Porto Torres

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Vista panoramica di Porto Torres dalla periferia est
Porto Torres
comune
Porto Torres – Stemma
Porto Torres – Veduta
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Sardegna – stemma Sardegna
Provincia Sassari – stemma Sassari
Sindaco Beniamino Scarpa (sinistra - liste civiche) dal 14/06/2010
Territorio
Coordinate 40°50′13″N 8°24′5″E / 40.83694°N 8.40139°E / 40.83694; 8.40139 (Porto Torres)Coordinate: 40°50′13″N 8°24′5″E / 40.83694°N 8.40139°E / 40.83694; 8.40139 (Porto Torres)
Altitudine 17 m s.l.m.
Superficie 102,62 km²
Abitanti 22 567[1] (31-12-2010)
Densità 219,91 ab./km²
Comuni confinanti Sassari
Altre informazioni
Cod. postale 07046
Prefisso 079
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 090058
Cod. catastale G924
Targa SS
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti turritani o portotorresi
Patrono San Gavino, San Proto e san Gianuario
Localizzazione
Porto Torres è posizionata in Italia
Porto Torres
Posizione del comune di Porto Torres all'interno della provincia di Sassari
Posizione del comune di Porto Torres all'interno della provincia di Sassari
Sito istituzionale

Porto Torres (Posthudorra si pronuncia /Posthudorra/ in sassarese[2], Pòrtu Turre in sardo) è un comune di 22.567 abitanti in provincia di Sassari.
Porto Torres è il tredicesimo comune più popoloso della Sardegna.

Indice

[modifica] Geografia

La città di Porto Torres è situata sulla parte nord-occidentale delle coste sarde, all’interno del Golfo dell'Asinara (posizione strategica considerando che è l’unico porto sardo collegato con Corsica, Francia e Spagna ). Ha un territorio di 10200 ettari, metà dei quali sono costituiti dall’isola Piana e Asinara (sede dell’omonimo parco nazionale), la maggior parte del territorio non isolano è caratterizzato dalla pianura della Nurra, fatta eccezione di alcuni colli, il più alto dei quali è Monte Alvaro (342m), dove si estrae il calcare .Il territorio è attraversato da rio Mannu e dal più piccolo e meno conosciuto Fiume Santo, quest’ultimo delimita i confini del comune a ponente. Nel suo territorio è presente uno stagno (stagno di Gennano), ora inglobato nella zona industriale che ha una superficie di 23 km². Presenta una particolare costa, a tratti litorali sabbiosi (platamona) e a tratti rocciosa e frastagliata (scogliere di tufo) con falesie superiori ai 30m, interrotta talvolta da graziose spiagge. Il territorio comunale è delimitato a nord dal golfo dell’Asinara e per i restanti punti cardinali confina esclusivamente con Sassari.

[modifica] Collegamenti

L'Aeroporto di Alghero-Fertilia, lo scalo aeroportuale della provincia di Sassari, è situato ad una distanza di 35 km.

[modifica] Via Mare

Porto Torres è sede dell'omonimo porto di Porto Torres, Porto Internazionale, il secondo porto per importanza (sia merci che passeggeri) ed il primo per dimensioni della Sardegna.

[modifica] Strade

[modifica] Strade ferrate

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Ferrovia Ozieri Chilivani-Porto Torres Marittima, Stazione di Porto Torres e Stazione di Porto Torres Marittima.

[modifica] Storia

Solichi neolitici sul banco calcareo nei pressi della necropoli ipogeica di Su Crucifissu Mannu

[modifica] Periodo Preistorico/Nuragico

  • rinvenimenti paleontologici; sono stati rinvenuti sul territorio comunale (nei pressi di Fiume Santo) diversi resti di animali (coccodrilli, giraffe nane etc...) risalenti al Miocene. Di notevole importanza anche il rinvenimento di alcuni scampoli appartenuti a scimmie antropomorfe (oreopithecus) di circa 8 milioni di anni fa.
  • Preistoria; la frequentazione umana sui territori di Porto Torres è attestata senza dubbi al periodo prenuragico, facilmente deducibile dalle innumerevoli necropoli presenti nel territorio (Su Crucifissu Mannu, Li Lioni etc...). Non da meno l'eccezionale altera di Monte d'Accoddi, (più vicino a Porto Torres ma in comune di Sassari) ipoteticamente usato per rituali mirati alla fertilità.
  • Età del bronzo/nuragica; i reperti appartenenti a questo periodo sono riscontrabili nella necropoli di su crucifissu mannu, i più curiosi sono due crani trapanati due volte. Secondo studi accreditati questa pratica veniva utilizzata a fini terapeutici, allontanare tumori o emicranie, da non sottovalutare comunque l'opzione della trapanatura a propositi dediti a rituali magici. Gli innumerevoli nuraghi presenti sul suolo turritano appartengono appunto a quest'epoca, sette dei quali conservati in più buono stato (nuraghe margone, biunis, nieddu etc...). Importante è ricordare la Domus di andreolu, questi avelli simili a Domus de janas risalgono all'epoca nuragica, caratterizzate da simbolismi comuni in tutta la nurra, lunette, esedre e frontoni, tipiche anche delle tombe dei giganti.

[modifica] Periodo Fenicio/Punico

Della frequentazione in questo periodo abbiamo poche testimonianze, sicuramente la zona è stata riparo dei navigatori fenici e successivamente cartaginesi ma i rinvenimenti archeologici sono esigui, collegabili ad un possibile legame tra l'isola dell'Asinara e Melqart (l'Ercole fenicio/punico). Alcuni ammennicoli rinvenuto sono amuleti raffiguranti il dio Bes, una stele punica in tufo, una coppa greca del VI secolo a.C., rasoi e varie vettovaglie.

[modifica] Periodo romano

In questo periodo iniziò l'ascesa turritana, con la fondazione, probabilmente da parte di Giulio Cesare Ottaviano (durante un suo soggiorno in Sardegna) o di Marco Lurio, nel 46 d.C. della colonia iulia Turris Libisonis (unica colonia nell'isola). Il nome della colonia compare per la prima volta nella Naturalis Historia di Plinio il vecchio. Importante fu per la città il rio Mannu, che era navigabile per alcuni chilometri; in un successivo momento si aprì il bacino portuale, situato nei pressi dell'odierno molo antico. L'attività marinara-mercantile della colonia è fortemente documentata dal culto di Iside (protettrice dei marinai) la quale veniva festeggiata i primi giorni di marzo (navigium Isidis). Con questa celebrazione si apriva il periodo propizio alla navigazione, che si concludeva l'undici novembre. La fede nel culto di Iside è testimoniata da vari monumenti riassumibili dall'ara di Bubastis, altare dedito a rituali e offerte. Grazie alla costruzione del Ponte Romano (il più grande e antico ponte romano dell'isola), nel I secolo d.C. si poté collegare la città direttamente con i vasti campi di frumento della Nurra. Turris Libisonis fu, se non il più importante scalo dell'isola, uno dei più importanti, con collegamenti diretti con Ostia (porto di Roma). Nell'isola la città era per importanza politica seconda solo a Kalaris. Importante oltretutto lo sviluppo minerario: dalle vicine miniere venivano estratti argento e ferro. L'importanza della città e il suo legame con la capitale sono discernibili delle maestose terme, le domus dei mosaici, la cinta muraria ecc.

[modifica] Medioevo

  • Vandali e Bizantini. Prima della caduta dell'Impero Romano d'Occidente (476 d.C.) la città di Turris (come tutta la Sardegna) fu conquistata dai Vandali (circa 455 d.C.). La dominazione durò per quasi un secolo, fino al 533. Sconfitti i Vandali, nell'isola e nella città si insediarono i Bizantini ed in quel periodo Turris era residenza di possessores e decuriones (esattori di tasse). Molto probabilmente in città era presente anche un curator urbis, un funzionario cittadino nominato dal vescovo. Costui ricopriva numerosi incarichi, tra i quali quello di amministrare la giustizia, del censimento, della registrazione dei contratti, degli ordinamenti di polizia. La sede vescovile risale a data incerta ed antica ma certo è che il vescovo di Turris era nobilitato da un certo prestigio e autonomia nei confronti del vescovo di Calaris. Questa indipendenza fu suggellata definitivamente da Papa Martino I nel 650. Il vescovo aveva inoltre compiti istituzionali, oltre a quelli religiosi: nominava i funzionari e organizzava i sistemi preventivi difensivi della città, giudicava i reati, ecc.

La minaccia dei Longobardi portò Turris a predisporre pesanti difese e ad ospitare contingenti militari. Per questo fu nominato un tribunus che aveva ai propri ordini uno dei corpi di fanteria di cui si componeva l'esercito sardo-bizantino. Nel frattempo però, il controllo longobardo del Tirreno soffocò il commercio turritano.

  • Giudicati. Dopo l'interruzione dei contatti con Costantinopoli (capitale dell'impero bizantino), nel corso dei secoli IX e X vennero a formarsi i quattro Giudicati sardi, tra cui il Giudicato di Torres-Logudoro, con capitale Torres (non più Turris, vista la lenta ma progressiva scomparsa del latino in favore della lingua locale). Torres era ancora il secondo centro dell'isola, politicamente, religiosamente e per dimensioni demografiche. Il giudicato si estendeva dal lago Coghinas alle coste occidentali e dal golfo dell'Asinara alla catena del Goceano. L'economia era mossa dall'importante e strategica posizione della capitale, collegata marittimamente a Genova e facilmente raggiungibile da Pisa, proprio per questo motivo i mercanti di entrambe le repubbliche marinare erano molto presenti in città. Intorno al 1065 fu edificata la Basilica di San Gavino: cattedrale fino al 1441, il monumento in stile romanico più grande e antico dell'isola, essa venne edificata su iniziativa del Giudice Gomita.

[modifica] Periodo aragonese/sabaudo

  • Dominazione aragonese(1323-1479). Già nel periodo giudicale Torres cadde in un oblio dal quale non riusci più ad emergere: da capitale del regno e sede arcivescovile divenne pressoché disabitata. (Sassari infatti era riuscita ad ottenere un accordo con i genovesi, secondo il quale si vietava l'apertura di locali commerciali, perché si temeva l'eventuale ribalta turritana a sfavore della stessa Sassari). Per prevenire possibili rivendicazioni Genovesi e pisane, gli aragonesi, per i quali il porto di Torres era di notevole importanza, dopo un concordato con l'ormai più florida Sassari sbarcarono nel porto 300 cavalieri e 500 soldati. Ma con la conquista aragonese, la città entrò nella fase finale: non esisteva più un vero centro abitato e solo un rude porto testimoniava le glorie del passato. Ad infierire su Torres fu anche lo spostamento dei traffici marittimi, in favore di Cagliari ed Alghero. La città subi il colpo di grazia col trasferimento definitivo del vescovado a Sassari.
  • Periodo Sabaudo. Con l'arrivo dei Savoia si promossero nel borgo importanti opere ed interventi, per migliorare la disastrosa situazione portuale. Il re Carlo Felice favorì anche la costruzione di edifici amministrativi. Durante la sua prima visita nella cittadina, salassata e ammorbata dalle tasse e dalla prevaricazione sassaresi, i cittadini tentarono di convincere il re a concedere l'autonomia da Sassari, senza risultato. Ma alla sua seconda visita nella città gli abitanti riuscirono a persuadere il re e nel 1842 nacque il comune di Porto Torres. All'epoca i centri abitati erano due: il più grande era abbarbicato sul colle Angellu, tutt'intorno alla Basilica di San Gavino, l'altro invece era la borgata portuale. Quest'ultima aveva avuto la costruzione, nel 1826, della Chiesa della Consolata, consacrata il 30 dicembre 1827 dall'arcivescovo Carlo Tommaso Aronosio. Con l'espansione urbanistica, in poco tempo le due borgate si unirono dando vita a Porto Torres.

[modifica] I giorni nostri

Nella prima metà del XX sec. l'economia Turritana era la somma di pesca e agricoltura, alle quali stava per aggiungersi anche l'esportazione di minerali provenienti dal circondario (come in epoca romana). La miniera di Canaglia venne allacciata alla cittadina mediante una rete ferroviaria a scartamento ridotto, che terminava presso il Ponte Romano. Li esisteva una sede distaccata della Società Siderurgia Mineraria Ferromin, che gestiva la miniera. Di quel periodo sono ancora visibili due torri per lo stoccaggio dei minerali ferrosi, i quali venivano, mediante una teleferica, recati in porto (Banchina della Teleferica), dove venivano imbarcati per il continente.

Nel 1962 Porto Torres fu centro di una iniziativa di industrializzazione, divenendo sede della SIR che vi si stabili con impianti petrolchimici. Questo boom industriale segnò profondamente la città: tra il 1961 e il 1971 la popolazione aumentò di circa 4000 abitanti. Negli stabilimenti si produceva gomma. Con la crisi della chimica in Sardegna gli impianti, ora ENI, si stanno smantellando.

Nel 1998 si procedette all'eliminazione del carcere di massima sicurezza e alla fondazione del Parco Nazionale dell'Asinara.

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Economia

Porto industriale

L'economia è sostenuta soprattutto dalle attività industriali e energetiche benché il settore conosca da molti anni una profonda crisi che ha portato alla mobilizzazione progressiva di centinaia di lavoratori, inoltre dal 2009 molti impianti hanno visto le transenne ai propri cancelli per la chiusura di questi stessi impianti, a breve[quando?] inizierà il ciclo di bonifica di tutta la zona per essere convertita alla cantieristica navale (navi cruise - yacht ecc..); c'è anche l'ipotesi di pianare la pista per un aeroporto ed ancora la costruzione di un parco divertimenti, tutta la bonifica verrà fatta vita natural durante della chiusura di tutti gli impianti[senza fonte]. Persistono tuttavia altre attività tradizionali come la pesca e l'agricoltura. Discreto turismo che dal 2008 ha subito una notevole crescita; Interessante inoltre il turismo balneare della città turritana che ospita viaggiatori provenienti dal nord Europa e dalla penisola iberica. Motore trainante del turismo turritano è l'isola dell'Asinara, che essendo parco nazionale è destinata a diventare centro di accoglienza turistica in tutto l'arco dell'anno essendo inoltre anche battezzata capitale regionale della moda[senza fonte]. Notevole per importanza turistica è il porto in fase di ampliamento[senza fonte], essendo uno scalo internazionale con tratte per Francia e Spagna. A breve si legherà con il porto di Genova, a causa della fame di spazi; lo scalo ligure diventerà parte dello scalo sardo, portando così i traffici commerciali ad aumentare progressivamente nel tempo e creando quindi un'allenaza portuale sardo-ligure.[senza fonte] Lo scalo turritano accoglie navi da crociera, navi passeggeri di linea, commerciali e pescherecci, e il porticciolo turistico, anch'esso in fase di ultimazione ospiterà numerose barche da diporto anche grazie alla rinascita della marina di Porto Torres e allo Yacht Club Turritano.

[modifica] Quartieri

[modifica] Serra li Pozzi

Sviluppatosi originariamente come area abitativa abusiva, fine anni '70 quando alla guida della città era l'On. Annibale Francesconi (P.S.I.); successivi interventi a sanatoria lo hanno reso elegante quartiere residenziale caratterizzato da ville a schiera e abitazioni mono/bifamiliare dotate, per la gran parte, di giardino privato. E' il quartiere che si è sviluppa nella periferia sud-est della città.

[modifica] Villaggio Satellite

Quartiere sorto con le agevolazioni per l'edilizia popolare, è caratterizzato da palazzoni di quattro, cinque piani che circondano il grande Piazzale Lazio. Il quartiere ha una buona dotazione di giardini, piazze, e di arredo urbano che, se fosse ben curati, caratterizzerebbe positivamente la qualità della vita dei suoi abitanti. E' inoltre dotato dell'unica struttura per skate della città che, purtroppo, non risulta utilizzata a causa della profonda avversione di alcuni confinanti.

[modifica] Villaggio Verde

E' un quartiere di dimensioni ridotte ed è famoso per avere la maggior parte degli edifici di colore verde, come dice il nome.
Confina per lo più, con la "Zona C1/2".

[modifica] Zona C1/2

E' il quartiere più recente della città, dove sono presenti molte case singole, ma anche qualche edificio. Molte strade sono sterrate.

[modifica] Andriolu

E' il quartiere ricompreso tra la via Sassari, la via dell'Industria e la Via Leonardo da Vinci. Vi passa la Circonvallazione Zona Industriale che collega la via principale turritana con l'area industriale.

[modifica] Monte Angellu

Posto a sud-ovest della città, è confinante con il centro storico, con Andriolu e con la zona industriale.

[modifica] Centro Storico

E' il cuore della città, dove vi sono posti tanti negozi e tanti ristoranti, il porto e molti monumenti come l'Antiquarium.


[modifica] Ambiente

[modifica] Parchi naturali e riserve

[modifica] Località balneari

La costa Turritana
  • Fiume Santo: spiaggia dalla sabbia bianca, fra Porto Torres e Stintino;
  • la Renaredda ("piccola spiaggia"): spiaggetta all'inizio del lungomare;
  • lo Scogliolungo: spiaggia con una caratteristica statua di delfino adagiata su una roccia nel mare e chiamata così per il lungo scoglio semisommerso che la delimita. Nei pressi il lungomare di Porto Torres con locali notturni;
  • le Acque Dolci: un tempo scogliera con brevi tratti di spiaggia, oggi un'unica spiaggia artificiale, viene chiamata così per le sorgenti di acque dolci disseminate sul fondo;
  • il Fiordo: piattaforma naturale di roccia vicino alle Acque Dolci riconoscibile per la forma a fiordo;
  • Balai: la spiaggia turritana più famosa, nota anche per la presenza della Chiesetta di Balai costruita sugli scogli;
  • Lo Scoglio Ricco: piccola insenatura con caratteristico isolotto al centro, a causa della naturale erosione meteo-marina è spesso interessato da cedimenti del costone roccioso che ne rendono sconsigliabile un prudente accesso e balneazione;
  • Il Ponte: scogliera calcarea chiamata così per la sua forma simile ad un ponte.
  • Spiaggia di Abbacurrente: è l'inizio del litorale di Platamona

[modifica] Monumenti

  • Monumenti Neolitici
  • Nuraghi:
    • Nuraghe Biunisi;
    • Nuraghe la Camusina;
    • Nuragheddu di Li Pedriazzi;
    • Nuraghe Margone;
    • Nuraghe Minciaredda;
    • Nuraghe Nieddu.
  • Vestigia romane:
    • Il parco archeologico; (il più grande sito archeologico d'epoca romana di tutta la sardegna)
    • Ponte Romano: è il più grande ponte della Sardegna che, con le sue sette arcate, si estende per circa 135 m sul Riu Mannu;
    • Strutture delle terme centrali, soparnnominato da una leggenda cittadina Palazzo di Re Barbaro (governatore di Corsica e Sardegna;
    • le Terme Metzkae;
    • Terme Pallottino;
    • Catacombe, ipogei e columbarium di Tanca Borgona e di piazzale Amsicora.
  • Periodo Genovese/Aragonese:
    • Basilica di San Gavino: la basilica in stile romanico più grande della Sardegna;
    • Torre aragonese del porto;
    • Torre di Abbacurrente;
    • Chiesetta di Balai lontano;
    • Chiesetta di Balai.

[modifica] Musei

  • Il Museo Archeologico Nazionale Antiquarium Turritano: struttura museale che conserva vestigia e suppellettili romane e medioevali;
  • Parco Archeolgico che si estende in gran parte davanti all'antico molo Turritano dove sono state trovate a cavallo del 2008 e 2009 rovine di notevole importanza storico-archeologica;
  • Museo del Mare ubicato dinnanzi al Porto accanto alla grande Stazione Marittima;
Centrale termoelettrica di Fiume Santo, a Porto Torres.

[modifica] Cultura

[modifica] Tradizione

i martiri turritani durante la processione di san Gavino del 2008
le bandiere delle chiese e associazioni turritane rendono omaggio ai santi

In varie parti della Sardegna è molto sentito il culto di Gavino (IV secolo d.C.), santo patrono della città. La tradizione vuole che i cristiani Proto e Gianuario fossero perseguitati dalle autorità romane. I due, catturati dalle guardie, furono processati e condannati a morte, quindi condotti in una prigione scavata nei sedimenti calcarei della costa di Balai. Un soldato romano, Gavino, incaricato di vigilarli, fu da essi convertito al Cristianesimo e li liberò. Perseguitati, i tre furono arrestati e decapitati presso la Rocca dellu Siresu (dove oggi c'e la Chiesetta di Balai Lontano) e gettati in mare. Secondo una leggenda cittadina, i corpi martoriati, trasportati dalla corrente, sarebbero stati rinvenuti presso il luogo della prigionia dove è stato eretto il Santuario noto come Chiesetta di Balai. In realtà, i testi affermano che i resti dei martiri furono sepolti da altri cristiani negli ipogei di Balai Vicino e ritrovati dal Giudice Comita nel 1030, anno di costruzione della Basilica di San Gavino. Le reliquie dei martiri, poi santificati, sarebbero conservate nella cripta della Basilica. Il 3 maggio i simulacri lignei secenteschi raffiguranti i Martiri turritani curiosamente ritratti come cadaveri composti supini, vengono portati in processione dalla Basilica di San Gavino alla Chiesetta di Balai.

La festa del Santo Patrono coincide con la domenica di Pentecoste ed è detta Festha Manna (Festa Grande); nei tre giorni della festa la strada che porta da viale Indipendenza al Corso Vittorio Emanuele passando per la Basilica di San Gavino è popolata da chioschi e bancarelle di ogni tipo, e nelle settimane a cavallo della festa il comune organizza diversi eventi musicali e culturali, come l'ormai tradizionale Sagra del pesce. La tradizione, ormai quasi totalmente abbandonata, prevedeva che gli abitanti di Sassari, Sorso e dintorni arrivassero a piedi sino alla Basilica di San Gavino per celebrare la messa della mezzanotte.

[modifica] Avvenimenti

Oltre alla già citata Sagra del Pesce, altre sagre sono state concepite di recente per favorire il richiamo turistico come quelle del tonno, del cinghiale e del riccio di mare. In più negli ultimi anni alla fine del mese di agosto si svolge la manifestazione "Suoni & Sapori" che abbina la degustazione dei prodotti tipici sardi con concerti di vari artisti dell'isola

Più significative sono certamente le manifestazioni legate alle regate veliche, specie quelle tradizionali e pittoresche di vela latina.

Evento culturale di portata internazionale è la manifestazione corale Voci d'Europa dal 1979, per iniziativa del Coro polifonico Turritano fondato nel 1959.

Da segnalare il "Carnevale Estivo", un evento goliardico con sfilate di carri e gruppi con manifestazioni collaterali durante la settimana giunto alla 29ª edizione a cavallo dei mesi di luglio e agosto che si svolge dal 1974.

[modifica] Sport

[modifica] Calcio

C'è una squadra di calcio, il Porto Torres, che partecipa al campionato nazionale di Serie D.

[modifica] Persone legate a Porto Torres

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Beniamino Scarpa (sinistra - liste civiche) dal 14/06/2010 (1º mandato)

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Toponimo ufficiale in lingua sarda ai sensi dell'articolo 10 della Legge n. 482 del 15.12.1999, adottato con Delibera di Consiglio Comunale n. 70 del 03.09.2010

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

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