Alessano

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Alessano
comune
Alessano – Stemma Alessano – Bandiera
Alessano – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Lecce-Stemma.png Lecce
Amministrazione
Sindaco Osvaldo Stendardo (Per Alessano Montesardo) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 39°53′00″N 18°20′00″E / 39.883333°N 18.333333°E39.883333; 18.333333 (Alessano)Coordinate: 39°53′00″N 18°20′00″E / 39.883333°N 18.333333°E39.883333; 18.333333 (Alessano)
Altitudine 140 m s.l.m.
Superficie 28,69 km²
Abitanti 6 436[1] (31.01.2012)
Densità 224,33 ab./km²
Frazioni Marina di Novaglie, Montesardo
Comuni confinanti Castrignano del Capo, Corsano, Gagliano del Capo, Morciano di Leuca, Presicce, Salve, Specchia, Tiggiano, Tricase
Altre informazioni
Cod. postale 73031
Prefisso 0833
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 075002
Cod. catastale A184
Targa LE
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona C, 1 204 GG[2]
Nome abitanti alessanesi
Patrono san Trifone
Giorno festivo ultimo lunedì di luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Alessano
Posizione del comune di Alessano nella provincia di Lecce
Posizione del comune di Alessano nella provincia di Lecce
Sito istituzionale

Alessano è un comune italiano di 6.436 abitanti[1] della provincia di Lecce in Puglia.

Situato nel basso Salento, comprende anche la frazione di Montesardo e la località costiera di Marina di Novaglie. In passato ricoprì un ruolo preminente su tutto il Capo di Leuca; fu sede di diocesi fino al 1818 e capoluogo di contea.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia della Puglia.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio del comune di Alessano, che si estende per 28,48 km², sorge ai piedi dei modesti rilievi della Serra dei Cianci, nel basso Salento. Il centro abitato è situato a 134 m s.l.m.; il punto più alto raggiunge i 201 metri s.l.m.
Confina a nord con i comuni di Tricase e Specchia, a est con i comuni di Tiggiano, Corsano e con il Mar Ionio[3], su cui si affaccia per 1 km con la località Marina di Novaglie, a sud con i comuni di Gagliano del Capo e Castrignano del Capo, a ovest con i comuni di Morciano di Leuca, Salve e Presicce.

Dall'ottobre 2006 parte del suo territorio rientra nel Parco naturale regionale Costa Otranto - Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase, istituito dalla Regione Puglia allo scopo di salvaguardare la costa orientale del Salento, ricca di pregiati beni architettonici e di importanti specie animali e vegetali.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Clima della Puglia e Stazione meteorologica di Santa Maria di Leuca.

Dal punto di vista meteorologico Alessano rientra nel territorio del basso Salento che presenta un clima prettamente mediterraneo, con inverni miti ed estati caldo umide. In base alle medie di riferimento, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai +9 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui +25,1 °C. Le precipitazioni medie annue, che si aggirano intorno ai 676 mm, presentano un minimo in primavera-estate ed un picco in autunno-inverno.
Facendo riferimento alla ventosità, i comuni del basso Salento risentono debolmente delle correnti occidentali grazie alla protezione determinata dalle Serre Salentine che creano un sistema a scudo. Al contrario le correnti autunnali e invernali da Sud-Est, favoriscono in parte l'incremento delle precipitazioni, in questo periodo, rispetto al resto della penisola[4].

Alessano Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 12,4 13,0 14,8 18,1 22,6 27,0 29,8 30,0 26,4 21,7 17,4 14,1 13,2 18,5 28,9 21,8 20,6
T. min. mediaC) 5,6 5,8 7,3 9,6 13,3 17,2 19,8 20,1 17,4 13,7 10,1 7,3 6,2 10,1 19,0 13,7 12,3
Precipitazioni (mm) 80 60 70 40 29 21 14 21 53 96 109 83 223 139 56 258 676
Umidità relativa media (%) 79,0 78,9 78,6 77,8 75,7 71,1 68,4 70,2 75,4 79,3 80,8 80,4 79,4 77,4 69,9 78,5 76,3

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Diocesi di Alessano, Storia del Salento e Storia della Puglia.
Le origini del nome

Diverse sono le ipotesi riguardanti le origini del nome. La leggenda vuole che Dedalo, atterrato nella zona dopo il suo famoso volo, abbia esclamato "Alae Sanae!" in riferimento alle sue ali artificiali ancora intatte, e da questa locuzione deriverebbe il nome del paese. In realtà il toponimo deriverebbe dal nome greco di persona Alexis o Alexus con l'aggiunta del suffisso -anos che indica appartenenza. Secondo una radicata tradizione, infatti, il fondatore della città fu l'imperatore bizantino Alessio I Comneno, ma manca la documentazione che confermi tale origine del paese.
Altre ipotesi ritengono che il nome si riferisca al fiume Ales, ad Alessia di Bretagna o al termine greco alexo, che significa difendere, respingere i nemici.[6]

Il territorio di Alessano fu abitato sin dai tempi più remoti come testimoniato da diversi rinvenimenti rupestri.
Sotto il dominio normanno, la città assunse un ruolo preminente su tutto il Capo di Leuca, ruolo che conserverà per lungo tempo. Proprio in quel periodo la città divenne sede vescovile; tale rimarrà fino al 1818. Nel corso della dominazione angioina fu capoluogo di Contea che includeva i territori di Arigliano, Caprarica del Capo, Giuliano di Lecce, Matino, Miggiano, Montesardo, Patù, Presicce, Ruggiano, San Dana e Specchia.
Furono i secoli XV e XVI in cui Alessano visse la sua stagione di massimo splendore. Durante la signoria di importanti famiglie nobiliari, quali i Della Ratta, i Del Balzo, i De Capua, i Gonzaga, i Guarini, i Trani, i Brayda, gli Ayerbo d'Aragona e gli Zunica-Sforza, che si succedettero nel corso dei secoli, la città divenne un importante centro commerciale, attraendo anche alcune famiglie di ricchi commercianti veneziani ed una piccola comunità ebraica, che possedeva una propria Sinagoga nell'odierna Via della Giudecca. Il centro urbano si arricchì così di pregevoli palazzi in puro stile rinascimentale che ancora oggi si possono ammirare. Attorno alla corte ducale fiorì un notevole movimento letterario.
In seguito, il centro decadde e con la soppressione della Diocesi perse gradualmente la posizione di preminenza.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Alessano-Stemma.png
Alessano-Gonfalone.png

Profilo araldico dello stemma:

« D'argento, al monte all'italiana di tre colli, di verde, fondato in punta, cimato dalla croce latina, di rosso, munita di due semivoli abbassati, di azzurro, uniti alla croce sotto la traversa. Ornamenti esteriori da Città. »
(D.P.R. 14 aprile 1994)

Profilo araldico del gonfalone:

« drappo troncato di azzurro e dl rosso, riccamente ornato di ricami d'oro e caricato dallo stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in oro, recante la denominazione della città. Le parti di metallo ed I cordoni saranno dorati. L'asta verticale sarà ricoperta di velluto dei colori del drappo, alternati, con bullette dorate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma della città e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d'oro. »

[7]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa Madre di San Salvatore[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa Madre

La chiesa madre di San Salvatore risale alla seconda metà del Settecento e fu edificata in sostituzione dell'antica cattedrale romanica costruita tra il 1150 e il 1200. In tutta la prima metà del XVIII secolo l'antico edificio subì continui interventi di restauro e ripristino. Il vescovo Dionisio Latomo Massa nel 1755 decise di erigere una nuova cattedrale. Il progetto, redatto dal locale architetto Felice De Palma, prevedeva la completa demolizione della vecchia struttura ad eccezione del campanile. I lavori di costruzione della chiesa durarono più di ottanta anni e venne riaperta solo nel 1845. Nel frattempo con la soppressione della diocesi alessanese nel 1818 avvenne la conseguente declassazione al rango di chiesa collegiata.
La facciata risulta incompleta ed è in stile neoclassico, opera dell'ingegnere Benedetto Torsello. Presenta tre portali d'ingresso; quello centrale è sormontato da una lapide in marmo e dallo stemma della città di Alessano. L'interno, a tre navate, è a croce latina. Conserva alcuni altari barocchi, fra cui quello maggiore finemente decorato con stucchi e intagli. L'opera di maggior rilievo e importanza è Tobiolo e l'angelo, tela di Paolo Finoglio, uno dei più noti esponenti della scuola caravaggesca.

Chiesa di Sant'Antonio

Chiesa di Sant'Antonio[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di Sant'Antonio da Padova fu costruita tra la fine del XVI e l'inizio del XVII secolo. Un'epigrafe interna del 1671 la annovera tra le costruzioni più antiche di Alessano e la vuole costruita dallo stesso San Francesco d'Assisi Propriis manibus. Fa parte del Convento dei Frati Minori Conventuali soppresso nel 1809. Attualmente è sede della Congregazione del Rosario.
La facciata, semplice e a doppio spiovente, con un motivo a piccoli archetti ciechi, presenta un solo portale sormontato da un piccolo frontone triangolare. Al centro della facciata, campeggia una successione di quattro ampie finestre con archi a sesto acuto. Sulla destra sorge il campanile.
L'interno è ad aula unica, nella quale si aprono sei cappelle laterali con altrettanti altari. Quelli dedicati a Sant'Antonio da Padova e al Crocifisso sono tipici esempi di altari barocchi con colonne tortili e formelle scolpite. È conservata una tela seicentesca raffigurante l'Annunciazione.

Chiesa e convento dei Frati Cappuccini[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa dei Frati Cappuccini

La chiesa e il convento ad essa adiacente furono edificati nel 1628, voluti dal vescovo Nicol Antonio Spinelli. Il convento fu soppresso due volte, nel 1809 e nel 1866; i Cappuccini tornarono ad abitarlo solo nel 1929.
La chiesa fu consacrata dal vescovo Giovanni Granafei nel 1658, come risulta da un'incisione. L'edificio custodisce un altare monumentale in legno, finissimamente intarsiato ed intagliato, che copre tutta la parete di fondo. Fu eseguito nel XVIII secolo ad opera di maestranze locali. La pala è costituita da una grande tela del XVII secolo, raffigurante Il perdono di Assisi, donata da Laura Guarini come si evince dallo stemma della casata riprodotto nella parte inferiore del dipinto. Nelle due tele laterali sono raffigurati: a destra il Profeta Isaia e a sinistra Sant'Anna con Maria bambina. Nel tondo collocato sul fastigio dell'altare è effigiato San Giuseppe titolare della chiesa. Queste tre tele sono coeve all'altare e sono attribuibili al pittore alessanese Aniello Letizia.

Attualmente una parte del convento è occupato dai Frati e un'altra è destinata ad ospitare la Casa Francescana di spiritualità dedicata a Don Tonino Bello. In passato, il convento disponeva di una ricchissima biblioteca: nel 1884, su disposizione ministeriale ed a seguito della soppressione del 1861, i libri furono trasferiti nella Biblioteca Piccinno di Maglie.

Chiesa Madonna Assunta

Chiesa Madonna Assunta[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa della Madonna Assunta è una piccola costruzione del centro storico risalente al Seicento. L'edificio fu radicalmente trasformato intorno al 1820 quando divenne la sede della Congregazione della Madonna Assunta.
Presenta un semplice prospetto, coronato da un timpano mistilineo e da due statue alle estremità. L'interno, a navata unica terminante con un'abside semicircolare, ospita un ottocentesco altare maggiore sormontato dalla statua della titolare. Recenti interventi hanno restituito alla chiesa le cappelle laterali, una volta occupate da botteghe artigiane.

Chiesa del Crocefisso

Chiesa del Crocefisso[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa del Crocefisso risale al 1651 come riporta la data sulla volta di copertura. L'edificio, isolato nelle campagne ai piedi del Bosco Boceto in prossimità delle alture della Serra dei Cianci, presenta una sobria facciata a doppio spiovente inquadrata fra due poderose paraste. Lateralmente è posizionato un piccolo campanile a vela.
L'interno, a navata unica divisa in due campate con copertura a stella, custodisce un pregevole altare barocco del 1670 (data incisa) dello scultore alessanese Placido Buffelli, decorato con stucchi policromi e contenente un dipinto del volto di Cristo. La chiesa custodisce un antico Crocifisso e una statua del Cristo morto.

Altre chiese[modifica | modifica wikitesto]

  • Cappella di San Giuseppe, XVII secolo
  • Cappella di Santo Stefano, 1585. Edificio di piccole dimensioni situato presso la masseria Santa Lucia in località Macurano. La chiesa presenta un campanile a vela sulla facciata e un affresco di Santo Stefano sulla parete di fondo.

Architetture civili e militari[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Ducale

Palazzo Ducale[modifica | modifica wikitesto]

Il Palazzo Ducale, importante centro di cultura durante il governo dei Gonzaga, è un edificio fortificato con eleganti decorazioni che ne ingentiliscono l'aspetto. Fu realizzato alla fine del Quattrocento, sotto il governo dei feudatari Del Balzo, di cui resta memoria nella stella a sedici punte simbolo della casata. Successivamente, nel XVI secolo i Gonzaga trasformarono il complesso nella propria residenza signorile.
Il palazzo subì numerosi interventi nel corso dei secoli, specialmente nei locali posti a pianterreno; conserva la sua primitiva struttura, invece, nella parte centrale del piano nobile e negli ampi e comodi scaloni ad esso accedenti. L'originaria facciata rinascimentale non è più visibile dall'esterno, perché chiusa da un edificio fatto eseguire nell'ultimo decennio del Settecento dal feudatario del tempo Nicolò Ayerbo d'Aragona, come lascia intendere una scritta incisa su una finestra: (Domus odit amat punit conservat honorabat nequitiam pacem crimina iura probos. A.D. 1794) La casa (Ayerbo d'Aragona) non sopporta la malvagità, ama la pace, punisce i reati, mantiene in vigore le leggi, onora gli onesti. Nell'anno del Signore 1794.
Nei primi anni del Novecento, il palazzo fu comprato da Carlo Sangiovanni, i cui eredi ne sono oggi i proprietari.

Palazzo Legari

Palazzo Legari[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio fu costruito nel 1536 in stile rinascimentale dal commerciante Donato Legari, originario di Tricase, come si evince da una scritta in latino sul prospetto principale. Questa residenza venne usata principalmente come luogo di ritrovo per amici e conoscenti.
La facciata presenta un portale con arco a tutto sesto con un'elegante cornice che poggia su due pilastri con capitelli. Al piano terra, si aprono quattro finestre con arco, mentre il piano nobile è animato da una successione di finestre architravate. Il coronamento è costituito da un cornicione leggermente aggettante con archetti pensili su peducci.
Il Palazzo divenne luogo di ritrovo della nobiltà e della ricca borghesia del tempo: al suo interno si svolgevano banchetti, feste e giochi d'azzardo. Dal 1986 l'edificio è di proprietà del Comune ed è sede della biblioteca comunale e dell'archivio storico.

Palazzo Sangiovanni

Palazzo Sangiovanni[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Sangiovanni è un edificio rinascimentale edificato sul finire del XV secolo durante la signoria dei Del Balzo. Il palazzo diviene proprietà della famiglia Sangiovanni nel 1643, dopo esserlo stato di Pompeo Almotrino ed in precedenza del vescovo di Monopoli Francesco Surgente.
La facciata presenta un elegante motivo bugnato a punta di diamante con un unico portale di ingresso, con arco a tutto sesto e cornice arricchita da eleganti motivi fitomorfi. Costruito su due piani, entrambi sono movimentati da una successione di finestre con arco a tutto sesto. Le finestre del piano nobile presentano una decorazione costituita da ritratti in bassorilievo e da stemmi. Parte del piano nobile ha subito alcune demolizioni resesi necessarie per porre rimedio a problemi statici.

Altre architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Rivellino, XVI secolo
  • Torre dell'Orologio, 1893. Sorge sui resti dello scomparso ospizio, cui era annessa la Cappella di San Giuliano.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Insediamento rupestre di Macurano

Insediamento rupestre di Macurano[modifica | modifica wikitesto]

Macurano è un villaggio rupestre posto lungo la direttrice che collega Alessano a Marina di Novaglie ed è considerato il simbolo della cultura dell'olio per la presenza di due frantoi ancora utilizzati: trappeto Sauli e trappeto Santa Lucia.
Macurano fu anche una zona interessata dall'importante insediamento di monaci basiliani che vi si stanziarono per nascondersi e per rifugiarsi, dopo il loro approdo sulla costa salentina distante meno di 4 km. I monaci provenivano dal vicino Oriente da cui scapparono in seguito alla lotta iconoclasta[non chiaro]. Trovato rifugio a Macurano, si dedicarono all'agricoltura, attività garantita dalla fertilità della terra ricca di acque di scolo provenienti dalla collina e che venivano raccolte in cisterne tramite un sistema di canalizzazioni, in parte ancora visibile. L'area del villaggio rupestre fu sfruttata successivamente e nel Cinquecento venne edificato il complesso masserizio, denominato Macurano, consistente nella Masseria Santa Lucia e nella cappella di Santo Stefano.
Il complesso masserizio è dominato dal nucleo originario, ovvero dalla torre cinquecentesca coronata da beccatelli a sostegno del parapetto aggettante del terrazzo sommitale e da caditoie in corrispondenza delle finestre e delle porte di accesso. Gli altri ambienti furono aggiunti successivamente e già alla fine del XVII secolo il complesso masserizio consisteva della struttura oggi visibile.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Serra dei Cianci[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Serra dei Cianci.

La Serra dei Cianci è la maggiore altura della provincia di Lecce e fa parte delle cosiddette serre salentine. La serra è caratterizzata da terrazzamenti coltivati ad ulivi secolari, con tronchi contorti e rugosi, dominata da muretti a secco, da pajare, e dalla vegetazione sempreverde della macchia mediterranea.

Bosco Boceto[modifica | modifica wikitesto]

Il bosco Boceto occupa parte della scarpata della Serra dei Cianci. Si tratta di tipica vegetazione mediterranea nella quale si può distinguere il sottobosco, la macchia bassa e la macchia alta. La macchia bassa è costituita da arbusti mentre quella alta da alberi come il leccio, la quercia coccifera, il corbezzolo, l'alloro, l'olivastro, ecc.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2009 ad Alessano risultano residenti 66 cittadini stranieri.[9]

Diffusione del dialetto Salentino

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi dialetto salentino.

Il dialetto parlato ad Alessano è il dialetto salentino nella sua variante meridionale. Il dialetto salentino si presenta carico di influenze riconducibili alle dominazioni e ai popoli stabilitisi in questi territori che si sono susseguite nei secoli: messapi, greci, romani, bizantini, longobardi, normanni, albanesi, francesi, spagnoli.

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Diocesi di Alessano e Diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca.

Alessano fu sede dell'omonima diocesi fondata con molta probabilità dai Normanni nel X-XI secolo. Il 28 giugno 1818 la diocesi di Alessano, in seguito al Concordato tra papa Pio VII e Ferdinando I fu soppressa e aggregata alla diocesi di Ugento in forza della bolla De utiliori dominicae dello stesso Pio VII.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

  • Biblioteca Comunale. La biblioteca ospita una sala lettura e consultazione testi, una sala multimediale ed una sala convegni.[10]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune di Alessano hanno sede due scuole dell'infanzia (di cui una nella frazione di Montesardo), due scuole primarie (di cui una nella frazione di Montesardo) e una scuola secondaria di I grado appartenenti al locale Istituto Comprensivo Statale. Alessano è anche sede di diverse scuole secondarie di II grado: I.S.I.S.S Istituto d'istruzione secondaria superiore, Istituto Tecnico Commerciale, Istituto Tecnico Industriale, Istituto Professionale Industria e Artigianato, Istituto Professionale per i Servizi Sociali.

Media[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Ad Alessano sono state riprese molte scene del film Sangue vivo (2000) di Edoardo Winspeare e del film Italian Sud Est (2003). Nella Marina di Novaglie sono state riprese alcune scene del film del 2008 del regista Edoardo Winspeare Galantuomini presentato nello stesso anno alla Mostra Internazionale del Cinema di Roma.

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto riguarda i telefilm, Alessano è stato teatro del telefilm Il giudice Mastrangelo andato in onda su Canale 5 tra il 2007/2008.

Persone legate a Alessano[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Festa Patronale di San Trifone
    • Periodo: 11 novembre e ultimo lunedì di luglio

Ferta patronale con bancarelle, spettacoli musicali, luminarie e spettacoli pirotecnici.

  • Festa Madonna del Riposo
    • Periodo: 8 settembre
  • Mostra mercato
    • Periodo: Fine luglio/inizio agosto

Mostra di prodotti artigianali tipici di Alessano.

  • Fiera Nova
    • Periodo: Ultimo lunedì di luglio

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Montesardo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Montesardo.

La frazione di Montesardo conta 1.369 abitanti[12] e dista 2 km dal capoluogo comunale. Il paese, situato a 184 m s.l.m., è la località posta più in alto della provincia di Lecce.
In epoca medievale, munito del suo castello fortificato e delle numerose torri lungo le mura, si presentava come una fortezza inespugnabile. Fu sede di importanti scuole di matematica, di filosofia e di musica. Tra i monumenti si ricordano la Chiesa madre dedicata alla Presentazione di Maria al Tempio, la Chiesa bizantina di Santa Barbara e il castello.

Marina di Novaglie[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Marina di Novaglie.

Marina di Novaglie o semplicemente Novaglie è una località balneare collocata sul tratto di costa tra Marina Serra e Santa Maria di Leuca. Nel Medioevo, per contrastare le incursioni saracene, venne costruita la Torre del Porto, oggi ridotta ad un ammasso di detriti.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Economia della Puglia.

L'economia di Alessano si basa prevalentemente sull'agricoltura, in particolare sulla produzione di olio di oliva. Inoltre ben sviluppato è il turismo estivo e la piccola industria manifatturiera.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Alessano è attraversata dalla strada statale 275 Maglie-Santa Maria di Leuca, che assicura i collegamenti in direzione nord-sud. È inoltre servita dalle strade provinciali SP79 per Presicce, 80 per Corsano, 210 per Marina di Novaglie e 242 per Specchia.

La cittadina è servita dalla stazione ferroviaria di Alessano-Corsano posta sulla linea Maglie-Gagliano del Capo delle Ferrovie del Sud Est.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

nome carica             dal                         al             partito
Cesare Sciaraffia sindaco giugno 1861 ottobre 1865 Liberale
Raffaele Amoroso assessore anziano ottobre 1865 febbraio 1867
Francesco Sangiovanni sindaco febbraio 1867 ottobre 1869 Conservatore
Raffaele Amoroso assessore anziano ottobre 1869 dicembre 1869
Pasquale Sangiovanni sindaco gennaio 1870 agosto 1874 Conservatore
Giuseppe Amoroso assessore anziano agosto 1874 gennaio 1875
Francesco Sangiovanni sindaco gennaio 1875 marzo 1876 Conservatore
Giuseppe Amoroso assessore anziano marzo 1876 novembre 1876
Giuseppe Sangiovanni sindaco novembre 1876 settembre 1880 Conservatore
Cesare Sciaraffia sindaco settembre 1880 aprile 1882 Liberale
Fortunato Sciaraffia sindaco aprile 1882 ottobre 1886 Liberale
Vincenzo Amoroso assessore anziano ottobre 1886 gennaio 1887
Scipione Sangiovanni sindaco gennaio 1887 ottobre 1895 Conservatore
Luigi Zocco sindaco ottobre 1895 1901 Liberale
Giuseppe di San Giovanni sindaco 1901 7 maggio 1905 Conservatore
Luigi Pizzolante sindaco 14 giugno 1905 giugno 1909 Liberale
Fortunato Sciaraffia assessore anziano giugno 1909 marzo 1911
Raffaele Zocco assessore supplente marzo 1911 ottobre 1911
Raffaele Sangiovanni sindaco 24 ottobre 1911 8 dicembre 1915 Conservatore
Carlo Sangiovanni sindaco 8 dicembre 1915 1923 Conservatore
Mario Sangiovanni sindaco marzo 1945 giugno 1953 DC/ PSDI
Folco Calsolaro sindaco luglio 1953 6 novembre 1960 DC
Giuseppe Calsolaro sindaco 7 novembre 1960 10 ottobre 1964 PSI
Pietro Torsello sindaco novembre 1964 dicembre 1971 DC
Loris Alemanno sindaco gennaio 1972 giugno 1975 DC
Ennio De Vito sindaco luglio 1975 febbraio 1979 PSI
Cosimo Rizzo sindaco marzo 1979 aprile 1980 PCI
Senza nome commissario prefettizio aprile 1980 giugno 1980
Ippazio Antonio Rizzo sindaco giugno 1980 gennaio 1982 DC
Cosimo Rizzo sindaco maggio 1982 ottobre 1982 PCI
Senza nome commissario prefettizio ottobre 1982 marzo 1983
Cosimo Rizzo sindaco marzo 1983 aprile 1984 PCI
Giovanni Siciliano sindaco aprile 1984 aprile 1985 Liberale
Renato Rizzo sindaco luglio 1985 novembre 1987 DC
Senza nome commissario prefettizio novembre 1987 luglio 1988
Nunzio Marzo sindaco luglio 1988 novembre 1989 PSI
Senza nome commissario prefettizio novembre 1989 ottobre 1990
Renato Rizzo sindaco ottobre 1990 marzo 1993 DC
Senza nome commissario prefettizio marzo 1993 6 giugno 1993
Cosimo Del Casale sindaco 6 giugno 1993 13 maggio 2001 PDS
Luigi Nicolardi sindaco 13 maggio 2001 16 maggio 2011 Partito Democratico
Osvaldo Stendardo sindaco 16 maggio 2011 Lista civica Per Alessano Montesardo

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Salvatore Palese, Alessano e la sua Chiesa Maggiore, Congedo, 1975
  • Fulvio Tornese, Città di Alessano, "Studio sui materiali edilizi del centro storico", Edizioni Laborgraf
  • A.Caloro, A.Melcarne, V.Nicolì, Alessano, Storia, Arte, Ambiente, Edizioni Laborgraf, 1994
  • A.P.A. di Padre Roberto Francavilla, I Cappuccini in Alessano, Edizioni dell'Iride

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]