Presicce

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Presicce
comune
Presicce – Stemma
Presicce – Veduta
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Puglia – stemma Puglia
Provincia Lecce – stemma Lecce
Sindaco Leonardo La Puma (lista civica Progetto per Presicce) dal 15/06/2009
Territorio
Coordinate 39°54′0″N 18°16′0″E / 39.9°N 18.26667°E / 39.9; 18.26667 (Presicce)Coordinate: 39°54′0″N 18°16′0″E / 39.9°N 18.26667°E / 39.9; 18.26667 (Presicce)
Altitudine 104 m s.l.m.
Superficie 24,09 km²
Abitanti 5 587[1] (31-08-2011)
Densità 231,92 ab./km²
Comuni confinanti Acquarica del Capo, Alessano, Salve, Specchia, Ugento
Altre informazioni
Cod. postale 73054
Prefisso 0833
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 075062
Cod. catastale H047
Targa LE
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti presiccesi
Patrono sant'Andrea Apostolo
Giorno festivo 30 novembre
Localizzazione
Presicce è posizionata in Italia
Presicce
Posizione del comune di Presicce all'interno della provincia di Lecce
Posizione del comune di Presicce all'interno della provincia di Lecce
Sito istituzionale


Presicce è un comune italiano di 5.587 abitanti[2] della provincia di Lecce in Puglia.

Situato nel basso Salento, a 62 km dal capoluogo provinciale[3] e a 8,5 km dal mar Ionio, fa parte dei comuni appartenenti alla cosiddetta regione delle serre salentine. Aderisce all'Associazione Nazionale Città dell'Olio ed è conosciuta anche come la "Città degli ipogei", per la presenza di numerosi frantoi sotterranei.

Indice

[modifica] Geografia fisica

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Geografia della Puglia.

[modifica] Territorio

« Presicce, riposa tra due giocaie sub appennine che stanno l'una a levante l'altra a ponente, nel piano di una vallata così aprica che, guardati i pini caratteristici a grande ombrello, qualche punta dattilifera, le creste dei monti coronate di sempre verde ulivo, il tappeto sfioccato e variopinto dei grossi campi che lo circondano, vi dà a primo acchitto l'aria di un luogo orientale. »
(Giacomo Arditi, storico locale)

Il territorio del comune di Presicce, che si estende su una superficie di 24,09 km², sorge nel territorio delle serre salentine, nel Capo di Leuca.

Il territorio possiede un profilo orografico caratterizzato dai modesti rilievi delle serre: risulta compreso tra i 65 e i 169 m s.l.m. con la casa comunale a 104 m s.l.m. Il centro abitato, posizionato in una vallata particolarmente ricca di acqua, è dominato dalla Serra di Pozzomauro, un'altura organizzata in terrazzamenti e muretti a secco lungo i pendii e ricoperta di macchia mediterranea, distese di uliveti secolari, pini e specie arbustive di querce spinose.

Confina a nord con i comuni di Acquarica del Capo e Specchia, a est con il comune di Alessano, a sud con il comune di Salve, a ovest con il comune di Ugento.

[modifica] Clima

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Santa Maria di Leuca.

Dal punto di vista meteorologico Presicce rientra nel territorio del basso Salento che presenta un clima prettamente mediterraneo, con inverni miti ed estati caldo umide. In base alle medie di riferimento, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai +9 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui +25,1 °C. Le precipitazioni medie annue, che si aggirano intorno ai 676 mm, presentano un minimo in primavera-estate ed un picco in autunno-inverno.
Facendo riferimento alla ventosità, i comuni del basso Salento risentono debolmente delle correnti occidentali grazie alla protezione determinata dalle Serre Salentine che creano un sistema a scudo. Al contrario le correnti autunnali e invernali da Sud-Est, favoriscono in parte l'incremento delle precipitazioni, in questo periodo, rispetto al resto della penisola[4].


Presicce Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 12,4 13,0 14,8 18,1 22,6 27,0 29,8 30,0 26,4 21,7 17,4 14,1 13,2 18,5 28,9 21,8 20,6
T. min. mediaC) 5,6 5,8 7,3 9,6 13,3 17,2 19,8 20,1 17,4 13,7 10,1 7,3 6,2 10,1 19 13,7 12,3
Precipitazioni (mm) 80 60 70 40 29 21 14 21 53 96 109 83 223 139 56 258 676
Umidità relativa (%) 79,0 78,9 78,6 77,8 75,7 71,1 68,4 70,2 75,4 79,3 80,8 80,4 79,4 77,4 69,9 78,5 76,3

[modifica] Storia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Storia del Salento e Storia della Puglia.

La storia delle origini di Presicce non è ben delineata. Probabilmente fu la grande presenza di falde acquifere superficiali ad attirare i primi insediamenti, che sembrano risalire intorno al VII secolo. Lo stemma di Presicce, un cervo che beve da una fonte, sembra ricalcare questa abbondanza di acqua nel territorio presiccese.

Alcune fonti affermano che la fondazione vera e propria del borgo sia stata opera degli abitanti di Pozzomauro un insediamento individuato sulla collina a sud-ovest dell'attuale centro abitato. Di questo insediamento rimangono ancora ben visibili le rovine di un'antica torre usata come difesa dalle invasioni dei saraceni, una cripta basiliana scavata nella roccia e una chiesetta dallo stile molto essenziale. Nel 1481 i saraceni invasero Pozzomauro distruggendolo. Anche le origini del nome del paese sembrano legate a questo insediamento, si pensa infatti che Presicce derivi dalla parola latina 'praesidium' come ad indicare un presidio militare.

Nel 1088 Presicce entra a far parte del Principato di Taranto, da qui si sa che il feudo passò tra le mani di diverse famiglie nobiliari tra cui i Securo, i De Specola, i Gonzaga, i Brayda ed ai Principi Bartilotti. Nel 1714 il feudo venne elevato a principato ed affidato successivamente ai dè Liguoro.

Una storia di sangue è quella legata alle origini del termine "Mascarani", soprannome degli abitanti di Presicce. Un tempo nel principato settecentesco era in vigore la legge dello ius primae noctis, ovvero un presunto diritto del feudatario, mai documentato, di passare con le novelle spose la prima notte di nozze fino a che una notte, durante il carnevale, il principe si affacciò da una finestra dell'antico Castello per salutare i festosi cittadini, quando tra la folla apparve un uomo mascherato che sparò un colpo, uccidendo il principe. Proprio da questo episodio scaturisce il soprannome degli abitanti di Presicce, Mascarani. In seguito all'avvenimento delittuoso perpetrato da un abitante del luogo, i dè Liguoro acquistarono il principato approntando una riforma agricola con la redistribuzione dei terreni in enfiteusi ai contadini e installando una serie di frantoi atti alla produzione d'olio d'Oliva esportato a Napoli ed in Spagna.

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Architetture religiose

Chiesa madre

[modifica] Chiesa Madre di Sant'Andrea Apostolo

La chiesa madre di Sant'Andrea Apostolo sorge sullo stesso luogo dell'antica parrocchiale distrutta dal terremoto del 1743. Venne ricostruita tra il 1778 e il 1781 con il contributo dell'Universitas e dell'intera popolazione di Presicce. Conserva ancora intatto il campanile rinascimentale risalente alla metà del XVI secolo.
La facciata si presenta maestosa nel suo elegante e sobrio stile barocco. All'interno, a croce latina ad una sola navata, vi sono nove altari; gli otto laterali sono decorati da pregevoli stucchi. L'altare maggiore, in marmi policromi, è di scuola napoletana. Di marmo sono pure la balaustra, il battistero, e le acquasantiere. Queste furono donate dal re Francesco I delle Due Sicilie per intercessione del presiccese Michele Arditi, fondatore del Museo archeologico nazionale di Napoli. L'architetto esecutore dell'opera fu Saverio Negro. Adiacente alla chiesa, della quale è parte integrante, vi è la chiesa dei Morti, così definita per le bocche dei sepolcri sotterranei che essa contiene, oggi chiuse e non più visibili. La chiesa dei Morti porta incisa sull'architrave la data 1575.
Numerose sono le opere pittoriche di vari artisti salentini (Catalano, Riccio, Tiso, Lillo): il quadro del protettore sant'Andrea Apostolo, che sovrasta il coro in legno, è datato 1601 e firmato da Giovan Battista Catalano; questo dipinto si trovava già nella vecchia chiesa parrocchiale. Altri dipinti: Mosè salvato dalle acque, i Santi Medici, il Trasporto dell'Arca dell'Alleanza.

Chiesa del Carmine

[modifica] Chiesa del Carmine e convento

La chiesa del Carmine, con l'annesso convento dedicato a san Giovanni Battista, sorse nella seconda metà del XVI secolo in seguito a una donazione di un cittadino di Presicce, Martino Alfarano, ai Carmelitani di Lecce. I lavori di edificazione del complesso conventuale si protrassero dal 1585 al 1590. Il convento, soppresso una prima volta nel 1652, ha ospitato i frati sino al 1809, anno in cui fu soppresso definitivamente e incamerato dallo Stato. Ceduto successivamente all'amministrazione comunale, nel 1883 subì una prima ristrutturazione necessaria per adattarlo ad ospitare il municipio, la pretura, la scuola e le prigioni. Una seconda ristrutturazione venne effettuata fra il 1930 e il 1935. Attualmente ospita il comando di polizia municipale, la biblioteca comunale ed è destinato a sede di attività socio-culturali.
La chiesa, a unica navata con due arcate per lato ospitanti quattro altari (Sant'Anna e San Gioacchino con Maria Bambina, Santa Teresa, Crocifissione, e Sant'Angelo Martire con Sant'Eligio), venne consacrata nel 1605. Pregevole è l'altare maggiore in pietra leccese finemente scolpito con colonne tortili ricche di intagli, bassorilievi e statue; al centro è presente l'immagine della Madonna del Carmelo e la statua di san Giovanni Battista mentre ai lati sono posizionate le statue di sant'Alberto Magno, sant'Eliseo, sant'Elia e sant'Angelo Martire. Ancora presenti sono il coro e il pulpito in legno. Il campanile, abbattuto da un fulmine nel 1945, venne ricostruito nel 1951.

[modifica] Chiesa di Santa Maria degli Angeli e convento

Chiesa Santa Maria degli Angeli

La chiesa di Santa Maria degli Angeli, con l'attiguo convento dei Padri Riformati, è ubicato fuori dal centro urbano, sul luogo dove sorgeva l'abitato medievale di Pozzo Magno (o Pozzomauro) distrutto dai saraceni nel XV secolo. L'attuale chiesa è sorta sul sito di un antico edificio sacro databile al XII-XIII secolo. L'edificazione della nuova chiesa è legata secondo la tradizione a due eventi prodigiosi avvenuti nel 1596; alla presenza di un'immagine della Vergine che invita un contadino a farsi portavoce della ricostruzione dell'edificio e alla guarigione di un cieco. Nel 1598, su progetto del barone di Presicce Filippo De Cito che era anche architetto, si da avvio alla riedificazione della chiesa. Nel 1603, con l'insediamento dei Padri Riformati si edifica ex novo il convento.
La chiesa, con pianta a croce latina commissa (cioè a T) ad un'unica navata, presenta una copertura con volte a crociera attraversate da costoloni a festoni e riccamente decorate da stucchi settecenteschi. Lungo le pareti della navata sono addossati otto altari dedicati alla Natività, all'Adorazione dei Magi, asant'Oronzo e a san Pasquale Baylon sul lato destro; alla Deposizione di Gesù, alla Madonna di Costantinopoli, al Crocifisso e a san Gerolamo sul lato sinistro. Nel transetto sono presenti gli affreschi più antichi della chiesa, segno evidente dei resti dell'antica struttura. Si tratta di opere pittoriche di fattura bizantineggiante databili tra il XII e il XIV secolo e che raffigurano un santo con la barba, una Madonna col Bambino e altre figure di difficile comprensione. Sempre nel transetto, tra dipinti di epoca seicentesca, vi è l'immagine di un'altra Madonna col Bambino del XV secolo che è l'immagine dell'evento miracoloso. Dall'altare maggiore si accede a due porte che conducono al coro e nel quale è possibile vedere le porte murate che mettevano in comunicazione l'edificio sacro con il convento. Il convento è distribuito intorno al chiostro con pozzo centrale che presenta alcuni dipinti murali di scuola francescana. Al piano terra è il refettorio e le stanze necessarie per le attività dei frati; al piano superiore, lungo il corridoio, si affacciano le celle dei monaci e altri ambienti. Soppresso nel 1866, il complesso conventuale cadde in un profondo abbandono e fu oggetto di numerosi furti.

Chiesa Madonna di Loreto

[modifica] Chiesa Madonna di Loreto e Cripta di San Mauro

La chiesa della Madonna di Loreto, meglio conosciuta con l'espressione dialettale di Madonna del Rito o te lu Ritu, è una piccola chiesetta rurale di origine basiliana situata sull'altura della Serra di Pozzomauro. La piccola costruzione presenta una facciata a capanna terminante con un piccolo arco, sede di campana rubata nel 1950. L'interno, ad aula rettangolare con volta a botte, presenta un modesto altare sul quale campeggia l'affresco di una Madonna col Bambino fra angeli.

Cappella Arditi

Alle spalle della cappella è situata una cripta bizantina trasformata in seguito in frantoio ipogeo come deducibile dai resti di una macina per la molitura delle olive. L'ipogeo è noto col nome di San Mauro e i dipinti frammentari si possono datare tra il XII ed il XIV secolo. Gli affreschi ancora visibili sono concentrati nella navata di destra; si tratta di sette figure sacre e di una scena dell'Annunciazione.

[modifica] Altre chiese

  • Chiesa Madonna del Soccorso, del XIX secolo.
  • Chiesa Madonna Addolorata, situata al di fuori del nucleo urbano, risale agli ultimi anni del XIX secolo e custodisce un altare maggiore in pietra leccese con tela ottocentesca della Madonna Addolorata.
  • Chiesa di San Luigi, edificata nel XX secolo per iniziativa del sacerdote locale don Agostino Mele, possiede un aspetto classicheggiante e all'interno è presente un piccolo altare con nicchia contenente la statua di san Luigi Gonzaga.
  • Cappella Arditi, realizzata nel XVIII secolo in stile barocco dalla nobile famiglia Arditi. Presenta una sfarzosa facciata riccamente decorata con angeli, festoni e volute; al centro, sopra il portale d'ingresso, è posizionato lo stemma della famiglia.

[modifica] Architetture civili

[modifica] Palazzi

  • Palazzo Soronzi o Pepe, XVII secolo
  • Palazzo Adamo-Izzo, XVII secolo
  • Palazzo Ponzo, XVIII secolo
  • Palazzo Cazzato, XVIII secolo
  • Palazzo Arditi, primi anni XVIII secolo con rifacimenti effettuati nel 1924
  • Palazzo Villani, XVIII secolo con ristrutturazione del XX secolo
  • Palazzo Rollo, metà XVIII secolo con ampliamenti nel corso del XIX e del XX secolo
  • Palazzo Arditi, XVII secolo
  • Palazzo Seracca-D'Amico, XIX secolo
  • Palazzo Alberti, primi anni XX secoolo in stile liberty
  • Casa Cesi, XVI secolo con Torre colombaia

[modifica] Case a corte

Le numerose case a corte presenti nel borgo antico dell'abitato di Presicce risalgono al Cinquecento. Sono delle umili abitazioni, composte principalmente da un unico vano (massimo due) e dalla cantina, raggruppate attorno ad uno spazio scoperto, la corte. In questo spazio, in cui si svolgevano le principali attività domestiche, è sempre presente il pozzo e la pila, un lavatoio in pietra utilizzato per lavare i panni.

  • Casa a corte Sant'Anna
  • Casa a corte di via Anita Garibaldi
  • Casa a corte di via E. Arditi
  • Casa a corte di vico G. Matteotti, 1581

[modifica] Masserie e casine

Nell'agro di Presicce sono presenti le seguenti masserie:

  • Masseria Fortificata del Feudo, XVI secolo
  • Masseria Fortificata La Casarana, XVI secolo
  • Masseria fortificata Tunna, 1553 con ambienti settecenteschi e ottocenteschi
  • Masseria Monaci, XIX secolo
  • Masseria de lu Peshcu, XVII secolo

Nel XVIII secolo, ad esse si affiancarono eleganti ville di campagna edificate dai ricchi proprietari terrieri, dette casine, delle quali si conservano:

  • Casina Celle
  • Casina Arditi
  • Casina Carratta o Casina degli Angeli, 1778
  • Casina Spisciani
  • Casino Stefanelli

[modifica] Architetture militari

[modifica] Palazzo Ducale

Le più antiche notizie dell'edificio sono di epoca normanna, ma a difesa dei primi nuclei abitativi, probabilmente in epoca bizantina, venne realizzato un primo castrum. L'attuale Palazzo Ducale, quindi, ingloba le testimonianze di oltre mille anni di storia. L'edificio presenta una struttura massiccia, lineari prospetti scanditi e alleggeriti dalle soluzioni d'angolo, le eleganti finestre architravate di gusto rinascimentale, l'ampia loggia, costituita da tre archi a tutto sesto riccamente decorati. Le coperture degli ambienti interni sono generalmente voltate a botte e a spigolo, una grande scala reca una copertura lignea a capriate.

Palazzo Ducale
Casa Turrita

Si possono individuare quattro principali fasi edificative. La prima è relativa al fortilizio medievale; ancora visibile lungo il perimetro ovest vi è una delle torri angolari, è inoltre documentata la presenza di un profondo fossato. La seconda fase di sviluppo si colloca tra il XVI e il XVII secolo, sotto la signoria dei Gonzaga, dei Cito Moles e dei Bartilotti Piccolomini d'Aragona. Nel 1630 fu avviato un intervento di ristrutturazione del castello, ingentilendo gli aspri volumi del fortilizio, con l'ampia loggia del perimetro ovest, con i giardini pensili, ricavati sul terrapieno delle mura del perimetro sud ed edificando una nuova cappella dedicata alla Santissima Annunziata che si affaccia sulla pubblica piazza. La ricca decorazione scultorea della facciata della cappella interessa anche l'interno, infatti l'intradosso della volta è scandito da serraglie, costoloni e maschere apotropaiche, sull'unico altare del sacro edificio è collocata una grande pala raffigurante l'Annunciazione. La terza fase che apportò ulteriori rimaneggiamenti si ebbe nel XVIII secolo. Nel 1709 il palazzo passò ai de' Liguoro e nel 1791 vennero avviati i lavori di ristrutturazione del cortile del palazzo, realizzando l'elegante quinta barocca e lo scalone a doppia rampa che conduce al piano nobile. Venne, inoltre, aperto l'accesso, attraverso un portale, ai giardini pensili da piazza Sant'Andrea (oggi piazza Villani). La quarta fase di ristrutturazione, interessò i prospetti esterni del palazzo. Agli inizi del XX secolo, il duca Paternò decise di collocare i merli dal gusto neogotico, secondo la moda eclettica del tempo e vennero aggiunti nuovi corpi di fabbrica.

[modifica] Casa Turrita

La Casa Turrita, o Torre di San Vincenzo, risale con molta probabilità alla metà del XVI secolo. La torre rientra nel contesto di protezione territoriale messo in atto da Carlo V contro le incursioni nemiche. La costruzione era infatti parte integrante del sistema difensivo dell'abitato di Presicce insieme ad altre due torri che erano posizionate in corrispondenza degli accessi al borgo. Successivamente la torre, perdendo la sua funzione difensiva, venne trasformata in residenza e furono aggiunti nuovi ambienti. Mantiene ancora gli elementi originari come le caditoie e le feritoie e nella parte inferiore è presente un bugnato a punta di diamante.

[modifica] Altro

[modifica] Colonna di Sant'Andrea

La Colonna di Sant'Andrea è situata al centro di Piazza Villani, di fronte alla chiesa Madre. Fu edificata nei primi anni del Settecento dalla nobile famiglia dei principi Bartilotti. In stile barocco, è costituita da un alto fusto con capitello su cui è posizionata la statua del santo; il fusto poggia su un basamento circondato da balaustra sulla quale sono presenti quattro fiugure femminili che simboleggiano le quattro virtù cardinali (Prudenza, Giustizia, Fortezza e Temperanza).

[modifica] Siti archeologici

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Specchia (megalite), Pajaru e Monumenti megalitici della provincia di Lecce.
  • Specchia di Pozzomauro
  • Pagliarone di San Mauro; è una delle più grandi costruzioni rurali realizzati interamente in pietra locale. Questa costruzione di forma conica, alta 9.15 metri, veniva utilizzata come riparo degli agricoltori durante i lavori stagionali delle campagne e come ricovero di attrezzi e animali.
  • Frantoi ipogei

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Etnie e minoranze straniere

Al 31 dicembre 2009 a Presicce risultano residenti 120 cittadini stranieri. Le nazionalità principali sono:[6]

Diffusione del dialetto Salentino

[modifica] Dialetto

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce dialetto salentino.

Il dialetto parlato a Presicce è il dialetto salentino nella sua variante meridionale. Il dialetto salentino si presenta carico di influenze riconducibili alle dominazioni e ai popoli stabilitisi in questi territori che si sono susseguite nei secoli: messapi, greci, romani, bizantini, longobardi, normanni, albanesi, francesi, spagnoli.

[modifica] Cultura

[modifica] Istruzione

[modifica] Biblioteche

  • Biblioteca Comunale

[modifica] Scuole

Insistono nel comune di Presicce due scuole dell'infanzia (di cui una privata paritaria), una scuola primaria e una scuola secondaria di I° grado.

[modifica] Musei

  • Il Museo della Civiltà Contadina è ospitato nelle sale del Palazzo Ducale, accoglie una raccolta di attrezzi da lavoro e suppellettili utilizzati nell'agricoltura, incentivata dalle donazioni di privati cittadini. Gli oggetti sono distribuiti all'interno di quattro sale tematiche: la stanza del fuoco, la stanza dell'acqua, la stanza della terra e la stanza del tempo. In quest'ultima stanza è presente l'antico orologio del campanile della Chiesa Matrice, fabbricato nel 1879.

[modifica] Personalità legate a Presicce

[modifica] Eventi

  • Fiera di San Giuseppe; 19 marzo
  • Festa e fiera della Madonna del Carmine; 15 e 16 luglio. Istituita nel 1929.
  • Fiera di San Vito; 11 agosto
  • Fiera dell'Addolorata; 15 settembre. Istituita nel 1770.
  • Festa e fiera di Sant'Andrea Apostolo; 30 novembre

[modifica] Infrastrutture e trasporti

[modifica] Strade

I collegamenti stradali principali sono rappresentati da:

Il centro è anche raggiungibile dalle strade provinciali interne SP 76 Presicce-Specchia, SP 79 Presicce-Alessano, SP 193 Presicce-Lido Marini, SP 360 Acquarica del Capo-Presicce-Salve.

[modifica] Ferrovie

La cittadina è servita dalla stazione ferroviaria Presicce-Acquarica posta sulla linea Novoli-Gagliano del Capo delle Ferrovie del Sud Est.

[modifica] Aeroporti

Gli aeroporti civili più vicini sono:

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Leonardo La Puma (lista civica) dal 15/06/2009

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2011.
  2. ^ Dato Istat al 31/08/2011
  3. ^ Puglia.indettaglio.it
  4. ^ Valori climatici del Salento meridionale
  5. ^ Pagina con le classificazioni climatiche dei vari comuni italiani
  6. ^ Dati Istat

[modifica] Bibliografia

  • Jacob - Testimonianze bizantine nel Basso Salento - Galatina, 1982.
  • Stendardo Antonio - Presicce sotterranea - Congedo Editore, 1995.
  • Muratore Maria Rosaria - Guida del Salento, dolmen, menhir, specchie, siti messapici e romani, cripte, i centri storici del Barocco, piazze, musei, artigianato, feste - Congedo Editore.
  • L. A. Montefusco, Le successioni feudali in Terra d'Otranto, Istituto Araldico salentino, Lecce, 1994
  • (AA.VV.): Salento. Architetture antiche e siti archeologici - Edizioni del Grifo, 2008

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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