Melpignano
| Melpignano comune |
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Chiesa del Convento degli Agostiniani |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Ivan Stomeo (lista civica Progetto Democratico) dal 30/03/2010 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 40°9′0″N 18°18′0″E / 40.15°N 18.3°ECoordinate: 40°9′0″N 18°18′0″E / 40.15°N 18.3°E | ||||
| Altitudine | 89 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 10,93 km² | ||||
| Abitanti | 2 217[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 202,84 ab./km² | ||||
| Comuni confinanti | Castrignano de' Greci, Corigliano d'Otranto, Cursi, Cutrofiano, Maglie | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 73020 | ||||
| Prefisso | 0836 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 075045 | ||||
| Cod. catastale | F117 | ||||
| Targa | LE | ||||
| Cl. sismica | zona 4 (sismicità molto bassa) | ||||
| Cl. climatica | zona C, 1 250 GG[2] | ||||
| Nome abitanti | melpignanesi o lipignanì (in griko) | ||||
| Patrono | san Giorgio | ||||
| Giorno festivo | 23 aprile | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Melpignano all'interno della provincia di Lecce |
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| Sito istituzionale | |||||
Melpignano (Lipignana in griko[3]) è un comune italiano di 2.217 abitanti[4] della provincia di Lecce in Puglia.
Situato nel Salento centrale, dista 26,3 km dal capoluogo provinciale e appartiene alla storica regione della Grecìa Salentina, un'isola linguistica di nove comuni in cui si parla un antico idioma di origine greca, il griko.
Fa parte del club dei Borghi Autentici d'Italia[5] e dell'Associazione dei Comuni Virtuosi[6]. Il comune è celebre per ospitare il concertone finale del Festival della Notte della Taranta.
[modifica] Geografia fisica
| Per approfondire, vedi la voce Geografia della Puglia. |
[modifica] Territorio
Il territorio del comune di Melpignano, che si estende nella parte centrale della provincia per 10,93 km², presenta una morfologia totalmente pianeggiante con un profilo orografico uniforme: risulta compreso tra i 76 e i 97 m s.l.m. con un'escursione altimetrica complessiva pari a 21 metri; il centro urbano sorge a 89 m s.l.m.
Confina a nord con il comune di Castrignano de' Greci, a est con il comune di Cursi, a sud con il comune di Maglie e a ovest con i comuni di Cutrofiano e Corigliano d'Otranto.
L'agro di Melpignano è ricco di uliveti e di zone adibite a pascolo. Ospita alcune cave da cui si estrae la pietra leccese.
[modifica] Clima
| Per approfondire, vedi le voci Clima della Puglia e Stazione meteorologica di Lecce Galatina. |
Dal punto di vista meteorologico Melpignano rientra nel territorio del Salento orientale che presenta un clima mediterraneo, con inverni miti ed estati caldo umide. In base alle medie di riferimento, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai +9 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui +24,7 °C. Le precipitazioni, frequenti in autunno ed in inverno, si attestano attorno ai 626 mm di pioggia/anno. La primavera e l'estate sono caratterizzate da lunghi periodi di siccità.
Facendo riferimento alla ventosità, i comuni del Salento orientale sono influenzati fortemente dal vento attraverso correnti fredde di origine balcanica, oppure calde di origine africana[7].
| Melpignano | Mesi | Stagioni | Anno | ||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | ||
| T. max. media (°C) | 12,6 | 13,2 | 15,0 | 18,3 | 22,6 | 26,8 | 29,2 | 29,6 | 26,2 | 21,8 | 17,6 | 14,2 | 13,3 | 18,6 | 28,5 | 21,9 | 20,6 |
| T. min. media (°C) | 5,6 | 5,8 | 7,2 | 9,5 | 13,1 | 17,0 | 19,5 | 19,9 | 17,3 | 13,7 | 9,9 | 7,1 | 6,2 | 9,9 | 18,8 | 13,6 | 12,1 |
| Precipitazioni (mm) | 71 | 60 | 65 | 40 | 33 | 20 | 16 | 22 | 49 | 80 | 97 | 74 | 205 | 138 | 58 | 226 | 627 |
| Umidità relativa (%) | 78,7 | 78,2 | 77,8 | 77,3 | 76,2 | 72,9 | 70,9 | 72,4 | 76,5 | 79,2 | 80,5 | 80,3 | 79,1 | 77,1 | 72,1 | 78,7 | 76,7 |
- Classificazione climatica di Melpignano:[8]
- Zona climatica: C
- Gradi giorno: 1250
[modifica] Storia
| Per approfondire, vedi le voci Storia del Salento e Storia della Puglia. |
Il territorio di Melpignano fu abitato sin dall'età del bronzo come testimoniano i menhir e dolmen presenti nell'abitato e nelle campagne circostanti. L'origine vera e propria del centro rimane dubbia; le diverse ipotesi la farebbero risalire ai Greci provenienti dal Peloponneso o che sarebbe stata fondata da Melpinius, un centurione romano che ottenne in sorte queste terre a seguito dell'occupazione romana. Un'ipotesi mitologica lega la fondazione del paese alla musa Melpomene.
Colonizzata certamente dai romani, cadde per oltre cinque secoli sotto la dominazione greco-bizantina che ne caratterizzò radicalmente gli usi, i costumi e la lingua locale (Griko). La cultura greca persiste ed è rinvenibile ancora oggi nelle tradizioni e nel folklore. Con l'avvento dei Normanni, Tancredi d'Altavilla assegnò il feudo a Giambattista Lettere (1190). Passò quindi, man mano, a varie famiglie feudatarie: nel 1396 agli Orsini del Balzo, successivamente -attraverso il re Ferrante d'Aragona- agli Aiello Tarantini, ai Musco, ai Ramírez de Glanos, ai Castriota, agli Acquaviva d'Aragona e infine nel 1757 ai de Luca che furono gli ultimi feudatari di Melpignano.
Con l'abolizione della feudalità nel 1806, Melpignano fu aggregato a Castrignano de' Greci che insieme costituirono un unico comune. L'unione amministrativa tra i due centri fu interrotta il 1º gennaio 1837.
[modifica] Toponimo
L'etimologia potrebbe derivare dal nome latino di persona Melpinius con l'aggiunta del suffisso -anus e quindi sarebbe di origine prediale (praedium Melpinianus era la terra di Melpinius). Se si considera invece la fondazione leggendaria del paese il toponimo deriverebbe dalla musa Melpomene. Alcune ipotesi azzardano la derivazione dalla parola miele, la cui produzione costituiva in passato una rilevante fonte redditizia.
[modifica] Simboli
Descrizione dello stemma:
| « Lo stemma civico, caratterizzato da uno sfondo blu, raffigura un albero di pino piantato su un favo di miele. » |
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica] Architetture religiose
[modifica] Chiesa di San Giorgio
La chiesa di San Giorgio costituisce il risultato di un consistente intervento di ristrutturazione e ampliamento, effettuato tra il 1785 e il 1794, dell'antica chiesa parrocchiale che la comunità di Melpignano aveva innalzato intorno ai primi decenni del Cinquecento; di questa conserva ancora il portale cinquecentesco impreziosito da due iscrizioni, una latina e una greca. Il portale fu smontato e rimontato sulla nuova facciata e per impostazione tipologica e schema decorativo si ritiene opera di Gabriele Riccardi; risulta, infatti, del tutto simile a quello della chiesa di Santa Maria degli Angeli di Lecce.
L'interno, a tre navate e a croce latina, possiede una copertura a volta. Ospita pregevoli altari barocchi intitolati al Battesimo di Gesù, al Crocefisso, a Sant'Anna, al Cuore di Gesù, a Sant'Antonio di Padova, a San Giorgio e alla Madonna Addolorata. Il presbiterio, appartenente all'originaria struttura, ospita un interessante coro ligneo con decorazioni barocche e affreschi del Cinquecento raffiguranti San Leonardo, San Giorgio, una Madonna col Bambino e Angeli che suonano il liuto.
[modifica] Chiesa dell'Assunzione della Vergine
Costruita intorno ai primi anni del XVI secolo sotto il titolo dei Santi Rocco e Sebastiano conserva integra la struttura architettonica originaria caratterizzata dall'elegante volta stellare a costoloni.
L'attuale facciata delimita un avancorpo, realizzato nel 1678, che occulta in parte la facciata originaria dalla quale provengono le vetrate in pietra leccese; il portale è attribuibile allo scultore Placido Buffelli (Alessano 1635-1693). All'interno, un pavimento a mosaico, il grande altare attribuibile allo stesso Buffelli e diverse tele della seconda metà del Settecento raffiguranti i misteri mariani.
[modifica] Chiesa ed ex Convento degli Agostiniani
L'imponente complesso conventuale degli Agostiniani, costituisce una delle maggiori testimonianze del Barocco leccese nel Salento. Edificato a partire dal 1573, fa parte della serie di conventi e monasteri voluti dalla Chiesa latina per imporre la propria presenza in un'area fortemente legata al rito greco.
La realizzazione della monumentale opera si deve alla volontà dell'agostiniano padre Raffaele Monosi. La facciata della chiesa, dedicata alla Madonna del Carmine, fu ricostruita nella seconda metà del Seicento da Francesco Manuli, su progetto di Giuseppe Zimbalo. Il portale, riccamente decorato, presenta quattro colonne ed è sovrastato dalla statua di una Madonna col Bambino. Ai lati, due nicchie ospitanto due figure di santi. Al di sopra di un elaborato fregio, l'ordine superiore è impreziosito da un'elegante finestra centrale con timpano arcuato e da volute laterali con busti di cherubini.
L'interno, a navata unica con sei cappelle disposte lungo le pareti laterali, conserva ancora il coro cinquecentesco alle spalle dell'altare maggiore. Gli altari, tra cui si distingue quello dedicato a San Nicola da Tolentino (1656) opera di Placido Buffelli, furono realizzati nella metà del Seicento.
In abbandono per decenni, il convento ha subito alcuni lavori di restauro, ed attualmente è utilizzato per ospitare attività culturali. Il chiostro del 1644 conserva i resti di un decoratissimo colonnato, recante moltissime incisioni latine, e un pozzo su cui è scolpita l'aquila a due teste, segno della presenza della nobile famiglia Castriota Scanderbeg.
Nell'ampio spazio antistante si svolge ogni anno il concertone finale del Festival della Notte della Taranta.
[modifica] Cappella di Sant'Antonio de lo Cairo
La Cappella di Sant'Antonio de lo Cairo, o del Cairo, è situata poco al di fuori delle mura del borgo antico. La struttura, di modeste dimensioni, presenta un semplicissimo prospetto con portale recante un'iscrizione in latino. L'interno, ad aula unica, ospita i resti di un piccolo altare e dei numerosi affreschi che in origine coprivano tutte le pareti. Attualmente è chiusa al culto ed è in precarie condizioni.
[modifica] Cappella di Santa Maria Maddalena
Costruita a croce latina nel 1661, a spese della comunità, sul luogo occupato da una precedente chiesa intitolata alla stessa santa, a ricordo della protezione accordata al paese durante la terribile epidemia di peste del 1656 si che Santa Maria Maddalena fu venerata come seconda protettrice del paese insieme a San Giorgio. A tale protezione fanno riferimento le iscrizioni latine incise sugli architravi delle porte.
[modifica] Cappella di San Michele Arcangelo
La Cappella di San Michele Arcangelo è una cappella privata costruita nel 1741 dal sacerdote don Nicolò Francesco Veris, cantore del capitolo parrocchiale, che abitava nell'attiguo caseggiato. L'unico altare in essa esistente è frutto di intagliatori locali e incoricia la statua dell'Arcangelo Michele attribuibile al coriglianese Oronzo Carrone.
[modifica] Cappella di San Pietro d'Alcantara
La Cappella di San Pietro d'Alcantara è una cappella di proprietà privata realizzata nel 1693 ed annessa al complesso edilizio che costituiva la residenza della doviziosa famiglia Maggio. Fu fatta costruire da Pietro Maggio. All'interno un unico altare con tela di San Pietro d'Alcantara e statue di San Giuseppe da Copertino, di San Francesco da Paola e di San Vincenzo Ferreri.
[modifica] Architetture civili
[modifica] Palazzo Marchesale
L'attuale Palazzo Marchesale De Luca fu edificato nel 1636 per volere di Giorgio Castriota-Scanderbeg. È sorto al posto di un castello quattrocentesco, di cui si possono ancora intravedere alcuni elementi: i camminamenti di ronda, le torri di vedetta, le garitte per gli armigeri. Il palazzo, la cui materiale realizzazione si deve al capomastro e architetto Manuli di Corigliano d'Otranto, costituisce un significativo esempio di architettura nobile salentina di ispirazione rinascimentale sulla quale si sono innestate modalità espressive tipiche delle maestranze locali del primo Seicento.
Pertinenza del palazzo è un bellissimo giardino, con un'area di sosta circondata da balaustre in pietra leccese, una fontana al centro dei viali disegnati a scacchiera, un pergolato e panche in pietra per il riposo.
Nell'Ottocento, il palazzo aveva ospitato una ricca pinacoteca, ora a Molfetta, che annoverava, tra gli altri, dipinti del Veronese, del Domenichino, del Tintoretto, del Giaquinto, oltre che dei più rinomati pittori salentini dell'epoca.
[modifica] Frantoio ipogeo
Il frantoio ipogeo, appartenente al palazzo baronale, è interamente scavato nel banco roccioso e costituisce una preziosa testimonianza storica della cultura e dell'economia locale. Realizzato nel XVII secolo, conserva ancora le grandi vasche per la molitura delle olive, le macine in pietra e i torchi per la spremitura.
La natura ipogea di questa struttura è da collegarsi alla risoluzione di particolari problemi tecnici: la solidificazione dell'olio intorno ai fiscoli non avveniva grazie alle temperature sempre più alte che in superficie; inoltre la spremitura delle olive era agevolata dalla pressione delle volte rocciose sui torchi.
[modifica] Altro
[modifica] Piazza San Giorgio
Piazza San Giorgio, situata nel cuore del paese, si presenta perimetrata da una serie di portici rinascimentali a tutto sesto, dalla Chiesa Madre, dalla Cappella della Madonna Assunta e dalla Torre dell'Orologio (1901). I portici costituiscono un raro esempio in Puglia di architettura realizzata a fini commerciali; (qualcosa di simile è possibile trovare a Francavilla Fontana in provincia di Brindisi e a Martina Franca in provincia di Taranto). I lavori di realizzazione iniziarono alla fine del XVI secolo per ospitare il grande mercato settimanale che si teneva il sabato. Qui trovavano posto mercanti provenienti da Lecce, Bari e Napoli, insieme a numerose botteghe. Realizzati in pietra locale, furono ricostruiti alla fine del Seicento per volere del vescovo Maiorano, come ricorda l'epigrafe sormontata dall'arme civica. Nell'Ottocento con lo spostamento del mercato a Maglie i portici persero la loro originaria importanza.
[modifica] Siti archeologici
| Per approfondire, vedi la voce Monumenti megalitici della provincia di Lecce. |
[modifica] Menhir
- Menhir Minonna - Il menhir (35 x 50 cm), catalogato da Cosimo De Giorgi, è alto 280 cm e si presenta squadrato. È situato nell'abitato in via IV Novembre.
- Menhir Candelora - Il monolite è inglobato nel muro di cinta di uno stabilimento industriale per l'estrazione e la lavorazione della pietra leccese. La sommità è appuntita a forma piramidale. Il menhir (50 x 32 cm) è alto 310 cm, spanciato e fortemente rastremato in sommità.
- Menhir Lama - Il menhir (25 x 38 cm) presenta una forma parallelepipeda squadrata alta 420 cm.
- Menhir Scinéo - Il menhir (30 x 20 cm) è stato rimesso in posizione verticale e ricollocato su un basamento a due livelli. Alto 190 cm, è rastremato in superficie (dai 30 cm di base si riduce a 24 cm) e presenta un troncone terminale molto corroso. Risulta essere irregolare e monco della parte superiore.
- Menhir Chipuro - Il menhir (30 x 29 cm) è di recente individuazione. Si tratta di un blocco monolitico in pietra leccese alto 184 cm con una forma parallelepipeda rastremata in sommità.
- Menhir Masseria Piccinna
[modifica] Dolmen
- Dolmen Specchia Il dolmen presenta un'altezza di circa 1 m ed un'apertura orientata a E. La struttura di sostegno è crollata in parte e consiste di due appoggi monolitici e di tre piedritti a pietre sovrapposte. Il lastrone di copertura di forma vagamente circolare, varia in spessore da 15 cm sul lato S a 50 cm sul lato N e presenta delle fratture sul lato NW. Al centro della lastra di copertura è visibile una cuppella emisferica, tipica di alcuni dolmen salentini. È situato in contrada San Sidero a circa 2 km dal centro abitato.
[modifica] Società
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Etnie e minoranze straniere
Al 31 dicembre 2009 a Melpignano risultano residenti 26 cittadini stranieri. Le nazionalità principali sono:[9]
Romania - 13
[modifica] Lingue e dialetti
| Per approfondire, vedi le voci Griko, Grecìa Salentina e Dialetto salentino. |
A Melpignano, comune della Grecìa Salentina, oltre al dialetto salentino, si parla il Griko. Il grecanico o griko (anche grico) è un dialetto (o gruppo di dialetti) di tipo neo-greco residuato probabilmente di una più ampia e continua area linguistica ellenofona esistita anticamente nella parte costiera della Magna Grecia. I greci odierni chiamano la lingua Katoitaliótika (Greco: Κατωιταλιώτικα, "Italiano meridionale"). La lingua, scritta in caratteri latini, presenta punti in comune con il neogreco e nel frattempo vocaboli che sono frutto di evidenti influenze leccesi o comunque neolatine.
[modifica] Cultura
[modifica] Istruzione
[modifica] Biblioteche
- Biblio-mediateca Comunale
[modifica] Scuole
Nel comune di Melpignano hanno sede una scuola dell'infanzia, una scuola primaria e una scuola secondaria di primo grado.
[modifica] Eventi
- Concerto finale della Notte della Taranta - seconda metà di agosto. Evento musicale che porta decine di migliaia di persone nella cittadina per una notte all'insegna della pizzica e della cultura tradizionale salentina. Questo e altri eventi musicali si svolgono nella grande piazza antistante la chiesa della Vergine del Carmelo e l'ex convento degli Agostiniani, in una cornice suggestiva. L'ospitalità ed il ringraziamento della popolazione melpignanese nei riguardi degli artisti che ogni anno partecipano alla Notte della Taranta si è più volte concretizzato nella concessione della cittadinanza onoraria, ad esempio ai musicisti Giovanni Lindo Ferretti e Stewart Copeland.
- Festa Madonna di Costantinopoli - 14 marzo
- Festa di San Giorgio - 23 aprile
- Melpignano Rock Festival - luglio-agosto
- Sagra dell'Anguria - 21 luglio
[modifica] Economia
| Per approfondire, vedi la voce Economia della Puglia. |
L'economia di Melpignano è fortemente caratterizzata dall'estrazione e dalla lavorazione della pietra leccese. Insieme a Cursi, Melpignano è considerato il più importante bacino estrattivo del Salento. Insistono infatti sul territorio comunale numerose cave, alcune delle quali, in funzione. L'economia si basa anche sull'agricoltura, sull'artigianato e sull'allevamento. Rilevante è la presenza turistica nel periodo estivo legata in particolar modo al settore culturale catalizzato intorno all'evento della Notte della Taranta.
[modifica] Infrastrutture e trasporti
[modifica] Strade
I collegamenti stradali principali sono rappresentati da:
- Strada statale 16 Adriatica Lecce-Maglie-Otranto
- Strada statale 275 di Santa Maria di Leuca Maglie-Santa Maria di Leuca
Il centro è anche raggiungibile dalle strade provinciali interne: SP36 da Castrignano de' Greci, SP37 da Cursi e da Maglie; SP228 da Corigliano d'Otranto.
[modifica] Ferrovie
La cittadina è servita da una stazione ferroviaria posta sulla linea Lecce-Otranto delle Ferrovie del Sud Est.
[modifica] Aeroporti
Gli aeroporti civili più vicini sono:
- Aeroporto Internazionale del Salento con sede a Brindisi.
- Aeroporto di Taranto-Grottaglie "Marcello Arlotta", che effettua servizi di linea per il traffico passeggeri con voli charter.
- Aeroporto internazionale di Bari "Karol Wojtyla".
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Ivan Stomeo (lista civica Progetto Democratico) dal 30/03/2010 (1º mandato)
[modifica] Gemellaggi
Montemarano, dal 2009[10]
[modifica] Note
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
- ^ D.P.R. 26 agosto 1993 n. 412 in efficienzaenergetica.acs.enea.it. URL consultato il 27 settembre 2009.
- ^ Don Mauro Cassoni: Griko-Italiano, Vocabolario. Lecce 1999
- ^ Dato Istat al 31/12/2010
- ^ Sito borghi autentici d'Italia
- ^ Sito dell'associazione comuni virtuosi d'Italia
- ^ Valori climatici del Salento orientale
- ^ Pagina con le classificazioni climatiche dei vari comuni italiani
- ^ Dati Istat
- ^ «Taranta e tarantella: l'Irpinia si gemella con il Salento». Irpinianews, 10 8 2009. URL consultato in data 11-8-2009.
[modifica] Bibliografia
- Mario Cazzato - Vincenzo Peluso, Melpignano. Indagine su un centro minore, Ed. Congedo, collana "Biblioteca di cultura pugliese" (1986)
- (AA.VV.): Salento. Architetture antiche e siti archeologici - Edizioni del Grifo, (2008)
- I monumenti megalitici in Terra d'Otranto, Napoli, 1879
- I Menhirs in Terra d'Otranto, Roma, 1880
[modifica] Voci correlate
- Grecìa Salentina
- Griko
- Isola linguistica greca
- Elenco dei comuni di lingua greca in Italia
- Salento
- Notte della Taranta
- Pizzica
- Arcidiocesi di Otranto
- Monumenti megalitici della provincia di Lecce
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Melpignano
[modifica] Collegamenti esterni
- Comune di Melpignano
- Sito della Grecìa Salentina
- Sito della Notte della Taranta
- Veduta aerea - Google Maps