Carmiano
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| Carmiano | |||||||||
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| Chiesa Matrice di Carmiano (XX secolo) | |||||||||
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 33 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 23 km² | ||||||||
| Abitanti: |
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| Densità: | 535 ab./km² | ||||||||
| Frazioni: | Magliano | ||||||||
| Comuni contigui: | Arnesano, Leverano, Novoli, Veglie | ||||||||
| CAP: | 73041 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 0832 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 075014 | ||||||||
| Codice catasto: | B792 | ||||||||
| Nome abitanti: | carmianesi | ||||||||
| Santo patrono: | Madonna Nostra | ||||||||
| Giorno festivo: | 17 agosto | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
Carmiano (Carmianu in dialetto carmianese) è un comune di 12.307 abitanti della provincia di Lecce. Situato al centro del Salento, nella zona settentrionale della provincia, fa parte del Parco del Negroamaro. Dista dal capoluogo 12 km in direzione sud-est.
Indice |
[modifica] Geografia e clima
Il comune è inserito in un avvallamento del territorio denominato "Valle della Cupa", posto in piena pianura salentina, a nord-ovest del capoluogo salentino, da cui dista circa 11 km, a 15 km dalla costa ionica (Porto Cesareo) e a 20 km dalla costa adriatica (San Cataldo). Il terreno su cui si sviluppa è prevalentemente pianeggiante ed è coltivato ad oliveti e vitigni vari molto rinomati.
Il clima della zona è tipicamente mediterraneo, con estati calde, secche e ventilate, e con inverni freschi e ventilati.
| Mese | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Temperature max (°C) | 12 | 13 | 15 | 18 | 25 | 39 | 42 | 30 | 27 | 22 | 17 | 14 |
| Temperature min (°C) | -2 | 2 | 7 | 10 | 14 | 18 | 21 | 21 | 18 | 14 | 10 | 1 |
| Precipitazioni (mm) | 41 | 42 | 42 | 26 | 22 | 15 | 11 | 14 | 26 | 59 | 53 | 58 |
[modifica] Storia
| Per approfondire, vedi la voce Storia del Salento. |
Le origini di Carmiano sono incerte. Secondo alcuni il suo nome deriverebbe dal colore rosso carminio del territorio. Secondo altri storici, tra cui il De Giorgi, il Marciano, l'Arditi, il Coco e il Galateo, sarebbe tutto da far risalire al centurione romano Carminius, al quale il Senato romano donò 100 iugeri di terreno nella Messapia, e dopo la morte del centurione le sue terre, abitate dai suoi successori e da un numeroso gruppo di fedeli, presero il nome di Presidium Carmianensis o Carminianum e con la volgarizzazione successiva quindi Carmiano. Nel periodo di dominazione normanna (X-XI secolo) Carmiano fu dotata anche di uno stemma, che lo rappresenta tutt'ora.
Dopo la caduta dell'Impero Romano, Carmiano conobbe un periodo di grave crisi che terminò nel 1055, quando venne inclusa nella contea di Lecce, che a sua volta faceva parte del principato di Taranto. Nel 1445 quando Maria d'Enghien, contessa di Lecce, stilò il documento Statuta et capitula florentissimae civitatis Litii, Carmiano vi era inclusa come casale, che da circa sessant'anni era retto da un barone.
Nel 1448, il paese fu acquistato dai padri celestini, che governarono il paese con grande laboriosità, ancora oggi si può osservare nel cinquecentesco Palazzo dei Celestini.
Dopo quasi quattro secoli, in cui Carmiano conobbe il Regno di Napoli e il Regno delle due Sicilie, fino ad arrivare ad essere, nel 1861, comune del Regno d'Italia.
Il 3 settembre 1943 aerei alleati sganciarono su Carmiano diverse bombe, che esplosero tutte poco fuori il paese. Il popolo carmianese attribuì alla Madonna Immacolata il merito di averle deviate. L'8 settembre la notizia dell'Armistizio fu colta, dagli abitanti della frazione di Magliano, come una grazia ricevuta dalla Madonna. Infatti l'8 settembre i maglianesi celebravano una fiaccolata notturna dal paese alla cappella di campagna in devozione della natività della Vergine.
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica] Palazzo dei Celestini
I celestini acquistarono Carmiano nel 1448, dai baroni, che avevano governato la città per circa sessant'anni. In questi anni loro avevano costruito un palazzo, in cui risiedevano. Quando i celestini s'insediarono a Carmiano, scelsero come dimora l'allora Palazzo Baronale, che con le dovute modifiche divenne un convento. Il palazzo è ubicato nel centro cittadino a circa 50 metri dalla vecchia posta e circa 100 metri dalla piazza in cui è ubicato il Palazzo di Città.
Il palazzo è articolato in piano terra e primo piano. La cappella al suo interno, dedicata a San Donato, è affrescata con dipinti molto pregévoli. Il chiostro è dominato da un pozzo decorato con grande fastosità barocca. Le stanze in cui una volta c'erano i monaci sono al primo piano.
Oggi il palazzo, che è l'edificio storicamente più importante della città, è conteso giudizialmente dal Comune che ne vuole fare un bene fruibile a tutti, e alcuni privati che ne vogliono fare un albergo di lusso.
[modifica] Fontana "Grande" o " Monumentale"
Edificata nel 1922, in occasione del completamento dell'Acquedotto Pugliese in città, aveva originariamente una forma piramidale ed un bassorilievo bronzeo, raffigurante una donna (l'Italia) con un fascio littorio. Dopo la caduta del fascismo la fontana venne radicalmente cambiata, in quanto assonse una forma a gradoni, vi fu posta in cima una statua raffigurante l'Immacolata Concezione, su di una vasca marmorea. Tutt'oggi la fontana, alta circa 5 m, conserva tale aspetto.
[modifica] Chiesa dell'Immacolata
Nota come la "bomboniera di Carmiano", fu edificata nel XVII secolo, è una chiesa di piccole dimensioni, ma il suo interno presenta caratteristiche particolari. L'altare centrale è un capolavoro del barocco leccese, infatti, l'autore è Giuseppe Zimbalo, sugli altari laterali ci sono tele di discreta importanza e bellezza. Nella chiesa sono seppelliti gli ultimi padri celestini, che quando furono spodestati dal governo della cittadina nel 1806, andarono a vivere nella casa adiacente alla chiesa.
La leggenda narra che un contadino trovò in un vecchio pozzo una raffigurazione della Beata Vergine, e che l'avesse messa sul calesse e portata in paese, ma ad un certo punto i buoi non vollero più camminare e stettero inginocchiati per terra fino a a quando il contadino non ebbe tolto la raffigurazione da sopra al calesse, questo fu interpretato come un segno divino, e il vescovo di Lecce, mons. Luigi Pappacoda, ordinò che in quel punto fosse eretta una chiesa in onore della Vergine.
[modifica] Chiesa antica di San Giovanni Battista
Edificata nel XIX secolo su una chiesa preesistente, dalla Confraternita di "San Giovanni Battista", che a sua volta era stata fondata nel 1756. La struttura è a navata unica e sul pavimento vi è un mosaico che raffigura l'agnello, simbolo di San Giovanni. Ci sono otto capitelli in stile corinzio, ed un altare tipicamente barocco, sormontato da un simulacro di San Giovanni. La chiesa fu abbandonata dalla confraternita negli anni '50, in quanto, pericolante, e la confraternita costruì una nuova chiesa nella periferia sud del paese. Nel 1994 la parrocchia matrice l'acquisì, la ristrutturò, riportandola all'antico splendore, ed oggi la adibisce a salone parrocchiale.
[modifica] Evoluzione Demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Eventi culturali e folcloristici
[modifica] Feste patronali
- San Vito Martire - ultima domenica di ottobre (festa liturgica) e il lunedì successivo festa civile, con fiera mercato.
- Madonna Nostra - 16, 17 e 18 agosto. Il 18 agosto 2009, a conclusione dei solenni festeggiamenti ci sarà un concerto di Marco Carta.
[modifica] Altre festività
- Sant'Antonio abate - terzo sabato di gennaio.
- Maria SS. Immacolata - 8 dicembre.
- San Giovanni Battista - 24 giugno.
- Madonna del Carmine - 16 luglio.
- Pork day: festa del maiale: 26, 27 luglio
- Festa della Madonna - 3 settembre.
- Contest Hip-Hop "No War" - ultimo sabato di agosto.
[modifica] Mercati
- Mercato cittadino ha luogo tutti i Martedì in piazza F. Vadacca.
- Mercato Piccolo ha luogo tutti i Venerdì in piazza L. Ariosto.
- Mercati rionali quotidiani
[modifica] Lo stemma
Lo stemma di Carmiano rappresenta un albero di Pino con al centro della chioma una stella e due strisce parallele separate tra loro tra la chioma e il terreno. L'origine dello stemma risale all'XI secolo, quando i Normanni imposero ad ogni paese di dotarsi di uno stemma caratteristico. I simboli rappresentati dallo stemma hanno il seguente significato: il pino rappresenta l'albero diffuso nella zona del comune, le strisce parallele al terreno la linea dell'orizzonte da cui l'albero di stagliava (indicando la pianura del feudo) e la stella per ricordare l'origine nobile del comune (vedi il paragrafo relativo alla storia)
[modifica] Economia
Carmiano è un centro economico pulsante, in quanto punto di riferimento commerciale anche per alcuni paesi limitrofi. Sono, infatti, presenti sul territorio numerosi negozi, attività di piccola e media impresa: oleifici, cantine vitivinicole, scatolifici, mobilifici.
Il vino prodotto nell'area del comune ha il marchio DOC (Denominazione e Origine Controllata), facendo riferimento al DOC di Leverano, Copertino e Salice Salentino.
[modifica] Istruzione
- Asilo Nido "La Coccinella"
- Asilo Nido "Santa Caterina CIF"
- Asilo Infantile "A. Spagnolo"
- Scuola Materna Statale "Santa Caterina"
- Scuola Materna Statale "Sacri Cuori"
- Istituto Superiore Professionale Economico aziendale; Turistico; Pubblicitario
[modifica] Istituto comprensivo polo 1
- Scuola Materna Statale "via Giorgione"
- Scuola Elementare Statale "A. Lecciso"
- Scuola Media Statale "via Trappeto" - Magliano
[modifica] Istituto comprensivo polo 2
- Scuola Materna Statale "p.zza L. Ariosto"
- Scuola Elementare Statale "via Trappeto" - Magliano
- Scuola Media Statale "A. Miglietta"
[modifica] Personaggi illustri
- Antonio Miglietta (Carmiano, 8 settembre 1763 - Napoli, 20 agosto 1826)
Discendente da una nobile famiglia di Carmiano, terminati gli studi superiori, si trasferì a Napoli per seguire gli studi di medicina. Tornato a Carmiano, vinse un concorso per la Cattedra di Medicina al Regio Liceo di Lecce e nel 1788 iniziò la sua carriera di docente, interrotta bruscamente nel 1799, quando, sospettato di giacobismo fu incarcerato per più di un anno. Finita questa segregazione, torno a Napoli, dove grazie alla sua fama di grande studioso divenne uno dei docenti più quotati dell'epoca. Nei 25 anni successivi, spese tutte le sue energie e per la diffusione del vaccino jenneriano contro il vaiolo. Fu dapprima membro dell'Ispettorato della Sanità Militare e successivamente Segretario Perpetuo del Protomedicato del Regno, carica di massimo presitigio. Nel 1814 divenne docente di Storia della Medicina, presso l'Università degli Studi di Napoli e nel 1823 ottenne la tanto amata cattedra di Fisiologia, materia prediletta dal Miglietta.
- Padre Vincenzo De Tommasi (Carmiano, 22 gennaio 1914 - Carmiano, 1° luglio 1988)
Dopo aver frequentato le scuole elementari e per tre anni il Seminario di Lecce, entrò nel nell'Istituto Missionario dei Comboniani, dove nel 1938 venne ordinato presbitero. Partì alla volta di Khartum, in Sudan, dove iniziò la sua opera evangelizzatrice. Alla fine della Seconda guerra mondiale, fu mandato a Ondurman, capitale dell'insediamento musulmano, dove istituì una scuola per analfabeti e fece costruire una struttura adatta ad ospitare numerosi alunni di colore. A Ondurman, offrì anche servizio in un lebbrosario. Dopo esser ritornato in Italia, nel 1984 venne nominato parroco alla Matrice di Carmiano, compito che gli procurò non poche soddisfazioni spirituali. Prima della morte aveva provveduto a stilare un testamento in cui lasciava ogni suo avere alla missione africana alla quale era appartenuto.
- Pietro Archimede Lecciso (Carmiano, 20 aprile 1908 - Carmiano, 3 novembre 1995)
Cresciuto in una famiglia molto religiosa, ha approfondito la sua formazione cristiana studiando presso il Seminario di Lecce. Dopo aver conseguto il diploma magistrale, considerò la via dell'insegnamento come l'unica percorribile. Fu poeta e narratore che seppe cogliere tutti i passaggi più importanti della comunità carmianese.
Nato in una famiglia modesta, entra già da bambino nella "Confraternita di San Giovanni Battista", a cui resterà legato per tutta la vita. Intrapresi gli studi presso il Seminario di Lecce, nel 1952 riceve l'ordinazione sacerdotale dalle mani di Francesco Minerva. Dopo due anni, nel 1954, riceve il suo primo incarico come parroco, presso la neonata parrocchia di Santa Maria Goretti a Frigole, qui farà costruire la nuova chiesa, farà nascere l'Azione cattolica parrocchiale e in 18 anni di parrocato darà una nuova impronta religiosa alla popolazione contadina. Nel 1970 viene mandato a svolgare la funzione di segretario presso la diocesi di Oria, dove rimarrà fino al 1974, anno in cui viene fondata la parrocchia di Sant'Antonio Abate a Carmiano, e don Fortunato ne diviene il primo parroco, e lo sarà per 34 anni, in cui fa costruire la chiesa parrocchiale (1984), fa costruire la fontana "Redemptoris Mater" (1983, anno del Giubileo mariano) e fa costruire la casa canonica. Ricopre il ruolo di parroco fino al 2008. Nel 1996, viene nominato da Cosmo Francesco Ruppi, canonico della cattedrale di Lecce. Nel 2002, viene nominato padre spirituale della "Confraternita di San Giovanni Battista", ruolo ricoperto fino alla morte, avvenuta proprio nella sacrestia della chiesa di San Giovanni Battista.
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Umberto Ferrieri Caputi (Idealmente) dal 05/04/2005
Centralino del comune: 0832 600111
Posta elettronica: info@comune.carmiano.le.it
- Municipio: Palazzo di città, piazza Assunta, Carmiano
- Fax: 0832 602178
[modifica] Voci correlate
- Arcidiocesi di Lecce
- Provincia di Lecce
- Salento
- Parco del Negroamaro
- Gruppo di azione locale Valle della Cupa
[modifica] Bibliografia
- Giovanni Paticchia, Carmiano e Magliano - Compendio di storia patria, Edizioni Panìco, 2000
- Luigi Carducci, Storia del Salento, vol. 1, Mario Congedo Editore, 2006
- Luigi Carducci, Storia del Salento, vol. 2, Mario Congedo Editore, 2006
[modifica] Collegamenti esterni
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