Lira sarda

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Carlo Felice: una lira
Carlo Felice 1 lira genova.jpg
CAR • FELIX • D•G• REX • SAR • CYP • ET • HIER• Testa nuda a destra DVX SAB•GENVAE ET MONTISF• PRINC• PED•&. Scudo coronato e collare dell'Annunziata, tra rami di quercia. In basso segni di zecca: P e ancoretta per Genova.
AR 900/1000 - 5 grammi, 1828

La lira sardo-piemontese fu l'unità monetaria del Regno di Sardegna fino al 1861.

Fino al XVIII secolo la lira sardo-piemontese si divideva in 20 soldi, ciascuno di 12 denari. In età napoleonica la parte continentale del regno di Sardegna fu occupata dalla Francia. La Savoia e Nizza col suo territorio furono annesse alla Repubblica (poi Impero) Francese, in Piemonte nacque in un primo momento una repubblica sorella della Francia (Repubblica d'Alba, poi Repubblica Subalpina), che in realtà era un territorio sotto occupazione militare. L'Armata francese impose quindi in Piemonte la lingua e lo standard monetario della Francia, e dunque il franco francese da 4,5 g di argento fino. La monetazione precedente rimaneva invece in vigore nell'isola di Sardegna accanto ad altre unità tipiche dell'isola (Cagliarese).

Con la sconfitta delle Francia ed il ritorno dei territori di terraferma sotto la giurisdizione del Regno di Sardegna (1815), il vecchio standard monetario non venne mai restaurato. Nel 1816 fu infatti confermato il sistema decimale di stampo francese con una lira da 5 g di argento a 900/1000 (pari a 4,5 grammi d'argento fino oppure 0,29 g d'oro fino) divisa in 100 centesimi. Il tasso di cambio della "nuova" lira era dunque pari a 1,18 lire piemontesi o 1,97 lire emesse per la Sardegna.

Man mano che il Regno di Sardegna occupò gran parte degli altri stati italiani preunitari, la monetazione sarda si sostituì ai sistemi monetari di questi. Quando nel 1861 il Regno di Sardegna assunse il nome di Regno d'Italia la lira sarda divenne lira italiana.

Poiché la lira sarda decimale deriva dal franco francese e non dalla lira sarda settecentesca in alcune regioni (per esempio in Sardegna, Piemonte, Liguria, Lombardia ed Emilia), probabilmente per distinguere la nuova lira da quella prenapoleonica, essa veniva chiamata Franco. Questo uso si è mantenuto nei dialetti fino alla scomparsa della lira italiana.

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