Giuseppe Manno

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Barone Giuseppe Manno (Alghero, 17 marzo 1786Torino, 25 gennaio 1868) è stato un politico, storico e letterato italiano.

Ritratto di Giuseppe Manno

Ricoprì l'incarico di Presidente del Senato del Regno di Sardegna e, successivamente, del Regno d'Italia.

Nacque ad Alghero da Antonio e Caterina Diaz, nobile famiglia il 17 marzo 1786. Seguì i primi studi ad Alghero sotto la docenza dell'abate Massala, in seguito si trasferì a Cagliari presso il Collegio dei nobili. Il 25 aprile 1804 conseguì in diritto canonico e civile, nel 1805 fu sostituto dell’avvocato fiscale presso la Reale Udienza e nel 1809, dell’avvocato fiscale patrimoniale. Nel 1811 fu uno dei collaboratori del Foglio periodico di Sardegna, stampato a Cagliari di matrice filo-inglese ma si dimise per via nelle non sempre veritiere notizie pubblicate. Negli stessi anni fu amico di Stefano Manca di Villahermosa e del duca del Genovese del quale fu segretario.

Nel 1817 trasferitosi a Torino, conseguì la nomina quale primo officiale della Segreteria di Stato per gli affari di Sardegna e l'onorificenza dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. Il 28 dicembre 1821 divenne segretario privato di Carlo Felice. Il 17 giugno 1823 fu nominato consigliere nel Supremo Consiglio di Sardegna partecipando così ai lavori del Supremo Consiglio atti a riformulare le leggi civili e criminali del Regno di Sardegna, rese poi effettive nel 1827 delle quali scrisse il Proemio. Grazie all’incarico di precettore di storia dei duchi di Savoia e Genova e gli fu conferito il titolo di barone. Manno è noto anche per aver scritto la Storia di Sardegna, opera suddivisa in quattro volumi scritti tra il 1825 ed il 1827 nella quale si nota l'ostilità dell'autore verso le idee liberali. Nel 1826, anche grazie al supporto di Prospero Balbo, divenne socio dell'Accademia delle Scienze di Torino. Nel 1828 scrisse il saggio Dei vizii dei letterati, mentre nel 1831 scrisse il saggio sulla Fortuna delle parole. Nel 1834 divenne accademico della Crusca. La sua opera più importante è la Storia moderna della Sardegna, edita nel 1842 e composta in due volumi. Il 14 ottobre 1845 divenne presidente del Senato di Nizza mentre il 2 novembre 1847 sucedette a Gaspare Andrea Coller come presidente del Senato di Piemonte. Il 3 aprile 1848 entra a far parte dei sentori del Regno e tra il 1849 ed il 1855 ne fu presidente. Come si evince anche dalle sue opere, fu un conservatore e per questo fu uno degli oppositori di Cavour. Il 28 ottobre 1855 fu investito del ruolo di presidente della Corte Suprema di Cassazione, dal 1855 al 1866 fu invece presidente dell'Ordine Mauriziano; morì il 25 gennaio 1868

[modifica] Onorificenze

Cavaliere di Gran Croce decorato con Gran Cordone dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria

Cavaliere di Gran Croce decorato con Gran Cordone dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro

Cavaliere dell'Ordine Civile di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria

Cavaliere dell'Ordine Civile di Savoia

Cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria

Cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia

[modifica] Collegamenti esterni

Ulteriori informazioni nella scheda sul database dell'Archivio Storico del Senato, I Senatori d'Italia.

Predecessore: Presidente del Senato Successore:

Gaspare Andrea Coller


Federico Sclopis
13 febbraio 1849 - 30 marzo 1849
27 luglio 1849 - 20 novembre 1849
18 dicembre 1849 - 21 novembre 1853
15 dicembre 1853 - 29 maggio 1855
13 ottobre 1864 - 7 settembre 1865

Cesare Alfieri di Sostegno


Gabrio Casati
Presidenti del Senato
Regno di Sardegna
Coller (1848-1848) | Manno (1849-1855) | Alfieri di Sostegno (1855-1860)
Regno d'Italia
Settimo (1861-1863) | Sclopis (1863-1864) | Manno (1864-1865) | Casati (1865-1870) | Fardella di Torrearsa (1870-1874)
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