Sardara
| Sardara comune |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | Medio Campidano | ||||
| Sindaco | Giuseppe Garau (lista civica) dal 16-05-2011 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 39°37′0″N 8°50′0″E / 39.61667°N 8.83333°ECoordinate: 39°37′0″N 8°50′0″E / 39.61667°N 8.83333°E | ||||
| Altitudine | 163 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 56,11 km² | ||||
| Abitanti | 4 217[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 75,16 ab./km² | ||||
| Comuni confinanti | Collinas, Mogoro (OR), Pabillonis, San Gavino Monreale, Sanluri, Villanovaforru | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 09030 | ||||
| Prefisso | 070 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 106016 | ||||
| Cod. catastale | I428 | ||||
| Targa | VS | ||||
| Cl. sismica | zona 4 (sismicità molto bassa) | ||||
| Nome abitanti | sardaresi | ||||
| Patrono | Maria SS. Assunta | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Sardara all'interno della provincia del Medio Campidano |
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| Sito istituzionale | |||||
Sardara (Sàrdara in sardo) è un comune italiano di 4.217 abitanti[1] della provincia del Medio Campidano in Sardegna, nell'antica subregione storica del Monreale. È un importante centro agricolo e termale.
Il suo territorio, che si sviluppa per 56,11 km², si estende a cavallo tra la pianura del Campidano centrale e le colline della Bassa Marmilla e confina con la Provincia di Oristano; è attraversato, per circa 10 km, dalla Superstrada (SS131/E25) Carlo Felice e per breve tratto, pure dalla ferrovia Cagliari-Golfo Aranci. Confina con i comuni di Collinas a nord, Villanovaforru a nord-est, Sanluri ad est, San Gavino Monreale a sud, Pabillonis a ovest e Mogoro (OR) a nord-ovest.
La fascia pianeggiante occupa gran parte del settore centro-occidentale e meridionale del territorio, mentre nelle zone settentrionali e orientali si elevano dei rilievi collinari, alcuni dei quali superano i 300 metri s.l.m. La massima elevazione si raggiunge con la punta di "Nuraxi Colòmbus" in cima al piccolo altopiano del Monte Fortuna (tra Sardara e Collinas) a quota 372 metri s.l.m. Nella parte centro-meridionale del territorio, si erge dalla pianura l'insieme delle colline del Monreale, che prendono nome dall'omonimo castello risalente al periodo giudicale. Il centro abitato si trova leggermente arroccato sul versante meridionale delle colline di "Pranu Quaddus" e di "Su Pibizziri", mentre a sud-ovest è dominato dal castello di Monreale. Il centro urbano, si estende ad un'altezza compresa fra i 130 m circa delle periferie sud-occidentali più basse fino ai circa 200 m del lembo periferico nord-orientale. Le sorgenti di acque termali e l'equidistanza da Cagliari ed Oristano, ne hanno favorito lo sviluppo.
Indice |
[modifica] Monumenti e luoghi di interesse
- Tempio con pozzo nuragico,
- Castello di Monreale
- Chiesa di Sant'Anastasia,
- Chiesa di San Gregorio,
- Terme di Santa Maria de Is Acquas.
Nel suo territorio sono presenti numerose tracce della vita delle comunità che in passato hanno abitato il territorio. Fra i monumenti più importanti ricordiamo il tempio a pozzo nuragico di Sant'Anastasia, situato dentro il centro abitato, nell'area dove sorge la chiesetta di Sant'Anastasia, quest'ultima risalente al periodo bizantino; il tempio a pozzo è uno dei più antichi e meglio conservati dell'Isola e pare che sia stato edificato intorno al IX-VIII secolo a.C. Al suo interno vi si accede attraverso una scala di 12 gradini coperta da una "tholos" dell'altezza di 5 metri; qui le antiche popolazioni nuragiche di tutto il territorio circostante praticavano il culto delle acque, perché si riteneva che le acque di questo pozzo avessero delle proprietà curative ("Funtana de is dolus"). L'acqua che lo alimenta proviene dalla sorgente "Sa mitzixedda", situata sulle colline che sovrastano il paese ed è stata incanalata artificialmente per arrivare al pozzo. Attorno ad esso e alla chiesetta di Sant'Anastasia è ben visisbile il villaggio nuragico dove attualmente vi si trovano i resti di 5 "capanne" nelle quali si riunivano le tribù nuragiche. La maggior parte del villaggio però si estende sotto le case e le strade della parte alta del paese. Proprio da questo importante villaggio nacque il centro abitato di Sàrdara. A poca distanza dall'area archeologica di Santa Anastasia, in località "Sa Costa", sono stati ritrovati i famosi "arcieri in bronzo" di eccezionale fattura. Inoltre nel territorio comunale sono disseminati circa 30 nuraghi.
Molto suggestivo è il centro storico del paese, con le strade in selciato, le case in pietra e i pregevoli portali. Proprio nel centro storico trovano posto diverse chiese, come quella romanico-gotica di San Gregorio Magno risalente al primo quarto del XIV secolo, che presenta una bellissima bifora di notevole valore archittettonico ed è uno dei monumenti gotici più integri dell'Isola; la chiesa di Sant'Antonio risalente al XVII secolo, dove al suo interno si può ammirare un altare ligneo policromo del 1700; la chiesa parrocchiale della Beata Vergine Assunta dotata di torre campanaria, dove al suo interno sono presenti un antico organo a canne del '700, un bellissimo altare marmoreo e delle pregevoli statue lignee, tra cui quella di San Bartolomeo, i busti lignei dei SS. Pietro e Paolo e l'altare ligneo della Madonna d'Itria del XVIII secolo. Importante anche il museo archeologico "Villa Abbas", situato nelle vicinanze della parrocchiale della Beata Vergine Assunta, dove sono esposti numerosi reperti rinvenuti sia nel territorio di Sardara (come i bronzetti nuragici, i reperti di Sant'Anastasia, del Castello di Monreale e della necropoli romana di Terr'e Cresia, rinvenuta nella periferia del paese, dove attualmente sorge la zona artigianale) e sia in diversi comuni della provincia del Medio Campidano e della provincia di Cagliari.
Un altro importante monumento è il Castello di Monreale, risalente al periodo giudicale, che svetta imponente in cima ad una collina di forma conica a 274 m s.l.m. L'altura fortificata di Monreale (che ricade interamente all'interno del territorio del Comune di Sardara e non della confinante San Gavino Monreale) è ricoperta da una fittissima vegetazione mediterranea, con specie vegetali particolari, come ad esempio la Quercus coccifera (quercia coccifera). La fortezza era la roccaforte del giudicato di Arborea e controllava il confine meridionale del Regno con il Giudicato di Calari (o Cagliari). Il titolo "Monreale" deriva dalla sua antica denominazione "Castrum Montis Regalis". Il castello veniva utilizzato come sede residenziale dei Giudici, luogo d'avvistamento, come dispensa delle derrate alimentari e infine come carcere. Qui vi soggiornarono importanti personaggi della storia del medioevo sardo come Eleonora d'Arborea, Mariano IV di Arborea, Ugone II, ecc. Nei versanti della collina degradanti verso nord e ovest, sorgeva un villaggio all'epoca denominato "Borgo di Castello", oggi ancora da scavare. Dopo la caduta del giudicato di Arborea, il castello passò agli Aragonesi; la fortezza venne in seguito smantellata e abbandonata e gli abitanti del borgo si trasferirono a Sardara. Oggi è in fase di restauro e sono ben visbili in cima al colle le possenti mura del mastio, le 8 torri e tratti di mura perimetrali che cingevano il borgo medioevale. Dal castello si domina tutto il sottostante Campidano, dal Golfo di Oristano a quello di Cagliari e nelle giornate più limpide si riesce a scorgere persino il Gennargentu. Proprio nelle immediate vicinanze del maniero trovano posto anche le miniere dismesse di fluorite di "Monreale" e "Perda Lai".
Sàrdara però è nota in tutta l'Isola e non solo, soprattutto per le famose e rinomate terme, che sono situate in una piccola valle a circa 2 km a ovest del centro abitato, ai piedi del castello di Monreale e lungo la strada provinciale per Pabillonis. Qui trovano posto i conosciutissimi e frequentatissimi stabilimenti termali, immersi nel verde del boschetto degli eucalipti e della macchia mediterranea, accanto all'antico edificio delle Terme Romane, che in passato erano conosciute con il nome di "Aquae Neapolitanae". Le acque termali delle sorgenti di Sardara sgorgano a varie temperature comprese tra i 50 e i 68 °C e vengono classificate in minerali-bicarbonato-alcaline-ipertermali. Nella stessa area si trova pure il Santuario diocesano di Santa Maria de is Acuas (Madonna delle Acque), Patrona della Diocesi di Ales-Terralba, da sempre meta di pellegrinaggi. Nell'altare del Santuario è presente l'antica statua della Madonna, popolarmente chiamata "Santa Mariàcuas beccia" realizzata in epoca spagnola e databile tra la fine del cinquecento e l'inizio del seicento. In realtà però, il culto di Santa Mariàcuas, che anticamente era denominata la "Madonna del latte dolce", risaliva addirittura al periodo bizantino. Si narra che, durante una delle numerose incursioni saracene, la statua venne nascosta sotto i ruderi delle vecchie terme e poi ritrovata successivamente. Il simulacro processionale, invece, è custodito tutto l'anno nella parrocchia della Beata Vergine Assunta e viene trasferito processionalmente al Santuario in occasione delle festività di maggio e settembre. La festa di maggio viene chiamata "Sa festa de is pastoris" (la festa dei pastori), mentre a settembre si celebra "Sa festa manna" (penultimo lunedì del mese), una tra le feste religiose e popolari più grandi e suggestive di tutta l'Isola, che vede la partecipazione di decine di migliaia di devoti e visitatori. A partire dal 2005 Sardara detiene il riconoscimento di "Bandiera arancione" assegnato dal Touring Club Italiano, mentre nel 2009 ha ricevuto la prestigiosa Certificazione Herity sulla qualità della gestione del patrimonio culturale.
[modifica] Società
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Giuseppe Garau (lista civica) dal 16-05-2011
[modifica] Note
- ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
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