Angelo da Gerusalemme

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Sant'Angelo da Gerusalemme
Dipinto della Nostra Signora del Carmine tra i santi carmelitani: Teresa d'Avila, Maria Maddalena de'Pazzi, Angelo da Gerusalemme e Simone Stock di Pietro Novelli 1641 Palermo.
Dipinto della Nostra Signora del Carmine tra i santi carmelitani: Teresa d'Avila, Maria Maddalena de'Pazzi, Angelo da Gerusalemme e Simone Stock di Pietro Novelli 1641 Palermo.

Martire

Nascita 1185
Morte Licata, 5 maggio 1225
Venerato da Chiesa cattolica
Canonizzazione 1456
Santuario principale Chiesa di Sant'Angelo, Licata
Ricorrenza 5 maggio
Attributi Palma, tre corone, spada che lo trafigge
Patrono di Licata, Sant'Angelo Muxaro e dei lavoratori

Angelo da Gerusalemme (Gerusalemme, 2 marzo 1185Licata, 5 maggio 1225) fu un religioso carmelitano che morì martire; è venerato come santo dalla Chiesa cattolica.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Una visione di Licata, sotto la custodia del protettore Sant'Angelo; disegno di Sebastiano Conca, incisa da Arnaldo Westerhent nel 1765.

Angelo apparteneva a una famiglia di ebrei convertiti al cristianesimo. Alla morte dei genitori i gemelli Giovanni ed Angelo entrarono nel convento del Monte Carmelo, che ospitava una comunità religiosa dagli albori del cristianesimo, l'Ordine della Beata Vergine del Monte Carmelo. Questo ordine proprio in quegli anni scelse una nuova regola, che venne composta da Alberto di Gerusalemme attorno al 1214 e che trasformava la vita dell'ordine da contemplativa in mendicante, cambiamento in sintonia con quanto avveniva nel resto della Chiesa cattolica di quegli anni, con l'affermazione, in particolare, di due grandi ordini religiosi che si rifacevano agli stessi principi, i Francescani e i Domenicani. Angelo venne ordinato sacerdote nel convento del Carmelo all'età di venticinque anni.

Nel 1218 venne incaricato di recarsi a Roma, per sottoporre la nuova regola a Papa Onorio III per l'approvazione, che fu da questi concessa nel 1226.

Dopo una breve permanenza a Roma, dove svolse attività di predicatore, venne inviato in Sicilia per combattere l'eresia catara.

La morte avvenne in circostanze drammatiche: dopo aver convinto la convivente di un nobile locale Berengario, ad abbandonarlo, in quanto legata a lui da vincoli di parentela, venne assalito dal nobile nella chiesa dei Santi Filippo e Giacomo a Licata e colpito a morte con una spada. Angelo morì pochi giorni dopo, chiedendo che l'aggressore fosse perdonato.

Venne sepolto nella stessa chiesa dove venne assalito.

Culto[modifica | modifica wikitesto]

Le reliquie vennero traslate nel 1656 nella nuova chiesa a lui dedicata: l'edificio venne eretto dagli abitanti della città come ringraziamento per la scampata epidemia di peste, che aveva colpito il Vicereame di Napoli nel 1656. L'approvazione del culto venne concessa da papa Pio II e la Chiesa cattolica lo festeggia il giorno della sua morte, il 5 maggio. Il santo è patrono di Licata e molto venerato in tutta la Sicilia.

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