podestà
1943 1944 Avv. Anastasi Commissario prefettizio
1944 1944 Tino Racuglia Commissario prefettizio
1944 1946 Paolo Sensini Sindaco
1946 1946 Carlo Putzu Democrazia Cristiana Sindaco
1946 1950 Agostino Amucano Democrazia Cristiana Sindaco
1950 1952 Tonino Maciocco Democrazia Cristiana Sindaco
1952 1956 Alessandro Nanni Partito Socialista Italiano Sindaco
1956 1958 Saverio De Michele Democrazia Cristiana Sindaco
1958  ? Giulio Dal Re Commissario prefettizio
 ? 1960 Corrado Baschieri Commissario prefettizio
1960 1963 Saverio De Michele Democrazia Cristiana Sindaco
1963 1964 Andreino Fiorentino Democrazia Cristiana Sindaco
1964 1966 Antonello Lupacciolu Democrazia Cristiana Sindaco
1966 1968 Francesco Asara Democrazia Cristiana Sindaco
1968 1970 Tore Mibelli Democrazia Cristiana Sindaco
1970 1973 Giuseppe Sotgiu Partito Socialista Italiano Sindaco
1973 1980 Giuseppe Carzedda Democrazia Cristiana Sindaco
1980 1984 Mario Cocciu Partito Socialista Italiano Sindaco
1984 1985 Renato Careddu Democrazia Cristiana Sindaco
1985 1994 Gian Piero Scanu Democrazia Cristiana Sindaco
1994 1995 Giulio Careddu Democrazia Cristiana Sindaco
1995 16 novembre 1997 Giommaria Uggias Partito Popolare Italiano Sindaco
16 novembre 1997 27 maggio 2007 Settimo Nizzi Forza Italia Sindaco
27 maggio 2007 28 marzo 2011 Gianni Giovannelli Forza Italia, poi Il Popolo della libertà Sindaco
28 marzo 2011 18 maggio 2011 Mario Mariani Commissario prefettizio
18 maggio 2011 in carica Gianni Giovannelli Lista civica Sindaco [12]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Eventi sportivi[modifica | modifica sorgente]

Rally di Sardegna - Sardinia Rally 2006

Rally[modifica | modifica sorgente]

Dal 2004 ospita il Rally d'Italia - Sardinia, prova valida per il campionato mondiale Rally WRC. Il rally, molto spettacolare, percorre gli sterrati galluresi e del Monte Acuto. L'edizione del 2008 ha preso il via il 15 e si è conclusa il 18 maggio con la vittoria di Sebastien Loeb. L'edizione 2009 si è svolta dal 21 al 24 maggio, con la cerimonia di partenza che si è tenuta, dopo una breve sfilata in città, davanti al palazzo municipale di Olbia. Dal 1978 negli sterrati galluresi e quelli intorno alla città si corre il Rally Costa Smeralda, giunto ormai alla 26ª edizione. Intorno alla città si corre anche il Rally Città di Olbia, giunto nel 2009 alla sua quinta edizione, avente validità per il trofeo delle isole (Sardegna-Corsica).

Motori[modifica | modifica sorgente]

Negli anni 2003 e nel 2004 si sono disputate, nelle acque prospicienti il molo Benedetto Brin, nel golfo interno, le prove del campionato mondiale di moto d'acqua.

Il 2 maggio 2007 ha ospitato la partenza della prima tappa del Mondiale di cross-country, con partenza dalla piazza Crispi.

Il 13 luglio 2009 ha ospitato il Gran Premio di Sardegna di Supermotard, quarta prova del Campionato del Mondo Supermoto S1, disputatosi al Porto industriale.

Dal 30 settembre 2013 al 5 ottobre 2013 ha ospitato la 100ª edizione del ISDE, International Six Days of Enduro.

Gare sportive[modifica | modifica sorgente]

Il 9 febbraio del 2005, lo stadio Bruno Nespoli di Olbia ha ospitato l'incontro di calcio tra le nazionali Under 21 di Italia e Russia, gli azzurrini hanno sconfitto i pari età Russi per 2 a 1.

Philippe Casado vince la tappa di Olbia del giro d'Italia 1991.

Il 26 maggio 1991 la 1ª tappa del Giro d'Italia 1991 si è conclusa ad Olbia con la vittoria del francese Philippe Casado. Il ciclista, nato in Marocco, ma di nazionalità francese, morì prematuramente all'età di 30 anni nel corso di una partita di rugby a Saint-Estève, nella regione di Perpignan, nel 1995.

Nel 1992 si è disputato il campionato italiano di ciclismo con la vittoria di Marco Giovannetti.

Nel 2005 la palestra del Maestro Mario Rama ha riportato il primo posto, categoria principianti, ed il secondo ed il terzo categoria esperti nel Campionato italiano di difesa personale svoltosi nella città di Alessandria.

Il 21 luglio 2007 allo stadio Angelo Caocci si è svolto, per la prima volta in città, il 21º meeting di Atletica Leggera Terra Sarda.

Baseball[modifica | modifica sorgente]

La squadra di Baseball è The Rockets - Olbia Baseball che milita nel campionato di Little league Ragazzi del girone Nord Sardegna. La squadra ha una storia fatta di periodi alterni ma, grazie alla presenza nelle scuole elementari con finalità di insegnamento motorio, conquista sempre più spazio nel cuore dei ragazzi che si avvicinano a questo sport.

Basket[modifica | modifica sorgente]

Per il basket la Santa Croce milita in C2 regionale insieme alla Pallacanestro Olimpia. Olbia è anche la città di adozione del cestista Luigi Datome che ha militato nella Forus, nella Virtus Roma e che ora milita tra le file dei Detroit Pistons e nella Nazionale italiana.

Calcio[modifica | modifica sorgente]

La squadra di calcio più antica della città è l'A.S.D. Olbia 1905 che gioca nel campionato di Serie D. Le altre squadre maschili sono il Porto Rotondo, militante nel campionato di promozione Regionale, la Mediterranea in II categoria ed infine il Tavolara Calcio, attualmente nel campionato di Terza Categoria. Nel calcio femminile l'Olbia milita in A2, mentre la Gruppo A disputa il campionato di Serie B.

Ciclismo[modifica | modifica sorgente]

La squadra ciclistica più importante di Olbia è la Società Ciclistica Terranova che, dal 1951, ha conquistato centinaia di vittorie e decine di campionati regionali. Il Gruppo Sportivo Fancello Cicli Terranova ha conquistato nella Categoria Master il Campionato del Mondo 2006 con Nico Mu e il Campionato Italiano della Montagna 2006 con Alessandro Fancello.

Judo[modifica | modifica sorgente]

Nel 2005, a Londra, il Jūdōka e maestro olbiese "Efisio Mele" vince la medaglia d'argento ai Campionati Europei di Jūdō master, mentre nel 2006, a Tours, diventa Campione Mondiale di Jūdō nella stessa categoria (M4, kg 60).

Pallavolo[modifica | modifica sorgente]

La squadra di pallavolo Meridiana Fly della società Pallavolo Olbia disputa il campionato nazionale di serie B1, come la squadra femminile della società Hermaea, che partecipa anch'essa al campionato nazionale di serie B1.

Pugilato[modifica | modifica sorgente]

Importantissimi per la città i risultati raggiunti nel pugilato dal pugile olbiese "Simone Maludrottu", ex campione europeo dei "pesi gallo".

Scacchi[modifica | modifica sorgente]

La squadra del Circolo Scacchi di Olbia milita attualmente (2014) in serie A2. Tra i giocatori di punta, ricordiamo uno su tutti Giampaolo Buchicchio, due volte campione italiano under 20 (2002; 2003) e Maestro FIDE, titolo raggiunto solo da un altro sardo, Gianlazzaro Sanna di Cagliari. Il circolo Scacchi Olbia, ha visto la squadra arrivare a giocare, prima tra le sarde, nella serie A1 del Campionato Nazionale a Squadre nel 2005.

Tennis[modifica | modifica sorgente]

Nel 2005 il Geovillage Tennis Team ha vinto lo scudetto di Serie A. Prima volta per una società sarda.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ censimento generale del 2011
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 28 febbraio 2014.
  3. ^ DiPI Online - Dizionario di Pronuncia Italiana. URL consultato il 17 marzo 2013.
  4. ^ Comuni sardi per popolazione. URL consultato il 6 febbraio 2013.
  5. ^ Comuni italiani per superficie. URL consultato il 6 febbraio 2013.
  6. ^ Marco Cadinu, "Olbia: una Terranova medievale in Sardegna", in Enrico Guidoni (a cura di), Città nuove medievali: S. Giovanni Valdarno, la Toscana, l’Europa, Bonsignori, Roma 2008
  7. ^ Marco Cadinu, "Olbia: una Terranova medievale in Sardegna", in Enrico Guidoni (a cura di), Città nuove medievali: S. Giovanni Valdarno, la Toscana, l’Europa, Bonsignori, Roma 2008
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ booksgoogle.it
  10. ^ comune.olbia.ss.it
  11. ^ http://www.enac-italia.it/APT_SUD/intro.htm Fonte Enac
  12. ^ Eugenia Tognotti (a cura di), Da Olbìa ad Olbia. 2500 anni di storia di una città mediterranea , Chiarella, Sassari, 1996, pagg. 55-56, 64

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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  • Bandinu Bachisio. Murineddu Giovanni. Tognotti Eugenia. Olbia città Multietnica. Cagliari: AM&D, 1997
  • D'Oriano Rubens (et.al.) Contributi su Olbia punica. Sassari: Chiarella, 1991
  • Farneti Vittorio. "Terranova Pausania e i segni che sfuggono" Delfino Editore dicembre 2005
  • Giovannelli Marella. Le piccole storie di Olbia, in: Almanacco gallurese 1994-95, Sassari: Giovanni Gelsomino Editore, 1994
  • Mastino Attilio, Ruggeri Paola (a cura di). Da Olbìa ad Olbia. 2500 anni di una città mediterranea, Vol.1, Olbia in età antica. Sassari: Chiarella 1996; ristampa Sassari: Edes, 2004
  • Giuseppe Meloni e Pinuccia F. Simbula (a cura di), Da Olbìa ad Olbia, 2.500 anni di storia di una città mediterranea, Atti del Convegno internazionale di Studi, Olbia, 12-14 maggio 1994, vol. II, Olbia in età medievale e moderna, I ed., Sassari, 1996, II ed., Sassari, 2004.
  • Giuseppe Meloni, Sviluppo economico di Olbia e del suo territorio nel medioevo, nel vol. Da Olbìa ad Olbia, 2.500 anni di storia di una città mediterranea, Atti del Convegno internazionale di Studi, Olbia, 12-14 maggio 1994, vol. II, Olbia in età medievale e moderna, Sassari, 1996, a cura di G. Meloni. e P. Simbula, Sassari, 1996, pp. 13–32.
  • Moretti Pietrina. Olbia: testimonianze di vita. Sassari: Stampacolor, 1992
  • Murineddu Antonio (a cura di). "Gallura". Cagliari: Fossataro, 1962
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  • Panedda Dionigi. (presentazione di LILLIU, Giovanni). Olbia nel periodo punico e romano. Roma: 1953; ristampa Sassari: Delfino, 1987
  • Panedda Dionigi. Olbia attraverso i secoli. Cagliari: Fossataro, 1959
  • Panedda Dionigi. (presentazione di LILLIU, Giovanni). L'agro di Olbia nel periodo preistorico, punico e romano. Sassari: Delfino, 1987
  • Panedda Dionigi. Olbia e il suo volto. Sassari: Delfino, 1989
  • Panedda Dionigi. I nomi geografici dell'Agro Olbiese: toponimi dei territori comunali di Golfaranci, Loiri, Portosanpaolo, Telti, Olbia. Sassari: Delfino, 1991
  • Sanciu Antonio. Canu Alba. Mastino Attilio. Lo Schiavo Fulvia. Una fattoria d'età romana nell'agro di Olbia. Pubblicazione del Dipartimento di Storia dell'Università degli Studi di Sassari. Sassari: Boomerang, 1997
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  • Tognotti Eugenia. Una città e la sua festa. La sagra di San Simplicio nella storia di Olbia. Sassari: Edes,1997
  • Olbia e Golfo Aranci: guida ai monumenti, visita della città, itinerari archeologici nel territorio. Sassari: Isola Editrice, 2000
  • Gli studi su Terranova/Olbia nel Medioevo di Corrado Zedda, Dottore di ricerca in Storia Medioevale:
    • Le città della Gallura medioevale. Commercio, società e istituzioni, nella collana University press, Ricerche Storiche, casa editrice CUEC, Cagliari 2003 (Prefazione di Barbara Fois)
    • L'ultima illusione mediterranea. Il Comune di Pisa e il Giudicato di Gallura nell'Età di Dante, Cagliari 2006
    • Commerci e strutture portuali nella Sardegna medievale. Grandi scali e centri minori, in Quaderni Medievali nº 48, Edizioni Dedalo Bari (1999), pp. 35–62
    • Sopravvivenze istituzionali, burocratiche ed economiche giudicali – pisane nelle città della Gallura aragonese, in "Atti del XVII Congresso di Storia della Corona d'Aragona, Barcellona – Lerida 7-12 settembre 2000", Barcelona 2003, vol. III, pp. 189–207
    • La fondazione della città di Terranova e la riorganizzazione della Gallura pisana fra XIII e XIV secolo, in Il tesoro delle città. Strenna dell'Associazione Storia della Città, anno III – 2005, Roma 2006, pp. 577–600

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