Giovanni Antonio Orsini Del Balzo

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Blasone Orsini Del Balzo

Giovanni Antonio Orsini Del Balzo, conosciuto anche come Giannantonio (1386Altamura, 15 novembre 1463), figlio di Raimondo Orsini Del Balzo e di Maria d'Enghien, fu Principe di Taranto, Duca di Bari, Conte di Lecce, Conte di Acerra, Conte di Soleto e Conte di Conversano dal 1406, Signore di Altamura, nonché Conte di Matera dal 1433 e di Conte di Ugento dal 1453.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Alla morte del padre (1406) non subentrò subito nella successione, in quanto la madre si sposò (1407) con il re di Napoli Ladislao, che requisì i possedimenti. Le sue nozze con Maria d'Angiò, figlia di Luigi II, non vennero più celebrate per motivi di alleanze politiche. Sposò nel 1417 una nipote di Papa Martino V, Anna Colonna, figlia di Lorenzo Onofrio Colonna, principe di Amalfi, della linea di Genazzano, donna corpulenta oltre ogni immaginazione. A sua moglie assegnò il feudo di Ceglie del Gualdo (Ceglie Messapica).

Con la rinuncia di Giacomo de Bourbon del 1420, a Giannantonio venne assegnato per meriti politici il Principato di Taranto: l'investitura ufficiale da parte della regina Giovanna II avvenne il 4 maggio 1421. Egli divenne così il più potente Signore del Regno: il territorio sotto il suo controllo comprendeva sette arcivescovadi, trenta vescovadi ed oltre 300 castelli e poteva spostarsi da Salerno a Taranto quasi rimanendo sempre sui propri territori[1].

Ebbe molta importanza a corte, venendo poi coinvolto nelle lotte dinastiche tra Giovanna II, sorella maggiore di Ladislao che gli fu ostile, e Alfonso V d'Aragona, che appoggiò contro Luigi d'Angiò; dopo l'ascesa al trono d'Alfonso vide accrescere la sua potenza con la nomina a connestabile e a duca di Bari.

Alla morte di Alfonso tuttavia si ritirò a Taranto. Qui fu a capo di una ribellione di baroni ostili a Ferdinando I, che pure era suo nipote acquisito, in favore di Giovanni d'Angiò, figlio di Renato (1459). Sconfitto dopo alterne vicende, si riconciliò con Ferdinando, ma morì ad Altamura nel 1463, strangolato da un tal Paolo Tricarico, sicario verosimilmente del re. Alla sua morte la moglie Anna Colonna se ne tornò a Genazzano. Il Re Ferrante, per la buona amministrazione esercitata, permise che ella mantenesse il feudo di Ceglie del Gualdo sino alla sua morte, avvenuta nel 1469. Erroneamente, purtroppo, si credeva che Anna Colonna si fosse portata da Taranto a Soleto con un seguito di 14 donzelle e 60 cavalieri come scrive Calenzio in una sua lettera[2].

Non avendo figli legittimi, nominò erede del principato la nipote Isabella, figlia della sorella Caterina Orsini Del Balzo e di Tristano di Chiaromonte, la quale aveva sposato nel 1444 Ferdinando d'Aragona (figlio illegittimo del re di Napoli, Alfonso V d'Aragona) che sarà re di Napoli dal 1458 al 1494 col nome di Ferdinando I di Napoli. Il suo principato fu quindi incamerato nel demanio regio.

Figli illegittimi[modifica | modifica wikitesto]

  1. Caterina, Contessa di Conversano, Signora di Casamassima, Bitetto, Gioia, Turi e Noci. Sposò nel 1456 Giulio Antonio Acquaviva d’Aragona, VII Duca d'Atri.
  2. Maria Conquesta (morta dopo il 1487), Contessa di Ugento, Signora di Nardò e Castro dal 1463. Sposò Angilberto del Balzo, Conte di Tricase e I Duca di Nardò.
  3. Margherita, sposò Antonio Centelles jr., figlio primogenito Antonio Centelles Conte di Catanzaro.
  4. Francesca, sposò Giacomo Sanseverino, Conte di Saponara.
  5. Bertoldo (morto dopo il 1488), Barone di Salice, Signore di Guagnano e Carovigno. Conte di Lecce 1463-64.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nel 1455 diede la contea di Conversano a sua figlia Caterina, sposa del duca d'Atri, Giulio Antonio Acquaviva.
  2. ^ . Benedetto Croce, Lettere dell'umanista Elisio Calenzio al servizio di Ferdinando I d'Aragona, in "Archivio Storico per le Provincie napoletane".

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Principe di Taranto Successore
Giacomo de Bourbon 1421-1463 Isabella di Chiaromonte
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