Lira pesante

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La Lira pesante fu una valuta, mai entrata in circolazione, proposta da Bettino Craxi nel 1986 a Carlo Azeglio Ciampi, allora governatore della Banca d'Italia[1]. L'idea di fondo era quella di riportare il valore della moneta italiana a un ordine di grandezza vicino alle valute straniere che circolavano allora in Europa, come ad esempio il Marco tedesco e il Franco francese, prima delle grandi svalutazioni e guerre. La proposta era di sostituire la Lira italiana con la nuova Lira pesante, dove il cambio sarebbe stato di 1 Lira pesante per 1000 Lire. Una possibile strada sembrava quella di sovrastampare le banconote in circolazione, ma l'introduzione subì diversi ostacoli. Furono create piccole quantità di Lire pesanti, in banconote da una, due, cinque e dieci lire, ai giorni nostri oggetto di collezionismo[2]. Il progetto, per motivi tecnici e politici, non fu mai portato a termine e la Lira pesante non entrò mai in circolazione [3][4].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ E Craxi convocò Ciampi. Così non nacque la lira pesante - cilanazionale.org
  2. ^ Immagini dei bozzetti per le nuove banconote.
  3. ^ Articolo sulla mancata introduzione della Lira pesante.
  4. ^ Lira pesante: piaceva a Craxi ed Amato, finì nel cestino - corriere.it