Capoterra

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Capoterra
Capoterra - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Sardegna
Provincia: stemma Cagliari
Coordinate: 39°10′0″N 8°59′0″E / 39.16667, 8.98333Coordinate: 39°10′0″N 8°59′0″E / 39.16667, 8.98333
Altitudine: 54 m s.l.m.
Superficie: 68,25 km²
Abitanti:
22.839 31-12-05
Densità: 313,42 ab./km²
Frazioni: Frutti D'oro, La Maddalena, Poggio dei Pini, Rio San Girolamo, Rio Santa Lucia, Su Spantu, Torre degli Ulivi 
Comuni contigui: Assemini, Cagliari, Sarroch, Uta
CAP: 09012
Pref. telefonico: 070
Codice ISTAT: 092011
Codice catasto: B675 
Nome abitanti: capoterresi 
Santo patrono: S. Efisio 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Capoterra (in sardo Cabudèrra) è un comune di 22.839 abitanti della provincia di Cagliari, nella regione del Campidano di Cagliari.

Indice

[modifica] Brevi cenni generali

Territorio di Capoterra (in rosso) all'interno della provincia di Cagliari

Dalle colline più alte della fascia montana che fa da corona alla zona pianeggiante del braccio occidentale del Golfo degli Angeli, si estende il territorio che prende il nome di Cabuderra.

Il paese di Capoterra dista circa 17 km da Cagliari. Situato tra mare (a sud il lido di Maddalena Spiaggia), montagna e laguna (laguna di S. Gilla), è principalmente un paese agricolo e pastorale, che solo in tempi recenti sta sviluppando, grazie anche alla sua posizione geografica, un turismo prima inaspettato. Notevole, è la sua crescita demografica degli ultimi 50 anni.

Importanti nella sua storia e tradizione, sono le chiese di S. Efisio (patrono del paese - 15 gennaio), S. Barbara e San Gerolamo. Le ultime situate nei pressi del paese sono una delle mete della manifestazione "Monumenti Aperti".

Tra i personaggi nati in questo luogo ricordiamo Sergio Atzeni (scrittore).

[modifica] Storia

[modifica] L'antico paese andato distrutto

Capoterra ospita insediamenti umani da tempi lontanissimi. All'epoca nuragica risale l'officina litica ed il nuraghe, di cui non resta traccia, della zona di Cuccuru Ibba. Altri ruderi di epoca nuragica sono stati ritrovati nelle colline attorno a Baccutinghinu., dove si trova il Nuraghe di Monti Rubiu. Altre strutture facenti pensare all'antica dislocazione di nuraghi si trovano nelle zone di Is Antiogus e Is Cuccureddus.

All'epoca punica (V e IV secolo a.C.) risale l'insediamento scoperto nella zona di Su Loi.

L'antico nome della regione, Cabuderra, deriva certamente dal latino Caput terrae, quindi risalente all'epoca romana. Nel periodo romano l'insediamento era localizzato non distante dalla zona litoranea e in prossimità dello stagno. I ritrovamenti fanno pensare che l'abitato sorgesse in località Tanca sa Canna.

La Caput terrae romana è da alcuni studiosi considerata un oppidum.

In epoca giudicale Capoterra divenne una villa della Curatoria di Nora. Nel 1107 Caput Terrae venne donata, insieme ad altri territori, dal giudice Torchitor de Lacon alla Chiesa di S. Lorenzo di Genova. Nel 1120 Caput terrae ritornerà a far parte del Giudicato di Cagliari.

Dopo la capitolazione di Santa Igia il giudicato di Cagliari passò sotto il controllo di Pisa. Nel 1288 i pisani, dopo la sconfitta navale della Meloria, firmarono la pace con Genova, ma non la rispettarono, fatto che costrinse i Genovesi a reagire con azioni violente, fra le quali una di queste interessò anche la zona di Capoterra.

In seguito il territorio e il villaggio di Capoterra passarono, per motivi di matrimonio, sotto il controllo di Mariano II d'Arborea.

Dopo la conquista aragonese della Sardegna i pisani scelsero il litorale di Capoterra per un massiccio sbarco di truppe contro l'offensiva militare dell'infante Alfonso. Il 26 febbraio 1324 gli oltre 1200 cavalieri sbarcati nel porto di Maddalena ingaggiarono una cruenta battaglia con gli eserciti dell'infante Alfonso nella zona di Lutocisterna. Ma i pisani subirono una dura sconfitta.

In seguito ai contrasti tra il re d'Aragona Pietro IV e il Giudice sardo, intorno all'anno 1353 Capoterra fu incendiata e distrutta dagli uomini del capitano aragonese Berengario Carroz.

Il villaggio rimarrà disabitato per oltre tre secoli.

[modifica] Il ripopolamento e Villa S. Efisio

Il territorio disabitato di Capoterra fu ripopolato dal barone Girolamo Torrelas nel 1655. Il periodo non era certo favorevolissimo a causa di un'epidemia di peste che in quegli anni imperversava in Sardegna. Il primo nucleo di case fu chiamato Villa Sant'Efisio in onore al Santo per il quale si era riacceso un particolare interesse nell'isola.

Poco si sa dei primi abitanti del nuovo centro Villa S. Efisio.

Si dice che il paese fondato da Torrelas era inizialmente abitato dai servi e dai familiari dello stesso barone. In breve crebbe e si ingrossò di profughi degli altri paesi, specie dal Logudoro e dalla Gallura. Molti storici sostengono infatti che i primi abitanti di Capoterra provenivano dalla Sardegna settentrionale su invito di don Girolamo d'Aragal e Cervellion, che concesse loro delle "buone condizioni" per sfuggire alle "vendette" che piagavano l'isola. Non erano dunque degli stinchi di santo.

Capoterra divenne presto un rifugio per chi aveva pendenze con la giustizia minore e intendeva iniziare una nuova esistenza. Probabilmente i primi abitanti erano abili nell'uso delle armi e pronti a difendersi dagli attacchi dei corsari Mori.

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Giorgio Marongiu (centrosinistra) dal 13/06/2006 (2º mandato)
Centralino del comune: 070 72391
Posta elettronica: risorse.capoterra@tiscali.it

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