Ugento

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Ugento
comune
Ugento – Stemma Ugento – Bandiera
Ugento – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Lecce-Stemma.png Lecce
Amministrazione
Sindaco Massimo Lecci (Cittadini protagonisti) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 39°56′00″N 18°10′00″E / 39.933333°N 18.166667°E39.933333; 18.166667 (Ugento)Coordinate: 39°56′00″N 18°10′00″E / 39.933333°N 18.166667°E39.933333; 18.166667 (Ugento)
Altitudine 108 m s.l.m.
Superficie 98,68 km²
Abitanti 12 327[1] (31-03-2012)
Densità 124,92 ab./km²
Frazioni Gemini, Torre San Giovanni
Comuni confinanti Acquarica del Capo, Alliste, Casarano, Melissano, Presicce, Racale, Ruffano, Salve, Taurisano
Altre informazioni
Cod. postale 73059
Prefisso 0833
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 075090
Cod. catastale L484
Targa LE
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona C, 1 063 GG[2]
Nome abitanti ugentini
Patrono san Vincenzo di Saragozza
Giorno festivo 22 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ugento
Posizione del comune di Ugento nella provincia di Lecce
Posizione del comune di Ugento nella provincia di Lecce
Sito istituzionale

Ugento (IPA: /uˈʤɛnto/[3], Uššèntu in dialetto salentino[4]) è comune italiano di 12.327 abitanti[5] della provincia di Lecce in Puglia.

Il territorio comunale è situato nel basso Salento e include un tratto della costa del mar Ionio. Il centro abitato, distante 58,6 km dal capoluogo provinciale, sorge in parte sul sito dell'antica Ozan (Uxentum in latino), importante città messapica. È sede della diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca.

Il comune di Ugento è stato riconosciuto come città d'arte e località ad economia turistica dalla Regione Puglia nel 2008 per le sue bellezze architettoniche, archeologiche ed ambientali[6].

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Situato su un colle ad un'altezza di 108 metri s.l.m., è posizionato a sud-ovest di Lecce, dal quale dista poco meno di 60 km. È equidistante da Gallipoli e Santa Maria di Leuca, rispettivamente 25 km verso nord e 23 km verso sud.
L'area comunale si estende su un'area di 98,68 km² e comprende, oltre al Capoluogo, le frazioni di Gemini e Torre San Giovanni, le marine di Torre Mozza e Lido Marini e la località Fontanelle[7]. La costa di circa 12 km è prevalentemente bassa e sabbiosa, con rocce solo in alcuni brevi tratti. A ridosso di questa sono presenti numerosi bacini artificiali contornati da sterpeti e boschi di macchia mediterranea che si estendono fino all'entroterra, dove lasciano spazio a un paesaggio tipicamente agreste, caratterizzato da uliveti e vigne su bassi colli di rocce e terra rossa.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Il territorio di Ugento è vasto e piuttosto variegato. L'ampiezza della costa va di pari passo con una considerevole estensione nell'entroterra, caratterizzata da un sistema di coltivazione intensivo soprattutto di ulivo e vite e da massiccia presenza di aree di pascolo. Nonostante la grande estensione, le aree urbane sono relativamente piccole, il che spiega la non alta densità demografica.
Stratigraficamente il territorio è costituito da terreno vegetale e alternanze di calcari compatti (calcilutiti organogene), arenarie e calcareniti, terreni altamente permeabili e inclini a fenomeni carsici d'erosione (doline). Vista la totale mancanza di corsi d'acqua dolce superficiali, l'approvvigionamento idrico è dato dall'acquedotto pugliese e da pozzi artesiani.

Una particolarità importante del territorio di Ugento è costituita dalla presenza dei bacini di bonifica. La zona in prossimità della costa è stata da sempre caratterizzata dalla presenza di vaste aree paludose e malsane. Nel 1927, l'istituzione del Consorzio di bonifica Ugento-Li Foggi permise di dare il via ai lavori di risanamento che consistettero principalmente nella costruzione di grandi bacini, collegati fra loro tramite canali e sfocianti in mare, che permisero il deflusso delle acque altrimenti stagnanti. Con il terreno di risulta furono colmate le zone di maggiore depressione, consentendo il recupero di vastissime aree in parte rimboschite a conifere e in parte destinate all'agricoltura (in quanto il bacino costituiva un'importante risorsa idrica per l'irrigazione) e soprattutto permettendo di debellare definitivamente la malaria.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Clima della Puglia e Stazione meteorologica di Lecce Galatina.

Dal punto di vista meteorologico Ugento rientra nel territorio del basso Salento che presenta un clima prettamente mediterraneo, con inverni miti ed estati caldo umide. In base alle medie di riferimento, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai +9 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui +25,1 °C. Le precipitazioni medie annue, che si aggirano intorno ai 676 mm, presentano un minimo in primavera-estate ed un picco in autunno-inverno.

Facendo riferimento alla ventosità, i comuni del basso Salento risentono debolmente delle correnti occidentali grazie alla protezione determinata dalle Serre Salentine che creano un sistema a scudo. Al contrario le correnti autunnali e invernali da Sud-Est, favoriscono in parte l'incremento delle precipitazioni, in questo periodo, rispetto al resto della penisola[8].

Ugento Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 12,4 13,0 14,8 18,1 22,6 27,0 29,8 30,0 26,4 21,7 17,4 14,1 13,2 18,5 28,9 21,8 20,6
T. min. mediaC) 5,6 5,8 7,3 9,6 13,3 17,2 19,8 20,1 17,4 13,7 10,1 7,3 6,2 10,1 19,0 13,7 12,3
Precipitazioni (mm) 80 60 70 40 29 21 14 21 53 96 109 83 223 139 56 258 676
Umidità relativa media (%) 79,0 78,9 78,6 77,8 75,7 71,1 68,4 70,2 75,4 79,3 80,8 80,4 79,4 77,4 69,9 78,5 76,3

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia del Salento e Storia della Puglia.
Le origini del nome
Ozan sulla Mappa di Soleto
Secondo l'ipotesi di Francesco Ribezzo, ripresa successivamente da Antonio Nicolazzo, il nome di Ugento deriverebbe da Ausentum, collegandolo alla radice "Auso" che significa "lucente". Egli ricorda poi come nel periodo paleoitalico il mare Ionio si chiamasse Ausonium da Ausentum come l'Adriatico da Adria. Su emissioni monetali del III secolo a.C. è riportato il nome Aozen(tum)/Ozan(tum), da cui il significato di terra di Zeus.

La moderna cittadina di Ugento si sovrappone in gran parte ad uno dei principali centri messapici della penisola salentina, situato all'estremità meridionale di una serra. L'altura fu già occupata in età protostorica, ma testimonianze sicure di un insediamento si hanno solo a partire dal VI secolo a.C., epoca a cui risalgono due dei più importanti rinvenimenti: lo Zeus bronzeo e la tomba dipinta di via Salentina[10]. Intorno al IX secolo a.C.[11], flussi migratori di probabile origine illirica si stanziarono nella parte meridionale della Puglia e, fondendosi con le popolazioni locali, diedero origine alla civiltà Messapica, di cui Ugento fu uno dei centri urbani più grandi e potenti. Divenne una città-stato con una zecca e un proprio esercito, difesa da poderosa mura. In questa stessa epoca, e poi anche in età romana, Ugento arrivò a disporre di un proprio scalo portuale sullo Ionio, presso Torre San Giovanni[12].
Durante l'Impero Romano, Ugento entrò a far parte del grande disegno espansionistico di Roma, divenendo municipio alleato. In occasione delle guerre puniche contro Cartagine, cercò di opporsi alleandosi con Annibale, nella vana speranza di riconquistare l'antica autonomia. L'epilogo della guerra in favore di Roma fu pagata a caro prezzo per opera del Console Romano Numerio Fabio Pittore eletto nel 266 a.C., che con le sue legioni attaccò e conquistò la Città. Fu l'ultima città messapica a resistere alle truppe romane. Nell'82 a.C. divenne municipio romano e seguì le sorti dell'impero. A questo periodo risalgono le fondazioni di diversi villaggi nel territorio circostante, quali Paternò, Geminiano (l'attuale Gemini), Varano, Pompignano, ecc.
Tra V e VI secolo, la città fu teatro di diverse invasioni barbariche (Visigoti, Vandali, Eruli, Ostrogoti) che si conclusero nel 545 con la distruzione da parte dei Goti. Subì una seconda distruzione ad opera dei Saraceni nell'842[13]. Ugento risorse grazie all'apporto dato dai monaci basiliani, che contribuirono alla sua ricostruzione in cima all'acropoli. La città assunse la caratteristica fisionomia greca e fu dotata di nuove mura[14].

Con l'avvento dei Normanni intorno al 1020, il vescovato greco fu nuovamente sostituito da quello latino, anche se le due chiese greca e latina coesistettero per circa due secoli; fu riedificato il castello sulle rovine della fortezza romana e si ebbe un notevole incremento demografico. Verso la fine dell'XI secolo, la città fu infeudata per la prima volta a Pecicco de Trebigne e nel 1195 fu incorporata al principato di Taranto, che Federico Barbarossa concesse al figlio Enrico IV. Diverse furono le casate che si alternarono al governo di Ugento: i D'Aquino, gli Orsini, i Della Ratta, i Del Balzo. Nel 1537 fu nuovamente distrutta dalle truppe di Khayr al-Din Barbarossa. Successivamente passò sotto il controllo dei Pandone, dei Vaaz de Andrata, ed infine dei D'Amore, ultimi feudatari fino all'eversione della feudalità nel 1806[15].

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Ugento-Stemma.png

Profilo araldico dello stemma:

« Di azzurro, all'Ercole di carnagione, in maestà, capelluto e barbuto di castano al naturale, con la spoglia del leone nemeo, d'oro, scendente dalla spalla sinistra e coprente i fianchi e parte della gamba sinistra, l'Ercole sostenuto dalla campagna diminuita di verde, e afferrante con la mano destra la clava di nero, posta in palo, poggiata sulla campagna; il tutto accompagnato da due cornucopie d'oro, ricolme di fiori e frutti, al naturale, poste in palo nei cantoni del capo. Sotto lo scudo, su lista bifida e svolazzante di azzurro, la scritta, in lettere maiuscole di nero, OZAN. Ornamenti esteriori da Città. »
(D.P.R. 6 marzo 2006)

Profilo araldico del gonfalone:

« Drappo di giallo, riccamente ornato di ricami d'oro e caricato dallo stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in oro, recante la denominazione di Città. Le parti in metallo ed i cordoni saranno dorati. L'asta verticale sarà ricoperta di velluto giallo, con bullette dorate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma della Città di Ugento e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri ricolorati dai colori nazionali frangiati d'oro. »
(Statuto del Comune)

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Cattedrale di Santa Maria Assunta[modifica | modifica sorgente]

Cattedrale

La cattedrale di Santa Maria Assunta fu realizzata agli inizi del XVIII secolo sullo stesso sito in cui sorgeva l'antica chiesa gotica, distrutta dall'incursione saracena del 1537. Fu consacrata ed aperta al culto nel 1745. La facciata è in stile neoclassico e fu edificata nel 1855. L'interno, a navata unica con pianta a croce latina, accoglie numerosi altari con tele di epoche diverse, alcune delle quali provenienti dalla precedente costruzione. Il presbiterio è adorno di un coro in legno d'ulivo, mentre l'altare maggiore e la balaustra, risalenti al 1740, sono in marmo policromo[16].

Altre chiese[modifica | modifica sorgente]

Palazzo Vescovile e Seminario[modifica | modifica sorgente]

Palazzo Vescovile

Il Palazzo Vescovile, sebbene realizzato nel corso del XVII secolo, conserva ancora traccia della struttura cinquecentesca, di cui permangono alcune camere. La struttura seicentesca venne completata nel 1731 con la costruzione dell'atrio, del portico e del corridoio che congiunge il lato del palazzo al corpo principale. Mons. Luigi dei Conti Zola, nel 1874, fece eseguire il pavimento del salone del trono a mosaico e Mons. Maselli nel 1881 fece abbellire la Cappella del palazzo. Altre modifiche, sia pure non sostanziali, furono eseguite nel 1942, epoca in cui venne collocato nell'atrio il fonte battesimale dell'antica Cattedrale.
La prima istituzione del Seminario nella città di Ugento fu opera di Mons. Pietro Lazzaro Terrer nel 1705. Questi, grazie alla donazione di beni e somme di denaro da parte della famiglia Papadia, poté portare a termine l'opera che sorgeva nell'attuale Piazza Adolfo Colosso. Nei primi anni dell'Ottocento, il Seminario presentava numerose lesioni, tanto che l'attività educativa fu trasferita, per motivi di sicurezza, nell'ex Convento delle Benedettine. Nel 1858 iniziarono i lavori per la realizzazione dell'attuale Seminario, progettato dall'ingegnere Magliola di Napoli, che sarà inaugurato solo nel 1912. Intorno agli anni sessanta del secolo scorso l'edificio fu poi ampliato e restaurato[17].

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

  • Castello

Torri costiere di avvistamento[modifica | modifica sorgente]

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[18]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Al 31 dicembre 2010 a Ugento risultano residenti 310 cittadini stranieri. Le nazionalità principali sono[19]:

Pakistan-1

Diffusione del dialetto salentino
Regione ecclesiastica della Puglia

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi dialetto salentino.

Il dialetto parlato a Ugento è il dialetto salentino nella sua variante meridionale. Il dialetto salentino, appartenente alla famiglia delle lingue romanze e classificato nel gruppo meridionale estremo, si presenta carico di influenze riconducibili alle dominazioni e ai popoli stabilitisi in questi territori nei secoli: messapi, greci, romani, bizantini, longobardi, normanni, albanesi, francesi, spagnoli.

Religione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca.

Ugento è sede della Diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca (in latino: Dioecesis Uxentina-Sanctae Mariae Leucadensis), suffraganea dell'Arcidiocesi di Lecce e appartenente alla regione ecclesiastica Puglia. È attualmente retta dal vescovo Vito Angiuli.

La diocesi fu eretta nel XIII secolo. Il 28 giugno 1818, in seguito al Concordato, la diocesi si ampliò incorporando il territorio della soppressa diocesi di Alessano in forza della bolla De utiliori dominicae di papa Pio VII. Il 1º agosto 1959 assunse il nome attuale.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Oltre a tre scuole elementari e due medie, una delle quali nella frazione Gemini, ha sede a Ugento l'Istituto Professionale per i Servizi Alberghieri e Ristorazione "F. Bottazzi".

Enogastronomia[modifica | modifica sorgente]

Le specialità culinarie di Ugento si iscrivono nella tradizione contadina: si tratta quindi per la maggior parte di piatti poveri, con ingredienti semplici e poco lavorati, facilmente reperibili in natura. Pur non presentando preparazioni strettamente connesse al proprio territorio, Ugento ha fatto di alcune ricette tradizionali la sua "bandiera", come nel caso di ciciri e tria. Si tratta sostanzialmente di una minestra di ceci (ciciri) calda, unita con un tipo di pasta fatta in casa (tria) preparata con un impasto di farina, acqua e sale, tirata in una sfoglia sottilissima e tagliata in striscioline irregolari. La tradizione prevede che una parte di questa pasta venga tenuta da parte, fritta, spezzettata e distribuita sui piatti prima di servire (frizzuli). Questa pietanza viene tradizionalmente preparata il 19 marzo, giorno di San Giuseppe, in segno di devozione al santo. Si parla infatti di massa de San Giuseppe, dove massa è un altro nome dato alla medesima preparazione. La tria si può anche gustare, in alternativa, in minestra con cime di rapa fresche (culli mugnuli), in questo caso senza frizzuli. La composizione di questa pasta la rende inadatta a preparazioni asciutte o fredde, in quanto potrebbe risultare collosa. A ciciri e tria è dedicata un'importante sagra, che si tiene nei mesi di luglio/agosto nel centro storico del paese che attira turisti e visitatori da paesi vicini e non.

Altri piatti tipici sono le fave nette (purea di fave accompagnata da crostini di pane fritto), la pitta di patate (sformato di patate arricchito con ingredienti vari, principalmente pomodoro, olive nere, peperoncino e formaggi) e lo scapece (pesciolini conservati in una specie di mollica dal colore giallo acceso e dal tipico odore pungente).

Arbanella di acciughe sotto sale

Nel periodo natalizio, ma non solo, le massaie si dedicano alla preparazione delle pittule, ovvero delle frittelle tonde fatte di pasta molto lievitato tenute poi semplici (vuote), oppure con l'aggiunta nell'impasto di cime di rapa lessate, cavolo lessato, acciughe sotto sale, capperi, olive nere, pomodoro, peperoncino, ecc. Oltre alle pittule è d'obbligo consumare lo stoccapesce (stoccafisso-merluzzo essiccato da non confondere con il baccalà -merluzzo salato di medesima provenienza norvegese), che viene acquistato un mese prima, tenuto a bagno e poi consumato la sera della vigilia di Natale. I dolci tipici di Natale sono invece i purceddhruzzi, piccoli gnocchetti fatti con farina, acqua, zucchero, lievito, anice, scorza e succo di arancia, fritti e poi colati con il miele. Il nome vuol dire "porcellini", perché una volta fritti questi dolci prendono una forma tondeggiante e leggermente allungata, simile appunto alla pancia di un maialino.

A Pasqua, invece, si è soliti trovare sulle tavole i pecureddhri, ovvero agnellini fatti di pasta di mandorle che vengono generalmente benedetti durante la Santa Messa dell'Ultima Cena.

Come detto, la cucina ugentina tradizionale è sostanzialmente povera, ma non per questo meno gustosa. Ne sono un esempio le numerose ricette in cui vengono coinvolti i pampasciuni o lampascioni, una specie di cipolla selvatica che viene raccolta in settembre, successivamente lessata e tenuta a bagno in una soluzione di acqua e aceto, in modo da perdere il tipico sapore amarognolo. Conservati in vasi di vetro vengono poi impiegati in insalate, frittate, ma anche mangiati così semplicemente, in quanto il retrogusto amaro favorisce la digestione.

Altro dolce tipico sono le fiche culle mennule: a settembre si raccolgono i fichi ormai giunti a maturazione, si spaccano a metà e si lasciano essiccare al sole per un paio di settimane (o più, a seconda delle dimensioni). Una volta secchi, si pone al centro di ogni fico una mandorla tostata, si richiudono le due metà, si pongono in vasi di vetro ricoperti di miele e si conserveranno così per tutto l'inverno.

Su tutto questo, non può mancare il vino. Il territorio di Ugento è coltivato a vigna per una consistente estensione, per cui il vino tipico è sostanzialmente autoctono. Fermo, principalmente rosso, o rosato, il vino tipico è del tipo "primitivo" e "negroamaro", molto robusto, adatto per accompagnare piatti saporiti come carni o sughi. Anche ad Ugento è molto sentita la tradizione di San Martino (11 novembre), quando si suole assaggiare per la prima volta il vino novello, risultato dalla vendemmia settembrina. Per l'occasione si accompagna il bicchiere di rosso con grigliate miste e con castagne arrostite, rigorosamente alla brace.

Persone legate a Ugento[modifica | modifica sorgente]

  • Antonio Minturno pseudonimo di Antonio Sebastiani Minturno (Traetto, 1500 – Crotone, 1574), è stato un vescovo cattolico, poeta e umanista italiano. Nominato Vescovo di Ugento dal 27 gennaio 1559 - 13 luglio 1565, ha partecipato al Concilio di Trento quando era ancora Vescovo di Ugento.
  • Salvatore Zecca (Ugento, 1907-1995), archeologo. In territorio di Ugento rinvenne resti fossili di animali preistorici, un'industria litica e la scultura bronzea dello Zeus stilita, risalente al 530 a.C. Nel 1968 gli è stato intitolato il locale museo civico di Archeologia e Paleontologia.
  • Marilù Lucrezio (Ugento, 1968), giornalista TG1 Rai.
  • Mirko Corsano (Casarano, 1973), pallavolista, cresciuto ad Ugento.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

I Santi Medici escono dal santuario loro dedicato in Ugento
Luminarie installate per la festa dei Santi Medici Cosma e Damiano in Ugento
Processione in onore di San Giuseppe Artigiano
  • Festa patronale e fiera di San Vincenzo (22 gennaio).
  • Festa della Madonna della Luce (16 febbraio): Legata ad un antico miracolo. Si festeggia la Vergine nel luogo dove è avvenuto il miracolo, dopo una processione verso la chiesetta sorta in loco. Il santuario della Madonna della Luce risale al 1576 e sorge nel luogo dove anticamente sorgeva un'altra cappella di dimensioni più piccole, anch'essa dedicata alla Vergine e andata distrutta durante le invasioni saracene.

Il tempio assunse notorietà per via di un eclatante fatto miracoloso verificatosi nel 1563 a favore di un prete, don Didaco di Vittorio, da Afragola, Napoli, che cieco, in compagnia della sorella e guidato da un cane, si recava a Santa Maria di Leuca in pellegrinaggio.

Lungo il suo cammino si fermò per riposare al riparo delle rovine dell'antica chiesetta. Assorto in preghiera, essendo intanto sopraggiunto un furioso temporale, fra il bagliore delle folgori che squarciavano il cielo, egli ebbe la ventura di riacquistare la vista, scorgendo come prima cosa l'effigie di un'antica immagine della Madonna affiorante dal terreno, dal suo cane.

Il vescovo del tempo, Monsignor Antonio Minturno, richiamato dalla voce del popolare di così grande prodigio operatosi alle porte della città, si recò di persona sul luogo e, recuperata la lastra di pietra con impresso il dipinto, la chiamò Madonna della Luce, per via della guarigione ivi operata. Il famoso dipinto è conservato sull'altare maggiore.

  • San Giuseppe (19 marzo): è consuetudine dar fuoco alle "focareddrhe", covoni di rami d'ulivo provenienti dalla mondatura annuale.
  • Pasquetta alla Madonna del Casale: scampagnata all'eremo del Casale, una collinetta vicino al paese sul quale è sita una antica chiesa costruita da un naufrago sopravvissuto ad una tempesta grazie all'intervento della Madonna. Si tiene il lunedì successivo al lunedì dell'Angelo.
  • Festa di San Giuseppe Artigiano (1º maggio): festa dei lavoratori, festeggiato presso la parrocchia del Sacro Cuore di Gesù, con Sante Messe nella mattinata, processione nel tardo pomeriggio. Il programma civile comprende la sagra del dolce.
  • Festa della Madonna dell'Aiuto (seconda domenica di agosto): con processione in mare.
  • Festa e fiera dei Santi Medici (26-28 settembre).
  • Premio internazionale di archeologia Zeus città di Ugento (settembre): il premio è un evento che si ripete annualmente ed ha come scopo quello di dare un riconoscimento pubblico a coloro che si distinguono nel campo dell’archeologia. Le sezioni del premio sono:
    • Giovani laureati in Archeologia in Italia ed all’estero;
    • Premio alla carriera;
    • Innovazione e Tecnologia;
    • Restauro Archeologico;
    • Investimenti in Ricerca;
    • Missione all’estero;
    • Trasmissione Televisiva.
  • Premio Mauro Carratta (giugno): in ricordo di un giovane artista ugentino prematuramente scomparso, si tiene ogni anno gli inizi della stagione estiva un premio canoro per autori di crescente importanza, volto alla scoperta e alla promozione di giovani talenti musicali.

Economia[modifica | modifica sorgente]

L'economia si basa sul settore primario, sulla trasformazione dei suoi prodotti e sul turismo.

Fra le varie coltivazioni presenti, predominanti sono quelle della vite e dell'ulivo, le cui industrie associate sono fiorenti. Sono inoltre diffusi la pesca e l'allevamento di ovini e di pollame. Viene effettuata l'estrazione del tufo da alcune cave.

Conchiglie sulla spiaggia di Ugento

Il settore turistico si è notevolmente ampliato nell'ultimo decennio, facendo dell'area di Ugento e in particolare di Torre San Giovanni un'affollata meta del turismo estivo. Nonostante lo sviluppo dei servizi dedicati (case di villeggiatura e alberghi, ristoranti, spiagge, agriturismi, locali notturni, manifestazioni culturali), le infrastrutture turistiche rispondono ancora solo in maniera appena sufficiente alla domanda. Tuttavia è proprio la semplicità e l'economicità dell'offerta ad attrarre i turisti, oltre al tipico folklore locale e alle bellezze del territorio, quando non intaccato dall'uomo. Infatti, l'inquinamento, sia terricolo che marino, e l'abusivismo edilizio sono due fenomeni sempre più diffusi che, in mancanza di una seria politica ambientale, stanno rovinando le attrattive naturali della zona.

Al di là di questi settori l'economia locale è statica e conserva una certa arretratezza. Con Determina nº 245 del 03.06.2008, l’Assessorato allo Sviluppo Economico della Regione Puglia, ha disposto l’iscrizione di Ugento nel Registro Regionale delle località ad economia turistica.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

La squadra di pallavolo maschile storica di Ugento è la Pallavolo Falchi Ugento, che milita in Serie B1. La pallavolo ad Ugento fu iniziata da Don Tonino Bello, il quale allora Rettore del Seminario Vescovile di Ugento, faceva giocare alcuni giovani di Ugento nel campetto all'interno del seminario. Per questioni di spazio l'attività sportiva si spostò presso l'oratorio di Ugento, quando era Parroco Don Leopoldo De Giorgi. Quest'ultimo quando la squadra era all'inizio della sua avventura sportiva, e si giocava la domenica mattina, consigliava ai giocatori di vedere, prima di giocare la partita, la Santa Messa. Ha iniziato la sua carriera proprio in questa squadra un ugentino illustre, Mirko Corsano, poi Campione del Mondo con la Nazionale italiana di pallavolo nel 1999 e insignito in quell'occasione anche del titolo di miglior libero del torneo. Sempre i Falchi videro anche la presenza tra le proprie fila di un giovane Ferdinando De Giorgi. Il miglior piazzamento della squadra fu costituito dalla militanza in serie A1 nell'anno 1981/82 con il nome di Victor Village Ugento. La pallavolo femminile, a cura della Società Volley Team Ugento, milita ormai da alcuni anni nella serie C regionale.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2012.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Dizionario d'Ortografia e Pronuncia DOP. URL consultato il 28 maggio 2010.
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Torino, UTET, 1990, p. 675.
  5. ^ Dati demo.istat.it - Bilancio demografico mensile del 31/03/2012
  6. ^ Determina dell'assessorato allo Sviluppo Economico della Regione Puglia n. 245 del 3 giugno 2008.
  7. ^ Statuto comunale
  8. ^ http://clima.meteoam.it/AtlanteClimatico/pdf/(332)Lecce%20Galatina.pdf Tabelle climatiche 1971-2000 dall'Atlante Climatico 1971-2000 del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare
  9. ^ Pagina con le classificazioni climatiche dei vari comuni italiani.
  10. ^ (AA.VV.), Salento. Architetture antiche e siti archeologici, 2008, pag. 199
  11. ^ Maggiulli, Sull'origine dei Messapi, 1934; D’Andria, Messapi e Peuceti, 1988; I Messapi, Taranto 1991
  12. ^ (AA.VV.), Salento. Architetture antiche e siti archeologici, 2008, pag. 201
  13. ^ Marciano, Maggiulli e Cataldi
  14. ^ Pizzurro Antonio, Ozan. Ugento dalla preistoria all'età moderna, 2002.
  15. ^ L. A. Montefusco, Le successioni feudali in Terra d'Otranto, 1994
  16. ^ Cosimo Damiano Fonseca, Cattedrali di Puglia. Una storia lunga duemila anni, 2001
  17. ^ Antonazzo Luciano, Guida di Ugento. Storia e arte di una città millenaria, 2005
  18. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  19. ^ Dati Istat

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Antonazzo Luciano, Guida di Ugento. Storia e arte di una città millenaria, Congedo, 2005
  • Pizzurro Antonio, Ozan. Ugento dalla preistoria all'età moderna, Edizioni del Grifo, 2002
  • Urro Mirko, Ugento e il suo Zeus nella Messapia, Barbieri, 2005
  • Schiavano Paolo, Der Zeus aus Ugento, Leucasia, 2003
  • Degrassi Nevio, Lo Zeus Stilita di Ugento, Bretschneider Giorgio, 1981
  • Antonazzo Luciano, La saga dei d'Amore. Marchesi di Ugento, principi di Ruffano, marchesi di S. Mango, Congedo, 2011
  • Gennaio Roberto, Passaggio a sud-ovest. L'avifauna acquatica del Parco naturale regionale «Litorale di Ugento», Edizioni del Grifo, 2009
  • L. A. Montefusco, Le successioni feudali in Terra d'Otranto, Istituto Araldico salentino, Lecce, 1994
  • (AA.VV.), Salento. Architetture antiche e siti archeologici, Edizioni del Grifo, 2008
  • Corvaglia Francesco, Documentazione storica sulla questione delle terre demaniali di Ugento, Editrice Salentina - Galatina, 1974
  • Corvaglia Francesco, Ugento e il suo territorio, Tipografia Marra, 1987

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]