Alghero

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Alghero
comune
(IT) Alghero
(CA) L'Alguer
Alghero – Stemma Alghero – Bandiera
Porta a Mare lungo i bastioni del porto.
Porta a Mare lungo i bastioni del porto.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Sardegna-Stemma.svg Sardegna
Provincia Provincia di Sassari-Stemma.png Sassari
Amministrazione
Sindaco Mario Bruno (centro-sinistra) dal 9/6/2014
Territorio
Coordinate 40°33′28″N 8°19′19″E / 40.557778°N 8.321944°E40.557778; 8.321944 (Alghero)Coordinate: 40°33′28″N 8°19′19″E / 40.557778°N 8.321944°E40.557778; 8.321944 (Alghero)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 224,43 km²
Abitanti 40 748[1] (30-11-2013)
Densità 181,56 ab./km²
Frazioni Fertilia, Guardia Grande, I Piani, Loretella, Maristella, Sa Segada, Santa Maria La Palma, Tramariglio, Villassunta
Comuni confinanti Olmedo, Putifigari, Sassari, Uri, Villanova Monteleone
Altre informazioni
Lingue italiano, catalano, sardo
Cod. postale 07041
Prefisso 079
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 090003
Cod. catastale A192
Targa SS
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona C, 1 001 GG[2]
Diffus. atmosf. alta
Nome abitanti (IT) algheresi
(CA) algueresos(pron.algarésus)
Patrono San Michele Arcangelo
Giorno festivo 29 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Alghero
Posizione del comune di Alghero all'interno della provincia di Sassari
Posizione del comune di Alghero all'interno della provincia di Sassari
Sito istituzionale

Alghero ([alˈɡɛːro], l'Alguer in catalano [ləɫˈɣe][3], s'Alighera in sardo, l'Aliera in sassarese) è una città italiana di 40 748 abitanti[4] della provincia di Sassari, in Sardegna. È conosciuta anche come Barceloneta[5], la piccola Barcellona: la città ha infatti conservato l'uso della lingua catalana, di cui è un'isola linguistica e il 22,4% dei suoi abitanti lo parla nella variante algherese, riconosciuta dalla Repubblica Italiana e dalla Regione Sardegna come lingua minoritaria. Tale dialetto sta ricevendo tutela attraverso programmi di insegnamento e di utilizzo ufficiale all'interno del territorio comunale. Ad Alghero ha inoltre sede istituzionale una delegazione della Generalitat de Catalunya, il governo regionale della Catalogna.

La città, una delle principali della Sardegna e quinta della regione per numero di abitanti, è una delle porte di accesso all'Isola, grazie all'aeroporto che sorge nelle vicinanze di Fertilia. È il capoluogo della Riviera del Corallo, nome che deriva dal fatto che nelle acque della sua rada è presente la più grande quantità del prezioso corallo rosso della qualità più pregiata, pescato tuttora da corallari subacquei, attività che con la lavorazione e la vendita, da secoli ha avuto una grande importanza di carattere economico e culturale, tanto che un ramo di corallo è inserito nello stemma della città. Ha una forte vocazione turistica ed è una delle principali mete nell'isola; nel 2012 è stata la 10ª città italiana più visitata dai turisti stranieri[6].

È inoltre la terza città universitaria della Sardegna dopo Sassari e Cagliari: ha sede infatti l'Università per Stranieri di Alghero. Sono presenti poi la sede della Facoltà di Architettura e alcuni corsi della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell'Università degli Studi di Sassari.

(ES)
« Bonita, por mi fe, y bien asentada. »
(IT)
« Bella, in fede mia, e ben solida. »
(Carlo V su Alghero, 1541)


Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Alghero è situata nella parte nord-occidentale della Sardegna, all'interno dell'omonima rada. La maggior parte del territorio a nord dell'area urbana è occupato dalla pianura della Nurra. Nell'estrema frangia a nord-ovest si ergono i sistemi carsici di Capo Caccia, Punta Giglio e Monte Doglia. Procedendo a sud della città si osserva un territorio formato per lo più da vulcaniti che vanno a formare gli altipiani di Villanova Monteleone e Bosa, dall'ultimo del quale hanno origine alcuni corsi d'acqua che hanno favorito l'agricoltura.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Alghero Fertilia e Stazione meteorologica di Capo Caccia.

Il clima di Alghero è sicuramente mite per la presenza del mare che soprattutto d'inverno ne mitiga le temperature. A nord della città sono presenti anche due osservatori meteorologici, dove vengono effettuate previsioni a breve e medio termine per l'intera parte settentrionale della Sardegna; viene inoltre rilevata ora per ora la situazione meteo ed inviata ai principali organi d'informazione nazionali e regionali (Teletext, Radio, TV, altri centri meteo).
Dal punto di vista legislativo il comune di Alghero ricade nella Fascia Climatica C in quanto i Gradi giorno della città sono 1001, dunque limite massimo consentito per l'accensione dei riscaldamenti è di 10 ore giornaliere dal 15 novembre al 31 marzo.



Qui di seguito è illustrata una tabella riassuntiva dei fenomeni, riferita alla stazione di Alghero Fertilia:

Alghero-Fertilia Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 13,9 14,1 15,1 17,5 21,5 25,4 28,9 28,8 26,2 22,3 17,6 14,7 14,2 18,0 27,7 22,0 20,5
T. mediaC) 10,1 10,2 11,1 13,2 16,7 20,4 23,3 23,4 21,2 17,7 13,7 11,1 10,5 13,7 22,4 17,5 16,0
T. min. mediaC) 6,3 6,3 7,1 8,9 11,8 15,3 17,7 18,0 16,2 13,1 9,7 7,4 6,7 9,3 17,0 13,0 11,5
Giorni di calura (Tmax ≥ 30 °C) 0 0 0 0 0 2 8 7 1 0 0 0 0 0 17 1 18
Giorni di gelo (Tmin ≤ 0 °C) 2 1 1 0 0 0 0 0 0 0 0 1 4 1 0 0 5
Precipitazioni (mm) 64,5 67,5 51,2 44,7 24,7 12,9 5,1 11,9 38,9 75,9 103,7 89,1 221,1 120,6 29,9 218,5 590,1
Giorni di pioggia 8,8 8,9 7,3 6,5 4,2 2,0 0,9 1,3 3,9 6,8 9,7 9,6 27,3 18,0 4,2 20,4 69,9
Umidità relativa media (%) 80 79 77 76 74 70 66 69 72 76 79 80 79,7 75,7 68,3 75,7 74,8
Eliofania assoluta (ore al giorno) 4,1 4,9 6,0 7,2 8,7 10,0 11,3 10,2 8,3 6,5 4,6 3,7 4,2 7,3 10,5 6,5 7,1
Vento (direzione-m/s) SSW
8,5
WNW
8,5
WNW
8,5
WNW
8,5
WNW
8,5
WNW
8,5
WNW
8,5
WNW
8,5
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8,5
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8,5
WNW
8,5
SSW
8,5
8,5 8,5 8,5 8,5 8,5

Storia[modifica | modifica sorgente]

Epoca antica[modifica | modifica sorgente]

Il territorio di Alghero inizia la sua storia durante il neolitico. La Grotta Verde, grotta oggi sommersa sul promontorio di Capo Caccia, è stata oggetto di frequentazione a partire dal neolitico antico (VI-V millennio a.C.): le ceramiche rinvenute appartengono alla facies locale detta di "Filestru-Grotta Verde", con vasi globulari o piriformi con fondo convesso e con decorazione impressa, in parte del tipo cardiale.[7] Altri frammenti ceramici più recenti appartengono alla cultura di Bonu Ighinu, del neolitico medio (V-IV millennio a.C.).[7]

Per la fase del neolitico recente (3500 a.C.-2700 a.C.) sono presenti tombe sotterranee come le domus de janas in gruppi o in necropoli, tra cui la necropoli di Anghelu Ruju, appartenenti alla cultura di Ozieri.[7]

I numerosi ritrovamenti (vasi, statuette di dea madre, armi, vaghi di collana ed altro ancora) permettono di ascrivere la necropoli al Neolitico finale (Cultura di Ozieri 3200-2800 a.C.) e attestano il suo utilizzo fino nell'età del Rame e del Bronzo (culture di Abealzu-Filigosa, di Monte Claro, del Vaso campaniforme[8] e in seguito alla cultura di Bonnanaro del'età del bronzo antica (1800-1600 a.C.), a cui appartiene la sepoltura di Monte San Giuliano.[9]

Nell'età nuragica il territorio algherese è intensamente popolato con 90 nuraghi individuati (densità di 0,40 per km²), circa un terzo dei quali ormai scomparsi. La maggior parte sono a singola torre e tutti sono costruiti in pietra locale, come calcare, arenaria e trachite. Sono inoltre presenti diversi villaggi, per la maggior parte collegati ai nuraghi, dove sono state rinvenute ceramiche protocorinzie e fenicie, a testimonianza dei rapporti commerciali intrattenuti con le altre regioni mediterranee. Per le sepolture sono invece scarse le tombe dei giganti, solo cinque forse a seguito del riutilizzo delle più antiche Domus de Janas.[10] A questa fase appartengono le necropoli ipogeiche di Santu Pedru e la prosecuzione di quella di Anghelu Ruju, e i villaggi nuragici di Palmavera e di Sant'Imbenia.

La presenza fenicia è scarsa, legata alla necropoli punico-romana di Santa Imbenia, come in tutto il nord della Sardegna e in età romana la vita continua senza apparente soluzione di continuità. Alcune ville rustiche sono testimoniate in prossimità dei nuraghi, come la villa romana di Santa Imbenia. Ex-voto di epoca romana e vasche in opera cementizia attestano la continuazione del culto presso un pozzo sacro nuragico in località "La Purissima". Il ponte romano di Fertilia sul canale che unisce lo stagno di Calich al mare, in origine a 24 arcate, collegava il Ninpheus Portus con la stazione romana di Carbia e venne ristrutturato in epoca medievale.[11] Nel 2007, alle pendici di Monte Carru, collina adiacente alla località "La Purissima", è venuta alla luce una necropoli con oltre 400 tombe databili tra il periodo repubblicano ed imperiale.

Epoca medievale e moderna[modifica | modifica sorgente]

L'odierna Alghero nasce agli inizi del XII secolo fra il 1102 e il 1112, quando alla nobile famiglia genovese dei Doria venne concesso di fondarne il primo nucleo storico nella costa sguarnita della curatoria di Nulauro nel Giudicato di Torres. È incerto se fosse presente qualche insediamento precedente, magari legato alle vicende delle incursioni saracene.[12]

La posizione strategica e la presenza di una ricca falda acquifera, testimoniata dai pozzi ancora presenti in alcune case, permise la crescita della città e ne accrebbe l'importanza strategica. Per due secoli restò nell'orbita delle repubbliche marinare[13], come nel 1283 quando i pisani riuscirono a controllarla per un anno,[senza fonte] molte attive nella zona come nella vicina Castelsardo (allora Castel Doria o Castelgenovese), altra città di fondazione. È plausibile che in questo periodo la cittadina condividesse, data la sua natura mercantile e multietnica, una lingua simile al nascente sassarese parlato nei centri prossimi.

Vista dei bastioni

Cessata la terribile epidemia di peste nera che colpì anche la Sardegna nel 1347, nel 1350 alcuni discendenti dei Doria vendettero i propri diritti a Pietro IV d'Aragona, che stava realizzando territorialmente il neonato Regno di Sardegna, mentre i restanti discendenti cedettero i propri diritti alla Repubblica di Genova nel 1353: questo portò inevitabilmente a uno scontro fra le due fazioni, catalano-aragonesi da un lato, genovesi e arborensi dall'altro.[12]

Il 27 agosto del 1353 i catalano-aragonesi ebbero la meglio nella battaglia navale nella baia di Porto Conte, tanto che il 30 agosto il comandante Bernardo de Cabrera poté entrare trionfalmente ad Alghero. Questa vittoria fu tuttavia effimera perché già il 15 ottobre dello stesso anno l'esercito di Mariano IV d'Arborea riconquistò la cittadina. Il 22 giugno del 1354 vi fu uno sbarco in forze condotto da Pietro il Cerimonioso per stroncare la resistenza locale, che si risolse in una disfatta generale. Tuttavia il 16 novembre, a margine delle dure condizioni di pace imposte, Pietro IV riottenne con la diplomazia il controllo della città, che quindi vide senza ulteriori scontri la sostituzione della popolazione originaria, deportata nella penisola iberica e nelle Baleari come schiavi[14], con nuovi coloni[12][15] allettati dai privilegi concessi loro dalla Corona d'Aragona; ciò fece nascere in questi un forte sentimento di coesione etnica e, allo stesso tempo, di alterità nei confronti dei sardi autoctoni che, a partire dal sedicesimo secolo in poi, sarebbero entrati a far parte della città. A questa data risale la nascita dall'odierna identità culturale di Alghero e del dialetto cittadino, varietà del catalano orientale tuttora parlato.

Nel 1355 la città ottenne lo stemma comunale. In quello stesso anno, a causa di un periodo di crisi economica ed alimentare la città fu interessata da traffici commerciali che la rifornivano: tra i mercanti coinvolti in questa attività anche lo scrittore Giovanni Boccaccio[16]. Nel 1372 respinse una sollevazione che portò ad espellere gli ultimi abitanti ribelli.[17] Nella seconda metà del XIV secolo, durante la crisi del Regno d'Aragona, Alghero rimase senza protezione, e questo diede modo alla giudicessa Eleonora d'Arborea e a suo marito Brancaleone Doria di conquistare finalmente la città dopo anni di inutili tentativi.[senza fonte] Nella notte fra il 5 e il 6 maggio 1412 l'ultimo Giudice di Arborea Guglielmo III di Narbona tentò di conquistare la città con un manipolo di uomini, ma venne respinto. Nel 1492, come negli altri territori appartenenti alle corone iberiche, per via del Decreto di Alhambra venne espulsa, con gravi ripercussioni economiche, la locale comunità ebraica di cui sono ancora visibili alcuni resti archeologici. Il 28 agosto 1501 le venne conferito il titolo di Città Regia.[18]

Nel 1541, l'imperatore Carlo V venne in visita accompagnato dall'ammiraglio Andrea Doria, constatando le qualità che la resero così appetibile nel passato, e coniando forse la famosa espressione "Sed todos caballeros".

Nel 1652 Alghero fu colpita nuovamente dalla peste, portata nella città da una nave catalana. Alcuni algheresi emigrarono verso altre zone dell'isola sperando di salvarsi, ma ottennero l'effetto di diffondere in tutto il territorio la pestilenza, che colpì duramente la Sardegna per ben quattro anni. Nel 1720 il Regno di Sardegna passò alla Casa Savoia, senza che questo avesse apportato mutamenti alla tradizione culturale e linguistica di Alghero.

Durante la seconda guerra mondiale Alghero e dintorni vennero bombardati. Molti algheresi, dopo aver perduto la propria abitazione durante i bombardamenti, vennero alloggiati nel collegio dei Gesuiti retrostante la chiesa di San Michele, allora abbandonato, che venne pesantemente modificato per ricavarne abitazioni.

Negli anni sessanta la città visse, come del resto tutta Italia, un momento di forte ripresa, accompagnato però da una forte speculazione edilizia. Hanno la loro prima edizione diversi eventi mondani tra cui la manifestazione "Meeting del cinema italiano" che premiava film, attori e registi con il premio "Il Riccio d'oro".[19] e l'elezione di Lady Italia e Lady Europa, con la partecipazione ed il coinvolgimento di famose personalità del mondo dello spettacolo.[20][21] Il 1960 è l'anno del "Retrobament", il reicontro culturale e linguistico fra Alghero e la Catalogna, celebrato ogni anno.

Il 6 settembre del 1968 una squadra di Alghero ha partecipato ai Giochi senza frontiere, in onda in Eurovisione, nella cittadina tedesca di Schwäbisch Hall. Nel 1986 Alghero ha acquistato nuova notorietà grazie alla canzone Alghero/Occhiali colorati di Giuni Russo. Dal 2001 Alghero è sede di vari corsi distaccati dell'Università di Sassari, in Scienze ambientali e produzioni marine, di Architettura, Pianificazione e Design, e dal 2010 della Scuola per stranieri di lingua e cultura italiana di Alghero.

Etimologia del nome[modifica | modifica sorgente]

Il nome della città ha derivazioni incerte, ma l'ipotesi più accreditata è che provenga da "Aleguerium" (alga), per la notevole quantità di Posidonia Oceanica che si deposita sul suo litorale sabbioso.

Così scriveva Alberto Ferrero Della Marmora nel 1839:

« Il nome di Alghero sembra provenga da aliga (“alga, erba marina”), che sarebbe stato trasformato in S'Alighera (“Luogo dell'Alga”), che è il nome della città nella lingua dei paesani dei dintorni. Costoro parlano ordinariamente il dialetto sardo del Logodoro, un po' alterato; ma gli abitanti della città, senza essere ormai dei Catalani “purosangue”, ne hanno nondimeno conservato il linguaggio più o meno intatto; è questa lingua, circoscritta alle mura di Alghero, che parlano tra loro, pur comprendendo e conoscendo tutti la lingua sarda. »
(Alberto Ferrero Della Marmora, Voyage en Sardaigne[22], Turin-Paris, 1839)

Risulta invece destituita di qualsiasi fondamento un'altra tesi che suppone l'origine dall'arabo Algèr e dalla sua similitudine con Algeri, capitale dell'Algeria, fatta risalire al fatto che i pirati musulmani (che avevano in Algeri una loro roccaforte) storicamente hanno frequentato anche le coste della Sardegna con frequenti incursioni e scorrerie, durate fino alla fine del Settecento[23]. Infatti i saraceni, nonostante i molti tentativi, non sono mai riusciti ad insediarsi in Sardegna[24].

Non è da scartare un'altra etimologia che ne accosta il nome al termine sardo aliga[25], ossia spazzatura, con riferimento proprio all'odore delle alghe marcescenti. L'etimologia del sardo aliga è tuttavia la stessa di quella di Alghero, come indicato dal DES di Wagner, quindi è più probabile una comune derivazione del due termini dal nome dato alle alghe.

Simbolo e gonfalone[modifica | modifica sorgente]

Gonfalone del comune.
Stemma ufficiale del comune.

Lo stemma della città di Alghero è uno scudo racchiuso da due fronde di palma e sormontato da una corona con nove palle, simbolo di Città Regia. Lo stemma deve essere araldicamente così descritto: "d'azzurro allo scoglio di nero sormontato da un rametto di corallo; capo d'Aragona ossia d'oro a 4 pali di rosso"; la pezzatura catalano-aragonese si ritrova in molti altri stemmi come la bandiera di Catalogna e lo stemma dell'Ordine di Santa Maria della Mercede.
Il gonfalone si presenta con sfondo giallo e quattro bande verticali rosse; nella parte superiore trova spazio lo stemma comunale. Infine, su una striscia diagonale campeggia la dicitura "Fedelissima Città di Alghero", acquisita nel 1501 per le lotte sostenute a favore della Spagna.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Siti archeologici[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Complesso nuragico di Palmavera e Necropoli di Anghelu Ruju.

Numerosi i siti archeologici extra urbani: la necropoli di Anghelu Ruju (dove è possibile visitare le domus de janas) la collina di Santu Pedru, la villa di epoca romana (Santa Imbenia), il sito della Purissima (dove si crede sorgesse la città scomparsa di Carbia) e i complessi nuragici del Nuraghe Palmavera e di Santa Imbenia, oltre a vari nuraghi più o meno conservati sparsi su tutto il territorio, più una tomba nobile, la Tomba Aragonese.

Fortificazioni[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Torri e bastioni di Alghero.
Piazza Sulis e l'omonima torre.
« Una fortezza in forma di città »
(Ilario Principe, su Alghero)

Il primo sistema di fortificazioni della città risale al XIII secolo ed è quello dell'impianto urbano genovese. Dal 1354 la città viene occupata dai catalani, i quali restaurarono e ampliarono il sistema difensivo, trovato, sempre nel 1354 in pessime condizioni. Della cortina muraria genovese-catalana, rimane solo qualche tratto: la maggior parte delle fortificazioni oggi visibili, infatti, risalgono al XVI secolo e furono realizzate per espressa volontà di Ferdinando il Cattolico il quale, reputando le strutture difensive in condizioni di degrado tali da non garantire più la protezione della città, ne ordinò la ricostruzione.
Lungo le mura si contano 7 torri e 3 forti.

Palazzi[modifica | modifica sorgente]

Numerosi i palazzi storici:

Si segnalano anche Palazzo Bolasco, Palazzo Serra, l'ex seminario, la Scuola Elementare del Sacro Cuore, il Palazzo Chiappe, il Mercato Civico, le ville in Stile Liberty che sorgono sul lungomare Dante e Villa Las Tronas, ora Hotel, che sorge su un piccolo istmo davanti al lungomare. Le rovine dell'abitazione di Giuseppe Manno (nome del primo storico algherese) sono state invece da pochi anni demolite. Un cenno va fatto all'Ospedale vecchio, sito nel centro storico cittadino, area per anni tenuta in stato di abbandono e rovina che ospiterà, dopo un restauro iniziato nella seconda metà del 2006, la sede della Facoltà di Architettura di Alghero dell'Università di Sassari.

Chiese[modifica | modifica sorgente]

La cupola della chiesa di San Michele, uno dei simboli della città.

Nel centro storico trovano inoltre collocazione importanti chiese dal punto di vista architettonico:

Nella campagna circostante esistono altri luoghi di culto, come il famoso santuario di Nostra Signora di Valverde (Nostra Segnora de Baluvirde in sardo, Nostra Senyora de Vallverd in algherese) del XVII secolo, a circa 7 km dal centro e meta di pellegrinaggi, la chiesa di Sant'Agostino vecchia (XIV secolo), quella di Sant'Anna (Sant'Ana de fores in algherese) risalente al XV secolo e Sant'Agostino nuova (XVI secolo). Una curiosa leggenda avvolge la Madonna di Valverde: pare che fosse stata ritrovata una Madonna da alcuni pescatori, che la portarono nel Duomo, ma che il giorno dopo scomparve; ritrovata nello stesso posto si decise di costruire un santuario dedicato a lei, e da allora la Madonna di Valverde rimane nel santuario, dove ancora oggi vengono deposti numerosi ex-voto.

Ambiente e territorio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Capo Caccia, Grotte di Alghero e Porto Conte.
Capo Caccia - Escala del Cabirol
Capo Caccia - Grotte di Nettuno

Alghero conta un panorama naturale molto vario, dalle spiagge con sabbia fine alle scogliere con sassi piatti o molto frastagliati: è apprezzabile soprattutto la vista dal mare, in quanto si riesce a cogliere la varietà della sua costa mista alla vegetazione, la tipica macchia mediterranea e alla pineta che spesso fa da contorno; molto apprezzato per il suo panorama è il promontorio di Capo Caccia, con la sua ormai conosciuta falesia a forma di gigante addormentato che è divenuta una dei simboli di Alghero, insieme al pregiato corallo rosso. La zona di Capo Caccia con la prospiciente Isola Piana e del Golfo di Porto Conte è sito di primario interesse naturalistico, in cui recentemente è stata costituita l'Area naturale marina protetta Capo Caccia - Isola Piana. La particolare conformazione geologica (origine carsica) rende la zona ricchissima di grotte ed anfratti, ancora in buona parte inesplorati. Insistono proprio qui le famose Grotte di Nettuno, accessibili sia dal mare sia da terra (tramite la famosa Escala del Cabirol, di 656 gradini), e che offre al suo interno un panorama di sale e piscine, come la piscina del gigante, e stalattiti e stalagmiti di forme particolari, come l'organo. Sul versante orientale di Capo Caccia si aprono a strapiombo sul mare la Grotta dei Ricami e la Grotta Verde, raggiungibili solo via mare; nella prima numerose concrezioni davano origine a dei ricami di calcare, attualmente infatti è completamente devastata e le concrezioni sono sparse dappertutto, mentre nella seconda si possono ancora notare i resti di alcuni graffiti risalenti al Paleolitico, ormai quasi perduti a causa di atti vandalici e passati tentativi di "strappo".

Capo Caccia Panorama.jpg

Magnify-clip.png
L'isola Foradada vista dal belvedere di Capo Caccia.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Isola di Foradada e Isola Piana (Capo Caccia).

Un'altra area protetta in cui è possibile fare del trekking è l'Arca di Noè, situata poco distante dalla frazione di Tramariglio: qui nidificano ancora sul ciglio delle scogliere il Grifone, e altri uccelli protetti, come il Falco Pellegrino, il Gheppio, il Cormorano (che predilige la prospiciente Isola di Foradada) e il Gabbiano corso, ma è possibile vedere anche esemplari di Pernice, Daino, Cavallino della Giara e di Cinghiale, oltre a numerose specie vegetali protette, come la Centaurea horrida. L'area è molto vasta e comprende Monte Timidone, Punta Cristallo, dove è possibile e di ammirare il volo dei grifoni e la splendida Cala d'Inferno, dove il mare riparato e cristallino permette di fare dello snorkeling. Altri punti consigliati per lo snorkeling sono la Cala Dragunara, Punta Giglio, le due grotte dell'Isola di Foradada e Porto Conte, il più grande porto naturale del mediterraneo, dove la Nacchera (Pinna nobilis), protetta da anni contro la pesca abusiva, è finalmente visibile con molteplici esemplari.

Il corallo rosso con i polipi espansi nel soffitto di una grotta sommersa

Numerose anche le possibilità per gli amanti delle immersioni con svariati km di falesie calcaree a picco sul mare e le innumerevoli grotte carsiche, ambienti tra i più spettacolari del Mediterraneo che offrono un incredibile varietà di fauna e flora marine. Sono visibili già a pochi metri di profondità notevoli colonie di corallo rosso, simbolo della città di Alghero, tutti i tipi di crostacei tra i quali spiccano l'aragosta, enormi astici e cicale, e poi murene, enormi gronghi, finalmente da un po' di tempo, molteplici esemplari di cernia bruna animano di nuovo i fondali del luogo. Il sito più famoso è la Grotta di Nereo, considerata la più grande grotta marina d'Europa, con profondità che vanno dai -30 a -6 m circa, ma non meno conosciute sono la Grotta di Falco e quella di Punta Giglio, rinominata dei "Cervi" per la incredibile scoperta effettuata nel '95 dal Busdraghi, un famoso subacqueo del posto, di un giacimento fossile di Cervi del tipo Megacero Cazioti Algarensis risalenti a circa 100.000 anni, ormai estinti, la grotta dei Fantasmi, anche questa scoperta dallo stesso che ha così nominato per la particolare conformazione delle rocce, e poi ancora le Grotte del Sommergibile, della Madonnina e del Portico di Punta Salinetto. Per le immersioni in grotta è necessario disporre di autorizzazione della AMP e comunque per maggiore sicurezza si consiglia comunque di affidarsi ai centri di immersione qualificati distribuiti nel territorio.

Nei pressi della frazione di Fertilia, si trova poi lo stagno d'acqua salmastra del Calich (in catalano Càlic), con le rovine del ponte romano, dove un tempo facevano la loro comparsa i fenicotteri rosa durante il periodo delle migrazioni; per chi ama addentarsi all'interno un punto di riferimento è il Lago di Baratz (unico lago di acqua dolce naturale della Sardegna) con la pineta circostante, lago in cui durante la ritirata l'esercito tedesco immerse armi e munizioni.

Coste e spiagge[modifica | modifica sorgente]

Spiaggia del Lazzaretto
Spiaggia di Maria Pia

La costa algherese, delimitata a sud da Capo Marrargiu e a nord da Porto Ferro, si estende per oltre 80 km, assumendo diversi nomi. Partendo dal limite inferiore, troviamo:

Siti d'importanza comunitaria, parchi naturali e riserve[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Area naturale marina protetta Capo Caccia Isola Piana.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi demografia di Alghero.

Abitanti censiti[29]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Al 31 dicembre 2009 ad Alghero risultavano residenti 1.017 cittadini stranieri[30], pari al 2,5% della popolazione, le cui nazionalità principali sono:

  1. Senegal, 43
  2. Bangladesh, 43
  3. Polonia, 40
  4. Ucraina, 40
  5. Francia, 33

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dialetto algherese, Sardo logudorese, Centre d'Estudis Algueresos e Escola de Alguerés Pascual Scanu.
« Tutela della lingua e della cultura di Alghero
  1. In conformità ai principi accolti dalla Comunità nazionale ed internazionale (UNESCO e Comunità Europea) e in base allo spirito e alla lettera della Costituzione della Repubblica Italiana, il Comune si propone di tutelare, promuovere e diffondere la conoscenza della storia, della lingua catalana nella variante algherese e della cultura e delle tradizioni locali, attivando contemporaneamente il confronto con le altre realtà presenti in città, al fine di garantire spirito di collaborazione e tolleranza.
  2. In particolare si propone di dare supporto a tutte le iniziative dirette alla conoscenza e l'uso della lingua catalana, nella sua variante algherese.
  3. Nel territorio del Comune la toponomastica in algherese è equiparata alla toponomastica in lingua italiana e il Comune ne garantisce l'uso contestuale.
  4. Il Comune è l'organismo istituzionale referente per la politica linguistica e sostiene, nei limiti delle possibilità di bilancio, con contributi finanziari le Associazioni che operano a favore dell'algherese e di altre espressioni linguistiche e culturali secondo apposito regolamento. »
(Statuto comunale di Alghero, articolo 9, comma 1, 2, 3 e 4[31])
Monumento alla Unitat de la llengua in via Vittorio Emanuele.

In accordo con le politiche dell'Unione Europea e della Repubblica Italiana, nonché della Regione Autonoma della Sardegna in fatto di salvaguardia e valorizzazione delle realtà linguistiche locali, il Comune di Alghero ha deciso di adottare quale lingua ufficiale, insieme all'italiano, la variante algherese del catalano. Tutti gli atti pubblici sono pertanto redatti in italiano e catalano. Anche il sito istituzionale del comune è consultabile in versione bilingue (italiano-catalano).

« Non sono più in Sardegna, ho l'impressione di essere in Catalogna: tutto concorre a rendere più completa questa sensazione, i volti, le case, il suono delle voci, la lingua stessa. Vedo alcune "manolas" con il provocante tirabaci, dai capelli corvini con i riflessi turchini, l'occhio scintillante e con un garofano appuntato sul corpetto, vedo donne vecchie sdentate, tipici "chaperons". Alcuni uomini passano, con aria un po' altezzosa, una mano sul fianco come se stessero tenendo il pomo di una spada.

Mi rivolgo a queste persone nella loro lingua, il catalano; sono contenti di conversare con uno straniero che suppongono appartenere alla loro razza... »

(Gaston Charles Vuillier, "Les îles oubliées. Les Baléares, la Corse, la Sardaigne. Impressions de voyage", Paris, 1891)

Non va però dimenticato che oltre all'italiano e al catalano, in città, dopo il continuo e progressivo spostamento di molti abitanti dell'interno dell'isola e soprattutto dei paesi circostanti, parte della popolazione parla anche la lingua sarda nelle sue diverse varianti. Storicamente, inoltre, l'uso del catalano era limitato alla città intra moenia e a parte della costa (frequentata dai pescatori algheresi), visto che l'agro è sempre stato logudoresofono (come dimostrano i toponimi: es. Sa Segada, Pala Pirastru, etc.): in passato la diffusione del catalano e del sardo nel territorio algherese rispecchiava, cioè, la dicotomia professionale tra catalanofoni pescatori e sardofoni agricoltori e pastori.

L'importanza del catalano è tale che nel 2004 e nel 2008 sono nate rispettivamente Catalan TV e La Televisió de L'Alguer, che trasmettono contenuti nelle 2 lingue. Di contro, nella realtà, l'uso comune dell'algherese viene mantenuto ancora in vita dalle persone che realmente hanno vissuto nel contesto sociale tipico della città fino agli anni sessanta/settanta, quindi generalmente gli anziani e le generazioni cresciute in quegli anni. Infatti, al giorno d'oggi non sussistono più le condizioni di vita simili a quelle che hanno mantenuto viva la lingua in epoca recente, dove praticamente chiunque era costretto a parlare l'algherese se voleva adeguarsi alla vita della città. L'italiano veniva usato solo per rivolgersi ai turisti o ai forestieri che ancora non si erano adeguati ed ovviamente a scuola, dove la lingua ufficiale era quella italiana. Un altro aspetto per l'accelerazione del processo di perdita dell'uso della lingua algherese è stato la ricerca di stili di vita ed un benessere maggiore poiché l'uso della lingua richiamava nel popolino una vita piena di stenti e ricordava le terribili condizioni di miseria vissute soprattutto nel dopoguerra. "No volguerà que mon fill parlaria la llengua de los pobres" (pron. No vulgarà chi mun fil parlaria la llengua de lus probas) erano solite dire le molte mamme algheresi che definivano l'algherese la lingua dei poveri e della fame, imponendo ai figli solo l'uso dell'italiano.

Per tentare di tener vivo l'uso di questo dialetto, vi sono alcune azioni attuate a livello cittadino sia dalla Pubblica Amministrazione, sia dalle attive associazioni culturali che si adoperano in questo senso: si segnala l'insegnamento dell'algherese nelle scuole primarie, nonché l'insegnamento gratuito dello stesso per i privati cittadini. Inoltre esistono alcune iniziative editoriali quali periodici (primo fra tutti il periodico L'Alguer) e quotidiani on-line (Alguer.cat), scritti in algherese. In seguito ad un accordo tra Comune, il Ministero dell'Istruzione, il Provveditorato regionale e l'ente governativo catalano, è arrivata l'effettiva ufficializzazione di bilinguismo paritario, essendo l'algherese previsto come materia scolastica obbligatoria dall'anno scolastico 2012-2013 in poi[32] (obiettivo, finora, non ancora raggiunto nel caso del sardo stesso e delle altre lingue parlate nell'isola).

Religioni[modifica | modifica sorgente]

Chiesa cristiana cattolica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Diocesi di Alghero-Bosa.

Alghero è sede della Diocesi di Alghero-Bosa. Nel territorio del comune sono presenti 16 parrocchie e 14 chiese non parrocchiali, distribuite tra il centro cittadino e l'hinterland. Gli edifici di culto nel centro storico sono il segno inequivocabile della storia della città, con la loro architettura in stile gotico-catalano. Nella parte nuova, invece, le chiese sono simbolo della continua evoluzione della città, visibile nei diversi stili e nelle nuove avanguardie architettoniche.

Chiese parrocchiali
Chiese non parrocchiali
  • Chiesa di San Paolo (parrocchia N.S. della Mercede)
  • Chiesa di Sant'Agostino nuovo (parrocchia SS. Nome di Gesù)
  • Chiesa di Sant'Anna
  • Chiesa di Sant'Anna intra mœnia (parrocchia Immacolata Concezione), unica chiesa di Alghero non aperta al culto ad essere ancora consacrata.
  • Chiesa del Rosario intra mœnia (sconsacrata, oggi sede del Museo diocesano d'Arte Sacra)
  • Chiesa del SS.mo Crocifisso — Tramariglio
  • Chiesa di San Francesco (parrocchia Immacolata Concezione)
  • Chiesa della Misericordia (parrocchia Immacolata Concezione)
  • Chiesa del Carmelo (parrocchia Immacolata Concezione)
  • Chiesa di San Michele Arcangelo (parrocchia Immacolata Concezione)
  • Chiesa di San Giovanni Battista (parrocchia San Giovanni Bosco)
  • Santuario di Nostra Signora di ValverdeValverde (parrocchia Immacolata Concezione)
  • Santuario di Nostra Signora della Speranza
  • Chiesa di Sant'Antonio Abate - Nella strada tra Fertilia e Santa Maria la palma
  • Chiesa di Santa Chiara, sconsacrata, attualmente oggetto di restauro per far posto alla nuova sede della facoltà di Architettura di Alghero.

Chiesa cristiana ortodossa[modifica | modifica sorgente]

La locale comunità, facente parte della Chiesa Ortodossa Autocefala di Polonia Metropolia di Varsavia, si riunisce nella chiesa di Santa Barbara Megalomartire, nel cuore del centro storico cittadino.

Chiesa cristiana evangelica[modifica | modifica sorgente]

Sono presenti due Chiese Evangeliche, una appartenente alle Chiese Cristiane Pentecostali A.D.I., Assemblee di Dio in Italia, e l'altra delle chiese dei Fratelli.

Comunità ebraica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Comunità ebraica di Alghero.

Fino al decreto di espulsione del 1482, Alghero fu sede insieme a Cagliari della più ricca e importante comunità ebraica della Sardegna. Nel porto rimane tuttora l'imponente Torre degli ebrei, costruita dagli ebrei locali.[33]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

(ES)
« Sed todos caballeros»
(IT)
« Siate tutti cavalieri. »
(Carlo V agli algheresi, 1541)

Istruzione, università e ricerca[modifica | modifica sorgente]

Scuole[modifica | modifica sorgente]

Nel comune di Alghero hanno sede 10 scuole dell'infanzia, 11 scuole primarie e due secondarie di primo grado. Vi si trovano inoltre l'istituto d'istruzione superiore "G. Manno" (con indirizzi classico, linguistico e artistico), il liceo scientifico "E. Fermi", l'istituto tecnico commerciale e per geometri "Roth", l'istituto di istruzione superiore "Don Minzoni" (con indirizzi ITI, IPSIA e IPA) e l'istituto professionale per i servizi alberghieri e della ristorazione "E. Lussu".

Università[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Scuola per stranieri di lingua e cultura italiana di Alghero e Università degli studi di Sassari.

Alghero è la quarta città in Italia ad avere un'università per stranieri, la Scuola per stranieri di lingua e cultura italiana di Alghero.

In città sono presenti anche alcune sedi dell'Università degli studi di Sassari, che offrono i seguenti corsi di laurea:

  • presso la facoltà di architettura (con sede e presidenza in città)
    • Architettura
    • Pianificazione territoriale, urbanistica e ambientale
    • Design
    • Scienze dell'architettura (teledidattico)
    • Pianificazione e politiche per l'ambiente (specialistica)
    • Scuola di lingua e cultura italiana per stranieri (Unisstral)
  • in passato era presente presso la facoltà di scienze matematiche, fisiche e naturali il corso di Scienze dell'ambiente e delle produzioni marine.

Ricerca[modifica | modifica sorgente]

Nell'ambito scientifico, grande interesse desta sicuramente la sede del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) sita in località Tramariglio, (S.P. 55 "Porto Conte-Capo Caccia" Km. 8,400).
Tale struttura, gestita dalla Porto Conte Ricerche Srl è la base operativa dell'Istituto di genetica delle popolazioni[34] (IGP), ma anche sede distaccata dell'Istituto di genetica molecolare (IGM), dell'Istituto di chimica biomolecolare (ICB) e sede operativa dell'Area marina protetta "Capo Caccia - Isola Piana".

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Il centro storico, il porto, e villa Las Tronas visti dall'immediata periferia sud della città.

La Setmana Santa è la più importante manifestazione religiosa di Alghero: è la celebrazione della Pasqua di origini spagnole, e vede la partecipazione della quasi totalità della popolazione. Si porta in processione una statua del Cristo e si segue un calendario preciso per tutti i giorni: il martedì c'è la «processione dei misteri dolorosi», il giovedì la celebrazione della Via Crucis, il venerdì il rito del discendimento del Cristo dalla croce e la sua deposizione nella culla, il sabato giorno di veglia e la domenica di Pasqua la resurrezione; la processione è molto suggestiva in quanto si sfila tenendo in mano candele con la tipica lanterna di carta intorno. Altre manifestazioni importanti sono la processione della Nostra Signora di Valverde, la messa a mare per il Santo Cristo della Costiera del Corallo, e le commemorazioni legate ai santi Francesco, Anna, Cecilia e Barbara.

La prima settimana di agosto si svolgono poi i festeggiamenti in onore di Nostra Signora della Mercede (titolare dell'omonima chiesa), con una suggestiva processione a mare alla quale partecipano migliaia di fedeli.

La fiera di San Giovanni, con i suoi stand gastronomici e commerciali, oltre che segnalare il solstizio d'estate, segna l'inizio di un evento artistico denominato Los Pintores de La Muralla. Sui bastioni Magellano, angolo suggestivo della città sarda, i numerosi pittori dell'Associazione Culturale No Profit AlguerArte, armati di pennelli e colori, realizzano le loro opere davanti agli occhi ammirati e curiosi di numerosi turisti e cittadini locali, fino ad Ottobre.

A luglio si svolge il Grand Prix Corallo Città di Alghero, serata spettacolo con la premiazione di sportivi, giornalisti, fiction con tema sportivo e film, organizzata in collaborazione con Rai, Sky e le televisioni catalane TV3 e IB3.

Ogni anno si svolge inoltre il Premio nazionale La degustatrice di olio di oliva nell'ambito della manifestazione L'Oro di Alghero, concorso al quale possono partecipare non solo degustatrici professioniste ma anche semplici estimatrici. Il comprensorio di Alghero è infatti rinomato per la coltivazione della qualità Bosana e la produzione di un eccellente olio extravergine di oliva.

Vi sono numerose manifestazioni sportive, come la gara automobilistica Alghero-Scala Piccada, le regate veliche, le maratone di nuoto e il free climbing sul promontorio di Capo Caccia; la sagra più nota è quella del Bogamarí (riccio di mare) che si tiene tra gennaio e febbraio, il periodo in cui il riccio di mare è più saporito e carnoso.

Le uova di un riccio di mare.

Altri importanti avvenimenti sono il carnevale, in cui sfilano anche carri in cartapesta provenienti da Barcellona, e gli spettacoli pirotecnici in occasione del Capodanno (Cap d'Any) e del Ferragosto, in occasione del quale sul lido algherese si accendono fuochi per ammirare i fuochi d'artificio.

Eno-gastronomia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Alghero (vino) e Categoria:Vini DOC di Alghero.

La cucina algherese si basa soprattutto sul pesce e i crostacei, in particolare sulla famosa aragosta algherese conosciuta e apprezzata in tutto il mondo; alcuni piatti tipici sono l'aragosta all'algherese, la coppazza e gli spaghetti ai ricci di mare e gli spaghetti alla bottarga, le monzette sotto sale cotte al forno e la paella algherese, che si accompagnano poi ai piatti e ai prodotti tipici della cucina sarda del nord; tra i dolci alcuni dei più tipici sono la crema bruciata e il menjar blanc.Tra le verdure ricordiamo il pomodoro corallino, il pomodoro camona e i cardi.

Il vino di questa zona, l'Alghero DOC, viene per la maggior parte prodotto dalla tenuta Sella & Mosca, di cui è possibile visitare le cantine e che ha un ecomuseo del vino al suo interno; un pregiato vino sardo prodotto esclusivamente in questa zona è l'Anghelu Ruju, in quanto le vigne sono attorno al sito archeologico.

Importante anche la produzione di olio d'oliva, che proviene dagli oliveti del territorio algherese.

Artigianato[modifica | modifica sorgente]

Il corallo rosso lavorato artisticamente da un'abile artigiana locale

L'artigianato algherese è legato soprattutto alla creazione di gioielli in corallo rosso, per cui la riviera è famosa, ma anche per la cesteria (la tradizione è legata soprattutto alla pesca e alle nasse, fatte di giunco e polloni di olivastro, utilizzate fino agli anni settanta per la pesca all'aragosta, regina della tavola algherese) e alla tipica produzione di artigianato sardo.

« ...Vedo nel porto schierate con ordine militare molte barche peschereccie e dinanzi ad esse quei trabocchetti di rete che chiaman nasse. Nel lontano orizzonte vedo una vela: è una barca corallina che coi suoi uomini di ferro fra stenti inauditi, strappa ai profondi scogli del mare, quel polipo porporino che andrà poi a posarsi invidiato sul collo delle belle signore d'Italia e sulle spalle delle odalische d'Oriente [...]
La pesca del corallo risale ad Alghero a prima del 1372, anno in cui re Don Pietro d'Aragona esentò tutti gli abitanti dal pagamento dell'imposta alla quale erano invece assoggettati i provenzali, i catalani e gli altri stranieri che pescavano il corallo nei mari di Alghero... »
(Paolo Mantegazza, Profili e paesaggi della Sardegna, Milano, 1869.)

Musei, biblioteche e archivi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Musei di Alghero.
  • Biblioteca comunale "Rafael Sari", (via Carlo Alberto 78, attualmente ospitata presso l'ex scuola media in via Mazzini n. 184) - codice anagrafe: SS0004
  • Biblioteca Catalana "Obra Cultural de L'Alguer", (via Arduino 44/46) - codice anagrafe: SS0261
  • Biblioteca popolare San Michele, (largo San Francesco 14, attualmente ospitata presso l'ex scuola media in via Mazzini n. 184) - codice anagrafe: SS0003
  • Biblioteca della Parrocchia del Santo Rosario, (via XX Settembre 230) - codice anagrafe: SS0262
  • Biblioteca del Centro servizi culturali della Società Umanitaria, (via Petrarca 24) - codice anagrafe: SS0005
  • Biblioteca dell'Associazione Impegno rurale, (piazza Olbia, Santa Maria La Palma) - codice anagrafe: SS0263
  • Biblioteca della Scuola media n. 2+Fertilia, (via Orsera, Fertilia) - codice anagrafe: SS0266
  • Biblioteca della Fondazione Siotto, (via Marconi 10) - codice anagrafe: SS0264
  • Biblioteca della casa di reclusione, (via Vittorio Emanuele II 26) - codice anagrafe: SS0265
  • Biblioteca della Confraternita della Misericordia, (viale Giovanni XXIII 66) - codice anagrafe: SS0170
  • Archivio Storico Comunale (via Columbano), presso il Palazzo Civico.
  • Archivio Storico Diocesano (via Principe Umberto 35), presso la curia vescovile.
  • Archivio Antonio Era (carte personali)[35].
  • Archivio Simon Guillot[36].

Teatri[modifica | modifica sorgente]

Persone legate ad Alghero[modifica | modifica sorgente]

Media[modifica | modifica sorgente]

Media e telecomunicazioni
Quotidiani
La Nuova Sardegna ufficio di corrispondenza
Quotidiani on-line
Alguer.it primo quotidiano on-line della Sardegna; co-fondatore dell'A.N.S.O. (Associazione Nazionale Stampa On line)
Alguer.cat quotidiano on line redatto interamente nella variante algherese del catalano
Algheronotizie.it testata giornalistica telematica della società cooperativa Mediaweb
AlgheroCronache.it settimanale d'informazione dedicato alle realtà locali dell'isola
Alghero.tv sito internet dell'emittente televisiva (vedi sotto)
BuongiornoAlghero.it portale d'informazione sulla Riviera del Corallo
VilaWeb con sede a Barcellona, dedica un'edizione locale (in lingua catalana) ad Alghero.
Periodici
Alghero Eco il primo quindicinale gratuito nato in città
La Nuova Vetrina quindicinale gratuito cittadino
Alghero.tv magazine settimanale dell'azienda Eikòn Comunicazione
Goo! magazine bilingue italiano/inglese lifestyle a tiratura nazionale
L'Alguer mensile bilingue italiano/catalano di cultura e informazione
Airset New bimestrale tecnico-scientifico
Contos Storie Viaggio trimestrale culturale
Dialogo rivista della diocesi di Alghero-Bosa
Il mensile giallorosso rivista sportiva
L'Isolano periodico di cronaca, cultura e attualità sulle notizie riguardanti Alghero
Sabores trimestrale di eno-gastronomia
Salpare bimestrale di cultura e attualità
Sardegna e dintorni bimestrale di informazione, attualità e turismo
Un'Isola, idea condivisa mensile politico-culturale
XAOS - giornale di confine quadrimestrale di letteratura e filosofia
Case editrici
Edizioni del Sole marchio delle pubblicazioni stampate dalla Tipografia Peana
Nemapress Editrice fondata nel 1988
Panoramika editrice casa editrice e studio grafico
Re Editore casa editrice curatrice del mensile femminile GOO!
Emittenti televisive locali
Catalan TV offre programmazione e informazione bilingue in italiano e catalano
Alghero.tv dell'azienda Eikòn Comunicazione, produce contenuti sul network televisivo toscano Teletirreno
Televisió de l'Alguer emittente televisiva collegata al sito internet alguer.it
Altra emittente televisiva che ha avuto sede ad Alghero e che ha cessato l'attività: TRC - Tele Riviera Corallo
Emittenti radiofoniche
Radio Onda Stereo appartenente alla società DR s.r.l.
RNS - Radio Nuraghe Stereo nata nel 1976 con la denominazione di Tele Radio Nuraghe
Altre emittenti radiofoniche che hanno avuto sede ad Alghero e che hanno cessato l'attività a metà degli anni novanta:
Alghero Radio, Happy Radio, Radio Azzurra, Radio Comunità, Radio Redenzione, Radio Sigma Alghero, Teleradio Alghero 101, Studio Alghero 99, Radio Rama

Prima degli anni 90: Radio Sandwich

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Urbanistica[modifica | modifica sorgente]

Toponomastica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stradario di Alghero e Segnaletica bilingue.
Piazza Civica o Plaça de Pou Vell.
Indicazione dei toponimi nel centro storico.

Nelle strade cittadine, soprattutto in quelle del centro storico, accanto alla dicitura in italiano dei toponimi si affianca spesso la dicitura catalana. Se nella parte "nuova" della città i toponimi sono semplicemente tradotti in catalano, stessa cosa non si può dire del Centro Storico, nel quale le diciture rimandano alla tradizione culturale algherese; la centralissima via Carlo Alberto, per esempio, in un suo tratto prende il nome catalano di Carrer de Sant Francesc (strada/via di san Francesco), proprio in corrispondenza dell'omonima chiesa.
Possiamo poi individuare zone tematiche, nelle quali i nomi si riferiscono a varie categorie: troviamo la zona delle regioni (Calabria, Toscana, ecc. nella zona di Maria Pia), dei grandi scrittori (Carducci, Pascoli, Dante, o altri nella zona della Mercede), dei musicisti (Mozart, Liszt, e altri nella zona del Parco Hemmerle), delle subregioni sarde (Barbagia, Gallura, Goceano, ecc. nel Quartiere della Pivarada), dei politici (Togliatti, Giolitti, Don Sturzo, Matteotti, De Gasperi (nel quartiere popolare di Sant'Agostino), degli artisti catalani (Miró, Espriu, ecc. alla Taulera), e di quelli algheresi (Sari, Giglio, ecc. al Carmine).

Maglia urbana[modifica | modifica sorgente]

Mappa dei quartieri di Alghero.

Il centro abitato di Alghero presenta uno sviluppo di tipo costiero; si possono individuare due maxiblocchi urbanizzati: il primo occupa la parte centro-meridionale della città e ne costituisce il nucleo principale. Se osservata dal satellite si può notare la forte differenza che intercorre tra il tessuto del centro storico (situato in una pseudo-penisola naturale) e quello circostante, di realizzazione molto più recente ed in ulteriore sviluppo sulle direttrici sud (strada per Villanova) ed est (strada per Ittiri/Olmedo). Il secondo maxiblocco è situato a nord della città ed è il fulcro delle residenze turistiche. La sostanziale suddivisione in blocchi urbani è ascrivibile alla presenza, sulla linea immaginaria che dalla spiaggia di San Giovanni porta alla zona del Liceo Scientifico, dell'ex depuratore e del cimitero; quest'ultimo infatti ha limitato lo sviluppo edilizio in tale area in quanto sottoposta a vincoli cimiteriali.
Negli ultimi decenni sono nati numerosi nuovi quartieri (Taulera e Caragol per citarne alcuni) spesso slacciati, per vari motivi, alla città stessa: la zona di Caragol per esempio, si trova a circa 800-900 metri dagli ultimi fabbricati della città, sulla direttrice est, mentre la zona di Monte Carru, situata proprio fuori dal centro e attualmente in costruzione, è destinata a diventare un vero e proprio centro abitato. Per la carente capacità di programmazione da parte degli amministratori che si sono alternati dagli anni cinquanta fino al periodo attuale, non sono mai stati pianificati strumenti urbanistici adeguati e non si è tenuto conto di problematiche future, come per esempio la mancata programmazione di parcheggi e zone verdi destinate allo svago e ai giovani, mancano quasi completamente oltretutto strutture essenziali quali musei ed impianti sportivi all'altezza della importanza della città. Ha prevalso la cultura imprenditoriale speculativa finalizzata alla costruzione di palazzi e alla vendita di appartamenti senza considerare le esigenze delle persone e le problematiche della viabilità[non chiaro]. Le strade per la maggior parte sono strette e quasi tutte a senso unico per permettere la sosta delle auto. Un'analisi degli esperti del settore ha confermato che tale tendenza sia destinata a prevalere nonostante non ci sia una reale necessità, essendo l'incremento demografico fermo da diversi anni[senza fonte].

Alghero visto dal mare.jpg

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I bastioni e parte di Alghero vecchia visti dal mare

Quartieri[modifica | modifica sorgente]

Via Carlo Alberto.
  • Calabona: il quartiere più a sud della città; consta principalmente di edifici residenziali.
  • Caragol: recente nucleo abitativo posto all'entrata est, in prossimità della zona artigianale Galboneddu.
  • Carmine: situato sull'arteria che dall'ingresso est della città porta verso la Pietraia (cfr.), anch'esso popolare.
  • Carrabuffas: quartiere relativamente recente, è tuttora in ampliamento.
  • Centro storico: (l'Alguer vella in algherese) il cuore della città, presenta indubbie bellezze architettoniche quali chiese, torri, bastioni. Ad una zona commerciale se ne affianca un'altra residenziale.
  • Cuguttu: regione compresa tra l'Ospedale Civile e il Largo dello Sperone, confinante con i quartieri del Lido e della Taulera
  • Cunetta: raffinata zona residenziale, situata a sud-est.
  • Lido: formato prevalentemente da seconde case, si trova nella zona a nord della città ed è particolarmente dinamico nel periodo estivo.
  • Maria Pia: zona a nord che può essere suddivisa in una zona residenziale e in un'altra ove trovano spazio numerosi impianti sportivi (calcio, baseball, tennis, rugby, atletica, football e nuoto) e spazi verdi. Il suo nome deriva dall'Azienda agricola inaugurata dal principe di Piemonte nel settembre del 1934, e dedicata, appunto a Maria Pia di Savoia[38].
  • Mercede: zona centralissima, prende nome dall'omonima chiesa; in esso si trovano i giardini pubblici Tarragona.
  • Nucleo San Michele: adiacente alla zona di Calabona, consta di edifici di recente costruzione. Zona in pieno ampliamento.
  • Pietraia, in algherese La Pedrera: quartiere popolare senza dubbio tra i più popolosi della città, si sviluppa lungo la via Don Minzoni, è sede di numerose attività commerciali e della Stazione di Alghero Sant'Agostino
  • Pivarada: quartiere situato nelle vicinanze del cimitero, dello stadio Mariotti e del depuratore dismesso. Molto popoloso. Deriva il nome dal fatto che nella zona erano presenti in passato numerose bisce viperine. Era una zona rurale fino agli anni 60/70 del XX secolo.
  • San Giuliano: nucleo abitativo situato alla periferia sud-est della città, nei pressi della località Carrabuffas.
  • Sant'Agostino: prende nome dall'omonima chiesa; sono presenti edifici residenziali privati, case popolari, attività commerciali.
  • Scaletta, in algherese L'Escaleta: recente quartiere residenziale, posto all'uscita sud della città.
  • Taulera: altra zona di recentissima costruzione, è formata da edifici popolari e villette residenziali.

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Alghero Nord.jpg

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Panorama della zona nord di Alghero dalla borgata di Fertilia
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fertilia, Santa Maria La Palma, Maristella e Villa Assunta.

I codici di avviamento postale di tutte le frazioni sono stati modificati da una riforma nel settembre 2006. Pertanto tutte le frazioni comunali di Alghero hanno lo stesso CAP del capoluogo del comune, 07041. Le uniche frazioni nomenclate nell'elenco dei CAP sono: Fertilia, Maristella-Porto Conte, Santa Maria La Palma e Tramariglio.

Le maggiori frazioni del comune sono Fertilia e Santa Maria La Palma. Tra le altre località vi sono:

  • La borgata di Guardia Grande, sorge alle pendici del Monte Doglia, e dista circa 22 km dal centro cittadino. La chiesa parrocchiale della frazione è intitolata a Nostra Signora della Guardia.
  • I piani è una località situata lungo la strada provinciale 42 dei Due Mari. Nelle sue vicinanze sorgono importanti aziende quali l'azienda vitivinicola Sella&Mosca, nonché la Zona Industriale di San Marco.
  • Loretella, frazione rurale che sorge a nord di Alghero, dista 8 chilometri dal centro. La chiesa parrocchiale è intitolata a Nostra Signora di Loreto.
  • Maristella conta circa 300 abitanti e sorge sulla baia di Porto Conte.
  • Sa Segada è una borgata rurale localizzata a nord della città, compresa tra la strada statale 291 della Nurra e la strada provinciale 42 dei Due Mari. Dista 2 km in linea d'aria dall'aeroporto. Nell'area della frazione si trova il campo di calcio a 11 sede per anni della squadra del Loretella e il campo di calcio a 5 dell'A.S.D. Sporting Sa Segada.
  • Tramariglio è una località turistica nei pressi di Capo Caccia e dista da Alghero poco più di 20 km. In essa trova sede l'Azienda Speciale Parco di Porto Conte (Villa Gioiosa, ex colonia penale oggi riqualificata). La locale chiesetta è intitolata al Santissimo Crocifisso. Si trova inoltre il centro ricerche "Porto Conte ricerche".
  • La frazione di Villassunta sorge vicino al lago di Baratz, ai confini del comune. La borgata fa parte sia del comune di Alghero che di quello di Sassari.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Le principali direttrici stradali di Alghero sono:

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione di Alghero Sant'Agostino e Ferrovia Sassari-Alghero.

Nel quartiere della Pietraia è presente la stazione di Alghero Sant'Agostino, capolinea dei treni ARST che collegano Alghero con Sassari attraverso una linea con binario unico a scartamento ridotto non elettrificata. Lungo il percorso sono presenti le fermate di: Punta Moro, Mamuntanas, Olmedo, Arcone, San Giorgio, Molafà, Sassari Santa Maria.

Porti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Porto di Porto Torres.

Lo scalo marittimo di riferimento della città è quello di Porto Torres, distante poco più di 30 km dal centro. Ad Alghero è presente un porto, ma di tipo turistico, e offre collegamenti via mare tra la città e le grotte di Nettuno.

Aeroporti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Aeroporto di Alghero-Fertilia.

A circa 12 km dal centro, nei pressi della frazione di Fertilia, è presente l'Aeroporto di Alghero-Fertilia, che garantisce i collegamenti tra la città e diverse destinazioni nazionali ed internazionali. Il Comune di Alghero, inoltre è socio al 10% della SOGEAAL, società che gestisce lo scalo. Negli ultimi anni lo scalo ha avuto un notevole sviluppo ed è diventato base operativa (HUB) della compagnia aerea irlandese Ryanair. I nuovi flussi di passeggeri e l'indotto relativo hanno contribuito allo sviluppo della città e, più in generale, di tutto il territorio.

Mobilità urbana[modifica | modifica sorgente]

I trasporti urbani e interurbani di Alghero vengono svolti con autoservizi di linea gestiti dall'ARST.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Municipio di Alghero con le bandiere europea, italiana e catalana
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sindaci di Alghero.

Consolati[modifica | modifica sorgente]

  • Spagna Spagna Lungomare Valencia 1

Città gemellate[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Alghero è gemellato con:

Sport[modifica | modifica sorgente]

Eventi sportivi[modifica | modifica sorgente]

Società sportive[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Sport ad Alghero.

Ad Alghero hanno sede 83 società sportive; le principali sono:

Impianti sportivi comunali[modifica | modifica sorgente]

  • Stadio Mariotti, via Vittorio Emanuele II
  • Stadio Maria Pia, loc. Maria Pia
  • Palazzetto dello sport Vittorio Corbia (detto anche PalaCorbia), via Pacinotti
  • Tennis Club Alghero, loc. Maria Pia

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Panorama Alghero.jpg

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Panorama del porto di Alghero

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat. URL consultato l'8 aprile 2014.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Pronuncia orientale.
  4. ^ Dato Istat. URL consultato l'8 aprile 2014.
  5. ^ Nella pronuncia algherese Balzarunéta
  6. ^ L'Italia vista dai turisti stranieri, Corriere della Sera
  7. ^ a b c Alberto Moravetti, Il complesso nuragico di Palmavera, Carlo Delfino editore, 1992 (scaricabile in formato .pdf da questa pagina del sito SardegnaCultura.it, della regione autonoma della Sardegna), pp.13-19.
  8. ^ Moravetti 1992, citato, pp.19-22.
  9. ^ Moravetti 1992, citato, pp.22-25.
  10. ^ Moravetti 1992, citato, pp.25-33
  11. ^ Moravetti 1992, pp.33-37.
  12. ^ a b c Francesco Cesare Casula, La Storia di Sardegna, Sassari, Carlo Delfino Editore, marzo 1998, ISBN 88-7741-760-9.
  13. ^ Giuseppe Meloni, Alghero tra Genova, Arborea, Milano, Catalogna. Nuovi documenti, in "Atti del convegno su Alghero, la Catalogna, Il Mediterraneo, Alghero, 30 ottobre - 2 novembre 1985", Sassari, 1994.
  14. ^ Another case of language death? Enrico Chessa
  15. ^ Alcuni sostengono fossero per la maggior parte graziati delle carceri spagnole e prostitute, ma questa tesi non ha per ora credito se non dalla stessa popolazione algherese.
  16. ^ Giuseppe Meloni, Il mercante Giovanni Boccaccio a Montpellier e Avignone, in “Studi sul Boccaccio”, XXVI, 1998, pp.99-126.
  17. ^ Sergio Serra, Araldica Catalana: lo stemma della Città di Alghero in Revista de l'Alguer, pp. 65-72. URL consultato il 24 gennaio 2012.
  18. ^ Tonino Budruni, Breve storia di Alghero, dal 1478 al 1720, vol II, Edizioni del Sole, Alghero, 1989, pagina 27. Il titolo compare in un docuemnto emanato a Granada dai sovrani Ferdinando e Isabella in cui si stabilivano le nuove disposizioni sulla nomina dei consiglieri civici.
  19. ^ Risorsa consultata il 9 marzo 2010
  20. ^ Risorsa consulatata il 9 marzo 2010
  21. ^ Sardegna DigitalLibrary - Video - Alghero: lady Europa
  22. ^ Itinerario dell'isola di Sardegna
  23. ^ Le incursioni dei pirati Musulmani in Sardegna, a Carloforte
  24. ^ I Saraceni
  25. ^ Dizionario Sardo
  26. ^ Sardegna foreste
  27. ^ Sardegna foreste
  28. ^ Sardegna foreste
  29. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  30. ^ Cittadini Stranieri. Bilancio demografico anno 2009 e popolazione residente al 31 dicembre - Tutti i paesi di cittadinanza. Comune: Alghero. URL consultato il 3 novembre 2010.
  31. ^ Statuto comunale di Alghero
  32. ^ Il catalano di Alghero potrà essere studiato nelle scuole.
  33. ^ Annie Sacerdoti, Guida all'Italia ebraica, Marietti, Genova 1986.
  34. ^ CNR - Consiglio Nazionale delle Ricerche
  35. ^ Archivio privato dichiarato di interesse storico particolarmente importante dalla Soprintendenza archivisitica per la Sardegna, una cui sezione è invece conservata a Sassari (carte di storia del diritto).
  36. ^ Archivio privato dichiarato di interesse storico particolarmente importante dalla Soprintendenza archivisitica per la Sardegna.
  37. ^ Sul legame di Abbado con la città di Alghero si veda l'articolo Claudio Abbado: «E Toscaninimi disse: tu avrai successo» su La Stampa del 24 ottobre 2008
  38. ^ Cinegiornale Luce
  39. ^ Demanio militare della Provincia di Sassari. URL consultato il 16 gennaio 2008.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]