Gagliano del Capo
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| Gagliano del Capo | |||||||||
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| Paesaggio del Ciolo | |||||||||
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 144 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 16 km² | ||||||||
| Abitanti: |
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| Densità: | 356 ab./km² | ||||||||
| Frazioni: | Arigliano, San Dana | ||||||||
| Comuni contigui: | Alessano, Castrignano del Capo | ||||||||
| CAP: | 73034 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 0833 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 075028 | ||||||||
| Codice catasto: | D851 | ||||||||
| Nome abitanti: | gaglianesi | ||||||||
| Santo patrono: | San Rocco | ||||||||
| Giorno festivo: | 16 agosto | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
Gagliano del Capo è un comune di 5.523 abitanti del Salento meridionale, in provincia di Lecce. Il centro, sede ospedaliera, si trova 62 km a sud del capoluogo e sorge a 144 metri s.l.m. arroccato sulla Serra dei Cianci, la cui altezza supera i 200 metri.
Il territorio comunale si affaccia per 9 km sulla costa e comprende le frazioni di Arigliano, San Dana e la località Ciolo, la cui insenatura rocciosa offre un suggestivo panorama. Confina a nord con il comune di Alessano, a est con il Mare Adriatico, a sud e a ovest con il comune di Castrignano del Capo.
Indice |
[modifica] Toponomastica
Contrariamente a quanto farebbe credere il gonfalone comunale, su cui è presente, per improbabile assonanza, un gallo, il nome Gagliano ha probabilmente una derivazione bizantina. Il prefisso kal nella sua variante gal equivale a: 1) luoghi abitati, recintati o, comunque, adibiti a custodia umana, di animali o di altri beni; 2) pietra, zona pietrosa, radice pre-indoeuropea[1]. Per estensione il termine si riferirebbe anche ad anfratto, luogo riparato, sul modello, per esempio, di Calimera, Gallipoli, Galugnano, Alliste (originariamente Calliste).
[modifica] Territorio
Dall'ottobre 2006, parte del suo territorio rientra nel Parco Costa Otranto - Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase, istituito dalla Regione Puglia allo scopo di salvaguardare la costa orientale del Salento, ricca di pregiati beni architettonici e di importanti specie animali e vegetali.
Da segnalare lo splendido tratto di costa ricadente nel territorio comunale, in particolare la località Ciolo caratterizzata dalla spettacolarità della scogliera che si ammira percorrendo la strada litoranea e attraversando un ponte alto sul livello del mare circa 40 metri.
[modifica] Cenni storici
Anche questa terra, come tanti altri casali di Terra d'Otranto, è stata protagonista di varie vicende feudali. Durante il dominio angioino (tra il XIII e il XV secolo) divenne feudo di Isolda De Nocera, del milite francese Guglielmo Brunel e di Mariotto Corso. Nel 1495, Gagliano fu concessa da Ferdinando d'Aragona alla famiglia Castriota-Scanderbeg, i cui discendenti abitarono nel castello di Gagliano, situato accanto alla Chiesa parrocchiale.
Il borgo antico, impostato nel primo medioevo, era circondato da mura, edificate tra il 1413 e il 1421. Divenne rifugio degli abitanti dei casali vicini (Valiano, Misciano, Prusano, Santu Dimitri, San Nicola e Vinciguerra).
Nel secolo XVII il feudo passò ai Conti di Alessano e solo nel 1806 il paese fu sciolto da ogni vincolo feudale. Nel corso dei secoli, il paese, pur essendo munito delle torri costiere come quelle di Montilongo e Novaglie, ha subito i continui attacchi dei saraceni. Nel 1547 il pirata algerino Dragut sbarcava a Salve e attaccava Gagliano facendo ogni sorta di razzia.
I Gaglianesi, come gran parte degli abitanti dei comuni salentini, hanno un soprannome accreditatogli per avvenimenti e fatti avvenuti nel passato. Il soprannome è "capivacanti". Nella diceria popolare si racconta che in tempi remoti un mulo venne portato sulla terrazza della chiesa sollevandolo con una carrucola per fargli mangiare l´erba che vi era cresciuta. Il mulo arrivó in cima morto essendo stato legato per la testa. Da qui capivacanti (testa vuota).
[modifica] Stemma
Descrizione dello Stemma:“Gallo fermo su di un serpe dalla testa rivoltata alla campagna montuosa all’orizzonte, il tutto a colori naturali, ornamenti esteriori da Comune”.
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Monumenti
[modifica] Palazzo Ciardo
Il Palazzo Ciardo, casa natale del famoso pittore salentino Vincenzo Ciardo, attualmente ospita l'oratorio parrocchiale, trovandosi accanto alla chiesa Matrice.
Il Palazzo fu edificato nel 1900 sui ruderi del vecchio castello baronale, del quale è rimasto solo un torrione con una grande cisterna alla base. L’interno di questo torrione ospita da alcuni anni una piccola cappellina dell’oratorio. Il fossato del castello, oggi è uno spiazzo dedicato alle manifestazioni della parrocchia.
Il palazzo, a due piani, presenta varie stanze: al piano terra, la stanza che nella prima metà del XX secolo, era adibita a farmacia comunale, attualmente è usata come biblioteca della parrocchia, mantenendo la sua forma semi-ovale con stuccature dorate. Tutte le stanze del piano superiore sono state adattate per attività della parrocchia (catechismo, sala musica, sala convegmi ecc.). Due stanze del piano superiore e una del piano inferiore, sono pavimentate a mosaico, e recano la data 1900.
L’atrio, nel 2002, è stato coperto da un’intelaiatura in legno e plaxiglas. Sul lastricato solare sono presenti mattonelle in maiolica, provenienti dallo smantellamento, nel 1956, del piano di calpestìo della Chiesa di San Rocco.
Sono presenti inoltre le stalle, con pile per la raccolta di derrate alimentari, ed un torchio in legno del tipo “alla genovese”.
[modifica] Chiesa Madre
La Chiesa Madre, dedicata a San Rocco patrono del paese, fu edificata nel 1574. In origine, la chiesa parrocchiale era dedicata alla Madonna Assunta. In seguito all'epidemia di peste diffusasi nel 1800, avendo la popolazione chiesto l'intercessione di San Rocco, questo venne in seguito nominato patrono del paese.
La facciata in carparo, è elegante. Presenta un portale con timpano spezzato che poggia su colonne scanalate con capitelli di stile jonico, una finestra centrale ben decorata e una statua in bassorilievo di San Nicola appartenente alla vecchia parrocchiale di rito greco.
L'interno, a navata unica conserva altari in stile barocco di pregievole fattura. Sono presenti gli altari dedicati a Sant'Antonio da Padova del XVIII secolo, alle Anime Sante della fine del XVII secolo, a San Rocco del 1749, alla Madonna del Rosario del 1628, a Santa Teresa del Bambin Gesù del XVII secolo, prima dedicato a Sant'Oronzo, alla Madonna del Carmine, alla Passione e a San Luigi. L'Altare maggiore è dedicato al SS. Sacramento.
Da ammirare sono anche le tele di vari pittori salentini, fra cui quella della Vergine con le Anime Purganti del 1771, quella della Vergine del Rosario del 1614, quella raffigurante Sant'Oronzo del XVIII secolo, quella di San Domenico in Gloria del 1778, quella della Vergine del Carmine con i Santi del 1778 e la tela dell'Eterno Padre del 1771.
[modifica] Cappella Immacolata
La Cappella della Madonna Immacolata, fu edificata nel 1860 sulle rovine dell'antica Cappella dedicata a Sant'Angelo.
I tufi necessari alla costruzione furono prelevati dalle cave di Giuliano di Lecce dette "Vascie", mentre la pietra per i capitelli fu scelta dalle cave di Sant'Elia presso la masseria di Cardigliano.
La facciata, scandita da tre piani, presenta nella parte inferiore quattro lesene doriche che sostengono la trabeazione e che incorniciano la parte centrale su cui insiste il portale d'ingresso. Nella parte mediana si apre un finestrone semicircolare.
L'interno a navata unica rettangolare è suddiviso in tre ambienti, aula, presbiterio e coro. Le pareti della navata ospitano gli altari laterali dedicati alla Trinità (1964), a San Francesco d'Assisi (1861), a Santa Lucia (1950), a Santa Filomena (1870). L'altare maggiore (1862) in pietra leccese è sormontato dalla statua della Vergine Immacolata.
[modifica] Chiesa e Convento San Francesco di Paola
La Chiesa di San Francesco di Paola, venne costruita nel 1613 sulle rovine di una chiesa di rito greco del 1405, dedicata a Sant'Elia. Nel corso del XVIII secolo l’edificio fu arricchito da stucchi e decorazioni. Dal 1809 al 1871, il conventu fu abbandonato e la Chiesa fu utilizzata come pubblico cimitero, in sostituzione delle fosse carnarie della Chiesa Matrice di San Rocco.
Fu riaperta al culto solo nel 1871, dopo un'opera di recupero e restauro.
Il Convento fu realizzato nel 1640 e in origine comprendeva solo alcune stanze, un piccolo atrio d'ingresso con volta lunettata affrescata e una stanza riservata al padre guardiano. Successivamente e gradualmente vennero aggiunti il chiostro, il piano superiore e una cappellina interna.
[modifica] Alti Monumenti
In Piazza San Rocco è presente la colonna omonima (1825), che presenta alla sua sommità la statua del santo patrono del paese. Di fronte a questa colonna, seguendo Corso Umberto I, si erge la colonna dell'Immacolata, contigua alla cappella omonima.
Sul territorio insistono altri edifici sacri come cappelle ed edicole votive; si ricordano la Cappella di Santa Maria di Costantinopoli del XVII secolo, la cappella dei Santi Medici del 1966 e la Cappella delle Figlie della Carità del 1891, oggi sconsacrata.
[modifica] Eventi
- Festa Patronale di San Rocco - 19, 20, 21 agosto
- Fiera di San Francesco - seconda domenica dopo Pasqua
[modifica] Collegamenti ferroviari
Gagliano è capolinea delle linee Lecce - Zollino - Gagliano e Novoli - Nardò - Gagliano delle Ferrovie del Sud Est.
[modifica] Galleria fotografica
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Antonio Buccarello (lista civica) dal 05/04/2005
Centralino del comune: 0833 798311
Posta elettronica: urp@comune.gaglianodelcapo.le.it
[modifica] Note
[modifica] Collegamenti esterni
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