Sennori

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Sennori
comune
Sennori – Stemma
Sennori – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Sardegna-Stemma.svg Sardegna
Provincia Provincia di Sassari-Stemma.png Sassari
Amministrazione
Sindaco Roberto Desini (IdV) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 40°47′00″N 8°36′00″E / 40.783333°N 8.6°E40.783333; 8.6 (Sennori)Coordinate: 40°47′00″N 8°36′00″E / 40.783333°N 8.6°E40.783333; 8.6 (Sennori)
Altitudine 350 m s.l.m.
Superficie 31,43 km²
Abitanti 7 405[1] (31-12-2010)
Densità 235,6 ab./km²
Comuni confinanti Osilo, Sassari, Sorso, Tergu
Altre informazioni
Cod. postale 07036
Prefisso 079
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 090067
Cod. catastale I614
Targa SS
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti Sennoresi
Patrono san Basilio Magno
Giorno festivo 14 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Sennori
Posizione del comune di Sennori all'interno della provincia di Sassari
Posizione del comune di Sennori all'interno della provincia di Sassari
Sito istituzionale

Sennori (Sènnaru in sardo, Sènnari in sassarese) è un comune italiano di 7.405 abitanti[1] in provincia di Sassari in Sardegna, nella regione storica della Romangia, Sennori fa parte dell'Associazione nazionale città del vino dal 1987 (anno di fondazione della stessa) è il primo comune della Sardegna a ricevere il titolo, fa anche parte dell'Associazione nazionale città dell'olio.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Sennori, disposto ad anfiteatro tra colline e una valle, si apre sul Golfo dell'Asinara, nel nord della Sardegna. Questa posizione permette di godere di un notevole panorama sulle coste del golfo da Stintino a Castelsardo, isola dell'Asinara compresa. È circondato da campagne fertili ricche di oliveti, frutteti e vigne che sono la fonte primaria dell'economia sennorese e da cui si ottengono ottime produzioni di vino e di olio d'oliva.

Collocato ad un'altitudine di 277 m sul livello del mare, ha una popolazione di oltre 7.000 abitanti ed una superficie territoriale di km 31,43. Sennori è adagiato su una collina di tufo calcareo, ai cui piedi si estende l'intero arco del Golfo dell'Asinara. Stretto tra i territori dei comuni di Sassari, Osilo e Sorso, ha un suolo abbastanza fertile e intensamente coltivato; vi dominano le colture dell'olivo, della vite e, lungo tutta la vallata solcata dal fiume Silis, quelle degli alberi da frutta e del carciofo. Scarsamente praticata la pastorizia, praticata perlopiù da allevatori provenienti da altre località.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Chiese[modifica | modifica sorgente]

Nel centro storico di Sennori e nella vicina periferia si trovano varie chiese, dedicate a altrettanti santi. La chiesa principale, che con la sua facciata e il campanile si può vedere da ogni angolo del paese, è dedicata a San Basilio Magno di origine seicentesca ma completamente ricostruita negli anni cinquanta del XX secolo. Chiese minori sono Santa Croce risalente al Quattrocento, il Rosario (completamente rifatto, ne rimangono oggi solo pochi resti), Santa Lucia piccola chiesa settecentesca, la chiesa campestre di San Giovanni Battista (dove si svolge l'omonima festa) e la chiesa di San Biagio, ormai dimenticata e completamente distrutta dal tempo e dai trattori.

Tra le varie chiese nel paese è presente anche la Chiesa Cristiana Evangelica. Le prime tracce dell'evangelismo a Sennori sono presenti dal 1878. Uno dei primi pionieri dell'evangelismo sardo John Evans Thomas (pastore presbiteriano della Chiesa di Glasshafren nella Contea di Montgomery, in Inghilterra) fu "ufficialmente incaricato" di spostarsi e operare nella provincia di Sassari (Sennori), perché, nel sud dell'isola operava già un missionario della Chiesa Libera, il bresciano Zampati. Lo stesso Thomas racconterà più tardi che uno dei sostenitori dell'opera evangelistica nella provincia di Sassari (Sennori) fu l'ingegnere gallese Benjamin Piercy, il quale diede un'offerta di 50 sterline. Costui era un facoltoso uomo, di fede protestante e proveniente dalla stessa Contea di Montgomery, il quale "ebbe un ruolo di primo piano nella costruzione della rete ferroviaria sarda".

Itinerari archeologici e naturalistici[modifica | modifica sorgente]

Il territorio comunale di Sennori, all'interno della regione della Romangia, ha una disponibilità significativa di risorse culturali e naturalistiche ed è inserita in una più ampia fascia territoriale in relazione con luoghi di alto pregio e forti flussi turistici. Domus de janas, nuraghi e tombe dei giganti si alternano ad ambienti di forte impatto panoramico e a struttura richiamanti, direttamente ed indirettamente, il lavoro della terra (in particolare mulini ad acqua e pinnettas). La realtà monumentaria del territorio di Sennori appare fortemente legata alla storia dell'acqua e dell'agricoltura. Non è casuale che rilevanti testimonianze archeologiche ed interi areali vengano a legarsi distintamente all'elemento idrico, esprimendo attorno ad esso significative densità monumentali ed antropiche. Si vedano ad esempio i siti di "Funtana de Su Anzu" e "Sutis Funtana di Sa Conza" (nei cui pressi è individuabile una domus de janas pluricellulare), "Badde Pattu" e la "fontana Geridu".

Seguendo le classiche seriazioni per fasi dell'archeologia, il territorio di Sennori presenta un buon numero di domus de janas, vale a dire piccoli cimiteri familiari ai margini di nuclei di stanziamenti neolitici a base presumibilmente agricola. Di grande pregio strutturale e decorativo è certamente la "domus de janas del Beneficio parrocchiale". Si tratta di una delle più interessanti domus de janas della preistoria isolana, di tipo pluricellulare e decorata a rilievo.

La sua afferenza al centro urbano ne fa una qualificata presenza per l'abitato, per i residenti ed i flussi di visite. È scavata in un costone calcareo utilizzato, ancora nel nostro secolo, come cava. Sempre del periodo preistorico, si ricorda il complesso Serra Crabiles comprendente numerose domus de janas che hanno restituito idoletti femminili neolitici.

Le attestazioni nuragiche si esprimono sia con episodi monumentali di tipologia monotorre che con complessi articolati e dotati di villaggio. Ad esempio il nuraghe Badde Margherita, a sud ovest del nuraghe del ponte Rio Silis, è un tipico nuraghe monotorre. A 5 m. ad est del nuraghe si può osservare uno ziro infisso nel terreno, del diametro di 0,90m. Il nuraghe Badde Puttu, a nord est del Monte Uri, viene descritto come un nuraghe complesso con tracce di villaggio, con tratti di cortina muraria. Tracce di catillus e di embrici. Il complesso Su Nuraghe si trova a nord del nuraghe Margherita. Numerose sono le tracce di capanne a pianta circolare. Nelle immediate vicinanze vi sono strutture a pianta rettilinea.

È di straordinario interesse per singolarità tipologica, la tomba di giganti di Oridda. Essa costituisce un monumento unico nel suo genere per una serie di caratteristiche tipologiche che permettono di definirla una tomba di tipo dolmenico e ortostatico. Il monumento è scavato nella roccia ed è interamente foderato in muratura, mentre la facciata è stata monumentalizzata con una stele quadrangolare nella quale si apre il portello e con esedra ad ortostati. All'interno della tomba sono stati rinvenuti gli scheletri di 27 individui, di cui venti tra uomini e donne, sei bambini e un feto. La ceramica rinvenuta conferma una cronologia all'interno del Bronzo medio.

Mentre la fase punica non appare ancora documentata con apprezzabile evidenza, di sicuro interesse è il dato della romanizzazione che sembra esprimersi con episodi archeologici relativi a zone autonome che a diretto contatto con precedenti occupazioni nuragiche. La fase medievale ripropone l'antico nome di Romania all'interno del Giudicato di Torres nella Curatoria di Romangia o Romania e Montes, entro la quale è attestato Sennori (insieme a Sassari, Osilo e Sorso).

Ai confini col territorio di Sorso si distingue per interesse e recenti significative ricerche archeologiche la problematica legata al centro scomparso di Geridu.

Una visita merita la chiesa di San Basilio Magno che va fatta risalire alla fine del Cinquecento o al primo decennio del Seicento. Nel centro storico esistono inoltre la chiesa di Santa Croce (seicentesca) ove vi è conservato un interessante altare ligneo del Settecento e la chiesa di Santa Lucia che ospita l'antica statua della Santa.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[2]

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

Il sardo parlato di Sennori, appartenente al troncone linguistico logudorese, si caratterizza per una particolarità: il plurale femminile viene cambiato al maschile. Alcuni esempi: "le porte" in logudorese "sas jannas", in sennorese "sos jannos"; " le chiavi" in sardo logudorese "sas jais", in sennorese "sos jais". Si pensa che tale fenomeno sia dovuto all'influenza linguistica che il dialetto sennorese abbia avuto dai vicini dialetti sorsense e sassarese del turritano. Proprio quest'ultimo ha avuto un ruolo importante, in quanto moltissimi sennoresi, con l'espansione commerciale di Sassari, hanno frequentato sempre più costantemente i mercati della vicina città, assorbendone alcune contaminazioni linguistiche. Anche il sassarese utilizza l'articolo maschile per il plurale femminile delle cose, come ad esempio "le porte" la ianna al sing., li ianni al plur., "la sedia" la cadrea sing., li cadrei plur.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Costumi[modifica | modifica sorgente]

I costumi di Sennori sono divisi in quattro varianti qui sotto spiegate ed è uno dei costumi più belli e apprezzati di tutta l'isola.

Costume di gala o da sposa

Il "costume di gala o da sposa" è il più conosciuto perché più ricco e quindi più sfoggiato ha un valore economico stimato intorno ai 12.000 Euro, sia per i materiali usati che per la manodopera molto cara e non tanto semplice da trovare perché le ricamatrici non sono più tanto numerose come prima. Ha un corpino stupendamente lavorato in rilievo a fili doro tubolari con perle di strass dell'organza che segna tutto il contorno esterno delle ampie maniche aperte all'interno per permettere alla candida camicia di farne capolino e risaltare nel rosso velluto il grembiule in moer ricamato in seta (a volte con particolari in oro) è bordato con organza plissettata che va a nascondere il gallone (chiamato anche tesoro nascosto il telo anteriore della gonna) alto circa 35 cm lungo 4 m circa applicato e plissettato assieme alla gonna. Anch'esso ricamato in seta

Il "costume giornaliero" molto ricamato anch'esso ma in modo più semplice e senza aggiunte di fiocchi e passamanerie, armonioso nei colori e negli abbinamenti. Ha il corpino di panno rosso con dei ricami in filo di seta così come il grembiule in tessuto di seta è ricamato più lungo del grembiule di gala, la gonna baldagore anch'essa plissettata a mano di panno nero con la balza rossa finale. In testa porta su muccaloru (fazzoletto copricapo) anche lui ricamato, la bianca camicia fuoriesce dal corpino aperto lungo le maniche e dai polsini. La schiena viene sorretta da su sustigliu (busto) ricamato in liste verticali con fili doro e argento formato da due fianchetti e uniti tre loro da un nastro di raso rosso fiamma

Il "costume da vedova" o da lutto molto elegante nella sua semplicità e serietà per la quale è nato l'abito. Lo rende particolare il fatto che indossa due gonne di cui una viene sollevata a coprire il capo in segno di lutto appunto come a volersi estraniare dal mondo che la circonda.

Le gonne sono molto ampie circa 4 m di tessuto minuziosamente plissettato a mano la balza può essere di diversi colori a sottolineare l'intensità del lutto stesso.

Si intravede sotto le gonne la candida camicia bianca che a sbuffo esce anche dal corpino di panno rosso con applicazioni di nero, il grembiule di pizzo o di ciniglia ma anch'esso scuro.

Su sustigliu (il busto) che sostiene eretta la schiena ha il fiocco che lega le due parti di cui è composto di raso viola infilato nei minuscoli fori.

Il copricapo di cui si intravede la punta e i due angoli è uguale al copricapo che portano la variante dell'abito giornaliero e di gala quello da lutto però se intenso può avere la veletta che fascia il mento di colore nero anziché bianca.

Il "costume maschile" anch'esso molto ricco per essere un abito maschile. Ha la giacca di velluto rosso bordato con ricami in oro e con dei bottoni di filigrana nelle maniche, che essendo aperte fanno intravedere la candida camicia bianca. Anche la cintura in velluto rosso è ricamata ai bordi in oro. La camicia con collo alto lavorato a nido d'ape ha bottoni di filigrana per tenerne chiuso il collo i mutandoni (pantalone) bianchi a sbuffo escono dal gonnellino in panno nero a pieghe, e con una fascia a tenere la parte bassa affinché il vento non lo sollevi le ghette (copri stivale) anche loro di panno nero.

Feste[modifica | modifica sorgente]

Le feste religiose sono sei, tutte della durata di alcuni giorni. La festa più importante del paese è quella di San Giovanni conosciuta in tutta la Sardegna per la sua grande cavalcata e sfilata di costumi ogni anno con differenti gruppi in costume della Sardegna mentre, quella di più recente istituzione, è la festa di San Biagio, divenuta una delle sagre più conosciute e attese del territorio della Romangia. Da non dimenticare poi "Calici di stelle", che si svolge il 10 agosto e "i giochi estivi" che si svolgono a luglio al campo sportivo, chiamati "sennoriestate" (giochi senza quartiere). In questi giochi partecipano 16 squadre che per una settimana si danno lotta con gavettoni, tiri alla fune e altri giochi. L'ultimo giorno si svolge la finalissima che culmina con una sfilata di moda in cui ogni squadra presenta in passerella una coppia di giovani. Alla fine vengono decretati "miss e mister Sennori estate e miss e mister sorriso". La manifestazione si conclude con la proclamazione della squadra vincitrice e l'avvio di una serata di musica..

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Quartieri e frazioni[modifica | modifica sorgente]

  • Montigeddu
  • Santa Lucia (Santa Lughia)
  • Le Conce (Sa Conza)
  • Salamagna
  • Il Rosario (Su Rosariu)
  • Badde o Baddhe
  • Su Pedrareddu
  • La Scala (S'Ischala)
  • Campusanteddu
  • Baddiorina
  • Monte
  • Monte Mario
  • Fontana fredda (Funtana fritta)
  • Sa Buivarera
  • Santa Croce (Santa Rughe)
  • Piazza (Piatta), centro del paese
  • San Giovanni
  • San Biagio

Economia[modifica | modifica sorgente]

Produzioni alimentari[modifica | modifica sorgente]

Nel comune di Sennori è praticata, in particolare, la coltivazione dell'ulivo e della vite. Sono numerosi gli ettari dedicati a queste due colture e numerosi sono i piccoli produttori di vino e di olio.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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