Ceglie Messapica

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Ceglie Messapica
comune
Ceglie Messapica – Stemma Ceglie Messapica – Bandiera
Ceglie Messapica – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Brindisi-Stemma.png Brindisi
Sindaco Luigi Caroli (centrodestra) dal 12/04/2010
Territorio
Coordinate 40°39′0″N 17°31′0″E / 40.65°N 17.51667°E / 40.65; 17.51667 (Ceglie Messapica)Coordinate: 40°39′0″N 17°31′0″E / 40.65°N 17.51667°E / 40.65; 17.51667 (Ceglie Messapica)
Altitudine 305 m s.l.m.
Superficie 130,31 km²
Abitanti 20 639[1] (31-05-2012)
Densità 158,38 ab./km²
Comuni confinanti Francavilla Fontana, Martina Franca (TA), Cisternino, Ostuni, San Michele Salentino, San Vito dei Normanni, Villa Castelli
Altre informazioni
Cod. postale 72013
Prefisso 0831
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 074003
Cod. catastale C424
Targa BR
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti cegliesi
Patrono sant'Antonio di Padova
Giorno festivo 13 giugno
Localizzazione
Ceglie Messapica è posizionata in Italia
Ceglie Messapica
Posizione del comune di Ceglie Messapica nella provincia di Brindisi
Posizione del comune di Ceglie Messapica nella provincia di Brindisi

Ceglie Messapica è un comune italiano di 20 639 abitanti[1] della provincia di Brindisi in Puglia ed è uno dei centri più grandi della provincia. È una delle città più antiche della Puglia e fu fondata attorno al XV secolo a.C., e per le sue chiese molto antiche, il castello e il cibo prelibato, gli stranieri ne sono molto attratti.

Indice

Geografia [modifica]

Territorio [modifica]

Il territorio comunale si estende per 130,33 km2 nella parte meridionale dell'altopiano delle Murge tra la Valle d'Itria e l'Altosalento, in una zona collinare al confine con la pianura salentina. Il comune si trova a 31 km da Taranto e a circa 35 km da Brindisi; confina con Ostuni (distanza 11 km), Martina Franca (17 km), Villa Castelli (8 km), Francavilla Fontana (14 km) e San Michele Salentino (10 km).

Orografia [modifica]

Il territorio comunale può essere suddiviso in due macro aree: una, dall'aspetto collinare, si estende sostanzialmente a nord dell'abitato, si presenta con dolci colline e terrazzamenti con muretti a secco e numerosissimi trulli; l'altra declina lentamente verso la piana salentina. Proprio per questi motivi Ceglie Messapica viene considerata uno degli ultimi lembi meridionali della Murgia. L'altitudine del territorio comunale varia tra i 133 metri s.l.m. e i 382 metri s.l.m. della località Monte d'Oro. L'abitato invece è posto a un'altezza di 302 metri s.l.m, si estende su 2 colli, uno dei quali interamente occupato dal centro storico e dalla zona ottocentesca.

Nel territorio sono numerose le forme carsiche (doline, grotte, inghiottitoi, lame): esse hanno un rilevante valore paesaggistico, ambientale, naturalistico ma anche storico-archeologico, in quanto spesso, le grotte in particolare, erano già in epoca preistorica sede privilegiata per gli insediamenti umani. La presenza di diffusi fenomeni carsici è strettamente connessa alle caratteristiche del substrato geologico di questo territorio: ovunque affiorano infatti strati di rocce calcareo-dolomitiche, spessi alcune migliaia di metri e molto fessurate. Le rocce calcaree sono a tratti ricoperte da strati, spesso di esiguo spessore, di "terre rosse", localizzate in particolare nelle aree morfologicamente più depresse, quali le doline e i letti dei principali solchi erosivi.

Grotte [modifica]

Nel territorio di Ceglie risultano essere censite 53[3] tra cavità, grotte e fratture verticali chiamate dai contadini capivienti o vole. Elenco delle grotte di Ceglie Messapica: Grotta Recupero 1 e 2, Grotte di Montevicoli, Grotta di Zizze, Grotta-Cripta di San Michele, Grotta-Cripta della Madonna della Grotta, Grotta Abbondanza 1,2 e 3, Grotta Masseria Iazzo (wanda), Grotta del Frantoio, Grotta Donna Lucrezia , Grotta di Nisco, Grotta Masseria le Croci 1 e 2, Grotta San Pietro, Grotta dei Grilli, Grotta Abate Nicola, Grotta Olmo, Grotta di Fedele Grande (Grotta del Cavaddone), Pozzo Alfieri, Vora dell’Olmo, Grotta Sardella 1,2 e 3, Grotta dei Messapi, Grotta Antelmi, Grotta della Cantina, Grotta delle Meraviglie, Grotta Madonna Piccola, Grotta Tagliente, Grotta Marangi, Vora di Castelluzzo, Grotta Abate Amato, Vora Facciasquata, Inghiottitoio Facciasquata, Grotta Ciarlete, Grotta del Frantoio Scolepie, Grotta Angeluzzi 1 e 2, Grotta Montagnulo, Grave Vuotolo Rosso, Grotta specchia Abate Amato, Voraginetta Insarti, Inghiottitoio Lecci, Grottina di San Pietro, Grotta Madonna della Grotta 2, Grotta Masseria Tamburo, Grotta Insarti, Grotta del Campo Sportivo, Grotta del Monte Vecchio, Grotta Masseria San Pietro.

Idrografia [modifica]

L'idrografia superficiale è quasi completamente assente dal territorio; le uniche forme riconducibili sono alcuni invasi artificiali di piccole dimensioni scavati nella roccia per raccogliere le acque piovane e chiamati comunemente “fogge”. Si pensa che le fogge abbiano un'origine tardo medioevale, bizantina o addirittura risalente all'epoca messapica. Quelle presenti nel territorio sono denominate Foggia nel luogo Marzano, Foggia allo Spinuso, Foggia Vetere e Foggia di sant'Anna. Nel sottosuolo, le acque di falda si rinvengono invece a più di 500 metri sotto il piano di campagna, presentando, sotto il profilo fisico e chimico, caratteristiche tra le migliori di Puglia, quasi per nulla interessate da fenomeni di inquinamento antropico e non sfiorate dall'ingressione delle acque marine.

Biohabitat [modifica]

Flora [modifica]

Da un punto di vista vegetazionale, il territorio di Ceglie Messapica è assimilabile all'intero territorio della Murgia di sud–est. Le aree boschive e a macchia occupano il 4.5% della superficie comunale.[4] La vegetazione potenziale del territorio è costituita prevalentemente da formazioni di latifoglie eliofile decidue con dominanza di querce, nel caso specifico di fragni (quercus trojana). Oltre al fragno vanno ricordate anche la roverella, il cerro, il leccio e, episodicamente, anche la sughera e altre specie come carpino orientale, acero campestre, orniello.

La situazione attuale della vegetazione naturale è molto distante sia dal quadro emerso dall'analisi della vegetazione potenziale sia da quanto deducibile da numerose fonti storiche che descrivevano un paesaggio strutturato da vasti e intricati boschi. La trasformazione dei caratteri originari del paesaggio è legata in primo luogo alla pressione delle attività antropiche: l'ampliamento della superficie destinata alle colture agrarie, il pascolo eccessivo. La forma più matura della vegetazione di questo territorio, è rilevabile solo in poche e poco estese aree (Masseria S.Pietro, Masseria Marcuccio, Masseria Montedoro). Lo strato arbustivo dei querceti è caratterizzato dalla presenza delle piante tipiche della macchia mediterranea, quali il lentisco, la fillirea, il terebinto, il biancospino, il perastro, le rose selvatiche, i cisti, associati a numerose piante rampicanti e lianose (smilax, vitalba, lonicera, etc.).

Le aree interessate dalla macchia mediterranea si presentano caratterizzate da un fitto ed intricato strato arbustivo, in cui le singole piante perdono la loro individualità per fondersi l'una con l'altra. Sono presenti piante termofile a carattere sempreverde. In alcuni casi l'ambiente si presenta più simile alla pseudo-macchia (macchia con presenza sparsa di querce allo stato arboreo).

Sono presenti aree interessate dal fenomeno della gariga, per esempio le aree marginali dei boschi, le aree percorse dal fuoco o quelle degradate dal pascolo eccessivo. Nel territorio di Ceglie le garighe sono in genere dominate dalla presenza del cisto di Montpellier e del timo.

Sono inoltre presenti:

Fauna [modifica]

Per quanto riguarda la fauna, nel territorio di Ceglie Messapica si registra la presenza di una comunità faunistica non particolarmente numerosa, ma comunque di rilevante valore per il mantenimento degli equilibri ecologici del territorio. La limitata presenza di grandi mammiferi è strettamente connessa alla limitata estensione delle aree con vegetazione naturale e alla discontinuità di tali aree sul territorio. La fauna è caratterizzata dalla presenza di lepri, volpi, ricci, chiocciole, falchi, pettirossi, tordi, merli (compresi i rari merli dal becco giallo, considerati specie protetta), rondini e diversi rapaci notturni come civetta, gufo, assiolo e barbagianni e pipistrelli che trovano rifugio nelle numerose grotte.

Clima [modifica]

Ceglie gode di un tipico clima mediterraneo, mite e confortevole nei periodi primaverile ed autunnale, estati caldo umide ed inverni non eccessivamente freddi.
Le temperature medie mensili risentono dell'influenza degli eventi atmosferici del mediterraneo nord orientale ed oscillano dai 7,4°C nei mesi freddi, ai 24,1°C nei mesi estivi. Rari i casi di forti escursioni termiche, i mesi con maggiore scarto termico fra massime e minime risultano essere i mesi estivi con una differenza tra massime e minime di circa 10°C. Il vento influenza il clima della zona attraverso correnti fredde di origine balcanica (che di inverno rendono l'aria gelida), oppure calde di origine africana (che d'estate rendono l'aria afosa). Il territorio di Ceglie risulta avere una ventosità media annua, secondo l'atlante eolico italiano, tra i 5 e 6 m/s

Non è infrequente che, durante le notti invernali, il termometro scenda sotto zero, anche di diversi gradi (-3°C , -4°C) con conseguente formazione di estese gelate, o che si registrino nevicate con importanti accumuli nevosi, soprattutto quando l'adriatico meridionale è colpito da ondate di Burian (come, ad esempio, nel 1987, 2001[5], 2006[6][7]e nel 2009)[8]. L'anno più nevoso risulta essere stato il 1956, quando nel febbraio cadde un metro di neve. D'estate, invece, occasionalmente si verificano intense e lunghe ondate di calore, con tassi di umidità molto elevati e temperature che possono superano anche i 40 °C.

Le precipitazioni annuali si attestano sull'ordine dei 700 mm di pioggia, distribuiti prevalentemente nel periodo da ottobre a marzo. La primavera e l'estate sono caratterizzate da periodi di siccità.

A Ceglie Messapica, precisamente preso la masseria Nisi, dal 2008 è attiva[9] un stazione meteo amatoriale facente parte della rete di stazioni meteorologiche dell'associazione Meteo Valle D'Itria[10].


Ceglie Messapica Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 10,5 10,4 13,3 17,4 21,8 26,6 29,4 29,5 24,8 20,2 15,8 11,7 10,9 17,5 28,5 20,3 19,3
T. min. mediaC) 4,2 4,4 6,5 8,5 12,5 16,7 18,8 18,6 16,3 12,9 9,4 5,8 4,8 9,2 18 12,9 11,2
Precipitazioni (mm) 83,2 72,3 65,1 45,2 39,6 30,2 25,2 27,2 38,6 65,6 95 85,1 240,6 149,9 82,6 199,2 672,3
Giorni di pioggia 11,1 12,3 8,8 8 4,5 3,4 2,6 2,7 6,2 9,2 11,8 12,1 35,5 21,3 8,7 27,2 92,7
Umidità relativa (%) 80 74 73 71 65 57 56 58 67 75 81 81 78,3 69,7 57 74,3 69,8

Storia [modifica]

Le Murge
Il Castello Ducale
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Ceglie Messapica.

Secondo una leggenda, la fondazione di Ceglie sarebbe legata all'arrivo in Italia del mitico popolo dei Pelasgi, al quale è attribuita la costruzione di manufatti megalitici noti con il nome di specchie.

In seguito all'arrivo di coloni greci nella zona, intorno al 700 a.C., la città assunse il nome di Kailìa. Il nucleo urbano, esteso ai piedi di un colle (nella zona dove attualmente sorge la stazione ferroviaria delle Ferrovie Sud-Est), era difeso da fortificazioni i cui scarsi resti sono noti con il nome locale di "Paretone". Presso la città sarebbero sorti santuari extraurbani dedicati alle divinità greche Apollo (in corrispondenza dell'odierna chiesa di San Rocco), Venere (sulla collina di Montevicoli) e sotto la Basilica di Sant'Anna nel corso dei lavori di sondaggio i frammenti di ceramica votiva e resti del tempio della Dea Latona madre di Apollo e Diana (Archivio 1987).

La città fu punto di avvistamento del popolo dei Messapi subalterno ai centri di Oria e Brindisi a lungo in lotta contro la spartana Taranto che aveva un suo avamposto militare detto Phrouron in località Pezza Petrosa nel territorio di Villa Castelli. Taranto aspirava ad uno sbocco sul mar Adriatico e giunse a sottomettere tutti i centri messapici; oltre a Ceglie, caddero sotto il dominio tarantino una dopo l'altra Oria, Rudiae, Lecce, Brindisi, Egnatia e Càrbina. In epoca romana la città era ormai decaduta.

Le dinamiche insediative di Ceglie medievale sono state ampiamente analizzate in un convegno di studi del 2009[12]. In età normanna Ceglie è nota come feudo, Castellum Caeje, sotto l'autorità del Castellano Paganus che delinea i suoi confini con la potente città di Ostuni[13]. in età Sveva il borgo è noto come Celie de Galdo (Ceglie della Foresta) ed era tenuto a contribuire, insieme al Chiesa di Santa Maria dei Grani, alla manutenzione del Castello di Oria[14]. Il suo feudatario più importante è Glicerio de Persona[15] signore delle Terre di Ceglie del Gualdo, di Mottola, di Soleto e del Casale di San Pietro in Galatina[16]. Glicerio parteggiò per Corrado IV del Sacro Romano Impero figlio di Federico II del Sacro Romano Impero e Re di Sicilia contro gli angioini. Caduto anche Manfredi di Sicilia, l'ultimo degli Svevi, Carlo I d'Angiò ordina la cattura di Glicerio, che si era dato alla latitanza nelle campagne di Taranto dove fu catturato, condotto in carcere nel castello di Brindisi (insieme ai figli Gervasio, Giovanni e Perello) e condannato per fellonia, subì il patibolo.[17]. I possedimenti che deteneva furono confiscati e ceduti ad Anselino de Toucy. Dotato di un piccolo castello, il feudo fu successivamente in possesso delle famiglie Orimi, Scisciò, Brancaccio, Dentice e Pignatelli, e degli arcivescovi di Brindisi.

Nel territorio circostante erano già stati fondati gli importanti monasteri dell'abbazia di Sant'Anna, alla periferia dell'odierno abitato e della Madonna della Grotta, di cui resta la chiesa, sulla via vicinale per Francavilla Fontana. Nel 1521 venne costruita al posto della chiesa matrice la collegiata, ingrandita e arricchita di decorazioni barocche nel 1786.

Il 24 ottobre 1584 il feudo venne ceduto in permuta da Cornelio Pignatelli a Ferdinando Sanseverino, conte di Saponara e barone di Viggianello. I Sanseverino ampliarono il castello e promossero la fondazione del convento dei Cappuccini, oggi scomparso, e di quello dei Domenicani, sede del comune fino al 2005. Ai Sanseverino subentrarono quindi i Lubrano e i Sisto y Britto: in seguito all'estinzione di questa casata con il duca Raffaele, nel 1862, il castello e le residue proprietà dell'ex feudo vennero ereditate dalla famiglia Verusio.

Durante il Risorgimento ebbe sede a Ceglie una vendita carbonara, ad opera di Domenico Termetrio di Cisternino, e una sezione della Giovine Italia, ad opera di Pietro Elia, amico personale di Giuseppe Mazzini. Dopo l'annessione al Regno d'Italia visse un periodo di fioritura e agli inizi del XX secolo vide una crescita demografica, nonostante la presenza del fenomeno dell'emigrazione.

Simboli [modifica]

Ceglie Messapica-Stemma.png

Descrizione araldica dello stemma:

« d'azzurro alla torre aperta d'oro con sopra tre merli coronata all'antica dello stesso »
(Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 6 marzo 1953)


Evoluzione dei nomi della città [modifica]

  • Kalia (Καιλια)[18]: nome della città in età ellenistica, epoca in cui era abitata dai coloni greci;
  • Caelia, Caelium: nome latino adottato in seguito all'occupazione romana del 267 a.C.;
  • Castellum Caeje[19]: nome usato in età normanna;
  • Cilia[20];
  • Celio[21];
  • Cilij / Celie del Galdo o Guado: nome utilizzato per identificare la città utilizzato tra il 1600 e il 1806[22]. L'appellativo Guado/Galdo indicava una della caratteristiche della Ceglie di quel periodo, cioè quella di essere circondata da fitti boschi;
  • Ceglie: tra il 1806 e il 1864;
  • Ceglie Messapico: l'appellativo Messapico fu introdotto con un Regio Decreto, in memoria dell'antico popolo dei messapici che fondo la città;
  • Ceglie Messapica:l'appellativo Messapico fu trasformato in Messapica con decreto n°921 del Presidente della Giunta Regionale Pugliese , del 10 ottobre 1988.

Monumenti e luoghi di interesse [modifica]

Siti Archeologici [modifica]

Ceglie, era una delle città della dodecapoli Messapica, il cui centro principale è costituito da Oria. Tra 343 a.C. al 338 a.C. opposero strenua resistenza all'influenza di Taranto, la città fondata da coloni spartani che ambiva a conquistare tutta la Magna Grecia e a consolidare il proprio ruolo egemone sul Mare Ionio sull'Adriatico meridionale. Taranto si impose definitivamente su tutta l'area pugliese dopo il 303 a.C. con un trattato che vietava alle navi romane di spingersi più ad oriente del Promontorio Lacinio.

Della civiltà messapica rimangono numerosi resti archeologici: il sistema difensivo (specchie, fortini messapici, mura e muraglioni chiamati paretoni), necropoli oltre a iscrizioni, monete, vasi, trozzelle messapiche e reperti vari di natura ceramica o metallica.

Ceglie (Kailia nome messapico della città) per la sua posizione naturale in cima a un colle e per il suo territorio collinare da cui era ben visibile Taranto, per i ritrovamenti archeologici (mura, specchie) può essere considerata come una roccaforte della Messapia. Il sistema difensivo era costituito da ben quattro cinte murarie (paretoni) delle quali la più esterna costituiva il collegamento tra le spechie (elevate fortificazioni, in blocchi megalitici, alte anche oltre 20 metri e diametro fino a 60 metri), la cinta di mura più interna aveva un perimetro di 5km e racchiudeva una popolazione non inferiore ai 40.000 abitanti[23]. Proprio all'interno di tale cinta sono state individuate la maggior parte dei resti della città, i templi e le necropoli da dove provengono le iscrizioni, le monete, i vasi messapici tipo Gnatia e reperti vari, che costituivano i corredi funerari, conservati in piccolissima parte nel locale museo archeologico a Ceglie e nei musei di Taranto, Brindisi, Lecce ed Egnazia ma, in massima parte dispersi in collezioni private e pubbliche ( ad esempio un vaso rinvenuto nel 1820 raffigurante la lotta tra Diomede e i Messapi si trova presso il museo di Berlino [24]).

Per quanto riguarda le mura e muraglioni chiamati paretoni, in passato si è teorizzata anche una loro origine su un'origine bizantina riferibile a un limes, è oggi accertato che si tratta di sistemi di demarcazione territoriale riferibili all'età medievale[25].

Gli ultimi ritrovamenti archeologici risalgono al settembre 2006[26], durante alcuni lavori di ristrutturazione presso via Toniolo, quando fu ritrovata una tomba familiare risalente alla seconda metà del IV secolo a.C., contenente 5 scheletri ed un corredo funerario di numerosi manufatti, fra i quali cinture in bronzo e forme ceramiche ornamentali e legate alle funzioni nutrizionali e al 2008, durante i lavori di ristrutturazione del castello di proprietà comunale, al di sotto dell'atrio della fortificazione.

Specchie [modifica]

Nell'agro del comune di Ceglie Messapica sono presenti ben 18 specchie che circondano l'abitato descrivendo una forma ellittica: Monte Pelusello, Talene, Facciasquata, Castelluzzo, S. Lucia, Tarantina II, Oliva, Puledri, Capece, La Selva, Cervarolo, Madonna della Grotta, Pezze di Ferro, Montefocaro, Virgilio, S. Paolo, Sativa, Foggia Vetere e Specchia Tarantina. È da ritenere che le specchie, o almeno alcune, abbiano avuto anche una funzione sepolcrale. Ad esempio la specchia di Castelluzzo presenta una struttura architettonica a carattere difensivo ma all'interno sono state ritrovate celle funerarie e frammenti di terrecotte.

Siti e segnalazioni archeologiche [modifica]

Oltre alle specchie sopracitate nel territorio comunale sono segnalati i seguenti siti archeologici: insediamento Preistorico Masseria San Pietro, abitato medioevale e necropoli romana Campo d’Orlando, abitato e necropoli Masseria Genovese, abitato e necropoli Conca di Scrina, grotte Masseria Le Croci, cripta Masseria Sant'Angelo, Paretone (antica cinta muraria della città di età messapica sottoposta a vincolo).

Architetture Militari [modifica]

Castello Ducale [modifica]

Castello Ducale

Il Castello si erge su uno dei due colli su cui è posta Ceglie. Alla struttura si accede attraverso un ampio portale con arco a tutto sesto e un ingresso con volta ad ogiva che immette nell'atrio di forma irregolare circondato dalle varie ali del castello. A sinistra è collocata la torre normanna che costituisce la parte originaria del castello, risalente pressappoco al 1100. La torre di forma quadrata è il simbolo tradizionale della Città, è alta 34 m, conserva ancora tracce visibili del suo carattere militare. Sempre nell'atrio, a ridosso della torre è situato un pozzo sormontato da colonne, dal quale, secondo la tradizione attingeva acqua l'intera città durante i periodi di siccità, inoltre all'interno dell'atrio pullulano gli stemmi delle famiglie nobili che si sono avvicendate alla guida del feudo, le iscrizioni e altri elementi lapidei di notevole interesse artistico. Di fronte all'ingresso sono posti una scalinata ed un portale cinquecenteschi che conducono ad una delle parti residenziali (ala destra) costituita dalla Sala del Consiglio, un ampio vestibolo con volta decorata da pitture del ‘500 e un lungo corridoio che immette in stanze con caminetti monumentali in pietra. Il perimetro esterno inoltre comprende tre torrioni aragonesi di forma circolare.

Porte [modifica]

Erano tre le porte di accesso alla città d'età medioevale, l'attuale centro storico. Gli ingressi erano tutti sorvegliati.

  • Porta del Monterrone. La porta del Monterrone era l'accesso posto ad nord del centro abitato, permetteva l'accesso a coloro che arrivavano da Martina, Cisternino ed Ostuni. E' la più articolata delle porte di accesso, composta da due ingressi distinti, quello posto sul lato destro riservato all'accesso dei pedoni (oggi murato ma comunque visibile) e l'altro di più grandi dimensioni per l'acceso dei carri e degli animali da soma muniti basto. Entrambi gli accessi sono caratterizzati da archi a sesto acuto e dalla presenza di due piedritti a cui era agganciati i portoni. Nei pressi della porta è presente anche una torre riservata al Corpo di Guardia.
  • Porta di Giuso (Juso). L'accesso posto nella parte est del centro storico permetteva l'ingresso a coloro che arrivano al borgo risalendo la salita del odierna via Bottega Nisco. La porta è molto semplice, è costituita da una sola arcata a sesto acuto ed è in parte scavata nella roccia. Permette l'acceso a quella che attualmente viene chiamata Piazza Vecchia, un tempo il centro del borgo. Si ipotizza che il locale posto al di sopra della porta un tempo servisse da punto di guardia.
  • Porta dell'Arco della Croce. La porta, andata distrutta, si trovava nel parte a Sud del borgo all'angolo tra le attuali Piazza Plebiscito e Via Giuseppe Elia. Era l'accesso utilizzato dalla famiglia ducale e privilegiato da chi era diretto al Castello e alla Collegiata.

Per permettere l'ingresso nel centro storico in età successive sono stati realizzai altri punti di accesso che pertanto non posso essere considerati delle strutture di tipo militare. Uno è l'arco posto nei pressi del Municipio (Via E. de Nicola), posto al di sotto del palazzo Antelmy, che pur avendo caratteristiche simili alle altre porte fu creato solo come punto di sfogo. Al di sotto di questo arco è posto anche un affresco raffigurante la Madonna del Pozzo.

Mura [modifica]

Dell'impianto murario di età medioevale oltre le 2 porte sopracitate resta ben poco, su di esso infatti è stata edificata la parte più esterna di quello che oggi viene considerato il centro storico racchiuso tra Piazza Plebiscito, Via Dante Alighieri, Via Porta di Giuso, Via Pendinello, Via Muri ed il Castello.

Del sistema difensivo di età messapica restano maggiori tracce, sono visibili infatti i resti di tre distinte cinte murarie. La prima è posta a ridosso dell'attuale centro abitato, risale al V secolo a.C., ha un'altezza che varia da tra i 2,5 m e i 4m, è composta in parte da blocchi di grosso taglio, alcuni dei quali lavorati, altri grezzi, mantenuti a secco. Le altre 2 cinte si trovano in direzione Francavilla a circa 4 km dall'abitato. La loro costruzione è successiva alla prima cinta, è da collocarsi alla fine del IV secolo a.C. quando la città ebbe bisogno di rafforzare il proprio sistema difensivo al fine di difendersi dagli attacchi tarantini. La cinta più esterna fungeva anche da collegamento fra le specchie,anch'esse parti del sistema difensivo, presenti in quella zona.

Architetture Civili [modifica]

Teatro [modifica]

Alla fine dell'Ottocento l'intera città fu interessata da un processo espansivo con la costruzione di importanti edifici che per l'epoca rappresentarono un salto di qualità nella crescita economica e produttiva della città e della sua popolazione. Il teatro fu progettato dall'ingegnere Antonio Guariglia di Lecce. Il sindaco, Giuseppe Elia, ne avviò i lavori nel 1873 ma l'opera venne terminata molti anni dopo e venne inaugurato il 30 aprile del 1878. I lavori vennero eseguiti da maestranze locali. La facciata, il solo elemento originario che si conserva del Teatro Comunale, chiamato Politeama Giacosa, è in sobrio stile neoclassico e pochi elementi decorativi barocchi, con un solo ingresso ad arco a tutto sesto. Il manufatto architettonico ha svolto la sua funzione di teatro sino agli inizi dei XX secolo per poi diventare, nel corso del tempo, prima cinematografo, poi stalla durante la seconda guerra mondiale, quindi sala matrimoni, infine deposito della nettezza urbana. Dopo una lunga fase di restauro iniziata sul finire del XX secolo la struttura ha ricominciato a svolgere il suo ruolo originario di Teatro pubblico.

Palazzo Allegretti [modifica]

Palazzo Allegretti

Palazzo risalente al Settecento, il prospetto è stato rinnovato, in stile neoclassico, nel 1870, con conci in pietra gentile locale. Possiede due ampi portali sovrastati dagli stemmi araldici degli Allegretti e dei Cenci. Il palazzo affaccia sulla piazza Vecchia (fulcro un tempo della vita del centro storico) e su via porta di Giuso. Il palazzo è suddiviso in due ali entrambe proprietà privata, al piano terra sono ubicate la pinacoteca “Emilio Notte" e la biblioteca comunale

Palazzo Epifani [modifica]

Il palazzo è posto a ridosso del castello ducale in via forno del Duca. L'edificio è costituito da una parte settecentesca che include il portale a motivi floreali con stemma gentilizio, ed una parte ottocentesca costruita in pietra di Ostuni.

Palazzo Greco [modifica]

Ubicato nell'omonima via, palazzo Greco è un palazzo posto alle spalle della Collegiata. Presenta un ampio portale d'ingresso su cui oltre a essere riportato lo stemma gentilizio della famiglia è riportata anche la data del primo ristrutturo (1750) a cui corrispose un ampliamento della struttura e un rifacimento della facciata seguendo modelli vagamente neoclassici. All'interno del palazzo è presente anche una piccola cappella privata.

Palazzo Vitale [modifica]

Costruito nel 1801 dall'architetto Salvatore Trinchera. Il pianterreno rimanda ai moduli del convesso bugnato fiorentino. Le bugne, in pietra forte hanno assunto con il tempo il colore ambra, La facciata risulta incompleta.

Palazzo Chionna [modifica]

Originariamente casa religiosa dei Paolotti o frati Minori. Di notevole pregio è il portale con stemma gentilizio che supporta una statua litica di S. Francesco da Paola.

Altri Palazzi [modifica]

  • Palazzo Antelmy, caratteristico per la loggetta settecentesca e la balaustra in calcare locale.
  • Palazzo Lamarina.
  • Palazzo Monaco Nannavecchia
  • Palazzo Principalli

Masserie [modifica]

Masseria Montecchie

Nel territorio comunale sono presenti numerose masserie, di cui alcune fortificate. Elenco delle masserie presenti nel territorio comunale: Mass. Selvaggi, Mass. Recupero, Mass. Lamia Nuova, Mass. Menzella, Mass. Montedoro, Mass. Sumarano, Mass. Tarturiello, Mass. Marangi, Mass. Donno Santo, Mass. Monte Marcuccio, Mass. Angelo di Maglie, Mass. Genovese, Casina Vitale, Mass. Tagliente, Mass. Palazzo, Mass. S. Pietro, Mass. Epifani, Mass. Cappella vecchia, Mass. Abate Amato, Mass. Galante, Mass. Turco, Mass. Montecchie, Mass. Petrelli, Mass. Montecalvo, Mass. Gaetano Oliva, Mass. Palagogna, Mass. Casamassima, Mass. Alfieri, Mass. S. Anna, Mass. Fedele Grande, Mass. La Selva, Mass. Pisciacalze, Mass. Circiello, Casa del Monaco, Mass. Abate Nicola Grande, Mass. Coccia Coccia, Mass. La Marina Vecchia, Mass. Iazzo, Mass. Abate Nicola Piccolo, Mass. Donna Lucrezia, Mass. Facciasquata, Mass. Sciotta, Mass. Beneficio, Mass. Castelluzzo, Mass. Montefocaro, Mass. Taglialascia, Mass. Falascuso, Mass. Scuole Pie, Mass. Barone, Mass. Sardella, Mass. Le Croci, Mass. Madonna Piccola e Mass. Madonna della Grotta.

Architetture religiose [modifica]

Collegiata [modifica]

Affresco del Carella

Chiesa consacrata al culto della Vergine Assunta. La chiesa sorge sulla vecchia acropoli, le origini risalgono al 1521 mentre l'attuale edificio risale al 1786. Infatti tra il 1781 e il 1786 l'edificio sacro fu ampliato e ristrutturato secondo il progetto dell'architetto napoletano Giovanni B. Broggia che diede allo stesso un aspetto Barocco. Il complesso risulta avere una pianta a croce greca ed è affiancato dalla torre campanaria, la facciata è in stile proto-Neoclassico, la cupola è maiolicata. L'interno appare maestoso, è decorato da numerosi affreschi opera di Domenico Carella ed è ricco di altari in marmi policromi di cui uno dedicato al santo patrono della città (Sant'Antonio da Padova). Tra le opere visibili nella chiesa si ricorda: il "Crocifisso" ligneo del XVI secolo collocato nell'abside sinistro; la "statua di S. Antonio da Padova", patrono di Ceglie, del XVIII secolo; la pala posta sull'altare raffigurante "l'Immacolata Concezione", la scultura in pietra policroma raffigurante "Cristo uscente dal sepolcro", opera del XVI secolo attribuita a Raimondo da Francavilla e conservata nella sagrestia. Tra gli affreschi spicca quello raffigurante cena biblica con veduta prospettica della Ceglie di fine ‘700, che costituisce la più antica raffigurazione della città: si riconoscono la torre del castello ed una chiesa che potrebbe essere la chiesa di S. Rocco o l'abbazia di S. Anna.

Chiesa di San Rocco [modifica]

Il Santuario di San Rocco fu costruito sul punto più alto di una collina dove sorgeva una Cappella edificata intorno al XVI secolo dedicata al Santo di Montpellier. Su quel colle, si dice che in tempi remoti fosse ubicato un tempio pagano che cambiò nome quando la popolazione, afflitta da pestilenze, cominciò a rivolgersi al Santo protettore degli appestati. Le prime notizie riguardanti la storia dell'edificio risalgono al 1595, quando fu compiuta una visita apostolica nella diocesi di Oria da parte di S.E. Mons. Camillo Borghesi[27],vescovo di Castro. Dalla relazione di questa visita si capisce che vi è la prima costruzione di una chiesa dedicata a San Rocco fuori dalle mura a Ceglie.

La struttura attuale del Tempio fu realizzata su progetto dell'ing. Antonio Guariglia di Lecce anche se fu attuato con notevoli variazioni. Non fu eseguito il pronao tetrastilo toscano. All'interno lo stile ionico fu sostituito dal composito. Al posto dell'attuale elegantissima cupola nel progetto si vede una semplice volta, allo stesso livello di quella della navata centrale. La facciata appare solenne soprattutto grazie alle ardite soluzioni architettoniche, ancora oggi, desta entusiasmo ed ammirazione. Il Santuario fu costruito con la fattiva collaborazione dell'intera popolazione di Ceglie, principalmente dagli abitanti del rione (all'epoca contrada) “mammacara”. La chiesa è composta da tre navate, una centrale e due laterali e da una quarta trasversale che dà a tutto il Tempio una forma di croce. La facciata anteriore è dello stesso stile del Duomo di Taranto. A destra e a sinistra, della facciata, furono ricavate quattro nicchie in cui dovevano essere collocate altrettante statue con al centro ed in alto quella di San Rocco. All'interno del Tempio, oltre alla statua lignea del Santo, datata XVIII secolo è custodita anche quella litica, datata XVI secolo, proveniente dalla vecchia Cappella, abbattuta per fare posto al nuovo edificio. Il campanile a quattro fornici, con altrettante campane di varie dimensioni e suoni è posto proprio sulla perpendicolare della originale sagrestia. La chiesa di San Rocco, fu eletta a Parrocchia, nel marzo del 1855, da S.E. Mons. Luigi Margarita, vescovo della diocesi di Oria, a seguito dell'assenso concesso da Ferdinando II di Borbone, Re delle due Sicilie.

Chiesa di San Gioacchino [modifica]

Chiesa di San Gioacchino

Chiesa dedicata al culto di San Gioacchino. Fu eretta, a partire dal 1869, su suolo donato da alcuni cittadini, con il fattivo contributo del popolo di Ceglie. Il progetto e la costruzione furono affidati ai fratelli Cavallo (maestri muratori del posto). L'edificio ha una pianta ottagonale lungo il cui perimetro si elevano le murature portanti atte a sostenere il tamburo e la volta emisferica, la cupola secondo il progetto originario doveva essere rivestita con maioliche colorate. L'intera struttura richiama nella sua forma il Pantheon di Roma Nell'interno spiccano: il pavimento costituito da quadrati di un'ottima graniglia di cemento, gli affreschi del pittore Abruzzese datati 1876, due dipinti raffiguranti S. Francesco di Paola e la “deposizione” del pittore martinese "Giuseppe di Giuseppe", le stupende statue di San Lorenzo, S. Gioacchino e S. Anna, Cristo risorto e la statua dell’Addolorata che veniva portata in processione la sera del giovedì santo, per tutta la notte. Dopo accurati restauri, recentemente è stata riconsegnata al culto.

Chiesa di San Domenico [modifica]

La chiesa è annessa ad uno ex convento monacale dell'ordine domenicano che ha ospitato per anni (fino al 2004) la sede del palazzo di città. Il complesso fu edificato tra il 1534 e il 1570, in una delle sue ali ha ospitato anche un sanatorio. La chiesa è in stile barocchetto leccese, l'edificio è ad una sola navata cui si affiancano cappelle dai caratteristici altari barocchi in pietra, sormontati da pale e medaglioni di grande suggestione. All'interno, sulla porta centrale è posta l'Ultima Cena, opera del Casale datata 1776. Barocco è l'altare maggiore in marmo, con il portello del ciborio donato da Pietro Allegretti Cavallo nel 1866; sulla cantoria, collocata sopra l'altare maggiore, lo splendido organo positivo che necessita di un urgente restauro. Nell'abside, dietro l'altare maggiore, il coro ligneo del XVII secolo. Al centro della chiesa, due pulpiti in legno: a sinistra è posto quello più antico, di età medievale, opera di grande pregio artistico; a destra, in posizione elevata, il pulpito del XVII secolo, impreziosito dagli intagli delle colonnine tortili e dei pannelli decorativi. In una nicchia si riconosce la statua lignea di S. Domenico di Guzman, Padre Fondatore dell'Ordine dei Domenicani, il cui busto litico è posto sul portale laterale della chiesa. E stemmi dell'Ordine Religioso sono visibili in più parti della chiesa. Nella sagrestia è collocato il sacello della duchessa Isabella Noirot del Belgio, consorte del duca di Ceglie Diego Lubrano, deceduta giovanissima nel 1641. Nella chiesa sono conservate le statue dei Misteri, portate in processione il venerdì Santo.

Abbazia di Sant'Anna [modifica]

Costruita sui resti di un tempio pagano – come recenti indagini hanno accertato in modo credibile – dedicato presumibilmente alla dea Latona, l'abbazia è datare nel IX secolo d.C., le prime notizie documentate risalgono al 1182 e sono contenute nel Codice Diplomatico Brindisino[28]. La facciata dell'abbazia, semplice e lineare, è caratterizzata dai campanili a vela ad un fornice, simili a quelli della chiesa dell'Annunziata e della chiesa della Madonna della Grotta. Nella parte posteriore, sotto la calce si riconosce un protiro trecentesco di stile gotico. L'interno, ad una sola navata, spicca per la vivace policromia delle pareti: sopra l'ingresso è visibile il grande affresco trecentesco raffigurante la Morte della Santa. Di notevole pregio una tela di autore ignoto raffigurante la Sacra Famiglia, ed il dipinto ad olio ottocentesco attribuito a Vito Nicola Galeone, raffigurante la Madonna col Bambino e santi Cosimo, Damiano e Antonio da Padova. L'altare, tipicamente barocco nelle forme, conserva la statua lignea della Santa del XVIII secolo; sulla sommità è collocato il dipinto della Presentazione di Maria al Tempio.

Altre strutture religiose [modifica]

  • Convento Padri Passionisti: qui giacciono le sacre spoglie di Sant'Aurelia Vergine e Martire.
  • Convento dei Frati Cappuccini: il convento era ubicato ove sorge oggi l'Ospedale Civile. Fu edificato nel 1566. Era costituito da 20 cellette e dalla chiesa di Santa Maria degli Angioli. La struttura fu abbattuta nel 1965.
  • Chiesa (rurale) della Madonna della Grotta: è un'antichissima (IX secolo d.C.) chiesa in stile gotico, situata sulla vecchia strada che da Ceglie conduce a Francavilla Fontana. La facciata della chiesa è arricchita da un ampio rosone del quale rimane la ghiera esterna e da un campanile a vela. La chiesa versa in uno stato di abbandono.
  • Chiesetta dell'Annunziata: chiesa in stile gotico del XIV secolo.
  • Chiesa di San Lorenzo da Brindisi.
  • Chiesa di San Demetrio.
  • Chiesa di Sant'Antonio Abate(sconsacrata).
  • Chiesa dell'Immacolata: è stata per anni sede dell'opera Don Guanella.

Società [modifica]

Evoluzione demografica [modifica]

Abitanti censiti[29]

Nella tabella si nota l'evoluzione del numero della popolazione residente a Ceglie dal 2001 al 2012.[30]


Anno Residenti Variazione
2001 21.318
2002 20.940 -1,8%
2003 20.864 -0,4%
2004 20.732 -0,6%
2005 20.751 0,1%
2006 20.678 -0,4%
2007 20.668 -0,1%
2008 20.706 0,2%
2009 20.671 -0,2%
2010 20.690 0,1%
2011 20.209 -2,3%
2012 20.639 2,1%

Etnie e minoranze straniere [modifica]

Al 31 dicembre 2011 nel territorio comunale si registra la presenza di 352[31] stranieri regolari (133 maschi e 219 femmine), pari circa allo 1,7% della popolazione cegliese. Per quanto riguarda la suddivisione per paese d'origine degli stranieri gli ultimi dati dispniboli risalgono al 31 dicembre 2008[32] quando erano censiti 200 stranieri così suddivisi (si riportano le nazionalità più consistenti):


Religione [modifica]

La religione più diffusa sul territorio è il Cristianesimo nella confessione cattolica. Risalgono all'ètà mediovale le prime traccie storiche di tipo religioso rinvenute nel territorio comunale e manifestano la presenza di comunità legate sia al culto di tipo romano che greco-bizantino. In particolare sono presenti nel territorio comunale una Cripta basiliana all'interno della grotta di S. Michele, in cui, grazie agli affreschi di chiara influenza bizantina e ai resti rinvenuti, è stato possibile stabilire la frequentazione della cavità da parte dei monaci bizantini basiliani già nell’VIII secolo. Oltre alla cripta altre strutture religiose di chiara origine medioevale sono la Chiesa Madonna della Grotta, la chiesa dell'Annunziata e l'abbazia di Sant'Anna. Nel corso dei secoli sono state costruite chiese, cappelle votive e piccole edicole per rafforzare e tener viva la religiosità cittadina. Attualmente Ceglie rientra nella giurisdizione episcopale della Diocesi di Oria e venera il patrono sant'Antonio da Padova e i compatroni san Rocco da Montpellier e sant'Anna. Ceglie ospita inoltre le spoglie di sant'Aurelia vergine e martire. Il territorio comunale è suddiviso in quattro parrocchie.

Tra le minoranze religiose vi sono i Testimoni di Geova, che hanno anche un proprio luogo di culto e, come diretta conseguenza dell'immigrazione alcuni ortodossi.

Tradizioni e folclore [modifica]

Giovedì di settembre [modifica]

Particolarmente sentita dagli abitanti è la festa dei "giovedì di settembre". Più che una festa vera e propria si tratta di un'usanza ereditata dalle civiltà contadine del passato; difatti queste "feste" si svolgono nelle campagne, tra amici, dove si mangia, si beve, si balla e si cantano canzoni popolari fino a tarda notte. Sconosciuto è il motivo per cui quest'usanza esiste, anche se la spiegazione più verosimile è che veniva usata come pretesto per consumare il vino "vecchio" e svuotare i capasoni per far posto al vino "nuovo".

Scascia Pignata (La pentolaccia) [modifica]

Tradizionalmente avviene la domenica dopo carnevale. Attualmente viene mantenuta la tradizione dai commercianti di Corso Garibaldi. I bambini vestiti in maschera e bendati, con un bastone lungo tentano di rompere delle pignate piene di caramelle e canditi.

Quaremma [modifica]

Pupazzo tradizionale rappresentante una vecchina che fa il fuso con appesa una collana formata da 7 taralli. Il fantoccio si appende per le strade a inizio quaresima e ogni settimana si toglie un tarallo fino a quando terminati i taralli si festeggia la fine della quaresima incendiando il fantoccio.

Cultura [modifica]

Istruzione [modifica]

Biblioteca – Pinacoteca [modifica]

La Biblioteca Pinacoteca Emilio Notte è allocata al piano terra del settecesco Palazzo Alegretti, nei pressi della piazza Vecchia. La Biblioteca pubblica possiede testi e libri che riguardano la città di Ceglie, alcune pubblicazioni del poeta locale Pietro Gatti e una numerosi testi donati alla città dal matematico Cataldo Agostinelli. La Pinacoteca ospita alcune opere[33] dell'artista Emilio Notte, tra le quali l'opera la “Crocefissione”, inoltre da alcuni anni viene organizzata al suo interno la mostra concorso dedicata all'artista[34]

Scuole [modifica]

L'istruzione di primo grado a Ceglie è offerta da 2 istituti comprensivi, di circa 800alunni, suddivisi in vari plessi scolastici. Fino al 2011, anno in cui è avvenuta la riorganizzazione degli istituti dell'istruzione primaria, Ceglie contava 2 circoli didattici, De Amicis e Giovanni Bosco, per il coordinamento delle scuole elementari e materne e una scuola media inferiore intitolata a Giovanni Pascoli.

L'istruzione di secondo grado è offerta dall'I.I.S.S. "Cataldo Agostinelli"[35]. L'istituto nato nel 2000 per popolazione scolastica è uno dei maggiori della provincia ed offre un'offerta formativa molto variegata, infatti la scuola conta 6 diversi indirizzi didattici:

  • Liceo Classico;
  • Liceo Scientifico, indirizzo tradizionale;
  • Istituto Professionale per i Servizi Alberghieri e della Ristorazione;
  • Istituto Professionale per l'Industria e l'Artigianato;
  • Istituto Professionale per i Servizi Sociali;
  • Istituto Tecnico Commerciale;

Università e corsi post diploma [modifica]

Ceglie ospita una sede distaccata del conservatorio statale Tito Schipa di Lecce.

Ceglie è sede della Centro Internazionale di Gastronomia Mediterranea. Il centro nato nell'ambito del progetto IN.C.O.ME finanziato con fondi europei degli INTERR GRECIA-ITALIA 2000/2006 e 2007/2013 si pone l'obbiettivo creare la prima scuola di Alta cucina completamente dedicata alla tipicità e, con in più, di tipo Mediterraneo[36]. La scuola nel 2009 ha offerto un primo corso di studi programmato e diretto dall'Università di Bari – Facoltà di Agraria[37]. Per il maggio 2013 sono stati organizzati nuovi corsi didattici, in particolare di cucina e pasticceria mediterranea a cura chefs ed eperti gastronomici.

Museo [modifica]

Il museo, centro di documentazione archeologica[38], cittadino ha sede in via Enrico de Nicola. Ospita la mostra “Messapica Ceglie” organizzata dall'amministrazione comunale, dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia e con la collaborazione scientifica dell’Università di Lecce. La mostra comprende alcuni dei numerosi reperti archeologici ( trozzelle messapiche, corredi funerari, iscrizioni ed epigrafi e monete) rinvenuti nel territorio comunale che spaziano dalla Preistoria all’età ellenistica corredati da documentazioni e cartografie riguardanti le attività di scavo effettuate negli ultimi decenni a Ceglie. Inoltre un ampio settore è dedicato al sistema difensivo della città di epoca messapica, costituito da cinte murarie, localmente note come "Paretoni" e Specchie. All'interno è presente anche il calco della Tana delle Iene, cavità carsica scoperta nel 2000 in cui furono rinvenuti alcuni resti dell'età Paleolitico Inferiore Medio.

Blog [modifica]

Negli anni si è sviluppata una fervente attività di blogging cittadino che hanno come argomento vita cittadina, cronaca, politica, eventi, rassegne, sport, teatro e poesia, tutti incentrati sulla cittadina messapica.

Media [modifica]

Music Italia TV, Radio Ceglie, Radio Stella.

TV [modifica]

Nella seconda edizione di MasterChef Ceglie è stata scelta come città per lo svolgimento della quinta prova in esterna. Ceglie Messapica viene definita da uno dei conduttori Tempio della Cucina Pugliese. Durante lo svolgimento della prova i concorrenti hanno preparato alcuni dei piatti tipici della gastronomia cegliese tra i quali le orecchiette al pomodoro fresco e basilico, fave e cicorie, grano pesto al ragù di carne ed infine le braciole di carne al sugo.

Cinema [modifica]

Nel 1979, presso la discoteca "Io Valentino", furono girate alcune scene del film "L'infermiera di notte", con Gloria Guida che canta e balla e d.j. d'eccezione l'attore Lucio Montanaro.

Nel 2011, presso la stazione ferroviaria sono state girate alcune scene del film "100 Metri dal Paradiso", con Giulia Bevilacqua, Giorgio Colangeli, Jordi Mollà, Domenico Fortunato per la regia di Raffaele Verzillo.

Dialetto [modifica]

Dove è parlato il dialetto cegliese

Trovandosi in una zona di "confine" (confinante con la provincia di Taranto, poco distante da quella di Bari) il dialetto di Ceglie Messapica viene definito un dialetto di transizione, pur facendo parte dei dialetti italiani meridionali e non dei dialetti italiani meridionali estremi. Nonostante una quasi totale coincidenza col vocabolario tarantino, si trovano anche vocaboli baresi, ne sono un esempio i pronomi dimostrativi, cusse (questo) e cudde (quello), a differenza del tarantino che li indica con quiste (questo) e quidde (quello); elementi baresi e lucani si riscontrano anche nella declinazione dei verbi. I dialetti dei piccoli centri limitrofi di San Michele Salentino e Villa Castelli derivano direttamente dal cegliese, per cui ne conservano moltissime assonanze e similitudini (le due cittadine furono infatti fondate da contadini e coloni cegliesi ivi trapiantatisi secoli or sono) soprattutto quello castellano.



Cucina [modifica]

Biscotto di Ceglie Messapica - Presidio Slow Food

La cittadina vanta un'affermata tradizione gastronomica che, dagli anni cinquanta, gli ha procurato diversi riconoscimenti, soprattutto nell'ambito della gelateria, della pasticceria e dei prodotti da forno. Tra questi, il "Biscotto di Ceglie", candidato per il riconoscimento di prodotto tipico DOP[senza fonte]: si tratta di un pasticcino a base di mandorle tostate, con marmellata di amarene e limone, ricoperto con una glassa a base di zucchero e cacao (u scilepp). Per la sua realizzazione sono impiegate mandorle di produzione locale, di una varietà chiamata "cegliese" contraddistinta dal guscio semiduro. In passato, i biscotti cegliesi erano prodotti dalle famiglie contadine in occasione delle feste importanti e dei banchetti nuziali.

La città e tutto il territorio sono disseminati da numerosi ristoranti, molti dei quali sono di notevole caratura e annoverati dalle migliori guide gastronomiche. Sono presenti anche un Istituto Alberghiero e una Scuola Internazionale di Gastronomia, dove si formano e si specializzano nuovi talenti della cucina.







Persone legate a Ceglie Messapica [modifica]

Economia [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Economia della Puglia.

L'economia è basata prevalentemente sull'agricoltura (soprattutto ulivi e viti), anche se non mancano attività manifatturiere.

In notevole crescita anche il turismo, oltre quello enogastronomico vero fiore all'occhiello della città, anche quello artistico e rurale. Sempre più inglesi, francesi e tedeschi rimangono affascinati dalla campagna cegliese, ricca di trulli, masserie ed ulivi secolari.

Agricoltura [modifica]

Un olivo secolare

Il settore agricolo è quello che occupa maggior numero di lavoratoriettari.Si basa principalmente sulla coltura dell'olivo, della vite, di vaste coltivazioni ortive, del ciliegio e del mandorlo, che serve per la produzione dolciaria, soprattutto del biscotto cegliese. Gli agricoltori, inoltre, non risentono pesantemente degli effetti causati dai periodi di siccità perché possono prendere l'acqua dalle numerose acque sorgentizie. Nel territorio è molto attivo anche l'allevamento di ovini, suini e caprini.

Infrastrutture e trasporti [modifica]

Il sistema viario extraurbano di Ceglie Messapica è imperniato su alcune arterie di rilevanza locale:

La stazione ferroviaria di Ceglie è posta sulla linea Martina Franca - Lecce delle Ferrovie del Sud Est, che collega diversi comuni interni del Salento. La cittadina dista inoltre circa 40 km dall'aeroporto del Salento e circa 100 dall'aeroporto di Bari-Palese.

Amministrazione [modifica]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
Rocco Spina Sindaco
Cosimo Mastro Sindaco
Cosimo Mastro Sindaco
Camillo Caliandro Sindaco
Vincenzo Defazio Sindaco
Cosimo Gioia Sindaco
Cosimo Mastro Sindaco
Paolo Locorotondo Sindaco
Mario Giannuzzi Comm. pref.
6 dicembre 1993 30 dicembre 1994 Pietro Mita Centro-Sinistra Sindaco
gennaio 1995 giugno 1995 Rosa Maria Simone Comm. pref.
9 giugno 1995 27 giugno 1999 Pietro Mita Rifondazione Comunista Sindaco
27 giugno 1999 30 marzo 2001 Pietro Magno Centro-Destra Sindaco
30 marzo 2001 27 maggio 2002 Rosa Maria Simone Comm. pref.
27 maggio 2002 31 maggio 2004 Mario Annese Centro-Destra Sindaco
31 maggio 2004 18 aprile 2005 Clara Minerva Comm. pref.
18 maggio 2005 12 aprile 2010 Pietro Federico Centro-Sinistra Sindaco
12 aprile 2010 in carica Luigi Caroli Popolo delle Libertà Sindaco

Sport [modifica]

Gli sport tradizionalmente più seguiti a Ceglie sono: il calcio, il volley, il basket ed il ciclismo:

  • La principale squadra di calcio della città è Taf Ceglie Messapica che milita nel Girone C di Seconda Categoria. In passato, sul finire degli anni 80', la squadra ha militato nel campionato di Promozione.
  • Le due squadre cittadine del Volley Ceglie e della Nuova Pallavolo Ceglie disputano i campionati regionali maschili in Serie C ed in Serie D; la Nuova Pallavolo Ceglie ha anche una compagine femminile militante in Prima Divisione.
  • Il Basket Ceglie, dopo la promozione conquistata nella stagione 2009/2010, gioca nel Campionato Nazionale di Serie B dilettanti. La tradizione cestistica risale ai primi anni ottanta quando, tra i prodotti del suo vivaio vi fu Damiano Faggiano, che poi avrebbe avuto una carriere da professionista con la Juvecaserta.

Dopo 10 anni con a capo Mario Laneve, la squadra sale in B Dilettanti il 14 aprile 2009; un anno dopo la squadra conquista i playoff.

Dal 1952 si disputa a Ceglie e dintorni la "Coppa Messapica", una competizione ciclistica di rilevanza nazionale riservata oggi alle categorie Elite ed Under 23.

Nel 1982 la competizione valse come prova unica del campionato italiano femminile di ciclismo su strada.

Associazioni [modifica]

  • Sono presenti 2 gruppi di associazioni scout:
    • AGESCI Ceglie Messapica 1 fondata nel 1989.
    • CNGEI Ceglie Messapica fondata da alcuni anni.
  • Casarmonica - Associazione Culturale e Musicale.
  • ZION - Associazione di valorizzazione del patrimonio storico artistico e promozione delle diverse espressioni della cultura contemporanea.
  • Amici Del Borgo Antico - Associazione Culturale per la promozione, valorizzazione e tutela del Centro Storico Cittadino attraverso la riscoperta di antiche tradizioni, di eventi e di manifestazioni gastronomiche.
  • Lions Club Ceglie Messapica - Alto Salento
  • Rotary Club Ceglie Messapica - Terra dei Messapi
  • Ottovolante
  • Associazione Nazionale delle Università della Terza Età - UNITRE
  • Passoditerra
  • ANC - Associazione Nazionale Carabinieri
  • A.I.A.S - Sezione di Ceglie Messapica
  • Associazione Ceglie è
  • Cicloamici
  • Genius Loci
  • Il Mughetto
  • L'Attimo
  • Le Cicale
  • Speleocem - Associazione culturale speleologica
  • Uecchje a cannela - Associazione Culturale
  • Circolo Tennis Ceglie Messapica - Associazione Dilettantistica Sportiva
  • G.S.C. "Orazio Lorusso" - Associazione Sportiva Dilettantistica Ciclistica
  • A.S. Volley Ceglie
  • Basket Ceglie
  • Circolo Bocciofilo Messapico
  • Nuova Pallacanestro Ceglie 2001 A.D.
  • Polisportiva Dilettantistica Don Guanella
  • Polisportiva Nuova Pallavolo Ceglie
  • TAF Ceglie
  • Associazione Open Jazz
  • Centro Artistico Musicale Caelium

Galleria fotografica [modifica]

Note [modifica]

  1. ^ a b Dato ISTAT - Popolazione residente al 31 maggio 2012
  2. ^ Classificazione sismica dei comuni italiani (a cura della Protezione Civile). URL consultato in data 11-5-2013.
  3. ^ Catasto delle cavità naturali della Puglia- a cura della Federazione Speleologica Pugliese. URL consultato in data 11-5-2013.
  4. ^ Ceglie Messapica
  5. ^ Neve e ghiaccio, il maltempo non risparmia Ceglie – 17 dicembre 2001.
  6. ^ Ceglie sotto la neve, disagi per il traffico, domani scuole chiuse – 6 febbraio 2006.
  7. ^ Ceglie in ginocchio per la neve e la disorganizzazione – 20dicembre 2001.
  8. ^ Ceglie sotto la neve, disagi per il traffico, domani scuole chiuse – 6 febbraio 2006.
  9. ^ attivazione stazione meteo masseria Nisi - Ceglie Messapica.
  10. ^ stazione meteo masseria Nisi - associazione meteo valle d'itria
  11. ^ Pagina con le classificazioni climatiche dei vari comuni italiani. URL consultato in data 07-01-2009.
  12. ^ si veda: C. D. Fonseca - I. Conte (a cura di), Dal castello al territorio. Dinamiche insediative a Ceglie Messapica tra XII e XV secolo. Atti della giornata di studio, Ceglie Messapica 28 aprile 2009, Bari 2010
  13. ^ L. Pepe (a cura di), Libro rosso della città di Ostuni, codice diplomatico, compilato nel 1609 da Pietro Vincenti ed ora per la prima volta pubblicato con altri diplomi e note premesse le notizie bibliografiche del Vincenti da Ludovico Pepe, Scuola Tipografica editrice Bartolo Longo, Valle di Pompei 1888
  14. ^ B. Ligorio, Federico II Federico II. Ebrei, castelli e Ordini monastici in Puglia nella prima metà del XIII secolo, prefazione di S. Bernardi, Artebaria ed., Martina Franca 2011.
  15. ^ Glicerio è figlio di Gervasio de Persona, noto anche come De Matina
  16. ^ B. Ligorio, Federico II. Ebrei, castelli e Ordini monastici in Puglia nella prima metà del XIII secolo, prefazione di S. Bernardi, Artebaria ed., Martina Franca 2011.
  17. ^ Archivio di Stato di Napoli, Documento Angioino, reg. 1269, b.4, fg.39; Camillo Minieri Riccio, Documenti di Carlo I d'Angiò
  18. ^ G.Scatigna Minghetti, Vestigia di icone sacre a Ceglie Messapica, Ceglie Messapica 1995, p.5
  19. ^ “...nel 1100, Accardo, signore e padrone di Ostuni e di Lecce, per indicare la nostra Ceglie usò il termine Castillo Cilij e non città di Ceglie...”Ceglie, origini e mutamenti del nome- P. Elia
  20. ^ “Nel 1273, Carlo II d'Angiò, la indica solo CILIA...”Ceglie, il mistero sull'origine del nome- P. Elia
  21. ^ La Puglia, carta geografica G. Botero, Relazioni Universali, 1591-1596
  22. ^ “Con l'abolizione della feudalità (decreto 2-4 agosto 1806) gli amministratori cegliesi eliminano il predicato GAUDO...” Ceglie, il mistero sull'origine del nome- P. Elia
  23. ^ G. Neglia, Il fenomeno delle cinte di Specchie nella penisola salentina, Edizioni Adriatica, Bari 1970
  24. ^ Un vaso rinvenuto nel 1820 raffigurante la lotta tra Diomede e i Messapi che si trova presso il museo di Berlino)
  25. ^ G. Stranieri, Un limes bizantino nel Salento? La frontiera bizantino-longobarda nella Puglia meridionale. Realtà e mito del “limitone dei greci”, Archeologia Medievale XXVII, pagg. 333-355, ed. All'Insegna del Giglio, 2000.
  26. ^ Tomba messapica ritrovata durante lavori in una scuola di Ceglie - 13 settembre 2006. URL consultato in data 21/05/2012.
  27. ^ elenco vescovi Diocesi di Castro di Puglia
  28. ^ http://unosguardosuceglie-dg.blogspot.com/2010/10/abbazia-di-santanna-ii-parte.html
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  37. ^ Bilancio di mandato Aprile 2005- Marzo 2010 a cura dell'amministrazione comunale
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