Capoterra

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Capoterra
comune
Capoterra – Stemma Capoterra – Bandiera
Capoterra
Capoterra
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Sardegna-Stemma.svg Sardegna
Provincia Provincia di Cagliari-Stemma.png Cagliari
Amministrazione
Sindaco Francesco Dessì (centrosinistra) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 39°10′00″N 8°59′00″E / 39.166667°N 8.983333°E39.166667; 8.983333 (Capoterra)Coordinate: 39°10′00″N 8°59′00″E / 39.166667°N 8.983333°E39.166667; 8.983333 (Capoterra)
Altitudine 54 m s.l.m.
Superficie 68,25 km²
Abitanti 23 189[1] (31-12-2012)
Densità 339,77 ab./km²
Frazioni Frutti D'oro, La Maddalena, Poggio dei Pini, Rio San Girolamo, Rio Santa Lucia, Su Spantu, Torre degli Ulivi. Residenza del Sole, Cooperative 100, Cooperativa 1000, Residenza del poggio
Comuni confinanti Assemini, Cagliari, Sarroch, Uta
Altre informazioni
Cod. postale 09012
Prefisso 070
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 092011
Cod. catastale B675
Targa CA
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti Capoterresi
Patrono Sant'Efisio
Giorno festivo 15 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Capoterra
Posizione del comune di Capoterra nella provincia di Cagliari
Posizione del comune di Capoterra nella provincia di Cagliari
Sito istituzionale

Capoterra (Cabuderra in sardo) è un comune di 23.189 abitanti della provincia di Cagliari, nella regione del Campidano di Cagliari.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Dalle colline più alte della fascia montana che fa da corona alla zona pianeggiante del braccio occidentale del Golfo degli Angeli, si estende il territorio che prende il nome di Cabuterra.

Il paese di Capoterra dista circa 17 km da Cagliari.

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'antico paese andato distrutto[modifica | modifica sorgente]

Capoterra ospita insediamenti umani da tempi lontanissimi. All'epoca nuragica risale l'officina litica ed il nuraghe, di cui non resta traccia, della zona di Cuccuru Ibba. Altri ruderi di epoca nuragica sono stati ritrovati nelle colline attorno a Baccutinghinu, dove si trova il Nuraghe di Monti Arrubiu. Altre strutture facenti pensare all'antica dislocazione di nuraghi si trovano nelle zone di Is Antiogus e Is Cuccureddus.

All'epoca punica (V e IV secolo a.C.) risale l'insediamento scoperto nella zona di Su Loi.

L'antico nome della regione, Cabuterra, deriva certamente dal latino Caput terrae, quindi risalente all'epoca romana. Nel periodo romano l'insediamento era localizzato non distante dalla zona litoranea e in prossimità dello stagno. I ritrovamenti fanno pensare che l'abitato sorgesse in località Tanca sa Canna.

La Caput terrae romana è da alcuni studiosi considerata un oppidum.

In epoca giudicale Capoterra divenne una villa della Curatoria di Nora. Nel 1107 Caput Terrae venne donata, insieme ad altri territori, dal giudice Torchitor de Lacon alla Chiesa di S. Lorenzo di Genova. Nel 1120 Caput terrae ritornerà a far parte del Giudicato di Cagliari.

Dopo la capitolazione di Santa Igia il giudicato di Cagliari passò sotto il controllo di Pisa. Nel 1288 i pisani, dopo la sconfitta navale della Meloria, firmarono la pace con Genova, ma non la rispettarono, fatto che costrinse i Genovesi a reagire con azioni violente, fra le quali una di queste interessò anche la zona di Capoterra.

In seguito il territorio e il villaggio di Capoterra passarono, per motivi di matrimonio, sotto il controllo di Mariano II d'Arborea.

Dopo la conquista aragonese della Sardegna i pisani scelsero il litorale di Capoterra per un massiccio sbarco di truppe contro l'offensiva militare dell'infante Alfonso. Il 26 febbraio 1324 gli oltre 1200 cavalieri sbarcati nel porto di Maddalena ingaggiarono una cruenta battaglia con gli eserciti dell'infante Alfonso nella zona di Lutocisterna. Ma i pisani subirono una dura sconfitta.

In seguito ai contrasti tra il re d'Aragona Pietro IV e il Giudice sardo, intorno all'anno 1353 Capoterra fu incendiata e distrutta dagli uomini del capitano aragonese Berengario Carroz.

Il villaggio rimarrà disabitato per oltre tre secoli.

Il ripopolamento e Villa S. Efisio[modifica | modifica sorgente]

Il territorio disabitato di Capoterra fu ripopolato dal barone Girolamo Torrelas nel 1655. Il periodo non era certo favorevolissimo a causa di un'epidemia di peste che in quegli anni imperversava in Sardegna. Il primo nucleo di case fu chiamato Villa Sant'Efisio in onore al Santo per il quale si era riacceso un particolare interesse nell'isola.

Poco si sa dei primi abitanti del nuovo centro Villa S. Efisio.

Si dice che il paese fondato da Torrelas era inizialmente abitato dai servi e dai familiari dello stesso barone. In breve crebbe e si ingrossò di profughi degli altri paesi, specie dal Logudoro e dalla Gallura. Molti storici sostengono infatti che i primi abitanti di Capoterra provenivano dalla Sardegna settentrionale su invito di don Girolamo d'Aragal e Cervellon, che concesse loro delle "buone condizioni" per sfuggire alle "vendette" che piagavano l'isola. Non erano dunque degli stinchi di santo, anzi dei veri e propri delinquenti.

Capoterra divenne presto un rifugio per chi aveva pendenze con la giustizia minore e intendeva iniziare una nuova esistenza. Probabilmente i primi abitanti erano abili nell'uso delle armi e pronti a difendersi dagli attacchi dei corsari Mori.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Importanti nella sua storia e tradizione, sono le chiese di S. Efisio (patrono del paese - 15 gennaio), S. Barbara e San Gerolamo. Le ultime situate nei pressi del paese sono una delle mete della manifestazione "Monumenti Aperti".

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[2]


Cittadini stranieri[modifica | modifica sorgente]

Al 31-12-2010 la popolazione straniera ammontava a 493 unità pari al 2,1% della popolazione totale. Le nazionalità principali erano[3]:

Persone legate a Capoterra[modifica | modifica sorgente]

Economia[modifica | modifica sorgente]

Situato tra mare (a sud il lido di Maddalena Spiaggia), montagna e laguna (laguna di S. Gilla), è principalmente un paese agricolo e pastorale, che solo in tempi recenti sta sviluppando, grazie anche alla sua posizione geografica, un turismo prima inaspettato. Notevole, è la sua crescita demografica degli ultimi 50 anni.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

La principale squadra di calcio della città è S.S.C. Capoterra che milita nel girone A sardo di prima Categoria.

Rugby[modifica | modifica sorgente]

Capoterra vanta una tradizione rugbystica di tutto rispetto. La società Amatori Rugby Capoterra milita nel campionato italiano di serie A dove, nel campionato 2012-2013, si è classificata al quarto posto.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2012.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ Tuttitalia.it - Cittadini Stranieri 2011

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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