Ussana

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Ussana
comune
Ussana – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Sardegna-Stemma.svg Sardegna
Provincia Provincia di Cagliari-Stemma.png Cagliari
Amministrazione
Sindaco Pier Paolo Loddo (lista civica La Nostra Ussana) dal 01/06/2010
Territorio
Coordinate 39°24′00″N 9°05′00″E / 39.4°N 9.083333°E39.4; 9.083333 (Ussana)Coordinate: 39°24′00″N 9°05′00″E / 39.4°N 9.083333°E39.4; 9.083333 (Ussana)
Altitudine 97 m s.l.m.
Superficie 32,82 km²
Abitanti 4 263[1] (31-3-2012)
Densità 129,89 ab./km²
Comuni confinanti Donòri, Monastir, Nuraminis, Samatzai, Serdiana
Altre informazioni
Cod. postale 09020
Prefisso 070
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 092088
Cod. catastale L512
Targa CA
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti Ussanesi
Patrono san Sebastiano martire
Giorno festivo 20 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ussana
Posizione del comune di Ussana nella provincia di Cagliari
Posizione del comune di Ussana nella provincia di Cagliari
Sito istituzionale

Ussana è un comune italiano di 4.263 abitanti della provincia di Cagliari situato nell'antica regione di Parteolla.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel suo territorio sono stati individuati insediamenti risalenti al Neolitico antico . Millenni dopo i romani edificarono qui varie opere tra cui le terme.

Nel medioevo fece parte del giudicato di Cagliari, nella curatoria di Dolia, e poi dei domini della famiglia pisana dei Della Gherardesca. Passata al regno di Sardegna divenne proprietà di vari feudatari fino al XIX secolo [2].

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo Ùssana compare per la prima volta, sotto la forma latina “villa Ussane”, cioè “paese di Ussana”, in un documento feudale del 1326. Sempre sotto la forma Ussana lo ritroviamo nel 1328 e nel 1331. Nei registri delle decime custoditi nell’Archivio Vaticano è così registrato: nel 1341 Usana, nel 1346-1350 una volta come Ossane e due volte come Ussana.

È evidente che la forma “Ossane” è dovuta alla latinizzazione Ussane, pertanto la O iniziale va considerata come un errore di trascrizione da parte dello scrivano. Negli atti del Parlamento di Pietro IV di Aragona (1355) è scritto Ussana mentre in quelli del Parlamento di Alfonso il Magnanimo (1421) risulta Usena. Ancora nei registri parrocchiali redatti dal 1569 lo ritroviamo contemporaneamente nelle varianti Usana, Ussena e Ussana; in quest’ultima forma si attesta definitivamente dalla metà del Seicento in poi. Anche nelle rare pubblicazioni del XVI-XVII secolo si ritrovano le stesse differenze: il Fara nel suo "Chorografia Sardiniae" (1580-1589) lo menziona come "oppidum Ussenæ", e il Vico nel "De la historia general de la isla y reyno de Sardeña" (1639) lo chiama Ussena.

Compare anche in alcune carte geografiche della Sardegna in due varianti, frutto di una errata interpretazione dei cartografi; nella carta del Coronelli (1650-1718) è scritto Orsana e in quella di G. B. Cavallini (1652) addirittura Orsola. In sostanza è possibile affermare che al di là di alcune versioni scritte il toponimo originario è giunto invariato fino ai nostri giorni.

Sul significato del toponimo Ùssana esistono varie ipotesi interpretative, di alcune delle quali si dà qualche cenno. Il canonico Giovanni Spano nel suo "Vocabolario sardo geografico patronimico ed etimologico" (1872), ritiene che i nomi che principiano da US, URS, sono d’origine fenicia e che UZ, OZ, significhi fortificazione, munizione; ma questa ipotesi non è presa in considerazione dagli studiosi contemporanei.

Trova indubbiamente un sicuro fondamento scientifico la tesi del glottologo e linguista prof. Giulio Paulis (1987) che ritiene come il toponimo non abbia una chiara origine e rientri certamente nello strato linguistico protosardo. Anche il collega linguista prof. Massimo Pittau (1997) reputa che Ùssana è quasi certamente un toponimo sardiano o nuragico, il quale trova riscontro in altri toponimi sardi: Úsana (Orgosolo), Usanis (Osidda), Usinavà (Torpè), Usini. Segnala rispondenza anche nel nome di persona (antroponimo) etruscoUsuna”. Non si conosce però il significato di quei toponimi e di quest’antroponimo; tuttavia solo il fatto di avere come finale la consonante “n” assicura che si tratti realmente di un toponimo nuragico e cita per confronto: Cossoine, Laconi, Lerno, Oliena, Ottana, Sedini. Per quanto riguarda la sua corretta scrittura e pronuncia, così come ha deliberato recentemente il consiglio comunale, su richiesta della Regione Sardegna, va scritto con l’accento grave sulla Ù (Ùssana). Si può dunque concludere che il vero significato del toponimo Ùssana resta ignoto ma certamente testimonia un’antichissima origine.

Gonfalone e stemma[modifica | modifica wikitesto]

Stemma di Ussana

Lo stemma civico, nella sua rappresentazione grafica, esprime l’identificazione di un Comune quale soggetto istituzionale. Il gonfalone è il vessillo di rappresentanza ufficiale di un Comune. Nei colori e nei simboli dell’emblema di un Comune vi è rappresentata l’immagine di una comunità, la sua storia, le vicende della sua gente, raffigurandone oltre al passato, il presente, le prospettive e le speranze del suo futuro. Lo stemma e il gonfalone degli enti territoriali, è soggetto ad una precisa legislazione e quindi ad una tutela legale. Il Consiglio Comunale di Ussana ha approvato l’adozione del proprio stemma e del gonfalone con delibera n. 23 del 23 maggio 1996, dopo approfonditi studi storici e un’intensa corrispondenza con l’Ufficio Araldico della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ente deputato alla fase che precede l’autorizzazione vera e propria che compete al capo dello stato. Il 4 settembre 1996 il presidente della repubblica Oscar Luigi Scalfaro, ha firmato il decreto di concessione in sostituzione di un precedente stemma approvato con DPR del 13 luglio 1987 e mai adottato perché giudicato scarsamente rappresentativo. Nel decreto è indicata la descrizione, sia dello stemma sia del gonfalone, nel rigoroso linguaggio dell’araldica:

Stemma: partito: nel primo, d’oro, alla torre di rosso mattonata di nero, chiusa e finestrata dello stesso, merlata alla guelfa di cinque, fondata sulla pianura di verde; nel secondo, di rosso, alle due frecce d’argento, poste in decusse, accompagnate da due stelle di otto raggi di azzurro, una in capo, l’altra in punta. Ornamenti esteriori da Comune.

Gonfalone: drappo partito di rosso e di azzurro, riccamente ornato di ricami d’argento e caricato dallo stemma sopra descritto con l’iscrizione centrata in argento, recante la denominazione del Comune. Le parti di metallo ed i cordoni saranno argentati. L’asta verticale sarà ricoperta di velluto dei colori del drappo, alternati, con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri ricolorati dai colori nazionali frangiati e argentati. In sostanza la torre merlata, vuole ricordare l’appartenenza territoriale di Ussana a feudi di importanti famiglie: pisane , catalano-aragonesi e sarde (Della Gherardesca, Salavert, Estaper, Montpavon, Gomez, De Sena, Montbuy, Boter, Erill, Aymerich, Bonfil Montaner, Manca Guiso e Amat) nonché il toponimo di uno dei vicinati che compongono il centro storico: Su Bruncu de sa Turri, nome di luogo sicuramente derivato dalla presenza di un’antica torre. In araldica, la torre simboleggia l’antica nobiltà e l’oro del campo (cioè lo sfondo) enfatizza quei valori. Le frecce sono gli attributi iconografici del martirio di san Sebastiano, con riferimento appunto alla plurisecolare venerazione che gli ussanesi nutrono per il loro santo patrono. L’araldica attribuisce alle frecce anche il significato di amore, tradizioni genuine e velocità. Il rosso del campo ricorda il martirio del santo guerriero. Le due stelle, sono simboli di valore che in araldica rappresentano: la mente rivolta a Dio, la finezza d’animo, la fama, la nobiltà illustre etc. I rami di alloro e di quercia che contornano la quasi totalità degli stemmi dei Comuni d’Italia hanno un importante significato: forza e dignità per la quercia, gloria, fedeltà e amicizia per l’alloro; inoltre la corona argentata, posta sopra lo stemma, trae ispirazione dalle antiche cinte murarie delle città medievali. Lo stemma e il gonfalone di Ussana sintetizzano l’antica storia del centro campidanese, segnata da numerosi avvenimenti che l’hanno reso partecipe della vita sarda, ricca di numerose testimonianze riscontrabili nei resti archeologici, nei suoi monumenti e nelle numerose fonti archivistiche che la documentano con sistematicità a partire dal medioevo.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di San Sebastiano
  • Chiesa di San Saturnino

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

  • Lungo il confine con Monastir si trovano i ruderi del castello di Baratuli, un antico castello situato all estremità del monte Olladiri, edificato nel XII secolo dai giudici di Cagliari.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

  • Terme romane
  • Sarcofago romano (III secolo d. C.): Nella chiesetta romanica di San Saturnino si conserva il più importante reperto archeologico di età romana finora scoperto nel territorio di Ussana. Si tratta di un’arca funebre di marmo, con una ricca decorazione scultorea, nella parte frontale e nei due lati. Il manufatto, destinato in origine ad accogliere i resti mortali di una giovane patrizia, è stato rinvenuto in epoca incerta, presumibilmente nelle campagne del paese, in circostanze fortuite durante l’esecuzione di lavori agricoli.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Persone legate ad Ussana[modifica | modifica wikitesto]

  • Efisio Massa (1796-1863), docente universitario nelle facoltà di medicina e di filosofia dell'Università di Cagliari, ricoprì incarichi di primo piano in importanti istituzioni cittadine. Per i suoi meriti il re gli conferì il titolo di Cavaliere dei santi Maurizio e Lazzaro[4].
  • Michele Maxia (1819-1905). Laureato in sacra teologia insegnò filosofia e lettere nelle scuole superiori e nell’Università di Cagliari.[5].
  • Sisinnio Sedda (1829-1914). Esponente della ricca borghesia rurale, studiò filosofia a Cagliari; fu sindaco di Ussana per trentadue anni, per le sue doti nel campo dell’imprenditoria agricola il re gli conferì l’onorificenza di cavaliere della Corona d'Italia.[6].
  • Luigi Littera (1901-1974). Giornalista e scrittore, trasferitosi a Roma collaborò con importanti giornali e riviste, fondò e diresse il periodico “L’Idea Nazionale”. Ricoprì posti di responsabilità al fianco di personalità di primo piano della vita nazionale. Per i suoi alti meriti culturali gli fu conferita la laurea “honoris causa” e numerose altre onorificenze.[7].

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

È presente una società di calcio a 5, la Futsal San Sebastiano.

Pallavolo[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1998 è attiva l'Associazione Dilettantistica Sportiva "Volley Ussana", che presenta una Seconda e Terza Divisione femminile, due Under maschili e una femminile e il Minivolley per allievi dai 5 agli 11 anni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2012.
  2. ^ Ussana, cenni storici
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Terenzio Puddu, Il medico cavaliere Efisio Massa in Partecipando, ottobre 2011, p. 10.
  5. ^ Terenzio Puddu, Il professore Michele Maxia in Partecipando, novembre-dicembre 2012, p. 8.
  6. ^ Terenzio Puddu, Cav. Sisinnio Sedda in Partecipando, settembre 2010, p. 10.
  7. ^ Terenzio Puddu, Il giornalista e scrittore Luigi Littera in Partecipando, luglio-agosto 2010, p. 8.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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