Matino

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Matino
comune
Matino – Stemma Matino – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Lecce-Stemma.png Lecce
Amministrazione
Sindaco Cosimo Carmelo Tiziano Cataldi (Il Popolo della Libertà) dal 07/05/2012
Territorio
Coordinate 40°02′00″N 18°08′00″E / 40.033333°N 18.133333°E40.033333; 18.133333 (Matino)Coordinate: 40°02′00″N 18°08′00″E / 40.033333°N 18.133333°E40.033333; 18.133333 (Matino)
Altitudine 75 m s.l.m.
Superficie 26,63 km²
Abitanti 11 752[1] (30-11-2011)
Densità 441,31 ab./km²
Comuni confinanti Alezio, Casarano, Collepasso, Gallipoli, Melissano, Parabita, Taviano
Altre informazioni
Cod. postale 73046
Prefisso 0833
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 075042
Cod. catastale F054
Targa LE
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona C, 1 073 GG[2]
Nome abitanti matinesi
Patrono san Giorgio Martire
Giorno festivo 23 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Matino
Posizione del comune di Matino all'interno della provincia di Lecce
Posizione del comune di Matino all'interno della provincia di Lecce
Sito istituzionale

Matino (pronunciare Matìno) è un comune italiano di 11.752 abitanti[1] della provincia di Lecce in Puglia.

Situato nel Salento sud-occidentale, dista 44,3 km dal capoluogo provinciale e 16 km da Gallipoli. Dal 2002 si fregia del titolo di Città[3].

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia della Puglia.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Matino sorge sulle ultime propagini della Serre salentine a 75 m s.l.m. a 10 km dalla costa ionica e a 25 km dall'estrema punta della penisola salentina rappresentata dal Capo di Leuca. Il territorio, fortemente carsico, è privo di corsi d'acqua di superficie ma ricchissimo di corsi d'acqua sotterranei alimentati dalle cosiddette "Vore", inghiottitoi naturali delle acque pluvie situati in depressioni naturali del terreno.

Il comune, che si estende su una superficie di 26, 28 km², raggiunge i 38 m s.l.m. di altezza minima e i 172 m s.l.m. di altezza massima. La cittadina domina la vallata denominata di Taviano-Matino che rappresenta una delle zone più fertili del Salento. Le colture predominanti sono l'ulivo e la vite ma con ampi spazi dedicati ai seminativi e alle colture in serra, in special modo fiori. Molto frequenti sono le masserie, grandi costruzioni rurali che insistevano su ampi latifondi, frutto del notevole impulso dato alla produzione agricola nel periodo Borbone (1724-1860), ad oggi in disuso salvo qualche esempio di riutilizzazione in chiave agrituristica. Abbastanza diffusi sono anche i cosiddetti caseddhi, tipico esempio di edilizia rurale, derivante da antiche tecniche costruttive di provenienza magnogreca. Diffusissima l'edilizia rurale di tipo moderno a testimonianza di un attaccamento alla terra delle popolazioni locali e di un vivacissimo mercato agrituristico.
Il territorio del comune confina a nord con i comuni di Parabita e Collepasso, a est con il comune di Casarano, a sud con i comuni di Melissano e Taviano, a ovest con i comuni di Gallipoli e Alezio.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Lecce Galatina e Stazione meteorologica di Santa Maria di Leuca.

Dal punto di vista meteorologico Matino rientra nel territorio del basso Salento che presenta un clima prettamente mediterraneo, con inverni miti ed estati caldo umide. In base alle medie di riferimento, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai +9 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui +25,1 °C. Le precipitazioni medie annue, che si aggirano intorno ai 676 mm, presentano un minimo in primavera-estate ed un picco in autunno-inverno.
Facendo riferimento alla ventosità, i comuni del basso Salento risentono debolmente delle correnti occidentali grazie alla protezione determinata dalle Serre Salentine che creano un sistema a scudo. Al contrario le correnti autunnali e invernali da Sud-Est, favoriscono in parte l'incremento delle precipitazioni, in questo periodo, rispetto al resto della penisola[4].

Matino Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 12,4 13,0 14,8 18,1 22,6 27,0 29,8 30,0 26,4 21,7 17,4 14,1 13,2 18,5 28,9 21,8 20,6
T. min. mediaC) 5,6 5,8 7,3 9,6 13,3 17,2 19,8 20,1 17,4 13,7 10,1 7,3 6,2 10,1 19,0 13,7 12,3
Precipitazioni (mm) 80 60 70 40 29 21 14 21 53 96 109 83 223 139 56 258 676
Umidità relativa media (%) 79,0 78,9 78,6 77,8 75,7 71,1 68,4 70,2 75,4 79,3 80,8 80,4 79,4 77,4 69,9 78,5 76,3

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia del Salento e Storia della Puglia.

Alcuni storici (Giuseppe Schivani, Padre Tommaso Leopizzi), fanno risalire l'origine della cittadina alla distruzione delle città messapiche di Alezio e Bavota, l'attuale Parabita, da parte dei Saraceni, avvenuta nei secoli IX e X e ad un relativo insediamento dei profughi nella zona della Matino odierna. L'ipotesi, non suffragata peraltro da alcun riferimento storico, è contraddetta dalla marcata differenza dei dialetti parlati nelle presunte città fondanti e Matino stessa, che fanno presumere le 3 cittadine appartenenti a matrici culturali diverse.
Altri autori (Carlo Coppola) ritengono invece più probabile una fondazione della Matino moderna da parte di profughi provenienti dalla Matino antica. L'antica Matino era un popoloso centro situato sulle coste del Gargano, fondato intorno al 1000 a.C. e denominato Apeneste in periodo magno-greco e poi Matinum in periodo romano. Il toponimo Apeneste significa in greco antico "che nasce" oppure "che sorge" con chiaro riferimento al sole, anche la versione latina "Matinum" conserva la medesima accezione di significato. Potrebbe quindi non essere un caso che lo stemma di Matino nuova, adottato in epoca normanna, rappresenti proprio un sole che sorge tra due colline. I "Matinates", ovvero gli abitanti dell'antica Matino, erano un piccolo popolo di stirpe dauno-japigia proveniente probabilmente dalle zone rivierasche del Mar Nero e stanziatosi nella Puglia settentrionale intorno al 1000 a.C. in seguito alla grande migrazione verso le coste adriatiche proveniente dalle coste illiriche di quel periodo. Questa tribù fondò la città che divenne un centro marinaro e commerciale di notevole importanza fino al periodo tardo romano e di cui si hanno notizie certe fino al 970 d.C., probabile anno della sua distruzione. La fondazione dell'odierna Matino sarebbe avvenuta in seguito alla scomparsa di questo centro avvenuta nel periodo fra il 971 d.C. - 980 d.C. forse per un terremoto-maremoto -parte delle rovine dell'antica Matino sono ad oggi sommerse dall'Adriatico- oppure procurata dalla serie di incursioni saracene che devastarono il territorio matinese e l'intero Meridione d'Italia intorno a quegli anni, molto probabilmente per ambedue le evenienze. In ogni caso la circostanza che la data di distruzione della Matino antica e quella della fondazione della Matino nuova coincidano rappresenta, insieme all'analisi linguistica del toponimo, se non una prova, un indizio di sicura rilevanza circa le origini del paese. Si hanno documenti attestanti l'esistenza di Matino nuova a partire dall'XI secolo dell'era moderna ma è plausibile che la fondazione risalga ad almeno un secolo prima, esattamente quindi in concomitanza con la distruzione dell'antica.

Blasone degli Altavilla di Sicilia

Durante il periodo normanno, il territorio matinese venne infeudato, nel 1191, da Tancredi d'Altavilla a favore dei De Personé (poi latinizzato in De Persona), casata di origini francesi, passò successivamente agli Antoglietta, ai Maremonte ed infine nel XVII secolo ai Marchesi Del Tufo, ultimi feudatari.

Nel territorio matinese sono stati trovati reperti risalenti ad età preistorica (località grotta Sant'Ermete) testimonianti l'esistenza di insediamenti umani risalenti al neolitico. Nessuna traccia di presenze umane da tale periodo fino al 950-1000 d.C. - 1000 d.C.epoca a cui risale l'insediamento basiliano in località Sant'Eleuterio di cui sono ancora visibili alcuni resti fra i quali parte della cripta ipogea. Alcuni palazzotti cinquecenteschi di buona fattura testimoniano una certa vivacità della cittadina nel periodo. La gran parte degli edifici di interesse architettonico risalgono però al periodo Borbone (1724-1860), momento di sviluppo notevole sia per Matino che per tutto il Meridione. Di una certa rilevanza è anche il palazzo dei Marchesi del Tufo, eretto nel XIV secolo quale rocca di difesa e rimaneggiato più volte nel corso dei secoli fino all'attuale aspetto che risale al primo scorcio del XVIII secolo, con l'apertura sulla facciata di una grande trifora e la risistemazione della piazza antistante, oggi Piazza San Giorgio. Imponente la Chiesa Matrice, intitolata anch'essa a San Giorgio Martire, in stile tardo barocco e a pianta tipicamente a croce latina fu costruita nella seconda metà del "700, su una preesistente chiesa che è rappresentata dal braccio minore dell'attuale fabbrica. Ancora da segnalarsi la seicentesca Chiesa del Carmine e la Chiesa del Rosario, una volta dedicata a "Santa Maria del Soccorso" nonché cappella del convento domenicano (in passato adibita a struttura ospedaliera e di ricovero per i pellegrini che da Lecce procedevano per Santa Maria di Leuca e viceversa) diventato ormai quasi invisibile in quanto molti dei locali appartenenti al convento stesso sono stati occupati dagli uffici del comune in epoca moderna e visibilmente modificati fino a farne scomparire le caratteristiche architettoniche.

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

Che il toponimo di Matino derivi dalla radice linguistica osca "Mat" che significa "terreno coltivato" o "terreno fertile" o in alcuni casi "altura", come sostenuto da diversi studiosi è una tesi poco sostenibile in quanto l'osco, una lingua pre-romana diffusa dalla Toscana fino all'Abruzzo, non penetrò mai nel Salento. Difatti tutti i toponimi salentini hanno origini messapiche (Ugento, Alezio, Otranto), greche (Gallipoli, Galatone) o latine (Casarano, Taviano), mai osche. Matino sarebbe un'eccezione alquanto strana. Peraltro denominare un paese con un nome di origine osca intorno all'anno mille, quando cioè i dialetti osci sono scomparsi da almeno 6 secoli, sembra un'ipotesi assai poco probabile. Questa constatazione avvalorerebbe la tesi del Coppola circa le origini in quanto il toponimo si spiegherebbe solo con una derivazione dal nome "Matini" o "Matinates ex Gargani" come li cita Plinio. A loro volta i "Matinates" derivavano il proprio nome dal culto della Dea romana dell'aurora "Mater Matuta".
Anche l'ipotesi di un'origine del toponimo dalla storpiatura della parola mattino è abbastanza debole e sembra priva di fondamento dal punto di vista dell'analisi linguistico-semantica.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Stemma civico
Gonfalone civico

Descrizione araldica dello stemma:

« campo di cielo, al sole d'oro, con la parte inferiore esiguamente celata dal colle centrale del monte alla tedesca di tre colli, fondato in punta, di verde, esso colle centrale caricato dalla lettera maiuscola M, di argento. Ornamenti esteriori da Città. »
(D.P.R. 30 marzo 2004)

Descrizione araldica dello gonfalone:

« drappo di bianco con la bordatura di azzurro, riccamente ornato di ricami d'oro e caricato dallo stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in oro, recante la denominazione della Città. Le parti di metallo ed i cordoni saranno dorati. L'asta verticale sarà ricoperta di velluto dei colori del drappo, alternati, con bullette dorate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma della Città e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati doro. »

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
— D.P.R. del 2 luglio 2002

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Giorgio

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa Matrice di San Giorgio[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa matrice è dedicata a San Giorgio, il Santo guerriero e agricoltore (il nome georgous in greco antico significa appunto contadino). La Chiesa fu edificata a metà del "700, sotto Carlo III di Borbone, sui resti di una preesistente struttura della metà del "500, per soddisfare le crescenti necessità di una comunità cittadina cresciuta demograficamente ed economicamente. Presenta una semplice facciata divisa in tre ordini da aggettanti trabeazioni. L'interno, con pianta a croce latina ad una sola navata, ospita otto altari laterali nel braccio principale e altri due nel transetto. Di particolare pregio artistico è la statua lignea di San Giorgio ai cui fianchi sono accese due lampade votive in argento del XVIII secolo di scuola napoletana.

Chiesa del Crocefisso[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa del Crocifisso, eretta verso la fine del Seicento, sorge con molta probabilità in sostituzione di due oratori dedicati a Sant' Eligio e a Sant'Antonio Abate. L'interno, che conserva vari dipinti barocchi tra i quali una tela raffigurante San Pietro che si ritiene della scuola dello Spagnoletto, ospita due altari; il maggiore è dedicato al Crocifisso, mentre il secondario è intitolato ai santi Sant' Eligio, Sant'Antonio Abate e Marina.

Chiesa del Carmine[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa della Madonna del Carmine[6] fu edificata nel XVII secolo per accogliere un'immagine della Madonna col Bambino di epoca bizantina. È dotata di un altare barocco e un pavimento a mosaico ottocentesco. Interessante è il dipinto della Pietà, situato nella Sacrestia, eseguito nel 1621 direttamente sulla roccia.

Chiesa del Rosario e convento dei Padri Domenicani[modifica | modifica wikitesto]

La ex Chiesa di Santa Maria del Soccorso, oggi dedicata alla Madonna del Rosario, si presenta a unica navata e con un'incompiuta facciata in stile classico. Il corpo principale della fabbrica è stato eretto nel "500. Di semplice fattura, è dotata di dipinti di notevole pregio artistico attribuiti per la maggior parte a Gian Domenico Catalano. La tela della Circoncisione di Gesù Bambino, realizzata da Giovanni Andrea Coppola, è stata trafugata in tempi recenti.

Chiesa della Pietà[modifica | modifica wikitesto]

La costruzione della seicentesca Chiesa della Pietà[7] si deve alla confraternita della Pietà che qui operava. Alla facciata è addossato un grande arco che un tempo costituiva l'ingresso alla città dalla parte sud. La chiesa è caratterizzata dalle sue volte strette ed interamente affrescate. L'interno ospita, oltre all'altare maggiore, tre altari di cui uno è intitolato a Santa Maria dei Sette Dolori. Numerosi sono i dipinti presenti molti dei quali di difficile attribuzione.

Santuario dell'Addolorata[modifica | modifica wikitesto]

Completato nel 1754, fu ristrutturato e ampliato all'inizio del XX secolo. Proclamato santuario mariano diocesano,[8][9][10][11] il 14 maggio 1938, dall'allora amministratore apostolico di Nardò Nicola Margiotta, vescovo di Gallipoli. È sede dell'omonima arciconfraternita.

Altre chiese[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo dei Marchesi del Tufo Il palazzo, sorto nel XIII secolo come nucleo fortificato con scopi esclusivamente difensivi, venne interessato da un primo importante intervento edificatorio solo a partire dal Cinquecento. Una seconda fase costruttiva venne intrapresa nel 1711. L'edificio baronale, divenuto marchesale nel 1644 con il governo del marchese Giuseppe del Tufo, si distribuisce su due piani dei quali quelli superiori ospitavano le stanze nobili e una cappella mentre quelli inferiori accoglievano le stalle, le cucine e diversi magazzini.
  • Portale del Giardino Marchesale in contrada "Lazzaretto" (Lazzareddhu) In Contrada Lazzaretto si erge l'arcone del Giardino omonimo. Costruito nella seconda metà del "700 da Ferdinando San Felice per Ascanio e Beatrice Del Tufo, i cui nomi sono ricordati nell'epigrafe dell'arcone- rappresenta la magnifica entrata del giardino annesso, esempio dell'ingegneria Borbone in agricoltura. Veramente notevole il sistema di irrigazione alimentato da quattro pozzi agli angoli della tenuta collegati tra loro da gallerie sotterranee che permettevano di avere il livello dell'acqua sempre costante in qualsiasi punto della tenuta.
  • Portale del Giardino Mimmo in contrada "Pergola" (Pergula) Costruito con tecniche simili al portale e giardino Lazzaretto (Portale simile e stesso sistema di irrigazione con 4 pozzi angolari fra l'altro splendidamente decorati) ma in periodo più tardo, è significativo oltre che per gli elementi architettonici che lo contraddistinguono, anche per lo studio della cultura del "giardino", fattispecie colturale tipica dell'Italia Meridionale e comunissima in agro matinese.
  • Borgo Medioevale Di notevole interesse urbanistico è il centro storico medioevale rimasto, nel complesso del suo tessuto, praticamente intatto, mostrando inalterata la tipica struttura delle case cosiddette "a corte" ed il complesso reticolo di stradine e passaggi sotterranei e sopraelevati finalizzati alla facilita' di difesa dell'abitato in caso di attacco. Tipico esempio delle tecniche urbanistiche nell'alveo del mediterraneo in epoca medievale, è uno splendido spaccato storico miracolosamente salvatosi dalle aggressioni del tempo e dagli abusi edilizi.
  • Frantoi ipogei I frantoi ipogei di Matino testimoniano l'antica tradizione della produzione olearia legata ai grandi impianti olivicoli nati nel "700. Alcuni di essi, splendidamente conservati, rivelano l'ingegnosità delle tecniche di molitura e decantazione dell'olio attraverso sistemi di vasche a tracimazione. Rappresentano un notevole esempio di architettura industriale settecentesca.

Aree archeologiche[modifica | modifica wikitesto]

Grotta di Sant'Ermete[modifica | modifica wikitesto]

La grotta di Sant'Ermete è un'importante testimonianza archeologica in quanto in essa sono stati individuati resti fossili, manufatti e ossa risalenti all'uomo di Neanderthal. Cristianizzata dai basiliani, come testimoniato dai resti di un affresco di Sant'Ermete, la grotta costituisce uno dei primi siti di frequentazione umana del Salento insieme alle grotte delle Veneri di Parabita.

Grotta di Sant'Eleuterio[modifica | modifica wikitesto]

La grotta di Sant'Eleuterio è la testimonianza della presenza dei monaci basiliani nel territorio matinese. È ciò che rimane dell'antico monastero di Sant'Eleuterio sorto nel X secolo. La grotta è la cripta del monastero; presenta un ingresso ad arco e un piccolo ambiente interno nel quale sono visibili deboli tracce di affreschi. Appartenuto fino al XIII secolo ai basiliani, il sito, passò poi sotto il controllo del clero locale che lo frequentò sino alla metà del "600. In origine comprendeva, oltre la cripta, le celle dei monaci, i granai e una chiesa.

Altro[modifica | modifica wikitesto]

  • MACMa - Museo Arte Contemporanea Matino "L. Gabrieli"-, conta oltre 700 opere provenienti dalla donazioni "L. Gabrieli", "E. Miglietta", "V. Balsebre", "M. Bentivoglio" e di vari autori della poesia verbo-visiva. È il primo in Puglia ad ospitare una ricchissima collezione dedicata ai temi della poesia visiva della neoavanguardie, tra gli artisti della poesia visiva spiccano: Lamberto Pignotti, Eugenio Miccini, Luciano Ori, Lucia Marcucci, Emilio Isgrò, Roberto Malquori, William Xerra, Franco Vaccari, Adriano Spatola, Arrigo Lora Totino, Elisabetta Gut, Martino Oberto, Ugo Carrega, Vincenzo Ferrari, Carlo Finotti, Giovanni Tinti, Michele Perfetti, Luciano Caruso ed altri.
  • Monumento ai caduti della prima guerra mondiale;
  • Monumento a Salvo D'Acquisto e ai caduti di Nassiriya.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[13]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2009 a Matino risultano residenti 221 cittadini stranieri. Le nazionalità principali sono:[14]

Diffusione del dialetto Salentino

Dialetto[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi dialetto salentino.

Il dialetto parlato a Matino è il dialetto salentino nella sua variante meridionale. Il dialetto salentino si presenta carico di influenze riconducibili alle dominazioni e ai popoli stabilitisi in questi territori che si sono susseguite nei secoli: messapi, greci, romani, bizantini, longobardi, normanni, albanesi, francesi, spagnoli.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

A Matino ci sono tre scuole dell'infanzia, due scuole primarie: e una scuole secondaria di I grado.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Il Museo di Arte Contemporanea di Matino "L. Gabrieli" (MACMa) ospita una collezione di oltre 700 opere provenienti da donazioni private, prevalentemente sui temi della poesia visiva della neoavanguardie.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Pezzetti
  • Festa del Miracolo di San Giorgio, 27 febbraio;
  • Festa di San Giorgio - 23 aprile, istituita nel 1971;
  • Fiera del Sacro Cuore, 3ª domenica di giugno;
  • Fiera M. SS Addolorata, 2ª domenica di giugno;
  • Sagra della Frisa, 5-6 luglio;
  • Sagra ta sardizza e tu gnommareddhu, seconda settimana di agosto;
  • Festa delle Bionde, 13-14 agosto;
  • Sagra dei Pezzetti di Cavallo, seconda metà di agosto.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Economia della Puglia.
Grappolo di uva rossa Negroamaro

Matino è stato un centro prevalentemente agricolo fino alla fine degli anni settanta, periodo in cui è avvenuta una notevole trasformazione del tessuto economico della cittadina che è diventata un centro di produzione industriale di un certo peso. I settori della produzione calzaturiera e dell'abbigliamento sono stati ampiamente sviluppati, finché la crisi sopravvenuta alla fine degli anni anni novanta non ha ridimensionato la portata del fenomeno. A Matino ha sede la Meltin' Pot, azienda leader nel mercato del vestiario sportivo e del jeans che ha alimentato un notevole indotto di piccole industrie e laboratori, circa 250 aziende, con quasi 2.000 addetti.

Gli altri comparti presenti vanno dall'alimentare, alla meccanica, al legno, alla carpenteria, al vetro e all'editoria, ma rappresentano una parte relativamente poco significativa del fatturato prodotto nei decenni passati. Le ditte individuali censite dall'ISTAT sono oltre 400, le società di persone 40, le società di capitali 51, con una media aziende/abitanti di 1:20, testimonianza di una certa vivacità imprenditoriale. Le aziende manifatturiere rappresentano oltre un terzo del totale aziende e il 62% degli occupati. Gli altri rami economici importanti sono il commercio e le costruzioni, ai quali è addetto rispettivamente il 9/16% della popolazione. Il commercio, con le sue oltre 300 aziende, rappresenta il 40% delle imprese e il 14% degli addetti in settori non agricoli. Nel terziario dei servizi lavora il 23% della popolazione attiva. Nella pubblica amministrazione sono occupate circa 300 persone. Dal punto di vista dell'occupazione la città un calo nelle attività industriali mantenendo comunque l'occupazione fra le più alte della provincia. Il livello medio d'istruzione è discreto e in linea con la media italiana. La composizione socioeconomica della popolazione mostra, ha segnato nei due decenni passati rispetto alla media regionale, un'elevata incidenza di lavoratori dipendenti e una bassa delle casalinghe, per effetto dell'alto impiego di manodopera femminile soprattutto nel ramo manifatturiero.
Il settore agricolo si è in una certa misura riqualificato, notevole l'apporto in questo senso della locale cantina cooperativa che con il marchio "Cantine del Matino" produce e commercializza una varietà di vini D.O.C. (Matino rosso, Matino rosato) di notevole pregio. La presenza della sede centrale della Banca Popolare Pugliese (oltre 100 filiali in Italia e una succursale in Albania), con il suo centro direzionale e la sede meccanografica determina, inoltre, un non disprezzabile apporto finanziario al circuito economico cittadino. La crisi economica internazionale degli ultimi anni ha lasciato un segno profondo nel tessuto economico cittadino. La quasi totalità delle aziende del settore manifatturiero ha chiuso i battenti o si è molto ridimensionata dando luogo ad una disoccupazione di molto superiore alla media nazionale che sta innescando fenomeni di emigrazione su larga scala.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

I collegamenti stradali principali sono rappresentati da:

Il centro è anche raggiungibile dalle strade provinciali interne: SP55 da Taviano; SP223 da Gallipoli, SP360 da Casarano e dal confinante abitato di Parabita.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La città è servita da una stazione ferroviaria posta sulla linea Novoli-Gagliano del Capo delle Ferrovie del Sud Est.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente il primo cittadino della Città di Matino è il Sindaco Dr. Tiziano Cataldi; eletto nel 2012, è attualmente espressione di una coalizione di centro-destra composta da due gruppi consiliari denominati " PDL-Forza Italia" - Lista Civica "Matino la tua Città".

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Le realtà sportive più di rilievo in città sono la squadra di calcio A.S.D. Matino, militante nel girone D pugliese di 2ª Categoria, ha partecipato anche alla Serie D e due squadre di baseball, l' A.S.D. Baseball Matino e la Angels B.C. Matino che attualmente militano in serie C. Le squadre hanno fornito alla nazionale italiana di baseball atleti di rilevanza internazionale quali Luigi Carrozza e Andrea Castrì, atleta quest'ultimo, convocato anche nella prestigiosa squadra americana dei New York Yankees.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2011.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ D.P.R. del 2 luglio 2002 Art. 3, comma 4 dello statuto comunale.
  4. ^ http://clima.meteoam.it/AtlanteClimatico/pdf/(332)Lecce%20Galatina.pdf Tabelle climatiche 1971-2000 dall'Atlante Climatico 1971-2000 del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare
  5. ^ Pagina con le classificazioni climatiche dei vari comuni italiani.
  6. ^ Da Cresciamo Insieme Salento: Le altre Chiese di Matino, Chiesa del Carmine. URL consultato il 13-10-2012.
  7. ^ Da Cresciamo Insieme Salento: Le altre Chiese di Matino, Chiesa della Pietà. URL consultato il 13-10-2012.
  8. ^ Santuari - Beata Vergine Maria Addolorata in Matino. URL consultato il 06-10-2012.
  9. ^ Da MatinoVirtuale: MATINO - CHIESE - Chiesa dell'Addolorata. URL consultato il 13-10-2012.
  10. ^ Da Cresciamo Insieme Salento: Le altre Chiese di Matino, La Chiesa dell'Addolorata. URL consultato il 13-10-2012.
  11. ^ Da Viaggi Spirituali: Santuario Beata Vergine dell’Addolorata – Matino (Lecce). URL consultato il 13-10-2012.
  12. ^ IL MONASTERO DELLE CARMELITANE SCALZE DI MATINO. URL consultato il 13-10-2012.
  13. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  14. ^ Dati Istat

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Tommaso Leopizzi, Matino, Storia e cultura popolare, Congedo Editore (1989)
  • Giuseppe Schivani, Matino Cultura ed Arte, edizione originale del 1762 con il titolo di Antiche Memorie di Matino stampato a cura dalla Casa Marchesale di Matino, ristampa a cura di Congedo Editore (1991)
  • Carlo Coppola, Quaderni Salentini, Congedo Editore (2004)
  • Antonio Costantino, "Giornale degli Autori Matinesi" 2012.
  • Quintino Siciliano, "Vocabolario Matinese" Edizioni Publigrafic- Trepuzzi, 2010.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]