Giuseppe Manno

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Giuseppe Manno
Giuseppe Manno.jpg

Presidente del Senato del Regno
Durata mandato 13 febbraio 1849 –
29 maggio 1855
Predecessore Gaspare Coller
Successore Cesare Alfieri di Sostegno

Durata mandato 13 ottobre 1864 –
7 settembre 1865
Predecessore Federico Sclopis
Successore Gabrio Casati
sen. Giuseppe Manno
Stemma del Regno d'Italia Parlamento del Regno d'Italia
Senato del Regno d'Italia
Giuseppe Manno
Luogo nascita Alghero
Data nascita 17 marzo 1786
Luogo morte Torino
Data morte 25 gennaio 1868
Professione Magistrato
Legislatura I legislatura del Regno di Sardegna
Data 3 aprile 1848
Incarichi parlamentari

Cariche:

  • Vicepresidente (5 giugno-30 dicembre 1848)
  • Presidente (13 febbraio-30 marzo 1849) (27 luglio-20 novembre 1849) (18 dicembre 1849-21 novembre 1853) (15 dicembre 1853-29 maggio 1855) (13 ottobre 1864-7 settembre 1865)

Commissioni:

  • Membro della Commissione per l'esame del progetto di legge sulle modificazioni al Codice penale (4 aprile 1857)
Pagina istituzionale

Giuseppe Manno (Alghero, 17 marzo 1786Torino, 25 gennaio 1868) è stato un magistrato, politico, storicoletterato italiano. Ricoprì l'incarico di Presidente del Senato del Regno di Sardegna e, successivamente, del Regno d'Italia.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Di nobile famiglia (il suo era infatti un ramo dei Manno, antica casata siciliana) nacque ad Alghero da Antonio e Caterina Diaz, il 17 marzo 1786. Il padre, ufficiale della Marina, aveva preso parte ai moti angioyani[1]. Seguì i primi studi ad Alghero sotto la docenza dell'abate Massala, in seguito si trasferì a Cagliari presso il Collegio dei nobili. Il 25 aprile 1804 conseguì la laurea in diritto canonico e civile, nel 1805 fu sostituto dell'avvocato fiscale presso la Reale Udienza e nel 1809 dell'avvocato fiscale patrimoniale.

Nel 1811 fu uno dei collaboratori del Foglio periodico di Sardegna, stampato a Cagliari e di matrice filo-inglese, ma si dimise per via delle non sempre veritiere notizie pubblicate. Negli stessi anni fu amico di Stefano Manca di Villahermosa e del duca del Genevese, del quale poi - dal 28 dicembre 1821 - fu segretario. Nel 1817 trasferitosi a Torino, conseguì la nomina a primo officiale della Segreteria di Stato per gli affari di Sardegna e l'onorificenza dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro.

Il 17 giugno 1823 fu nominato consigliere nel Supremo Consiglio di Sardegna partecipando così ai lavori di quell'organo, destinati a riformulare le leggi civili e criminali del Regno di Sardegna che altro non erano che la Carta de Logu d'Arborea risalente al Trecento: il nuovo corpus legislativo, noto come Codice feliciano, entrò in vigore nel 1827; Manno ne scrisse il proemio. Grazie all’incarico di precettore di storia dei duchi di Savoia e Genova, gli fu conferito il titolo di barone.

Il Manno è noto per aver scritto la Storia di Sardegna, opera suddivisa in quattro volumi scritti tra il 1825 ed il 1827, nella quale si nota l'ostilità dell'autore verso le idee liberali; egli fu infatti sostanzialmente un fedele servitore di Casa Savoia, tant'è vero che sporse aspre critiche alla sarda rivoluzione e curò la sua stessa opera perché fosse funzionale al loro governo e mantenimento dell'isola[2]. Nel 1826, anche grazie al supporto di Prospero Balbo, divenne socio dell'Accademia delle Scienze di Torino.

Giuseppe Manno.png

Nel 1828 scrisse il saggio Dei vizii dei letterati, mentre nel 1831 scrisse il saggio sulla Fortuna delle parole. Nel 1834 divenne accademico della Crusca.

La sua opera più importante è la Storia moderna della Sardegna, edita nel 1842 e composta in due volumi.

Il 14 ottobre 1845 divenne presidente del Senato di Nizza mentre il 2 novembre 1847 succedette a Gaspare Andrea Coller come presidente del Senato di Piemonte. Il 3 aprile 1848 entrò a far parte dei sentori del Regno e tra il 1849 ed il 1855 ne fu presidente. Come si evince anche dalle sue opere, fu un conservatore e per questo fu uno degli oppositori di Cavour. Il 28 ottobre 1855 fu investito del ruolo di presidente della Corte Suprema di Cassazione, dal 1855 al 1866 fu invece presidente dell'Ordine Mauriziano; morì il 25 gennaio 1868

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— 1817
Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— 30 marzo 1832
Cavaliere di Gran Croce decorato con Gran Cordone dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce decorato con Gran Cordone dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— 1848
Cavaliere dell'Ordine Civile di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Civile di Savoia
Milite dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Milite dell'Ordine militare di Savoia

Incarichi[modifica | modifica sorgente]

Regno di Sardegna ante 04 marzo 1848:

  • Primo ufficiale della Segreteria di Stato per gli affari di Sardegna (1817-1836)
  • Primo ufficiale del Ministero degli Affari interni di Sardegna (1836)

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ FilologiaSarda.eu | Portale del Cfs - Centro di studi di Filologici Sardi
  2. ^ Luciano Marroccu, La Nuova Sardegna, Giuseppe Manno, un fedele servitore di Casa Savoia.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Presidente del Senato del Regno Successore

Gaspare Andrea Coller


Federico Sclopis
13 febbraio 1849 - 30 marzo 1849
27 luglio 1849 - 20 novembre 1849
18 dicembre 1849 - 21 novembre 1853
15 dicembre 1853 - 29 maggio 1855
13 ottobre 1864 - 7 settembre 1865

Cesare Alfieri di Sostegno


Gabrio Casati