Porto Torres

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Porto Torres
comune
Porto Torres – Stemma Porto Torres – Bandiera
Porto Torres – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Sardegna-Stemma.svg Sardegna
Provincia Provincia di Sassari-Stemma.png Sassari
Amministrazione
Sindaco Beniamino Scarpa (lista civica di centrosinistra) dal 14/06/2010
Territorio
Coordinate 40°50′13″N 8°24′05″E / 40.836944°N 8.401389°E40.836944; 8.401389 (Porto Torres)Coordinate: 40°50′13″N 8°24′05″E / 40.836944°N 8.401389°E40.836944; 8.401389 (Porto Torres)
Altitudine 17 m s.l.m.
Superficie 102,62 km²
Abitanti 22 446[1] (28-02-2014)
Densità 218,73 ab./km²
Comuni confinanti Sassari
Altre informazioni
Cod. postale 07046
Prefisso 079
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 090058
Cod. catastale G924
Targa SS
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti turritani o portotorresi
Patrono San Gavino, San Proto e san Gianuario
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Porto Torres
Posizione del comune di Porto Torres all'interno della provincia di Sassari
Posizione del comune di Porto Torres all'interno della provincia di Sassari
Sito istituzionale

Porto Torres (Posthudorra in turritano,[2] Pòrtu Turre in sardo) è un comune italiano di 22.446 abitanti della provincia di Sassari in Sardegna, il tredicesimo più popoloso dell'isola.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Il nucleo di Porto Torres è situato sulla parte nord-occidentale delle coste sarde, all'interno del Golfo dell'Asinara in una posizione strategica considerando che è l'unico porto sardo collegato con la Spagna. Ha un territorio di 10200 ettari, metà dei quali sono costituiti dall'Isola Piana e dall'Asinara, che è sede dell'omonimo parco nazionale; la maggior parte del territorio non isolano è caratterizzato dalla seconda pianura sarda della Nurra, fatta eccezione di alcuni colli, il più alto dei quali è Monte Alvaro (342 m), che ospita una «cava a cielo aperto» dove si estrae il calcare. Il territorio è attraversato da due fiumi: il primo è il Riu Mannu, che sfocia nelle zone del Ponte Romano ed il secondo è il Fiume Santo, che delimita i confini del comune a ponente. Nel suo territorio è presente lo stagno di Gennano, situato nella zona industriale di Porto Torres, la più ampia della Sardegna che ha una superficie di 23 km². Presenta una particolare costa: ad est si estende il litorale di Platamona, mentre lungo la città sono presenti molte scogliere di tufo con falesie superiori ai 30m, interrotte soltanto da graziose spiagge come «Balai», lo «Scogliolungo» e la «Renaredda». Il territorio comunale è delimitato a nord dal golfo dell'Asinara e per i restanti punti cardinali confina esclusivamente con Sassari.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Solchi neolitici sul banco calcareo nei pressi della necropoli ipogeica di Su Crucifissu Mannu

Periodo preistorico/nuragico[modifica | modifica sorgente]

  • rinvenimenti paleontologici; sono stati rinvenuti sul territorio comunale (nei pressi di Fiume Santo) diversi resti di animali (coccodrilli, giraffe nane etc..) risalenti al Miocene. Di notevole importanza anche il rinvenimento di alcuni scampoli appartenuti a scimmie antropomorfe (oreopithecus) di circa 8 milioni di anni fa.
  • Preistoria; la frequentazione umana sui territori di Porto Torres è attestata senza dubbi al periodo prenuragico, facilmente deducibile dalle innumerevoli necropoli presenti nel territorio (Su Crucifissu Mannu, Li Lioni etc..). Non da meno l'eccezionale altare di Monte d'Accoddi, (più vicino a Porto Torres ma in comune di Sassari) ipoteticamente usato per rituali mirati alla fertilità.
  • Età del bronzo/nuragica; i reperti appartenenti a questo periodo sono riscontrabili nella necropoli di Su Crucifissu Mannu, i più curiosi sono due crani trapanati due volte. Secondo studi accreditati questa pratica veniva utilizzata a fini terapeutici, per allontanare tumori o emicranie. Non è comunque da sottovalutare l'opzione della trapanatura eseguita in relazione a rituali magici. Gli innumerevoli nuraghi presenti sul suolo turritano appartengono appunto a quest'epoca, sette dei quali conservati in più buono stato (nuraghe Margone, Biunis, Nieddu etc...). Importante è ricordare la domus di Andreolu, questi avelli simili a domus de janas risalgono all'epoca nuragica, caratterizzate da simbolismi comuni in tutta la Nurra, lunette, esedre e frontoni, tipiche anche delle tombe dei giganti.

Periodo fenicio/punico[modifica | modifica sorgente]

Della frequentazione in questo periodo abbiamo poche testimonianze, sicuramente la zona è stata riparo dei navigatori fenici e successivamente cartaginesi ma i rinvenimenti archeologici sono esigui, collegabili ad un possibile legame tra l'isola dell'Asinara e Melqart (l'Ercole fenicio/punico). Alcuni ammennicoli rinvenuti sono amuleti raffiguranti il dio Bes, una stele punica in tufo, una coppa greca del VI secolo a.C., rasoi e varie vettovaglie.

Periodo romano[modifica | modifica sorgente]

Mosaico concernente i Navuculari Turritani ad Ostia antica.

In questo periodo iniziò l'ascesa turritana, con la fondazione, probabilmente da parte di Giulio Cesare Ottaviano (durante un suo soggiorno in Sardegna) o di Marco Lurio, nel 46 d.C. della colonia iulia Turris Libisonis (unica colonia nell'isola). Il nome della colonia compare per la prima volta nella Naturalis Historia di Plinio il vecchio. Importante fu per la città il rio Mannu, che era navigabile per alcuni chilometri; in un successivo momento si aprì il bacino portuale, situato nei pressi dell'odierno molo antico. L'attività marinara-mercantile della colonia è fortemente documentata dal culto di Iside (protettrice dei marinai) la quale veniva festeggiata i primi giorni di marzo (navigium Isidis). Con questa celebrazione si apriva il periodo propizio alla navigazione, che si concludeva l'undici novembre. La fede nel culto di Iside è testimoniata da vari monumenti riassumibili dall'ara di Bubastis, altare dedito a rituali e offerte. Grazie alla costruzione del Ponte Romano (il più grande e antico ponte romano dell'isola), nel I secolo d.C. si poté collegare la città direttamente con i vasti campi di frumento della Nurra. Turris Libisonis fu, se non il più importante scalo dell'isola, uno dei più importanti, con collegamenti diretti con Ostia (porto di Roma). Nell'isola la città era per importanza politica seconda solo a Karalis. Importante oltretutto lo sviluppo minerario: dalle vicine miniere venivano estratti argento e ferro. L'importanza della città e il suo legame con la capitale sono discernibili delle maestose terme, le domus dei mosaici, la cinta muraria ecc.

Medioevo[modifica | modifica sorgente]

  • Vandali e Bizantini. Prima della caduta dell'Impero romano d'Occidente (476 d.C.) la città di Turris (come tutta la Sardegna) fu conquistata dai Vandali (circa 455 d.C.). La dominazione durò per quasi un secolo, fino al 533. Sconfitti i Vandali, nell'isola e nella città si insediarono i Bizantini ed in quel periodo Turris era residenza di possessores e decuriones (esattori di tasse). Molto probabilmente in città era presente anche un curator urbis, un funzionario cittadino nominato dal vescovo. Costui ricopriva numerosi incarichi, tra i quali quello di amministrare la giustizia, del censimento, della registrazione dei contratti, degli ordinamenti di polizia. La sede vescovile risale a data incerta ed antica ma certo è che il vescovo di Turris era nobilitato da un certo prestigio e autonomia nei confronti del vescovo di Calaris. Questa indipendenza fu suggellata definitivamente da Papa Martino I nel 650. Il vescovo aveva inoltre compiti istituzionali, oltre a quelli religiosi: nominava i funzionari e organizzava i sistemi preventivi difensivi della città, giudicava i reati, ecc.

La minaccia dei Longobardi portò Turris a predisporre pesanti difese e ad ospitare contingenti militari. Per questo fu nominato un tribunus che aveva ai propri ordini uno dei corpi di fanteria di cui si componeva l'esercito sardo-bizantino. Nel frattempo però, il controllo longobardo del Tirreno soffocò il commercio turritano.

  • Giudicati. Dopo l'interruzione dei contatti con Costantinopoli (capitale dell'impero bizantino), nel corso dei secoli IX e X vennero a formarsi i quattro Giudicati sardi, tra cui il Giudicato di Torres-Logudoro, con capitale Torres (non più Turris, vista la lenta ma progressiva scomparsa del latino in favore della lingua locale). Torres era ancora il secondo centro dell'isola, politicamente, religiosamente e per dimensioni demografiche. Il giudicato si estendeva dal lago Coghinas alle coste occidentali e dal golfo dell'Asinara alla catena del Goceano. L'economia era mossa dall'importante e strategica posizione della capitale, collegata marittimamente a Genova e facilmente raggiungibile da Pisa, proprio per questo motivo i mercanti di entrambe le repubbliche marinare erano molto presenti in città. Intorno al 1065 fu edificata la Basilica di San Gavino: cattedrale fino al 1441, il monumento in stile romanico più grande e antico dell'isola, essa venne edificata su iniziativa del Giudice Gomita.

Periodo aragonese/sabaudo[modifica | modifica sorgente]

Torre Aragonese al Porto.
  • Dominazione aragonese(1323-1479). Già nel periodo giudicale Torres cadde in un oblio dal quale non riuscì più ad emergere: da capitale del regno e sede arcivescovile divenne pressoché disabitata.
    Chiesa della Beata Vergine della Consolata.
    (Sassari infatti era riuscita ad ottenere un accordo con i genovesi, secondo il quale si vietava l'apertura di locali commerciali, perché si temeva l'eventuale ribalta turritana a sfavore della stessa Sassari). Per prevenire possibili rivendicazioni Genovesi e pisane, gli aragonesi, per i quali il porto di Torres era di notevole importanza, dopo un concordato con l'ormai più florida Sassari sbarcarono nel porto 300 cavalieri e 500 soldati. Ma con la conquista aragonese, la città entrò nella fase finale: non esisteva più un vero centro abitato e solo un rude porto testimoniava le glorie del passato. Ad infierire su Torres fu anche lo spostamento dei traffici marittimi, in favore di Cagliari ed Alghero. La città subi il colpo di grazia col trasferimento definitivo del vescovado a Sassari.
  • Periodo Sabaudo. Con l'arrivo dei Savoia si promossero nel borgo importanti opere ed interventi, per migliorare la disastrosa situazione portuale. Il re Carlo Felice favorì anche la costruzione di edifici amministrativi. Durante la sua prima visita nella cittadina, salassata e ammorbata dalle tasse e dalla prevaricazione sassaresi, i cittadini tentarono di convincere il re a concedere l'autonomia da Sassari, senza risultato. Ma alla sua seconda visita nella città gli abitanti riuscirono a persuadere il re e nel 1842 nacque il comune di Porto Torres. All'epoca i centri abitati erano due: il più grande era abbarbicato sul colle Angellu, tutt'intorno alla Basilica di San Gavino, l'altro invece era la borgata portuale. Quest'ultima aveva avuto la costruzione, nel 1826, della Chiesa della Consolata, consacrata il 30 dicembre 1827 dall'arcivescovo Carlo Tommaso Aronosio. Con l'espansione urbanistica, in poco tempo le due borgate si unirono dando vita a Porto Torres.

Dal Novecento in poi[modifica | modifica sorgente]

Nella prima metà del XX sec. l'economia Turritana era la somma di pesca e agricoltura, alle quali stava per aggiungersi anche l'esportazione di minerali provenienti dal circondario (come in epoca romana). La miniera di Canaglia venne allacciata alla cittadina mediante una rete ferroviaria a scartamento ridotto, che terminava presso l'antica città romana di Turris Libissonis. Li esisteva una sede distaccata della Società Siderurgia Mineraria Ferromin, che gestiva la miniera. Di quel periodo sono ancora visibili due torri per lo stoccaggio dei minerali ferrosi, i quali venivano, mediante una teleferica, recati in porto (Banchina della Teleferica), dove venivano imbarcati per il continente.

Nel 1962 Porto Torres fu centro di un'iniziativa di industrializzazione, divenendo sede della SIR che vi si stabili con impianti petrolchimici. Questo boom industriale segnò profondamente la città: tra il 1961 e il 1971 la popolazione aumentò di circa 4000 abitanti. Nel periodo successivo la SIR fallì e l'azienda venne rilevata dall'Eni che continuò l'attività del petrolchimico e negli anni 90' e all'inizio degli anni 2000 ci fu un conseguente sviluppo economico per il Porto e anche per tutta la città. Nel 2010, causa la crisi economica, l'impianto petrolchimico dovette chiudere lasciando in cassa integrazione centinaia di lavoratori che eseguirono diverse manifestazioni. Attualmente, Matrica, una divisione aziendale dell'Eni e della Novamont sta costruendo, nella zona dell'ex petrolchimico, una fabbrica sulla Chimica verde, che dovrebbe assumere la maggior parte dei lavoratori dell'ex petrolchimico.

Nel 1998 si procedette all'eliminazione del carcere di massima sicurezza e alla fondazione del Parco Nazionale dell'Asinara.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Monumenti neolitici[modifica | modifica sorgente]

  • Necropoli di Su Crucifissu Mannu: Si data un ipotetico inizio di costruzione, intorno, al 3200-2800 a.C. quindi nel recente Neolitico, ed un utilizzo, di tale sito, perpetrato fino all'1800-1500 a.C. per cui età del Bronzo. Il sito presenta 22 tombe, alcune decorate con basso rilievi, altre camere invece presentano un pilastro al centro, per sorreggere il peso della volta. Peculiarità di questo sito è il ritrovamento di alcuni crani forati.
  • Domus de Janas di Campu Perdu (Asinara): È di notevole importanza storica, in quanto il più antico sito, testimone, della presenza dell'uomo, infatti è databile approssimativamente al IV millennio a.C. L'interno della domus de Janas è suddiviso in 2 vani, uno centrale contenente 5 vani secondari, ivi si locavano i defunti. Vi sono tracce di una colonna atta a sorreggere il soffitto.

Nuraghi[modifica | modifica sorgente]

  • Nuraghe Biunisi: Odiernamente è assimilabile ad una modesta collina, ben visibile percorrendo la vecchia strada che da Porto Torres va a Stintino. Con uno sguardo più attento si riconoscono diversi detriti, probabilmente dovuti alla presenza di un piccolo villaggio prospiciente il nuraghe, tale Biunis, e le mura esterne del nuraghe, nonostante la fitta vegetazione. È ben visibile la scalinata d'accesso, probabilmente al corpo principale. Al suo interno presenta diverse ramificazione le quali denotano l'aspetto polilobato del nuraghe.
  • Nuraghe Monte Elva: Situato in cima al colle chiamato Mont'Elva, nei pressi di Fiume Santo, è completamente diroccato in quanto, negli anni cinquanta, la zona fu interessata dalla costruzione di alcuni impianti concernenti l'acquedotto del Bidighinzu, allorché parti del nuraghe vennero utilizzate come materiali da costruzione. Il nuraghe, complesso, era costituito probabilmente da due torri ma oggi è impraticabile per via dell'aspra vegetazione.
  • Nuraghe Margone: Anch'esso sulla vecchia strada in direzione Stintino, edificato con particolari pietre calcaree bianche traslucide, giace su di una collinetta, ormai nelle condizioni di rudere.
  • Nuraghe Nieddu: Situato all'interno della zona industriale di Porto Torres, salvatosi dai piani di regolarizzazione e spianamento degli anni sessanta. Esso è completamente costruito in trachite rossa, proveniente dalla vicina cava (anch'essa inglobata nella zona indistriale), ha un'altezza attestata intorno agli 8 m, ed è uno dei pochi ad avere un piano di mezzana sopra il corridoio d'ingresso.

Monumenti romani[modifica | modifica sorgente]

  • Il parco archeologico: situato nella zona nord-ovest della città, ospita l'antica città romana di Turris Libissonis e la maggior parte dei monumenti romani di Porto Torres.
  • Ponte Romano: È il più grande ponte della Sardegna che, con le sue sette arcate, si estende per circa 135 m sul fiume Riu Mannu. La pavimentazione originale era caratterizzati da lastroni di trachite, ricoperti successivamente con dell'asfalto, visto che il ponte rimase in funzione e trafficato, persino da mezzi pesanti, fino agli anni sessanta.
  • Terme Maetzke: Prendono il nome dal loro ritrovatore, costituiscono la parte più orientale del complesso termale.
  • Terme Pallottino: Anch'esse prendono il nome dal loro ritrovatore e rappresentano la parte più settentrionale del complesso termale, si suppone fossero costituite da due Calidarium e da un Frigidarium. Di notevole importanza la presenza mosaicale;
  • Terme Centrali: Sicuramente l'edificio più imponente dell'intero complesso, ancora oggi rimango rette le mura esterne dell'edificio. Questa particolare struttura viene, talvolta, erroneamente identificato come "Palazzo di Re Barbaro", dal nome del governatore della diocesi Corsica et Sardinia. Congiunto al complesso centrale v'è un'imponente presenza di mosaici.
  • Domus dei Mosaici: Per l'appunto ricca di mosaici, soprattutto raffiguranti la fauna marina, si suppone, visti i mosaici di alto livello, fosse residenza di un'abbiente famiglia. Il più importante mosaico è il celebre Mosaico di Orfeo.
  • Tanca Borgona: È una catacomba romana posta sul lungomare tra due palazzi bianchi e gialli.

Monumenti del periodo genovese/aragonese[modifica | modifica sorgente]

  • Basilica di San Gavino: È la celebre basilica in stile romanico più grande della Sardegna posta nell'antico borgo dei "Bainzini";
  • Torre Aragonese: La sua costruzione è dovuta all'ammiraglio Francesco Carroz nell'anno 1325, naturalmente a scopo difensivo. La torre, imponente e a base ottagonale, si stagli per circa 14m, ed ha una larghezza di 13. Interamente realizzata in tufo, fuorché gli angoli, realizzati in trachite rossa (più resistente), e qualche merlatura. Nel Cinquecento abbandona il suo precedente e principale impiego di sbarramento doganale, per entrare a far parte del sistema di difesa costiero ed infine alla Reale Amministrazione delle torri. In tempi più recenti venne utilizzata come faro, ma ora è sovente sede di mostre.
  • Chiesette di Balai Vicino e Lontano: Sono state costruite la prima nel luogo dove sorgeva l'antica prigione e la seconda dove sono stati decapitati i santi Gavino, Proto e Gianuario.

Ambiente[modifica | modifica sorgente]

Parchi naturali e riserve[modifica | modifica sorgente]

Località balneari[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Asinara e Balai (Porto Torres).
La costa turritana.
  • Fiume Santo: costituisce la parte orientale del litorale che si estende verso Stintino ed inizia all'omonima centrale termoelettrica, situata nel territorio comunale di Sassari.
  • Renaredda: situata in pieno centro, è di dimensioni ridotte e sta a ridosso del cosiddetto Molo Alti Fondali.
  • Scogliolungo: deve il suo nome all'omonimo scoglio semi sommerso situato lì vicino ed è nota per la statua di un delfino situata sopra ad un faraglione artificiale a pochi metri di distanza dalla spiaggia.
  • Acque Dolci: costituisce una piccola spiaggetta dove è stato costruito un lungo scoglio (da non confondere con lo Scoglio Lungo) per limitarne l'erosione; deve il suo nome alle sorgenti di acque dolci situate nei fondali.
  • Fiordo: piattaforma naturale di roccia vicino alle Acque Dolci riconoscibile per la forma a fiordo.
  • Balai: è la più famosa spiaggia di Porto Torres ed è nota per le sue rocce (tra cui la cosiddetta Rocca Manna, in sassarese Roccia Grande) e la sua baia, per il suo grande parco recentemente ristrutturato dall'amministrazione comunale, (che ha assunto il nome di Parco Baden - Powell) ma soprattutto per le sue due chiesette romane.
  • Scoglio Ricco: piccola insenatura con caratteristico isolotto al centro, a causa della naturale erosione meteo-marina è spesso interessato da cedimenti del costone roccioso che ne rendono sconsigliabile la balneazione.
  • Ponte: scogliera calcarea chiamata così per la sua forma simile ad un ponte.
  • Abbacurrente: è l'inizio del litorale e della spiaggia di Platamona.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Tradizione[modifica | modifica sorgente]

i martiri turritani durante la processione di san Gavino del 2008
le bandiere delle chiese e associazioni turritane rendono omaggio ai santi

In varie parti della Sardegna è molto sentito il culto di Gavino (IV secolo d.C.), santo patrono della città. La tradizione vuole che i cristiani Proto e Gianuario fossero perseguitati dalle autorità romane poiché furono Cristiani. I due, catturati dalle guardie, furono processati e condannati a morte, quindi condotti in una prigione scavata nei sedimenti calcarei della costa di Balai vicino. Un soldato romano, Gavino, incaricato di vigilarli, fu da essi convertito al cristianesimo e li liberò. Perseguitati, i tre furono arrestati e decapitati presso la Rocca di lu Siresu (dove oggi c'e la Chiesetta di Balai Lontano) e gettati in mare. Secondo una leggenda cittadina, i corpi martoriati, trasportati dalla corrente, sarebbero stati rinvenuti presso il luogo della prigionia dove è stato eretto il Santuario noto come Chiesetta di Balai. In realtà, i testi affermano che i resti dei martiri furono sepolti da altri cristiani negli ipogei di Balai Vicino e ritrovati dal Giudice Comita nel 1030, anno di costruzione della Basilica di San Gavino. Le reliquie dei martiri, poi santificati, sarebbero conservate nella cripta della Basilica. Il 3 maggio i simulacri lignei secenteschi raffiguranti i martiri turritani curiosamente ritratti come cadaveri composti supini, vengono portati in processione dalla Basilica di San Gavino alla Chiesetta di Balai.

La festa del Santo Patrono coincide con la domenica di Pentecoste ed è detta festha manna (festa grande): nei tre giorni della festa la strada che porta da viale Indipendenza al Corso Vittorio Emanuele passando per la Basilica di San Gavino è popolata da chioschi e bancarelle di ogni tipo, e nelle settimane a cavallo della festa il comune organizza diversi eventi musicali e culturali nelle zone di Balai o a ridosso del municipio, come l'ormai tradizionale Sagra del pesce. La tradizione, ormai quasi totalmente abbandonata, prevedeva che gli abitanti di Sassari, Sorso e dintorni arrivassero a piedi sino alla Basilica di San Gavino per celebrare la messa della mezzanotte.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Oltre alla già citata Sagra del Pesce, altre sagre sono state concepite di recente per favorire il richiamo turistico come quelle del tonno, del cinghiale e del riccio di mare. In più negli ultimi anni alla fine del mese di agosto si svolge la manifestazione "Suoni & Sapori" che abbina la degustazione dei prodotti tipici sardi con concerti di vari artisti dell'isola.

Più significative sono certamente le manifestazioni legate alle regate veliche, specie quelle tradizionali e pittoresche di vela latina. Nel giorno di Pentecoste La regata del Pescatore e l'ultimo fine settimana di giugno La Bordeggiata.

Evento culturale di portata internazionale è la manifestazione corale Voci d'Europa dal 1979, per iniziativa del Coro polifonico Turritano fondato nel 1959.

Da segnalare il "Carnevale Estivo", un evento goliardico che si svolge dal 1974 tra luglio e agosto, con sfilate di carri e gruppi e con manifestazioni collaterali durante la settimana giunto nel 2014 alla 31ª edizione.

Musei[modifica | modifica sorgente]

  • Museo del Mare: È ubicato di fronte al Porto Civico, ma attualmente l'edificio non ospita niente.
Centrale termoelettrica di Fiume Santo, a Porto Torres.

Persone legate a Porto Torres[modifica | modifica sorgente]

Economia[modifica | modifica sorgente]

Porto industriale

L'economia è sostenuta soprattutto dalle attività industriali e energetiche benché il settore conosca da molti anni una profonda crisi che ha portato alla mobilizzazione progressiva di centinaia di lavoratori, inoltre dal 2009 molti impianti hanno visto le transenne ai propri cancelli per la chiusura di questi stessi impianti. In futuro verrà effettuato il ciclo di bonifica di tutta la zona per essere convertita alla cantieristica navale (navi cruise - yacht ecc.); l'ipotesi di pianare la pista per un aeroporto non è più considerata dall'amministrazione e dai cittadini poiché non di alcuna utilità vista la vicinanza dell'Aeroporto di Alghero-Fertilia. Persistono tuttavia altre attività tradizionali come la pesca e l'agricoltura. Discreto turismo che dal 2008 ha subito una notevole crescita dal punto di vista balneare e culturale; Il turismo balneare della città turritana è attraente poiché ospita viaggiatori provenienti dal nord Europa e dalla penisola iberica. Motore trainante del turismo turritano è l'isola dell'Asinara, che essendo parco nazionale è destinata a diventare centro di accoglienza turistica in tutto l'arco dell'anno avendo discrete bellezze paesaggistiche e un pezzo di storia sardo. Notevole per importanza turistica è il porto che in questi ultimi anni sta vivendo una forte crisi poiché il settore secondario di Porto Torres è anch'esso in crisi, però resta uno scalo internazionale con tratte per Francia e Spagna. È inoltre legato con il porto di Genova, il più importante d'Italia. Lo scalo turritano non accoglie navi da crociera, però accoglie navi passeggeri di linea, commerciali e pescherecci, e il porticciolo turistico, anch'esso in fase di ultimazione ospiterà numerose barche da diporto anche grazie alla rinascita della marina di Porto Torres e allo Yacht Club Turritano. Il settore terziario è maggiormente sviluppato poiché accoglie alberghi importanti, ristoranti tipici e bar, che però stanno iniziando a chiudere per colpa della crisi economica. Porto Torres ospita una estesa zona industriale che ospita per lo più piccole - medie industrie. Nel 2010 ha chiuso i battenti il petrolchimico dell'ENI, il che, ha provocato un effetto domino che ha provocato la chiusura della maggior parte delle aziende e di conseguenza, ha lasciato senza lavoro ed in cassa integrazione numerosi lavoratori. Matrica, una divisione aziendale dell'ENI e della Novamont, nel 2012 ha avviato i lavori sulla costruzione di un polo sulla Chimica verde, già in agenda diversi mesi prima. L'agricoltura si pratica prevalentemente nelle zone interne del territorio comunale, ma non è di importanza rilevante.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti aerei[modifica | modifica sorgente]

L'aeroporto più vicino è quello di Alghero-Fertilia detto anche Alghero-Riviera del Corallo, che è situato ad una distanza di 35 km da Porto Torres sulla Pianura della Nurra.

Collegamenti marittimi[modifica | modifica sorgente]

Porto Torres è sede dell'omonimo porto, il secondo per dimensioni nel Mar Mediterraneo dopo Genova, primo come dimensioni e Scalo Merci in Sardegna[senza fonte]. Durante i decenni scorsi, il porto, ha visto uno grandissimo sviluppo dal punto di vista industriale-commerciale e passeggeri, calando poi con l'avvenire della crisi, per questo, nell'agenda delle istituzioni locali sono presenti programmi per la ristrutturazione e l'ampliamento del porto. Il Porto civico è collegato con i seguenti porti:

Autobus[modifica | modifica sorgente]

Porto Torres è servita da quattro linee di autobus: tre di queste servono tutta la città, mentre la quarta funge da navetta per servire tutto il porto. Le quattro linee sono gestite dall'Atp (Sassari), una società di trasporti presenti nei Comuni di Sassari e Porto Torres nonché azionisti dell'azienda.

Strade[modifica | modifica sorgente]

Ferrovia[modifica | modifica sorgente]

Porto Torres ospita il capolinea della ferrovia Ozieri Chilivani-Porto Torres Marittima, linea ferroviaria che permette il collegamento del centro turritano con Sassari, Olbia, Chilivani (Ozieri), Cagliari e con le altre località attraversate dalla rete ferroviaria sarda del gruppo Ferrovie dello Stato. Nel comune sono presenti due stazioni, la stazione di Porto Torres, inaugurata negli anni ottanta in zona Fontana Vecchia, e la fermata capolinea di Porto Torres Marittima, aperta al servizio nel 2004 dinanzi alla stazione marittima del porto.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ferrovia Ozieri Chilivani-Porto Torres Marittima, Stazione di Porto Torres e Stazione di Porto Torres Marittima.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Tennis[modifica | modifica sorgente]

Dal 2001 al 2011 al Tennis Club Porto Torres è stato disputato un torneo internazionale. Nel 2011 c'è stato il Porto Torres Open 2011, una competizione tennistica a livello internazionale.

Calcio[modifica | modifica sorgente]

La squadra di calcio principale, il Porto Torres Calcio, che milita in Serie D e gioca nello stadio Comunale; a livello giovanile si distingue la Polisportiva Dilettantistica Quartieri Riuniti e la S.G.S. Turritana.

Basket[modifica | modifica sorgente]

Circa mezzo secolo fa, il Porto Torres Basket (con il logo creato dal presidente Bruno Corrias, puramente ispirato agli Indiana Pacers), riuscì più volte a centrare la serie D e giocava le partite al Palazzetto dello Sport - Città Unite (1600 posti), ora intitolato ad Alberto Mura. Qualche tempo dopo è stata fondata la Silver, che riuscì a centrare la Serie B D'Eccellenza fino alla definitiva uscita dalla scena sportiva professionistica. Dopo un altro periodo di inattività, Massimiliano Del Rio, allenatore di basket, ripristinò la società concentrandosi solamente sul settore giovanile maschile.

Altra società di basket giovanile (stavolta solo per il basket femminile) è il Balai Basket, che gioca le sue partite al Palazzetto della Felicioli.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 28 febbraio 2014.
  2. ^ Toponimo ufficiale ai sensi dell'articolo 10 della Legge n. 482 del 15.12.1999, adottato con Delibera di Consiglio Comunale n. 70 del 03.09.2010
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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