Ardara
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| Ardara | |||||||||
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 296 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 38,07 km² | ||||||||
| Abitanti: |
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| Densità: | 22,25 ab./km² | ||||||||
| Comuni contigui: | Chiaramonti, Mores, Ozieri, Ploaghe, Siligo | ||||||||
| CAP: | 07010 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 079 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 090005 | ||||||||
| Codice catasto: | A379 | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
Ardara (in sardo Àldara) è un comune di 847 abitanti della provincia di Sassari, nella antica regione del Meilogu.
Il villaggio di Ardara in epoca spagnola.
Dal punto di vista dell’amministrazione civile e feudale, di pari passo con la caduta del Giudicato di Torres, Ardara, con tutta la curatoria omonima (detta anche di Oppia) ed altre terre, divenne dal 1272 un possedimento della celebre casata dei Doria genovesi; il possesso dei Doria però fu messo in discussione dalle caotiche vicende che ebbero per protagonisti i Pisani, gli Arborea ed anche il papato. Il XIV secolo, poi, vede la contrapposizione del giudicato di Arborea con i Catalano – Aragonesi, che si concluderà verso il 1410/20 con l’affermazione di questi ultimi; per tutto il XIV secolo Ardara era restata in mano dei signori oristanesi. Già nel 1336, però, l’abitato era stato dato dal re aragonese in feudo ad un certo Berengario de Maidillo, che non ne entrò mai in possesso. Nel 1434 Ardara, e soprattutto il suo castello, furono assegnate in feudo al nobile valenzano Centelles, ma già l’anno successivo tornò feudo della corona d’Aragona che, nel 1439 lo promise a Raimondo Ruysech (a patto che conquistasse Castelgenovese), ma che lo vendette nel 1446 al sassarese Francesco Saba. Alla morte del Saba il feudo tornò alla Corona che lo assegnò al sassarese don Angelo Marongiu maritato con donna Rosa Gambella; alla morte del Marongiu la Gambella si rimaritò con Ximene Perez. Nel 1479, però, la Corona assegnava Ardara ed altri territori all’ammiraglio Villamarì. Estintosi senza eredi questo ramo nobiliare, il feudo fu venduto nel 1547 ai Virde di Sassari. La Signoria di Mores (comprendente Ardara e Mores) fino al 1614, fu infeudata quindi alla famiglia dei Virde (diventata nel 1583 Virde in Manca). A partire dal 1622 la Signoria diventa Marchesato di Mores (comprendente sempre Ardara e Mores), feudo dei sardi Manca, fino all’abolizione del sistema feudale nel 1843. [C'è da mettere un po' di ordine con questi dati alquanto confusi]
Dal punto di vista ecclesiastico, Ardara fece sempre parte della Diocesi di Bisarcio (la cui originaria sede risultava presso la basilica di S. Antioco, nel villaggio di Bisarcio, in agro di Ozieri). La diocesi bisarcense è testimoniata fin dal XI secolo; nel 1503 l’intera diocesi di Bisarcio verrà accorpata (di fatto soppressa) a quella di Ottana e Castro, con nuova sede allocata in Alghero. La diocesi di Bisarcio verrà ricostituita solo nel 1803, con sede ad Ozieri. Da quella data Ardara fa parte della Diocesi di Ozieri.
Indice |
[modifica] Monumenti
- Cappella palatina di Santa Maria del Regno, chiesa parrocchiale di Ardara in stile romanico, (XI secolo).
- Ruderi del castello giudicale, (XI secolo).
- Chiesa di San Pietro.
- ORatorio di Santa Croce in stile revival medievale
[modifica] Personalità illustri legate a Ardara
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Giovanni Paolo Nuvoli (lista civica Progresso per Ardara) dal 29/05/2006
Centralino del comune: 079 400066
Posta elettronica: non_disponibile


