Portoscuso

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Portoscuso
comune
Portoscuso – Stemma
Portoscuso vista da Calasetta
Portoscuso vista da Calasetta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Sardegna-Stemma.svg Sardegna
Provincia Provincia di Carbonia-Iglesias-Stemma.png Carbonia-Iglesias
Sindaco Giorgio Alimonda (lista civica) dal 11/06/2012
Territorio
Coordinate 39°13′0″N 8°23′0″E / 39.21667°N 8.38333°E / 39.21667; 8.38333 (Portoscuso)Coordinate: 39°13′0″N 8°23′0″E / 39.21667°N 8.38333°E / 39.21667; 8.38333 (Portoscuso)
Altitudine 6 m s.l.m.
Superficie 39,06 km²
Abitanti 5 268[1] (31-12-2010)
Densità 134,87 ab./km²
Frazioni Bruncuteula, Paringianu, Portovesme[2]
Comuni confinanti Carbonia, Gonnesa, San Giovanni Suergiu
Altre informazioni
Cod. postale 09010
Prefisso 0781
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 107016
Cod. catastale G922
Targa CI
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti portoscusesi
Patrono santa Maria d'Itria
Localizzazione
Portoscuso è posizionata in Italia
Portoscuso
Posizione del comune di Portoscuso nella provincia di Carbonia-Iglesias
Posizione del comune di Portoscuso nella provincia di Carbonia-Iglesias
Sito istituzionale

Portoscuso (Portescùsi in sardo) è un comune di 5.268 abitanti della provincia di Carbonia-Iglesias, nella regione dell'Iglesiente.

Indice

Storia [modifica]

Il paese nasce come paese di pescatori provenienti da Gonnesa (allora Conesa), in particolare interessati alla pesca del tonno e alla raccolta dei coralli, anche se alcune fonti custodite nell'archivio parrocchiale parlano di alcune famiglie di pescatori, di cui in paese sono diffusi e ancora presenti i cognomi, provenienti dalla marina di Santu Lussurgiu, abbiano dato origine insieme o forse prima a quelli di Gonnesa al primo nucleo abitativo della cittadina.

A seguito della costruzione di alcune tonnare nella zona, il piccolo borgo originario, composto da baracche abitate durante le stagioni di pesca, inizia a evolvere in paese. Il suo nome attuale viene dallo spagnolo Puerto Escuso, cioè nascosto a chi, proveniente dall'attuale strada di Seruci, non poteva vedere il paese risultante molto a valle allora coperto da dune di sabbia e dunque nascosto alla sua vista.

Il paese fu assalito durante le invasioni moresche, la piccola chiesa parrocchiale in piazza d'Itria fu depredata e fu sfregiato un quadro sacro tuttora custodito al suo interno. Inoltre alcuni suoi abitanti furono resi schiavi e trasportati attraverso la zona attuale del campo sportivo comunale presso i loro bastimenti in sosta laddove oggi si calano le reti della tonnara di Porto Paglia (da una delle traduzioni sarde della parola alga, "Palla marina" che le correnti qui depositano in abbondanza creando una sorta di molo, da cui Portu palla, tradotto in italiano in Porto Paglia). Tale località oggi è nota col nome di "Su campu dolorosu" cioè la strada, la via del dolore. A ricordo di tale storico evento sono poste sul luogo, da anni, una croce e una lapide, in memoria di quegli sventurati.

In paese trovasi anche la villa "Su marchesu", che fu di un nobile sardo Pes di Villamarina conte di Vallermosa e marchese di Villamar e barone dell'isola Piana ( presso l'isola di San Pietro), grande consigliere alla corte di Torino del re di Sardegna, nobile( di famiglia originaria di Cagliari), che su incarico del monarca sardo aveva cercato di contrattare col re di Napoli , suo cugino, la fine del suo regno a vantaggio di quello sardo. Questo nobile aveva edificato tale villa (ancor oggi chiamata de "su marchesu"), tuttora esistente all'ingresso del paese, per trascorrervi momenti di riposo. Da questo nobile sembrano prendere nome anche le curve della strada che proveniente da Gonnesa, porta all'ingresso ad Iglesias denominate infatti "curve di villamarina", dove, il suddetto marchese, pare possedesse delle proprietà minerarie.

Curiosità [modifica]

Nella tonnara de "su pranu" (il pianoro) in centro paese attualmente in ristrutturazione, furono ospitate le numerose famiglie di profughi da Tabarka appena giunte in terra sarda prima che venisse fondata la città di Carloforte dove si sarebbero potute trasferire. I profughi furono mantenuti grazie ai contributi della curia vescovile di Iglesias e della corona del Re di Sardegna.

Cale, coste e spiagge del Comune [modifica]

Nel litorale del Comune di Portoscuso, partendo da nord verso sud, si hanno le seguenti cale, coste e spiagge più conosciute[3]:

  • Costa Guroneddu (cioè: foruncoletto o tubercolo)
  • Costa Bucca de Flùmini (cioè: bocca del fiume) con alte falesie (oltre 40 m.)
  • Costa Crobettana (cioè: copertura) con alte falesie (fino a 107 m.)
  • Costa Capo Altano già Giordano: nel poggio (alto 64 m.) i ruderi delle batterie militari
  • Costa Punta Su Lacu o Laccu de S'Aqua (cioè: punta vasca o vascone dell'Acqua)
  • Spiaggetta isola dei Meli o Su Scogliu Mannu (cioè: scoglio grande)
  • Costa Crobettanedda (cioè: piccola copertura) con alte falesie (oltre 40 m.)
  • Costa Punta Niedda (cioè: punta nera)
  • Costa Rocce Piatte
  • Costa La Cala o la Spiaggia dei Tedeschi
  • Costa Sa Cala de Su Zùrfuru (cioè: la Cala dello zolfo)
  • Costa Punta Portupaleddu o Punta di Portopaglietto (cioè: della paglia marina o dell'alga)
  • Spiaggia di Portopaglietto o Portupaleddu
  • Costa Paleturri o Pal'e Turri (cioè: dietro la torre)
  • Costa Punta Su Scogliteddu (cioè: punta dello scoglietto)
  • Isolotto o scoglio della Ghinghetta con fanale
  • Spiaggetta La Caletta o Cala della Ghinghetta
  • Spiaggetta Tonnara Su Pranu (cioè: tonnara del piano)
  • Spiaggia di Portoscuso: zona alterata dall'ampliamento del porticciolo turistico e per i pescatori
  • Costa Punta de Sa Furungonara (cioè: punta dell'angolo o del cantone)
  • Spiaggia Is Canneddas o Is Canelles (cioè: canne di palude): alterata dall'ampliamento del porto industriale
  • Portovesme: porto commerciale e industriale del Sulcis
  • Spiaggia di Portovesme: zona alterata dall'ampliamento del porto industriale di Portovesme
  • Portu de Sa Linna (cioè: porto della legna): zona alterata dall'ampliamento del porto industriale di Portovesme
  • Spiaggia Punta Tabarchina: zona alterata dal bacino dei fanghi rossi
  • Spiaggia Punta de Sa Femmina (cioè: punta della donna): zona alterata dal bacino dei fanghi rossi
  • Costa Punta de Sa Femmina: zona alterata dal bacino dei fanghi rossi
  • Spiaggia Punta S'Aliga (cioè: punta delle alghe)
  • Costa Punta S'Aliga
  • Costa Boi Cerbus (cioè: bue cervo)

Geografia antropica [modifica]

Frazioni [modifica]

Oltre al centro cittadino, il comune di Portoscuso comprende varie località distribuite al di fuori del perimetro urbano. Tra di esse, le più popolose sono: Bruncuteula, Paringianu e Portovesme.

Porto turistico

Evoluzione demografica [modifica]

Abitanti censiti[4]

Monumenti [modifica]

Degne di nota sono le prime costruzioni di rilievo, la Torre e la Tonnara Su Pranu, a fianco del quale sorge la Chiesa di Santa Maria d'Itria.

La Torre Spagnola [modifica]

La Torre Spagnola

La Torre venne fatta erigere dai conquistatori spagnoli nel 1594 come difesa dai corsari barbareschi. È realizzata in tufo e trachite della zona e sorge sulla cima di un piccolo promontorio. Ha un unico portale d'ingresso a 3,5 metri dal suolo, raggiungibile da una scala dalla cui cima si può vedere la chiesa di Santa Maria d'Itria e la tonnara Su Pranu. Alla fine degli anni '50, durante alcuni scavi, alla sua base furono trovati resti umani e cannoni di epoca tardo-medievale, attualmente custoditi a Cagliari.

Inquinamento [modifica]

A causa del polo industriale che ricade all'interno del comune di Portoscuso, in località Portovesme, il territorio è sotto controllo per l'inquinamento ricollegabile alle attività delle industrie. Oltre a questo un altro fattore di rischio è legato alla presenza di un bacino di raccolta di scarti di lavorazione della bauxite(comunemente noti come fanghi rossi), contenente sostanze anche tossiche. Nei giorni di vento le polveri provenienti dal bacino, quando questi fanghi sono essiccati, possono venire trasportate verso il paese e i comuni limitrofi[5][6].

Note [modifica]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Comunas - Comune di Portoscuso
  3. ^ Salvatore Colomo, Sardegna - Guida alle Coste, Cagliari, Società Editrice L'Unione Sarda, 2010.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Articolo pubblicato su Panorama
  6. ^ Articolo della Nuova Sardegna

Bibliografia [modifica]

Voci correlate [modifica]

Altri progetti [modifica]

Collegamenti esterni [modifica]


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