Carlo Felice di Savoia
| Carlo Felice | |
|---|---|
Carlo Felice di Savoia. |
|
| Re di Sardegna | |
| In carica | 1821 - 1831 |
| Predecessore | Vittorio Emanuele I |
| Successore | Carlo Alberto di Savoia-Carignano |
| Nome completo | Carlo Felice Giuseppe Maria di Savoia |
| Altri titoli | duca di Savoia, Piemonte, Aosta |
| Nascita | Torino, 6 aprile 1765 |
| Morte | Torino, 27 aprile 1831 |
| Luogo di sepoltura | Altacomba |
| Casa reale | Savoia |
| Padre | Vittorio Amedeo III di Savoia |
| Madre | Maria Antonietta di Borbone-Spagna |
| Consorte | Maria Cristina di Borbone-Napoli |
| Firma | |
Carlo Felice di Savoia (Torino, 6 aprile 1765 – Torino, 27 aprile 1831) fu re di Sardegna dal 1821 alla morte.
Indice |
Biografia [modifica]
I primi anni [modifica]
Quinto figlio maschio di Vittorio Amedeo III di Savoia e Maria Antonietta di Borbone-Spagna ebbe come nonni materni Filippo V di Spagna ed Elisabetta Farnese.
Quale fratello minore di Carlo Emanuele IV di Savoia e Vittorio Emanuele I di Savoia non era destinato alla successione al trono. Carlo Felice trascorse la sua infanzia con la sorella Maria Carolina e il fratello minore Giuseppe Benedetto Placido, conte di Moriana nella residenza paterna di Moncalieri. Di carattere Carlo Felice viene descritto sin da giovane come un ragazzo sostanzialmente chiuso, incline alla solitudine, quasi ascetico (che per un certo periodo gli aveva fatto balenare la carriera ecclesiastica) e una concezione sacrale della monarchia e del diritto di regno.
In seguito all'occupazione di Napoleone del Piemonte nel 1796, quando la corona sabauda perse il Ducato di Savoia e l'area del genevese, Carlo Felice, che era appunto duca del Genevese, ottenne in cambio il titolo di marchese di Susa.
L'ascesa al trono [modifica]
Quando Carlo Emanuele IV abdicò, non avendo avuto figli, il 4 giugno 1802 lasciò il trono a Vittorio Emanuele il quale tuttavia aveva solo figlie femmine.
Il 7 marzo 1807, nella cappella palatina del Palazzo Reale di Palermo, sposò Maria Cristina di Borbone-Napoli (17 gennaio 1779 - 11 marzo 1849) e figlia di Ferdinando I delle Due Sicilie e Maria Carolina d'Austria. Il matrimonio rimase pericolosamente senza eredi, il che minacciò per diverso tempo l'estinzione della dinastia dei Savoia sul trono.
Nel 1815 si recò con la moglie in Sardegna per assumere la carica di viceré per conto del fratello, carica che mantenne formalmente sino al 1821 pur facendo rientro alla corte di Torino dopo breve tempo.
All'abdicazione di Vittorio Emanuele I di Savoia, nel 1821, Carlo Felice divenne re.
Il 1821 ed i rapporti con Carlo Alberto [modifica]
Carlo Felice iniziò il proprio regno nel 1821, proprio nel bel mezzo dei moti carbonari di Torino che avevano visto molte persone scendere in piazza a reclamare una costituzione che facesse del regno di Sardegna un regno liberale e moderno. Carlo Felice, dal canto suo, era sempre stato piuttosto distaccato da queste manifestazioni e non era mai stato propenso ad accondiscendere positivamente a queste richieste.
Prima della sua ascesa al trono, per alcuni mesi, un suo lontano cugino Carlo Alberto, principe di Carignano, venne nominato reggente del regno in sua vece dal momento che Carlo Felice si trovava a Modena, ospite del cognato, il duca Francesco IV.
Carlo Alberto, in questo breve periodo, si era dimostrato estremamente liberale e segretamente favorevole ai moti che stavano cambiando il volto del vecchio regno di Sardegna. Egli aveva infatti concesso la costituzione senza attendere l'approvazione del monarca; ma questi ne disapprovò l'operato e chiamò gli austriaci a intervenire in Piemonte, ordinando a Carlo Alberto come punizione di allontanarsi dalla Corte, spostandolo alla testa delle truppe di stanza a Novara.
Tornato nella capitale, Carlo Felice abrogò immediatamente l'effimera costituzione promulgata da Carlo Alberto.
Politica e regno [modifica]
Come re, Carlo Felice era piuttosto annoiato dalla politica e fu perlopiù assente dalla capitale, in quanto frequenti furono i suoi soggiorni lontano dalla capitale: in Savoia, nel nizzardo, in Liguria, oltre a lunghi periodi di residenza nei castelli di Govone e Agliè. In particolare egli era entrato in possesso di quest'ultimo castello nel 1825, avendolo ricevuto in eredità dalla sorella Maria Anna. Genova era una delle sue residenze preferite e come tale la stessa città porta ancora una sua impronta indelebile. Il compito del governo fu ampiamente delegato al suo austero Ministro dell'Interno, il conte De Cholex.
Innamorato dell'arte e della cultura, nel 1824 acquistò l’abbazia di Altacomba dove erano sepolti molti dei suoi antenati e ne curò il progetto di restauro che affidò all’architetto Ernesto Melano.
Sarà sempre lui poi, nello stesso anno, ad acquistare buona parte della collezione che attualmente costituisce il Museo Egizio di Torino, ricevendo i reperti direttamente dal barbaniese Bernardino Drovetti, in quegli anni Console Generale di Francia in Egitto. La collezione venne poi destinata al palazzo dell'Accademia delle Scienze, ancora oggi sede del museo.
Nel 1827 Carlo Felice fece pubblicare il nuovo codice civile e penale degli stati sabaudi che andava a riformare il precedente, a sua detta ancora troppo impregnato di valori rivoluzionari. Dopo poco istituì anche la camera di commercio e la Scuola di Paleografia e Diplomatica, affiliata all'accademia di pittura e scultura.
Verso la metà del XVIII secolo il cardinale Ferrero della Marmora, abate commendatario di Fruttuaria, aveva aperto la tomba del re Arduino d'Ivrea, ne aveva prelevato lo scettro, la corona e l'anello e ne aveva risotterrato le ossa nell'orto del monastero a causa della scomunica che era stata comminata ad Arduino. Poco tempo dopo il conte Filippo di San Martino d'Agliè, discendente di Arduino, ne dissotterrò le ossa e le ripose in una cassetta di legno nella sacrestia della chiesa del castello di Agliè. Quando il castello passò di proprietà ai Savoia, le ceneri vengono rivendicate dal conte Carlo Francesco Valperga di Masino, che le fece sotterrare in una cassa marmorea nel castello di Masino. La tomba presso il Castello di Masino fu aperta nel 1827 alla presenza del re Carlo Felice e le ossa furono benedette.
L'unica azione militare che portò avanti negli anni del suo regno fu una spedizione a Tripoli nel 1825 con lo scopo di attaccare la città quando il Bey aveva deciso di sottrarsi alle condizioni di alcuni trattati concordati durante il regno di Vittorio Emanuele I, i quali affermavano il diritto per i Cittadini dello Stato Sabaudo di poter trasmettere in eredità i beni posseduti in Tunisia.
Nel 1828 terminò la costruzione di un ponte sul fiume Ticino all'altezza di Boffalora, opera iniziata dal fratello Vittorio Emanuele I qualche anno prima sulla base di un trattato con l'imperatore d'Austria, reggente sull'altra sponda del fiume nel Regno Lombardo-Veneto.
Carlo Felice morì il 27 aprile 1831 a Torino, presso Palazzo Chiablese e volle essere sepolto nell'abbazia di Altacomba in Savoia, dove nel 1849 verrà sepolta anche la moglie.
La morte e la successione [modifica]
| (FR) « Messieurs, nous enterrons en ce jour la monarchie. » |
(IT) « Signori, noi oggi sotterriamo la monarchia. » |
| (Claude-François de Thiollaz) | |
Queste sono le parole dette dal vescovo di Annecy, Claude-François de Thiollaz, al funerale del re. Effettivamente con Carlo Felice, che non aveva avuto eredi dal proprio matrimonio, si estingue il ramo principale dei Savoia che passerà la corona reale a quello dei Savoia-Carignano con Carlo Alberto, suo successore.
La scelta di Carlo Alberto quale suo successore fu per Carlo Felice una scelta non facile ma obbligata, soprattutto perché il cugino si era dimostrato particolarmente incline al liberalismo e ad amicizie filo-carbonare.
Al suo nome è intitolato il Teatro Carlo Felice di Genova, per il quale lo stesso re aveva composto alcune pièces teatrali. A Cagliari, in Piazza Yenne, è presente una sua statua. A lui è dedicata anche la Strada Statale 131 in Sardegna, una via a Monastir e Piazza Carlo Felice a Torino. A Nizza, allora parte dei possedimenti sabaudi, gli è stata eretta una statua, a ricordo delle opere da lui commissionate per la realizzazione del nuovo porto, e gli è dedicata una piazza.
Ascendenza [modifica]
Onorificenze [modifica]
Onorificenze sabaude [modifica]
| Gran Maestro dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata | |
| Gran Maestro dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro | |
| Gran Maestro dell'Ordine Militare di Savoia | |
Onorificenze straniere [modifica]
| Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro (austriaco) | |
| Cavaliere dell'Insigne e Reale Ordine di San Gennaro | |
| — Palermo, 7 marzo 1807 [1] |
| Cavaliere di Gran Croce del Reale Ordine di San Ferdinando e del Merito (Regno delle Due Sicilie) | |
Note [modifica]
- ^ Onorificenza acquisita il giorno del matrimonio
Bibliografia [modifica]
- Alberto Emanuele Marongiu Nurra, Elogio funebre di Carlo Felice di Savoja, ed. G. Marietti, Torino, 1831
- Domenico Perrero, Gli ultimi reali di Savoia del ramo primogenito ed il principe Carlo Alberto di Carignano: Studio storico su documenti inediti, ed. F. Casanova, Torino, 1889
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| Predecessore | Re di Sardegna | Successore | |
|---|---|---|---|
| Vittorio Emanuele I | 1821 - 1831 | Carlo Alberto |
| Predecessore | Viceré di Sardegna | Successore | |
|---|---|---|---|
| Filippo Vivalda di Castillino | 1796-1802 | Governo diretto della monarchia | I |
| Governo diretto della monarchia | 1814-1817 | Ignazio Thaon di Revel | II |
| Predecessore | Erede al trono di Sardegna | Successore | |
|---|---|---|---|
| Vittorio Emanuele, duca d'Aosta Poi monarca col nome di Vittorio Emanuele I |
Principe ereditario 1802-1821 |
Carlo Alberto, principe di Carignano Poi monarca col nome di Carlo Alberto |
| Predecessore | Duca del Genevese | Successore | |
|---|---|---|---|
| Nuova creazione | 1785 - 1796 | Occupazione francese |
| Predecessore | Marchese di Susa | Successore | |
|---|---|---|---|
| Nuova creazione | 1796 - 1821 | Titolo confluito nella Corona |
| Predecessore | Duca di Genova | Successore | |
|---|---|---|---|
| Nuova creazione | 1815 - 1821 | Titolo confluito nella Corona |
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