Vincenzo Sulis
Vincenzo Sulis (Cagliari, 28 ottobre 1758 – La Maddalena, 13 febbraio 1834) è stato uno scrittore e militare italiano del Regno di Sardegna.
Nasce da una famiglia modesta e riuscì a studiare fino alle scuole superiori della Regia Università di Cagliari. Improvvisamente abbandonò gli studi e si diede ad una vita disordinata.
Venne arrestato e dopo essere stato liberato si mise a fare razzie armato nei campi a capo di alcuni ex-compagni di prigione.
Avendo ottenuto il perdono giudiziario riprese gli studi e diventò uno dei più importanti notai di Cagliari.
L'arrivo della flotta francese nel 1793 risvegliò in lui il suo carattere ribelle e diventò da prima capopopolo contro i francesi e poi comandante delle truppe di Stampace durante i moti antipiemontesi.
Quando Carlo Emanuele IV perduto il Piemonte trovò rifugio in Sardegna, Vincenzo divenne uno dei suoi più stretti collaboratori.
In seguito però venne messo in cattiva luce dai suoi nemici al popolo e al re. Ricercato e con un taglia da 500 scudi venne tradito, consegnato alla forza pubblica ed infine processato. In seguito alla condanna nella quale gli fu comminata la pena di carcere a vita venne rinchiuso prima nella torre dell’Aquila a Cagliari e, dal 1799, nella Torre dello sperone ad Alghero, Torres Sulis, Torre di Sulis o Torres de l'Esperó Rejal, dove visse fino al 1821 anno in cui ricevette la grazia da Carlo Felice.
Finì i suoi giorni a La Maddalena dove scrisse la sua autobiografia, rimasta inedita fino al 1964.
Opere [modifica]
- Autografo dell’apologia esistente presso il municipio di Sassari (inedito)
- Autobiografia (Editrice Fossataro - 1964)
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Collegamenti esterni [modifica]
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