Villaputzu

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Villaputzu
comune
Villaputzu – Stemma
Villaputzu – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Sardegna-Stemma.svg Sardegna
Provincia Provincia di Cagliari-Stemma.png Cagliari
Amministrazione
Sindaco Fernando Luigi Codonesu (lista civica) dall'11/06/2012
Territorio
Coordinate 39°26′00″N 9°35′00″E / 39.433333°N 9.583333°E39.433333; 9.583333 (Villaputzu)Coordinate: 39°26′00″N 9°35′00″E / 39.433333°N 9.583333°E39.433333; 9.583333 (Villaputzu)
Altitudine 11 m s.l.m.
Superficie 181,28 km²
Abitanti 4 855[1] (31-12-2011)
Densità 26,78 ab./km²
Frazioni Porto Corallo, Porto Tramatzu, Quirra, San Lorenzo, Santa Maria, Cala Murtas
Comuni confinanti Armungia, Arzana (OG), Ballao, Escalaplano, Jerzu (OG), Muravera, Perdasdefogu (OG), San Vito, Ulassai (OG), Villasalto
Altre informazioni
Cod. postale 09040
Prefisso 070
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 092097
Cod. catastale L998
Targa CA
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti villaputzesi
Patrono san Giorgio Martire
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Villaputzu
Posizione del comune di Villaputzu nella provincia di Cagliari
Posizione del comune di Villaputzu nella provincia di Cagliari
Sito istituzionale

Villaputzu (Bidd'e putzi in sardo, anticamente Villa Pupia o Villa Pupus) è un comune di 4.855 abitanti della provincia di Cagliari, nella regione del Sarrabus; è parte della diocesi dell'Ogliastra.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Villaputzu è situato a 8 metri sul livello del mare e si estende per 17 429 ha. Il centro abitato è situato in un breve tratto pianeggiante, creato dai depositi alluvionali del fiume Flumendosa, a ridosso delle colline del Sarrabus. Geograficamente il territorio è suddiviso, da una parte nella sub-regione del Sarrabus e dall'altra parte nel "Salto di Quirra", altra sub-regione condivisa con i Comuni ogliastrini.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Origini dell'insediamento[modifica | modifica sorgente]

La storia di Villaputzu si identifica, andando a ritroso nel tempo fino alle origini dell'insediamento, con quella di Sarcapos, città commerciale e portuale, prima fenicio-punica e successivamente romana. A causa delle frequenti incursioni barbariche, dal VIII secolo, il villaggio si trasferì nel sito in cui è ubicata l'odierna Villaputzu, che risultava facilmente difendibile in caso di attacco.

Medioevo[modifica | modifica sorgente]

In questo periodo ci sono molte denominazioni dello stesso villaggio: Villa Pupus nei registri del Giudicato di Cagliari, Villa Pubussi de Sarrabus in un registro delle imposte pisano, e ancora Pututhi, Pupusti e Pupucci in un arco di tempo che va dal 1316 al 1346. È in questo periodo che viene instaurato nel paese il culto di San Giorgio martire e Santa Caterina d'Alessandria; vennero edificate due chiese per il culto dei due santi: quella di San Giorgio è andata distrutta a causa di un recente cedimento strutturale, mentre quella di Santa Caterina è tuttora esistente ed è la chiesa parrocchiale del paese. Fino al 1258, Villa Pupus fu governata dal Giudicato di Cagliari; la conquista aragonese, sconvolgendo il precedente assetto socio-economico e politico, causò il frazionamento del paese in due insediamenti, Tarruti e Villa Pupusi.

Età moderna[modifica | modifica sorgente]

Durante l'annessione della Sardegna ai possedimenti sabaudi e durante il processo di Unità dell'Italia, Villaputzu non gode di particolare importanza, dato che il centro più importante della zona si sposta alla limitrofa Muravera, in cui hanno sede i più importanti uffici dello Stato nel Sarrabus.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Chiesa di San Giorgio martire[modifica | modifica sorgente]

L'impianto più antico è stato realizzato dai Genovesi, presumibilmente nel XII secolo. Di tale costruzione rimangono alcuni segmenti murari perimetrali, accorpati alla più recente costruzione spagnola del XVI secolo, in stile tardo-gotico; nei primi anni del 1900 è crollata a causa di imponenti cedimenti strutturali. Questa costruzione era costituita da tre navate, quella centrale era divisa dalle laterali da tre arcate poggianti ciascuna su quattro capitelli, sorretti da altrettante colonne. In seguito al crollo sono scomparsi capitelli e colonne, sepolti sotto le macerie della chiesa.

Edifici religiosi[modifica | modifica sorgente]

Edifici medievali[modifica | modifica sorgente]

  • Castello di Quirra

Torri costiere[modifica | modifica sorgente]

  • Torre di Porto Corallo
  • Torre Motta
  • Torre di San Lorenzo
  • Torre di Murtas

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[2]

Lingua e dialetti[modifica | modifica sorgente]

La lingua autoctona di Villaputzu è il sardo (sardu o limba sarda), e per la precisione il macrodialetto campidanese (campidanesu) nella sua variante sarrabese. Peculiari della parlata del Sarrabus sono fenomeni fonetici come -rt-→-tt- (morti→motti) ed il colpo di glottide per la pronuncia di -l- e -n- (soli→sohi, pani→pahi, cani→cahi).

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Gastronomia[modifica | modifica sorgente]

Interessante il patrimonio culinario, con is culurgionis, importati dall'Ogliastra, is malloreddus, arrosti di carne e di pesce, i dolci tipici, come is pardulas, is pabassinas, gli amaretti. Da citare, inoltre, gli agrumi di produzione locale. Un altro cibo tipico del paese è il casu marzu, un tipo di pecorino colonizzato da larve di mosche casearie.

Le launeddas[modifica | modifica sorgente]

Le launeddas sono uno strumento musicale policalamo ad ancia battente, originario della Sardegna. È uno strumento di origini antichissime in grado di produrre polifonia, è suonato con la tecnica della respirazione circolare ed è costruito utilizzando diversi tipi di canne.

Villaputzu vantava, e vanta ancora, una scuola che ha stilisticamente influenzato la musica per launeddas di tutta l'isola. Questa scuola disponeva dei più raffinati maestri, custodi del ricco repertorio delle varie suonate, delle tecniche costruttive e del vasto patrimonio letterario orale concernente lo strumento.

Il semi-professionismo sopravvissuto nel paese, retaggio di periodi storici precedenti, quando i suonatori erano ancora al centro della vita sociale, ha reso possibile la conservazione e la trasmissione, da maestro ad allievo, di buona parte di questo prezioso patrimonio, tant'è che ancora oggi può vantare valenti esecutori, eredi della secolare tradizione villaputzese.

Personalità[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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  1. ^ http://dati.istat.it/Index.aspx?DataSetCode=DICA_POPALED&Lang=it
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.