Galatone

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Galatone
comune
Galatone – Stemma Galatone – Bandiera
Porta San Sebastiano
Porta San Sebastiano
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Puglia – stemma Puglia
Provincia Lecce – stemma Lecce
Sindaco Franco Miceli (centrodestra) dal 12/06/2007
Territorio
Coordinate 40°9′0″N 18°4′0″E / 40.15°N 18.06667°E / 40.15; 18.06667 (Galatone)Coordinate: 40°9′0″N 18°4′0″E / 40.15°N 18.06667°E / 40.15; 18.06667 (Galatone)
Altitudine 58 m s.l.m.
Superficie 46,54 km²
Abitanti 15 834[1] (31-12-2010)
Densità 340,22 ab./km²
Comuni confinanti Galatina, Nardò, Neviano, Sannicola, Seclì
Altre informazioni
Cod. postale 73044
Prefisso 0833
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 075030
Cod. catastale D863
Targa LE
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti galatonesi o galatei
Patrono san Sebastiano e Ss. Crocifisso
Giorno festivo 20 gennaio e 3 maggio
Localizzazione
Galatone è posizionata in Italia
Galatone
Posizione del comune di Galatone all'interno della provincia di Lecce
Posizione del comune di Galatone all'interno della provincia di Lecce
Sito istituzionale

Galatone (pronunciare Galàtone) è un comune italiano di 15.834 abitanti[2] della provincia di Lecce in Puglia.

Rilevante centro agricolo del Salento occidentale, possiede il titolo di Città[3] e custodisce importanti monumenti storici e architettonici. Il territorio comunale si affaccia per un breve tratto sul Mare Ionio.

Indice

[modifica] Geografia fisica

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Geografia della Puglia.

[modifica] Territorio

Il territorio comunale, che si estende nella parte centro-occidentale della penisola salentina per 46,54 km², è situato a 57 m s.l.m. e si affaccia lungo il litorale ionico con le località di Montagna Spaccata e La Reggia.

Distante 24 km da Lecce e 13 km da Gallipoli, il centro urbano è posizionato lungo la Strada statale 101 Salentina di Gallipoli che collega il capoluogo di provincia con la cittadina ionica. Il territorio del comune comprende i feudi di antichi casali medievali, ora abbandonati, di Tabelle, Tabelluccio, Fulcignano, San Cosma, Fumonegro Morice e Renda ed è attraversato a nord dal torrente Asso, un antico corso fluviale che convogliava le acque provenienti da Cutrofiano e Neviano, a sud, per condurle, a nord, in territorio di Nardò. Confina a nord con i comuni di Nardò e Galatina, a est con i comuni di Seclì e Neviano, a sud con il comune di Sannicola e a ovest con il mar Ionio.

[modifica] Clima

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Clima della Puglia e Stazione meteorologica di Lecce Galatina.

Dal punto di vista meteorologico Galatone rientra nel territorio del Salento meridionale che presenta un clima prettamente mediterraneo, con inverni miti ed estati caldo umide. In base alle medie di riferimento, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai +9 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui +25,1 °C. Le precipitazioni medie annue, che si aggirano intorno ai 676 mm, presentano un minimo in primavera-estate ed un picco in autunno-inverno.
Facendo riferimento alla ventosità, i comuni del basso Salento risentono debolmente delle correnti occidentali grazie alla protezione determinata dalle Serre Salentine che creano un sistema a scudo. Al contrario le correnti autunnali e invernali da Sud-Est, favoriscono in parte l'incremento delle precipitazioni, in questo periodo, rispetto al resto della penisola[4].


Galatone Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 12,4 13,0 14,8 18,1 22,6 27,0 29,8 30,0 26,4 21,7 17,4 14,1 13,2 18,5 28,9 21,8 20,6
T. min. mediaC) 5,6 5,8 7,3 9,6 13,3 17,2 19,8 20,1 17,4 13,7 10,1 7,3 6,2 10,1 19 13,7 12,3
Precipitazioni (mm) 80 60 70 40 29 21 14 21 53 96 109 83 223 139 56 258 676
Umidità relativa (%) 79,0 78,9 78,6 77,8 75,7 71,1 68,4 70,2 75,4 79,3 80,8 80,4 79,4 77,4 69,9 78,5 76,3

[modifica] Storia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Storia del Salento e Storia della Puglia.

Diverse sono le ipotesi, pronunciate nel corso dei secoli, riguardo l'origine del toponimo. Il nome deriverebbe dal greco galà, che significa latte, questo perché la principale attività praticata era la pastorizia. L'etimologia potrebbe derivare anche dal nome greco di persona o di famiglia Galatos con l'aggiunta del suffisso -oni o dal greco -ones.
Sulla nascita del paese vi è un'altra duplice scuola di pensiero: quella che fa capo allo studioso Rolfs che attribuisce l'origine al popolo dei Galati e quella che accoglie l'ipotesi dell'umanista concittadino Antonio De Ferrariis, vissuto dal 1444 al 1517, che attribuisce la provenienza al popolo dei Tessali. '"Da giovane lessi Livio e vi trovai Teuma e Galatana, due città della Tessaglia, che erano state conquistate da Tito Quinzio Flaminio", che in questi luoghi si erano rifugiati per fondarvi la nuova Galatana dopo essere stati sconfitti dal console romano a Cinocefale il 197 a.C.

La nascita di Galatone si fa risalire ai primi insediamenti umani nel periodo del Neolitico. I rinvenimento di utensili in selce e ceramica nel "Villaggio Costante" sulla Serra Campilatini, nella grotta Pinnella, negli insediamenti "Rizzi" e "Spisari" e nella grotta rinvenuta in periferia, e precisamente a sud del paese, in via San Nicola di Pergoleto ne confermerebbe la datazione di origine.

Nel Medioevo il territorio fu soggetto a occupazioni e scorrerie da parte di Saraceni, Ungari, e Bizantini. Con la dominazione bizantina si svilupparono l'agricoltura e l'allevamento e si registrò un notevole incremento demografico. Sorsero piccole comunità rurali (Choría) dedite all'agricoltura, Tabelle, Tabelluccio, Fulcignano, San Cosma, Fumonegro Morice e Renda, le quali furono in seguito abbandonate e le popolazioni residenti si stanziarono nel casale di Galatone.

Nel XV secolo subì l'assedio di Giovanni Antonio del Balzo Orsini che rase al suolo una parte della cinta muraria. Dopo la morte dell'Orsini, avvenuta nel 1463, per Galatone seguì un lungo periodo di pace, interrotta dall'invasione turca del 1480 e dall'invasione dei veneziani quattro anni più tardi. Agli Orsini successero i Castriota, con la scomparsa dei quali, il feudo passò nelle mani della corona che lo vendette ad una facoltosa famiglia genovese. Dal 1556 appartenne ai Squarciafico i quali diedero prosperità e crescita culturale costruendo nel 1570 un ospedale per poveri gestito dal clero. Nel XVII secolo il feudo fu retto dai Pinelli. Il XVIII secolo fu caratterizzato da una vita politica poco vivace a causa delle frequenti elezioni di Sindaci, sistematicamente esautorati da un governatore prepotente e accentratore.

Nel 1743 la storia di Galatone fu sconvolta da un terribile terremoto, che sebbene procurò il crollo di parte delle mura cittadine, di porta San Sebastiano, del palazzo marchesale e di molte abitazioni, portò nuova linfa nello sviluppo edilizio del paese.

[modifica] Simboli

Galatone-Stemma.png

Descrizione araldica dello stemma:

« Una fiamma a tutto campo in scudo sormontato da una corona turrita avvolto da un serto di alloro e di foglie di quercia legati da un fiocco rosso. »


Galatone-Gonfalone.png

Descrizione del gonfalone:

« Il Gonfalone del Comune di Galatone, è rappresentato da uno stendardo composto da drappo rettangolare azzurro recante lo stemma dell’ente con frangia dorata; è sospeso mediante una traversina con pomi ad un’asta in ottone con punta a lancia piatta dorata; ad essa è annodato un cordone con fiocchi grandi, la sciarpa tricolore della Repubblica Italiana con frangia e recante la scritta CITTA’ DI GALATONE, giusto Decreto del Presidente della Repubblica 24/2/2005. »


[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Architetture religiose

Collegiata dell'Assunta
Santuario SS. Crocifisso delle Pietà
Chiesa di San Sebastiano
Chiesa di San Giovanni Battista
Santuario Madonna della Grazia
Chiesa dell'Odegitria

[modifica] Collegiata dell'Assunta

La Collegiata dell'Assunta è la Chiesa Madre della cittadina. Fu edificata tra il 1591 e il 1595 sull'area di una preesistente chiesa la cui presenza è testimoniata sin dal X secolo.

Presenta un elegante prospetto in carparo scandito in tre ordini da trabeazioni poco aggettanti. Il primo ordine, inquadrato da paraste, accoglie il portale d'ingresso. Il secondo ordine è caratterizzato da una bifora centrale sormontata da una trabeazione con timpano spezzato e da due monofore laterali. Il terzo ordine è ingentilito da due balaustre in pietra. Adiacente al prospetto è il campanile, a tre piani a forma di prismi sovrapposti, innalzato in epoche differenti fra il 1599 e il 1750. L'interno, ad unica navata a croce latina, presenta quattro cappelle per lato e due cappelle nel transetto ospitanti pregevoli altari barocchi e tele di notevole interesse artistico.

[modifica] Santuario del SS. Crocifisso della Pietà

Il Santuario del SS. Crocifisso della Pietà fu costruito fra il 1683 e il 1694 da maestranze salentine fra cui risalta il nome dell'architetto leccese Giuseppe Zimbalo. L'edificio venne edificato sulle fondamenta di una precedente chiesa risalente al 1623 e crollata rovinosamente nel febbaraio del 1682. L'antica chiesa venne innalzata per custodire un'icona raffigurante il SS. Crocifisso della Pietà (XIV secolo) ancora oggi presente al centro dell'altare maggiore. Fu elevata a Santuario nel 1796 da papa Pio VI.

La sfarzosa facciata barocca, realizzata in carparo e pietra leccese, è divisa in tre ordini. Nel primo ordine si apre il portale d'ingresso, caratterizzato da un portale ligneo del 1696, su cui è posizionata la statua in pietra di Gesù Crocifisso osannato da quattro cherubini. Lateralmente quattro nicchie laterali ospitano le statue degli Evangelisti. Il secondo ordine presenta un'ornatissima finestra affiancata da due nicchie con le statue di San Giovanni Battista e di San Sebastiano. Alle due estremità laterali insistono le statue di San Pietro e di San Paolo. Nel conclusivo terzo ordine sono accolte le statue di San Michele Arcangelo e dell'Angelo Custode.
L'interno, a croce latina, è costituito dal presbiterio, dal transetto e dalla navata, con soffitto ligneo del 1696, in cui si aprono tre cappelle per lato ospitanti gli altari dedicati a Sant'Antonio da Padova, alla Madonna del Carmine, a San Biagio, alla Madonna del Buon Consiglio, alla Sacra Famiglia e a San Pietro. In corrispondenza del transetto si innalza una cupola ottagonale interamente affrescata con il tema del ritrovamento della Croce da parte di Sant'Elena imperatrice. I quattro pilastri che sostengono la cupola contengono le statue dei primi dottori della Chiesa. Nel presbiterio, delimitato da una balaustra in marmo policromo, è custodita, al centro del fastoso altare in pietra leccese, l'icona del SS. Crocifisso della Pietà affiancata dalle statue di San Francesco Saverio e di San Francesco di Sales.

[modifica] Chiesa di San Sebastiano

La Chiesa di San Sebastiano, attigua al convento dei Domenicani ospitante attualmente il Municipio, venne edificata nel 1500 per volontà del feudatario galatonese Giovanni Castriota. L'attuale struttura barocca risale al 1712.

L'elegante prospetto, realizzato interamente in carparo locale, è scandito in tre ordini e richiama le decorazioni del vicino Santuario del Crocifisso. Il primo ordine, spartito in tre parti da paraste con capitelli ionici, accoglie al centro il pregevolissimo portale d'accesso, proveniente dall'edificio cinquecentesco, sormontato da una piccola statua in pietra raffigurante San Sebastiano e affiancato da due leoni stilofori. Ai lati si aprono due nicchie vuote che si ripropongono in asse nell'ordine superiore lateralmente al decoratissimo finestrone. A coronamento del prospetto è posto un ondulato frontone.
L'interno, ad unica navata con presbiterio, presenta due altari barocchi laterali ospitanti pregevoli tele fra cui risalta quella della Madonna del Rosario, opera del pittore neretino Donato Antonio D'Orlando. La navata è anche caratterizzata da alte paraste su cui sono posizionate alcune statue in pietra.

[modifica] Chiesa di San Giovanni Battista

La Chiesa di San Giovanni Battista, sede della Confraternita dell'Immacolata Concezione, fu costruita fra il 1635 e il 1653 e doveva costituire la chiesa del convento delle Clarisse, mai realizzato a causa delle scarse disponibilità finanziarie.

La chiesa presenta un sobrio prospetto inquadrato da due paraste ioniche. Le linee decorative sono quelle barocche con un richiamo catalano-durazzesco nel fastigio ospitante la nicchia con la statua dell'Immacolata. Il semplice e spoglio portale è sormontato da una lunetta semicircolare affrescata e da una finestra finemente decorata. Sul lato sinistro dell'edificio vi è la presenza di una nicchia con la statua del Battista.
L'interno, a navata unica rettangolare, accoglie un fastoso altare maggiore in pietra leccese, realizzato nella seconda metà del Seicento dallo scalpellino di Ambrogio Martinelli da Copertino. Degno di nota è l'ottocentesco organo in legno recante la data 1877.

[modifica] Chiesa di San Francesco d'Assisi

La Chiesa di San Francesco d'Assisi, conosciuta anche come chiesa dei Cappuccini in quanto attigua al convento dei frati, venne edificata fra la fine del 1599 e la fine del 1600. Fu voluta dal duca Cosimo Pinelli, figlio di Livia Squarciafico e di Galeazzo, nella quale destinò una cappella a sepoltura della propria famiglia.
Presenta un lineare e severo prospetto privo di qualsiasi elemento architettonico. Unica concessione decorativa è la lunetta posta al di sopra del portale d'accesso e lo stemma dei Pinelli. L'interno, costituito da un'unica navata rettangolare arricchita da stucchi, ospita due cappelle per lato e un altare maggiore in legno che accoglie, al centro, la tela di Fabrizio Santafede raffigurante San Francesco d'Assisi che riceve le stimmate. L'edificio ospita inoltre le tele di Sant'Antonio da Padova e di Santa Chiara, poste sull'altare maggiore, e la tela dell'Immacolata, accolta nel rispettivo altare.

[modifica] Chiesa-Santuario Madonna della Grazia

La Chiesa della Madonna della Grazia venne edificata tra il 1591 e il 1595 per accogliere l'icona bizantina della Vergine della Grazia (XIV secolo). Nel 1674 venne costruito l'attiguo convento degli Alcantarini in cui iniziò la sua vita religiosa Sant'Egidio Maria da Taranto. Presenta un prospetto tardo-romanico scandito in due ordini da una balaustra in pietra e terminante con un timpano triangolare sul quale è collocato l'altorilievo della Madonna della Grazia. Il portale e la finestra, posti in asse, sono affiancati da nicchie contenenti le immagini affrescate dei Santi Pietro d'Alcántara, Pasquale Baylón, Francesco d'Assisi e Antonio da Padova. L'interno, a navata unica con copertura a crociera, termina con un piatto presbiterio in cui è posizionata l'icona della Vergine.

[modifica] Chiesa di Santa Maria dell'Itria

La Chiesa di Santa Maria dell'Itria è una piccola struttura romanica risalente al XII secolo in cui si venera l'immagine dell'Odigitria, ovvero l'immagine della Madre di Dio che indica il Figlio Benedicente. La chiesa è in realtà la parte absidale dell'originario edificio. In esso sono conservati alcuni affreschi raffiguranti Santi della liturgia orientale e l'immagine della Vergine.

[modifica] Abbazia di San Nicola di Pergoleto

L'Abbazia di San Nicola di Pergoleto, chiamata nei documenti San Nicola dei Pargoletti, risale al IX secolo e fu fondata dai monaci Basiliani i quali la ressero fino alla conquista normanna del Salento, in seguito alla quale passò sotto il controllo e la guida dei Benedettini. In epoca bizantina fu un importante centro di diffusione della cultura greca e orientale. Tra il XVI e il XVII secolo l'abbazia fu trasformata in masseria e subì radicali trasformazioni e rifacimenti come la ricostruzione della chiesa nel 1613.

[modifica] Abbazia di Sant'Angelo della Salute

L'Abbazia di Sant'Angelo della Salute è di origine basiliana e fu edificata tra la fine del XII e l'inizio del XIII secolo. Del complesso abbaziale, appartenuto in seguito ai monaci benedettini, rimane la chiesa di stile romanico orientata secondo l'asse est-ovest. Presenta un prospetto a timpano con rifacimenti seicenteschi nel portale e nel piccolo rosone centrale. Un campanile a vela è posto in corrispondenza dell'abside. L'interno, a unica navata con volta a botte a sesto leggermente acuto, venne rimaneggiato nel XVII secolo con l'aggiunta di nuovi affreschi. Nella parte absidale è raffigurata la Deposizione di Gesù, sul lato sinistro vi è l'immagine di San Michele Arcangelo mentre sul lato destro è raffigurato San Nicola nell'atto di intercedere presso la Madre di Dio. Sono inoltre visibili tracce degli originari affreschi e alcune incisioni latine.

[modifica] Altre chiese

  • Chiesa dell'Annunziata o di Santa Lucia, (XVIII secolo).
  • Chiesa di San Nicola di Myra, (XVI secolo). Presenta un semplice prospetto caratterizzato da una nicchia centrale contenente la statua di San Nicola e un modestissimo interno ospitante un unico altare.
  • Chiesa di San Pietro, (XVIII secolo)

[modifica] Architetture militari

Palazzo marchesale

[modifica] Palazzo marchesale Belmonte-Pignatelli

Il Palazzo Marchesale, sede dei feudatari di Galatone già dal XVI secolo, fu voluto dalla famiglia Squarciafico. L'edificio venne edificato in corrispondenza di una torre di epoca angioina a cui si addossò uno sfarzoso portale cinquecentesco. La torre, a pianta tronco-piramidale alla base e cubica nella parte finale, non presenta importanti linee architettoniche in quanto le forme sono quelle essenziali dell'architettura militare romanica.

Castello di Fulcignano

Il palazzo possiede un elegante prospetto ingentilito da finestre decorate con mascheroni e motivi floreali di gusto tardo-cinquecentesco. Nell'angolo occidentale della facciata sono presenti gli stemmi degli Squarciafico, dei Pinelli, dei Pignatelli e dei Grillo, ovvero delle varie famiglie feudatarie che abitarono il palazzo. Gli ambienti interni, danneggiati e rimaneggiati in seguito al terremoto del 1743 che causò il crollo della parte nord della struttura, comprende le stalle e i locali della servitù al piano terra, le stanze della nobiltà al piano superiore.

[modifica] Castello di Fulcignano

Il Castello di Fulcignano, realizzato tra il XII e il XIV secolo dai Normanni, sorge nella periferia sud dell'abitato e apparteneva all'antico casale di Fulcignano abbandonato nel XV secolo.

Ciò che si può vedere attualmente è la cinta quadrilatera fortificata con mura tufacee alte circa 8 metri e spesse 2,60. Il recinto è rafforzato da alcune torri quadrangolari caratterizzate internamente da una pianta circolare. L'ingresso principale della costruzione, orientato ad oriente, presenta un portale a sesto acuto sormontato da un elegante fregio. Nel perimetro murario rimangono in piedi solo due ambienti voltati a botte.

Menhir Coppola

[modifica] Siti archeologici

[modifica] Menhir Coppola

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Monumenti megalitici della provincia di Lecce.

Il menhir Coppola, ubicato in contrada Coppola tra secolari piante di olivo, è un'importante testimonianza dell'Età del Bronzo. L'esemplare è in calcare duro e presenta un'altezza di circa 2,35 metri. Spezzato in sommità, la cui parte finale è appoggiata ai piedi, si differenzia dagli altri menhir salentini per una forma irregolare.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Etnie e minoranze straniere

Al 31 dicembre 2009 a Galatone risultano residenti 129 cittadini stranieri. Le nazionalità principali sono:[6]

Diffusione del dialetto Salentino

[modifica] Dialetto

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce dialetto salentino.

Il dialetto parlato a Galatone è il dialetto salentino nella sua variante centrale che corrisponde al dialetto leccese. Il dialetto salentino si presenta carico di influenze riconducibili alle dominazioni e ai popoli stabilitisi in questi territori che si sono susseguite nei secoli: messapi, greci, romani, bizantini, longobardi, normanni, albanesi, francesi, spagnoli.

[modifica] Proverbi galatonesi dialettali

Iesti cippone ca pare barone
Vesti un ceppo di vite e sembra un barone: Chiunque, se ben vestito, può sembrare un nobile
Sparagna la farina quandu la mattra è chiena. Ce serve sparagnare quandu lu fundu pare?
Risparmia la farina quando il tavolo da lavoro è pieno. A che serve risparmiare quando si vede il fondo?: è inutile risparmiare se non hai niente
La regula e la misura alinu chiui ti na chisura
La regola e la misura valgono più di un oliveto: le regole sono molto preziose
Cu nna frecata si nasce, cu nna frecatura si more
Con una fregatura si nasce, e con una fregatura si muore: In un attimo si nasce e in un attimo si muore.
La zzita quandu si sposa totta ola ola. An capu a llu mese jastema lu maritu e ci ni lu tese
La sposa il giorno del matrimonio è tutta felice. Dopo un mese bestemmia il marito e chi glielo ha dato.
La muscia pi lla pressa fece li fili cicati
La gatta frettolosa fa i micini ciechi.
Quando lu tiaulu ti ncarezza ndi ole l'anima
Quando il diavolo ti fa le moine è perché vuole la tua anima.
'Na pizzipica campa centu pizzipiche, ma centu pizzipiche no campano 'na pizzipica
Una gazza può dare vita a cento pulcini, ma cento pulcini non danno sopravvivenza alla mamma gazza.

[modifica] Cultura

[modifica] Istruzione

[modifica] Biblioteche

  • Biblioteca comunale "Antonio De Ferrariis"

[modifica] Scuole

Hanno sede a Galatone cinque scuole dell'infanzia; quattro scuole primarie; una scuola secondaria di primo grado; la sezione associata dell'Istituto Professionale per i Servizi Commerciali con sede in Galatina; l'Istituto Tecnico Industriale.

[modifica] Musei

  • Museo Civico di Galatone

[modifica] Personalità legate a Galatone

[modifica] Eventi

  • Festa di San Sebastiano - 20 gennaio; festa patronale con luminarie, concerti bandistici e fuochi pirotecnici.
  • Carnevale - febbraio-marzo; sfilata e gara di maschere singole e a gruppo, carri allegorici.
  • Festa del Santissimo Crocifisso della Pietà - dal 2 al 4 maggio; solenni festeggiamenti con processioni, luminarie, concerti bandistici emusicale, fuochi pirotecnici. Nel pomeriggio del 4 maggio: rievocazione del ritorno a Roma della regina Elena, madre dell'imperatore Costantino, dalla Terra Santa con la ritrovata croce di Gesù.
  • Festa del Sacro Cuore - terza domenica di giugno.
  • Festa di Sant'Anna - 26 luglio
  • Galatone in pentola - 12 e/o 13 Agosto; degustazione di piatti tipici locali
  • Festa e fiera Madonna della Grazia - dal 6 all'8 settembre; festa religiosa con luminarie, concerti bandistici, fiera e sagra della pagnotta (tipo di pane) e del vino.
  • Festa di Cristu ti Tabelle - 14 settembre; festività religiosa presso l'antico casale di Tabelle.
  • Festa dei Santi Medici - 25 e 26 settembre; festa religiosa con processione, luminarie, fuochi pirotecnici e sagra dei prodotti locali.
  • Festa di Santa Lucia - 12 e 13 dicembre; accensione di Fanoi nei vari rioni.
  • Presepe vivente nel centro storico - periodo natalizio.

[modifica] Economia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Economia della Puglia.

L'economia di Galatone si basa prevalentemente sull'agricoltura (olio, vino, ortaggi) e sull'artigianato. Sviluppato è il turismo condizionato, oltre dalla vicinanza al litorale ionico, anche dalla presenza sul territorio di importanti insediamenti di rilievo storico-artistico. Lo sviluppo in tempi recenti della zona industriale ha favorito l'incremento aziendale di piccole e medie realtà.

[modifica] Infrastrutture e trasporti

[modifica] Strade

I collegamenti stradali principali sono rappresentati da:

[modifica] Ferrovie

La cittadina è servita da una stazione ferroviaria posta sulla linea Novoli-Gagliano del Capo delle Ferrovie del Sud Est.

[modifica] Aeroporti

Gli aeroporti civili più vicini sono:

[modifica] Distanze dalle maggiori località della provincia

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Franco Miceli (centrodestra) dal 12/06/2007

[modifica] Curiosità

  • Durante la seconda guerra mondiale, in largo Sant'Antonio era posizionato un cannone per difendersi dagli americani.
  • Galatone ha visto il passaggio di alcuni santi presso il Santuario e il Convento della Grazia: San Giuseppe da Copertino, San Giovan Giuseppe della Croce, Sant'Egidio Maria da Taranto, servo di Dio fra Giuseppe Ghezzi, e secondo la leggenda anche Sant'Elena la quale portò un frammento della croce di Gesù ancora oggi venerato.
  • Originariamente lo stemma galateo rappresentava un albero con sotto una capra e un secchio pieno di latte

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Dato Istat relativo al 31/12/2010
  3. ^ Conferito con D.P.R. del 24 febbraio 2005
  4. ^ Valori climatici del Salento meridionale
  5. ^ Pagina con le classificazioni climatiche dei vari comuni italiani
  6. ^ Dati Istat

[modifica] Bibliografia

  • Zacchino Vittorio Galatone antica, medioevale, moderna. Origine e sviluppo di una comunità meridionale - Congedo Editore (1990)
  • Danieli Francesco Il rito greco a Galatone. S. Francesco d'Assisi in un codice bizantino del sec. XV - Congedo Editore (2005)
  • Danieli Francesco La Madonna della Grazia in Galatone. Storia, arte e pietà popolare - Congedo Editore (2006)

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

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