Rally

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I rally sono una forma di competizione automobilistica che si svolge su strade pubbliche utilizzando vetture spesso simili (almeno nell'aspetto esteriore) a quelle della produzione di serie, da cui derivano. Per la precisione, sono un misto tra gare di regolarità, visto che sui tratti di trasferimento le vetture devono rispettare il Codice della strada, e gare di velocità vere e proprie, considerato che in prova speciale unico giudice supremo è il cronometro.

Indice

[modifica] Il rally moderno

Una vettura da rally Toyota Corolla WRC
Una vettura da rally Toyota Corolla WRC

Le moderne competizioni di rally si sono sviluppate in Europa sin dall'inizio del XX secolo, distinguendosi dalle gare in circuito in quanto le vetture non affrontavano giro dopo giro di un percorso limitato, bensì procedevano su lunghe distanze venendo cronometrati a punti di controllo predefiniti, assomigliando molto di più a prove di resistenza sia per i mezzi meccanici che per il fisico degli equipaggi, la gara più prestigiosa e antica che può essere considerata la vera progenitrice di questa particolare ed affascinante disciplina sportiva è la Mille Miglia.

I rally moderni sono diventati via via sempre meno lunghi e meno massacranti, accentuando sempre più il lato agonistico e velocistico della disciplina, accantonando in parte gli aspetti avventurieri e di sfida alla resistenza meccanica e umana che erano insiti nelle gare di questo tipo fino alla metà degli anni '70.

[modifica] Le fasi del rally

Ogni rally prevede una "partenza", a cui seguono tratti di trasferimento che portano gli equipaggi fino al via dei tratti cronometrati, quelli cioè che sono utilizzati, con il semplice principio della somma dei tempi, per stilare le classifiche finali.
I concorrenti devono presentarsi ad un "controllo orario" (C.O.), nell'esatto minuto riportato nella tabella di marcia, prima d'affrontare ogni tratto cronometrato (prova speciale); eventuali ritardi o anticipi sono sanzionati con penalità di tempo, che verranno aggiunte alla somma totale dei tempi segnati in ogni prova speciale.

Durante i "trasferimenti" ogni vettura dovrà osservare scrupolosamente il Codice della strada, solo i tratti di strada delle prove speciali sono infatti chiusi al traffico, durante i trasferimenti gli organizzatori possono istituire dei "controlli a timbro" per verificare che gli equipaggi rispettino il percorso previsto.

Ogni rally prevede inoltre uno o più "riordini", ovvero una sosta che può variare dai 10 ai 30 minuti circa, utile agli organizzatori per gestire gli eventuali ritiri di vetture che si susseguono durante ogni rally. Gli equipaggi infatti prendono il via uno dopo l'altro, normalmente a distanza di un minuto uno dall'altro, salvi casi particolari (esempio: percorsi sterrati dove la polvere può creare problemi di visibilità) in cui questo tempo può aumentare.

Dopo ogni riordino è previsto di norma un "parco assistenza", unico luogo in cui le vetture possono essere riparate, inoltre a ridosso di questi parchi assistenza viene allestita una zona refuelling, dove è possibile rifornire le auto di carburante.

[modifica] Composizione dell'equipaggio

Ogni equipaggio che partecipa ad un rally è composta da due conduttori (1° e 2° conduttore), di norma il primo conduttore è il pilota e il secondo conduttore è il navigatore (definito anche copilota), quest'ultimo ha il compito lungo i trasferimenti di seguire il "road book" (volg. it.: "radar") fornito dagli organizzatori ove sono rappresentati in pianta i bivi stradali con la direzione da seguire, pena l' esclusione dalla gara, oltre alle distanze ed altre informazioni, nonché di controllare i tempi di percorrenza al fine di non giungere in ritardo ai "C.O." addirittura nelle ultime edizioni sono rappresentati anche le scale dei campi telefonici delle varie compagnie.

Durante la prova speciale il navigatore legge le "note" (una particolare codifica alfanumerica estremamente personalizzata da ogni equipaggio) che descrivono al pilota quale tipo di curva o tratto di strada sta per percorrere. Il regolamento non prevede, come detto, la figura del pilota e del navigatore, ma semplicemente del primo e del secondo conduttore, questo perché possono alternarsi alla guida durante lo svolgimento della gara, anche se succede molto raramente.

[modifica] Le suddivisioni del rally (classi)

Le auto da rally sono suddivise in gruppi (in Italia esistono quattro raggruppamenti: Gruppo A, Gruppo N, Gruppo Kit car e Gruppo Fuori Omologazione per le auto la cui omologazione FIA risulti scaduta, tra queste con tre gruppi FN, FA e FK) che a loro volta sono suddivisi in classi che differenziano le varie caratteristiche del motore e dal tipo di preparazione meccanica.

La classe regina sono attualmente le classi Super 2000, Super 1600 e anche la classe Gruppo A dove ci sono le cosiddette WRC (World Rally Car), auto che raggiungono potenze talvolta superiori 300 cavalli dichiarati, ma negli anni 80, le auto del cosiddetto Gruppo B avevano il permesso di svilupparsi liberamente senza restrizioni, con l'unica regola di produrre almeno 200 veicoli; queste vetture vennero abolite per la grande quantità di vittime e di incidenti che si erano venuti a creare, raggiungevano all'apice dello sviluppo potenze superiori ai 600 cavalli e adottavano carrozzerie in vetroresina.

Il Gruppo S sarebbe stata la categoria che avrebbe dovuto sostituire il Gruppo B con le auto che per l'epoca sarebbero state di nuova generazione, ma chiuso il Gruppo B per la pericolosità dell'evento (sia per i piloti sia per gli spettatori) automaticamente non fu varato il Gruppo S in sostituzione del Gruppo B.

Attualmente i rally internazionali sono regolati dalla Federazione Internazionale dell'Automobile (FIA) attraverso varie categorie che culminano nel Campionato Mondiale Rally. In Italia la federazione che gestisce lo sport automobilistico e in particolar modo i rally è la CSAI diretta dell'Aci.

[modifica] Storia delle categorie rallystiche

Scorrendo le pagine delle riviste dedicate a vetture da rally, inevitabilmente ci si imbatte in termini come: Gruppo 1, Gruppo 4, Gruppo B, Gruppo A, Gruppo N. Capire che tali definizioni sono collegate alla categoria nella quale queste auto gareggiano è semplice, lo è meno comprendere il significato di queste sigle che è collegata al concetto di "omologazione" di un'auto da corsa e che questa attività è cambiata durante gli anni. Sarà, nel contempo, necessario prendere in considerazione le motivazioni e le finalità che hanno indotto la Federazione Internazionale dell’Automobile, FIA, ad adottare taluni provvedimenti.

[modifica] Anni 60

Fino alla prima metà degli anni sessanta, il concetto stesso di rally è vago e questa tipologia di gara vive il suo periodo pionieristico: chiunque ha un’auto può disputare e vincere una di queste corse. Si tratta di manifestazioni molto diverse tra loro, che hanno, tuttavia, un denominatore comune: essere decise dalla resistenza delle vetture e non dalla velocità impressa dai piloti. In quegli anni, il livello tecnico delle auto e le condizioni della viabilità sono tali che il solo fatto di completare percorsi di un migliaio di chilometri, a medie di 40-50 all’ora, rappresenta un'impresa.

Questo scenario si stravolge nella seconda metà degli anni sessanta, due i fattori decisivi: il miglioramento della viabilità e l'incremento dell'affidabilità e delle prestazioni delle auto, una combinazione di elementi che rende, ovviamente, più semplice completare quei tipi di percorsi.

[modifica] Da metà anni 70

A questo punto, comprensibilmente, nasce l'esigenza di fissare nuove regole per differenziare gli equipaggi e i loro mezzi, per rendere più avvincenti le gare, talvolta si considera la cilindrata della vettura, altre volte si ricorre a prove d'abilità o precisione, altre volte ancora si opta per prove di velocità pura su tratti di strada generalmente brevi e appositamente scelti.
Quest'ultima innovazione comporta un’evoluzione dei requisiti richiesti ad una vettura da rally: all'affidabilità e alla robustezza si aggiunge la velocità, quest'ultimo fattore accresce l'interesse delle case automobilistiche, dei media e del pubblico per questo sport.
I Costruttori si impegnano nell'allestimento delle vetture e le loro potenzialità tecniche e finanziarie compromettono gli equilibri di una specialità in origine aperta a tutti. Inoltre, i cospicui investimenti nel settore da parte dei colossi dell'industria automobilistica richiedono precise contropartite in termini di regole e prospettive definite per lo sport rallistico.

Inevitabilmente, la nascita di un campionato si accompagna alla discesa in campo della FIA, che decide di regolamentare i rally; Per quanto riguarda le gare si consolida la formula già in uso: prove di velocità pura, collegate tra loro da tratti di trasferimento su strade aperte al traffico. Per ciò che concerne le vetture ammesse alle gare, si decide di suddividerle in categorie omogenee per prestazioni, l'obbiettivo più importante dei vertici della Federazione è quello di stimolare la partecipazione ufficiale di tutti i Costruttori e, nello stesso tempo, di impedire lo stravolgimento delle auto da gara rispetto a quelle di serie, a cui nominalmente queste corse sono riservate.

Proprio queste finalità portano la Federazione internazionale a non creare una classificazione specifica per i rally, optando invece per estendere loro le classificazioni già adottate per altre discipline automobilistiche.

Nove sono le tipologie di vetture individuate, suddivise in altrettanti Gruppi:

  1. Gruppo 1, berline di serie
  2. Gruppo 2, special basate su berline
  3. Gruppo 3, auto sportive di serie
  4. Gruppo 4, special basate su auto sportive
  5. Gruppo 5, prototipi basati su auto di serie
  6. Gruppo 6, prototipi
  7. Gruppo 7, auto biposto da competizione
  8. Gruppo 8, formule internazionali
  9. Gruppo 9, formula libera.

Il principio guida, per stabilire quali auto possono partecipare ai rally, sono le auto derivate dalla normale produzione: quelle appartenenti ai Gruppi da 1 a 4, con alcune eccezione per il Gruppo 5.

Per stabilire quando un’auto può essere considerata di serie, si introduce l’obbligo della produzione minima annuale che il modello deve raggiungere, una soglia minima che cresce di pari passo con lo sviluppo del mercato; All’inizio sono richiesti 1.000 esemplari per l’omologazione sia in Gruppo 1, sia in Gruppo 3; ma nel 1981 salgono a 5.000 per il Gruppo 1 e a 2.000 per il Gruppo 3.
Un discorso a parte merita il Gruppo 5, riservato ai prototipi, dove in questa categoria, il numero minimo di esemplari prodotti non è previsto; In teoria si vogliono salvaguardare le vetture artigianali, in pratica si dà ai Costruttori l’opportunità di testare i prototipi delle future auto di serie, un esempio: la Lancia Stratos. Dall'esordio del 1972 fino al 1974 gareggia nel Gruppo 5; dopo aver raggiunto la produzione necessaria all'omologazione, il modello è ammesso in Gruppo 4.

Questo complesso di regole viene raccolto in un testo unico: l’"Allegato J", una serie di norme comprendenti le caratteristiche specifiche dei diversi Gruppi e le prescrizioni sui dispositivi di sicurezza e sulle altre dotazioni delle vetture. Il suo aggiornamento è legato al progresso tecnologico, ma anche a qualche intervento umano, impregnato di buone intenzioni originarie, che con il tempo sono risultati deleteri.
Ad esempio, nei Gruppi 2 e 4, originariamente, rientrano le versioni elaborate dei Gruppi 1 e 3. Tuttavia, le Case partecipanti al Campionato del Mondo ottengono la possibilità di omologare modelli direttamente nei Gruppi 2 e 4, con una soglia minima di 1.000 esemplari per l’accesso al Gruppo 2 e di 500 (poi ridotti a 400) per il Gruppo 4.
Un cambiamento non di poco conto: se nell’impostazione originaria una vettura di Gruppo 2 o 4 costituiva una variante di un'auto di grande produzione, in seguito a queste nuove norme sarà possibile realizzare in numero limitato auto la cui base è dedicata alle gare e su cui saranno possibili ulteriori interventi.

Ben presto, l’evoluzione tecnologica trascina il mondo dei rally nel caos regolamentare, con le Case automobilistiche sempre più impegnate a cercare nell'interpretazione delle norme il cavillo che consenta loro di apportare altre modifiche ai mezzi concorrenti, ed è l'abuso di componenti opzionali a rivelarsi fatale. Ben presto, infatti, anche nei Gruppi 1 e 3, i Costruttori iniziano a presentare come parti opzionali liberamente vendute, componenti che in realtà nascono per le corse, basta dimostrare di averle adottate su almeno 100 esemplari e vetture nate con i carburatori adottano l'iniezione, i differenziali si “trasformano” in autobloccanti, le testate “guadagnano” le 16 valvole e così via, nel 1978, dopo tre lustri di onorato servizio, va in pensione la prima versione dell’Allegato J.

[modifica] Anni 80

Arriva il momento di procedere a una radicale revisione dello sport rallistico: viene introdotto il Gruppo B, per capire la filosofia che ispira questa nuova categoria è necessario tornare al 1974, quando sui campi di gara irrompe la Lancia Stratos, la prima auto concepita a tavolino con l'unico scopo di vincere nei rally.

Con essa il rapporto tra rally e macchine partecipanti si inverte: non si tratta più di un'auto prodotta in serie da cui deriva una versione da competizione, si progetta al contrario un mezzo da corsa di cui si predispone una versione semplificata da produrre nel numero minimo di esemplari per l'omologazione, con questa impostazione, la Stratos si presenta come un lupo in un branco di pecore.

Dal 1974 al 1977, il suo itinerario sportivo è praticamente un monologo di successi: Mondiale Costruttori dal 1974 al 1976, Coppa FIA nel 1977 con Sandro Munari ritorna a vincere un rally iridato nel 1981, il Tour de Corse con l’equipaggio privato Darniche-Mahè, pur non essendo più aggiornata dal 1977.

Il fenomeno Stratos è ben presente nella mente di chi redige il nuovo regolamento e, infatti, la normativa della nuova classe regina nasce all’insegna dello slogan una Stratos per tutti, l’obbiettivo è di permettere la realizzazione di auto potenti e spettacolari, abbattendo i costi e limitando le possibilità di modifica.

Le nuove norme entrano in vigore il primo gennaio 1982 e prevedono la suddivisione delle vetture in tre Gruppi:

  1. Gruppo N
  2. Gruppo A
  3. Gruppo B

I gruppi sono in ordine progressivo di sofisticazione (più si scende e più modifiche si possono apportare).

La classe regina è il Gruppo B, per l’omologazione in questa categoria è richiesta una produzione minima di soli 200 esemplari l’anno, ma le elaborazioni ammesse sono poche, non è più modificabile la testata del motore, dove si può intervenire solo sul disegno dell'albero a camme e sui materiali di valvole e pistoni, ma non sulle loro dimensioni.

Nel cambio si può lavorare solo sulla spaziatura dei rapporti, l'autobloccante deve essere compatibile con la scatola originaria, non può essere modificata la geometria della sospensione.

Il limitato spazio concesso alle modifiche permette alla Federazione un controllo relativamente semplice in sede di verifica e garantisce a tutte le squadre la stabilità regolamentare, requisito indispensabile per impegni pluriennali.

La normativa però, quasi per “compensare” i divieti tecnici introdotti, reinterpreta in modo molto permissivo l'evoluzione dei modelli di auto concorrenti, in particolare, consente di omologare versioni profondamente modificate della vettura iniziale, purché prodotte nella misura del 10% rispetto al minimo richiesto per l'omologazione e per un mezzo del Gruppo B bastano 20 esemplari e ciò garantisce auto sempre aggiornate, fino all'esasperazione.

Oltre al Gruppo B c'è il Gruppo A, ma è una finta categoria: per l’omologazione è richiesta la produzione di 5.000 esemplari annui, nonostante il livello di modifiche sia lo stesso del Gruppo B.

In extremis viene regolamentato anche il Gruppo N (Normale), destinato ad accogliere vetture praticamente di serie; dove in teoria si tratta di una buona strutturazione, in grado di incrementare le partecipazioni alla serie iridata e facilitare un’attività di base a costi contenuti e con mezzi semplificati, in pratica non sarà così.

[modifica] Il rally fuori controllo

Dopo quattro anni, le concessioni regolamentari del Gruppo B portano alla realizzazione di vetture i cui limiti vanno ben oltre le possibilità di controllo dei piloti e nel 1985, la FIA prova a limitare le prestazioni, ma ormai è tardi.

Il rogo nel quale bruciano Henri Toivonen e Sergio Cresto in Corsica, la Ford RS200 di Joaquim Santos e Marco Pe che si schianta tra la folla in Portogallo e gli oltre 650 cavalli di potenza delle ultime Lancia Delta S4, che disputano la Pikes Peak International Hillclimb e subito dopo vengono bandite dai regolamenti, fanno capire al mondo dei rally che è arrivato il momento di alzare il piede dall’acceleratore.

Nel giro di poco tempo, tutte le vetture Gruppo B vengono bandite dai rally, anche se questo non impedisce agli ingegneri dell'auto di continuare a sfogare le proprie “frustrazioni” progettuali.


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