Caporalato
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Il caporalato è un fenomeno di sfruttamento della manovalanza, per lo più agricola, con metodi illegali.
Si definisce "caporale" chi, la mattina prima dell'alba, si reca nelle piazze dei paesi o nelle periferie delle grandi città a cercare manodopera giornaliera, solitamente non specializzata, per condurla o nei campi a lavorare la terra o raccogliere prodotti agricoli, oppure in cantieri edili spesso abusivi.
Per tale servizio i "caporali" pretendono una percentuale dalla paga giornaliera dovuta a questi lavoratori, spesso già molto al di sotto della paga sindacale.
Questa pratica, esistente da decenni nelle aree agricole arretrate italiane, si è ancor più diffusa con i recenti movimenti migratori provenienti dall’Africa, dalla Penisola Balcanica, dall’Europa orientale e dall’Asia: infatti chi emigra clandestinamente nella speranza di migliorare la propria condizione finisce facilmente nelle mani di queste persone, che li riducono in condizioni di schiavitù e dipendenza.
Spesso i caporali sono a loro volta al soldo di organizzazioni criminali italiane e straniere insediatesi nel territorio, favorendo di fatto l'aumento della criminalità e del lavoro in nero.
Sul caporalato “storico” vi è il bellissimo sito di Lorenza Conte bracciante pugliese, presidente del Consiglio Comunale di Oria (Br), pasionaria delle lotte contro il caporalato nelle Puglie negli anni 1993-2001: http://www.caporalato.it

