Tiggiano

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Tiggiano
Panorama di Tiggiano
Un'antica Corte di Tiggiano
Tiggiano - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Puglia
Provincia: stemma Lecce
Coordinate: 39°54′0″N 18°22′0″E / 39.9, 18.36667Coordinate: 39°54′0″N 18°22′0″E / 39.9, 18.36667
Altitudine: 128 m s.l.m.
Superficie: 7,5 km²
Abitanti:
2.928 novembre 2009
Densità: 390 ab./km²
Comuni contigui: Alessano, Corsano, Tricase
CAP: 73030
Pref. telefonico: 0833
Codice ISTAT: 075086
Codice catasto: L166 
Santo patrono: Sant'Ippazio 
Giorno festivo: 19 gennaio 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia

Tiggiano è un comune salentino di 2.928 abitanti della provincia di Lecce. La rispettiva parrocchia intitolata a Sant'Ippazio Vescovo e Martire appartiene alla Diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca.

Indice

[modifica] Geografia e Territorio

Dall'ottobre 2006 parte del suo territorio rientra nel Parco Costa Otranto - Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase istituito dalla Regione Puglia allo scopo di salvaguardare la costa orientale del Salento, ricca di pregiati beni architettonici e di importanti specie animali e vegetali.

Il territorio del comune di Tiggiano, che si estende per 750 ettari, è situato nel sud Salento, a circa 60 km da Lecce e a 2 dal Litorale Adriatico su cui si estende per meno di 1,5 km. Sorge a 128 metri sul livello del mare.

Confina a nord con il comune di Tricase, a ovest con il comune di Alessano, a sud con quello di Corsano e a est con il Mare Adriatico.

Il paese è suddiviso in quattro rioni denominati: Cimine, Padula, Terra Ianca e Terra Russa.

[modifica] Stemma Civico

Stemma di Tiggiano

Descrizione araldica dello stemma: "D'azzurro alla testa di Giano bifronte d'oro. Ornamenti esteriori da comune"

[modifica] Etimologia

Molte sono le ipotesi fatte nel corso degli anni sull’etimologia del nome: alcuni la fanno derivare dal gentilizio Tibius o Tegius, centurione romano a cui venne affidato questo territorio nel riparto delle conquiste romane; altri invece, dal latino Tegia che significa deposito di paglia, o ancora dal dio Giano.

[modifica] Cenni storici

Fondata, forse, dal centurione romano Tegius (o Tibius), al quale furono assegnate queste terre nella ripartizione delle conquiste romane, accolse successivamente i superstiti del casale di Valiano, andato distrutto.

La sua storia documentata, risale al 1270 d.C., anno in cui entrò a far parte della Contea di Alessano. Passò quindi sotto la dominazione successiva delle famiglie Arcella (XIV secolo,famiglia idruntina, ex consoli a Costantinopoli che costruirono la propria casa a corte fortificata con torri e mura merlate a coda di rondine, sono i primi feudatari a costruire una propria dimora signorile stabile), Orsini del Balzo, Gonzaga, Brayda, Trane, Gallone ed infine Serafini-Sauli (alla cui famiglia appartiene Sant'Alessandro Sauli) sino alla soppressione della feudalità nell'anno 1806. Quest'ultima famiglia costruì su antiche strutture difensive il bellissimo palazzo seicentesco impreziosito da un giardino all'italiana e da un bosco di lecci, entrambi inquadrati in scenografici viali.

Cittadini illustri furono il celebre medico Ruberti, attivo nel XVIII secolo; il latinista Rausa; l'insigne latinista Giuseppe Serafini-Sauli, ed alcuni esponenti della famiglia De Francesco che acquistarono rinomanza nelle lettere e nella magistratura.

[modifica] Monumenti

[modifica] Palazzo Baronale "Serafini-Sauli"

Il Palazzo Baronale di Tiggiano è una costruzione seicentesca, attuale sede del Municipio. La struttura ricca di elementi rinascimentali, testimonia il lungo dominio della famiglia Serafini-Sauli. La sua origine è databile nel periodo medievale, quando durante la dominazione angioina, il casale servì da rifugio per i contadini sottomessi al signore.

Palazzo Baronale

L'edificio venne ampliato nel corso dei secoli, furono aggiunti l’attuale portone di accesso di fronte a Piazza Castello e alcune stanze. Ulteriori lavori di ristrutturazione e restauro furono eseguiti agli inizi del 1950.

Il piano terra è costituito da 22 vani di diverse dimensioni, mentre quello superiore da 19. Il giardino retrostante che occupa una superficie di circa 6.750 mq, percorribile attraverso viali, ospita un grande frutteto. Dal giardino si accede al bosco, un vero e proprio museo di macchia mediterranea, ricco di alberi imponenti come pini, querce e lecci.

[modifica] Chiesa Madre di Sant'Ippazio

La Chiesa Matrice, dedicata al patrono del paese, Sant'Ippazio, si trova al centro dell'abitato. Fu eretta nel XVII secolo su un edificio preesistente.

Chiesa Madre di Sant'Ippazio

La facciata, semplice ed elegante, presenta un unico portale in stile barocco con lesene scolpite ed è sormontato da vari motivi decorativi in altorilievo; costituisce la principale decorazione del prospetto. Il livello superiore, separato dal precedente da una cornice aggettante, reca al centro un rosone mistilineo. Il coronamento è costituito da un timpano tagliato con volute con al centro una nicchia ospitante la statua del Santo.

L'interno, ampio e luminoso, è ad aula unica con transetto: lungo le pareti longitudinali si aprono tre cappelle per lato, con volta a padiglione lunettata. La chiesa presenta antiche tele ad olio raffiguranti il martirio di Sant'Ippazio, il Santo Vescovo Ippazio di Gangra (1626), la Vergine del Rosario della scuola del Catalano (XVII secolo), la tela cinquecentesca della Madonna di Costantinopoli, la Vergine dei sette dolori, Sant'Alessandro Sauli di Saverio Lillo e la Vergine del Carmelo. La matrice inoltre conserva: diversi e preziosi argenti, splendidi simulacri lignei e in cartapesta, fra cui quello raffigurante il Santo della famiglia Sauli, un simulacro in cartapesta del famoso Cav. Manzo di Lecce, un pulpito cinquecentesco con motivi arabeschi, un antico organo a canne che troneggia sopra al cinquecentesco coro ligneo a stalli dipinti.

[modifica] Torre Nasparo

Torre Nasparo è un'opera di fortificazione e di difesa dal mare risalente al 1565, durante la dominazione spagnola.

La torre ha una base troncoconica, il cui diametro alla base è di 11 metri, dal cordolo in su assume una forma cilindrica. Fu costruita con pietre non squadrate e con dime verticali in conci regolari. Dal cordolo in su esistono conci regolari esterni, almeno per la parte ancora esistente. Dal piano agibile si può vedere all’interno una cisterna di circa 4 metri per 4, con una copertura a botte e le tracce di un colatoio.

Cappella dell'Assunta

La torre, posta lungo il litorale tiggianese e sfiorata dalla litoranea Otranto-Leuca, comunicava visivamente con Torre Palane a nord e Torre Specchia Grande a sud.

[modifica] Oratorio San Michele Arcangelo

La struttura cinquecentesca (1590) si inserisce in un agglomerato fortificato e a corte della famiglia otrantina degli Arcella, signori di Tiggiano nel XIV secolo. Si compone di una stanza quadrangolare con un altare il cui restauro ha fatto affiorare, dietro la tela seicentesca, un affresco raffigurante lo stesso Arcangelo Michele in una tipologia unica nel suo genere.

[modifica] Festa Patronale

Il 19 gennaio si celebra la festa patronale di Sant'Ippazio Vescovo e Martire, protettore della virilità maschile e dell'ernia inguinale.

Nella mattinata si svolge la tradizionale fiera di animali, di attrezzi per l'agricoltura e di prodotti ortofrutticoli, tra i quali la shishela (la giuggiola, nel vernacolo locale) e la pestanaca, tipica varietà di carota dal colore giallo-viola.

Nel tardo pomeriggio ha luogo la processione, durante la quale si porta la statua più grande del Santo patrono per le vie del paese. La processione inizia sempre col peculiare rito dell'innalzamento dello starnaddhu, un'asta lunga sette metri, avvolta per quasi tutta la sua lunghezza da un panneggio rosso granata, che termina con una sfera in ghisa del peso di cinque chili. L'uomo incaricato dell'esecuzione di quest'atto rituale è il vincitore di un'asta, ovvero colui che ha versato la maggiore somma di denaro in favore del Santo. Prima che la statua del patrono venga portata fuori, egli deve partire in corsa dal portone della chiesa, percorrere il breve sagrato, scendere i tre scalini prospicienti e tenendo lo starnaddhu parallelo alla strada, sempre in corsa tra il rullo dei tamburi, arrivare all'altezza della cappella della Madonna Assunta (distante una cinquantina di metri dal punto di partenza) e lì innalzarlo con un strappo deciso. Un tempo, se il rito procedeva senza intoppi e terminava col dovuto innalzamento dello starnaddhu, si poteva auspicare una buona annata agricola. Viceversa, il mancato innalzamento dell'asta era considerato cattivo presagio per il raccolto dell'anno a venire. È possibile che questo rituale sia ciò che rimane di antichi riti di fertilità, dato che esso rappresenta una palese allegoria dell'erezione dell'organo virile. Inoltre, anche alla luce di tutto ciò, la fera de Santu Pati, ovvero le festività in onore di Sant'Ippazio, possono essere interpretate come la riproposizione in chiave cristiana di un più antico rito pagano per la celebrazione del capodanno contadino.

L'ultimo atto dell'anno contadino consiste in pratica nella potatura degli alberi: una parte della legna che ne risulta viene impiegata per alimentare la tradizionale Focareddha de Santa Lucia, il tradizionale falò in onore di Santa Lucia, che si tiene la sera del 13 dicembre, alla fine della processione. Anche questa probabilmente è la perpetuazione di un rito più antico del Cristianesimo: il fuoco come agente purificatore, che chiude un ciclo e prepara all'avvento del nuovo anno.

[modifica] Curiosità

A Tiggiano c'è una cappella in onore di Santa Lucia. Quella che si può ammirare attualmente è una ricostruzione di quella più vecchia, gravemente danneggiata dalla disastrosa tromba d'aria che si è abbattuta sulla zona nel settembre del 1999.

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Ippazio Antonio Morciano (Pd) dal 08/06/2009
Centralino del comune: 0833 531351
Posta elettronica: segreteria@comune.tiggiano.le.it

[modifica] Collegamenti esterni

Il Tafaluro a Torre Sant'Andrea, marina di Melendugno (LE)

Salento - Tacco d'Italia

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